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Varie : levarsi a servire
Levarsi
a servire
Istituto Ruhi
Secondo libro
Levarsi
a servire
Istituto Ruhi
Libri della serie:
Primo libro: Riflessioni sulla vita dello spirito
«Comprendere gli Scritti bahá’í»
«La preghiera»
«La vita e la morte»
Secondo libro: Levarsi a servire
«La gioia dell’insegnamento»
«Temi di approfondimento»
«Introduzione ai principi bahá’í»
Terzo libro: Insegnare nelle classi per bambini
«Principi di educazione bahá’í»
«Lezioni per le classi per bambini»
«Insegnare in una classe per bambini»
@ Copyright 2004

Titolo orginale: Reflections on the Life of the Spirit

1a edizione italiana 2004
Indice
Ai collaboratori
La gioia dell’insegnamento
Temi di approfondimento
Introduzione ai principi bahá’í
Ai collaboratori

I vari capitoli dei libri dell’Istituto Ruhi si propongono, complessivamente, tre obiettivi generali: offrire alcune riflessioni su certi concetti spirituali, impartire conoscenze sulla Fede e favorire lo sviluppo di alcune competenze necessarie per specifiche azioni di servizio. Naturalmente, ciascun capitolo è orientato più specificamente verso l’uno o verso l’altro di questi obiettivi. I capitoli del primo libro vogliono fondamentalmente aiutare gli studenti a capire meglio alcuni concetti spirituali. Il secondo libro tratta soprattutto delle capacità e delle competenze necessarie per particolari azioni di servizio.

Il concetto fondamentale su cui si basano tutti i capitoli dell’Istituto Ruhi, indipendentemente dal loro orientamento specifico, è quello di «seguire un percorso di servizio». Chi entra a far parte dell’Istituto segue un proprio percorso personale di crescita spirituale e di servizio. I vari corsi lo aiutano presentandogli i concetti più importanti, orientandolo verso lo sviluppo delle proprie qualità spirituali e dei relativi atteggiamenti e fornendogli le competenze e le capacità che gli occorrono per impostare il proprio percorso di servizio. Questo percorso incomincia inevitabilmente da azioni di servizio molto semplici, che poi diventano più complesse via via che le capacità dei partecipanti aumentano.

La prima azione di servizio è presentata nel secondo capitolo di questo libro, «Temi di approfondimento», che si propone di aiutare gli studenti ad acquisire la capacità di andare periodicamente a trovare i nuovi credenti nelle loro case e di parlare con loro di alcuni temi fondamentali come l’eterno Patto di Dio, la vita di Bahá’u’lláh, l’amore e l’unità nella comunità bahá’í, gli incontri bahá’í e la Festa del diciannovesimo giorno, il significato della contribuzione al Fondo e l’insegnamento della Causa. Ogni tema è seguito da una serie di domande e di esercizi. Alcuni di questi esercizi servono a far capire meglio il tema agli studenti. Altri servono ad aiutarli ad acquisire le competenze necessarie per presentarne il contenuto alle famiglie che vanno a trovare. Un’altra serie di esercizi riguarda le qualità e gli atteggiamenti spirituali che devono arricchire questo atto di servizio.

Per la maggior parte degli studenti, questo capitolo è la prima occasione che hanno di studiare a fondo questi temi particolari. È importante notare che le conoscenze che essi assimilano sono acquisite mentre ne parlano assieme agli altri. Si spera che ciò li prepari a una vita nella quale la crescita personale e il servizio non siano considerati due scopi separati e talvolta conflittuali, ma una sola cosa.

Come in tutti i corsi dell’Istituto Ruhi, se gli studenti sono molti, sarebbe meglio che il facilitatore li suddividesse in piccoli gruppi. I capitoli che hanno già studiato consistevano principalmente di brevi citazioni, seguite da domande e da esercizi che aiutavano i partecipanti a comprenderle meglio. In questo capitolo, invece, i temi da approfondire sono presentati per mezzo di passi relativamente lunghi disseminati di citazioni. Dopo la prima lettura di un tema, alcuni partecipanti avranno probabilmente imparato ben poco e avranno bisogno di rileggere l’intero passo più volte, paragrafo per paragrafo, rivolgendosi reciprocamente delle domande e ripetendone i concetti con le loro parole. Dopo aver fatto questo, gli studenti passeranno agli esercizi successivi, che li aiuteranno a capire ancora meglio le citazioni e a pensare che presentando a qualcuno quel tema compieranno un atto di servizio.

Naturalmente, se si vogliono sviluppare le competenze e le capacità necessarie, non basta che i partecipanti studino i temi di questo capitolo e svolgano i relativi esercizi. È necessario che abbiano l’occasione di mettere in pratica le competenze acquisite. La cosa migliore è che vadano a trovare le famiglie dei dintorni, in compagnia di un amico più esperto, in gruppo oppure da soli. Se la cosa non è possibile, allora si suggerisce che recitino un gioco delle parti nel quale uno fa la parte dell’insegnante visitatore e gli altri quella dei membri di una famiglia appena entrata nella Fede.

La terza parte di questo libro, «Introduzione ai principi bahá’í», tratta alcune competenze attinenti l’insegnamento della Causa. Quando si fa esperienza nell’insegnamento della Fede, si acquisiscono competenze e capacità. In un primo livello elementare, questo capitolo serve ad aiutare gli studenti ad acquisire la capacità d’introdurre idee bahá’í in una conversazione. Per questo, il capitolo presenta una serie di brevi passi su argomenti vari. Questi passi, pur non essendo esatte citazioni di ‘Abdu’l-Bahá, si basano sui Suoi discorsi e sulle Sue Tavole e contengono molte parole e molte frasi da Lui usate. Come nel capitolo precedente, gli studenti devono leggerli attentamente e studiarli in piccoli gruppi per assimilare bene le idee presentate e imparare ad esprimerle agevolmente con le loro parole. Gli esercizi che seguono i vari passi servono ad aiutare gli studenti a pensare a come introdurre in una conversazione le idee che hanno appreso e come rispondere ad eventuali domande. Si spera che, studiando questi passi, i partecipanti sviluppino un modello di pensiero che sia in armonia con gli Insegnamenti. Questo capitolo vuole aiutarli a prendere l’abitudine di seguire nell’insegnamento l’esempio del modo di esprimersi di ‘Abdu’l-Bahá. Anche in questo caso, come nel secondo capitolo, una componente essenziale del processo di apprendimento degli studenti è l’applicazione pratica delle nuove competenze.

Quando l’Istituto Ruhi incominciò a offrire il contenuto di quello che ora è il secondo capitolo di questo libro, si notò che alcuni partecipanti continuavano a visitare le famiglie, parlando con loro dei temi d’approfondimento, mentre altri perdevano subito ogni entusiasmo. Si fecero molti incontri di consultazione per cercare di comprendere il perché. Di conseguenza, si scoprì che la principale differenza consisteva nella diversa consapevolezza dei credenti quanto all’origine della gioia che si trae dall’insegnamento della Fede. Coloro che traevano soddisfazione dall’entusiasmo momentaneo, o che cercavano riconoscimenti o elogi per quello che facevano, in genere non perseveravano nei loro sforzi. Gli amici che visitavano regolarmente le famiglie traevano gioia dall’insegnamento in sé. Il primo capitolo di questo libro, «La gioia dell’insegnamento», cerca di trasmettere le implicazioni di questa importante differenza. La sequenza delle idee presentate nel capitolo è come segue:

1. Chi insegna la Causa partecipa a una benedizione speciale – parla con gli altri della Parola di Dio rivelata da Bahá’u’lláh. Questa grazia conferisce una profonda gioia spirituale.

2. La Rivelazione di Bahá’u’lláh può essere paragonata a un oceano nelle cui profondità si trovano perle di guida divina. Dobbiamo fare tutto il possibile per raggiungere le rive di questo oceano e riceverne i benefici.

3. L’oceano della Rivelazione di Bahá’u’lláh ci è straordinariamente vicino. Se solo lo desideriamo, possiamo raggiungere le sue rive in un batter d’occhio.

4. Avendo ricevuto il dono di riconoscere Bahá’u’lláh, desideriamo offrire anche agli altri le perle di guida divina che si trovano nella Sua Rivelazione. Così facendo, utilizziamo il potere della Sua Parola. Soltanto la Sua Parola può trasformare il cuore degli uomini.

5. Di tutte le attività di cui ci occupiamo quotidianamente, quelle che comportano la condivisione della Parola di Dio con gli altri sono speciali.

6. La gioia che ci riempie il cuore quando insegniamo la Causa viene dall’atto stesso dell’insegnamento: far conoscere anche agli altri la Parola di Dio rivelata da Bahá’u’lláh. Se ci preoccupiamo di altre cose, come elogi e riconoscimenti, questa gioia si sciupa. Se vogliamo trarre gioia dall’insegnamento, dobbiamo imparare a essere distaccati.

7. Dobbiamo anche essere disposti a fare sforzi e sacrifici. Dobbiamo ricordare che, così facendo, otteniamo felicità spirituale e facilitiamo il nostro progresso spirituale. Sacrificarsi significa rinunciare a ciò che è inferiore per ciò che è superiore. Sebbene il sacrificio comporti sofferenza, in realtà è motivo di gioia.

La gioia dell’insegnamento
Scopo
Comprendere che la gioia dell’insegnamento
consiste nell’atto stesso di parlare

con gli altri della Parola di Dio, indipendentemente

dai risultati immediati.
Sezione 1

Ora che avete completato un certo numero di corsi offerti dall’Istituto Ruhi e che avete acquisito una certa comprensione di alcune fondamentali questioni spirituali, è il momento che vi soffermiate a pensare sistematicamente ai servizi che potrete in futuro rendere alla Causa. Nell’analizzare i bisogni della Fede e nel cercare di scoprire come potete rendervi utili, forse vi sarà di aiuto immaginarvi di seguire un percorso di servizio con gioia e stupore. Inoltrandovi su questo percorso, riceverete una porzione degli incommensurabili doni di Dio e i vostri sforzi saranno continuamente benedetti dalle confermazioni divine. All’inizio, gli atti di servizio che compirete saranno semplici e facili, ma crescendo le vostre conoscenze e sviluppandosi le vostre capacità, sarete in grado di entrare in campi di servizio più impegnativi. Seguire un percorso di servizio comporta, naturalmente, molte prove e molte sofferenze. Ma se ricorderete di essere grati a Dio per le opportunità di servirLo che vi offre, se non cesserete mai di essere umili davanti a Lui e davanti alle Sue creature, il risultato finale di ogni vostro sforzo sarà per la Causa una vittoria, piccola o grande che sia.

Molte delle attività che realizzerete procedendo in questo percorso di servizio si svolgeranno nel campo dell’insegnamento. Guiderete nuove anime alla Fede. Condurrete classi per bambini. Aiuterete gli amici bahá’í ad approfondirsi e parteciperete al consolidamento di attività locali. In tutte queste attività, riceverete una benedizione speciale, quella di parlare con gli altri della Parola di Dio rivelata da Bahá’u’lláh. Questa benedizione vi riempirà di profonda gioia spirituale.

Esercizi:

1. Insegnare la Causa significa solo ottenere la dichiarazione di nuovi credenti?

____________________________________________________________

2. Nel seguente elenco di attività, segnate quelle che possono considerarsi attività d’insegnamento.

____ Comunicare a un amico la buona novella della venuta di Bahá’u’lláh.

____ Aiutare un nuovo credente ad approfondirsi nella Fede.

____ Tenere un fire-side nella propria casa.

____ Partecipare a una campagna di espansione e consolidamento.

____ Aprire una nuova località alla Fede.

____ Condurre una classe bahá’í per un piccolo gruppo di bambini.

____ Aiutare a formare un gruppo di giovani bahá’i.

____ Aiutare una comunità a celebrare la Festa del diciannovesimo giorno.

____ Fare un discorso sulla Fede in una scuola o altra istituzione pubblica.

3. A quale speciale benedizione partecipiamo quando insegniamo? ________

____________________________________________________________

____________________________________________________________

4. Qual’è una delle fonti di profonda gioia spirituale per chi insegna? ______

____________________________________________________________

____________________________________________________________

5. Consultatevi nel gruppo su ciò che spinge i bahá’í a insegnare la Causa.

6. Imparate a memoria la seguente citazione:

«O viandante sul sentiero di Dio! Prendi la tua parte dell’oceano della Sua grazia e non privarti di ciò che è celato nelle sue profondità. Sii di coloro che hanno avuto parte dei suoi tesori. Una sola goccia di questo oceano, versata su coloro che sono nei cieli e sulla terra, basterebbe a colmarli della generosità di Dio, l’Onnipotente, l’Onnisciente, il Sapientissimo. Attingi con le mani della rinunzia alle sue acque vivificatrici, ed aspergine tutte le cose create, sì che esse si purifichino da tutte le limitazioni, opera d’uomo, e si avvicinino al potente seggio di Dio, a questo luogo sacro e splendente».1

Sezione 2

Sappiamo che parlare con gli altri della Parola di Dio rivelata da Bahá’u’lláh è fonte di immensa gioia in tutte le attività d’insegnamento. Quindi, ciascuno di noi deve riflettere spesso sulla grandezza della Rivelazione di Bahá’u’lláh e cercare di scoprire le inestimabili gemme in essa contenute. Incominciate studiando la seguente citazione dagli Scritti di Bahá’u’lláh:

«O Miei servi! La Mia santa Rivelazione divinamente ordinata, può paragonarsi a un oceano nelle cui profondità siano celate innumerevoli perle di gran valore e insuperato splendore. È d’uopo che ogni ricercatore si adoperi per giungere alle rive di quest’oceano al fine di godere, commisuratamente all’ardore della ricerca e agli sforzi compiuti, dei benefici prestabiliti nelle irrevocabili Tavole celate di Dio».2

Esercizi:

1. A che cosa può essere paragonata la Rivelazione di Bahá’u’lláh? ________

____________________________________________________________

2. Alcune delle perle nascoste nelle profondità dell’oceano della Rivelazione di Bahá’u’lláh sono:

La perla di ___________________________________________________

La perla di ___________________________________________________

La perla di ___________________________________________________

La perla di ___________________________________________________

3. Completate le seguenti frasi:

a. È d’uopo che noi ___________________ per _________________

alle ________ dell’oceano della Rivelazione di Bahá’u’lláh.

b. Dobbiamo sforzarci di giungere alle rive dell’oceano della Rivelazione

di Bahá’u’lláh al fine di godere, ________________ all’ ________

della nostra ricerca e agli ___________ compiuti, dei ___________

prestabiliti nelle irrevocabili Tavole celate di Dio.

4. Che cosa significa «adoperarsi»? _________________________________

____________________________________________________________

5. Che cosa significa «sforzarsi» di ottenere qualcosa? __________________

____________________________________________________________

6. Per che cosa deve adoperarsi ogni ricercatore? ______________________

____________________________________________________________

7. Che cosa significa che una cosa è «commisurata» a un’altra? ___________

____________________________________________________________

____________________________________________________________

8. Bahá’u’lláh dice che riceveremo i benefici dell’oceano della Sua Rivelazione commisuratamente agli sforzi compiuti.

a. Fate qualche esempio di sforzi compiuti per ricevere questi benefici.

______________________________________________________

______________________________________________________

______________________________________________________

b. Fate qualche esempio di benefici ricevuti. ____________________

______________________________________________________

______________________________________________________

______________________________________________________

Sezione 3

Sapendo che la Rivelazione di Bahá’u’lláh è come un oceano nelle cui profondità si trovano perle di gran valore, ciascuno di noi fa tutto il possibile per riceverne i benefici e per aiutare gli altri a raggiungere quelle rive. Ma quanto è lungo il viaggio verso le rive di quell’oceano? Bahá’u’lláh dice:

«O Miei servi! L’unico vero Dio Mi è testimone! Quest’immenso, quest’insondabile, questo fluttuante Oceano è vicino, sorprendentemente vicino. Guardate, vi è più vicino della vena del collo. Se lo desiderate, potete raggiungerlo in un batter d’occhio e partecipare di questo favore imperituro, di questa grazia concessa da Dio, di questo dono incorruttibile, di questa munificenza possente, indicibilmente gloriosa».3

Esercizi:
1. Completate le seguenti frasi:

a. Il più grande oceano della Rivelazione di Bahá’u’lláh ci è vicino,

____________________________ .

b. L’oceano della Rivelazione di Bahá’u’lláh ci è ____________________

della vena del collo.

c. Se lo desideriamo, possiamo __________________________ in un

_____________________________ e _____________________________

dell’Oceano della Sua Rivelazione.

d. __________________, possiamo ________________ in un batter

d’occhio e avere una parte dell’Oceano della Sua Rivelazione.

2. A che cosa si riferisce la frase «quest’immenso, quest’insondabile, questo fluttuante oceano»?

____________________________________________________________

3. Quanto ci è vicino questo oceano? ________________________________

4. Quanto tempo ci occorre per raggiungere questo oceano? ______________

____________________________________________________________

Sezione 4

Quando riconosciamo la grandezza di Bahá’u’lláh e ci rendiamo conto di essere vicini all’oceano della Sua Rivelazione nelle cui profondità si trovano perle di inestimabile valore, la nostra anima si riempie di spirito di fede e vogliamo far conoscere anche agli altri queste perle di guida divina, perle che continuamente scopriamo nello studio, nella preghiera e nella meditazione. Così facendo, usiamo il potere della Sua Parola. È dunque importante meditare profondamente sul potere della Parola di Dio e sui suoi effetti sul cuore umano. La seguente citazione di Bahá’u’lláh ci può aiutare a capire questo grande potere:

«Il Verbo di Dio può paragonarsi a un alberello, le cui radici sono state piantate nei cuori umani. Avete l’obbligo di proteggerne lo sviluppo con le vive acque della saggezza, con le parole pure e sante, cosicché le sue radici attecchiscano e i suoi rami si protendano alti nei cieli ed oltre».4

Esercizi:

1. A che cosa può essere paragonata la Parola di Dio?

____________________________________________________________

2. Dove sono state piantate le radici di quest’albero? ___________________

____________________________________________________________

3. Come possiamo favorire la crescita di quest’albero? __________________

____________________________________________________________

4. Menzionate qualche qualità che mostreremo quando la Parola di Dio si

sarà saldamente radicata nel nostro cuore. __________________________

____________________________________________________________

5. Che cosa significa la frase «i suoi rami si protendano alti nei cieli ed oltre»?

____________________________________________________________

6. Spiegate in poche frasi perché la condivisione della Parola di Dio è di

estrema importanza. ___________________________________________

____________________________________________________________

____________________________________________________________

____________________________________________________________

____________________________________________________________

Sezione 5

Pensate ora alle diverse attività che occupano la nostra vita quotidiana. Cibiamo il corpo. Lavoriamo e ci guadagniamo da vivere. Ci dedichiamo allo sport e ad altre attività ricreative. Studiamo per acquisire nuove conoscenze e accrescere le nostre capacità mentali. Acquisiamo nuove competenze per migliorare il nostro livello di vita. Numerose attività come queste, tutte importanti per il nostro progresso intellettuale e il nostro benessere materiale, occupano gran parte del nostro tempo. Ma come possiamo paragonare il tempo dedicato a queste attività a quei momenti densi di spiritualità nei quali preghiamo, ci approfondiamo, parliamo della Parola di Dio con i nostri simili? Le ore che dedichiamo allo studio degli Scritti della Fede, da soli o con gli amici, il tempo che dedichiamo a insegnare ai bambini, per fare in modo che le radici dell’albero della Parola di Dio si radichino saldamente nel loro cuore, e i momenti nei quali Dio ci concede il dono di guidare un’anima verso le rive dell’oceano della Rivelazione di Bahá’u’lláh e di aiutarla a scoprire le perle che vi sono nascoste – questi momenti sono infinitamente preziosi. Non c’è gioia più grande della possibilità di ricevere le benedizioni celesti. Dobbiamo sempre ricordare che ‘Abdu’l-Bahá ha dedicato le Sue energie all’insegnamento e ha desiderato ardentemente di portare la Fede di Suo Padre in ogni angolo del mondo.

«O potessi io viaggiare in quelle regioni, fosse anche a piedi e nella più completa povertà, ed esclamando ‘Yá Bahá’u’l-Abhá’ in città, villaggi, montagne, deserti e oceani, promuovere gli insegnamenti divini! Ma ahimé, non posso farlo. Quanto me ne rammarico! Piaccia a Dio che lo facciate voi».5

Esercizi:

1. Fate un elenco di ciò che, volenti o nolenti, siete obbligati a fare nella vita.

____________________________________________________________

____________________________________________________________

____________________________________________________________

____________________________________________________________

2. Pensate alle cose che vi piace fare ed elencatele in ordine secondo la gioia che vi danno. _________________________________________________

____________________________________________________________

____________________________________________________________

____________________________________________________________

____________________________________________________________

3. Le cose che vi piace fare sono, indubbiamente, utili a voi e agli altri. La

gioia che ne ricavate dipende solo dai risultati che ottenete o anche dal

semplice fatto di farle? _________________________________________

____________________________________________________________

Sezione 6

Abbiamo detto che, fra tutte le cose che facciamo nella vita, i momenti che dedichiamo a parlare della Parola di Dio con gli altri sono dotati di una grazia speciale. Ma dobbiamo sempre ricordare che la gioia che proviamo mentre insegniamo deriva dall’atto dell’insegnamento, dall’impegno nella discussione e nella riflessione sulla Parola di Dio. Se lo dimentichiamo, permettiamo che altri diminuiscano o addirittura spengano la luce della gioia nel nostro cuore. Se diamo un’eccessiva importanza al modo in cui gli altri rispondono agli Insegnamenti della Fede, se ci lasciamo condizionare dalle loro critiche, se ci aspettiamo riconoscimenti o elogi per ciò che facciamo, allora perdiamo la gioia dell’insegnamento. Ciò che ci deve indurre a insegnare è l’amore di Dio, non il desiderio di avere successo, di trarne beneficio, di ottenere riconoscimenti o di ricevere elogi. Il distacco da tutte queste cose è un requisito necessario per provar gioia nell’insegnamento. Lo studio delle seguenti citazioni vi aiuterà a riflettere su questo importantissimo tema:

«O uomo dalle due visioni! Chiudi uno dei tuoi occhi e apri l’altro. Chiudi l’uno al mondo e a tutto ciò che è in esso, e apri l’altro alla santa bellezza del Diletto».6

«O amici! Non abbandonate la bellezza eterna per una beltà che deve perire e non riponete i vostri affetti su questo mortale mondo di polvere».7

«O figlio del Verbo Parlato! Volgi il tuo viso verso il Mio e rinunzia a tutto fuor che a Me, poiché la Mia sovranità dura in eterno e il Mio dominio non perisce. Se cerchi altri invece che Me, dovessi frugare in eterno l’universo, vano sarebbe il tuo cercare».8

«O straniero che ha trovato rifugio! La fiaccola del tuo cuore è accesa dalla mano del Mio potere, non la spegnere con i venti ostili dell’egoismo e della passione. Il balsamo di tutti i tuoi malanni è la rimembranza di Me, non lo dimenticare. Fa’ del mio amore il tuo tesoro e tienilo caro come la vista, come la vita».9

«Il distacco è come il sole, in qualsiasi cuore risplenda spegne il fuoco della bramosia e dell’egoismo. Sicuramente colui la cui vista è illuminata dalla luce della comprensione si distacca dal mondo e dalle sue vanità... Non lasciate che il mondo e la sua grettezza vi addolorino. Felice chi non si vanta delle proprie ricchezze né si duole della povertà».10

Esercizi:

1. Essere distaccati da questo mondo significa vivere come un eremita? ____

2. È possibile essere distaccati dal mondo e nello stesso tempo possedere

delle cose? __________________________________________________

3. Chi dedica praticamente tutto il suo tempo al lavoro può essere considerato

distaccato dalle cose del mondo? _________________________________

4. Chi lavora solo quanto basta per soddisfare i propri bisogni essenziali e

dedica il resto del tempo a non far niente può essere considerato distaccato

dalle cose del mondo? _________________________________________

5. Oltre alle cose materiali, ce ne sono molte altre alle quali si può essere

attaccati. A che cosa sareste attaccati se foste una persona che:

a. È triste se svolge un servizio per la Fede e nessuno lo riconosce?

______________________________________________________

b. Si scoraggia se qualcuno non accetta il Messaggio che egli gli offre?

______________________________________________________

c. Va a insegnare in un luogo vicino solo se gli amici lo portano

in automobile? _________________________________________

______________________________________________________

d. Non dice agli altri di essere bahá’í perché pensa di esserne

respinto? ______________________________________________

______________________________________________________

e. Spende spesso i suoi soldi per andare a fare viaggi e picnic,

ma non ne ha mai per andare ai convegni bahá’í? ______________

______________________________________________________

6. Sappiamo che non si deve andare a caccia di lodi per i servizi resi alla Causa. Eppure, è importante raccontare agli altri le proprie esperienze di insegnamento. Ma nel farlo, si deve fare in modo di non vantarsi dei propri successi. Elenchiamo qui di seguito una serie di frasi che qualcuno potrebbe dire dopo un’attività d’insegnamento. Segnate quelle che voi direste, senza avere la sensazione di oltrepassare i limiti della modestia.

______ Ho una tale esperienza nell’insegnamento che posso facilmente portare alla Fede 15 o 20 nuovi credenti in un giorno.

______ Oggi ho incontrato una donna con una tale comprensione spirituale che ha accettato la Fede dopo poche spiegazioni. Il tempo che ho trascorso con lei è servito per lo più ad approfondirla, piuttosto che a convincerla della verità della Rivelazione di Bahá’u’lláh.

______ Doreen è diventata una bravissima insegnante. Le ho insegnato la Fede veramente bene.

______ Sapevo che, se non ci fossi andato anch’io, il gruppo di insegnamento non avrebbe avuto molte dichiarazioni, perciò ho preso un giorno di ferie per partecipare all’attività.

______ Quando ho visto Mario, uno dei nuovi credenti che hanno accettato la Fede la scorsa settimana, insegnare la Fede alla sua famiglia, mi si è riempito il cuore di gioia.

______ Ho finalmente capito come si deve presentare la Fede in modo che le persone non possano dire «no».

______ Ogni volta che partecipo a un’attività d’insegnamento, mi stupisco davanti al potere trasformatore della Parola di Dio.

______ Sono ancora emozionata, perché quando ho incominciato a spiegare gli Insegnamenti a questa vecchia coppia, lui mi ha detto di aver sognato all’inizio della settimana che qualcuno sarebbe venuto da loro con un Messaggio da parte di Dio.

7. Il distacco è così importante per chi insegna la Causa che si suggerisce di imparare a memoria tutte le citazioni della prossima sezione.

Sezione 7

Un’altra condizione che ci aiuta a preservare la gioia nel servire la Causa è la disponibilità a impegnarsi e a sacrificarsi. La parola «sacrificio» ricorre spesso nella vita quotidiana. Se un amico deve partire all’alba per un viaggio e ci svegliamo presto per salutarlo prima che parta, diciamo di aver sacrificato qualche ora di sonno. Se una persona cara si ammala, sacrifichiamo qualche ora del nostro svago preferito per prenderci cura di lui. Se dobbiamo percorrere tutti i giorni un lungo tragitto a piedi per andare a scuola, diciamo che sacrifichiamo una comodità e quando offriamo una somma per una causa meritevole diciamo che sacrifichiamo il denaro che normalmente spenderemmo per la famiglia.

Anche servire la Fede comporta un sacrificio. Per dedicarci alle attività bahá’í dobbiamo sottrarre del tempo ad altri impegni. Dobbiamo accettare disagi, impiegare una parte delle nostre risorse materiali e talora rinunciare a qualche progetto e a qualche sogno. Ma dobbiamo capire che, così facendo, ci distacchiamo dalle cose del mondo, otteniamo la felicità spirituale e facilitiamo il nostro progresso spirituale. Quando serviamo la Fede, non dobbiamo mai pensare, Dio non voglia, che Gli stiamo facendo un favore. Le occasioni di servizio che ci si presentano ci sono concesse da Dio e nel servizio dovremmo assumere un atteggiamento di umile riconoscenza e gratitudine. Bahá’u’lláh dice:

«C’è bisogno di sforzo se vogliamo cercare Lui, è necessario l’ardore, se vogliamo gustare il miele dell’unione con Lui, e se gusteremo di questa Coppa dimenticheremo un intero mondo».11

‘Abdu’l-Bahá dice:

«...non fermatevi, non cercate riposo, non attaccatevi agli sfarzi di questo mondo effimero, liberatevi da ogni attaccamento e lottate con tutto il cuore e con tutta l’anima sì da vivere completamente del Regno di Dio. Conseguite i tesori spirituali. Giorno dopo giorno diventate sempre più luminosi e sempre più avvicinatevi alla soglia dell’unicità».12

Dobbiamo sempre ricordare che il vero sacrificio consiste nel rinunciare a ciò che è inferiore per ciò che è superiore. Quindi, sebbene il sacrificio comporti sofferenza, in realtà esso è motivo di gioia. ‘Abdu’l-Bahá dice:

«E quell’essere che non abbia ancora posto piede nella pianura del sacrificio è privato d’ogni grazia e favore; e la pianura del sacrificio è il reame dove si muore all’io, sì che possa brillare la radiosità del Dio vivente».13

Esercizi:

1. Un ragazzo ha una tasca piena di sassi. Incontra una persona che gli offre una manciata di gemme. Per avere le gemme egli deve gettar via i sassi. Che cosa sta sacrificando? ______________________________________

2. Un agricoltore ha un frutteto di vecchi alberi che non danno più frutti. Deve tagliarli per piantarne dei nuovi. Che cosa sta sacrificando? ________

____________________________________________________________

3. Il seme accetta di spaccarsi quando germoglia. Perché si sacrifica? ______

____________________________________________________________

4. Qui di seguito ci sono alcune coppie di frasi che una persona potrebbe dire o solo pensare tra sé e sé. In ogni coppia segna la frase che ti piace di più.

______ Ho sacrificato il giorno intero per andare a insegnare.

______ Ho avuto la gioia e il privilegio di insegnare tutto il giorno.

______ Sacrificherò tre ore di studio per andare alla Festa del diciannovesimo giorno.

______ Oggi finirò di studiare più tardi del solito perché vado alla Festa del diciannovesimo giorno.

______ Farò il sacrificio di non comprare un paio di scarpe nuove per dare i soldi al Fondo.

______ Contribuirò al Fondo i soldi che avevo messo da parte per comperare un paio di scarpe. Naturalmente non lo dirò a nessuno.

______ Oggi ho lavorato tanto per la Fede che, anche se avevo molto appetito, ho sacrificato il pranzo e ho mangiato solo un pezzetto di pane.

______ Ero talmente concentrato nel lavoro per la Fede che, sebbene avessi un grande appetito, mi è bastato mangiare un pezzo di pane.

5. Per raggiungere un obiettivo, occorre uno sforzo. Riportiamo un elenco di obiettivi della comunità bahá’í. Per ciascuno di essi sono indicate alcune attività attinenti che comportano un diverso grado di impegno. Per ciascun obiettivo, segnate l’attività che meglio rispecchia l’entità dell’impegno necessario per raggiungerlo.

L’educazione spirituale dei bambini:

______ Avere una conferenza annuale per i bambini.

______ Riunire per mezz’ora i bambini di tutti i villaggi, ogni volta che passa un insegnante viaggiante.

______ Formare ogni anno un certo numero di giovani dei villaggi, perché possano tenere regolarmente classi settimanali per bambini di varie età.

Il rafforzamento delle comunità locali:

______ Visitare le comunità locali una volta l’anno a Ri?ván per aiutarle a eleggere l’Assemblea Spirituale Locale.

______ Fornire a tutte le Assemblee Spirituali Locali un elenco dei compiti da svolgere.

______ Seguire lo sviluppo di tutte le comunità locali e della loro Assemblea Spirituale Locale, aiutandole in attività come organizzare la Festa del diciannovesimo giorno, condurre classi per bambini, istituire il fondo locale e svolgere piani di insegnamento locali.

L’approfondimento di un gran numero di credenti:

______ Organizzare vari convegni a intervalli di pochi mesi utilizzando come oratori i membri delle istituzioni e altri amici esperti.

______ Ricordare agli amici, ogni qual volta se ne presenti l’occasione, l’importanza di studiare gli Scritti.

______ Formulare un programma sistematico di approfondimento dei credenti che includa un appropriato materiale di studio e insegnanti capaci di usarlo.

Ottenere nuove dichiarazioni con l’insegnamento personale:

______ Dare qualche libro da leggere a chi mostra interesse per la Fede.

______ Spiegare con grande entusiasmo le verità essenziali della Fede a una persona e, nel momento in cui si dichiara, lasciare che continui a studiare da sola se lo desidera.

______ Diventare amici di una persona interessata alla Fede, decidere il modo migliore di presentarle il Messaggio, colmandola di gentilezze, guidandola e aiutandola a dichiarare che accetta Bahá’u’lláh, approfondirla e assisterla finché non arriva al punto da dedicarsi a insegnare la Fede ad altre anime.

Sezione 8

Esponiamo ora qualche idea per una scenetta intitolata «positivo-negativo». Scegliete un amico e, quando ciascuno di voi ha imparato una parte, «positiva» o «negativa», recitate la scenetta davanti al gruppo. Non accontentatevi di questi esempi, ma consultatevi e descrivete altre situazioni da includere nella scenetta.

Positivo: Sono bahá’í e questo mi dà la grande gioia di parlare del Messaggio di Bahá’u’lláh con gli altri. Quando insegno la Fede, ho il cuore pieno di gioia.

Negativo: Sono bahá’í e mi piace molto insegnare. Ma che fatica! Per andare nel villaggio dove il comitato mi ha chiesto di insegnare, devo svegliarmi molto presto.

Positivo: È molto importante insegnare ai bambini e mi piace molto. I bambini dei villaggi che vado a visitare sono molto speciali e li considero tra i miei migliori amici.

Negativo: È molto importante insegnare ai bambini, ma mi sembra un compito impossibile. I bambini di oggi si comportano male e nessuno vuole occuparsene.

Positivo: Ho una classe settimanale per bambini che va molto bene. Ovviamente non sono angeli. Qualche volta ci sono dei problemi e mi è difficile insegnare. Ma seguendo i consigli di Bahá’u’lláh e di ‘Abdu’l-Bahá, e con l’amore e con la pazienza, tutto si risolve. Che gioia vedere il progresso che hanno fatto durante l’anno in cui ho insegnato loro.

Negativo: Purtroppo, tra le cose da fare c’è anche quella di insegnare ai bambini. Ma non obbediscono. Ho incominciato con una classe di trenta bambini e sono diventati subito venti. Ora ne vengono solo cinque. Che cosa impareranno mai quei pochi che vengono nelle classi che tengo ogni tanto quando me la sento?

Positivo: L’altro giorno sono andata a trovare una famiglia bahá’í per consegnare loro il notiziario. Non erano a casa, ma ho incontrato un loro parente che non conoscevo. Ho approfittato dell’occasione per insegnargli la Fede e la ha accettata.

Negativo: L’altro giorno sono andato a trovare una famiglia bahá’í per consegnare loro il notiziario. Uno dei loro parenti, che non avevo mai visto prima, mi ha detto che non erano in casa. Sono rimasto deluso e me ne sono andato.

Positivo: In questa regione è abbastanza difficile far sì che la gente si incontri regolarmente. Ma con la perseveranza ci si riesce. Un anno fa nella mia comunità abbiamo dato inizio a una classe di approfondimento il mercoledì sera. Da principio venivano solo due persone. Ma non ci siamo scoraggiati. Non abbiamo mai pensato male di chi non veniva. Abbiamo continuato ad andare a trovarli e a parlare con loro di ciò che avevamo studiato durante le riunioni. Negli ultimi mesi, dieci bahá’í hanno in cominciato a frequentare regolarmente le classi e il numero sta ancora crescendo.

Negativo: Guarda, le persone non vengono agli incontri! Non si riuniscono! Non vogliono proprio riunirsi!

Sezione 9

Abbiamo riflettuto sulla grandezza della Rivelazione di Bahá’u’lláh e abbiamo visto quanto sia importante parlare della Sua Parola con gli altri. Comprendiamo pienamente che la gioia dell’insegnamento sta nell’atto di parlare della Sua Parola. Se vogliamo preservare questa gioia, dobbiamo essere distaccati dalle cose del mondo, dal desiderio di elogi e gratificazioni e disposti ad affrontare sforzi e sacrifici.

Nelle citazioni che seguono, Bahá’u’lláh dice che dobbiamo dedicarci alla guida delle anime verso la Sua Causa. Ci assicura che, quando lo facciamo, le schiere dell’ispirazione divina discendono su di noi e ci assistono. Fiduciosi nell’infallibile assistenza di Bahá’u’lláh, dobbiamo distaccarci da tutto, essere liberi come il vento e diffondere dappertutto le buone novelle della Sua Rivelazione. Si suggerisce di concludere questo corso imparando a memoria queste citazioni.

«Apprestati al cimento, caso mai tu possa guidare il prossimo alla legge di Dio, il Più Misericordioso. In verità, agli occhi di Dio, Colui che tutto possiede, l’Altissimo, questo atto supera tutti gli altri».14

«Per la giustizia di Dio! Chiunque dischiuda le labbra in questo giorno e faccia menzione del nome del suo Signore, le schiere dell’ispirazione divina scenderanno su di Lui dal cielo del Mio nome, l’Onnisciente, il Sapientissimo».15

«Chiunque si disponga a insegnare la Nostra Causa deve separarsi da tutte le cose terrene e considerare, in ogni momento, suo supremo obiettivo il trionfo della Nostra Fede».16

«Nel portare il Messaggio di Colui Che ha fatto sorgere l’Alba della Guida divina, sii libero come il vento».17

«Allorché sarà conseguita la vittoria, ogni persona si professerà credente e si affretterà verso il rifugio della Fede di Dio. Felici coloro che nei giorni in cui le prove hanno afflitto il mondo sono rimasti saldi nella Causa e si sono rifiutati di deviare dalla sua verità».18

«O figlio dell’Essere! Proclama il Mio nome sulla Mia terra, affinché Io Mi possa rammentare di te nei Miei cieli, così saranno consolati i Miei e i tuoi occhi».19

Riferimenti

1. Bahá’u’lláh, Spigolature dagli Scritti di Bahá’u’lláh. 3a ed. riv. (Casa Editrice Bahá’í, Roma, 2003), CXXIX, 1 p. 271-2.

2. Bahá’u’lláh, Spigolature, CLIII, 5, p. 317.
3. Bahá’u’lláh, Spigolature, CLIII, 5, p. 318.
4. Bahá’u’lláh, Spigolature, XLIII, 9, p. 93.

5. ‘Abdu’l-Bahá, Tavole del Piano Divino rivelate da ‘Abdu’l-Bahá ai bahá’í nordamericani (Casa Editrice Bahá’í, Roma, 1979), p. 44-5.

6. Bahá’u’lláh, Le Parole Celate. 9a ed. (Casa Editrice Bahá’í, Roma, 1999), dal persiano, n. 12, p. 32.

7. Bahá’u’lláh, Parole Celate, dal persiano, n. 14, p. 38.

8. Bahá’u’lláh, Parole Celate, dall’arabo, n. 15, p. 13-4.

9. Bahá’u’lláh, Parole Celate, dal persiano, n. 32, p. 46.

10. Bahá’u’lláh, citato in The Bahá’í World (Bahá’í Publishing Trust, Wilmette, Illinois, 1926, ristampa 1980), vol. 1, p. 42.

11. Bahá’u’lláh, Le Sette Valli e le Quattro Valli. 3a ed. riv. (Casa Editrice Bahá’í, Roma, 2001), p. 8.

12. ‘Abdu’l-Bahá, Tavole del Piano Divino, p. 86-7.

13. ‘Abdu’l-Bahá, Antologia (Casa Editrice Bahá’í, Roma, 1987), n. 36, p. 79.

14. Bahá’u’lláh, Spigolature, CLXI, 1, p. 330.
15. Bahá’u’lláh, Spigolature, CXXIX, 3, p. 272.
16. Bahá’u’lláh, Spigolature, CLVII, 2, p. 326.
17. Bahá’u’lláh, Spigolature, CLXI, 2, p. 330.
18. Bahá’u’lláh, Spigolature, CL, 1, p. 311.

19. Bahá’u’lláh, Parole Celate, dall’arabo, n. 43, p. 21.

Temi di approfondimento
Scopo

Acquisire la capacità di andare periodicamente a trovare

i nuovi credenti nelle loro case e di parlare assieme

a loro di alcuni temi fondamentali
Pratica
Andare a trovare qualche famiglia e studiare

con loro almeno i primi tre temi di questo capitolo.

Sezione 1

Uno degli atti più semplici che potete compiere nel campo del servizio, quando scegliete il vostro percorso di servizio, è una visita a qualche nuovo credente per approfondire insieme la vostra conoscenza degli Insegnamenti della Fede. La descrizione che segue, basata sulle esperienze degli amici bahá’í in varie località, vi aiuterà a organizzare i pensieri e a decidere come compiere questo meritevole atto di servizio.

Immaginiamo che abbiate appena finito di partecipare a un’attività d’insegnamento di grande successo. L’attività è stata organizzata dalla vostra Assemblea Spirituale Locale che, con l’aiuto del Comitato d’insegnamento dell’area, ha invitato dalle comunità vicine alcuni insegnanti esperti per farli partecipare all’espansione e al consolidamento della Fede nella vostra comunità. Dopo molti giorni di costanti attività, pur fisicamente stanchi, siete entusiasti e la vostra mente è attenta e pronta. Ricordate vividamente la gioia della partecipazione alle diverse attività della campagna assieme a insegnanti esperti – visite alle autorità delle comunità per farsele amiche e suscitare in loro un sentimento di rispetto per la Fede, ripetute visite alle case per insegnare e approfondire intere famiglie, classi per bambini che facevano venire la voglia di ritornare bambini per prendervi parte, incontri serali della comunità che innalzavano le anime a livelli sempre più alti di spiritualità e sessioni di approfondimento fra gli insegnati viaggianti alle quali anche voi avete potuto partecipare. E avete molti bellissimi ricordi delle occasioni in cui l’Assemblea Locale incontrava i partecipanti della campagna e dava loro una guida amorevole e illuminante.

Il pensiero che ora vi occupa costantemente la mente è come approfondire il considerevole numero di credenti che sono entrati nella comunità in una trentina di giorni. Ricordate le parole di un insegnante esperto che sottolineava sempre l’importanza di andare nelle case dei nuovi credenti per stringere forti legami di amicizia con loro e per aiutarli ad approfondirsi. Dopo aver pensato a tutto questo per qualche tempo e dopo aver pregato, scegliete alcune famiglie che più o meno conoscete e decidete di andarle a trovare regolarmente.

La prima famiglia, i Sanchez, è molto conosciuta e rispettata nelle cittadine e nei villaggi dell’area. Il signore e la signora Sanchez appartengono a una grande famiglia che ha vissuto nell’area per generazioni. Hanno circa sessant’anni e, dopo aver cresciuto i figli, vivono da soli in una casa vicino a voi.

I signori Sanchez non sono analfabeti, ma non hanno fatto grandi studi. Si sono guadagnati il rispetto della comunità per le loro azioni e per la purezza d’intenti che hanno dimostrato nel rapporto con gli altri. Naturalmente, non dovete giudicare le persone in base alle ricchezze o ai titoli di studio. Non dovrete mai permettervi di sentirvi superiori a causa della vostra educazione o della vostra posizione nella vita. Né dovrete cadere preda di quel terribile e subdolo nemico degli insegnanti bahá’í che è l’atteggiamento paternalistico. Una delle più grandi lezioni che avete imparato durante la campagna dagli insegnanti più esperti è che non si annacquano gli Insegnamenti, in nome della semplicità, e che non si usa un linguaggio infantile per rivolgersi a persone adulte che, istruite o analfabete, hanno una saggezza che la vita stessa gli ha elargito. Quindi sedetevi e, umilmente e in atteggiamento di preghiera, organizzate i pensieri per il primo tema di approfondimento che avete accuratamente scelto, l’eterno Patto di Dio. Poiché sarete alquanto nervosi per il vostro primo incontro di questo tipo, scrivete qualche paragrafo sull’argomento, non certo per leggerli alle famiglie che andrete a trovare, ma per avere maggiore fiducia in voi stessi.

Esercizi:

1. Come avrete compreso da quanto si è detto, i vostri pensieri e il vostro atteggiamento durante le visite ai nuovi credenti sono fattori importanti ai fini del vostro successo. Sarebbe utile che vi soffermaste a considerare come alcuni dei vostri pensieri possano aiutarvi a rendere la vostra visita più proficua. Supponiamo che stiate andando a trovare i Sanchez. Elenchiamo alcuni pensieri sulla visita che vi potrebbero venire in mente. Segnate quelli che contribuirebbero maggiormente alla riuscita dei vostri sforzi per aiutarli ad approfondirsi.

Sulla visita:

_______ È mio compito istruirli sulla Fede e accertarmi che imparino il più possibile.

_______ Quale privilegio poter passare un po’ di tempo con questa meravigliosa famiglia e leggere con loro alcune citazioni dagli Scritti.

_______ So che è importante aiutare i nuovi credenti ad approfondirsi e sono felice di farlo. Ma spero che non ci voglia molto tempo, perché oggi ho altro da fare.

_______ Ho un lungo elenco di cose che vorrei presentare oggi ai Sanchez e voglio essere sicuro di esporre ogni singolo punto.

Sui Sanchez:

_______ I Sanchez sono buoni, di cuore puro, ma ignoranti. Possono anche aver accettato Bahá’u’lláh, ma che cosa avranno capito della Fede?

_______ Quando parlo con i Sanchez devo stare molto attento ed essere certo di non trattare temi difficili. Molte idee della Fede sono probabilmente troppo difficili per loro. La cosa più importante è essere amorevoli. Dopo tutto, so che sono poco istruiti.

_______ Poveri Sanchez! Alla loro età che cosa potranno mai imparare.

_______ Ogni nuovo credente porta nuovi talenti nella comunità. Via via che saranno presi dall’amore per Bahá’u’lláh e che la loro conoscenza della Fede aumenterà, i Sanchez renderanno sempre più validi servizi alla comunità.

Sul modo di esporre le cose:

_______ Sono adulti e sanno leggere. Mi limiterò a lasciare brevi citazioni che studieranno da soli.

_______ Devo ricordarmi di stare con loro e di spiegare pazientemente ogni parola, altrimenti non riusciranno a capire questi difficili concetti.

_______ È molto importante aprire un dialogo con loro. Quando presenterò un’idea, mi fermerò spesso per studiare le citazioni insieme e per consultarci su di esse.

_______ Vediamo. Incomincerò esponendo tutte le mie idee e poi, alla fine, chiederò se hanno qualche domanda.

2. In piccoli gruppi e con l’assistenza del facilitatore, pensate alla vostra prima visita ai Sanchez. Ogni membro del gruppo dovrà recitare una breve scenetta che mostri come entrerà nella loro casa, come li saluterà, come presenterà loro la proposta di approfondirsi sul tema del Patto. Il gruppo dovrà valutare la presentazione di ogni membro (buone maniere, gentilezza e umiltà). Dopo che ognuno avrà recitato la propria scenetta, tutto il gruppo dovrà presentare i saluti e le note introduttive che ritiene più appropriati.

Sezione 2

La seguente breve spiegazione sul tema, l’eterno Patto di Dio, è probabilmente simile a quella che avete scritto per la vostra visita ai nuovi credenti:

Il Creatore di tutte le cose è Dio, l’Unico, l’Incomparabile, Colui Che esiste da Sé. Egli ha creato i cieli e la terra con montagne e valli, foreste, prati, deserti, fiumi e mari. Dio ha fatto sì che tutte le cose viventi venissero all’esistenza. Ha creato l’uomo e ha inciso in lui la Sua immagine.

Bahá’u’lláh ci insegna che l’essenza di Dio è incomprensibile alla mente umana, poiché il finito non può comprendere l’infinito. Le rappresentazioni che i seguaci delle varie religioni fanno di Lui non sono altro che un prodotto della loro immaginazione. Dio non è un essere umano e non è una mera forza sparsa per l’universo. Ogni parola che dobbiamo necessariamente usare per riferirci all’Origine della nostra esistenza, come Padre Celeste, Potere Divino, Grande Spirito, esprime uno dei Suoi nomi e dei Suoi attributi con un linguaggio umano, che è del tutto inadatto a descriverLo.

Nelle Parole Celate leggiamo:

«O figlio dell’uomo! Amai crearti e perciò ti creai. AmaMi dunque così che Io possa proclamare il tuo nome e colmare l’anima tua con lo spirito della vita».1

Secondo queste parole di Bahá’u’lláh, l’amore di Dio verso di noi è la ragione prima della nostra esistenza. Dobbiamo essere sempre consapevoli di questo amore che ci protegge, ci sostiene e ci riempie dello spirito della vita. Nei momenti di difficoltà o di benessere, di tristezza o di gioia, dobbiamo ricordare che il Suo amore si riversa continuamente su di noi.

Dagli Insegnamenti bahá’í impariamo che, avendoci creati per amore, Dio ha stretto con noi un Patto destinato a durare per tutte le ere. La parola «patto» significa accordo, promessa tra due o più persone. Secondo il Patto eterno, il Generosissimo Creatore non ci abbandona mai e, di tanto in tanto, ci fa conoscere la Sua Volontà e il Suo Piano attraverso una delle Sue Manifestazioni.

Il verbo «manifestare» significa rivelare, mostrare qualcosa che prima non si conosceva. Le Manifestazioni di Dio sono Esseri speciali che ci rivelano la Parola di Dio. Sono Educatori universali che ci insegnano a vivere secondo il Volere di Dio e a raggiungere la vera felicità. Tra queste manifestazioni vi sono Krishna, Mosè, Zoroastro, Buddha, Cristo, Mu?ammad e, naturalmente, il Báb e Bahá’u’lláh, le Manifestazioni gemelle che Dio ha inviato per questa epoca.

Ogni patto consiste di due parti, è stipulato da due parti ognuna delle quali promette di agire in un dato modo. Nell’eterno Patto di Dio, Dio ha sempre fatto la Sua parte. Ma come possiamo noi riuscire a fare la nostra parte, in questo possente Patto?

Il Patto ci chiede di riconoscere la Manifestazione di Dio e di sottometterci al Suo Volere. Dobbiamo ricordare che lo scopo della nostra vita è conoscere e adorare Dio. Lo spiegano numerosi passi degli Scritti di Bahá’u’lláh. L’esempio più conosciuto è la preghiera obbligatoria breve.

«Io faccio testimonianza, o mio Dio, che Tu mi hai creato per conoscerTi e adorarTi. Attesto in questo momento la mia debolezza e la Tua potenza, la mia povertà e la Tua ricchezza.

«Non v’è altro Dio all’infuori di Te, l’Aiuto nel Pericolo, Colui Che esiste da Sé».2

Poiché possiamo conoscere Dio solo attraverso le Sue Manifestazioni, possiamo realizzare lo scopo della nostra vita solo se riconosciamo la Manifestazione per i nostri giorni. Chi fra noi ha avuto la grazia di accettare Bahá’u’lláh deve essere grato di vivere in un giorno nel quale tutte le promesse del passato si sono realizzate. Dobbiamo essere grati a Dio per averci concesso il dono prezioso di riconoscere Bahá’u’lláh in un momento in cui la maggioranza degli abitanti della terra ignora la Sua gloria. Bahá’u’lláh dice:

«Questo è il Giorno in cui i più eccellenti favori di Dio sono stati riversati sugli uomini, il Giorno in cui la Sua più potente grazia è stata infusa in tutte le cose create. Incombe a tutti i popoli del mondo di conciliare i dissensi e dimorare in perfetta unione ed in pace, all’ombra dell’Albero delle Sue cure e della Sua amorosa premura».3

Come sarebbe triste se oggi qualcuno dovesse sentire la buona novella della Rivelazione di Bahá’u’lláh, ma non Lo accettasse e decidesse di seguire le tradizioni del passato. Egli si aggiungerebbe a coloro che in ogni epoca hanno sperato nella venuta del Promesso, ma quando Egli è apparso, Lo hanno ripudiato e, infedeli all’eterno Patto di Dio, sono rimasti attaccati alle loro superstizioni.

Dato che abbiamo accettato Bahá’u’lláh, dobbiamo rimanere costanti e saldi nella Sua Fede e obbedire ai Suoi comandamenti. Non possiamo permettere che le critiche dei ribelli fra gli uomini ci allontanino dalla retta via che abbiamo scelto. Dobbiamo rimanere fermi e saldi nel Patto. Bahá’u’lláh dice:

«Il primo e principale dovere prescritto agli uomini subito dopo il riconoscimento di Colui Che è la Verità Eterna è quello della fermezza nella Sua Causa. Attenetevi ad essa e siate di coloro la cui mente è saldamente fissata e radicata in Dio».4

La nostra determinazione di rimanere saldi nel Patto diventerà più forte se, specialmente nel momento delle prove, ricorderemo la vita di Bahá’u’lláh, le Sue sofferenze e le Sue straordinarie vittorie e se ricorderemo il Suo infinito amore per ogni essere umano. Incidiamo queste parole nella nostra mente e nel nostro cuore:

«L’Antica Bellezza ha consentito di essere incatenata perché l’umanità si liberi dalla schiavitù ed ha accettato di esser fatta prigioniera in questa formidabile Fortezza perché il mondo intero ottenga la vera libertà. Ha bevuto fino alla feccia il calice del dolore perché tutti i popoli della terra raggiungano la gioia eterna e siano colmi di contentezza. Questo è opera della misericordia del vostro Signore, il Compassionevole, il Misericordiosissimo. Abbiamo accettato di essere avviliti, o credenti nell’Unità di Dio, perché voi siate esaltati, e abbiamo sofferto molteplici afflizioni perché voi possiate prosperare e fiorire. Colui che è venuto a ricostruire il mondo intero, vedete come è stato costretto ad abitare nella più squallida delle città da coloro che hanno dato compagni a Dio!».5

Esercizi:

1. A differenza dei capitoli che avete già studiato, in questo capitolo troverete lunghi brani su vari temi. Se è la prima volta che studiate il tema dell’eterno Patto di Dio, sarà meglio che leggiate più volte in gruppo, paragrafo per paragrafo, la spiegazione sopra riportata, in modo da imparare a presentarne le idee con le vostre parole. I modi in cui potete aiutarvi l’un l’altro a impararne il contenuto sono molti. Per esempio, potete leggere due o tre volte un paragrafo e poi farvi reciprocamente qualche domanda, la cui risposta si trova nel paragrafo stesso. Naturalmente, è molto importante che impariate bene le citazioni, perché la recitazione di citazioni dagli Scritti costituirà la parte principale delle vostre consultazioni con i nuovi credenti, qualsiasi argomento esaminiate. I seguenti esercizi vi aiuteranno a riflettere sul significato delle citazioni di questa sezione:

a. Chi è il Creatore di tutte le cose? ___________________________

b. C’è cosa che non sia stata creata da Dio? _____________________

c. Perché Dio ha creato l’umanità? ____________________________

d. Che cosa significa il termine «Patto»? _______________________

e. Perché Dio ha stretto un Patto con l’uomo? ___________________

f. È corretto dire che, se non amiamo Dio, il Suo amore non può raggiungerci? __________________________________________

g. È corretto dire che, se non amiamo Dio, Egli non ci ama? _______

h. Dio ci abbandonerà mai? _________________________________

i. Qual è lo scopo della vita? ________________________________

j. Potremo mai conoscere l’essenza di Dio? ____________________

k. Se non potremo mai conoscere l’essenza di Dio, che cosa significa che lo scopo della nostra vita è conoscere Dio? ________________

______________________________________________________

l. Che cosa significa la parola «manifestare»? ___________________

m. Dite il nome di qualche Manifestazione di Dio. ________________

______________________________________________________

n. Completate le seguenti frasi:

In questo Giorno, _______________________________________

di Dio sono stati riversati sugli uomini.

In questo Giorno _________________________________ di Dio è

stata infusa in tutte le cose create.

In questo Giorno, dobbiamo ___________________ tutti i dissensi

e _________________ in perfetta unione ed in pace, ___________

_______________________________________ .

o. Che cosa ci viene chiesto per fare la nostra parte nel Patto? ______

______________________________________________________

______________________________________________________

______________________________________________________

______________________________________________________

______________________________________________________

p. È corretto dire che quando accettiamo Bahá’u’lláh, rinunciamo alle

precedenti Manifestazioni di Dio? __________________________

q. Perché la riflessione sulle sofferenze di Bahá’u’lláh ci aiuta a

rimanere saldi nel Patto? __________________________________

______________________________________________________

______________________________________________________

______________________________________________________

r. Perché Bahá’u’lláh ha consentito di essere incatenato? __________

______________________________________________________

s. Perché Bahá’u’lláh ha accettato di essere fatto prigioniero? ______

______________________________________________________

t. Perché Bahá’u’lláh bevve il calice del dolore? _________________

______________________________________________________

u. Perché Bahá’u’lláh accettò di essere avvilito? _________________

______________________________________________________

v. Perché Bahá’u’lláh soffrì tante afflizioni? ____________________

______________________________________________________

w. Bahá’u’lláh accettò di soffrire perché non poté fare altrimenti? ___

______________________________________________________

x. Se Bahá’u’lláh non era impotente davanti ai Suoi nemici, allora

perché accettò di soffrire? _________________________________

y. Perché dobbiamo accettare sofferenze e avversità nel servire la Causa

di Dio? _______________________________________________

2. Nel parlare di un tema di approfondimento con coloro che andate a trovare dovete aver chiari nella mente i punti essenziali che volete trasmettere. Quali sono le idee essenziali contenute nella presentazione precedente? Potete farne un elenco? ___________________________________________

____________________________________________________________

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3. Per farsi capire bene, bisogna presentare le idee in una sequenza logica. Se non lo avete ancora fatto, assicuratevi che il vostro elenco segua una sequenza logica delle idee numerandole.

4. Raccontate al gruppo un aneddoto, tratto dalla storia dei primi tempi della Fede o basato su eventi recenti a voi noti, che illustri la fermezza nel Patto. Alcuni aneddoti potrebbero essere trasformati in scenette.

5. Come abbiamo già detto, oltre ai contenuti delle consultazioni con i credenti, anche i sentimenti e gli atteggiamenti sono fattori rilevanti ai fini della buona riuscita delle vostre visite. È particolarmente importante mantenere un atteggiamento di preghiera durante le consultazioni. Quando vi consultate con qualcuno durante le vostre visite, dovete essere costantemente rivolti verso Dio, chiedendoGli di illuminare la mente e il cuore vostro e di tutti coloro che sono presenti. Molte sono le frasi e le citazioni dalle preghiere che potete imparare a memoria e ripetere a mente. Eccone alcune:

«Illumina i cuori, accordaci occhi veggenti e orecchie attente».6

«O Signore! Concedi le Tue infinite elargizioni e fa’ risplendere la luce della Tua guida».7

«Disserra le porte della vera comprensione e fa’ risplendere fulgente la luce della fede».8

«Illumina, o Signore, i volti dei Tuoi servi, affinché essi possano mirarTi...».9

«O nostro Signore! Volgi i nostri visi verso il Tuo sembiante misericordioso...».10

Sezione 3

La vostra prima visita ai Sanchez vi ha riempito di gioia. Sono stati ospitali e ansiosi di imparare, proprio come vi aspettavate. La cura con cui vi siete preparati per l’occasione si è dimostrata gratificante. Siete riusciti a presentare le vostre idee con chiarezza e a intavolare una proficua discussione sulle citazioni che avevate scelto. Avete affrontato con atteggiamento di umiltà le domande che vi sono state poste e avete ripetutamente ammesso che, per trovare le risposte giuste, avreste dovuto parlare con credenti meglio informati e cercare negli Scritti.

Una piacevolissima sorpresa è stata che al primo incontro ha partecipato anche Beatrice, una delle nipoti dei Sanchez, loro ospite per alcune settimane. Siete rimasti molto colpiti dalla sua partecipazione alla consultazione. Sebbene avesse solo quindici anni, ha mostrato grandi capacità di comprensione nei confronti di argomenti molto profondi, capacità che non sono abituali alla sua età. Quindi avete deciso di dedicarle una maggiore attenzione e di aiutarla ad approfondire la sua conoscenza della Fede commisuratamente al suo interesse e alle sue capacità. Siete stati molto felici che abbia accettato di studiare qualche pagina della vita di Bahá’u’lláh e di fare, con il vostro aiuto, una presentazione dell’argomento durante la vostra prossima visita. Beatrice era così entusiasta che vi ha assicurato che per l’occasione avrebbe anche invitato qualche amico.

Riportiamo ora un breve racconto della vita di Bahá’u’lláh, simile a quello che Beatrice avrebbe studiato per prepararsi per il suo discorso:

Bahá’u’lláh nacque il 12 novembre 1817 a Teheran, la capitale della Persia. Sin dall’infanzia mostrò qualità straordinarie e il Suo comportamento convinse i Suoi genitori che era destinato a grandi cose. Il padre di Bahá’u’lláh, un eminente ministro della corte dello scià, amava immensamente il figlio. Una notte Lo sognò Che nuotava in un immenso oceano, mentre il Suo corpo scintillante illuminava il vasto mare. I lunghi capelli corvini Gli fluttuavano attorno al capo. Una gran massa di pesci Gli nuotava accanto, ogni pesce aggrappato a un capello. Anche se i pesci erano moltissimi, dalla testa di Bahá’u’lláh non si staccò neppure un capello. Libero e spedito, Egli Si muoveva nell’acqua e tutti Lo seguivano. Il padre di Bahá’u’lláh chiese a un uomo noto per la sua saggezza di interpretare il sogno. Gli fu detto che quell’immenso oceano era il mondo dell’essere. Solo e senza aiuto, Bahá’u’lláh ne sarebbe stato il sovrano. La massa di pesci rappresentava il tumulto che Egli avrebbe suscitato tra i popoli del mondo. Ma avrebbe avuto l’infallibile protezione dell’Onnipotente e niente avrebbe potuto nuocerGli.

A quattordici anni Bahá’u’lláh era già famoso a corte per la saggezza e il sapere. Quando Suo padre morì aveva ventidue anni e il governo Gli offrì l’alta carica del padre. Ma Bahá’u’lláh non aveva intenzione di dedicare il Suo tempo alla gestione degli affari di questo mondo. Abbandonò la corte e i suoi ministri per seguire la strada che l’Onnipotente aveva tracciato per Lui. Passava il tempo ad aiutare gli oppressi, gli infermi e i poveri e ben presto divenne noto come un difensore della causa della giustizia.

A ventisette anni Bahá’u’lláh ricevette, da un messaggero speciale, alcuni degli Scritti del Báb, il Quale stava proclamando l’imminenza del Giorno di Dio, il Giorno in cui una nuova Manifestazione di Dio avrebbe portato al mondo la pace, l’unità e la giustizia da lungo tempo attese dall’umanità. Bahá’u’lláh accettò subito il Messaggio del Báb e divenne uno dei Suoi seguaci più entusiasti. Ma, purtroppo, coloro che governavano la Persia, accecati dai loro desideri egoistici, ordinarono di perseguitare i seguaci del Báb con grande crudeltà. Sebbene fosse noto per la Sua nobiltà, neppure Bahá’u’lláh fu risparmiato. Poco più di otto anni dopo la Dichiarazione del Báb e due anni dopo il Suo martirio, Bahá’u’lláh fu gettato in un’oscura segreta chiamata il Buco nero. Le catene che Gli furono messe al collo erano così pesanti che non riusciva ad alzare la testa. Qui Bahá’u’lláh trascorse quattro terribili mesi di dure prove. Eppure fu proprio in quella prigione che lo Spirito di Dio riempì la Sua anima e Gli rivelò che Egli era il Promesso di tutti i tempi. Da quella buia prigione, il Sole di Bahá’u’lláh sorse a illuminare tutta la creazione.

Dopo quattro mesi nel Buco nero, Bahá’u’lláh fu espropriato di tutti Suoi possedimenti e mandato in esilio assieme alla famiglia. Nel gelo dell’inverno essi valicarono le montagne occidentali della Persia dirigendosi verso Baghdad, allora una delle città dell’Impero Ottomano, oggi capitale dell’Iraq. Non ci sono parole per descrivere le loro sofferenze in quel percorso di centinaia di chilometri di neve e di ghiaccio verso quella fatidica città.

La fama di Bahá’u’lláh presto si diffuse in tutta Baghdad e in altre città della regione e le persone che bussavano alla porta di quel Prigioniero esiliato per ricevere le Sue benedizioni erano sempre più numerose. Pertanto alcuni s’ingelosirono della Sua popolarità. Tra loro c’era un Suo fratellastro, Mírzá Ya?yá, che viveva sotto la Sua amorevole protezione. Mírzá Ya?yá si oppose a Bahá’u’lláh pensando che i bábí, che a quel tempo gli mostravano grande rispetto, avrebbero accettato la sua guida. Non si rendeva conto che rivoltandosi contro la Manifestazione di Dio avrebbe provocato la propria caduta. Infatti, quando una Manifestazione divina appare, solo chi vive al Suo servizio ha speranze di vera grandezza. Persino i Suoi parenti più stretti non possono dimenticare che Egli è diverso da tutti gli esseri umani e occupa uno stadio che nessun altro può condividere.

Il complotto di Mírzá Ya?yá produsse molti contrasti tra i seguaci del Báb e rattristò Bahá’u’lláh. Una notte, senza avvertire nessuno, Egli Se ne andò di casa e Si recò sui monti del Kurdistán, dove visse in solitudine, assorto in preghiere e meditazioni. Abitava in una piccola grotta e Si nutriva del cibo più frugale. Nessuno sapeva da dove veniva e nessuno conosceva il Suo nome. Ma poi, a poco a poco, le persone dei dintorni incominciarono a parlare dell’«Innominato», un grande Santo dotato di un sapere che Gli era stato donato da Dio. Non appena seppe di questo santo Personaggio, il Figlio maggiore di Bahá’u’lláh, ‘Abdu’l-Bahá, subito riconobbe i segni del Suo amato Padre. Furono inviate alcune lettere per mano di uno speciale messaggero, che supplicavano Bahá’u’lláh di ritornare a Baghdad. Egli accettò, mettendo fine a un periodo di dolorosa separazione durato due anni.

Durante l’assenza di Bahá’u’lláh, le condizioni della comunità bábí si erano rapidamente deteriorate. Bahá’u’lláh Si propose di infondere un nuovo spirito in quei seguaci perseguitati e confusi. Sebbene non avesse ancora annunciato il Suo grande Stadio, il potere e la saggezza delle Sue parole incominciarono a conquistare la devozione di un crescente numero di bábí e l’ammirazione di gente di ogni condizione sociale. Ma il fanatico clero musulmano e il Suo geloso fratello Mírzá Ya?yá non sopportavano di vedere l’enorme influenza che Bahá’u’lláh esercitava su un così gran numero di anime. Protestarono più volte presso le autorità, finché il governo di Persia si alleò con certi dirigenti dell’Impero Ottomano per allontanare ulteriormente Bahá’u’lláh dalla Sua terra natia, esiliandoLo questa volta nella città di Costantinopoli.

L’aprile del 1863 fu un mese di grande tristezza per la popolazione di Baghdad. Colui Che avevano imparato ad amare stava per lasciare la città, diretto verso quella che per loro era una destinazione sconosciuta. Pochi giorni prima di partire, Bahá’u’lláh Si trasferì in un giardino alla periferia della città, vi Si accampò e per dodici giorni ricevette un fiume di visitatori che volevano salutarLo. I seguaci del Báb andarono in quel giardino con il cuore triste. Alcuni Lo avrebbero accompagnato nella prossima tappa del Suo esilio, ma molti avrebbero dovuto restare e privarsi della Sua vicinanza. Ma Dio non volle che quella fosse un’occasione triste. Le porte della Sua infinita generosità si erano aperte e Bahá’u’lláh proclamò a coloro che Gli erano vicini di essere Colui Che era stato predetto dal Báb – Colui Che Dio avrebbe manifestato. La tristezza lasciò il posto a una gioia infinita. I cuori si rasserenarono e nelle anime si accese il fuoco del Suo amore. Per molti secoli questi dodici giorni, dal 21 aprile al 2 maggio, saranno celebrati dai bahá’í di tutto il mondo come la festa del Ri?ván, l’anniversario della Dichiarazione di Bahá’u’lláh della Sua Missione mondiale.

Costantinopoli era la capitale dell’Impero Ottomano. Anche qui, la grande saggezza di Bahá’u’lláh e il Suo fascino personale incominciarono ad attrarre un crescente numero di persone. «Non deve restare a Costantinopoli», mormorava il fanatico clero musulmano, che convinse le autorità a esiliarLo nella città di Adrianopoli. In Adrianopoli Bahá’u’lláh scrisse le Tavole ai Re e ai Governanti del mondo, invitandoli ad abbandonare i metodi oppressivi e a dedicarsi al benessere del popolo. Poi, i Suoi nemici concepirono una pena più dura. Egli e la Sua famiglia furono esiliati ad ‘Akká, che a quel tempo era la peggiore colonia penale di tutto l’impero. Sarebbe sicuramente morto nelle pesanti condizioni di quella città-prigione, pensavano gli sciocchi che si illudevano di poter fermare ciò che Dio aveva messo in moto.

Le sofferenze di Bahá’u’lláh in ‘Akká sono troppe per poterle raccontare. Agli inizi fu segregato da solo in una cella dove neppure i Suoi figli avevano il permesso di vederLo. Gli mancava tutto ed era circondato giorno e notte da nemici. Ma a poco a poco le condizioni della prigionia cambiarono. Gli abitanti e il governo di ‘Akká si convinsero dell’innocenza del manipolo di bahá’í che erano stati esiliati nella loro città. Ancora una volta, le persone, pur non comprendendo il grande Stadio di questo straordinario Personaggio, furono attratte dalla Sua saggezza e dal Suo amore. Dopo qualche anno le porte della città-prigione si aprirono davanti a Bahá’u’lláh e ai Suoi seguaci. Gli fu finalmente permesso di vivere in un ambiente relativamente comodo in quella che oggi è nota come la Magione di Bahjí. Qui Egli trapassò nel maggio 1892 al culmine della maestà e della gloria.

Bahá’u’lláh innalzò il vessillo della pace e della fratellanza universale e rivelò la Parola di Dio. Sebbene i Suoi nemici si fossero alleati contro di Lui, Egli trionfò su di loro, come Dio Gli aveva promesso quando era incatenato nella prigione di Teheran. Durante la Sua vita, il Suo Messaggio rianimò il cuore di migliaia di persone e molti sacrificarono la vita sulla Sua Via. Oggi, i Suoi Insegnamenti continuano a diffondersi in tutto il mondo. Niente può impedirGli di raggiungere il Suo ultimo scopo: unificare l’umanità in un’unica Causa universale, in una sola Fede comune.11

Esercizi:

1. Questo racconto della vita di Bahá’u’lláh è abbastanza lungo. Prima di fare gli esercizi, leggete il testo più volte, paragrafo per paragrafo, in gruppo e fatevi delle domande, finché non ne avrete imparato bene il contenuto e non sarete capaci di presentarlo con le vostre parole.

2. Durante la vostra vita bahá’í, vi capiterà di raccontare la storia di Bahá’u’lláh a molte persone, qualche volta succintamente, qualche volta dettagliatamente. È importante, quindi, che vi imprimiate nella mente i fatti salienti della Sua vita. Nello spazio sottostante, scrivete la sequenza degli eventi più importanti della vita di Bahá’u’lláh basandovi sul racconto che avete letto. Naturalmente, sarà un elenco provvisorio. Quando conoscerete meglio la storia della Fede, vi aggiungerete molti altri fatti importanti.

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3. Quando parlerete con i nuovi credenti di temi come il Patto o la vita di Bahá’u’lláh, non aspettatevi che ricordino tutti i dettagli. Ma, come si è detto nel paragrafo precedente, ci sono sempre alcune idee essenziali per la comprensione del tema, che è meglio cercare di sottolineare. Quali sono le idee essenziali contenute nel racconto della vita di Bahá’u’lláh che avete letto? Ecco un esempio che può esservi d’aiuto.

Bahá’u’lláh sopportò grandi sofferenze ____________________________

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4. Che Bahá’u’lláh abbia molto sofferto per amore dell’umanità è una delle idee che noi bahá’í dobbiamo ricordare e sulla quale dobbiamo riflettere. Ma quando ne parliamo, dobbiamo assicurarci di non presentarLo come una vittima indifesa dei Suoi nemici. Egli scelse deliberatamente la via dell’esilio e della prigionia. Accettò di essere incatenato per liberare l’umanità. La storia della Sua vita, pur piena di episodi di grande dolore, è essenzialmente un trionfo. Basandovi sulle vostre attuali conoscenze della vita di Bahá’u’lláh, potreste preparare, con l’aiuto di un facilitatore, un breve discorso sulle Sue sofferenze e sulle Sue vittorie?

5. Una delle qualità essenziali di cui avete bisogno per compiere questo atto di servizio è l’umiltà. La base di ogni umiltà è l’umiltà davanti a Dio. Da essa nasce l’umiltà davanti alle Sue creature. L’atteggiamento di umiltà non è mai così importante come quando si parla di Dio e delle Sue Manifestazioni. Dovete riflettere sulla seguente citazione e fare tutto il possibile per impararla a memoria:

«Coloro che sono i benamati di Dio, ovunque si riuniscano e chiunque incontrino, debbono mostrare nel loro atteggiamento verso Dio e nel modo di celebrarNe le lodi e la gloria, tale umiltà e sottomissione che ogni atomo di polvere sotto i loro piedi attesti la profondità della loro devozione. La conversazione tenuta da queste anime sante dovrà essere pervasa da tale potere che quegli atomi di polvere siano rallegrati dalla sua influenza. Essi debbono comportarsi in tale maniera che la terra che calpestano non possa mai rivolger loro parole come queste: “Dovrei essere preferita a voi. Guardate, infatti, come sono paziente nel sopportare il peso che l’agricoltore m’impone. Sono lo strumento che dispensa continuamente a tutti gli esseri le benedizioni che Colui Che è la Sorgente di ogni grazia gli ha affidato. Nonostante l’onore conferitomi, e gli innumerevoli attestati della mia ricchezza – una ricchezza che provvede ai bisogni di tutta la creazione – osservate la portata della mia umiltà, guardate con quale assoluta sottomissione mi lascio calpestare dai piedi degli uomini...”».12

Sezione4

La presentazione di Beatrice sulla vita di Bahá’u’lláh è stata eccellente, al di là delle vostre aspettative. Ha parlato con dolcezza e convinzione. I signori Sanchez erano visibilmente commossi. I due amici che Beatrice aveva invitato per l’occasione hanno ridacchiato molto, ma si sono dimostrati molto interessati alla Fede. Siete molto incoraggiati dai risultati delle vostre due visite ai Sanchez e desiderate continuare con questa impostazione dell’approfondimento dei nuovi credenti. La domanda ora è quale direzione questi brevi ma piacevoli incontri dovranno prendere. Quali temi aiuteranno i signori Sanchez a diventare solidi e attivi membri della comunità e a contribuire al suo progresso? Questa domanda vi ha occupato la mente per molti giorni. Da una parte, vorreste discutere con loro su temi come la preghiera, la vita dell’anima, il vero significato del sacrificio, per fare in modo che la loro vita spirituale sia fondata su solide basi. Dall’altra, sapete quanto sia importante aiutare i nuovi credenti a integrarsi nella comunità e a partecipare alle sue attività. Dopo tutto, non potrete andare a trovare regolarmente i Sanchez per sempre. La cosa li renderebbe dipendenti da voi e non li aiuterebbe a diventare bahá’í capaci di servire la Fede di propria iniziativa. «Ogni cosa a suo tempo», dite fra voi e voi. «Per ora, devo pensare al tema del prossimo incontro che sarà tra un paio di giorni».

La risposta al vostro dilemma arriva in modo inaspettato. Durante una riunione bahá’í alla quale avete partecipato una sera, avete percepito una grande tensione tra gli amici. È come se il cielo si fosse coperto di nuvole nere e la luminosità della gioia fosse scomparsa. La ragione è ovvia: la disunità, la grande nemica della Causa, si è insinuata nella comunità. «Amore e unità nella comunità bahá’í», pensate. «Ecco il tema della mia prossima visita».

Siete così ansiosi di spiegare ai Sanchez i danni della disunità che nel vostro incontro successivo quasi infrangete le regole della cortesia. Dopo un breve saluto chiedete loro di colpo: «Sapete qual’è la cosa che nuoce maggiormente alla Causa di Bahá’u’lláh?» I signori Sanchez rimangono un po’ sconcertati dal modo in cui avete posto la domanda, ma ormai vi amano abbastanza da non prendersela per il vostro comportamento. «Notiamo che sei alquanto agitato», dice la signora Sanchez sorridendo. «La tua domanda è molto importante e penso di avere una risposta. Quando abbiamo accettato questa Fede, abbiamo capito che Bahá’u’lláh è venuto per unire la razza umana. Così nulla può nuocere alla Sua Causa, come la chiami tu, più della disunità tra i bahá’í».

La serenità e l’amore con le quali la signora ha parlato vi ha riportato alla usuale calma e compostezza. «Mi scuso per l’irruenza», sussurrate. «Ho portato una serie di citazioni sull’argomento dell’unità. Siete d’accordo se le studiamo insieme?». Date così inizio a una consultazione veramente piacevole su questo importantissimo tema. Ecco un elenco di idee che probabilmente tratterete nella consultazione:

? Perché una comunità bahá’í sia veramente unita, ogni credente deve evitare liti e conflitti, Bahá’u’lláh dice:

«Assolutamente nulla può, in questo Giorno, infliggere un danno maggiore a questa Causa, della discordia e della lotta, delle contese, dell’estraniamento e dell’apatia fra gli amati di Dio. Rifuggitele, col potere di Dio e col Suo aiuto sovrano, e ingegnatevi ad unire i cuori degli uomini nel Suo Nome, l’Unificatore, l’Onnisciente, il Sapientissimo».13

? Dobbiamo amare tutti i credenti nella comunità e dobbiamo farlo soltanto per amor di Dio. ‘Abdu’l-Bahá dice:

«Siate in perfetta unità. Non siate mai in collera l’uno con l’altro... Amate le creature per amore di Dio e non per se stesse. Se le amerete per amore di Dio, non andrete mai in collera e non perderete mai la pazienza. L’umanità non è perfetta. In ogni essere umano vi sono imperfezioni e se guardate alle persone sarete sempre infelici. Ma se guarderete a Dio, le amerete e sarete gentili con loro, perché il mondo di Dio è il mondo della perfezione e della misericordia completa».14

? Se, nonostante l’amore che sentiamo l’uno per l’altro, sorgono tensioni, dobbiamo immediatamente ricordare il consiglio di ‘Abdu’l-Bahá:

«Che ognuno di voi concentri tutti i suoi pensieri sull’amore e sull’unità. Quando un pensiero di guerra sorge nella vostra mente, scacciatelo e sostituitevi un più potente pensiero di pace. Un pensiero d’odio dev’essere annientato da un più forte pensiero d’amore. Le idee di guerra distruggono l’armonia, il benessere, il riposo e la contentezza dell’umanità. I pensieri d’amore fanno sorgere la fratellanza, la pace, l’amicizia e la felicità».15

? E se, dopo aver fatto tutto il possibile per controllarle, ci sentiamo sopraffatti dalle passioni e ci troviamo in un conflitto, queste parole di Bahá’u’lláh ci aiuteranno nei momenti di debolezza:

«Se fra voi sorge qualche discordia, vedete Me davanti agli occhi e, per amore del Mio nome e in pegno del vostro amore per la Mia Causa manifesta e radiosa, non considerate i reciproci difetti».16

? La disciplina spirituale di sorvolare sui difetti degli altri, concentrandosi sulle buone qualità e astenendosi da ogni maldicenza, è la soluzione più efficace contro la disunità. Dobbiamo ricordare che tendiamo a non vedere i difetti delle persone che amiamo e che non ci è difficile guardarle con l’occhio che copre il peccato. ‘Abdu’l-Bahá dice:

«L’occhio imperfetto vede le imperfezioni. L’occhio che copre i peccati guarda verso il Creatore delle anime. Egli le ha create, le educa e provvede a loro, dona loro capacità e vita, vista e udito. Perciò, esse sono segni della Sua grandezza. Dovete amare tutti ed essere gentili con tutti, dovete occuparvi dei poveri, proteggere i deboli, curare gli infermi, istruire ed educare gli ignoranti».17

Bahá’u’lláh dice:

«O compagno del Mio Trono! Non ascoltare e non vedere alcun male. Non degradarti, non sospirare, né piangere. Non dire il male, affinché tu possa non udire il male che ti vien detto, e non esagerare le colpe degli altri, affinché le tue possano non apparire grandi; non desiderare l’avvilimento di alcuno, affinché non sia palesato il tuo. Vivi dunque i giorni della tua vita, che sono meno di un fugace istante, con mente immacolata, cuore incontaminato, pensieri puri e natura santificata, cosicché, libero e felice, tu possa deporre questa spoglia mortale, rifugiarti nel mistico paradiso e dimorare per sempre nel regno eterno».18

? Ovviamente, l’unità non è semplice assenza di liti e di dissensi e l’amore non dev’essere espresso solo a parole. Possiamo dire che nella comunità bahá’í esiste vera unità solo se il amore reciproco si traduce in atti di servizio e se le attività sono guidate da uno spirito di collaborazione e di reciproco aiuto. ‘Abdu’l-Bahá dice:

«Alcune creature dell’esistenza possono vivere solitarie e isolate. Un albero, per esempio, può vivere senza l’assistenza e la cooperazione degli altri alberi. Alcuni animali stanno soli e conducono un’esistenza appartata dalla loro specie. Ma ciò è impossibile per l’uomo. Nella sua vita e nella sua esistenza, la collaborazione e l’associazione sono essenziali. Nell’associazione e nell’incontro troviamo felicità e sviluppo, individuali e collettivi».19

? Un importantissimo strumento per il successo delle azioni delle comunità è una franca e amorevole consultazione su ogni questione. Nella consultazione, emergono le varie sfaccettature di un argomento che ciascuno di noi vede e così scopriamo la migliore direzione da seguire nelle azioni collettive. Con la consultazione, raggiungiamo l’unità del pensiero e, quando i pensieri e le opinioni sono unificati, formuliamo piani creativi per la crescita delle comunità. ‘Abdu’l-Bahá dice di coloro che si consultano:

«Quando si adunano devono volgere il viso al Regno Supremo e chiedere aiuto al Glorioso Reame. Debbono poi esprimersi con massima riverenza, cortesia, dignità, oculatezza e moderazione. In ogni cosa, devono ricercare la verità e non insistere sulle loro proprie opinioni, perché la caparbietà e l'insistenza nel far valere i propri punti di vista finiranno per condurre alla discordia e all'alterco e la verità resterà nascosta. Gli onorevoli membri debbono esprimere le loro idee in tutta libertà e non è in alcun modo tollerabile che qualcuno sminuisca il pensiero altrui: anzi, ognuno deve esporre la verità con moderazione e, se dovessero sorgere differenze di opinione, dovrà prevalere la voce della maggioranza, alla quale tutti dovranno obbedire e sottomettersi».20

? Non c’è unità di pensiero se c’è unità d’azione. Agire nell’unità non significa fare tutti la stessa cosa. Al contrario, quando una comunità progetta un piano di azione unificato, i diversi talenti di ciascun individuo sono utilizzati al massimo. I nostri poteri si moltiplicano e anche una piccola comunità è capace di ottenere cose che le organizzazioni più grandi e potenti del mondo sono incapaci di fare. ‘Abdu’l-Bahá dice:

«Il bisogno supremo dell’umanità è la collaborazione e la reciprocità. Più forti sono i legami di amicizia e di solidarietà tra gli uomini, più grande sarà il potere di fattività e di realizzazione in tutti i campi dell’attività umana».21

Esercizi:

1. Dopo aver letto attentamente in gruppo le idee sopra esposte, punto per punto e più volte, completate i seguenti esercizi che vi aiuteranno a riflettere sul significato delle citazioni di questa sezione:

a. Completate le seguenti frasi:

Assolutamente nulla può, in questo Giorno, infliggere un danno maggiore a questa Causa, della ___________________ e della lotta, delle contese, dell’estraniamento e dell’apatia fra gli amati di Dio.

Assolutamente nulla può, in questo Giorno, infliggere un danno maggiore a questa Causa, della discordia e __________________ , delle contese, dell’estraniamento e dell’apatia fra gli amati di Dio.

_______________________ può, in questo Giorno, infliggere un danno maggiore a questa Causa, della ___________________ e della lotta, delle contese, dell’estraniamento e dell’apatia fra gli amati di Dio.

Assolutamente nulla può, in questo Giorno, infliggere un danno maggiore a questa Causa, della discordia e della lotta, delle contese, dell’estraniamento ___________________ fra gli amati di Dio.

Assolutamente nulla può, in questo Giorno, infliggere un danno maggiore a questa Causa della discordia e della lotta, ___________________ , dell’estraniamento e dell’apatia fra gli amati di Dio.

Assolutamente nulla può, in questo Giorno, infliggere un danno maggiore a questa Causa, della discordia e della lotta, delle contese, _____________________ e dell’apatia fra gli amati di Dio.

Assolutamente nulla può, in questo Giorno, infliggere un danno maggiore _________________________ , della discordia e della lotta, delle contese, dell’estraniamento e dell’apatia fra gli amati di Dio.

b. Fate un elenco di ciò che potete fare per prevenire la disunità nella comunità.

____________________________________________________________

____________________________________________________________

____________________________________________________________

____________________________________________________________

c. Come si può fare in modo di amare sempre gli altri e di essere gentili con loro?

____________________________________________________________

____________________________________________________________

d. Nella seconda citazione ‘Abdu’l-Bahá ci dice che:

Dobbiamo vivere in perfetta ___________________________________ .

Non dobbiamo mai _________________________ con ______________ .

Dobbiamo amare tutte le persone per ______________________________ e non per se stesse.

Se amiamo le persone per _________________________ non __________

___________________________ e ______________________________ .

L’umanità non è _________________________ .

Se guardiamo ________________ saremo sempre __________________ :

Ma se guarderemo _____________ le _____________________ e saremo __________________ con loro.

e. Nella terza citazione ‘Abdu’l-Bahá ci dice:

Ognuno di noi deve concentrare tutti i suoi pensieri sull’_______________

e sull’_____________________ .

Quando sorge un pensiero di guerra, dobbiamo sostituirlo con __________

_____________________________ .

Un pensiero d’odio può essere annientato da _______________________

_____________________________ .

Le idee di guerra distruggono l’ __________________________________

_____________________________ .

I pensieri d’amore fanno ________________________________________

_____________________________ :

f. Che cosa dovete fare quando vedete che nella comunità sorgono contrasti fra voi e gli altri? _____________________________________________

____________________________________________________________

____________________________________________________________

____________________________________________________________

g. Descrivete la disciplina spirituale che vi aiuta a contribuire all’unità della comunità ____________________________________________________

____________________________________________________________

____________________________________________________________

____________________________________________________________

____________________________________________________________

h. Decidete se le seguenti azioni sono conformi agli Insegnamenti di Bahá’u’lláh:

Guardare alle mancanze degli altri. Sì ? No ?
Sorvolare sui difetti degli altri. Sì ? No ?
Riferire all’Assemblea Spirituale Locale
le malefatte di un credente. Sì ? No ?

Commentare con un amico i difetti di un altro. Sì ? No ?

Esagerare nel raccontare un episodio per
mettere in cattiva luce una persona. Sì ? No ?
Pensare agli errori degli altri. Sì ? No ?

i. Perché critichiamo alcune persone quando queste sbagliano, ma non altre quando fanno la stessa cosa? ____________________________________

____________________________________________________________

____________________________________________________________

____________________________________________________________

j. È possibile l’unità in una situazione in cui le persone sparlano l’uno dell’altra? Perché no? __________________________________________

____________________________________________________________

____________________________________________________________

____________________________________________________________

____________________________________________________________

k. È ovviamente sbagliato mentire deliberatamente su qualcuno. Ma è giusto fare con altri osservazioni critiche su qualcuno per qualcosa che ha effettivamente fatto? _______________________________________________

____________________________________________________________

____________________________________________________________

____________________________________________________________

l. Quale effetto ha il pettegolezzo sul progresso spirituale di chi lo fa? _____

____________________________________________________________

____________________________________________________________

____________________________________________________________

m. Che differenza c’è tra spettegolare, sparlare e criticare? _______________

____________________________________________________________

____________________________________________________________

____________________________________________________________

n. Come possiamo eliminare queste abitudini dalla nostra vita? ___________

____________________________________________________________

____________________________________________________________

____________________________________________________________

____________________________________________________________

o. Che cosa possiamo fare quando qualcuno incomincia a parlarci dei difetti di un altro? __________________________________________________

____________________________________________________________

____________________________________________________________

____________________________________________________________

p. Quando sappiamo che un bahá’í sta facendo qualcosa di sbagliato, per esempio mentire o rubare, dobbiamo tacere anche se sappiamo che le sue azioni fanno soffrire altre persone? Se non dobbiamo tacere, che cosa dobbiamo fare? __________________________________________________

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____________________________________________________________

q. Quali effetti hanno il pettegolezzo e la maldicenza su una comunità bahá’í?

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____________________________________________________________

r. Che cosa succede se parliamo degli altri solo come se fossero presenti? __

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____________________________________________________________

____________________________________________________________

s. Se sparliamo davanti ai bambini, che effetto ha su di loro? _____________

____________________________________________________________

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t. Secondo voi perché tendiamo a sparlare l’uno dell’altro? ______________

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u. L’amore non si esprime solo a parole. Che cos’altro occorre? ___________

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v. Qual è il più importante strumento per il successo delle azioni della comunità? ____________________________________________________________

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w. Menzionate i principali nemici del successo delle azioni della comunità. ______________________________________________________________

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x. Completate le seguenti frasi con parole tratte dalla citazione sulla consultazione:

Quando ci riuniamo per consultarci, dobbiamo volgere il viso al ________

______________ , e _______________________________ per esprimere

il nostro punto di vista.

Dobbiamo poi esprimerci con massima _____________ , ____________ ,

___________ , ______________ , e ________________ .

In ogni cosa dobbiamo _________________________________________

e non ________________________________ , perché ________________

e ________________ nel far valere i propri punti di vista finiranno per

condurre alla _________________ e ________________ e la __________

rimarrà nascosta.

Dobbiamo _______________________________________ in tutta libertà.

Non ci è permesso di sminuire __________________________________ .

Dovessero sorgere differenze di opinione, dovrà prevalere _____________

____________________ , e dobbiamo tutti _______________________ e

_____________________ alla maggioranza.

2. Fate un elenco di attività bahá’í che i credenti di una comunità devono espletare in spirito di collaborazione.

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3. Fate un elenco di amici bahá’í e pensate a come potete aiutarli nel loro servizio alla Causa.

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Sezione 5

La scelta degli argomenti per la vostra prossima visita ai Sanchez si è chiarita durante le consultazioni sul tema dell’unità nella comunità bahá’í. Mostrando grande interesse per questo tema, la signora Sanchez ha commentato che, per diventare sempre più uniti, i bahá’í dovrebbero incontrarsi più spesso per pregare e leggere gli Scritti sacri. Il signor Sanchez ha detto che unità non significa semplicemente star bene in compagnia l’uno dell’altro, ma anche lavorare insieme e costruire insieme. «Ma per i progetti della comunità occorrono soldi», ha aggiunto, «e non capisco perché non ci è mai stato detto di contribuire alla Fede. So che non siamo ricchi, ma eravamo abituati a contribuire alla nostra chiesa e a loro non dispiaceva ricevere le nostre piccole contribuzioni». Colpiti da queste affermazioni, avete deciso di prepararvi per parlare con i Sanchez della Festa del diciannovesimo giorno e del Fondo bahá’í. Infatti, dato che Beatrice stava pensando di rimanere con i nonni per altre due settimane, le avete chiesto se voleva presentare qualche idea sul Fondo durante la vostra prossima visita. Ha accettato con entusiasmo e voi l’avete aiutata a preparare una breve presentazione.

Dopo aver preparato tutto il necessario per dare inizio al vostro studio, dite: «Quello che la signora Sanchez ha detto sugli incontri è molto importante e, con il vostro permesso, mi piacerebbe presentarvi qualche concetto sugli incontri bahá’í, specialmente sulla Festa del diciannovesimo giorno. Quanto al commento del signor Sanchez sulle contribuzioni, ho chiesto a Beatrice di preparare una breve presentazione sul Fondo che possiamo ascoltare e poi discutere». Procedete poi a presentare una serie di concetti sugli incontri bahá’í basati su passi degli Scritti e aiutate il vostro gruppetto a consultarsi sul significato di ogni passo. Ecco alcune dei concetti che probabilmente esporrete:

? Nella comunità bahá’í, i credenti s’incontrano spesso, tra loro e con gli altri, per una serie di ragioni – pregare, studiare la Fede, insegnare la Fede, celebrare occasioni speciali, consultarsi sugli affari della comunità, elaborare piani e progetti, realizzare quei piani e consultarsi su quello che hanno imparato dall’unità d’azione e su come possono migliorarla. E, naturalmente, a volte i bahá’í s’incontrano solo per stare assieme in amore e in armonia, per gioire della reciproca compagnia. Quello che è importante tenere sempre in mente è che gli incontri bahá’í sono essenzialmente spirituali e quindi dotati di un potere spirituale. Bahá’u’lláh dice:

«Per la Mia vita e la Mia Causa! Intorno ad ogni dimora ove gli amici di Dio entreranno e donde s’innalzerà la loro voce in lode e glorificazione del Signore, graviteranno le anime dei veri credenti e tutti gli angeli favoriti».22

‘Abdu’l-Bahá dice:

«Ogni incontro organizzato nell’intento di creare unità e concordia trasforma gli estranei in amici, i nemici in alleati, e in quella riunione ‘Abdu’l-Bahá è presente con il suo cuore e la sua anima».23

? Tenere queste riunioni spirituali, anche se piccole, attrae infinite benedizioni sulle case dei bahá’í. ‘Abdu’l-Bahá una volta scrisse a un credente:

«Abbiamo appreso che hai in mente di abbellire di tanto in tanto la tua casa con un convegno di Bahá’í, alcuni dei quali glorificheranno il Gloriosissimo Signore... Sappi che se lo farai, quella casa terrena diverrà una celeste dimora e quell’edificio di pietra un congresso dello spirito».24

? Che negli incontri degli amici si leggano passi dagli Scritti bahá’í è fonte di massima gioia e un atto indispensabile per il progresso della Causa. Bahá’u’lláh ci ha ingiunto quanto segue:

«Fa d’uopo che gli amici, in qualunque terra si trovino, si riuniscano e nelle loro riunioni parlino con saggezza ed eloquenza e leggano i versetti di Dio, perché sono le Parole di Dio che accendono e alimentano il fuoco dell’amore».25

‘Abdu’l-Bahá ha scritto:

«Riunitevi, leggete e cantate gli insegnamenti divini, così che la città sia illuminata dalla luce della realtà e la nazione divenga un vero paradiso mercé la forza dello Spirito Santo, poiché questo è il ciclo del Signore Glorioso, e la melodia dell’unità e della solidarietà del mondo umano dovrà risuonare in Oriente e in Occidente».26

? Nelle riunioni bahá’í le conversazioni degli amici devono vertere solo su questioni spirituali e sul progresso della Causa. ‘Abdu’l-Bahá ha detto:

«Oggi incombe a tutti, senza eccezioni di rinunziare alla menzione di ogni altra cosa e di trascurare tutto… Usino cioè ogni pensiero, ogni parola per insegnare la Causa di Dio, per diffondere la Sua Fede e ispirare tutti a fregiarsi delle qualità di Dio; per amare l’umanità; per essere puri e santi in tutto e senza macchia nella vita pubblica e privata; per essere giusti, distaccati, ferventi e infiammati».27

? Tra tutte le riunioni bahá’í la Festa del diciannovesimo giorno, la riunione degli amici ogni diciannove giorni, ha un significato speciale. Il calendario bahá’í consiste di diciannove mesi di diciannove giorni ciascuno e Bahá’u’lláh ha ingiunto a tutti di partecipare a questa riunione mensile:

«In verità, vi è ingiunto di offrire una festa una volta al mese, anche se dovesse essere servita solamente acqua, poiché Dio ha inteso legare assieme i cuori, sia pur tramite mezzi terreni e celestiali».28

? La Festa del diciannovesimo giorno consiste di tre parti. La prima è la parte devozionale, durante la quale si recitano preghiere e si leggono passi dagli Scritti sacri della Fede. La seconda è la parte amministrativa, durante la quale gli amici si consultano sugli affari della comunità. La terza è la festa materiale, l’incontro sociale degli amici.

? Possiamo farci un’idea dell’importanza della parte devozionale della Festa del diciannovesimo giorno dalle seguenti parole di ‘Abdu’l-Bahá:

«O voi servitori fedeli dell’Antica Bellezza! In ogni ciclo e Dispensazione, le Feste sono state caldeggiate e amate, e imbandire un desco per gli amanti di Dio è stato stimato atto encomiabile. Ciò è vero soprattutto oggi, in questa incomparabile Dispensazione, in quest’era magnifica; esse sono oggi vivamente applaudite, perché in verità sono annoverate tra le riunioni celebrate per adorare e glorificare Iddio. Qui s’intonano versetti sacri, odi e lodi celesti, e il cuore è ravvivato e trasportato lungi da se stesso».29

? Durante la parte amministrativa della Festa, gli amici ascoltano le relazioni sulle attività della comunità e riflettono sul suo progresso, vengono a conoscere la guida ricevuta dalla Casa Universale di Giustizia e offrono all’Assemblea Locale suggerimenti perché essa li prenda in considerazione oppure li passi all’Assemblea Spirituale Nazionale o, se necessario, perfino alla Casa Universale di Giustizia. Le consultazioni della Festa del diciannovesimo giorno sono importantissime, poiché consentono a ogni credente di partecipare agli affari della comunità mondiale bahá’í.

* Quanto alla parte sociale della Festa, è un’occasione di fraternità, ospitalità e amore. Si può far musica, si possono pronunciare discorsi edificanti, i bambini possono presentare qualche loro lavoro. In breve, per vivacizzare questa parte della Festa si possono utilizzare espressioni culturali accuratamente scelte, dignitose e gioiose.

? La Festa del diciannovesimo giorno è una caratteristica unica dell’Ordine amministrativo della Fede. Essa combina l’aspetto devozionale, quello amministrativo e quello sociale della vita della comunità. Questi tre aspetti devono essere ugualmente evidenziati, perché il successo della Festa dipende dal giusto equilibrio tra queste tre componenti. In un messaggio scritto nell’agosto 1989 ai seguaci di Bahá’u’lláh in tutto il mondo la Casa Universale di Giustizia afferma:

«L’Ordine Mondiale di Bahá’u’lláh comprende tutte le componenti della società umana; integra i processi spirituali, amministrativi e sociali della vita; incanala le vari forme della capacità espressiva dell’uomo verso la costruzione di una nuova civiltà. La Festa del Diciannovesimo Giorno comprende tutti questi fondamentali aspetti della società. Poiché essa si svolge in villaggi, città e cittadine, tutte le genti di Bahá sono membri di questa istituzione, intesa a promuovere unità, assicurare il progresso e alimentare la gioia».30

? È impossibile organizzare frettolosamente un evento importante come la Festa del diciannovesimo giorno. Ogni credente deve prepararsi spiritualmente alla Festa, pregando e riflettendo, e durante l’evento, tutti devono partecipare con il cuore e con la mente, leggendo durante la parte devozionale qualche passo oppure ascoltando quelli che vengono letti, facendo relazioni, ricevendo istruzioni o offendo suggerimenti, ospitando la Festa o semplicemente accettando l’ospitalità con radiosità e gioia. Nella stessa lettera sulla Festa del diciannovesimo giorno, la Casa Universale di Giustizia afferma:

«Fra gli aspetti importanti dei preparativi per la Festa vi sono la scelta corretta delle letture, la loro preventiva assegnazione a buoni lettori e un senso di decoro sia nella presentazione sia nella ricezione del programma devozionale. La cura dell’ambiente dove si svolge la Festa – in casa o all’aperto – ha una grande influenza sull’esperienza. La pulizia, l’organizzazione dello spazio in modi pratici e decorativi hanno una parte molto significativa. Anche la puntualità è uno dei segni di una buona preparazione».

«Il successo della Festa dipende – per buona parte – dalla qualità della preparazione e dalla partecipazione delle persone. L’amato Maestro dà il seguente consiglio: “Date molta importanza alle Feste del Diciannovesimo Giorno, sì che in queste occasioni i benamati del Signore e le ancelle del Misericordioso si rivolgano verso il Regno, cantino preghiere, implorino l’aiuto di Dio, s’innamorino gioiosi l’uno dell’altro, e acquistino maggior purezza, santità, timor di Dio e resistenza alla passione e all’egoismo. Così, separatisi da questo mondo materiale, s’immergeranno negli ardori dello spirito”».31

Esercizi:

1. Come sempre, dovete leggere ripetutamente i concetti sopra riportati e discuterne in gruppo in modo da imparare a esprimerli con le vostre parole. I seguenti esercizi vi aiuteranno a capire meglio il significato delle citazioni di questa sezione:

a. Che cosa caratterizza le case nelle quali gli amici si riuniscono per lodare e glorificare il Signore? _____________________________

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b. Quali sono gli effetti delle riunioni organizzate per scopi di unità e concordia? _____________________________________________

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c. ‘Abdu’l-Bahá dice che la casa nella quale gli amici s’incontrano di tanto in tanto per glorificare Iddio diventa una «celeste dimora». Quale immagine vi fa venire in mente la locuzione «celeste dimora»? _______________________________________________________

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d. Quando ci incontriamo in una riunione dobbiamo:

– parlare con _____________ e ________________ .
– leggere _______________________________ .

– rinunciare alla ___________________________________ .

– usare ogni pensiero, ogni parola per ___________________

la Causa di Dio, per ____________________ la Sua Fede e

______________ tutti a ________________ delle qualità di

Dio; per amare ________________ ; per _______________

e ___________ in tutto e _____________ nella __________

____________ e __________ ; per essere ___________ ,

_____________ , _______________ e ____________ .

e. Quanti mesi ci sono nel calendario bahá’í? __________________ .

f. Quanti giorni ci sono in ogni mese? _______________________ .

g. Quale riunione speciale si tiene tra i bahá’í una volta al mese? ____

______________________________________________________

h. Quali sono le tre parti della Festa del diciannovesimo giorno? ____

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i. Le parti della Festa sono disposte in un determinato ordine? ______

j. Qual è lo scopo della parte devozionale della Festa? ____________

______________________________________________________

______________________________________________________

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k. Qual è lo scopo della parte amministrativa della Festa? __________

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l. Qual è lo scopo della parte sociale della Festa? ________________

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m. Quali dei seguenti argomenti sono adatti alla parte amministrativa della Festa?

Il progresso della campagna locale
d’insegnamento. Sì ? No ?
Le necessità dei Fondi. Sì ? No ?

Il punteggio della squadra nazionale di calcio. Sì ? No ?

Come risolvere un disaccordo fra due membri
della comunità bahá’í. Sì ? No ?
I turni delle pulizie nel Centro bahá’í
fra i membri della comunità. Sì ? No ?
Le mete di pionierismo stabilite
dall’Assemblea Spirituale Nazionale. Sì ? No ?

L’educazione dei bambini della comunità bahá’í. Sì ? No ?

L’educazione dei bambini del villaggio
o del paese. Sì ? No ?
Il significato di una citazione dagli Scritti
che uno dei membri della comunità stava
studiando durante la settimana,
ma non aveva compreso. Sì ? No ?

2. Discutete in gruppo la seguente domanda: perché l’equilibrio tra le tre parti della Festa è così importante?

3. Ora discutete le seguenti domande:

a. Come vi preparereste per la Festa se doveste offrirla voi?

b. Come vi preparereste per la Festa se foste semplici partecipanti?

4. Nel nostro racconto, avete scelto l’argomento delle consultazioni basandovi sui commenti fatti dai signori Sanchez durante la vostra precedente visita. Ciò facendo, avete dimostrato una delle qualità più importanti per gli insegnanti bahá’í: ascoltare attentamente le persone alle quali si insegna e proporre le verità contenute negli Scritti che rispondono alle loro specifiche necessità e interessi. Menzionate alcune delle qualità spirituali che contraddistinguono un buon ascoltatore e una persona sensibile ai bisogni degli altri.

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Sezione 6

La vostra ricca consultazione sul tema delle riunioni bahá’í e della Festa del diciannovesimo giorno ha lasciato poco tempo alla discussione sul Fondo. Con vostro sollievo Beatrice, infervorata dalle idee discusse, aveva suggerito di posticipare la sua presentazione, dato che sarebbe rimasta con i nonni qualche giorno in più. Questo vi dà la possibilità di riesaminare i concetti che Beatrice intende presentare:

La civiltà che noi bahá’í stiamo cercando di costruire sarà una civiltà fiorente, sia materialmente sia spiritualmente. La ricchezza è accettabile solo a certe condizioni. La si deve acquisire con un lavoro onesto. La si deve spendere per il bene dell’umanità. E tutta la comunità deve migliorare. Non è accettabile che pochi siano esageratamente ricchi mentre la maggioranza non ha nemmeno ciò che le occorre per le pure necessità della vita.

Per costruire una società libera da ingiustizie e miserie, dobbiamo essere tutti generosi e disposti a donare. Anche se siamo poveri, dobbiamo comunque offrire qualcosa per il progresso dell’umanità, perché la vera prosperità si consegue soltanto con la capacità di dare. La generosità è una qualità dell’anima umana e non ha nulla a che fare con la povertà o con la ricchezza. Nelle Parole Celate Bahá’u’lláh dice:

«Il donare e l’essere generosi sono attributi Miei; beato colui che s’adorna delle Mie virtù».32

Dobbiamo ricordare che la vera sorgente di qualsiasi ricchezza possediamo è Dio, il Più Generoso. Egli provvede ai nostri mezzi di sussistenza, ci permette di progredire. Quando contribuiamo al Fondo, spendiamo per la Sua Causa una parte di ciò che Egli ci ha donato. Quindi, donare ai Fondi della Fede non è solo una questione di generosità; è anche un dono spirituale e una grande responsabilità personale. Il Custode ci ha detto che dobbiamo essere come una fontana che si vuota continuamente di tutto ciò che possiede ed è continuamente riempita da una sorgente invisibile.

Ci sono vari Fondi bahá’í, ciascuno dei quali sostiene il lavoro della Fede a uno dato livello. Così abbiamo il Fondo locale, il Fondo nazionale, il Fondo continentale e il Fondo internazionale. Ciascun bahá’í ha il privilegio di contribuire a questi Fondi e solo i bahá’í hanno il diritto di farlo. Contribuire al Fondo è un atto volontario e segreto, nel senso che è un fatto privato tra il credente e le istituzioni della Fede. Le contribuzioni non sono rese note alla comunità. Si evitano anche certe pratiche di alcune religioni che comportano un’eccessiva pressione sui credenti perché contribuiscano. Le istituzioni fanno appelli generali, ricordando agli amici l’importanza del Fondo e discutendo con loro delle sue necessità. Non è infrequente che una comunità si ponga una meta di contribuzioni. Ma non si fissano mai cifre riguardanti gli individui e non si chiede mai denaro. I credenti sono liberi di decidere quanto possono contribuire ai vari Fondi secondo la loro comprensione dei principi attinenti.

«Se nessuno ci dice mai quanto dobbiamo contribuire al Fondo», potremmo chiederci, «come faremo a sapere che cosa ci si aspetta da noi? Come possiamo decidere se Dio approva il modo in cui stiamo contribuendo alla Sua Causa?» La risposta a queste domande è una sola: il mistero del sacrificio. Nella Fede bahá’í una moneta offerta da un credente con pochi mezzi vale quanto una cospicua somma di denaro donata da un credente ricco. Ciò che stabilisce il valore della contribuzione è il sacrificio con il quale è fatta. Naturalmente nessuno può giudicare l’entità del sacrificio di un altro. Quando decidiamo quanto vogliamo contribuire al Fondo, ciascuno di noi deve riflettere nel proprio cuore sulla natura del sacrificio.

Dobbiamo ricordare che quando facciamo un sacrificio per la Causa di Dio, non stiamo facendo un favore a Dio. Dio non ha bisogno di noi. Il denaro che contribuiamo al Fondo serve a costruire un mondo migliore. Esso rappresenta uno dei modi in cui facciamo il nostro dovere nei confronti della società. Sacrificare significa rinunciare a qualcosa di inferiore per qualcosa di superiore. Il sacrificio produce dolore, ma in verità arreca gioia e vera felicità. ‘Abdu’l-Bahá ha detto:

«Il mistero del sacrificio è che l’uomo deve sacrificare tutte le sue condizioni per lo stadio divino di Dio. Lo stadio di Dio è misericordia, gentilezza, perdono, sacrificio, favore, grazia e donare la vita agli spiriti e accendere il fuoco del Suo amore nei cuori e nelle vene».33

Esercizi:

1. Nell’aiutare Beatrice a preparare il suo discorso sul Fondo, le avevate fatto notare una sequenza di concetti da seguire. Qual’è la sequenza dei concetti della presentazione che avete appena letto?

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2. Con l’aiuto del vostro facilitatore, preparate un breve discorso sul tema «Dare: la base spirituale della prosperità».

Sezione 7

Le vostre visite regolari alle case dei nuovi credenti sono state per voi fonte di grande gioia. Naturalmente, non tutte le famiglie hanno risposto agli argomenti d’approfondimento con lo stesso entusiasmo dei Sanchez. Infatti, una famiglia vi ha fatto chiaramente capire che la loro accettazione della Fede era stata avventata e che volevano essere lasciati in pace. Altri due o tre credenti si sono trasferiti prima che abbiate potuto conoscerli bene. Tuttavia avete aiutato varie persone ad approfondirsi nella Fede e siete stati testimoni dei meravigliosi frutti di un impegno di insegnamento sistematico.

Incoraggiati dai risultati dei vostri sforzi, decidete di fare il passo cruciale per aiutare i nuovi credenti a diventare meno dipendenti dalle vostre visite. «È arrivato il momento di stabilire qualche riunione regolare», vi dite, «sì che questi amici s’incontrino una volta alla settimana per studiare gli Scritti, assieme ad altri credenti più vecchi. Se non prendono direttamente contatto con gli Scritti e non si integrano nella comunità, non seguiranno mai un percorso di servizio alla Causa con le proprie gambe». I vostri pensieri a questo proposito sono confermati quando vi consultate con alcune famiglie e ricevete risposte entusiaste al vostro suggerimento. «È tempo di muoversi», è la risposta della signora Sanchez. «Facciamo la prima riunione qui».

Nel giorno stabilito, circa sette persone si sono riunite in casa Sanchez. Siete alquanto delusi dall’esiguità del numero ma, ricordando le consultazioni sul tema delle riunioni bahá’í, capite che, se le riunioni si svolgeranno in un’atmosfera di vera spiritualità, altre anime saranno attratte. Ma come farete a creare e preservare tale atmosfera? Durante le visite alle case dei credenti, la conversazione si svolgeva principalmente tra voi e altre due o tre persone e in un certo senso potevate controllarne l’andamento. In queste riunioni, invece, dovrete permettere ai partecipanti di interagire fra loro senza troppe interferenze da parte vostra. Però vi rendete conto che qualcuno deve facilitare le consultazioni, altrimenti ci sarà confusione e gli amici rimarranno delusi. «Dobbiamo aver fede che tutto andrà bene», dite a voi stessi. «Impareremo strada facendo. Dato che le nostre conversazioni vertono sugli Scritti, è certo che raggiungeremo il nostro scopo».

Tutte le citazioni che avete scelto da studiare in questa prima sessione riguardano l’insegnamento. La vostra speranza è che entro la fine della riunione ogni partecipante arrivi alla ferma decisione di insegnare la Causa. Come sempre, avete selezionato con cura alcuni passi dagli Scritti secondo una sequenza di concetti che a vostro parere aiuterà gli amici a esaminare il tema. Il tema dell’insegnamento della Fede è vasto e, in questa prima parte, non pretendete di affrontare altro che alcuni punti essenziali che possono stimolare gli amici all’azione. Naturalmente capite che dovrete essere flessibili nel modo in cui faciliterete la discussione, perché le dinamiche della riunione potrebbero allontanarvi dalla sequenza dei concetti che avete scelto:

? Lo scopo dell’insegnamento è aprire i cuori degli uomini a Bahá’u’lláh con la chiave della parola. Bahá’u’lláh dice:

«Ciò che Egli Si è riservato sono le città dei cuori degli uomini, per purificarle da ogni contaminazione terrena e permetter loro di avvicinarsi al santo Luogo che le mani degli infedeli non potranno mai profanare. O genti, aprite la città del cuore umano con la chiave della vostra parola. In tal guisa vi abbiamo prescritto il vostro dovere, secondo una norma prestabilita».34

? In questo mondo il potere più grande è quello della Parola di Dio. Mentre si insegna, il potere della Parola creativa penetra nell’anima degli ascoltatori e dà inizio alla loro trasformazione. Bahá’u’lláh dice:

«Ogni parola che esce dalla bocca di Dio è dotata di tale potenza da infondere nuova vita in ogni forma umana, se siete fra coloro che comprendono questa verità».35

? Insegnare è un sacro compito ingiunto da Bahá’u’lláh a ogni credente. Bahá’u’lláh dice:

«Dio ha prescritto a ciascuno il dovere di insegnare la Sua Causa. Chiunque si levi ad assolvere un tale dovere deve, prima di proclamare il Suo Messaggio, abbellirsi dell’ornamento di un carattere retto e lodevole, cosicché le sue parole attraggano il cuore di coloro che rispondono al suo appello».36

? L’insegnante della Causa è come una fiaccola che arde e sparge ovunque la luce della conoscenza. Una volta ‘Abdu’l-Bahá scrisse a un credente che era stato in Sua presenza:

«Attendo i risultati di questo incontro, di poterti vedere acceso come una fiaccola, ardere come una falena nel fuoco dell’amore di Dio, piangere come una nube per l’intensità dell’amore e dell’attrazione, ridere come un prato, fremere di gioia come il giovane albero al soffio della brezza del Paradiso di Abhá!».37

? L’insegnante della Causa è libero come il vento nel portare dappertutto il messaggio di Bahá’u’lláh. Bahá’u’lláh dice:

«Nel portare il Messaggio di Colui Che ha fatto sorgere l’Alba della Guida divina, sii libero come il vento. Considera come il vento, fedele a ciò che Dio ha stabilito, soffia su tutte le regioni del mondo, popolate o deserte. Né aspetti di desolazione, né segni di prosperità possono addolorarlo o compiacerlo. Esso soffia in ogni direzione come il Suo Creatore gli ha comandato. Così dev’essere chiunque pretende d’amare l’unico vero Dio. È suo obbligo fissare lo sguardo sui principi fondamentali della Sua Fede e diligentemente compiere ogni sforzo per diffonderla. Deve proclamare il Messaggio di Dio unicamente per amor Suo e accettare nello stesso spirito qualunque risposta gli venga data dal suo ascoltatore. Chi accetterà e crederà riceverà la propria ricompensa; e chi se ne allontanerà non riceverà altro che il proprio castigo».38

? Animato dal potere dell’amore, l’insegnante della Causa avanza sulla via di Dio con inesauribile energia. ‘Abdu’l-Bahá ci dice:

«Quando invocherete la misericordia di Dio, che è sempre pronto a darvi aiuto, la vostra forza sarà centuplicata. Guardatemi; io sono debole, ma pure mi è stata data la forza di venire fra voi: io sono un povero servo di Dio cui è stato concesso di portarvi questo messaggio! Non rimarrò a lungo con voi! Non si deve mai considerare la propria debolezza; è la forza dello Spirito Divino dell’amore che dà all’uomo il potere di insegnare. Il pensiero della propria debolezza potrebbe soltanto portare lo smarrimento. Noi dobbiamo innalzare i nostri pensieri al di sopra della terra, allontanare la nostra mente dalle idee materiali e bramare le qualità dello Spirito; mirare sempre all’eterna, generosa misericordia dell’Onnipotente, che riempirà le nostre anime di gioia se obbediremo al Suo comando: “Amatevi”».39

? Dobbiamo muoverci tutti con coraggio e fiducia e insegnare la Causa. Non dobbiamo esitare. Non dobbiamo vacillare. ‘Abdu’l-Bahá dice:

«Parla, dunque: parla con grande coraggio in tutte le riunioni. Quando stai per incominciare il tuo discorso, volgiti dapprima a Bahá’u’lláh e chiedi le confermazioni dello Spirito Santo, poi apri la bocca e dì quello che vien suggerito al tuo cuore; ma fallo con sommo coraggio, dignità e convinzione».40

E il Custode ci dice:

«L’insegnante bahá’í deve avere completa fiducia. In ciò consistono la sua forza e il segreto del suo successo. Anche se ella è sola e per quanto grande sia l’apatia della gente che la circonda, deve aver fede che gli eserciti del Regno sono al suo fianco e con il loro aiuto sconfiggerà inevitabilmente le forze delle tenebre che si oppongono alla Causa di Dio. Perseveri, quindi, felice e fiducioso».41

Esercizi:

1. La frequentazione delle riunioni con gli amici, durante le quali si studiano gli Scritti e ci si consulta su di essi, sarà sempre una parte importante della vita bahá’í. Con i membri del vostro gruppo, fate riunioni nelle quali vi consultate sul tema dell’insegnamento basandovi sui concetti e sulle citazioni sopra riportate. Nello spazio sottostante, scrivete i concetti più rilevanti che sono emersi durante le consultazioni.

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2. Uno dei risultati che si auspica di ottenere da quelle riunioni è che i partecipanti prendano decisioni concrete sulle loro future azioni nel campo del servizio. Quali sono state le principali decisioni prese da coloro che hanno partecipato alla vostra riunione?

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Riferimenti

1. Bahá’u’lláh, Parole Celate, dall’arabo, n, 4. p. 10.

2. Bahá’u’lláh, Preghiere Bahá’í. Selezione di preghiere rivelate da Bahá’u’lláh, il Báb e ‘Abdu’l-Bahá, ed. riv. (Casa Editrice Bahá’í, Roma, 1998), p. 5.

3. Bahá’u’lláh, Spigolature, IV, 1, p. 4-5.
4. Bahá’u’lláh, Spigolature, CXXXIV, 1, p. 282.
5. Bahá’u’lláh, Spigolature, XLV, 1, p. 95-6.
6. ‘Abdu’l-Bahá, Preghiere Bahá’í, p. 131.
7. ‘Abdu’l-Bahá, Preghiere Bahá’í, p. 188.
8. ‘Abdu’l-Bahá, Preghiere Bahá’í, p. 188.
9. Bahá’u’lláh, Preghiere Bahá’í, p. 101.
10. ‘Abdu’l-Bahá, Preghiere Bahá’í, p. 23.

11. Adattato da The New Garden (Bahá’í Publishing Trust, New Delhi, 1992).

12. Bahá’u’lláh, Spigolature, V, 2, p. 5-6.
13. Bahá’u’lláh, Spigolature, V, 5, p. 7.

14. ‘Abdu’l-Bahá, The Promulgation of Universal Peace. Talks delivered by ‘Abdu’l-Bahá during His visit to the United States and Canada in 1912. Comp. Howard MacNutt, 2a ed. (Bahá’í Publishing Trust, Wilmette, Illinois,1982), p. 93.

15. ‘Abdu’l-Bahá, La Saggezza di ‘Abdu’l-Bahá. Raccolta dei discorsi tenuti da ‘Abdu’l-Bahá a Parigi nel 1911 e a Londra nel 1912-1913, 3 a ed. (Comitato bahá’í di traduzione e pubblicazione, Roma, 1969), p. 29.

16. Bahá’u’lláh, Spigolature, CXLVI, 1, p. 307.
17. ‘Abdu’l-Bahá, Promulgation, p. 93.

18. Bahá’u’lláh, Parole Celate, dal persiano, n. 44, p. 51.

19. ‘Abdu’l-Bahá, Promulgation, p. 35.
20. ‘Abdu’l-Bahá. Antologia, n. 45, p. 89.
21. ‘Abdu’l-Bahá, Promulgation, p. 338.

22. Bahá’u’lláh, citato in Consultazione. Riunioni Bahá’í. La Festa del Diciannovesimo Giorno: Compilazioni della Casa Universale di Giustizia (Casa Editrice Bahá’í, Roma, 1980), p. 37.

23. ‘Abdu’l-Bahá, Tablets of Abdu'l-Bahá Abbas (Bahai Publishing Society, Chicago, 1916), vol. 3, p. 553. Traduzione italiana in Consultazione. Riunioni Bahá’í. La Festa del Diciannovesimo Giorno, p. 40.

24. ‘Abdu’l-Bahá, Antologia, n. 57, p. 95.

25. Bahá’u’lláh, citato in Consultazione. Riunioni Bahá’í. La Festa del Diciannovesimo Giorno, p. 37.

26. ‘Abdu’l-Bahá, Tablets, vol. 3, p. 631. Traduzione italiana in Consultazione. Riunioni Bahá’í. La Festa del Diciannovesimo Giorno, p. 40.

27. ‘Abdu’l-Bahá, Antologia, n. 54, p. 94.

28. Bahá’u’lláh, Il Kitáb-i-Aqdas. Il Libro Più Santo (Casa Editrice Bahá’í, Roma, 1995), p. 38.

29. ‘Abdu’l-Bahá, Antologia, n. 48, p. 91-2.

30. La Casa Universale di Giustizia, ai seguaci di Bahá’u’lláh, 29 agosto 1989, citata in La Festa del Diciannovesimo Giorno. Compilazioni della Casa Universale di Giustizia (Casa Editrice Bahá’í, Roma, 1990), p. 7.

31. La Casa Universale di Giustizia, ai seguaci di Bahá’u’lláh, 29 agosto 1989, citata in La Festa del Diciannovesimo, p. 10.

32. Bahá’u’lláh, Parole Celate, dal persiano, n. 49, p. 53.

33. ‘Abdu’l-Bahá, Tablets of Abdu'l-Bahá Abbas (Bahai Publishing Society, Chicago, 1909), vol. 1, p. 65.

34. Bahá’u’lláh, Spigolature, CXXXIX, 5, p. 295.
35. Bahá’u’lláh, Spigolature, LXXIV, 1, p. 138.

36. Bahá’u’lláh, Spigolature, CLVIII, 1, p. 326-7.

37. ‘Abdu’l-Bahá, Tablets of Abdu'l-Bahá Abbas (Bahai Publishing Society, Chicago, 1915), vol. 2, p. 573.

38. Bahá’u’lláh, Spigolature, CLXI, 2, p. 330-1.
39. ‘Abdu’l-Bahá, Saggezza, p. 42.
40. ‘Abdu’l-Bahá, Antologia, n. 216, p. 254.

41. A nome di Shoghi Effendi, a un credente, 30 giugno 1937, citato in La potenza dell’aiuto divino. Eccellenza in ogni cosa. Vita Familiare. Compilazioni della Casa Universale di Giustizia (Casa Editrice Bahá’í, Roma, 1983), p. 35.

Introduzione
ai principi bahá’í
Scopo
Acquisire la capacità di introdurre
concetti bahá’í in una conversazione.
Sezione 1

Sapete già che, proseguendo sulla via del servizio alla Causa, trarrete infinita gioia dal parlare con gli altri della Parola di Dio rivelata da Bahá’u’lláh. Le occasioni per offrire le preziose gemme di saggezza racchiuse nella Rivelazione di Bahá’u’lláh assumono molti aspetti. Potete organizzare una riunione nella vostra casa per presentare gli Insegnamenti ai vostri amici. Potete fare un discorso sulla Fede nella sede di un’associazione locale. Potete partecipare a una campagna di insegnamento in una località vicina o lontana. Potete andare a trovare qualche nuovo credente e studiare con lui alcuni passi degli Scritti. E se siete portati per l’educazione dei bambini, potete tenere classi per loro e aiutarli a imparare a impostare la vita secondo gli Insegnamenti di Bahá’u’lláh.

Molte occasioni per insegnare si presentano durante le quotidiane conversazioni con gli amici. Parlando di vari argomenti riuscirete a trasmettere ai vostri amici le conoscenze che avete acquisito studiando gli Scritti e ad aiutarli a vedere le cose alla luce della Rivelazione di Bahá’u’lláh. Il modo in cui introdurrete i concetti bahá’í nelle vostre conversazioni non deve apparire innaturale o forzato. Talvolta vi capiterà di presentare le vostre conoscenze senza neppure menzionare la Fede. Ma nella maggior parte dei casi potrete introdurre le vostre idee dicendo, per esempio, «Bahá’u’lláh insegna che...», oppure «‘Abdu’l-Bahá dice che...». Quando fate queste affermazioni, non sentitevi obbligati a spiegare chi è Bahá’u’lláh, o che cos’è la Fede bahá’í. Se esprimerete le vostre idee liberamente e ne citerete la fonte con naturalezza, le occasioni di parlare direttamente della Fede si presenteranno più presto di quanto vi aspettiate.

In questo capitolo, vi sarà presentata una serie di passi che, pur non essendo citazioni esatte, sono tutti basati sui discorsi e sulle Tavole di ‘Abdu’l-Bahá e includono molte frasi da Lui usate. Dovete leggerli più volte, studiarli attentamente ed esercitarvi a ripetere gli stessi concetti con le vostre parole. Si spera che, in questo modo, incomincerete ad acquisire la capacità di spiegare correttamente gli Insegnamenti, rimanendo sempre fedeli al significato esplicito delle affermazioni di Bahá’u’lláh, ‘Abdu’l-Bahá e Shoghi Effendi.

Rendetevi conto, comunque, che lo studio che state per intraprendere non dovrà sostituire il lavoro di imparare a memoria la Parola creativa, che ha un potere speciale e penetra nel cuore degli uomini. Pertanto, quando insegnate, vorrete citare spesso passi dagli Scritti. Ma anche eccedere nel citare gli Scritti può essere controproducente. Come in molti aspetti della vita bahá’í, occorre la moderazione che consiste, in questo caso, nell’equilibrio tra le citazioni dirette degli Scritti e l’uso delle proprie parole per spiegare la Fede. Per ottenere questo equilibrio dovrete, naturalmente, dedicare molto più tempo e maggiori energie allo studio degli Scritti e fare in modo che essi modellino i vostri pensieri e i vostri sentimenti.

Esercizi:

1. Non tutte le conversazioni sono un’occasione per parlare degli Insegnamenti di Bahá’u’lláh. Infatti la gente parla per lo più di cose futili, o perfino dannose. Ciò non significa che tutte le conversazioni debbano occuparsi di argomenti impegnativi. Alcune devono essere anche allegre. Ma dovete diffidare dei discorsi futili e fare in modo che le vostre interazioni con gli amici siano edificanti per lo spirito e per la mente. Pensate a qualche conversazione che avete avuto con gli amici nelle ultime settimane. Fate un elenco di quelle che trattavano temi edificanti. In quali di esse avreste potuto introdurre gli Insegnamenti della Fede?

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Sezione 2

Prima di incominciare a studiare i passi presentati in questo capitolo è necessario riflettere brevemente sullo stadio di ‘Abdu’l-Bahá nella Dispensazione di Bahá’u’lláh. Nel corso dei vostri studi avrete naturalmente altre occasioni per leggere i dettagli della Sua vita e ricevere una parte sempre più grande della saggezza trasmessa dalle Sue parole.

‘Abdu’l-Bahá è una Figura unica nella storia dell’umanità e nessuna religione precedente è stata benedetta dalla presenza di un Personaggio come Lui. Che Bahá’u’lláh dopo il Suo trapasso abbia lasciato la comunità bahá’í sotto la protezione di ‘Abdu’l-Bahá, il Più Grande Ramo, è una benedizione che nessuna parola è in grado di descrivere. Bahá’u’lláh ha donato all’umanità non solo la Sua sublime Rivelazione, ma anche Suo Figlio, il Cui sapere e la Cui saggezza, Egli disse, avrebbero illuminato l’umanità. È difficile anche solo accennare alla grandezza di questa Causa senza comprendere l’incomparabile stadio di ‘Abdu’l-Bahá.

In primo luogo, ‘Abdu’l-Bahá è il Centro del Patto di Bahá’u’lláh. Il potere di questo Patto tiene unita la comunità bahá’í e la protegge dagli attacchi dei nemici, dalle divisioni e dalla disgregazione. È il potere di questo Patto che assicura la vittoria finale.

Fondamentalmente, il Patto che Bahá’u’lláh ha stretto con i Suoi seguaci richiede che noi tutti volgiamo il cuore verso un Centro e siamo totalmente fedeli ad esso. ‘Abdu’l-Bahá è quel Centro e dopo di Lui, secondo le Sue Volontà e Testamento, il Centro verso il quale tutti devono volgersi è Shoghi Effendi, il Custode della Fede. Oggi, il Centro della Fede è la Casa Universale di Giustizia, che è stata istituita secondo l’esplicita ingiunzione di Bahá’u’lláh e le chiare istruzioni date da ‘Abdu’l-Bahá e dal Custode.

In secondo luogo, ‘Abdu’l-Bahá è l’infallibile Interprete della Parola di Bahá’u’lláh. Così vasta è la Rivelazione di Bahá’u’lláh, così profondi i significati racchiusi in ciascuno delle suoi detti, che Egli ritenne necessario lasciare un interprete che Egli Stesso avrebbe ispirato. Così per generazioni e generazioni, l’umanità potrà comprendere gli Insegnamenti di Bahá’u’lláh studiando le interpretazioni di ‘Abdu’l-Bahá nelle Sue numerose Tavole e nelle trascrizioni autentiche dei Suoi discorsi. Dopo ‘Abdu’l-Bahá l’Interprete degli Insegnamenti di Bahá’u’lláh è il Custode. Egli ha completato il compito dell’interpretazione e nessuno avrà più l’autorità di interpretare le Parole di Bahá’u’lláh per il resto della Sua Dispensazione.

Dobbiamo capire che, lasciando dopo di Sé un interprete nominato da Lui Stesso, Bahá’u’lláh ha fatto alla comunità bahá’í un grandissimo dono. Nel passato tutte le religioni sono state afflitte da divisioni in molteplici sette per la mancanza di una fonte autorevole alla quale i credenti potessero rivolgersi quando erano in disaccordo sul significato di certi passi dei loro Libri sacri. Ma in questa Dispensazione, quando ci sono incertezze sul significato di un’affermazione di Bahá’u’lláh, si consultano le interpretazioni di ‘Abdu’l-Bahá e del Custode. E se rimangono dubbi, si possono chiedere chiarimenti alla Casa Universale di Giustizia. Non si lascia, dunque, alcuno spazio a conflitti sul significato degli Insegnamenti e così si protegge l’unità della Fede.

In terzo luogo, ‘Abdu’l-Bahá è il perfetto Esempio degli Insegnamenti di Suo Padre. Pur non potendo sperare di raggiungere il Suo grado di perfezione, dobbiamo sempre tenerLo davanti agli occhi e sforzarci di seguire il Suo esempio. Quando leggete un passo degli Scritti che parla dell’amore, rivolgetevi verso ‘Abdu’l-Bahá e vedrete la vera essenza dell’amore e della gentilezza. Quando leggete della purezza, della giustizia, della rettitudine, della gioia e della generosità, rivolgetevi verso di Lui, pensate alla Sua vita e vedrete come Egli manifestava queste qualità nella massima perfezione.

Il contrassegno della vita di ‘Abdu’l-Bahá è, naturalmente, la Sua attitudine al servizio. Sapete che il nome «‘Abdu’l-Bahá» significa servo di Bahá e che questo è il titolo che ‘Abdu’l-Bahá preferì a tutti gli altri titoli che i credenti desideravano attribuirGli. Le seguenti parole di ‘Abdu’l-Bahá sono l’espressione del Suo ardente desiderio di servire e, se le imparerete a memoria, vi guideranno sempre nel vostro cammino sulla via del servizio:

«Il mio nome è ‘Abdu’l-Bahá. La mia qualifica è ‘Abdu’l-Bahá. La mia realtà è ‘Abdu’l-Bahá. La mia lode è ‘Abdu’l-Bahá. La mia schiavitù alla Perfezione Benedetta è il mio fulgido e glorioso diadema e il servire l’intera razza umana, la mia religione perpetua... Nessun nome, nessun titolo, nessun onore, nessun elogio ho né vorrò avere mai, tranne che ‘Abdu’l-Bahá. Questo è il mio desio. Questa è la mia più grande brama. Questa è la mia vita eterna. Questa è la mia gloria imperitura».1

Come si è detto nella sezione precedente, i passi che studierete in questo capitolo non sono citazioni esatte di ‘Abdu’l-Bahá, ma si basano sui Suoi numerosi discorsi e Tavole. Man mano che farete esperienza nell’insegnamento della Causa, vorrete riempirvi la mente di parole di ‘Abdu’l-Bahá e imparare il Suo modo di spiegare i concetti. Vorrete sicuramente imparare a memoria interi passi dei Suoi discorsi e delle Sue Tavole. Speriamo che questo capitolo vi aiuti a farlo.

Sezione 3

Il primo passo che vi si chiede di studiare, e che vi aiuterà spesso nelle vostre conversazioni, riguarda la necessità di un Educatore:

Se consideriamo la vita in tutti i suoi aspetti, vediamo che c’è sempre bisogno di un educatore. Lasciato da solo allo stato selvaggio, l’uomo segue lo stile di vita degli animali. Educato, può raggiungere le più alte vette della realizzazione. Se non fosse per gli educatori, non ci sarebbe civiltà.

L’educazione è di tre tipi: materiale, umana e spirituale. L’educazione materiale riguarda lo sviluppo del corpo. L’educazione umana riguarda la civiltà e il progresso e ha a che fare con i governi, l’amministrazione, le opere di beneficenza, i commerci, le arti e l’artigianato, le scienze, le grandi invenzioni e le scoperte. L’educazione spirituale consiste nell’acquisizione di perfezioni divine ed è la vera educazione, perché con il suo aiuto si sviluppa la natura spirituale, la natura più elevata dell’essere umano.

Per progredire l’umanità ha bisogno di un educatore che sia chiaramente autorevole come educatore materiale, umano e spirituale. Se qualcuno dicesse: «Ho un’intelligenza perfetta e non mi occorre nessun educatore», negherebbe ciò che è chiaro ed evidente. Sarebbe come se un bambino dicesse: «Non ho bisogno di educazione, agirò secondo ragione e intelligenza e raggiungerò la perfezione da solo».

L’umanità ha sempre avuto bisogno di un educatore perfetto, che la aiuti a organizzare le questioni relative al nutrimento e alla salute del corpo, che la ispiri a sviluppare conoscenze, invenzioni e scoperte e, quel che più conta, che le infonda la vera vita dello spirito. Nessun comune essere umano può svolgere questi immensi compiti. Solo le Manifestazioni di Dio ne hanno il potere, Anime elette inviate da Dio di tanto in tanto per essere gli Educatori universali dell’umanità.

Esercizi:

1. Leggete più volte in gruppo il passo sopra citato e aiutatevi a vicenda a comprenderne bene il contenuto. Come negli altri corsi, dovrete farvi delle domande sui concetti presentati nel passo ed esercitarvi a esporli con le vostre parole.

2. Alcune conversazioni sono più adatte di altre a permettervi di introdurre i concetti presentati nel passo. Ecco un elenco di argomenti di conversazione. Segnate quelli che vi permetterebbero di introdurre con naturalezza i concetti sopra riportati. È importantissimo che discutiate in gruppo come farlo.

__________ Le condizioni della società di oggi.
__________ La vita dopo la morte.
__________ L’istruzione.

__________ La necessità di avere un mestiere o una professione nella vita.

3. Alcune affermazioni che a volte si fanno conversando su temi come quelli che avete già studiato possono portare a discutere di alcuni aspetti della Fede. Che cosa rispondereste se qualcuno vi chiedesse: «Chi sono gli Educatori di cui stai parlando?»

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4. Riportiamo alcune citazioni dagli Scritti di Bahá’u’lláh relative ai concetti presentati nei paragrafi che avete appena letto. Riflettete su queste citazioni e sforzatevi di impararle a memoria. In questo modo, sarete capaci di inserire nei vostri discorsi passi tratti dagli Scritti e potrete toccare il cuore dei vostri ascoltatori.

«Tutti gli uomini sono stati creati per far avanzare una civiltà in continuo progresso».2

«Lo Scopo per cui l’unico vero Dio, esaltata sia la Sua gloria, Si è rivelato agli uomini è quello di portare alla luce le gemme nascoste nella miniera del loro vero e intimo essere».3

«Nell’inviare i Suoi Profeti agli uomini, Dio ha un duplice scopo. Il primo è quello di liberare i figli degli uomini dalle tenebre dell’ignoranza e di guidarli verso la luce della vera comprensione. Il secondo è quello di assicurare la pace e la tranquillità dell’umanità provvedendo tutti i mezzi adeguati per poterle stabilire».4

«In ogni tempo e circostanza agli uomini necessita qualcuno che li esorti, li guidi, li istruisca e li ammaestri».5

Sezione 4

Le seguenti idee sul tema della libera e indipendente ricerca della verità vi saranno utili in molte occasioni:

Dobbiamo essere amanti della luce, non importa da quale lampada provenga. Dobbiamo essere amanti della rosa, non importa in quale giardino sbocci. Dobbiamo essere ricercatori della verità, non importa da quale fonte provenga. L’attaccamento a una lampada può impedirci di apprezzare la luce quando essa brilli da un’altra sorgente. L’attaccamento alle forme esteriori e alle pratiche religiose può impedirci di comprendere che tutte le religioni sono vere. Se vogliamo riuscire a trovare la verità, dobbiamo abbandonare i pregiudizi e le tradizioni antiquate. C’è una grande differenza tra i dogmi, le superstizioni e i pregiudizi da una parte e la verità dall’altra. Se comprendiamo questo fatto, riusciremo a vedere che la Luce divina della Verità ha brillato in tutte le Manifestazioni di Dio – Krishna, Mosè, Zoroastro, Buddha, Gesù, Muhammad, il Báb e Bahá’u’lláh.

Chi cerca la verità deve liberarsi da tutte le opinioni e le idee preconcette, rinunciare ai pregiudizi e alle nozioni superficiali, avere una mente aperta e ricettiva. Se la nostra coppa è piena di egoismo, non c’è posto per l’acqua della vita. Pensare di aver ragione e che tutti gli altri hanno torto è il più grande ostacolo sulla via verso l’unità. E se vogliamo trovare la verità, l’unità è necessaria, perché la verità è una sola.

Esercizi:

1. Come nella sezione precedente, dovete leggere più volte in gruppo il passo sopra riportato, farvi a vicenda domande sui concetti ed esercitarvi a ripeterli con le vostre parole.

2. I concetti che sono stati riportati possono essere inseriti in certe conversazioni più facilmente che in altre. Nel seguente elenco di argomenti di conversazione, segnate quelli in cui potreste introdurre quei concetti con naturalezza e discutete in gruppo come farlo.

_____________ Pratiche agricole tradizionali e nuove tecnologie

_____________ Disastri ambientali
_____________ Conflitti religiosi
_____________ Parità fra uomini e donne

3. Se parlerete dei concetti presentati in questo passo durante una conversazione con i vostri amici, potrebbe presentarvisi la possibilità di trattare più dettagliatamente con loro di alcuni aspetti della Fede. Come rispondereste a qualcuno che vi ponesse questa domanda: «Quali verità sono comuni a tutte le religioni?»

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4. È consigliabile che impariate a memoria le seguenti citazioni di Bahá’u’lláh per poterle introdurre, tutte o solo alcune, nei vostri discorsi.

«Non v’è alcun dubbio che i popoli del mondo, a qualsiasi razza o religione appartengano, si ispirano a un’unica Fonte celeste e sono sudditi di un solo Dio».6

«Associatevi con i seguaci di tutte le religioni in ispirito di amicizia e di cameratismo».7

«Lo scopo fondamentale che anima la Fede di Dio e la Sua religione è quello di salvaguardare gli interessi della razza umana...».8

«La religione di Dio è per l’amore e l’unità; non fatene causa d’inimicizia e di discordia».9

SEZIONE 5

I paragrafi che seguono spiegano che Dio può essere conosciuto solo attraverso le Sue Manifestazioni e vi saranno utili nelle vostre conversazioni con gli amici:

Considera l’infinito universo. È possibile che sia stato creato senza un Creatore? o che al Creatore di questo mondo infinito manchi l’intelligenza? I materialisti dicono che l’uomo è stato creato dalla natura. Ma la natura non ha intelligenza. È possibile che essa crei un essere umano, dotato d’intelligenza?

Se osserviamo l’intera creazione, vediamo che tutto ciò che è inferiore non è in grado di capire il potere di ciò che è superiore. Così le pietre, gli alberi, gli animali, per quanto possano svilupparsi, non sono in grado di comprendere la realtà dell’uomo e di immaginare il suo potere. Quindi com’è possibile che l’uomo, che è una creatura, comprenda la realtà del Creatore?

Sebbene la sua comprensione non possa raggiungere Dio, all’uomo non è negato di conoscerLo. Di tanto in tanto appare sulla terra un Essere umano che è la Manifestazione di Dio. In Lui sono visibili tutte le perfezioni, i doni e gli splendori che provengono da Dio, come il sole che risplende in uno specchio chiaro e limpido. Dire che questi specchi sono la Manifestazione del Sole della Verità non significa che il Sole sia disceso dal Suo apice di gloria e abbia preso corpo nello Specchio. Significa invece quanto segue: tutto ciò che l’umanità conosce, scopre e comprende dei nomi e degli attributi e delle perfezioni di Dio si riferisce alle Sue sante Manifestazioni.

Esercizi:

1. Dopo aver letto più volte in gruppo questo passo e aver risposto alle domande sul suo contenuto che vi siete scambiati, esercitatevi a spiegarlo con le vostre parole.

2. Ecco un elenco di argomenti di conversazione. Segnate quelli nei quali potreste facilmente introdurre i concetti sopra riportati e discutete in gruppo come farlo.

__________ La creazione dell’universo
__________ I vantaggi dell’energia solare
__________ L’esistenza di Dio
__________ Il potere dell’intelligenza umana

2. Supponete che, durante una conversazione con amici, vi si presenti l’occasione di introdurre l’argomento che avete appena studiato. Come rispondereste se qualcuno vi chiedesse: «Che cosa sappiamo di Dio attraverso le Sue Manifestazioni?» ______________________________________

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3. Se volete, imparate a memoria le seguenti citazioni dagli Scritti di Bahá’u’lláh per poterle citare quando parlate di questo argomento con gli amici:

«È impossibile conoscere e raggiungere Colui Che è origine di tutto senza conoscere e raggiungere questi Esseri luminosi generati dal Sole della Verità».10

«Nessuno, per quanto perspicace, potrà mai sperare di arrivare alle vette raggiunte dalla saggezza e dalla comprensione del Medico divino».11

«La Persona della Manifestazione è sempre stata il rappresentante e il portavoce di Dio. In verità, essa è l’Alba dei più eccellenti titoli di Dio e la Sorgente dei Suoi eccelsi Attributi».12

«Siate certi soprattutto che le opere e le azioni di tutte queste Manifestazioni di Dio, anzi qualsiasi cosa appartenga loro o essi manifesteranno in avvenire, sono tutte cose ordinate da Dio e tutte riflettono la Sua volontà e il Suo Intento».13

Sezione 6

Potrebbe capitarvi di dover parlare brevemente della vita e della Missione di Bahá’u’lláh. Il passo seguente vi sarà di aiuto:

Circa 150 anni fa, Bahá’u’lláh apparve in Persia e Si consacrò all’edificazione e all’educazione della gente. Proclamò l’unità del mondo dell’umanità e insegnò che tutti sono creati e nutriti dall’unico amorevole e misericordioso Dio. Egli promosse principi come la parità tra uomini e donne, l’abolizione dei pregiudizi, l’armonia tra la scienza e la religione e la necessità di un’educazione universale.

I sovrani orientali e il clero persiano Lo avversarono, perché i Suoi insegnamenti non favorivano i loro interessi personali. Fu perseguitato, schernito e messo in catene. Le Sue proprietà e i Suoi possedimenti in Persia furono confiscati. Prima fu esiliato dalla Persia a Baghdad, poi a Costantinopoli, quindi ad Adrianopoli e infine nella città-prigione di Akká.

Nonostante tutte queste tribolazioni, Bahá’u’lláh fu sempre sereno. I Suoi nemici fecero tutto il possibile per sminuire la Sua grandezza, ma la Sua fama crebbe di giorno in giorno. Pur circondato da nemici, non fece nulla per proteggerSi. Anzi rimase sempre visibile davanti a tutti nella Sua forza e nel Suo potere spirituali.

Durante la Sua vita fu molto attivo. Le Sue energie erano immense. Ben poche notti conobbe il riposo del sonno. Soffrì perché l’abnegazione e il servizio si manifestassero nel mondo dell’umanità, per instaurare la Più Grande Pace, per rafforzare la fede umana, perché la mente umana si sviluppasse al massimo delle sue capacità e l’uomo diventasse un riflesso e un’immagine di Dio. In verità, Bahá’u’lláh fu una Manifestazione di Dio e un Educatore universale per l’umanità.

Esercizi:

1. Come sempre, leggete più volte il passo in gruppo, paragrafo per paragrafo, e scambiatevi delle domande finché non ne imparerete bene il contenuto e non riuscirete a presentarlo con le vostre parole.

2. Nel sottostante elenco di argomenti di conversazione, segnate quelli che ritenete più adatti per introdurre un breve racconto della vita di Bahá’u’lláh. Discutete in gruppo come introdurreste l’argomento nella conversazione.

____________ Diritti umani
____________ Le ingiustizie nel mondo d’oggi
____________ La situazione del Medio Oriente
____________ Grandi figure della storia

3. Come rispondereste se qualcuno vi chiedesse: «Perché abbiamo bisogno di Bahá’u’lláh, quando abbiamo già gli Insegnamenti delle Manifestazioni Che Lo hanno preceduto?»______________________________________

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4. È consigliabile imparare a memoria i seguenti passi per poterli citare quando si parla di Bahá’u’lláh:

«La Verità Eterna è ora apparsa. Egli ha issato l’Insegna del Potere e irradia ora sul mondo il terso splendore della Sua Rivelazione».14

«Egli è la Manifestazione di Colui Che è l’Inconoscibile, l’Invisibile degli Invisibili , se solo lo capiste! ».15

«Questo è il giorno in cui il Misericordiosissimo è disceso in nubi di sapienza, ammantato di sovranità manifesta».16

Sezione 7

La maturità del genere umano è l’argomento del prossimo passo che studierete:

Dall’inizio alla fine della vita, tutti gli esseri viventi di questo mondo attraversano vari stadi. Ogni stadio ha le proprie condizioni e presenta le proprie esigenze. Nella vita di un essere umano, le condizioni e le esigenze dell’infanzia, della fanciullezza, dell’adolescenza, della giovinezza e della maturità non sono le stesse. Ogni stadio ci prepara a quello successivo, raffinando le nostre facoltà e addestrando la nostra intelligenza.

Analogamente ci sono periodi e stadi nella vita dell’umanità nel suo complesso. L’umanità sta ora lasciando la fanciullezza per entrare nel lungamente atteso periodo della maturità. Ciò che poteva soddisfare le necessità degli albori della sua storia, non soddisfa quelle di oggi. I trastulli dell’infanzia e della fanciullezza non bastano più alla mente adulta.

Il mondo dell’umanità sta subendo un cambiamento rivoluzionario sotto tutti gli aspetti, nei metodi di governo, nelle leggi, nella scienza e nell’industria. Vecchi modelli etici, codici morali e metodi di vita del passato non sono più adatti all’era presente con il suo sviluppo e il suo progresso.

È tempo di maturità e di riforme anche nella religione. Il bigottismo e le imitazioni dogmatiche dei vecchi credi sono diventati una fonte di inimicizia. Devono essere abbandonati e cedere il posto a insegnamenti divini rivelati per il progresso dell’umanità di questa era. Questa riforma e questo rinnovamento della realtà fondamentale della religione costituiscono il vero spirito del modernismo, l’inconfondibile luce del mondo e il divino rimedio per tutti i mali dell’umanità.

Esercizi:

1. Per imparare bene i concetti presentati in questa sezione, dovrete, come sempre, leggerli più volte in gruppo e scambiarvi delle domande le cui risposte si trovano nel passo stesso.

2. Ecco un elenco di argomenti di conversazione. Segnate quelli nei quali potreste introdurre con naturalezza i concetti sopra riportati e discutete in gruppo come lo fareste.

_____________ Storia
_____________ Letteratura moderna
_____________ Il futuro dell’umanità

_____________ Le agitazione sociali nel mondo d’oggi

4. Che cosa rispondereste se vi facessero questa domanda: «Come facciamo a sapere che l’umanità sta raggiungendo lo stadio della maturità?»

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4. Se volete, imparate a memoria le seguenti parole di Bahá’u’lláh:

«Ogni epoca ha il proprio problema e ogni anima la propria particolare aspirazione. Il rimedio necessario al mondo nelle sue attuali afflizioni non potrà mai essere lo stesso che un’epoca futura potrà richiedere».17

«Interessatevi premurosamente delle necessità dell’epoca in cui vivete e accentrate le vostre deliberazioni sulle sue esigenze e necessità».18

«Una nuova vita palpita in questa era in tutti i popoli della terra; eppure nessuno ne ha scoperta la causa né compreso il motivo».19

Sezione 8

Tutti pensano all’instaurazione della pace e i paragrafi che seguono vi aiuteranno a introdurre nelle vostre conversazioni il punto di vista bahá’í su questo argomento:

Oggi la massima sfida per l’umanità è l’instaurazione della pace. La pace è luce, la guerra oscurità. La pace è vita, la guerra morte. Oltre un secolo fa Bahá’u’lláh proclamò la causa della pace universale. Portò una serie di Insegnamenti che, nel loro complesso, rendono possibile l’instaurazione della pace.

Tra questi Insegnamenti c’è la libera ricerca della verità. Se le si permetterà di cercare la verità, la gente riuscirà a vedere l’unità del genere umano. La verità è una sola e con la verità è possibile realizzare l’unità del mondo. Tutti i tipi di pregiudizio – di razza, di colore, di credo, di nazione, di sesso e di grado di civiltà materiale – sono causa di conflitti. Se invece di imitare ciecamente le credenze del passato accettiamo di esaminare la verità, riusciremo ad abolire ogni forma di pregiudizio.

Gli Insegnamenti di Bahá’u’lláh sulla religione fanno una netta distinzione tra la vera religione e la superstizione. La vera religione deve essere in armonia con la scienza e con la ragione e deve essere causa di fratellanza e di amore. Se diventa causa di discordia e di odio, allora è meglio farne a meno. Tra gli Insegnamenti di Bahá’u’lláh c’è anche la parità tra uomini e donne. Possiamo raffigurarci il mondo dell’umanità come un uccello – le donne sono un’ala è e gli uomini l’altra. Perché l’uccello possa volare, entrambe le ali devono essere egualmente sviluppate. Altri Insegnamenti di Bahá’u’lláh mettono in luce l’importanza dell’educazione universale, i benefici dell’adozione di una lingua universale e la necessità di trovare soluzioni spirituali ai problemi economici.

L’umanità deve liberarsi dall’asservimento al mondo della natura. Essa è stata creata per portare avanti una civiltà in continuo progresso. Ma ci sono due aspetti della civiltà – un aspetto materiale e uno spirituale – e finché questi due aspetti non si combinano, sarà impossibile ottenere la felicità del genere umano. Finché non si permetterà che la giustizia governi le faccende umane, tutto resterà nel disordine e nell’imperfezione.

Esercizi:

1. Dopo aver studiato in gruppo questo passo, segnate gli argomenti di conversazione sotto elencati nei quali i concetti sopra esposti possano essere introdotti con naturalezza. Discutete in gruppo come inserireste questi concetti in una conversazione.

__________ Il bando sulle armi di distruzione di massa

__________ La diffusione dell’anarchia e del terrorismo nel mondo

__________ La brutalità della guerra
__________ Le cose che ci fanno felici

2. Se qualcuno vi facesse la seguente domanda, come rispondereste: «La guerra è sempre esistita. Che cosa ti fa pensare che la pace è ora possibile?» ______

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3. Si consiglia di imparare a memoria le seguenti citazioni di Bahá’u’lláh:

«Il progresso del mondo, lo sviluppo delle nazioni, la tranquillità dei popoli e la pace di tutti coloro che han dimora in terra sono tra i principi e le ordinanze di Dio».20

«La Religione è, per certo, lo strumento principe, apportatore di ordine nel mondo e di tranquillità fra le genti».2i

«Il benessere, la pace e la sicurezza dell’umanità saranno irraggiungibili, a meno che e finché la sua unità non sia saldamente stabilita».22

Sezione 9

L’unità del genere umano è un tema così fondamentale negli Insegnamenti bahá’í che vorrete introdurlo spesso nelle vostre conversazioni:

Un giardino nel quale tutte le piante abbiano la stessa forma e lo stesso colore non è bello, è noioso e monotono. Un giardino gradevole agli occhi è quello in cui crescono l’uno accanto all’altro fiori di colori e profumi diversi. È il gioioso contrasto delle tinte che conferisce al giardino bellezza e fascino. Pur essendo diverso, ogni fiore è rinvigorito dalla stessa pioggia e riscaldato da un unico sole. Questo vale anche per l’umanità. Essa è costituita da molte razze e da molti colori. Ma tutti provengono dallo stesso Dio e tutti hanno la stessa origine. Le diversità nella famiglia umana devono essere causa di amore e di armonia, come nella musica: note differenti che si fondono per comporre un perfetto accordo.

L’unità è una componente necessaria dell’esistenza. L’amore è la vera causa della vita. Nel mondo materiale tutte le cose devono la propria esistenza all’unità. I loro elementi sono tenuti assieme dalla legge dell’attrazione. La legge dell’attrazione unisce un certo numero di elementi nella forma di un bel fiore. Ma quando quell’attrazione si esaurisce, il fiore si decompone e cessa di esistere. Così accade all’umanità. L’attrazione, l’armonia e l’unità sono le forze che la tengono unita.

Bahá’u’lláh ha formulato un progetto per l’unificazione di tutti i popoli del mondo. Dobbiamo sforzarci in tutti i modi di condurre tutti i popoli del mondo in questo cerchio di unità. Quando incontriamo persone di razza, nazionalità, religione e opinioni differenti, non dobbiamo lasciare che le differenze alzino barriere tra noi. Dobbiamo considerarle come rose variopinte che crescono nel bellissimo giardino dell’umanità ed essere felici di trovarci in mezzo a loro.

Esercizi:

1. Studiate in gruppo il brano sopra citato e segnate i temi di conversazione nei quali sarebbe più facile introdurre i concetti che avete imparato. Discutete in gruppo il modo più adatto per introdurli in una conversazione.

____________ Giardinaggio
____________ Diversità
____________ La bellezza della natura
____________ I pregiudizi sociali

2. Come rispondereste se vi chiedessero: «Che cosa possiamo fare per favorire l’unificazione dei popoli del mondo?» ___________________________

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3. Se volete, imparate a memoria le seguenti citazioni per poterle ripetere quando parlate di questo argomento con gli amici:

«È stato innalzato il tabernacolo dell’unione; non vi considerate estranei l’uno all’altro. Siete frutti di un unico albero e foglie di un solo ramo».23

«Tanto è potente la luce dell’unità da illuminare il mondo intero».24

«Volgete il viso verso l’unità e lasciate che lo splendore della sua luce risplenda su di voi. Riunitevi e, per amor di Dio, decidetevi a sradicare tutto ciò che è fonte di dissidio fra voi».25

«È doveroso che l’uomo si attenga strettamente a ciò che favorisca la fratellanza, la gentilezza e l’unità».26

Sezione 10

La giustizia è un altro argomento di grande interesse per la maggior parte delle persone e il seguente passo vi aiuterà a parlare con le persone che incontrate di alcuni degli Insegnamenti su questo importantissimo tema:

Le differenze di capacità fra gli individui sono fondamentali per l’esistenza umana. Non è possibile che tutti siano simili, che tutti siano uguali. Ma gli affari umani, nel loro complesso, devono essere governati dal principio della giustizia.

La giustizia non è una qualità limitata. Essa è universale e deve operare a tutti i livelli della società. La giustizia deve essere sacra ed è doveroso salvaguardare i diritti di tutti. Le leggi della società devono essere formulate e applicate in modo da non permettere che poche persone accumulino enormi ricchezze e gli altri ne siano privi. Tra gli Insegnamenti di Bahá’u’lláh vi è l’eliminazione degli estremi di ricchezza e povertà.

Ogni membro della società deve poter usufruire dei benefici della civiltà, perché ogni persona è un membro del corpo dell’umanità. Se un membro del corpo è sofferente o amareggiato, ne soffrono necessariamente anche tutti gli altri. Se un membro è afflitto, com’è possibile che gli altri se ne stiano tranquilli? Eppure oggi, in mancanza di relazioni armoniose, alcuni membri della società sono appagati, vivono fra agi e lussi, mentre altri non hanno né cibo né casa. Nella società di oggi mancano la reciprocità e la simmetria necessarie. Non c’è una buona organizzazione. Occorrono leggi e principi che assicurino il benessere e la felicità di tutti i membri della famiglia umana.

La giustizia si basa sui pilastri della ricompensa e della punizione. La gente è indotta a essere giusta quando spera in una ricompensa e teme una punizione. Questi due sentimenti sono necessari, se si vuole prevenire l’oppressione. I legislatori e gli amministratori delle leggi devono essere consapevoli delle conseguenze spirituali delle loro decisioni. Il funzionario consapevole di essere responsabile delle proprie azioni anche oltre la vita terrena è ispirato ad agire con giustizia. Il sovrano che sa che i suoi giudizi saranno pesati sulla bilancia della Giustizia divina evita sicuramente l’oppressione.

Esercizi:

1. Dopo aver letto e studiato in gruppo questo brano, segnate i temi di conversazione che si presterebbero all’introduzione dei concetti in esso contenuti. Discutete in gruppo come introdurli nelle vostre conversazioni.

__________ I diritti umani
__________ L’oppressione
__________ L’eliminazione della povertà
__________ La disoccupazione

2. Che cosa rispondereste se qualcuno vi chiedesse: «Come si possono eliminare gli estremi di ricchezza e povertà?» ___________________________

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3. Si suggerisce di imparare a memoria le seguenti citazioni:

«Luce dell’uomo è la Giustizia: non spegnetela con i venti contrari del sopruso e della tirannia; scopo della giustizia è l’apparizione dell’unità fra gli uomini».27

«Non v’è radiosità che possa confrontarsi con quella della giustizia. L’organizzazione del mondo e la tranquillità dell’umanità dipendono da essa».28

«Ciò che ammaestra il mondo è la Giustizia, perché essa è sorretta da due colonne, ricompensa e punizione. Queste due colonne sono fonti di vita per il mondo».29

Sezione 11

Quando conversate con gli amici, potrete spesso utilizzare i concetti del seguente passo sulla parità tra uomini e donne:

Il sole fisico rivela con la sua luce e il suo calore la realtà di tutte le cose sulla terra. Senza i suoi raggi, queste realtà sarebbero avvolte dall’oscurità. Allo stesso modo, il Sole di Bahá’u’lláh, che risplende in tutto il Suo fulgore nel cielo spirituale, ha reso manifeste realtà che non erano evidenti nel passato. Una di queste realtà è la parità tra uomini e donne. I raggi del Sole della Verità hanno talmente illuminato le capacità delle donne che la parità tra uomini e donne è ora un dato di fatto.

Bahá’u’lláh ha affermato in termini chiarissimi che agli occhi di Dio non c’è alcuna differenza tra gli uomini e le donne. La condizione di ineguaglianza che è esistita in tutti questi secoli non è il risultato della superiorità degli uomini, ma è dovuta al semplice fatto che alle donne non sono state concesse le stesse opportunità di sviluppare tutte le loro potenzialità. Malgrado i pregiudizi contro di loro, comunque, la storia tramanda la vita di molte donne che hanno ottenuto eccellenti risultati.

La prima donna che accettò la Verità della nuova Rivelazione di Dio fu la poetessa persiana ?áhirih. Vedendo l’alba di un nuovo Giorno, ella si rese pienamente conto della realtà della parità tra uomini e donne e dedicò le sue energie alla proclamazione di questa verità. Il suo sapere e la sua eloquenza sconcertarono gli uomini più colti del suo tempo. Sebbene le forze di un re tirannico e di un clero ignorante e orgoglioso fossero tutte contro di lei, ella non esitò neppure un istante a parlare della verità. E alla fine, diede la vita per la nuova Fede che così saldamente aveva abbracciato.

Credere in ciò che Dio non ha inteso è ignoranza e superstizione. Oggi si deve dare alle donne ogni possibilità di istruirsi e di assumere posizioni di parità rispetto agli uomini in tutti i campi delle realizzazioni umane. Finché la parità tra uomini e donne non si realizzerà in questo mondo, come nel mondo dello spirito, sarà impossibile che l’umanità compia un vero progresso.

Esercizi:

1. Come al solito, dovete studiare il brano in gruppo e segnare gli argomenti di conversazione sotto elencati nei quali potreste introdurre con naturalezza i concetti esposti. Discutete in come introdurli in una conversazione.

____________ La vita familiare
____________ L’instaurazione della pace
____________ Le grandi donne nella storia
____________ Il progresso umano

2. Come rispondereste se vi chiedessero: «Se le donne assumeranno una posizione pari agli uomini in tutti i campi, chi si prenderà cura dei bambini?»

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3. Vi sarà utile imparare a memoria le seguenti citazioni di Bahá’u’lláh relative a questo argomento:

«Donne e uomini sono stati e sempre saranno uguali agli occhi di Dio».30

«Non sapete voi perché vi creammo tutti dalla stessa polvere? Affinché nessuno esaltasse se stesso sull’altro».3i

«In questo Giorno la Mano della grazia divina ha rimosso ogni distinzione. I servi e le ancelle di Dio sono reputati sullo stesso piano».32

Sezione 12

L’ultimo passo che vi si chiede di studiare tratta l’argomento dell’educazione universale:

Uno dei principi che Bahá’u’lláh ha evidenziato fra i Suoi Insegnamenti è l’educazione universale. La promozione dell’educazione è il più urgente bisogno del nostro tempo. Nessuna nazione può conseguire la prosperità finché non fa dell’educazione uno dei suoi interessi primari. La ragione principale del declino dei popoli è l’ignoranza. L’educazione porta onore, prosperità, indipendenza e libertà ai governi e ai popoli.

L’educazione deve incominciare sin dall’infanzia. I padri e le madri hanno il compito di sforzarsi con ogni mezzo per educare i figli, raffinare il loro carattere secondo le leggi morali e spirituali e addestrarli nelle arti e nelle scienze. Le madri sono i primi educatori dell’umanità, si occupano dei bambini nella culla e li allattano al seno del sapere. Ogni bambino deve essere educato: non è cosa che si possa trascurare. Se i genitori possono permetterselo economicamente, devono pensarci loro, altrimenti i mezzi per l’educazione dei bambini devono essere forniti dalla collettività.

L’educazione deve sviluppare in ogni essere umano il desiderio di raggiungere l’eccellenza. L’uomo deve innamorarsi delle perfezioni umane e perseguirle con passione. Deve aspirare alla distinzione spirituale, farsi conoscere per le virtù del mondo umano – la sincerità, la lealtà, il servizio all’umanità, l’amore e la giustizia. Deve cercare di distinguersi per l’impegno nella promozione della pace e dell’unità e favorire l’apprendimento. Vero compito dell’educazione è guidare le genti su questa strada.

Esercizi:

1. Dopo aver studiato questo brano in gruppo, segnate i temi di conversazione nei quali credete sia più facile introdurre i concetti sopra riportati. Discutete in gruppo come inserirli nel contesto di una conversazione.

______________ L’educazione dei bambini
______________ Il progresso sociale
______________ Il potere della scienza
______________ Il sistema scolastico

2. Che cosa rispondereste se qualcuno vi facesse la seguente domanda: «Come proponete di portare l’educazione ai miliardi di persone che popolano oggi la terra?»________________________________________________

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3. Si suggerisce che impariate a memoria le seguenti citazioni dagli Scritti di Bahá’u’lláh:

«Non è consigliabile permettere che un uomo rimanga ignorante e incapace, perché allora egli non è altro che un albero sterile».33

«Applicate mente e volontà all’educazione dei popoli e delle tribù della terra... ».34

«Arti, mestieri, e scienza elevano il mondo dell’essere e conducono alla sua esaltazione. Il sapere è come un’ala per la vita dell’uomo e una scala per la sua ascesa».35

«In verità, il sapere è un vero tesoro per l’uomo, fonte di gloria, munificenza, gioia, esaltazione, consolazione e gaudio».36

Riferimenti

20. ‘Abdu’l-Bahá, citato in Shoghi Effendi, L’Ordine Mondiale di Bahá’u’lláh (Casa Editrice Bahá’í, Roma, 1982), p. 142.

21. Bahá’u’lláh, Spigolature, CIX, 2, p. 209.
22. Bahá’u’lláh, Spigolature, CXXXII, 1, p. 279.
23. Bahá’u’lláh, Spigolature, XXXIV, 5, p. 76.

24. Bahá’u’lláh, Tavole di Bahá’u’lláh rivelate dopo il Kitáb-i-Aqdas (Casa Editrice Bahá’í, Roma, 1981), p. 145.

25. Bahá’u’lláh, Spigolature, CXI, 1, p. 212.
26. Bahá’u’lláh, Spigolature, XLIII, 6, p. 91.
27. Bahá’u’lláh, Spigolature, CX, 1, p. 210.
28. Bahá’u’lláh, Tavole, p. 196.

29. Bahá’u’lláh, Il Kitáb-i-Íqán. Libro della Certezza, 2a ed. riv. (Casa Editrice Bahá’í, Roma, 1994), § 152, p. 106.

30. Bahá’u’lláh, Spigolature, XXXIV, 6, p. 76.
31. Bahá’u’lláh, Spigolature, XXVIII, 2, p. 66.
32. Bahá’u’lláh, Spigolature, XXIV, 1, p. 56.
33. Bahá’u’lláh, Spigolature, XXV, 1, p. 56.
34. Bahá’u’lláh, Spigolature, XIV, 7, p. 28.
35. Bahá’u’lláh, Spigolature, XVIII, 6, p. 42.
36. Bahá’u’lláh, Spigolature, CVI, 1, p. 207.
37. Bahá’u’lláh, Spigolature, CVI, 1, p. 207.
38. Bahá’u’lláh, Spigolature, XCVI, 2, p. 190.
39. Bahá’u’lláh, Tavole, p. 118.
40. Bahá’u’lláh, Tavole, p. 59.
41. Bahá’u’lláh, Spigolature, CXXXI, 2, p. 278.
42. Bahá’u’lláh, Spigolature, CXII, 1, p. 213.
43. Bahá’u’lláh, Spigolature, CXXXII, 3, p. 280.
44. Bahá’u’lláh, Spigolature, CXI, 1, p. 211.
45. Bahá’u’lláh, Tavole, p. 83.
46. Bahá’u’lláh, Tavole, p. 62.

47. Bahá’u’lláh, citato in Shoghi Effendi, L’Avvento della Giustizia Divina (Casa Editrice Bahá’í, Roma, 1986), p. 21.

48. Bahá’u’lláh, Tavole, p. 24.

49. Bahá’u’lláh, citato in La donna. Compilazione della Casa Universale di Giustizia (Casa Editrice Bahá’í, Roma, 1986), n. 54, p. 48.

50. Bahá’u’lláh, Parole Celate, dall’arabo, n. 68, p. 28.

51. Bahá’u’lláh, citato in La donna, n. 3, p. 12.

52. Bahá’u’lláh, citato in Eccellenza in ogni cosa. Compilazioni della Casa Universale di Giustizia (Casa Editrice Bahá’í, Roma, 1983), n. 5, p. 44.

53. Bahá’u’lláh, Spigolature, CLVI, 1, p. 325.

54. Bahá’u’lláh, Epistola al Figlio del Lupo (Casa Editrice Bahá’í, Roma, 1980), p. 19.

55. Bahá’u’lláh, Epistola, p. 19.
6
Ai collaboratori
Ai collaboratori - 9
La gioia dell’insegnamento - 5
La gioia dell’insegnamento - 20
21
Temi di approfondimento -
Temi di approfondimento - 57
Introduzione ai principi bahá’í - 59
Un’introduzione ai principi bahá’í - 80

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