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Varie : discorso di Peter Khan in Canada 2-8-06
ASPETTI IMPORTANTI DEL SERVIZIO BAHA’I

(Trascrizione approssimativa di un discorso tenuto dal Dott. Peter Khan a Toronto, Canadà, mercoledì 2 agosto 2006. I titoli sono stati aggiunti)

Introduzione

E’ convenzionale di iniziare un discorso esprimendo il piacere di essere in grado di partecipare a questo incontro. Questa sera lo faccio con sentimenti contrapposti: da una parte sono molto contento di essere qui; dall’altra, come potete immaginare, quelli di noi che servono in Terra Santa sono molto riluttanti – chiunque di noi – di lasciarla in questo momento quando c’è un tumulto di missili dal Libano. Comunque, la Casa Universale di Giustizia sentiva che era importante che mantenessimo un programma quanto più normale possibile durante questo periodo turbolento, quindi ha detto molto esplicitamente a quelli dei suoi membri, incluso me, che avevano programmato di andare in vacanza in questo periodo che dovevano proseguire. In quel senso, sono riluttante ma obbediente alla Casa di Giustizia e continuo dei programmi pre-determinati e quindi sono molto lieto di essere qui e incontrare gli amici questa sera.

Spazio vuoto

Inizio il discorso richiamando l’attenzione su di uno degli aspetti più misteriosi dell’universo nel quale viviamo, un argomento che è allo studio di astrofisici e altri studiosi con una ricerca tutt’altro che completata. Mi riferisco alla natura misteriosa dello spazio vuoto.

Lo spazio vuoto è stato oggetto di studi approfonditi da parte di fisici per molti, molti decenni e quello studio diventa ancora più misterioso con il passare degli anni. In termini semplici lo spazio vuoto è esattamente ciò che il suo nome suggerisce: lì non c’è niente. In realtà, gli scienziati hanno accertato che nello spazio vuoto hanno luogo molti processi. Non solo vi sono diversi campi – campi elettrici e gravitazionali – ma è chiaro che nello spazio vuoto hanno luogo alcune cose molto strane, quali fluttuazioni nel vuoto di particelle e anti-particelle, con ‘energia allo stato nullo’ nel vuoto, indicando che anche nel vuoto assoluto vi è un campo energetico, alquanto misterioso e alquanto diverso da quello gravitazionale o elettromagnetico.

Sappiamo che nello spazio vuoto vi sono particelle di ogni genere, particelle alfa e neutrini e raggi cosmici e altri oggetti che attraversano, molte volte ogni minuto, ciò che sembra essere spazio vuoto. E vi è molta speculazione nella astrofisica di oggigiorno sulla esistenza di enti strani chiamati “materia scura” ed “energia scura”*) che potrebbero essere la soluzione di alcuni problemi irrisolti sul funzionamento dell’universo.

*) probabilmente “buchi neri” (n. del t.)

Queste sono tutte cose sulle quali ne sappiamo molto poco. Quando insegnavo elettromagnetismo all’Università di Michigan, a volte mi trovavo a insegnare al 1° corso inferiore di elettromagnetismo e questa era sempre una esperienza molto difficile. I corsi a livello superiore erano facili; tu entravi, mettevi sulla lavagna le equazioni di Maxwell, introducevi l’algebra vettoriale, e così andavi avanti senza alcun problema. Peraltro, nei corsi inferiori – soprattutto nel primo anno e per quanti seguivano per la prima volta – facevano domande imbarazzanti. Io cercavo rifugio nell’algebra, ma loro mi bloccavano e chiedevano, “Hei, cos’è l’elettricità?” e io dicevo “Beh, qui avete la legge di Coulomb” E loro, “No, no, no, Cosa è? Cosa è una carica positiva? Cosa è una carica negativa? Perché i neutroni non hanno carica?” E cose del genere. Beh, quelle sono domande impossibili. Noi non lo sappiamo. Ciò che capiamo sono solo alcuni aspetti di queste cose. Noi sappiamo descrivere queste cose da un punto di vista fenomenologico, sapendo ciò che avviene e ciò che non avviene. Le accettiamo come cose reali, e da lì procediamo.

Forze Spirituali nell’Universo

Menziono questi argomenti poiché la Fede Bahà’i ci insegna che vi sono energie spirituali infuse in tutta la creazione. Noi ci differenziamo dalla prospettiva materialistica con la nostra salda fede, basata sui principi della nostra religione, che l’intero universo è permeato da una grandezza molto più misteriosa delle cose che ho menzionato, che è la forza spirituale, energie infuse tramite lo spirito. Questa è un’idea troppo radicale da offrire agli attuali studenti sulle scienze o sulla natura dell’universo, ma è fondamentale nella nostra religione. Voglio farvi notare che questo è ciò che ci differenzia da una grande quantità di persone oggigiorno.

Il nostro credere in questa misteriosa potenza dello spirito e della sua esistenza come elemento integrante del nostro universo ci porta a dei comportamenti che sono essenzialmente irrazionali da un punto di vista materiale. Una conseguenza del fatto che crediamo in questa strana e quasi indefinibile qualità dello spirito è il fatto che i nostri insegnamenti ci portano a comportarci in modi che risultano strani per la società che ci circonda.

Desidero dire due parole su quanto concepisco sia il concetto Bahà’i di spirito. Secondo la mia comprensione, le nostre Scritture parlano di tre aspetti delle forze spirituali che pervadono nell’universo. Il primo aspetto è che l’intero universo è pervaso dallo spirito. ‘Abdu’l-Bahà dice, “La più grande forza nel regno e campo della esistenza umana è lo spirito – l’alito divino che anima e pervade tutte le cose…” – non solo gli esseri umani, ma tutte le cose – “…Si manifesta attraverso la creazione in diversi stadi o reami.” 1)

1) Abdu’l-Bahà, The Promulgation of the Universal Peace, p.58

Vi è un’altra affermazione di ‘Abdu’l-Bahà sullo spirito che è ancora più interessante ma ancora più incomprensibile. Egli disse – Si riferisce allo spirito come “…esistenza di una Realtà invisibile che abbraccia tutte le cose, e che esiste e si rivela in tutti gli stadi, l’essenza della quale è al di là della comprensione umana.”2) Da un lato è totalmente incomprensibile; dall’altro, va bene così poiché Egli dice che è completamente al di fuori della nostra comprensione. Ma, sia come sia, essa comprende tutti gli esseri; esiste e si rivela in tutti gli stadi.

2) ‘Abdul’-Bahà, Tablet to August Forel, p.10

Sappiamo che nel nostro universo esistono non solo enti fisici – gravitazione, elettromagnetismo, e particelle e anti-particelle, o cosa siano – ma oltre a queste, come aspetto fondamentale, vi è questo spirito che permea tutta la creazione. ‘Abdu’l-Bahà ne parla in molti altri modi e lo relaziona con il potere dell’attrazione e dell’amore. Noi sappiamo da quanto ci dicono le Scritture che questa misteriosa – essenzialmente indefinibile – qualità di spirito è associata ad attrazione, coesione, animazione e moto, come pure con l’energia motivante che gli esseri umani manifestano. Questo è un aspetto dello spirito.

Il secondo aspetto – ancora più strano – è che le nostre Scritture ci dicono che vi è una grandiosa infusione di una accresciuta quantità di spirito con la venuta del Báb e di Bahà’u’llàh. Il Custode si riferisce a “Forza nata da Dio” e dice, “…come il Bàb ha scritto, “vibra nel più intimo essere di tutte le cose create”, e che, secondo Bahà’u’llàh, ha, attraverso la sua ‘influenza vibrante,’ ‘sconvolto l’equilibrio del mondo e rivoluzionato la sua vita ordinata…” 3)

3) Shoghi Effendi, L’Avvento della Giustizia Divina, p. 48

Questa Forza-nata-da-Dio, come le Scritture sembrano denotare, è una grandissima infusione addizionale di spirito alla conclusione del Ciclo Profetico e la venuta di Bahà’u’llàh come Il Promesso di tutte le Ere e l’Inauguratore del Ciclo di Adempimento.

Il Custode descrive questa forza spirituale come una ‘iniezione’ di una vastissima quantità di spirito con la venuta delle Manifestazioni Gemelle. Egli la descrive con termini eccezionali. Egli dice che è “irresistibile nel suo potere spazzante, incalcolabile nella sua forza, imprevedibile nel suo corso, misteriosa nel suo lavorio”4), e ci dice ancora che questa forza spirituale sta operando su tutti i popoli del mondo, e dice che è la causa fondamentale di ciò che descrive come“spezzante i legami ancestrali che hanno tenuto assieme la struttura della società civile.”5) Sono parole sinistre.

4) Shoghi Effendi, The Advent of the Divine Justice, p. 46 – 47

5) ibid

L’ energia emessa con la venuta del Báb e Bahà’u’llàh, a differenza dalle affermazioni dei loro insegnamenti e delle azioni dei Bahà’i, questa energia spirituale vibrante attraverso l’intero universo sta ‘scindendo i legami che hanno tenuto insieme per secoli la struttura della società civilizzata.’Ora, alcuni potrebbero dire che ciò non pare essere un modo di fare molto utile o costruttivo. Comunque, questa è solo metà della storia.

L’altra metà della storia è il fatto che lo spirito sta ‘sciogliendo i legami che tuttora intralciano la infante ed ancora non emancipata Fede di Bahà’u’llàh’.6) Sta dando inizio ai processi di decadimento e unificazione dei quali si parla estesamente nelle Scritture. Vi sono molti altre citazioni nelle Scritture che si riferiscono a questa seconda caratteristica dello spirito – la enorme infusione con la venuta delle Manifestazioni Gemelle e i suoi effetti nel mondo. Il Custode, in un passaggio parla della “ una fermentazione nella vita usuale dell’umanità designata a scuotere le stesse fondamenta di una società disordinata” 7)

6) Shoghi Effendi, The Advent of Divine Justice, p.47

7) Shoghi Effendi, God Passes By, p.xi

Vi è una eccezionalmente bella affermazione di ‘Abdu’l-Bahà nella quale si riferisce a questa infusione di spirito. Egli dice,” Il Richiamo di Dio, quando lanciato, inspirò una nuova vita nel corpo dell’umanità, e infuse un nuovo spirito nell’intera creazione. E’ per questo motivo che il mondo è stato mosso nelle sue profondità, e i cuori e le coscienze degli uomini sono stati animati.” 8)

8) ‘Abdu’l-Bahà, The World Order of Bahà’u’llàh, p.169

Questo è il secondo aspetto dello spirito.

Il terzo aspetto è quello associato con azioni compiute dai credenti seguendo le Leggi di Dio in questa era, le quali attraggono su di essi una misura ancora maggiore di spirito. Questa attrazione di una quantità ancora maggiore di spirito è pure associata con le azioni collettive della comunità Bahà’i. Per esempio, quando egli raggiungeva le mete dei suoi piani, il Custode usava dire che il conseguimento sta attraendo una maggior quantità di spirito; con la costruzione degli edifici sacri, egli diceva che quel conseguimento richiama una maggiore quantità di fervore spirituale. Il Custode ha pure fatto cenno alla opposizione alla Causa, e dice che quando la Fede viene osteggiata e combattuta, i credenti galvanizzano le loro risorse, restano fermi verso l’oppressore, l’azione di fermezza attira nei loro confronti una maggiore misura di spirito, essi sconfiggono i loro oppressori, raggiungono grandi vittorie, le quali quindi fanno sorgere nuovi antagonisti i quali li attaccano. Il ciclo si ripete: i Bahà’i restano fermi, attirano una ancora maggior misura di spirito, facendo sorgere nuovi nemici a così via, e continua fino a che l’opposizione alla Fede è completamente sparita.

Gli Scritti ci parlano di azioni che siamo chiamati a compiere individualmente come credenti, e pare che indichino che il motivo fondamentale della nostra obbedienza alle prescrizioni delle nostre Scritture è semplicemente il fatto che se noi facciamo ciò che le nostre Scritture ci dicono, noi attiriamo in noi stessi come individui una maggiore quantità di spirito. Noi veniamo potenziati, siamo realizzati e siamo in grado di realizzare lo scopo della vita tramite la attrazione di quello spirito.

Gli Scritti usano la analogia del magnete che ci spiega questo concetto misterioso. Noi troviamo , per esempio – e vi leggerò semplicemente alcuni paragrafi quasi a caso – “La Fede è il magnete che attira le confermazioni del Misericordioso.” 9)

9) ‘Abdu’l- Bahà, Tablets of ‘Abdu’l-Bahà, Vol. I, p. 62

Riferendosi alla preghiera, ‘Abdu’l-Bahà dice,”La commemorazione di Dio attira confermazione e assistenza come se fosse un magnete.” 10) ibid, p.186

Egli dice pure che l’unità e l’armonia sono come un magnete che fa scendere le confermazioni di Dio. 11)

11) ‘Abdu’l- Bahà, Selections from the Writings of ‘Abdu’l-Bahà, p.83

Questo e molti altri passi si riferiscono al fatto che le nostre azioni prese in obbedienza alla legge di Dio attirano su di noi come individui una maggiore quantità di questa enorme energia spirituale che vibra attraverso tutta l’estensione dell’universo associata alla venuta del Báb e Bahà’u’llàh.

Vi sono molti altri esempi. ‘Abdu’l-Bahà dice, “Mai come oggigiorno il magnete che attira le benedizioni dall’alto è l’insegnamento della Fede di Dio.” 12) Ancora sullo stesso soggetto: che seguendo le prescrizioni divine, noi come individui attiriamo forze spirituali. Naturalmente, se si volesse sviluppare questo argomento ulteriormente si potrebbe anche mostrare che questo comporta un lato negativo, che le azioni che compiamo che sono in violazione delle leggi divine allontanano lo spirito da noi; per esempio sparlando o fomentando disunità, oppure una consapevole violazione delle leggi Bahà’i. Il problema basilare di questi comportamenti non è il loro effetto essenziale – per quanto distruttivo – bensì fondamentalmente il fatto che noi respingiamo da noi stessi le forze spirituali proprio come l’obbedienza positiva e il fatto di seguire le leggi divine attira su di noi le forze spirituali.

12) ‘Abdu’l-Bahà, The Compilation of Compilations, Vol. II, p. 223

Quindi tutto il nostro concetto della vita e del nostro scopo nella vita, le nostre azioni quotidiane, il genere di mondo nel quale viviamo, dove stiamo andando e così via, è radicalmente diverso da quello della società che ci circonda semplicemente perché noi siamo consci del fatto che viviamo in un mondo infuso di spirito. Questo spirito è vitale per le nostre motivazioni, le nostre realizzazioni, il nostro scopo nella vita, e il fatto che facciamo tutto il possibile per attirarlo a noi.

Questo, molto in breve, è ciò che secondo me è la visione Bahà’i del nostro modello di universo.E’ una visione-mondiale, il genere di mondo nel quale vediamo noi stessi come abitanti – un mondo nel quale non vi sono solo gravitazione e tutti gli altri campi di forze di questo mondo ma fondamentalmente un mondo che è infuso di spirito, dotato di forza spirituale e di una iniezione di una addizionale misura di potenza spirituale con la venuta delle Manifestazioni Gemelle associata con la rivelazione degli insegnamenti che ci permettono di attirare quella forza spirituale su di noi.

La Reazione Comune alla Visione-Mondiale Bahà’i

Qual è la reazione di buona parte della società attorno a noi a questa visione mondiale?

Generalmente, potete scoprire che questa visione mondiale viene ridicolizzata. Viene considerata molto strana, un ritorno alla superstizione medioevale, completamente non scientifica e associata a una visione primitiva dell’universo. Gli antropologi farebbero acrobazie per spiegare come abbiamo portato indietro gli orologi di migliaia di anni fino al mondo misterioso di società primitive che si interessano di campi di forze, di dei arrabbiati e sacrifici umani. Malgrado quel senso di ridicolo, quel senso di assurdo, non si può evitare il fatto che questo è ciò in cui crediamo. E’ parte della nostra religione; noi crediamo che è vero poiché lo ha detto Bahà’u’llàh, ed è stato interpretato in questo modo da ‘Abdul’l-Bahà e dal Custode.

Poiché viviamo in una società che non crede in questo concetto spirituale e nella esistenza di forze spirituali che sono vitali per le attività delle nostre vite giornaliere, siamo vulnerabili alla possibilità di venire influenzati inconsciamente da questa mancanza di fede e di comportarci negli stessi modi di comportamento del resto della società. Questo possiamo darlo per scontato. Tutte le persone attorno a noi vanno in quella direzione. Noi siamo come il salmone che cerca di nuotare controcorrente ma finiamo col nuotare con la corrente come tutti gli altri poiché questo è ciò che fa tutta la società attorno a noi. Questo succede di quando in quando; succede a noi come individui mentre lottiamo per attenerci alla nostra visione degli insegnamenti per quanto siamo circondati da persone i cui valori sono di un altro genere. Avviene perfino alle nostre istituzioni Bahà’i, di quando in quando.

Ho qui un brano da una lettera di una Assemblea Spirituale Nazionale in Europa impegnata nel Piano Novennale dal 1964 al 1973. Le cose non andavano molto bene, e nel 1971 quella Assemblea Spirituale Nazionale arrivò a raggiungere il panico. Due anni prima della fine del Piano Novennale erano ancora a miglia dalle loro mete. Pareva impossibile. Essi fecero una analisi dettagliata della loro situazione, delle loro risorse, il numero di Bahà’i del paese, il grado di tempo libero che gli amici avevano, le capacità delle comunità. Essi sommarono tutto e dissero, ‘Non ce la faremo.’ Quindi decisero che essi dovevano scrivere alla Casa Universale di Giustizia e dissero, ‘Ci duole di dovervelo dire, ma non ce la faremo.’

La Casa di Giustizia inviò la risposta, e il passo che vi leggerò proviene da una lettera del Segretariato della Casa di Giustizia del gennaio 1971, ed essi dissero che la Assemblea Nazionale di quel paese aveva bisogno di compiere una ri-valutazione delle loro risorse. Essi dissero, “Come prima cosa è necessaria una maggiore comprensione del potere di Bahà’u’llàh di rinforzare gli sforzi di quanti vi seguono, della Sua promessa di farlo, e della impotenza di tutte le nostre azioni in assenza di questa assistenza divina. Qualsiasi valutazione di una situazione è totalmente fuorviante se non prende in considerazione questa potenza suprema.”

Essi, molto gentilmente e molto serenamente e nel modo più cortese possibile, dissero agli amici, ‘La vostra valutazione era sbagliata. Voi non avete contato su di un fattore fondamentale.’ Naturalmente essi erano molto più gentili di quanto io lo sia ora, ma comunque questo è fondamentalmente ciò che hanno detto, che qualsiasi valutazione riesce errata se non si considera il potere di Bahà’u’llàh di rinforzare gli sforzi di quanti vi seguono. Quindi se anche una istituzione eminente come una Assemblea Spirituale Nazionale può correre il rischio di andare come il resto del mondo anziché andare come indicato dagli insegnamenti, quanto più è possibile che lo facciamo noi stessi?

Questo significa che noi dobbiamo continuamente rinnovare e rinvigorire la nostra comprensione di questo concetto astratto fondamentale. E’ difficile per via della sua astrazione. Noi non possiamo rispondere alle domande più basilari su cosa sia lo spirito e temi del genere, ma sappiamo che è un concetto vitale. Noi dobbiamo rinnovare e rinvigorire la nostra consapevolezza di questo concetto.

Come lo facciamo? Per mezzo della preghiera, che richiede una formale asserzione di fede. Se noi leggiamo una preghiera che dice ‘Tu sei il Sapientissimo, il Più Saggio’ questo rinvigorisce la nostra fede. Essa parla a noi altrettanto che a Dio. Se noi recitiamo ‘Io faccio testimonianza che Tu mi hai creato per conoscerTi e adorarTi’ questo rinvigorisce la nostra fede come pure è una formale affermazione di adorazione.

Noi dobbiamo continuamente, come ci viene detto, leggere le Scritture ogni giorno per far si che la visione del mondo venga rinnovata. Così facendo noi torniamo a mettere a fuoco ciò in cui veramente crediamo poiché nel tram-tram delle nostre attività quotidiane ci può sfuggire – possiamo perderne la visione. E’ bene di frequentare credenti con mentalità simili alla nostra. Questo non vuol dire di farlo sempre, per principio, noi non siamo una società chiusa, ma frequentare persone che credono nello stesso genere di cose ci rinvigorisce, ci rinnova; ci aiuta a riprenderci quando siamo un po’ giù. Noi facciamo parte di una comunità di persone che credono nello stesso genere di cose, che seguono sostanzialmente la stessa visione del mondo.

Il compimento di uno sforzo prolungato di pratica degli insegnamenti ci ricompensa di spirito per via di quel principio magnetico che ho menzionato, e la ricompensa di questo spirito è quella di rinforzare la robustezza della nostra visione e comprensione. Comunque, è un compito difficile che richiede tutta la nostra vita. In questi primi giorni dell’Epoca Formativa, ci troviamo ad affrontare per tutta la vita il compito di mantenere una visione mondiale Bahà’i di fronte a una società in buona parte miscredente. Esso richiede coraggio; richiede una forte determinazione nel perseverare in visioni che sono in contrasto con le visioni prevalenti.

Vi sono alcuni casi nei quali i nostri insegnamenti ci chiedono di far cose che per il nostro mondo appaiono alquanto irrazionali.

Voglio soffermarmi su tre esempi di aspetti di procedure Bahà’i imposte nei nostri insegnamenti che sono intrinsecamente irrazionali da un punto di vista non spirituale per illustrare quanto detto.

Il principio del Huqùqu’llàh

Il primo che voglio citare dei tre esempi sono gli insegnamenti Bahà’i sul Huqùqu’llàh. Inizierò abbastanza rapidamente riesaminando ciò che penso siano le sue basi, e ciò mi permetterà di chiarire il mio concetto.

Noi sappiamo, naturalmente, dagli Scritti che è una ‘Grande Legge’; è unica nella storia delle religioni – non è affatto come zakat nel Islam o il pagamento delle decime nel Cristianesimo oppure analoghe offerte materiali e ingiunzioni in altre religioni. Le nostre Scritture ci dicono che Huququ’llah è veramente una legge importante. Bahà’u’llàh dice “Incombe a tutti di fare questa offerta, perché è fonte di grazia, abbondanza e di ogni bene.” 13)

13) Bahà’u’llàh, Compilation on Huququllah, N. 7

In essa a mio avviso vi sono cinque caratteristiche fondamentali. La prima è quella che ho menzionato – cioè un obbligo esteso a quanti hanno i titoli per pagarlo. Non perdiamoci nei misteri dei mithqals e del 19 per cento e tutti quei dettagli. Sappiamo che qualunque sia la cifra risultante, è un obbligo per quanti hanno i titoli per pagarlo.

La seconda, che è una questione privata della massima riservatezza possibile e non soggetta ad alcun tipo di sanzione. Il che di per se la rende unica. Ci viene detto che dobbiamo farlo, ma è molto, molto personale. Nessuno sa se lo avete pagato o meno, e se qualcuno magari lo scoprisse, non potrebbe fare niente poiché non è soggetto ad alcuna sanzione.

Terza, è questa è ancora più strana – qui è ove le cose appaiono veramente irrazionali – ci viene detto che la persona è libera di valutare l’ammontare della cifra che corrisponde al Huququ’llàh. Lui o lei possono calcolare quale è l’ammontare risultante da questo calcolo. Lui o lei ne deducono quelle cose che sono spese necessarie. Mi si chiede, “Che cose è necessario per te?” Io posso dire, “Mah, per me è necessario di avere caviale del Mar Caspio con le uova che prendo ogni mattina! Questo mi è necessario. Non avete alcun diritto di criticarmi.” E’ una cosa fra me e Dio. Se credo sinceramente che posso conciliare la mia coscienza con una spesa necessaria di caviale del Mar Caspio col mio omette ogni mattina, questa è una spesa che mi è necessaria. Ovviamente io avrei un problema di coscienza, ma quello è un problema spirituale.

Così qui abbiamo una legge vincolante nella quale l’individuo ha un ruolo discrezionale elevato, soggetto alla sua coscienza, nella determinazione dell’ammontare che deve essere pagato e di come deve essere calcolato.

Il quarto aspetto è che non è permesso di chiedere ad alcuna persona di pagarlo, e perfino oltre a questo, i rappresentanti del Huququ’llàh o quelli che lo ricevono non possono accettarlo se viene offerto con un atteggiamento sbagliato. Per esempio, “…se qualcuno desidera partecipare con sommo piacere e gioia, anzi con insistenza, a tale benedizione, puoi accettare; altrimenti non ti à permesso.”14)

14) Compilations, Huququ’llah, #9

Ora siamo agli estremi limiti di apparente irrazionalità. Non solo la persona deve calcolare quanto è l’ammontare, ma non le è permesso di darlo a meno che lui o lei lo offra con spirito radioso e insiste nel farlo.

E infine, il fattore più misterioso di esso è che esso purifica i possedimenti della persona e attira benedizioni spirituali, un nuovo concetto del dare. Naturalmente vi è una dose di profondità in tutto questo. Essa è – se volessimo approfondire ulteriormente – la soluzione della eterna questione della spiritualità in relazione con i possedimenti materiali. I popoli hanno battagliato su questo per migliaia di anni. Persone devote hanno dato via tutti i loro possedimenti materiali e hanno adottato una vita molto semplice, vissuto in una caverna e si sono coperti con abiti di sacco e ceneri, considerando la mortificazione della carne e ogni genere di atti estremi come mezzi per acquistare spiritualità. Questa eterna difficile questione è stata risolta tramite la legge del Huququ’llàh, la legge di accumulare possedimenti materiali e purificarli.

Immaginiamo che fossimo il governo di un paese il quale diceva alla povera popolazione sofferente della nazione: “Noi vi tasseremo, ma avremo una insolita legge di tassazione. Primo, voi decidete a quanto ammonta. Secondo, non permetteremo a nessuno di chiedervi di pagare la vostra tassa. Non vi sarà alcuna penalità sociale se non pagate, e non la accetteremo da voi se lo fate con un cattivo atteggiamento.” Potete immaginare che avremmo un governo che andrebbe in bancarotta già nelle prime settimane della sua esistenza!

In questo senso, esaminandola solo da un punto di vista materiale, la legge del Huququ’llàh è completamente irrazionale. Essa si basa sulla nostra visione Bahà’i dello spirito, la attrazione dello spirito, il muoversi delle forze spirituali, e se manca questo, non ha senso. E’ un esempio di cosa intendiamo con il fatto che la nostra visione Bahà’i ci porta a comportamenti tali che il mondo che ci circonda, avendo una visione del mondo diversa, considererebbe come estremamente strani.

Noi sappiamo che Huququ’llàh è una grande legge. E’ una cosa magnifica. Viene offerta al Vertice della Fede – in questo caso alla Casa Universale di Giustizia – e viene usata per il benessere dell’umanità.

Attualmente, in questi primi tempi dell’Era Formativa della Causa, viene usata dalla Casa Universale di Giustizia per costruire l’Ordine Mondiale di Bahà’u’llàh. La Casa di Giustizia non deve giustificarsi per questo poiché l’Ordine Mondiale di Bahà’u’llàh è lo strumento designato per l’elevazione dell’umanità – le ultime fondamenta per la pace dell’umanità, la base per la unificazione e armonizzazione dei diversi popoli del mondo – e così attualmente il Huququ’llàh viene usato per la costruzione dell’Ordine Mondiale di Bahà’u’llàh.

Possiamo permetterci qualche minuto di congetture. Cosa succederà quando l’Ordine Mondiale di Bahà’u’llàh sarà edificato? Dato che l’Era Formativa sarà completata, per quale scopo verrà usato l’Huququ’llàh? Gli Scritti ci dicono che continuerà a venir usato per l’elevazione e il beneficio dell’umanità.

Voglio condividere con voi alcune mie congetture su alcune cose per le quali potrebbe venire usato. Per piacere non prendetele come opinione della Casa Universale di Giustizia. Non ho alcuna idea di quale sia l’opinione della Casa di Giustizia su questo argomento. Questo è il mio punto di vista personale.

Vi sono vasti progetti in attesa di venir portati avanti quando l’umanità sarà unificata, quando la pace sarà stabilita e non ci sarà il distruttivo, devastante uso delle risorse che avviene in questi tempi. Penso che vi siano progetti in vista che richiederanno decenni, e probabilmente secoli per essere portati a termine, compresa la bonifica ambientale della terra e degli oceani; il recupero di terre che sono state avvelenate dall’inquinamento o da uso scorretto. Guardate al Mare di Aral in Asia Centrale. Vicino a dove viviamo, l’inquinato Mare Mediterraneo con tutte le petroliere che vi scaricano la loro zavorra, decisamente necessita di venire ripulito, come pure altre vie d’acqua e laghi come il Lago Baikal e il Lago Victoria.

La desertificazione del mondo deve essere invertita dai popoli del mondo congiunti fra di loro. Io posso capire come Huququ’llàh possa venire usato per ottenere che il deserto si ritiri. Osservate il Deserto del Gobi, come avanza verso Beijing, per cui ogni anno vi sono più forti tempeste di sabbia nel Beijing e nelle aree circostanti. Pensate a come il Deserto del Sahara sta penetrando nell’Africa centrale e particolarmente nell’Africa occidentale. Vi sono alcuni progetti per i quali la mia ipotesi è che Huququ’llàh verrà usato quando il mondo unirà tutte le risorse dei paesi poveri e dei paesi ricchi per risolvere problemi di mutuo beneficio per l’umanità.

Altri progetti che rientrano in questa prospettiva comprendono il miglioramento dell’efficienza agricola tramite educazione; riciclaggio in massa; nuove tecniche e approcci nell’agricoltura, incluso l’uso di acqua salina; educazione in massa e la diffusione della alfabetizzazione per includere l’intera umanità. Solo una piccola percentuale oggigiorno ha accesso alla alfabetizzazione, aparte la educazione; possiamo intravedere programmi di massa per l’educazione delle donne in futuro.

La costituzione di istituti di ricerca e strutture per incontri; la necessità di maggiori infrastrutture quali un ponte attraverso lo Stretto di Bering o lo Stretto di Gibilterra, o fare una grande autostrada attraverso Panama che unisca Nord e Sud America, questi sono fra i vasti progetti per il futuro che posso intravedere. Queste sono il genere di cose che, quando l’Ordine Mondiale di Bahà’u’llàh sarà costruito, Huququ’llàh fornirà le enormi risorse per un mondo unificato per risolvere questi ed altri problemi.

Il Concetto di Santificazione

Il secondo dei tre concetti che voglio portare è quello degli insegnamenti Bahà’i sulla santificazione. Uno degli aspetti che distinguono la nostra religione è il fatto che ha rinnovato il concetto di santificazione. Questa visione si basa sul nostro concetto di energie spirituali e forze spirituali. E’ semplicemente ciò che vedo essere l’aspetto dei nostri insegnamenti che si riferisce alle energie spirituali che sono associate a certi posti, edifici o individui. Essi vengono santificati e acquistano santità. Potete ben capire che questi concetti di edifici santificati e individui e posti santificati può solo basarsi su di un concetto di energie spirituali associate ad essi in accordo con le leggi divine.

Noi crediamo nella santificazione dei nostri sacri mausolei e delle case sacre di Shiraz e Bagdad. Essi sono per definizione posti ove l’energia spirituale è concentrata. Shoghi Effendi si riferisce al Monte Carmelo come una montagna sacra, descrivendolo come la Montagna del Signore. Vi è un privilegio nel servire al Centro Mondiale in quanto in questo periodo della nostra vita noi passiamo tutte le ore di veglia e di sonno abitando sulla montagna sacra. Ciò richiede certi comportamenti che rispettano il fatto che siamo sul suolo sacro.

Questo è un concetto misterioso. La gente non lo può capire. Quei poveracci della CNN e Fox News che sono venuti a Haifa nelle ultime settimane, per fare un servizio sulla guerra del Libano, sono accampati in cima alla montagna in quanto non c’è posto per i furgoni trasmittenti con apparecchiature collegate con i satelliti. Questi giornalisti ogni sera danno lunghissimi rapporti su ciò che è successo a Haifa durante la giornata e dove sono caduti i missili. Tutto questo ha perso attualità nelle ultime settimane, così sono andati in giro in cerca di altre notizie. Si sono messi a intervistarsi fra di loro, ma anche questo si è esaurito.

Si sono messi alla ricerca di altre notizie, e hanno scoperto con loro grande stupore che lì c’erano 170 persone che erano venute volontariamente proprio a Haifa in mezzo a tutto questo caos, e così hanno fatto notizia. Forse avete visto le interviste a diversi pellegrini Bahà’i; e sostanzialmente da quello che ho visto di queste interviste, hanno fatto la domanda, “Ma come mai siete venuti? Non sapevate cosa succedeva?” Si poteva capire che i giornalisti non capivano le risposte. Erano ragionevolmente cortesi nelle loro risposte, ma si poteva capire che si chiedevano “Cosa succede? Per quale motivo siete così matti da venire a Haifa?” Questi ‘matti’ sembravano razionali e abbastanza ragionevoli; non erano fanatici con sguardi selvaggi bensì persone civili che erano venute volontariamente. Questi Bahà’i spiegavano che questo è un luogo sacro; ci sentiamo privilegiati di venire a venerare i nostri Mausolei, dire le nostre preghiere e visitare i luoghi sacri. Essi avrebbero potuto benissimo aver parlato in swahili, per ciò che i giornalisti possono avere intuito da loro; il contesto era loro alquanto estraneo.

Quel episodio, più di ogni altro, è significativo del fatto che alcuni nostri concetti, come quello della santificazione dei luoghi sacri, sono così estranei alla società odierna. Da un punto di vista materiale, i giornalisti dicono che voi non dovevate venire; andatevene subito altrimenti avrete guai. Tuttavia i pellegrini Bahà’i mostravano piacere e gratitudine di avere il permesso di venire anche in condizioni chiaramente rischiose.

Vi sono molti misteri sulla santificazione negli Scritti Bahà’i. Per esempio, vediamo che Shoghi Effendi accenna alle attività sul Monte Carmelo, nel 1939 egli trasportò le spoglie del fratello e madre di ‘Abdu’l-Bahà da dove erano stati sepolti, attraverso la baia di Akka per essere nelle vicinanze delle spoglie della Grande Foglia Santa sulle pendici del Monte Carmelo. Bene, potete immaginare perché lo fece. Era rispettoso nei confronti dei membri della Santa Famiglia di sotterrare le loro spoglie in questa bella località sulle pendici del Monte Carmelo, ma il messaggio del Guardiano era misterioso. Egli disse che ciò che aveva fatto nel mettere le spoglie del fratello e madre di ‘Abdu’l-Bahà in quel luogo “rinforza incalcolabilmente le potenzialità spirituali di quel Luogo consacrato.” 15)

15) Shoghi Effendi, Messages to America, p. 32

Ma che diamine significa questo? Ha rinforzato le energie spirituali di quel Luogo consacrato sul Monte Carmelo; ha attirato una grande quantità di energie spirituali. E’ questo il modello che abbiamo di forze spirituali, magneti e cose del genere. Azioni prese in conformità con il volere divino – oppure nel caso del Guardiano per via della sua autorità divina – energie spirituali incalcolabilmente rinforzate, e che possono essere capite unicamente da questa visione spirituale mondiale Bahà’i.

Del genere di questi misteri appare la descrizione del Guardiano dei Mashriqu’l-Adhkars quando, durante la Crociata Decennale, le Case di Culto venivano erette in Europa, Africa e in Australia, e il Guardiano si riferiva a esse come “tre edifici monumentali, ognuno designato a servire da casa per il dimorante Spirito di Dio…” 16) Ora, cosa vuol dire – una casa per il dimorante Spirito di Dio? Dio è li su in qualche posto, non qui giù. Penso che questa sia una illustrazione del principio di santificazione. Questi posti divengono sacri poiché vengono costruiti in accordo con le prescrizioni divine, per cui vi è una concentrazione di energia spirituale nei Mashiqu’l-Adhkars, e questa e la ragione fondamentale perché li erigiamo, e perché erigiamo quello in Cile. Noi stiamo lavorando per costruire Case di Culto in accordo con le prescrizioni divine poiché ognuno di essi è esattamente come il Guardiano lo descrive – una casa per il dimorante Spirito di Dio.

16) Shoghi Effendi, Messages to the Bahà’i World – 1950-1957, p. 119

Questo concetto di santificazione riguarda tutti noi molto personalmente. Avete tutti in mente le belle affermazioni di ‘Abdu’l-Bahà quando si riferisce a come possiamo santificare le nostre dimore personali facendone uso per incontri di preghiere o ciò che chiamiamo incontri devozionali. Questi sono incontri nei quali la Parola di Dio viene insegnata e i valori spirituali vengono proclamati. Voi potete conoscere il passo di ‘Abdu’l-Bahà nel quale egli dice, “Ogni qualvolta un gruppo di persone si riuniranno in un luogo d’incontro, si dedicheranno a glorificare Dio e parleranno fra di loro dei misteri di Dio, senza dubbio gli aliti dello Spirito Santo soffieranno gentilmente su di loro…” 17)

17) ‘Abdu’l-Bahà, Selections from the Writings of ‘Abdu'l-Bahá, p. 94

In un altro posto egli dice, “Sentiamo che avete in mente di abbellire la vostra casa di quando in quando per un incontro di Bahà’i, durante il quale alcuni amici si dedicheranno a glorificare il Gloriosissimo Signore… Sappi che se lo farai, quella casa di terra diverrà una casa di paradiso, e che quella costruzione di pietra diverrà un congresso dello spirito.” 18) Nuovamente, questo principio di santificazione, di attirare le forze spirituali in associazione con l’esercizio degli insegnamenti divini.

18) ibid

Prima di lasciare questo tema della santificazione e passare al mio ultimo punto, desidero riferirmi ad alcune asserzioni nelle Scritture riguardo la santificazione individuale che trovo molto interessanti. Naturalmente ci sono molti passi nelle Scritture che ci chiedono di purificare la nostra condotta e venire benedetti. Li conosciamo bene, ma vi è in essi un elemento misterioso, illustrato chiaramente in Testimonianze di Fedeltà

Mi riferisco a una storia del grande Afnan, Haji Mirzà Muhammad-‘Ali e la sua venuta ad ‘Akkà. Egli venne da Haifa ad ‘Akkà, e in Testimonianze di Fedeltà ci racconta come ‘Abdu’l-Bahà è su in cima al caravanserraglio ad ‘Akkà camminando su e giù con alcuni dei suoi compagni, ed essi guardano fuori – essi possono vedere oltre ‘Akkà – e loro vedono la baia e Haifa e oltre, molto più in là. Essi vedono un puntino – si distingue appena poiché si è vicini al tramonto – e quel puntino è una carrozza che viene su per la costa da Haifa ad ‘Akkà. E’ lontano, molto lontano sull’orizzonte. ‘Abdu’l-Bahà dice ai suoi compagni, “Ho notato che una carrozza si sta avvicinando.” “Signori,” ho detto, “Sento che in quella carrozza c’è un sant’uomo.” 19) Il veicolo è molto lontano sull’orizzonte e ‘Abdu’l-Bahà, con la sua sensibilità spirituale, indicava che c’era lì un essere spirituale. Così, dietro suggerimento di ‘Abdu’l-Bahà tutti scesero dal tetto del caravanserraglio, e ‘Abdu’l-Bahà con alcuni di loro vanno giù al portone d’ingresso di ‘Akkà. Essi dicono al custode del portone d’ingresso che un amico sta venendo con una carrozza ma che non arriverà prima del tramonto; per piacere lasci il portone aperto e lo lasci entrare. Il custode del portone è disponibile; essi chiudono il portone principale peraltro vi è un piccolo ingresso che rimane aperto, e naturalmente dopo il tramonto arriva la carrozza. Il visitatore ne emerge e ‘Abdu’l-Bahà lo riconosce, chi è: è il grande Afnan, Hàjì Mirzà Muhammad-‘Alì, e lui viene accolto molto calorosamente da ‘Abdu’l-Bahà.

Permettetemi di leggervi ciò che ‘Abdu’l-Bahà dice di lui: “Che volto radioso! Era tutto luce da capo a piedi. Il solo vedere quel viso rendeva felici; era così fiducioso, sicuro, radicato nella fede ed aveva un’aria così gioiosa. Era davvero un essere benedetto.” 20)

Questo è un individuo santificato.

‘Abdu’l-Bahà continua dicendo, “Era un uomo che migliorava giorno dopo giorno, e ogni giorno cresceva in certezza, fede, qualità luminose e amore ardente. Nel breve periodo che trascorse nella Più Grane Prigione, fece progressi straordinari . Pensate: la sua carrozza aveva percorso solo parte della strada da Haifa ad ‘Akkà, e già se ne potevano percepire lo spirito e la luce.” 21)

19), 20) e21) ‘Abdu’l-Bahà, Testimonianze di Fedeltà, p. 16

Penso che sia una illustrazione molto significativa dei misteri di un individuo santificato. Ci da qualcosa verso cui noi dovremmo e senz’altro potremo aspirare, all’ideale di un livello dello spirito che è distinguibile anche a una tale distanza.

C’è una affermazione affascinante attribuita a Bahà’u’llàh, che appare in Star of the West del maggio 1929. Non è un testo autentico, ma è attribuito a Bahà’u’llàh e dice che “se una persona è sveglia e perspicace nelle sue capacità di percezione e discernimento, nel momento che una persona devota entra nella sua casa egli percepirà che l’aria diviene fragrante e il gusto del suo cibo e bevande diviene delizioso, piacevole ed esilarante.” Il corollario di questo è “se una persona empia entra, l’aria diviene opprimente e le vettovaglie perdono il loro sapore.” Questa penso è una illustrazione drammatica di come una persona santificata ha un tale effetto elevante e nobilitante su quanti sono vicini a lui o a lei.

Uso del Potere della Parola Creativa

Questo ci porta all’ultimo punto, voglio fare il terzo esempio che voglio portare per illustrare come il punto di vista Bahà’i sullo spirito e sulle forze spirituali ci porta a comportamenti che sono insoliti o strani per le consuetudini della società attuale, ed è la nostra consuetudine del potere della Parola Creativa. Vi sono dati elementi di esso che sono molto inconsueti.

Viene generalmente accettato, anche dagli scettici, che le parole degli Scritti Bahà’i contengono saggezza e orientamento, e sono affermazioni importanti. Non è insolito che anche quanti non credono in alcuna forza spirituale, dicano, ‘Lui sapeva quello che diceva’ oppure ‘Quella pare una molto buona idea’ o cose del genere. Ma ciò che ci pone a parte è il nostro concetto della Parola di Dio. Vi sono certi fondamenti che ci distinguono dalle persone vicine.

Uno di questi è la nostra convinzione, basata sulle Scritture, che vi è una misteriosa forza spirituale associata alle Parole Sacre. Bahà’u’llàh dice in modo molto poetico riguardo la Parola di Dio “….una singola parola…..di questa esistenza.”22) In questa e in molte altre citazioni, Egli si riferisce al misterioso potere della Parola Sacra e Creativa.

22) Bahà’u’llàh, The Seven Valleys, p.19

Quello è un concetto del tutto estraneo ad alcuna percezione generalmente accettata della parola scritta.

Ancora più strana è la nostra convinzione che non vi è un limite ai significati che uno può ricavare dallo studio e dalla riflessione della Parola di Dio. Ciò rende queste Parole completamente distinte da qualsiasi altra parola. I fedeli di una religione studiano la Parola di Dio secolo dopo secolo, la considerano un Libro Sacro e ricavano da essa una sapienza illimitata. La nostra religione ha 160 anni – siamo ancora agli albori – ma ciononostante abbiamo credenti che impiegano tutte le loro vite leggendo Libri Sacri, il Kitáb-i-Iqan, il Kitáb-i-Aqdas o le Parole Celate e sentono che stanno appena iniziando a capire una parte della profondità, della vasta profondità di esse. Uno dei maggiori misteri è quello della limitata comprensione della Parola Creativa.

Lo accenno per il fatto che ciò è strano e inconsueto ed è l’opposto di qualsiasi altra parola scritta. E’ associato alla Parola Sacra e penso che sia la base delle attività di formazione alle quali la Casa Universale di Giustizia ci sta chiamando nel ultimo Piano dei Cinque Anni, questo Piano dei Cinque Anni, e nei piani futuri.

Permettetemi di concludere facendo alcuni commenti su queste attività di formazione, che sono essenzialmente accentrate sulla riflessione della Parola Creativa su base sia individuale che di gruppo. Attualmente i libri Ruhi vengono propugnati, non perché siano necessariamente perfetti, ma perché sono disponibili. Noi passeremo tutti i cinque anni facendone uso. Essi sono stati collaudati sul campo e appaiono funzionanti; usiamoli e diamoci da fare; verrà in seguito il tempo per modifiche e miglioramenti.

I nostri incontri devozionali, il nostro lavoro con i giovani, le nostre classi per bambini, sono tutti incentrati sulla Parola Creativa, e tutti traggono il loro significato e la loro incidenza dal fatto che vi è dello spirito associato a queste parole e che è possibile trarre da esse significati illimitati. Ciò significa che non vi sono persone che dicono, “Quel materiale è troppo semplice,” oppure “Quello è per persone che non sanno molto.” Chiunque di noi, a prescindere dalle nostre cognizioni, può partecipare alla discussione e può studiare la Parola Creativa e cogliere da essa nuovi significati.

Considerate la Preghiera Obbligatoria Breve: “…Tu mi hai creato per conoscerTi e adorarTi.” Sul significato illimitato che può provenire da una sola frase – possiamo letteralmente impiegare tutta una vita discutendo e pensando a cosa significhi conoscere Dio e adorarLo. E’ questo il significato illimitato e la potenza della Parola Creativa.

Le attività di formazione, secondo me, hanno un certa portata basilare. Penso che vi siano due o tre questioni in merito. La prima è che esse sono un mezzo per evitare la dicotomia di un leader attivo con una comunità passiva che lo segue. Questo problema non è mai stato risolto nella storia delle religioni. Ogni religione che conosciamo ha avuto un leader che ha iniziato il suo cammino oppure le ha dato stabilità dopo relativamente poco tempo; il quale leader è sull’orlo di un esaurimento nervoso poiché è tanto attivo, e la comunità deve starsene passivamente seduta e fare ciò che le viene detto.

Bahà’u’llàh ha infranto questa dicotomia creando una comunità attiva di credenti partecipanti nella quale gli amministratori vengono eletti o nominati per periodi limitati. Noi dobbiamo lavorare molto per abbattere questa tendenza delle comunità Bahà’i di cadere in quello schema di persone super-attive le quali si esaltano o vengono esaltate, mentre tutti gli altri facciamo quello che ci viene detto, e cerchiamo di non combinare troppi guai. Dobbiamo abbattere tutto ciò poiché i nostri scritti ci dicono che è una tendenza sbagliata. Noi dobbiamo lavorare molto per assorbire tutto questo nei nostri tessuti, affinché formi parte integrante delle nostre vite; ci vorranno generazioni per ottenerlo. Le nostre attività di formazione si basano sul fatto che non abbiamo alcun leader o guru che ci spieghi il significato delle parole, ma invece ci basiamo sulla forza della consultazione e della comprensione per sviluppare una visione più approfondita del significato della Parola Creativa. Questo è ben diverso dal lavoro delle Assemblee elette con il loro potere decisionale nel campo dell’azione, ed i Consiglieri nominati e i loro assistenti che forniscono consigli, incoraggiamento e consulenza.

In secondo luogo, le attività di formazione sono mezzi di addestramento agli aspetti essenziali della vita Bahà’i. Partecipando alle attività di formazione ci rendiamo conto che ciò che facciamo è un omaggio al concetto che gli esseri umani hanno bisogno di cibo spirituale allo stesso modo di quello materiale. Noi stiamo mettendo in evidenza l’importanza vitale della Parola Creativa per la comprensione e per la devozione. Noi, con l’atto di partecipazione alle attività di formazione, affermiamo la supremazia della Parola Creativa. Noi riconosciamo la legittimità della comprensione individuale. Se il circolo di studio lavora bene, ogni opinione individuale riceve un legittimo grado di rispetto. Non vi sono persone che dicono, “Oh, che sciocchezza. Non sai di cosa stai parlando,” o qualcosa del genere. Noi mettiamo in evidenza la legittimità dell’espressione di sincera comprensione personale. Attraverso il meccanismo della gestione delle attività di formazione non abbiamo persone autoritarie le quali acquistano un seguito; le persone non si fissano su ogni parola dicendo, “Bene, penso che sia vero poiché ho sentito qualcosa che lui ha detto e quindi deve essere giusto.” Non abbiamo niente di ciò. Viceversa, l’autorità sta nella Parola. Ci fornisce esperienza nella consultazione e nella formazione di un senso di comunità nei circoli di studio, che poi può venire generalizzato in una comunità più vasta.

Probabilmente, la cosa più importante è che le attività di formazione sono destinate a istillarci una cultura di apprendimento. Questa cultura di apprendimento è fondamentale per la nostra religione poiché siamo una religione di cambiamento. L’organismo centrale della nostra Causa, la Casa Universale di Giustizia, è una istituzione impegnata nel cambiare, incaricata con il compito di cambiare in virtù delle affermazioni delle Ultime Volontà e Testamento di ‘Abdu’l-Bahà, e quindi intrinsecamente siamo una religione di cambiamento dinamico anziché essere alla ricerca di una condizione ideale statica. Questa filosofia di cambiamento pervade tutti gli aspetti della nostra religione, e il cambiare implica una attitudine allo studio. Se sentite che state imparando, allora siete impegnati a cambiare, migliorare e sviluppare, fondamentali nella nostra religione.

Infine, ci sono, come in ogni altra iniziativa, certi ostacoli. Essi non ci turbano molto, ma vi sono alcuni problemi che affrontiamo nel intraprendere le attività di formazione e imbarcarci in questa nuova fase dello sviluppo delle comunità Bahà’i. Uno di questi è l’estremismo dei fanatici. Noi abbiamo fanatici, persone che dicono,”Se non ti impegni nelle attività di formazione, sei fortemente sospetto, forse qualcosa come un violatore-del-Patto poiché disobbedisci alla Causa.”

Ora, possiamo calmare tutti, riferendoci al messaggio inviato dalla Casa Universale di Giustizia il 28 dicembre 2005 rivolto alle Assemblee Spirituali Nazionali. Chiarisce il fatto che se non volete partecipare alle attività di formazione, va bene; non disobbedite alla Causa. Se la vostra tendenza vi porta a far proclamazione, e questa è tutto ciò che volete fare, Dio vi benedica. Noi abbiamo bisogno di proclamazione. Se la vostra tendenza vi porta a scrivere belle poesie le quali indubbiamente esprimono valori Bahà’i, fatelo; ne abbiamo bisogno e può essere un forte mezzo per attirare le persone alla Causa. Noi abbiamo bisogno della ricchezza e della diversità della vita Bahà’i. Ciò che dobbiamo fare è di superare il fanatismo di persone che sono semplicemente entusiaste di questa nuova tendenza e di ri-incanalare la loro propensione a spingere gli altri. La vera spinta è data dalla autorità degli scritti; non dal fanatismo di quanti vogliono portarci agli estremi.

Un altro problema che ho notato è il vecchio pericolo di trascurare le cose a lungo termine in favore di quelle a breve termine. Abbiamo affrontato questo fatto per molti decenni. Generalmente appare considerando che abbiamo un tempo così ristretto a disposizione che faremmo meglio a sospendere questo programma a lungo termine che stiamo portando avanti, e concentrarci in alcuni progetti a breve termine. E lì abbiamo il disastro. E’ così che le ditte vanno alla bancarotta, si concentrano solo su ciò che è a breve termine e trascurano il lungo termine. Noi ovviamente non siamo una ditta commerciale, bensì una organizzazione. Ogni organizzazione deve avere date persone che si concentrano su ciò che è a lungo termine; altre persone che si concentrano sul breve-termine e altre che si occupano del medio termine.

Non si può negare il fatto che abbiamo poco tempo a disposizione. Il mondo sta andando a pezzi. Noi abbiamo bisogno di credenti che lavorino molto, molto sodo per aiutarci a ottenere i 1500 programmi di crescita intensiva del Piano Quinquennale, ma abbiamo anche bisogno di molte persone che si concentrino su necessità a lungo termine per la Causa. Noi abbiamo bisogno dei poveracci che si stanno scannando per ottenere il Phd (dottorato di ricerca) poiché abbiamo bisogno di un certo numero di laureati che possano aiutarci in futuro a raggiungere vari strati sociali, per rafforzare la comunità Bahà’i e aiutare nella protezione della Fede. Abbiamo bisogno di Bahà’i che partecipino negli affari, e sviluppino imprese commerciali poiché ciò sarà di beneficio per la statura morale della Fede e per l’efficienza del suo funzionamento amministrativo; esso rivelerà la unicità della Fede, che essa non rifiuta i possedimenti materiali, e aiuterà nel provvedere alle tanto richieste risorse materiali.

Quindi, voglio dire che le cose a breve termine sono per noi importanti, ma anche quelle a lungo termine, e il dire, “Dimenticate le cose a lungo termine; concentratevi su ciò che è immediato” è una espressione di puro fanatismo. E una confusione fra priorità ed esclusività. Le nostre priorità sono gli obiettivi del Piano Quinquennale, inclusi questi 1500 programmi di crescita intensiva, ma questo non è esclusivo. Noi dobbiamo mantenere la ricchezza della nostra diversità di attività ed espressione Bahà’i in modo di essere preparati per un lontano futuro – 20, 30, 40.50 anni futuri – per soddisfare le necessità delle comunità Bahà’i in quei tempi, dobbiamo prepararci ora per essere in grado di impegnarci sia a lungo che a breve termine.


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