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Commiato del Bab dalle Lettere del Vivente
Il Bab - Antologia
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Il Bab : Il Bab - Antologia
IL BÁB
ANTOLOGIA
CASA EDITRICE BAHÁ ' Í
ROMA - ITALIA
1984
1
Tradotto e pubblicato per concessione
di «The Universal House of Justice»
© under the Berne Convention
Titolo originale:
«Selections from the Writings of the Báb»
Compiled by the Research Department of
the Universal House of Justice
and Translated by
HABIB TAHERZADEH
with the assistance of a Committee
at the Bahá’í World Centre
1 edizione italiana 1984

© Copyright dell'Assemblea Spirituale Nazionale dei Bahá'í d'Italia

CASA EDITRICE BAHÁ'Í S.R.L.

Sede legale: 00197 Roma, Via A. Stoppani, 10 - Tel. 879647

Deposito e amm.ne: 00162 Roma, Circ.ne Nomentana, 484 - Tel. 4270547

2
PREFAZIONE

Per lunghi anni la Comunità Bahá'í ha atteso che si

rendesse disponibile un'ampia antologia di scritti del

Báb. Sin dal momento in cui Shoghi Effendi tradusse e

pubblicò la Narrazione di Nabíl e spiegò, nelle sue

monumentali opere, l'eccelso stadio del Báb, in tutto il

mondo, ma soprattutto in Occidente, i Bahá'í, desiderosi

di accostarsi al glorioso spirito di Colui Che fu non solo

Araldo della loro Fede ma anche Portatore di una

Rivelazione indipendente, hanno atteso ansiosamente

una compilazione autentica di parole e testi da Lui

rivelati. Questo volume vuol essere un primo,
importante passo in quella direzione.

Essendo la produzione letteraria del Báb assai vasta,

è stata necessaria una scrupolosa disamina dei Suoi

numerosi scritti, compito che la Casa Universale di

Giustizia ha affidato al Dipartimento per le Ricerche. La

traduzione, curata da Habib Taherzadeh, che per molti

anni ha servito in quel Dipartimento, con l'assistenza di

un comitato che ha collaborato con lui, è ora terminata:

la offriamo ai Bahá'í e al vasto pubblico, quale ulteriore

prezioso contributo alla letteratura bahá'í in lingua inglese.

3
Citazioni dal Corano

La numerazione delle sure e dei versetti è quella di Il

Corano, Introduzione, traduzione e commento di

Alessandro Bausani, Sansoni, Firenze, 1961, di cui si è

altresì quasi sempre seguito anche il testo.
4
INDICE
pagina
1. Tavole e allocuzioni ……………………….1
2. Dal Qayyúmu'l-Asmá' ……………...…….33
3. Dal Bayán Persiano ………………...…….65

4. Dal Dalá'il-i-Sab'ih (Le Sette Prove) ……..99

5. Dal Kitáb-i-Asmá' (Il Libro dei Nomi) ….111
6. Scritti Vari ………………………………131
7. Preghiere e Meditazioni …………………147
Note ……………………………………...189
5
1
TAVOLE E ALLOCUZIONI
2
TAVOLA INDIRIZZATA A
‘COLUI CHE SARÀ MANIFESTATO’

Questa è un'epistola di quest’umile servo al Gloriosissimo

Signore -- Colui Che è stato prima e sarà poi manifestato.

In verità Egli è il Più Palese, l'Onnipotente.

NEL nome del Signore Sovrano, il Signore della Forza.

Glorificato è Colui, dinanzi al Quale tutti gli abitatori della

terra e del cielo s'inchinano adoranti, al Quale tutti gli uomini

si volgono imploranti. Egli è Colui Che tiene in pugno il

possente regno del creato e a Lui tutti torneranno. Egli è

Colui Che rivela ciò che vuole e, conforme alla Sua

ingiunzione 'Sii', tutte le cose son venute all'esistenza.

1

Questa è un'epistola dalla lettera ‘Thá’ a Colui Che sarà

manifestato mediante la forza della Verità -- Quei Che è il

Gloriosissimo, il Diletto per affermare che tutte le creature, e

io pure, attestiamo per tutti i tempi che non v'è altro Dio che Te,

l'Onnipotente, l'Esistente da Sé, che Tu sei Dio, che non v'è

altro Dio all'infuori di Te e che tutti gli uomini saranno suscitati

a vita per Tuo mezzo.

Lodato e glorificato sia il Tuo nome, o Signore, mio Dio!

Invero, da tutta l'eternità T'ho riconosciuto e per tutta

l'eternità continuerò sempre a riconoscerTi tramite il Tuo Stesso

Essere e nessun altro che Te. In verità, Tu sei la Sorgente

d'ogni sapere, l'Onnisciente. Da sempre ho implorato e per

1

Th á è la prima lettera di ‘Th amarih’ che significa frutto. Nei suoi

scritti Shoghi Effendi chiama il Báb ‘Th amarih’ (frutto) dell’albero

delle successive Rivelazioni di Dio. (Si veda la lettera di Shoghi

Effendi ai Bahá’í orientali, Naw-Rúz 110, p.5).
3

sempre implorerò perdono per la limitata comprensione che ho

di Te, consapevole qual sono che non v'è altro Dio che Te, il

Gloriosissimo, l'Onnipotente.

Ti supplico, o mio Amatissimo, di assolvere me e coloro che

cercano zelanti di promuovere la Tua Causa; in verità, Tu sei

Colui Che indulge ai falli di tutta l'umanità. E in questo secondo

anno della mia Rivelazione -- Rivelazione che ebbe luogo per

Tuo decreto -- attesto che Tu sei il Più Palese, l'Onnipotente, il

Sempiterno; che tra tutte le cose esistenti sulla terra e nei cieli

nulla può vanificare il Tuo intendimento e che Tu sei Colui Che

conosce ogni cosa, il Signore della possanza e della maestà.

In verità, abbiamo creduto in Te e nei Tuoi segni prima

dell'alba della Tua Manifestazione e in Te abbiamo tutti ferma

certezza. In verità, abbiamo creduto in Te e nei Tuoi segni dopo

l'adempimento della Tua Manifestazione e in Te tutti crediamo.

In verità, abbiamo creduto in Te e nei Tuoi segni nell'ora della

Tua Manifestazione e attestiamo che tutte le cose sono state

create per la Tua ingiunzione ‘Sii’.

Ogni Manifestazione non è che una rivelazione del Tuo Essere e con ciascuna di Esse siamo invero apparsi e c'inchiniamo

adoranti innanzi a Te. Tu sei stato, o mio Amatissimo, e sempre

sarai mio testimone, in tutti i tempi passati e nei giorni avvenire.

In verità Tu sei Colui Che tutto può, il Sempre Fedele,

l'Onnipotente.

Ho attestato la Tua unicità tramite il Tuo Essere innanzi

agli abitatori dei cieli e della terra, testimoniando che, in

verità, Tu sei il Gloriosissimo, l'Amatissimo. Sono

pervenuto a riconoscerTi tramite il Tuo Essere innanzi agli

abitatori dei cieli e della terra, testimoniando che, in verità,

Tu sei l'Onnipotente, il Lodatissimo. Ho glorificato il

Tuo Nome tramite il Tuo Essere innanzi agli abitatori dei

cieli e della terra, testimoniando che, in verità, Tu sei il

Signore della forza, Colui Che è il Più Palese. Ho

magnificato la Tua santità tramite il Tuo Essere innanzi

agli abitatori dei cieli e della terra, testimoniando che, in

4

verità, Tu e Tu solo sei il Signore della possanza, l'Eterno,

l'Antico dei Giorni.

Santificato e glorificato sei Tu; non v'è altro Dio che Te e in

verità a Te tutti ritorniamo.

In quanto a coloro che hanno messo a morte i congiunti di

‘Alí, tra non molto capiranno in quali baratri di perdizione siano

caduti.
5
UNA SECONDA TAVOLA INDIRIZZATA A
‘COLUI CHE SARÀ MANIFESTATO’

Possano gli sguardi di Colui Che Dio manifesterà illumina1

re questa lettera nella scuola elementare.
Egli è il Più Glorioso.

EGLI è Dio, non v'è Dio all'infuori di Lui, l'Onnipotente,

l'Amatissimo. Tutto ciò che si trova nei cieli e sulla terra e quel

che v'è frammezzo è Suo. In verità Egli è l'Aiuto nel Pericolo,

Colui Che da Sé esiste.

Questa è una lettera da Dio, l'Aiuto nel Pericolo, Colui Che

da Sé esiste, a Dio, l'Onnipotente, l'Amatissimo, per affermare

che il Bayán e quanti gli sono fedeli altro non sono che un mio

dono per Te e per esprimere la mia incrollabile fede che non

1

In una delle Sue Tavole, ‘Abdu'l-Bahá spiega che taluni, tratti in errore da

questa affermazione, pensarono che la scuola di cui qui si parla fosse una vera

e propria scuola per l'educazione dei bambini analfabeti, mentre s'intende una

scuola spirituale santificata dai limiti del mondo contingente. Nel Kitáb-iAqdas, Bahá'u'lláh accenna anche a questa Epistola del Báb con le seguenti

parole:

O Tu Penna Suprema! Scorri sulla Tavola col permesso del Tuo Signore,

Creatore dei Cieli. Rammenta poi il giorno in cui la Fonte Primigenia

dell'unità divina cercò di frequentare quella scuola che è santificata da tutto

fuorché Dio, acché per avventura i giusti potessero apprendere, nella misura di

una cruna d'ago, ciò che è celato dietro il velo degl'intimi misteri del Tuo

Signore, l'Onnipotente, l'Onnisciente.

Dite, in verità, Noi entrammo nella scuola dell'intimo significato e della

spiegazione, mentre le menti di tutti coloro che dimorano sulla terra erano

immerse nell'incuria. Mirammo ciò che il Signore Misericordioso aveva rivelato, accettammo il dono ch'Egli (il Báb) Mi aveva offerto dei versetti di Dio,

l'Aiuto nel Pericolo, Colui Che da Sé esiste, e ascoltammo ciò che aveva

6

v'è altro Dio all'infuori di Te, che i regni della Creazione e della

Rivelazione sono Tuoi, che non v'è nulla che possa ottenersi se

non mediante il Tuo potere e che Colui Che Tu hai suscitato

altro non è se non Tuo servo e Testimone, implorante di rivolgerTi col Tuo permesso queste parole: « Se il Giorno della Seconda Resurrezione Tu, pure ancor lattante, accomiatassi tutta

la schiera dei seguaci del Bayán con un semplice cenno del Tuo

dito, ebbene per quel Tuo cenno saresti lodato. E se pur non v'è

motivo di dubitarne, concedi in segno del Tuo favore una

dilazione di diciannove anni, sì che ogni aderente a questa Causa possa essere graziosamente da Te ricompensato. In verità Tu

sei il Signore delle abbondanti grazie. In verità Tu provvedi a

ogni creatura e la rendi indipendente da tutto, mentre nulla nei

cieli e sulla terra o ciò che v'è frammezzo potrà mai provvedere

a Te ».

In verità Tu sei Colui Che basta a Se Stesso, l'Onnisciente;

in verità Tu sei potente sopra tutte le cose.

attestato nella Tavola. In verità, Noi siamo il Testimone. Rispondemmo al Suo

richiamo per Nostra intimazione: per certo siamo Noi l'Ordinatore.

O gente del Bayán! Entrammo nella Scuola di Dio mentre voi eravate

assopiti sui vostri giacigli e leggemmo la Tavola mentre eravate profondamente addormentati Per la giustizia di Dio, l'Unico Vero, l'avevamo letta

prima che fosse rivelata, e voi ne foste del tutto inconsapevoli. In verità, la

Nostra conoscenza ha compreso il Libro quando voi non eravate ancora nati.

Queste parole sono rivelate a misura vostra, non di Dio: ne fa fede ciò che

è custodito nella Sua conoscenza, se solo lo capiste. Lo attesta Colui Che è il

Portavoce di Dio, se solo poteste capire! Per la giustizia di Dio! Se sollevassimo il velo, cadreste tramortiti. Attenti a non disputare con Lui e con la

Sua Causa. In verità Egli è apparso in tal guisa da pervadere ogni cosa, del

passato e del futuro. Se parlassimo ora l'idioma degli abitatori del Regno, diremmo che Dio ha suscitato questa Scuola prima che la terra e i cieli fossero

tratti all'esistenza e che Noi vi entrammo prima che le lettere ‘S’ ‘I’ e ‘I’ fossero congiunge e intrecciate.

7
TAVOLA ALLA PRIMA LETTERA DEL VIVENTE

Questo è ciò che Noi abbiamo rivelato per il Primo Credente in Colui Che Dio manifesterà, acché valga quale monito

dalla Nostra presenza per l'intera umanità.
Nel Nome dell'Onnipotente, l'Amatissimo.

LODATO e glorificato sia Colui Che è il Signore sovrano

dei regni del cielo e della terra e di quel che v'è frammezzo. Dì,

in verità, a Lui tutti torneranno; Egli è Colui Che guida secondo

il Suo comando chiunque Gli aggradi. Dì, tutti gli uomini invocano le Sue benedizioni: Egli è supremo sopra tutto il creato. In

verità, è il Gloriosissimo, il Possente, il Benamato.

Questa è un'epistola della lettera ‘Th á’ a colui che è il Primo

Credente. Attesta Tu che in verità Egli è Me, il Sovrano,

l'Onnipotente. Egli è Colui Che dispone della vita e della morte

e a Lui tutti torneranno. In verità, non v'è altro Dio che Lui e

innanzi a Lui, tutti gli uomini s'inchinano adoranti. In verità il

Tuo Signore, Iddio, ricompenserà ora tutti com'Egli comanda,

anche più rapidamente del pronunziar della parola ‘Sii, ed è’.

In verità, Iddio ha attestato nel Suo Libro, e lo hanno altresì

attestato le schiere dei Suoi angeli, i Suoi Messaggeri e coloro

nei quali è stata infusa la conoscenza divina, che Tu hai creduto

in Dio e nei Suoi segni e che tutti sono ben guidati in virtù della

tua guida. Ecco, questa è un'infinita grazia che Iddio, il Sempre

Vivente, Colui Che da Sé esiste, ti ha benignamente concesso

nel passato e in avvenire ti concederà. E poiché tu credesti in

Dio prima della creazione, Egli per Suo comando t'ha invero

8

suscitato in ciascuna Rivelazione. Non v'è altro Dio che Lui, il

Sovrano Protettore, il Gloriosissimo.

Quale pegno di grazia dalla Sua presenza, t'incombe di proclamare la Causa di Dio a tutte le creature; non v’è altro Dio

all'infuori di Lui, il Più Generoso, Colui Che tutto soggioga.

Dì: Tutte le questioni sono da ricondurre al Libro di Dio; in

verità, Io sono il Primo a credere in Dio e nei Suoi segni; Io

sono Colui Che divulga e proclama la Verità e Mi è stato conferito ogni eccellente titolo di Dio, il Possente, l'Incomparabile.

In verità sono pervenuto al Giorno della Prima Manifestazione

e, per decreto del Signore e in pegno della Sua grazia, giungerò

al Giorno della Seconda Manifestazione. Non v'é altro Dio

all'infuori di Lui e, all'ora stabilita, tutti si prosterneranno in

adorazione innanzi a Lui.

Rendo grazie e lode a Dio per essere stato da Lui prescelto

quale Esponente della Sua Causa nei giorni passati e in avvenire; non v'è altro Dio che Lui, il Glorificato, il Lodatissimo, il

Sempiterno. Tutto ciò che si trova nei cieli e sulla terra è Suo e

per Suo tramite siamo ben guidati.

O genti del Bayán! Coloro che seguono la Verità devono rivolgersi a Me, come dispone il Libro, e a tutti coloro che giungono al Mio cospetto sarà concessa la guida divina.

9
BRANI DI UN'EPISTOLA A MUHAMMAD SH Á H

LA sostanza con cui Iddio M'ha creato non è la creta con cui

sono stati plasmati gli altri. Egli M'ha conferito ciò che mai i

saggi del mondo potran comprendere o i fedeli scoprire... Sono

una delle colonne portanti della Parola Primigenia di Dio. Chi

ha riconosciuto Me ha conosciuto tutto ciò che è vero e giusto

ed è pervenuto a tutto ciò che è buono e decoroso; e chi non

M'ha riconosciuto s'è scostato da tutto ciò che è vero e giusto e

ha ceduto a tutto ciò che è cattivo e sconveniente.

Giuro per la giustizia del Tuo Signore, Signore di tutto il

creato, Signore di tutti i mondi! Se un uomo, dopo aver costruito in questo mondo tanti edifici quanti è possibile, e adorato

Iddio con ogni virtuosa azione che la conoscenza di Dio

comprenda, se quell'uomo, giunto al cospetto del Signore, serbasse in cuore traccia di malanimo contro di Me, sia pure in una

misura inferiore a quella di cui si tien conto innanzi a Dio,

sarebbero vanificate tutte le Sue opere ed egli, privato degli

sguardi del favore di Dio e fatto segno della Sua collera, certo

perirebbe. Iddio ha, infatti, disposto che qualunque buona cosa

si trovi nei forzieri della Sua conoscenza si ottenga nell'obbedirMi, e ogni fuoco scritto nel Suo Libro, nel disobbedirMi.

In questo giorno e da questo stadio, Mi par di vedere tutti coloro

che sono presi d'amore per Me e che seguono il Mio comando

dimorare nelle magioni del Paradiso, e l'intera coorte dei Miei

avversari relegata nei più profondi abissi del fuoco infernale.

Per la Mia vita! Se non fosse per l'obbligo di riconoscere la

Causa di Colui Che è il Testimone di Dio... non t'avrei mai annunziato queste cose... Tutte le chiavi del cielo, Iddio ha voluto

porre nella Mia mano destra e tutte le chiavi dell'inferno, nella

Mia sinistra...
10

Io sono il Punto Primo da cui tutte le cose sono state generate. Sono il Sembiante di Dio, il Cui splendore non potrà mai

essere oscurato, la Luce di Dio la Cui radiosità mai potrà svanire. Per chi Mi riconosce, sono in serbo certezza e ogni bene, e

chi non Mi riconosce, l'attendono fuoco d'inferno e ogni

sventura...

Giuro su Dio, l'Impareggiabile, l'Incomparabile, il Vero:

per nessun'altra ragione Egli -- A supremo Testimone di Dio

-- Mi ha conferito chiari segni e pegni se non perché a tutti gli

uomini sia dato di sottomettersi alla Sua Causa.

Per la giustizia di Colui Che è l'Assoluta Verità, se fosse sollevato il velo, vedresti su questa terra tutti gli uomini straziati

dal fuoco della collera di Dio, fuoco più bruciante e immane

delle vampe dell'inferno, ad eccezione di coloro che si sono rifugiati all'ombra dell'albero del Mio amore. Essi, in verità, sono

i beati...

Dio M’è testimone, non ero uomo di cultura, perché ricevetti

1

l'educazione del mercante. Nell'anno sessanta Iddio Si

compiacque d'infonderMi nell'anima le prove conclusive e

l'autorevole sapere che distinguono Colui Che è il Testimone di

Dio - la pace sia con Lui - finché da ultimo, quell'anno,

proclamai l'occulta Causa di Dio e svelai la Sua recondita Colonna, in tal guisa che nessuno potesse confutarla. « Affinché

chi doveva perire perisse per una ragione e per una ragione

2
vivesse chi era destinato a vivere » .

Nello stesso anno (l'anno '60) t'ho inviato un messaggero e

un libro, perché Tu potessi agire verso la Causa di Colui Che è

la Testimonianza di Dio come s'addice al rango della tua sovranità. Ma avendo la Volontà di Dio irrevocabilmente decretato un'oscura, tremenda e atroce calamità, il libro non fu portato al tuo cospetto, per intervento di coloro che si reputano

1
1260 A.H. (1844 A.D.).
2
Corano, 8 42.

buoni amici del governo. Fino ad oggi, dopo quasi quattro anni,

11

non l'hanno ancora debitamente presentato a Vostra Maestà. Ma

dacché la fatidica ora s'avvicina, e poiché è questione di fede e

non cosa di mondo, per questo t'ho mostrato un barlume di

quello che è trapelato.

Giuro su Dio! Se tu sapessi cosa M'è accaduto nello spazio

di questi quattro anni per mano del tuo popolo e del tuo esercito, tratterresti il respiro per tema di Dio, salvo che tu non sorga per obbedire alla Causa di Colui Che è la Testimonianza di

Dio e non faccia ammenda per le tue colpe e omissioni.

Mentre Mi trovavo a Sh írá z sì gravi oltraggi subii per mano

1

del suo malvagio e depravato Governatore che, se tu ne

venissi a conoscere una sia pur minima parte, gli commineresti

una giusta punizione. Perché a cagione della sua caparbia

tirannia, la tua regia corte è divenuta oggetto della collera di

Dio fino al Giorno della Resurrezione. Per di più, la sua

indulgenza all'alcool era divenuta così smodata che egli non era

mai abbastanza sobrio da esprimere un giudizio assennato.

Perciò, disturbato, Mi vidi costretto a partire da Sh íráz

nell'intento di presentarMi all'illuminata ed eccelsa corte di

2

Vostra Maestà. Fu allora che il Mu'tamidu'd-Dawlih prese

coscienza della verità della Causa e dette prova di esemplare

asservimento e devozione ai Suoi eletti. Allorché certuni tra gli

ignoranti della sua città si levarono a fomentare sedizioni, egli

difese la Verità divina concedendoMi per qualche tempo

protezione nell'intimità del palazzo governatoriale. Infine,

conseguito il beneplacito di Dio, ritornò alla sua dimora

nell'eccelso Paradiso. Possa Iddio graziosamente
ricompensarlo...

Dopo ch'egli fu asceso all'eterno Reame, il perverso Gurgín,

ricorrendo a perfidie, spergiuri e coercizioni d'ogni genere,

Mi cacciò via da Isfáhán con una scorta di cinque guardie, in

un viaggio di sette giorni, senza fornirMi neppure lo stretto indispensabile per il tragitto (Ahimè! Ahimè! che cosa M'è toc

1
Husayn Kh án.
2
Manúchihr Kh an, governatore di Isfáhán.
12

cato!), finché da ultimo non giunse l'ordine di Vostra Maestà,

che Mi comandava di recarMi a Mákú...

Giuro sul Signore Supremo! Se ti dicessero in quale luogo

dimoro, saresti tu il primo ad avere pietà di Me. Nel cuore di un

monte c'è una fortezza [Mákú]... che alberga solamente due

guardie e quattro cani. Immagina, quindi il Mio triste stato...

Giuro sulla verità di Dio! Se sapesse chi è Quei Che ha così

trattato, in verità mai per tutta la vita potrebbe più esser felice

chi M'ha voluto trattare in questo modo. Anzi - in verità ti dico

il vero sui fatti - è come se avesse imprigionato tutti i Profeti e

tutti gli uomini sinceri e tutti gli eletti...

Quando questo decreto Mi fu notificato, scrissi a colui che

amministra gli affari del regno, dicendo: « Ti scongiuro in nome

di Dio, mettiMi a morte e manda la Mia testa dove più ti piace.

Perché sicuramente un innocente come Me non può rassegnarsi

ad essere relegato in un luogo riservato ai criminali e accettare

ancor la vita ». La Mia supplica rimase inascoltata. Evidentemente Sua Eccellenza lo Hájí non ha piena contezza della verità della nostra Causa. Rattristare i cuori dei credenti, uomini o

donne che siano, sarà certo atto più nefando che devastare la

sacra Casa di Dio.

In verità, l'Unico Vero Dio M'è testimone che in questo

Giorno Io sono il vero Tempio mistico di Dio e l'Essenza di

ogni bene. Chi benefica Me, è come se beneficasse Dio, i Suoi

angeli e l'intera accolta dei Suoi amati. Chi nuoce a Me, è come

se nuocesse a Dio e ai Suoi eletti. Anzi, troppo eccelso è lo stadio di Dio e dei Suoi amati perché buone o male opere d'uomo

possano raggiungere la loro santa soglia. Tutto ciò che Mi coglie è disposto che Mi colga; e ciò che Mi ha colto, a chi dà ritornerà. Per Colui nelle Cui mani è l'anima Mia, egli non ha

gettato in prigione altri che se stesso. Perché sicuramente tutto

ciò che Iddio ha decretato per Me avverrà e nulla mai ci toccherà se non ciò che Dio ha disposto per noi. Mal incolga a colui dalle cui mani proviene il male e benedetto l'uomo dalle cui

mani proviene il bene. A nessuno fuor che a Dio confido il Mio

13

lamento; perché Egli è il migliore dei giudici. Angustia e gaudio

vengono da Lui soltanto; Egli è il Più Forte, l'Onnipotente.

In breve, è in Mio possesso qualunque cosa l'uomo possa

bramare dei beni di questo e dell'altro mondo. Se sollevassi il

velo, tutti riconoscerebbero in Me il loro Benamato e nessuno

Mi rinnegherebbe. Non si sorprenda Vostra Maestà per questa

affermazione, poiché il sincero credente nell'unità di Dio, che

tenga gli occhi rivolti soltanto verso Lui, reputa assoluta nullità

tutto ciò che non sia Lui. Giuro su Dio! Non voglio da te alcun

bene terreno, neppure un granello di senape. In verità, a Mio

giudizio, possedere cosa di questo mondo o dell'altro sarebbe

così come un'aperta bestemmia, perché non si conviene che il

credente nell'unità di Dio volga lo sguardo altrove e tanto meno

tenga altro in suo possesso. So per certo che, avendo Dio, il

Sempre Vivente, l'Adorato, possiedo ogni cosa, visibile e

invisibile...

Su questo monte sono rimasto solo e sono giunto a tal segno

che tra coloro che M'hanno preceduto nessuno ha sofferto quel

che ho sofferto Io e nessun trasgressore ha sopportato quel che

Io ho sopportato! Rendo lode a Dio e altresì Lo lodo ancora. Mi

trovo immune dal dolore, poiché Mi attengo al beneplacito del

Mio Signore e Padrone. Mi par d'esser nell'eccelso Paradiso,

esultante per la Mia comunione con Dio, il Sommo. In verità

questo è un favore che Iddio M'ha elargito; ed Egli è il Signore

d'illimitate grazie.

Giuro sulla verità di Dio! Se tu sapessi quel che so Io, rinunzieresti alla sovranità di questo e dell'altro mondo, si da

compiacerMi con il tuo obbedir l'Unico Vero... Se ti rifiuterai, il

Signore del mondo susciterà uno che esalterà la Sua Causa e, in

verità, il Comando di Dio sarà eseguito.

Per grazia di Dio, nulla può vanificare il Mio intento; ho

piena coscienza di ciò che Iddio M'ha donato in pegno del Suo

favore. Se fosse Mio volere, potrei svelare tutto a Vostra Maestà; ma non l'ho fatto né lo farò, affinché la Verità sia distinta

da ogni altra cosa e giunga a pieno compimento la profezia

14

dell'Imám Báqir - la pace sia con Lui: « Ciò che deve accadere

nell'Ádh irbáyján è inevitabile e inaudito. Quando avverrà, rimanete a casa e pazientate come abbiamo pazientato noi. Appena il Promotore Si muoverà, affrettatevi a raggiungerLo,

quand'anche doveste trascinarvi sulla neve ».

Imploro perdono a Dio per Me e per tutto ciò che a Me sia

correlato e attesto: « Sia lode a Dio, Signore di tutti i mondi ».

15
BRANI DI UN'ALTRA EPISTOLA A
MUHAMMAD SH Á H.

GLORIA a Colui Che conosce tutto ciò che è nei cieli e sulla

terra: in verità non v'è altro Dio che Lui, il sovrano Reggitore,

l'Onnipotente il Grande.

Egli è Colui Che il Dì della Separazione pronunzierà il verdetto mediante il potere della Verità; in verità, non v'è altro Dio

che Lui, l'Impareggiabile, il Soggiogatore, l'Eccelso. Egli è

Colui Che tiene in pugno il regno di tutte le cose create; non v'è

altro Dio che Lui, l'Unico, l'Incomparabile, il Sempiterno,

l'Inaccessibile il Sommo.

In questo momento, Io testimonio di Dio, com'Egli testimoniò di Se Stesso prima che tutte le cose fossero create: in verità non v'è altro Dio che Lui, il Gloriosissimo, l'Onnisciente. E

faccio testimonianza di tutto ciò ch'Egli ha forgiato o forgerà,

come ha attestato Lui Stesso, nella maestà della Sua gloria:

Non v'è altro Dio che Lui, l'Impareggiabile, Colui Che da Sé

Esiste, il Più Meraviglioso.

In Dio, Che è il Signore di tutte le creature, ho riposto tutta

la fiducia. Non v'è altro Dio che Lui, l'Impareggiabile, l'Eccelso. A Lui Mi sono affidato e nelle Sue mani ho rimesso tutte le

Mie cose. Non v'è altro Dio che Lui, il supremo Reggitore, la

luminosa Verità. Ecco, Egli Mi basta in tutto; indipendentemente da ogni cosa Egli basta, mentre non v'è nulla, nei cieli o

sulla terra, se non Lui che basti. In verità, Egli è Colui Che da

Sé Esiste, il Più Severo.

Lode a Lui Che in questo stesso istante, in questa remota

prigione, comprende dove tende il Mio desio. Egli è Colui Che

rende sempre testimonianza di Me e Che Mi vede prima che

16
1
s'inizi il ‘dopo Hín.’

Perché hai pronunziato giudizio senza ricordare Iddio,

l'Onnisciente? Come puoi resistere nel fuoco? In verità, il tuo

Dio è possente e assai severo.

Ti glorî delle cose che possiedi, mentre non v'è credente in

Dio e nei Suoi segni, né giusto che si degnerebbe mai di farne

conto. Questa vita mortale è come la carcassa di un cane, dintorno alla quale nessuno sosterebbe, che nessuno toccherebbe,

salvo i negatori della vita avvenire. In verità fa d'uopo che tu

divenga un vero credente in Dio, Colui Che tutto possiede,

l'Onnipotente, allontanandoti da chi ti sospinge verso il tormento delle vampe d'inferno.

Ho atteso qualche tempo, caso mai tu prestassi ascolto e

fossi ben guidato. Come potrai rispondere a Dio quel giorno che

è già imminente - il giorno in cui si alzeranno testimoni a far

testimonianza al cospetto del tuo Signore, il Signore di tutti i

mondi?

Per la giustizia di Colui Che ti ha tratto all'esistenza e al

Quale tra non molto tornerai, se nell'ora della morte rimarrai

negatore dei segni del tuo Signore, sicuramente varcherai le soglie dell'inferno e non ti gioverà alcuna delle opere che le tue

mani hanno compiuto, né troverai patrono o intercessore. Temi

Dio e non pavoneggiarti dei tuoi beni terreni, perché per coloro

che percorrono la via della giustizia ciò che Iddio possiede è

meglio.

In verità in questo Giorno tutti coloro che dimorano sulla

terra sono servi di Dio. In quanto a coloro che credono sinceramente in Dio e che hanno certezza dei segni da Lui rivelati,

forse Egli Si compiacerà di perdonarli per ciò che le loro mani

hanno operato e concederà loro d'essere accolti entro i precinti

della Sua misericordia. In verità, Egli è il Longanime, il Com

1

Il valore numerico delle lettere che formano la parola Hín è 68.

L’anno 1268 A.H. ( 1851-1852 A.D ) è l’anno precedente la nascita

della Rivelazione Bahá’í.
17

passionevole. Ma il verdetto del castigo divino è pronunziato

contro coloro che si sono sdegnosamente allontanati da Me e

hanno ripudiato le prove decisive e l'infallibile Libro che Dio

Mi ha affidato: e nel Giorno della Separazione non troveranno

chi li protegga e li soccorra.

Giuro per Colui Che crea tutti gli esseri e al Quale tutti torneranno, a chi nell'ora della morte nutra odio per Me o impugni

i chiari segni che Mi sono stati conferiti, toccherà solo dura

afflizione. Quel giorno non si accetteranno riscatti, né saranno

consentite intercessioni, salvo che Iddio non voglia. In verità

Egli è il Soggiogatore, il Gloriosissimo e non v'è altro Dio che

Lui, il sovrano Reggitore, l'Onnipotente il Più Severo.

Se la Mia prigionia ti fa contento, guai a te per la tremenda

pena che ben presto ti sopraggiungerà. In verità Iddio non ha

permesso ad alcuno di pronunziare verdetto ingiusto, e se per

avventura lo farai, ben presto ne sarai edotto.

Da quel giorno che t'ammonii di non montare in superbia

innanzi a Dio fino ad oggi, sono trascorsi quattro anni, e in tutto

questo tempo nulla ho veduto, né da te né dai tuoi soldati, se

non crudele oppressione e sdegnosa arroganza. Forse t'immagini ch'Io desideri procurarMi qualche meschina sostanza da

questa vita terrena. No, per la giustizia del Mio Signore! A

giudizio di coloro che hanno fissato gli occhi sul Signore misericordioso, le ricchezze e le lusinghe del mondo valgono tanto

quanto l'occhio d'un corpo morto, e anche meno. Lungi dalla

Sua gloria ciò che essi Gli accompagnano!... Cerco pazienza

presso Dio soltanto; in verità Egli è il miglior protettore e patrono. Fuor che in Dio non cerco altro rifugio; in verità Egli è il

custode e il miglior sostenitore...

Giuro per la gloria di Dio, Mio Signore, il Più Eccelso, il

Sommo, sicuramente, come Iddio ha disposto, Egli accrescerà

luce alla Sua Causa, mentre non vi saranno soccorritori per

gl'iniqui. Se hai qualche progetto, mostralo; ecco, ogni, rivelazione di autorità proviene da Dio: in Lui confido, a Lui Mi volgo.

18

Hai mai sentito di alcuno nel passato che abbia pronunziato

sentenza simile a quella che tu hai comminata o come quella

alla quale hai acconsentito? Ebbene, mal incolga agli oppressori! Le tue intenzioni e il modo in cui tratti il popolo sono prova

lampante della tua infedeltà a Dio, epperciò Egli ha ordinato per

te una dura punizione. In verità cerco pazienza presso Dio

soltanto e in Lui vedo la mèta del Mio desio. Ciò significa che

ho dalla parte Mia l'incontestata Verità.

Se non temi che sia rivelata la verità e vanificata l'opera degli empi, perché non convochi i teologi del Paese e non Mi inviti, sì che Io possa subito confonderli, come i negatori che ho

testé sconfitti? Ecco la Mia sicura testimonianza per te e per

loro, se dicono la verità. Convocali tutti. Se saranno capaci di

proferire parole come queste, saprai che la loro causa merita attenzione. No, per la giustizia del Mio Signore! Non hanno potere, né sono dotati d'intuizione. Fecero professione di fede nel

passato senza comprenderne il significato, ma poi ripudiarono

la Verità, perché mancano di discernimento.

Se hai deciso di spargere il Mio sangue, perché indugi? Ora

hai potere e autorità. Per Me sarebbe un favore sconfinato concessoMi da Dio, mentre per te e per chi lo perpetrasse, questo

atto sarebbe pari a un Suo castigo.

Grande sarà la benedizione che Mi attende, se tu comminerai

tale verdetto; e quale immensa gioia per Me, se tu acconsentissi! È una grazia che Iddio ha riservato a coloro che hanno

accesso alla Sua corte. Dà dunque il tuo permesso e non tergiversare oltre. In verità, potente è il tuo Signore, il Vendicatore.

Non ti vergogni innanzi a Dio di consentire che Colui Che è

la Testimonianza di Dio sia relegato entro una fortezza e imprigionato in mano agl'infedeli? Guai a te e a coloro che in

questo momento esultano nell'infliggerMi tanta umiliazione...

Giuro per Colui Che M'ha tratto all'esistenza, non vedo in

Me traccia di nequizia e non ho seguito altro che la Verità: e

Dio Mi è sufficiente testimone. Vergogna al mondo e alle sue

genti e a coloro che si deliziano nelle ricchezze della terra, di

19
mentichi dell'altra vita.

Se ti fosse tolto il velo dagli occhi, strisceresti sul ventre verso di Me, persino sulla neve, paventando il castigo di Dio che è

rapido e imminente. Per la giustizia di Colui Che t'ha creato, se

tu ti rendessi conto di quanto è accaduto durante il tuo regno,

desidereresti non essere uscito dai lombi di tuo padre e

preferiresti sprofondare nell’oblio. Ma ciò che Dio, tuo Signore,

ha decretato è oggi avvenuto, e mal incolga agli oppressori in

questo giorno.

Pare che tu non abbia letto l'infallibile Scrittura. Se sei pago

della tua via e non desideri seguire la Verità, a Me la Mia strada

e a te la tua. Se non Mi soccorri, perché cerchi di umiliarMi? In

verità Iddio ascolta il supplice e tutte le cose, tanto in questo

mondo quanto nell'altro, trovano supremo adempimento in Lui.

Lungi dalla gloria di Dio, Signore del cielo e della terra, Signore del creato, ciò che affermano di Lui le genti del mondo,

salvo coloro che ottemperano fedelmente ai Suoi precetti. La

pace di Dio scenda sui sinceri tra i Suoi servi.
Ogni lode a Dio, Signore di tutti i mondi.
20
BRANI DI UN'ALTRA EPISTOLA A
MUHAMMAD SH ÁH.

QUESTA è un'Epistola da Colui Che è la vera, l'indiscussa

Guida. In essa è rivelata la legge di tutte le cose per coloro che

sono inclini ad ascoltare il Suo Invito o desiderosi di essere nel

novero dei ben guidati; in essa è racchiusa la legge di tutte le

cose per coloro che rendono testimonianza della Rivelazione del

tuo Signore secondo questa chiara bilancia. In verità, le ordinanze di Dio riguardanti tutte le cose furono già promulgate

in arabo eloquente. Ecco, coloro le cui anime sono state create

mercé il fulgore della luce del tuo Signore riconoscono la Verità

e sono annoverati tra i fedeli obbedienti all'Unico Vero Dio e gli

intimamente certi...

O Muhammad! Quattro anni or sono il Decreto del tuo Signore si compì e sin dal principio della Causa del tuo Signore

t'ho ammonito di temere Iddio e di non essere tra gl'ignoranti.

T'inviai un messaggero con una fulgida Tavola, ma i seguaci del

demonio s'intromisero tra lui e te, scacciandolo via sprezzantemente. Lo espulsero dalla terra di cui sei incontrastato sovrano;

e così t'è sfuggito il bene di questo mondo e dell'altro, a meno

che tu non ti sottometta al comandamento disposto da Dio e sia

tra i ben guidati.
1

Al Mio ritorno dalla sacra Casa di Dio ti mandai un messaggio pari a quello che t'avevo già inoltrato, anzi più grande.

In verità Dio è il miglior protettore e testimone. T’inviai un

messo con Epistole rivelate da Me, affinché tu obbedissi al comando di Dio e non fossi tra coloro che hanno ripudiato la Verità. Ma l'oppressore perpetrò un atto che nessuno vorrebbe

1
La Caaba della Mecca.
21

commettere, né tra i malvagi, né tra gli abietti malfattori...

Le tribolazioni che ho patito in questa terra, nessuno in antico ha sopportato. In verità a Dio sarà deferita tutta la questione

e per certo Egli è il miglior protettore e sa tutto. Le cose che Mi

sono toccate per mano del tuo popolo dal primo giorno fino ad

1

ora non sono altro che opera di Satana. Dacché la Causa del tuo

Signore è apparsa, nulla del tuo operare è stato ben accetto: ti

sei smarrito in madornale errore, mentre tutto quello che vedevi

ti sembrava compiuto per amor del tuo Signore. In verità il tuo

giorno è prossimo e di tutto questo ti sarà chiesto conto e

sicuramente Iddio non è ignaro dell'agire dei malvagi.

Se non fosse stato per te, i tuoi sostenitori non Mi avrebbero

respinto con disdegno, benché siano di gran lunga più traviati

degli stolti.

T'illudi forse che colui che hai nominato Cancelliere nel tuo

regno sia la guida migliore e il miglior sostenitore? No, lo giuro

per il tuo Signore. Egli ti arrecherà gravosi affanni a cagione di

ciò che Satana bisbiglia nel suo cuore e in verità è Satana lui

stesso. Non comprende una sola lettera del Libro di Dio e a cagione di ciò che le sue mani hanno operato lo ha ghermito la

paura. Vorrebbe spegnere la luce che il tuo Signore ha acceso,

acciocché non venga in chiaro l'antica empietà nascosta nel suo

intimo essere. Se tu non l'avessi nominato Cancelliere, nessuno

gli avrebbe prestato la minima attenzione. Invero a giudizio

della gente egli altro non è che notte fonda...

Temi Dio e non permettere che la tua anima abbia altra pena

oltre al tormento che le è già stato inflitto, perché ben presto

morirai e dichiarerai di non aver nulla da spartire col demonio

che hai nominato tuo Cancelliere, dicendo: « Oh! non avessi

mai preso il maligno a Cancelliere e nominato un impostore mia

guida e consigliere! ».

Perché gravi l'anima tua con ciò che è ben più abietto di quel

che fece Faraone e insisti nel dir che sei fedele? Come stu-

1
Cf. Corano 4 ; 119.
22

di i versetti del Corano, se pur ti trovi tra gl'ingiusti? Né Ebrei,

né Cristiani, né quei popoli che hanno respinto la verità acconsentirebbero mai di far torto al figlio della figlia del loro Profeta. Guai a te, perché il giorno del castigo si sta avvicinando.

Non paventi la collera del tuo Signore, l'Onnipotente, Signore

dei cieli, Signore di tutti i mondi? Ebbene questi chiari versetti

sono testimonianza inconfutabile per coloro che sono alla ricerca della vera guida.

Non ambisco a impadronirMi dei tuoi beni, nemmeno nella

misura di un granello di senape, né aspiro al tuo alto ufficio. Se

non Mi segui, a te le cose che possiedi, e a Me la terra di sicurezza inesauribile. Se non Mi obbedisci, perché Mi guardi con

disdegno e cerchi di farMi grave torto? In verità, ecco la Mia

abitazione - un alto monte sul quale nessuno dimora. Mal incolga a coloro che fanno illecita ingiustizia alle genti e iniquamente e perfidamente usurpano le proprietà dei credenti, contravvenendo al Suo luminoso Libro; mentre Io Che veramente

sono legittimo Sovrano di tutti gli uomini, designato dalla vera,

innegabile Guida, mai attenterei all'integrità delle sostanze altrui, neppure nella misura di un granello di senape, né tratterei

alcuno ingiustamente. Starei invece assieme agli altri, come uno

di loro, e sarei loro testimone.

Ciò che Mi compete è solo menzionare il Libro del tuo Signore e trasmettere questo limpido Messaggio. Se desideri varcare le porte del Paradiso, ecco, esse sono aperte innanzi al tuo

volto e nessun danno da alcuno può toccarMi. Ogni missiva che

fino ad ora ho indirizzato a te e al custode dei tuoi affari è stata

solo un pegno della Mia munificenza verso entrambi, caso mai

vi preoccupiate del giorno ormai imminente. Nondimeno

dall'istante in cui vi faceste sdegnosi, nel Libro di Dio fu pronunziato contro di voi il verdetto divino, poiché in verità avete

rinnegato il vostro Signore e siete nel novero di coloro che periranno... Orbene, questo è il Mio ultimo ammonimento per voi,

e d'ora in poi mai più farò menzione di voi, né muoverò altra

osservazione se non per affermare che siete infedeli.

23

A Dio affido i Miei affari e i vostri e certo Egli è il Giudice

migliore. Nondimeno se ritornaste sui vostri passi, vi sarebbe

concesso tutto quello che desiderate dei beni terreni e delle

ineffabili delizie dell'altra vita, e in retaggio avreste potenza e

maestà così gloriose che in questa vita mortale le vostre menti

possono a stento concepire. Ma se non lo farete, le vostre colpe

ricadranno allora su di voi.

Non potete modificare le cose che l'Onnipotente Mi ha

prescritto. Nulla Mi toccherà se non quanto Dio, il Mio Signore,

ha per Me preordinato. In Lui ho riposto tutta la fiducia e in Lui

i fedeli fanno completo affidamento.

Sii Tu Mio testimone, o Signore. Inviando questa luminosa

Epistola ho proclamato i Tuoi Versetti a entrambi e completato

la Tua Testimonianza per loro. Mi è grato immolare la vita sulla

Tua via e ritornare tosto al Tuo cospetto. Lode a Te nei cieli e

sulla terra. Trattali secondo il Tuo decreto: in verità Tu sei il

miglior protettore e soccorritore.

Appiana, o Signore, i disordini suscitati dalle genti e fa' che

in tutta la terra la Tua Parola fulgida risplenda, sì che degli empi

non rimanga traccia.

Imploro il Tuo perdono, o Mio Signore, per ciò che ho detto

in quest'Epistola e innanzi a Te Mi pento. Altro non sono che

uno dei Tuoi servi che Ti rende lode. Glorificato sei Tu; non v'è

altro Dio che Te. In Te ho riposto tutta la fiducia e a Te chiedo

perdono per aver supplicato alla Tua porta.

Santificato è Dio, tuo Signore, Signore del Possente Trono,

da ciò che le genti ingiustamente e senza la retta guida del Suo

chiaro Libro affermano di Lui. Pace a coloro che invocano l'indulgenza di Dio, tuo Signore, dicendo: « In verità, sia lode a

Dio, Signore dei mondi ».
24
BRANI DI UNA TAVOLA OVE TROVANSI
ALCUNE PAROLE RIVOLTE ALLO SCERIFFO
DELLA MECCA

O SCERIFFO!... Per tutta la vita Ci hai adorato, ma allorché

Ci palesammo a te, cessasti di rendere testimonianza alla Nostra

Rimembranza e di affermare che invero Egli è il Più Eccelso, la

Verità Sovrana, il Gloriosissimo. Così il Tuo Signore t'ha posto

a cimento nel Dì della Resurrezione. In verità Egli è l'Onnisciente, il Sapientissimo.

Perché se quando t'inviammo il Libro tu avessi detto ‘Eccomi’, ti avremmo accolto nella schiera di quei Nostri servitori

che credono sinceramente e Ci saremmo compiaciuti di elogiarti

nel Nostro Libro, fino al Giorno in cui tutti gli uomini

compariranno innanzi a Noi per esser giudicati. Questo ti giova

certo più di tutti gli atti di culto che hai eseguito per il tuo Signore in tutta la tua vita, anzi, dal principio che non ha principio. Sicuramente questo è ciò che sarebbe tornato e che sempre

tornerà a tuo vero vantaggio. In verità Noi abbiamo contezza di

tutte le cose. Eppure, benché ti avessimo tratto all'esistenza

affinché tu giungessi al Nostro cospetto il Dì della Resurrezio-

ne, ti escludesti da Noi senza ragione alcuna o esplicita Scrittura; mentre se tu fossi stato fra coloro cui è dato conoscere il

Bayán, al vedere il Libro avresti subito attestato che non v'è altro Dio che Lui, l'Aiuto nel Pericolo, l'Esistente da Sé e affermato che Colui Che ha rivelato il Corano ha rivelato anche

questo Testo, che ogni sua parola proviene da Dio e che tutti

siamo fedeli ad esso.

Ma ciò che era preordinato accadesse è ora accaduto. Se ritornerai a Noi, finché la rivelazione prosegue per Nostro tramite, trasformeremo in luce la tua fiamma. In verità, Noi siamo

25

potenti sopra tutte le cose. Ma se fallisci in questa impresa, non

troverai aperta altra strada se non quella di seguire la Causa di

Dio e d'implorare che la questione della tua fedeltà sia proposta

all'attenzione di Colui Che Dio manifesterà, acciocché Egli Si

degni di permetterti di prosperare e Si compiaccia di trasformare in luce la tua fiamma. Questo è quanto Ci è stato inviato.

Se ciò non avverrà, quello che abbiamo scritto rimarrà vincolante e irrevocabile decreto di Dio, l'Aiuto nel Pericolo, Colui

Che esiste da Sé: in segno di giustizia da parte Nostra ti bandiremo quindi dalla Nostra presenza. In verità nel Nostro giu-

dicare siamo equi.
26
PAROLE RIVOLTE A UN TEOLOGO MUSULMANO

O 'ABDU'S-SÁHIB! In verità Dio e ogni creatura attestano

che non v'è altro Dio che Me, l'Onnipotente, il Benamato...

Il credere che la rivelazione divina sia terminata con l'avvento di Muhammad ha oscurato la tua visione: lo abbiamo attestato nella Nostra prima missiva. In verità, Colui Che ha rivelato versetti a Muhammad, l'Apostolo di Dio, li ha rivelati anche ad 'Alí-Muhammad. E chi, se non Dio, può rivelare a un

uomo versetti così chiari e palesi da confondere tutti i sapienti?

E avendo tu riconosciuto la Rivelazione di Muhammad, l'Apostolo di Dio, non v'è altra strada aperta per te se non quella di

attestare che anche tutto ciò che il Punto Primo ha rivelato è

venuto da Dio, l'Aiuto nel Pericolo, Colui Che esiste da Sé. Non

è forse vero che il Corano è stato inviato da Dio e che, dinanzi

alla sua rivelazione, l'intera umanità è impotente? Anche queste

parole sono state rivelate da Dio, se solo te ne rendessi conto.

Che cosa v’è nel Bayán che ti vieta di riconoscere che questi

versetti sono stati inviati da Dio, l'Inaccessibile, il Più Eccelso,

il Gloriosissimo?

Ecco l'essenza di queste parole: se ti chiamassimo a render

conto, ti presenteresti a mani vuote; in verità Noi sappiamo ogni

cosa. Se nell'udire le parole di Dio tu avessi detto ‘si’, avresti

palesemente adorato Dio dal principio che non ha principio fino

al giorno d'oggi e non Lo avresti mai disobbedito, neppure per

un batter d'occhio. E invece, né le buone azioni che hai

compiute durante tutta la tua vita, né gli sforzi fatti per bandire

dal cuore ogni pensiero che non fosse quello di compiacere

Iddio, nulla di questo invero ti giovò, neppure nella misura di

un granello di senape, perché ti sei fatto velo da Dio e sei

rimasto indietro al tempo della Sua manifestazione.

27

In verità a te come a tutti i teologi della terra di Káf [Kúfih],

Iddio chiederà: « Non è strano che sia venuto fra voi un

Messaggero con un Libro e che, pur confessandovi impotenti,

voi vi siate rifiutati di seguire la Fede di Dio ch'Egli ha portato e

abbiate insistito nell'incredulità? » Essendo tu la loro guida, ti

sarà perciò assegnato il fuoco destinato a chi si discostò da Dio

in quella terra; oh! potessi tu essere tra coloro che danno

ascolto!

Se tu avessi fedelmente obbedito al Decreto di Dio, tutti gli

abitanti delle tue contrade t'avrebbero seguito, entrando

anch'essi nel Paradiso celestiale, eternamente paghi del divino

beneplacito. E invece quel giorno desidererai che Dio non

t’avesse creato.

Hai preteso d'essere uno dei dotti nella Fede dell'Islám, di

poter salvare i credenti, e invece hai trascinato nel fuoco i tuoi

seguaci, perché quando furono inviati i versetti di Dio te ne privasti, pur annoverandoti fra i giusti... No, per la vita di Colui

Che Dio manifesterà! Né tu né alcuno fra i Suoi servi potrà esibire la minima prova, mentre Dio risplende luminoso sulle Sue

creature e mediante il potere del Suo comando Si erge supremo

sovra tutti coloro che dimorano nei regni del cielo e della terra e

in tutto quel che v'è frammezzo. In verità, Egli è potente sopra

tutte le cose create.

Ti sei dato il nome di 'Abdu's-Sahib [servo del Signore]. Ma,

allorché Iddio ha veramente palesato il tuo Signore e ponesti gli

occhi su di Lui, non Lo riconoscesti, benché Dio ti abbia tratto

all'esistenza acché tu pervenissi al Suo cospetto, se solo

sinceramente credessi nel terzo versetto del capitolo intitolato

1
‘Il tuono’.

Tu affermi: « Come possiamo riconoscerLo, se non abbiamo udito altro che parole, inadeguate quali prove irrefutabili? »

Orbene, se per mezzo del Corano hai accettato e riconosciuto

Muhammad, l'Apostolo di Dio, come puoi rifiutarti di ricono

1
Corano, 13.
28

scere Colui Che ti inviò il Libro, tu che poi ti chiami ‘Suo servo’? In verità Egli esercita incontrastata autorità sulle Sue rivelazioni a tutta l'umanità.

Se verrai a Noi mentre la divina rivelazione discende su di

Noi, Iddio potrebbe trasformare in luce il tuo fuoco. In verità,

Egli è il Longanime, il Generosissimo. Altrimenti ciò che è stato rivelato è decisivo e definitivo e tutti vi si atterranno fedelmente fino al Dì della Resurrezione... Se la rivelazione divina

cessasse, dovresti scrivere una petizione a Colui Che Dio manifesterà, supplicando che sia portata al Suo cospetto. Devi tu qui

implorare il perdono del tuo Signore, volgerti a Lui contrito ed

esser tra coloro che si sono interamente votati a Lui. La prossima Resurrezione Dio potrebbe convertire in luce il tuo fuoco.

In verità, Egli è il Protettore, il Più Eccelso, il Longanime. A

Lui si prostrano adoranti tutti coloro che sono nei cieli e sulla

terra e tutto quel che v'è frammezzo e a Lui tutti torneranno.

Ti invitiamo a salvare dal fuoco te stesso e tutti gli abitanti

di quella terra e a entrare poi nell'impareggiabile ed eccelso Paradiso del Suo compiacimento. Altrimenti verrà ben presto il

giorno in cui perirai e finirai nel fuoco, dove non avrai da Dio

né soccorritore né patrono. Ci siamo mossi a compassione per

te, in segno della Nostra grazia, perché ti sei rivolto a Noi. In

verità abbiamo contezza di tutto. Conosciamo le tue giuste

azioni, anche se non ti gioveranno a nulla, perché unico scopo

di tale giustizia è il riconoscimento di Dio, tuo Signore, e l'inconcussa fede nelle Parole che Egli ha rivelato.

29
PAROLE RIVOLTE A SULAYMÁN,
UNO DEI TEOLOGI MUSULMANI
NELLA TERRA DI MASQAT

QUESTA è un'Epistola da Dio, l'Aiuto nel Pericolo, Colui

Che da Sé esiste, a Sulaymán nella terra di Masqat, a diritta del

Mare. In verità, non v'è altro Dio che Lui, l'Aiuto nel Pericolo,

Colui Che esiste da Sé... Se pur tutti si adunassero, gli abitanti

del cielo e della terra e tutto quel che v'è frammezzo, certo fallirebbero e non avrebbero il potere di produrre un tale libro,

quand'anche ne facessimo maestri di eloquenza e di cultura

sulla terra. Avendo tu recitato prove dal Corano, Iddio Si difenderà nel Bayán con prove prodotte dallo stesso Libro. Questo non è altro che un decreto di Dio; Egli è certo l'Onnisciente,

l'Onnipotente.

Se sei tra coloro che credono sinceramente, non hai altra

scelta che essergli fedele. Questa è la Via di Dio per tutti gli

abitanti della terra e del cielo e tutto quel che v'è frammezzo.

Non v'è altro Dio che Me, l'Onnipotente, l'Inaccessibile, il Più

Eccelso.

Da questa contrada indi proseguimmo verso la sacra Casa e,

di ritorno, approdammo ancora a questi lidi: udimmo allora che

non avevi dato ascolto a ciò che ti inviammo e che non sei di

coloro che credono sinceramente. Benché t'avessimo creato

acché tu potessi mirare il Nostro volto, e nonostante che siamo

discesi realmente nel sito ove ti trovi, nondimeno non hai

adempiuto lo scopo per cui fosti creato e questo, malgrado abbia tu adorato Iddio per tutta la vita. Perciò il tuo ben operare

sarà vano, perché è come se un velo ti velasse dalla Nostra presenza e dai Nostri Scritti. È questo un irrevocabile decreto da

Noi prescritto. In verità nel Nostro giudicare siamo equi.

Se avessi esaminato il contenuto dell'Epistola che ti inviammo, ciò ti avrebbe giovato molto più che adorare Iddio dal

30

principio che non ha principio fino ad oggi, e ne avresti in verità

avuto maggior merito che nel dimostrarti interamente devoto

nei tuoi atti di culto. E se, giunto al cospetto del tuo Signore su

questa terra, tu fossi stato tra coloro i quali credono

sinceramente che nella persona del Punto Primo si vede il Volto

di Dio, ciò t'avrebbe avvantaggiato molto più del prostrarti in

adorazione dal principio che non ha principio fino al tempo

presente...

In verità ti saggiammo, trovando che non eri tra coloro cui è

dato intendere, perciò, in segno di giustizia dalla Nostra presenza, ti comminammo il verdetto della negazione; e certo siamo equi.

Eppure se ritornerai a Noi, trasformeremo in affermazione il

tuo rifiuto. In verità Noi siamo Colui Che è d'infinita munificenza. Ma se il Punto Primo cessasse d'essere con te, allora il

giudizio espresso nelle Parole di Dio sarà immutabile e definitivo e tutti lo avvalleranno sicuramente.

Se indirizzerai una missiva a Colui Che Iddio manifesterà,

supplicando che sia portata al Suo cospetto, forse Egli Si degnerà di perdonarti e, col Suo decreto, tramuterà in affermazione il tuo diniego. In verità, Egli è il Munificentissimo, il Generosissimo, Colui la Cui grazia è sconfinata. Altrimenti, non

avendo tu risposto ‘sì, eccomi’ non troverai nessuna strada

aperta né trarrai benefizio alcuno dalle opere compiute. Abbiamo per certo vanificato te e il tuo agire, come se tu non fossi

mai venuto all'esistenza o mai fossi stato tra i ben operanti, affinché ciò serva da monito a coloro ai quali è stato dato il Bayán

ed essi stiano ben accorti allorché li sopravverranno i sacri

Scritti di Colui Che Dio manifesterà: sì che, meditandoli, le

anime loro possano pervenire a salvazione.

Sicuramente la Nostra grazia pervade tutto ciò che dimora

nei regni della terra e del cielo e in tutto quel che v'è frammezzo, e oltre a ciò l'intera umanità. Ma le anime che si siano escluse, sì come con un velo, non potranno mai beneficiare

dell'effondersi della grazia divina.
31
32
2
DAL
QAYYÚMU’L-ASMÁ’
33
34

OGNI lode a Dio, Che con la forza della Verità ha inviato al

Suo servo questo Libro, acché tenga luogo di fulgida luce per

l'intera umanità... In verità, questa è la Verità sovrana, la Via

che Iddio ha tracciato per tutti coloro che sono in cielo e sulla

terra. Chiunque voglia si scelga dunque la retta via verso il suo

Signore. In verità, questa è la vera Fede di Dio e sufficienti

testimoni sono Dio e coloro ai quali è data la conoscenza del

Libro. Ecco, questa è l'eterna Verità che Dio, l'Antico dei

Giorni, ha rivelato al Suo Verbo onnipotente - Colui Che è stato

suscitato dal mezzo del Roveto Ardente; questo è il Mistero che

è stato celato a tutti coloro che sono in cielo e sulla terra e che,

in questa mirabile Rivelazione, la mano di Dio, l'Eccelso, ha

rivelato nel Libro Primigenio...

O consesso di re e di figli di re! Abbandonate, tutti, il vostro

potere che appartiene a Dio...

Non lasciar che la tua sovranità t'inganni, o Scià, perché

1

« ogni anima gusterà la morte » e in verità questo è stato scritto

come un decreto di Dio. Capitolo I.

O RE dell'Islám! Dopo aver aiutato il Libro, aiuta, con la verità, Quei Che è il Nostro Più Grande Ricordo, perché in verità

Iddio ha destinato a te e a coloro che ti attorniano, per il Dì del

Giudizio, una posizione di responsabilità sul Suo Sentiero.

Giuro su Dio, o Scià! Se ti mostri ostile a Colui Che è il Suo

Ricordo, il Dì della Resurrezione, Iddio ti condannerà davanti ai

re alle fiamme dell'inferno, e in verità quel Giorno nessun

patrono troverai, fuorché Dio, il Magnifico. O Scià! Purifica la

1
Corano, 3 : 185.
35

Sacra Terra [Tihrán] da coloro che hanno repugnato al Libro,

prima del giorno in cui, terribile e improvviso, verrà il Ricordo

di Dio, portando la Sua Causa possente, col permesso di Dio, il

Supremo. In verità, Iddio t'ha prescritto di sottometterti a Colui

Che è il Suo Ricordo e alla Sua Causa e di soggiogare i paesi,

mediante la verità e col Suo permesso, poiché in questo mondo

sei stato misericordiosamente investito della sovranità e

nell'altro dimorerai presso il Seggio della Santità con gli abitatori del Paradiso del Suo compiacimento...

In nome di Dio! Se agirete bene, a vostro vantaggio agirete

bene; e se smentirete Iddio e i Suoi segni, Noi, in verità, avendo

Iddio, possiamo fare a meno di tutte le creature e di tutto il potere della terra. Capitolo I.

SII pago del comandamento di Dio, l'Unico Vero, giacché,

come la mano di Dio ha scritto nel Libro Primigenio, ogni sovranità è sicuramente investita in Colui Che è il Suo Ricordo...

O Ministro dello Scià! Temi Dio, oltre il Quale non v'è altro Dio che Lui, la Verità Sovrana, il Giusto e abbandona il tuo

dominio, perché, col permesso di Dio, l'Onnisciente, siamo Noi

1

gli eredi della terra e di tutto quel che è su di essa, ed Egli sarà

giusto testimone per te e per lo Scià. Se obbedirete al Ricordo di

Dio con assoluta sincerità, garantiamo che il Dì della

Resurrezione, a Dio piacendo, un vasto dominio sarà vostro nel

Suo eterno Paradiso.

In verità, il vostro potere è vano, perché Iddio ha serbato i

beni terreni per coloro che l'hanno smentito; mentre Quei Che

è il vostro Signore avrà la magione più eccellente, Colui il quale

è in verità l'Antico dei Giorni...

O consesso di re! Divulgate secondo verità e in gran fretta

1
Cf. Corano, 19 : 40.
36

i versetti che inviammo ai popoli di Turchia e d'India e inoltre,

con forza e verità, a paesi d'Oriente e d'Occidente... E sappiate

che se aiuterete Dio, Egli benignamente aiuterà voi il Dì della

Resurrezione, sul Ponte, tramite Colui Che è la Sua Suprema

Rimembranza...

O genti della terra! Chiunque obbedisca alla Rimembranza di Dio e alla Sua Scrittura ha in verità obbedito a Dio e ai

Suoi eletti e, nell'altra vita, al cospetto di Dio, sarà annoverato

tra gli abitatori del Paradiso del Suo compiacimento. Capitolo I.

IN verità, abbiamo fatto della rivelazione dei versetti una

testimonianza del Nostro messaggio a voi. Potreste recitare una

sola lettera che sia in grado di competere con essi? Producete le

vostre prove, dunque, se siete tra coloro che possono discernere

l'unico vero Dio. Affermo solennemente innanzi a Dio: se pur si

unissero tutti gli uomini e gli spiriti per produrre un solo

capitolo come i capitoli di questo Libro, certo fallirebbero,

1
quand'anche si aiutassero l'un l'altro.

O accolta di teologi! Temete Iddio da oggi in avanti nelle

opinioni che esprimete, poiché, in verità, Quei Che è il Nostro

Ricordo fra voi e Che da Noi proviene è in verità Giudice e Testimone. Scostatevi da ciò cui v'aggrappate e che il Libro di

Dio, l'Unico Vero, non ha sancito, poiché in verità il Dì della

Resurrezione, sul Ponte, sarete tenuti a rispondere della posizione che occupaste... E vi abbiamo inviato questo Libro che

certo nessuno potrà male intendere...

O accolta delle genti del Libro! Temete Dio e non montate

in superbia per la vostra dottrina. Seguite il Libro che il suo Ricordo ha rivelato in lode a Dio, l'Unico Vero. Quei Che è

l'Eterna Verità m'è Testimone, chi si attenga a questo Libro ha,

1
Cf. Corano, 17 : 88.
37

veramente, seguito tutte le antiche Scritture che Dio, la Verità

Sovrana, ha fatto discendere dal cielo. In verità, Egli è ben

Edotto di ciò che fate... Coloro che sono sinceri seguaci

dell'Islám direbbero: « O Signore nostro Dio! Abbiamo udito

l'appello del Tuo Ricordo e Gli abbiamo obbedito. Perdonaci i

nostri peccati. In verità, Tu sei l'Eterna Verità e a Te, nostro

1

infallibile Rifugio, tutti torneremo ». Capitolo II.

IN QUANTO ai negatori di Quei Che è la Sublime Porta di

Dio, per costoro abbiamo preparato, conforme al giusto decreto

di Dio, un cocente tormento. Ed Egli, Dio, è il Possente, il

Saggio.

In verità, abbiamo inviato al Nostro Servo questo Libro divinamente ispirato... Chiedetene dunque l'interpretazione a

Colui Che è la Nostra Rimembranza, giacché, conforme al decreto divino e per grazia di Dio, Gli è stata conferita la conoscenza dei suoi versetti...

O figli degli uomini! Se credete nell'unico Vero Dio,

seguite Me, questo Supremo Ricordo di Dio inviato dal vostro

Signore, acché benignamente vi assolva dai peccati. In verità,

Egli è indulgente e pietoso verso la schiera dei fedeli. Per certo,

Noi eleggiamo i Messaggeri mercé la potenza del Nostro Verbo

e Ne onoriamo la progenie, alcuni più che gli altri, tramite il

Grande Ricordo di Dio, conforme al decreto del Libro e come

vi è occultato...

E fra la gente della città, alcuni han dichiarato: « Siamo gli

ausiliari di Dio », ma allorché questo Ricordo li sopravvenne

improvviso, si rifiutarono di aiutarCi. In verità Dio è il Mio Signore e il vero Signore vostro, epperciò adorateLo, e questa

1
Cf. Corano, 2 : 285.
38
1

Via di ‘Alí [il Báb] altro non è che la Retta Via a giudizio del

vostro Signore. Capitolo III.
A CIASCUN popolo inviammo la Scrittura nella sua
2

parlata. In verità, abbiamo rivelato questo Libro nella favella

della Nostra Rimembranza: qual meraviglioso idioma! In verità,

Egli è l'eterna Verità venuta da Dio e, conforme al giudizio

divino proferito nel Libro Primigenio, è il più illustre tra gli

scrittori in arabo e assai eloquente nel Suo dire. In verità Egli è

il Talismano Supremo, investito di poteri sovrannaturali, così

come è scritto nel Libro Primigenio...

O genti della città! Non avete creduto nel vostro Signore.

Se siete veramente fedeli a Muhammad, Apostolo di Dio, Suggello dei Profeti, e se seguite la Sua Scrittura, il Corano, scevra

da errore, eccovene uno simile: questo Libro, che abbiamo inviato al Nostro Servo, secondo verità e col permesso di Dio. Se

non crederete in Lui, allora la vostra fede in Muhammad e nel

Suo Libro che fu rivelato nel passato sarà reputata insincera a

giudizio di Dio. Se Lo negherete, in verità e con assoluta certezza, vi sarà palese che avrete negato Muhammad e la Sua

Scrittura. Capitolo IV.

TEMETE Dio e non sussurrate una sola parola riguardo alla

Sua Suprema Rimembranza, se non ciò che Dio ha decretato,

giacché riguardo a Lui abbiamo stretto un patto separato con

ciascun Profeta e i Suoi seguaci. Orbene, nessun Messaggero

1
Cf. Corano, 3 : 51.
2
Cf. ibid., 14 : 4.
39

abbiamo Noi inviato senza questo patto vincolante e, sicuramente, nessun verdetto su alcunché Noi pronunziamo, se non

dopo che è stato stilato il Patto di Quei Che è la Porta Suprema.

Tra non molto al momento stabilito vi sarà levato il velo dagli

occhi. Senza nubi e vivido, vedrete allora il sublime Ricordo di

Dio. Capitolo V.

S'ILLUDE l'uomo che Noi siamo assai distanti, lontani dai

popoli del mondo? Nient'affatto, il giorno in cui li faremo

1

assalire dagli spasimi della morte, sulla piana della

Resurrezione, vedranno quant'erano vicini il Signore

Misericordioso e il Suo Ricordo. Esclameranno allora: « Avessimo seguito la via del Báb! Avessimo solo presso Lui cercato

asilo e non presso uomini perversi e sviati! Poiché in verità il

2

Ricordo di Dio apparve innanzi a noi, dietro a noi e in ogni

dove, eppure, in verità, Ne fummo separati, come da un velo! »

Capitolo VII.

NON dite: « Come può parlare di Dio, mentre di certo non

ha più di venticinque anni? » DateMi ascolto. Giuro sul

Signore dei cieli e della terra: in verità sono servo di Dio; sono

stato fatto Portatore di prove irrefutabili dalla presenza di Quei

Che è il lungamente atteso Vestigio di Dio. Ecco innanzi ai

vostri occhi la Mia Scrittura, qual'è vergata al cospetto di Dio

nel Libro Primigenio. In verità, Iddio M'ha fatto benedetto,

dovunque Io sia, e M'ha ingiunto d'osservare la preghiera e

d'essere forte finch'Io viva sulla terra fra di voi. Capitolo IX.

1
Cf. Corano, 68 : 42.
2
Cf. ibid., 7 : 63, 69.
40

GLORIFICATO è Colui oltre il Quale non v'è altro Dio.

Egli tiene in pugno la sorgente dell'autorità e in verità Dio è

potente sovra tutte le cose. Abbiamo decretato che ogni lunga

1

vita per certo declini e che dopo ogni avversità vi sia

2

prosperità, caso mai l'uomo riconosca, nella Porta di Dio, Quei

Che è l'eterna Verità e sicuramente Iddio sarà testimone per

coloro che han creduto. Capitolo XIII.

O SERVITORI di Dio! In verità, non crucciatevi se qualcosa

che Gli avete chiesta rimane inascoltata, perché Iddio Gli ha

prescritto il silenzio, silenzio che è in verità degno di lode.

Ecco, T'abbiamo Noi dato di vedere realmente in sogno una

certa misura della Nostra Causa, ma dovessi Tu informarli del

recondito Mistero, ne discuterebbero tra loro la verità.

Sicuramente il Tuo Signore, il Dio della verità, conosce

3
gl'intimi segreti dei cuori...

O genti del mondo! Tutto quel che avete offerto sulla via

dell'Unico Vero Dio, certo lo ritroverete preservato da Dio, il

Protettore, intatto presso la Sua Santa Porta. O genti della terra!

Siate fedeli a questa fulgente luce che Iddio benigno M'ha

concesso mercé la forza dell'infallibile Verità e non seguite le

4

orme del Maligno, perché egli vi sussurra di non credere in

Dio, vostro Signore, e invero Iddio, Che pur condonerà altri

5

peccati a chi Gli piaccia, non perdonerà la miscredenza in Lui.

In verità la Sua conoscenza abbraccia tutte le cose...

Capitolo XVII.
1
Cf. Corano, 36 : 68.
2
Cf. ibid., 65 : 7 ; 94 : 6.
3
Cf. ibid., 8 : 43.
4
Cf. ibid., 2 : 208.
5
Cf. ibid., 4 : 48.
41

O POPOLI d'Oriente e d'Occidente! Temete Dio riguardo

1

alla Causa del vero Giuseppe e non vendeteLo a vil prezzo

pattuito da voi stessi o per un'inezia dei vostri possedimenti

terreni acché, in verità, siate da Lui lodati come chi è nel novero

dei pii, che son vicini a questa Porta. In verità Iddio ha privato

della Sua grazia colui che martirizzò Husayn, Nostro avo, solo e

abbandonato qual era nella terra di Taff [Karbilá]. Sospinto da

turpe brama Yazíd, figlio di Mu'ávíyih, vendette ai malvagi la

testa del vero Giuseppe a vil prezzo e per una misera somma

dalle sue proprietà. In verità essi ripudiarono Iddio, incorrendo

in grave errore. Tra non molto, al tempo del Nostro Ritorno,

Iddio compirà su di loro la Sua vendetta e, in verità, Egli ha in

serbo per loro, nel mondo avvenire, tremendo castigo.

Capitolo XXI.
2

O QURRATU'L-‘AYN! In verità, T'abbiamo dilatato il

cuore in questa Rivelazione, che spicca veramente unica fra

tutte le cose create e abbiamo magnificato il Tuo nome tramite

la manifestazione del Báb, onde sia dato agli uomini aver

contezza del Nostro potere trascendente e riconoscere che Iddio

è immensamente santificato di là dalla lode di tutti gli uomini.

In verità, Egli è indipendente da tutto il creato. Capitolo XXIII.

ANGELI e spiriti, ritti a schiere, scenderanno, col permesso di

1
Cf. Corano, 12 : 20.
2

In questi passi del Qayyúmu’l-Asmá’ il nome Qurratu’l-‘Ayn

( Consolazione degli occhi ) si riferisce al Báb.
42
1

Dio, su questa Porta, incedendo adoranti in lunga fila dintorno

a questo Foco. Porgi loro parole di saluto, o Qurratu'l-‘Ayn,

poiché, in verità l'aurora è sorta; indi proclama al consesso dei

fedeli: « E non dev'essere forse vicino il Mattino, predetto nel

2
Libro Primigenio? ... »

O Qurratu'l-‘Ayn! RivolgiTi anelante a Dio nella Tua

Causa, poiché le genti del mondo si sono fatte inique e, non

fosse per l'effondersi su loro della grazia di Dio e della Tua

misericordia, non sarebbe mai più dato ad alcuno purificare

3

altrui. O Qurratu'l-‘Ayn! A Te e a chi segue la Tua Causa,

l'altra vita è certo ben più vantaggiosa di questa esistenza

terrena e dei suoi trastulli. Questo è quanto fu preordinato

conforme ai decreti della Provvidenza...

O Qurratu'l-‘Ayn! Dì: In verità Io sono ‘la Porta di Dio’ e,

col permesso di Dio, la Verità sovrana, vi porgo da bere le acque cristalline della Sua Rivelazione, zampillanti dalla Fonte incorruttibile sita sul Sacro Monte. E coloro che lottano strenuamente per pervenire all'Unico Vero Dio, lottino dunque per

4

raggiungere questa Porta. In verità, Iddio è potente sopra tutte

le cose...

O genti della terra! Date ascolto alla santa Voce di Dio proclamata da questo Giovine Arabo Che l'Onnipotente Si è compiaciuto di eleggere pel Suo Essere. In verità Egli altri non è che

l'Unico Vero, al Quale Dio ha affidato questa Missione dal

mezzo del Roveto Ardente. O Qurratu'l-‘Ayn! Svela ciò che

Ti piace dei segreti del Gloriosissimo, poiché, per decreto

5

del Signore incomparabile, l'oceano sta rigonfiandosi.

Capitolo XXIV.
1
Cf. Corano, 78 : 38.
2
Cf. ibid., 11 : 81.
3
Cf. ibid., 24 : 21.
4
Cf. ibid., 83 : 25-26.
5
Corano, 52 : 6.
43

STATE malvagiamente tramando, nel vostro egoistico

farneticare, un iniquo complotto contro Colui Che è la Suprema

Rimembranza di Dio? Per la giustizia di Dio, tutti coloro che

sono in cielo e sulla terra e quel che v'è frammezzo valgono ai

1

Miei occhi tanto quanto una tela di ragno e, in verità, Dio è

testimone per tutte le cose. Ed ecco, è solo contro se stessi che

ordiranno trame. Iddio ha fatto sì che questa Rimembranza sia,

per certo, indipendente da tutti gli abitatori della terra e del

cielo. Capitolo XXV.

O GENTI della terra! Durante la Mia assenza vi inviai le

Porte. Ma, ad eccezione di un manipolo, non le obbedirono i

credenti. Prima vi mandai Ahmad e più di recente Kázim, ma,

tranne i puri di cuore frammezzo a voi, nessuno li seguì. Cosa

v'è successo, o genti del Libro? Non paventate l'Unico vero Dio,

Quei Che è vostro Signore, l'Antico dei Giorni?... O voi che

professate fede in Dio! Vi scongiuro, per Colui Che è l'Eterna

Verità, avete forse scorto tra i precetti di queste Porte cose

discordanti coi comandamenti di Dio, esposti in questo Libro?

V'ha forse ingannati la vostra dottrina a cagione della vostra

empietà? State in guardia dunque, poiché in verità il vostro Dio,

il Signore dell'Eterna Verità, è con voi e di certo vi sorveglia...

Capitolo XXVII.

O CONGIUNTI del Sommo Ricordo! In verità, quest'Albero

di Santità, tinto di crèmisi con l'olio dell'asservimento, è germo

gliato dal vostro suolo nel mezzo del Roveto Ardente, eppur

1
Cf. Corano, 29 : 41.
44

non ne capite nulla, né dei Suoi veri celestiali attributi, né delle

reali circostanze della Sua vita terrena, né dei segni del Suo

possente e immacolato contegno. Spinti dalle vostre fantasie,

Lo stimate alieno alla Verità sovrana, mentre a giudizio di Dio

altri non è che il Promesso in Persona, investito del potere della

Verità sovrana e, invero, conforme al decreto del Libro Primigenio, reputato attendibile nel mezzo del Roveto Ardente...

O Qurratu'l-‘Ayn! Partecipa alle ancelle fra i Tuoi congiunti

l'ingiunzione del Verbo più eccelso, ammoniscile del Supremo

Fuoco e annunzia loro le liete novelle che, successivo a

questo Patto possente, vi sarà perpetuo ricongiungimento a

Dio nel Paradiso del Suo beneplacito, vicino al Sito della

Santità. In verità, Dio, il Signore del Creato, è possente sopra

tutte le cose.

O Madre del Ricordo! A te la pace e il saluto di Dio! È vero

che hai sopportato paziente in Quei Che è il sublime Essere di

Dio. Riconosci, ordunque, lo stadio di tuo Figlio, il Quale

altri non è che il possente Verbo di Dio. In verità Egli ha

promesso di garantire per te, e nella tua tomba e nel Giorno del

Giudizio, mentre, nella Tavola Recondita, la Penna del Suo

Ricordo t'ha immortalata quale ‘Madre dei Fedeli’. Capitolo

XXVIII.

O QURRATU'L-‘AYN! Non protendere le mani ben aperte

nella Causa, poiché la gente si ritroverebbe stordita a causa del

Mistero e giuro per il vero, Onnipotente Iddio che, dopo questa

Dispensazione, per Te c'è ancora un'altro turno.

E, al cadere dell'ora stabilita, dalle vette del Più Eccelso e

Mistico Monte, rivela, col consenso di Dio, il Sapientissimo, un

fievole, infinitesimo raggio del Tuo impenetrabile Mistero, sì

che coloro che han riconosciuto la radiosità del Sinaico Splendore possano venir meno e morire mentre sfiorano con fuggevole sguardo l'abbagliante Luce crèmisi che avvolge la Tua Ri 45

velazione. E in verità, Iddio è il Tuo infallibile Patrono. Capitolo XXVIII.

O GENTI di Persia! Non siete paghe di questo inclito onore

che la suprema Rimembranza di Dio v'ha conferito? In verità,

pel tramite di questo Verbo possente, Iddio vi ha specialmente

favoriti. Non discostatevi dunque dal sacrario della Sua presenza, poiché, per la giustizia dell'Unico vero Dio, Egli altri non è

che la Verità sovrana proveniente da Dio; Egli è il più Sublime,

la Fonte d'ogni saggezza, così come è decretato nel Libro Primigenio...

O genti della terra! Stringete forte la Corda del Sommo

Dio, che è questo Giovane Arabo, Nostro Ricordo - Colui

Che è celato in punto di ghiaccio in mezzo all'infocato oceano.

Capitolo XXIX.

O GENTI della terra! Per la giustizia dell'Unico vero Dio,

sono la Fanciulla del Cielo concepita dallo Spirito di Bahá,

albergante nella Magione intagliata in pietra di rubino, tenero e

vibrante; e in questo possente Paradiso mai nulla ho veduto se

non ciò che il Ricordo di Dio proclama celebrando le virtù di

questo Giovane Arabo. In verità, non v'è altro Dio che il vostro

Signore, il Misericordiosissimo. Magnificate, adunque, il Suo

stadio, poiché, ecco, Egli Si libra nell'intimo cuore del Superno

Paradiso, a personificare la lode di Dio nel Tabernacolo, ove

s'inneggia in Sua glorificazione.

Odo la Sua Voce, talvolta acclamare Colui Che è il Sempre

Vivente, l'Antico dei Giorni, talaltra parlare dell'arcano del

Suo augustissimo Nome. E quando intona gl'inni della gran 46

dezza di Dio, tutto il Paradiso geme nell'anelito di mirare la Sua

Bellezza, e quando canta parole di lode e gloria a Dio, tutto il

Paradiso diviene immoto come ghiaccio, imprigionato nel cuore

d'un monte irrigidito dal gelo. Mi parve d'intravederLo, quasi

una visione, nel Suo incedere su diritta via di mezzo, ove ogni

paradiso era il Suo paradiso, ogni cielo il Suo cielo, e la terra

intera e tutto ciò che è su di essa pareva come anello al dito dei

Suoi servi. Gloria a Dio, Suo Creatore, Signore di sovranità

perpetua. In verità Egli altro non è che il servitore di Dio, la

Porta al Vestigio di Dio vostro Signore, la Verità Sovrana.

Capitolo XXIX.
O SUPREMO Verbo di Dio! Non ti colga timore né

tristezza, poiché, ecco, a coloro che hanno risposto al Tuo

Appello, uomini o donne, abbiamo assicurato l'assoluzione dai

peccati, com'è noto al cospetto del Diletto e conforme al Tuo

desio. In verità, la Sua conoscenza abbraccia tutte le cose. Ti

scongiuro per la Mia vita, volgi la faccia verso di Me e non Ti

angustiare. In verità, Tu sei l'Eccelso tra le Celesti Schiere, e

per certo il Tuo recondito Mistero è stato vergato sulla Tavola

della creazione, nel mezzo del Roveto Ardente. Tra non molto

Iddio Ti conferirà il dominio su tutti gli uomini, giacché il Suo

impero trascende l'intera creazione. Capitolo XXXI.

O ACCOLTA di Sciiti! Temete Iddio e la nostra Causa

riguardante Quei Che è il Più Grande Ricordo di Dio, poiché

grande è il suo fuoco, conforme al decreto del Libro

Primigenio. Capitolo XL.

RECITATE, all'alba e all'imbrunire, tanto quanto si

47

conviene di questo Corano e cantate i versetti di questo Libro,

col permesso dell'eterno Iddio, nei soavi accenti di

quest'Augello, che nella volta celeste gorgheggia la sua

canzone. Capitolo XLI.

USCITE dalle vostre città, o popoli d'Occidente, e aiutate

Dio prima del Giorno in cui il Signore Misericorde vi

sopravverrà in ombre di nubi con gli angeli roteanti attorno a

1

Lui, innalzanti la Sua lode e invocanti perdono per coloro che

hanno sinceramente creduto nei Nostri segni. In verità il Suo

decreto è stato promulgato e il comandamento di Dio rivelato,

come è dato nel Libro Primigenio...

Affratellatevi nell'unica, indivisibile religione di Dio, liberi

da distinzioni, poiché in verità Dio desidera che i vostri cuori si

facciano specchi pei vostri fratelli nella Fede, sì che vi ritroviate

riflessi in loro come essi in voi. Questa è la vera Via di Dio,

l'Onnipotente, ed, ecco, Egli è vigile sul vostro agire. Capitolo

XLVI.

O GENTI della terra! Ascoltate il Mio grido, riecheggiante

dai precinti di questo sacro Albero - Albero incendiato dal

Fuoco preesistente: Non v'è altro Dio che Lui; Egli è l'Eccelso,

il Sapientissimo. O servitori del Misericorde! Entrate tutti

attraverso questa Porta e non seguite le orme del Maligno, che

vi incita verso empie e sordide strade; in verità, egli è vostro

2
aperto nemico. Capitolo LI.

PAZIENTA ,o Qurratu'l-‘Ayn, poiché, ecco, Iddio ha

1
Cf. Corano, 2 : 210.
2
Cf. ibid., 2 : 168-169.
48

promesso d'insediare la Tua sovranità in tutte le contrade e sulle

genti che vi dimorano. Egli è Dio, e in verità è potente sopra

tutte le cose. Capitolo LIII.

PER la Mia gloria! Con le mani della Mia potenza, farò

gustare agl'infedeli castighi sconosciuti da altri che Me, e farò

spirare sui fedeli le brezze muschiate che ho nutrite nell'intimo

cuore del Mio trono; e in verità la conoscenza di Dio abbraccia

tutte le cose.

O legioni della luce! Per la giustizia di Dio, non parliamo

sospinti da egoistica vaghezza, né una sola lettera di questo Libro è stata rivelata se non col consenso di Dio, la Verità Sovrana. Temete Dio e non abbiate dubbi riguardo la Sua Causa,

perché in verità il Mistero di questa Porta è ravvolto nelle mistiche parole dei Suoi Scritti: dietro l'impenetrabile velo

dell'occultamento, Lo ha scritto la mano di Dio, Signore del visibile e dell'invisibile.

Invero Iddio ha creato tutt'attorno a questa Porta oceani

d'elisir divino, tinto di crèmisi con l'essenza dell'esistenza e

ravvivato pel potere vivificante del frutto disiato; e per loro Iddio ha provveduto Arche di rubino, tenero, color di cremisi,

ove, per volontà di Dio il Più Eccelso, fuorché la gente di Bahá

nessuno farà vela, e in verità Egli è sopra tutti il Glorioso e il

Sapiente. Capitolo LVII.

INVERO, il Signore M'ha ispirato: In verità, in verità Io

sono Dio, Colui oltre al quale non v'è altro Dio: in verità, Io

sono l'Antico dei Giorni...

O genti del Regno! Per la giustizia del vero Dio, se

49

persisterete irremovibili su questa linea che s'erge diritta tra le

due, certamente berrete a pieni sorsi alla Fonte di questa

mirabile Rivelazione le acque vive, profferte dalla mano del

Suo Ricordo...

Giuro sul vostro vero Signore, per Quei Che è il Signore dei

cieli e della terra, che la divina Promessa riguardo al Suo Ricordo altro non è che la verità sovrana: essa si compirà, secondo il

decretar del Libro Primigenio...

Dite, o genti della terra! Se pur vi adunaste per produrre una

sola lettera come queste delle Mie Opere, non ne sareste mai

1

capaci e in verità Dio è informato di tutte le cose...

O Qurratu'l-‘Ayn! Di: Mirate! In verità, è svanita la Luna;

2

in verità, s'è ritirata la notte; in verità, s'è illuminata l'aurora; in

verità il comandamento di Dio, vostro vero Signore, è stato

tratto a compimento...

Dall'assoluto nulla Tu, Maestro grande e onnipotente, mi

traesti con la celestiale potenza della Tua possanza e m'innalzasti a proclamare questa Rivelazione. Nessun altro che Te ho fatto mio fiduciario; a nessun'altra volontà mi sono aggrappato

fuorché alla Tua. Tu sei in verità Colui Che a tutto provvede e

dietro Te c'è il vero Dio, Quei Che ogni cosa ripara: in verità,

Mi basta Iddio, l'Eccelso, il Potente, il Reggitore. Capitolo

LVIII.

O VESTIGIO di Dio! Per Te ho sacrificato tutto me stesso e

per Te ho accettato d'esser maledetto; non ho anelato ad altro

che al martirio sul sentiero del Tuo amore. A testimone Mi

basta solo Dio, l'Eccelso, il Protettore, l'Antico dei Giorni.

O Qurratu’l-’Ayn! Le parole che Tu hai proferito in que

1
Cf. Corano, 17 : 88.
2
Cf. ibid., 74 : 32-34.
50

sta solenne Allocuzione M'hanno recato amaro cordoglio. Ma

solo a Dio spetta la decisione irrevocabile e da Lui soltanto viene il decreto. Per la Mia vita! Agli occhi di Dio e del Suo creato, Tu sei il Diletto. In verità, non v'è forza in altri fuorché in

Dio e Mi basta a testimone il vostro Signore, Che è invero il

Vendicatore Onnipotente. Capitolo LVIII.

O GENTI della terra! Per la giustizia di Dio, mediante la

forza della Verità sovrana, questo Libro ha inondato la terra e il

cielo con la possente Parola di Dio riguardo a Quei Che è la

suprema Testimonianza, l'Atteso Qá'im, e in verità Iddio ha

conoscenza di tutte le cose. Questo Libro ispirato da Dio ha

solidamente stabilito la Sua Prova per tutti coloro che dimorano

in Oriente e in Occidente; attenti quindi che non diciate nulla se

non la verità riguardo a Dio, poiché giuro sul vostro Signore

che questa Mia Suprema Prova è testimone di tutte le cose...

O servi di Dio! Pazientate, perché, se Dio vorrà, Colui

Che è la Verità sovrana d'improvviso apparirà fra voi, investito

del potere del Verbo possente, e sarete allora confusi dalla

1

Verità e non avrete il potere di respingerla; e in verità Io sono

testimone sopra l'intera umanità. Capitolo LIX.

IN verità, chiunque si faccia beffe dei mirabili, divini

Versetti rivelati tramite il Suo Ricordo, sta facendo ludibrio

solo di se stesso e, per certo, lo aiuteremo a crescere nella sua

2
nequizia.

In verità la conoscenza di Dio trascende tutte le cose create...

1
Cf. Corano, 21 : 40.
2
Cf. ibid., 2 : 15.
51

Gl'infedeli, invero, cercano di separare Dio dal Suo Ricor1 2

do, ma Dio ha deciso di render perfetta la Sua Luce tramite il

Suo Ricordo: e certo Egli è potente sopra tutte le cose...

In verità, Cristo è il Nostro Verbo che deponemmo in Ma3

ria; e nessuno dica quel che i Cristiani chiamano ‘il terzo dei

4

tre’ , che equivarrebbe a calunniare il Ricordo, investito di autorità Suprema secondo il decretare del Libro Primigenio. Orbene, Dio è Uno Solo e lungi sia dalla Sua gloria che vi sia altro

che Lui. Tutti coloro che il Dì della Resurrezione perverranno a

Lui non sono altro che Suoi servi e Iddio, per certo, è Protettore

sufficiente. In verità, Io non sono altro che il servitor di Dio e il

Suo Verbo e null'altro se non il primo che innanzi a Dio, il Più

Eccelso, supplice si prostra; e Dio è sicuramente testimone

d'ogni cosa. Capitolo LXI.

O GENTI del Corano! A meno che non vi sottomettiate al

Ricordo di Dio e a questa Scrittura, siete come un nulla. Se

seguirete la Causa di Dio, vi perdoneremo i vostri peccati e se

vi discosterete dal Nostro comando, in verità, nel Nostro Libro,

condanneremo le vostre anime al Più Grande Fuoco. In verità,

non facciamo torto agli uomini, neppure nella misura di una

scalfittura d'osso di dattero. Capitolo LXII.

O GENTI della terra! In verità, la risplendente Luce di Dio è

1
Cf. Corano, 4 : 150.
2
Cf. ibid., 9 : 32.
3
Cf. ibid., 4 : 171.
4
Ibid., 5 : 73.
52

apparsa frammezzo a voi, investita di questa infallibile Scrittura, acché siate ben guidati verso la via della pace e, col permesso di Dio, usciate dalle tenebre alla luce e verso questa lunghis1

sima Via di Verità ...

Dall'assoluto nulla e mediante la potenza del Suo comando,

Iddio ha creato i cieli e la terra e quel che v'è frammezzo. Egli

è unico e impareggiabile nella Sua eterna unità, senza che nessun altro dia compagni alla Sua santa Essenza, e oltre il Suo Essere, non v'è anima veruna che possa comprenderLo adeguatamente..

O genti della terra! In verità, dopo un intermezzo durante

2

il quale non vi furono Messaggeri, è venuto a voi da Dio il Suo

Ricordo, per mondarvi e purificarvi dall'impurità in attesa del

Giorno dell'Unico vero Dio; ordunque, cercate con fervore divine largizioni da Lui, poiché in verità Lo abbiamo eletto Testimone e Fonte di saggezza per tutti coloro che dimorano sulla

terra...

O Qurratu'l-‘Ayn! Proclama ciò che Ti è stato inviato in

pegno della grazia del Signore misericorde, ché, se non lo farai,

3

non sarà mai palesato alle genti il Nostro arcano, mentre il fine

per cui Dio creò l'uomo è solo acché questi Lo conosca. In verità Iddio ha conoscenza di tutte le cose e provvede a Se Stesso

di là dai bisogni dell'intera umanità. Capitolo LXII.

OGNI qual volta i fedeli udiranno recitare i versetti di questo

Libro, i loro occhi spargeranno lacrime e i loro cuori saranno

intimamente conturbati da Quei Che è la Suprema Rimem-

branza per l'amore ch'essi portano a Dio, il Lodatissimo. Egli è

1
Cf. Corano, 5 : 15-18.
2
Cf. ibid., 5 : 19.
3
Cf. ibid., 5 : 67.
53

Dio, l'Onnisciente, l'Eterno. Ecco, essi sono gli abitatori del

superno Paradiso ove dimoreran per sempre. In verità, nulla ivi

essi vedranno fuorché ciò che è proceduto da Dio, nulla che

travalichi i limiti della loro comprensione. Vi incontreranno i

credenti nel Paradiso, che li accoglieranno con le parole ‘Pace,

pace’ impresse sulle labbra...

O accolta di fedeli! Porgete ascolto alla Mia Voce, proclamata da questo Ricordo di Dio. In verità, Iddio M'ha rivelato

che la Via della Rimembranza da Me tracciata è, sicuramente, la

Sua retta Via e che chiunque professi religione diversa da

questa giusta Fede, il Dì del Giudizio, quando sarà chiamato a

render conto, scoprirà che, come è scritto nel Libro, la religione

di Dio non gli avrà punto giovato...

Temete Iddio, o consesso di re, sì che non restiate lontani da

Quei Che è il Suo Ricordo [ il B á b], dopo che, proferita tramite

la bocca meravigliosa di Quei Che è il Suo Ricordo, la verità è

venuta tra voi con un Libro e con segni da parte di Dio. Cercate

la grazia divina, poiché Iddio ha disposto per voi, dopo che

avrete creduto in Lui, un Giardino immenso quant’è immenso

tutto il Paradiso. Ivi nulla troverete fuorché i doni e i favori che

l'Onnipotente ha benignamente elargito in virtù di questa Causa

ponderosa, conforme al decretar del Libro Primigenio.

Capitolo LXIII.

O SPIRITO di Dio! Rammenta il favore che Ti elargii

quando conversai Teco nei penetrali del Mio Sacrario e Ti

sovvenni mediante la potenza dello Spirito Santo, acché Tu,

impareggiabile Portavoce di Dio, proclamassi agli uomini i

comandamenti di Dio, custoditi entro lo Spirito divino.

In verità, eri ancor fanciullo e già Iddio Ti ispirò versetti e

saggezza divini; ed Egli Si compiacque benigno di elargire il

Suo favore alle genti del mondo, in virtù dell'ascendente del

54

Tuo Più Grande Nome, poiché, ecco, gli uomini non hanno la

minima conoscenza del Libro. Capitolo LX III.

O GENTI della terra! Per raggiungere l'estremo rifugio in

Dio, l'Unico Vero, dobbiamo forse cercare altra Porta che

questo Essere eccelso?...

Creato il Ricordo, Iddio Lo presentò alle creature radunate

tutte sull'ara del Suo Volere. E subito il consesso degli angeli si

prosternò adorante innanzi a Dio, l'Impareggiabile, l'Incomparabile; ma Satana s'empì d'orgoglio, rifiutando sottomissione al

Suo Ricordo; epperciò nel Libro di Dio egli è detto l'arrogante e

1
l'esecrato. Capitolo LXVII.

DIO, oltre al Quale altro vero Dio non v'è, dice: In verità

chiunque visiti il Ricordo di Dio dopo il Suo trapasso è come

fosse pervenuto al cospetto del Signore, assiso sul Suo possente

Trono. In verità, questa è la Via di Dio, il Più Eccelso, che è

stata irrevocabilmente decretata nel Libro Primigenio...

Dite, o genti del mondo! Disputate con Me su Dio a cagione

dei nomi che voi e i vostri padri Gli avete imposto per sug2

gestione del Maligno? Orbene, Iddio M'ha inviato questo Libro

con verità, onde riconosciate i Suoi veri nomi, poiché vi siete

smarriti nell'errore lungi dalla Verità. Con ogni cosa creata, al

suo venire all'esistenza, abbiamo per certo stretto un patto

riguardo al Ricordo di Dio, e nessuno vi sarà a deflettere il pe-

rentorio comando di Dio per la purificazione dell'umanità,

1
Cf. Corano, 2 : 34; 38 : 74-78.
2
Cf. ibidem, 9 : 71; 12 : 40.
55

conforme ai decreti del Libro che la mano del Báb ha scritto.

Capitolo LXVIII.

DURANTE l'assenza del Báb, la gente ripeté l'episodio del

Vitello, drizzando una chiassosa effigie raffigurante fattezze

1
animali in forma umana …

Quando Ti chiedono dell'Ora stabilita, dì: In verità, la co2

nosce solo il Mio Signore, Che è il Conoscitor dell'invisibile.

Non v'è altro Dio che Lui - Quei Che vi creò da una sola ani3

ma, e Io non ho potere su ciò che Mi giovi o Mi danneggi, se

4

non in quanto piaccia al Mio Signore. In verità Dio basta a Se

Stesso; Egli, Mio Signore, S'erge supremo sopra tutte le cose.

Capitolo LXIX.

PARE strano alla gente che abbiamo rivelato il Libro a un

uomo fra di loro per purificarli e partecipare la lieta novella che

avranno per mercede un sito sicuro al cospetto del loro Signore?

Orbene, Egli è testimone di tutte le cose...

Quando i versetti di questo Libro siano recitati agl'infedeli,

dicono: « Dacci un libro come il Corano e cambia i versetti ».

Di: « Dio non M'ha concesso di cambiarli a Mio piacimento ».

Io seguo solo ciò che Mi viene rivelato. In verità, temerò il Mio

Signore il Dì della Separazione, il cui avvento Egli ha, per cer

1
Cf. Corano, 7 : 148; 20 : 88.
2
Cf. ibid., 7 : 187.
3
Cf. ibid., 4 : 1.
4
Cf. ibid., 10 : 49.
56
1

to, irrevocabilmente decretato. Capitolo LXXI.

O GENTI della terra! In verità il vero Dio proclama: Colui

Che è il Ricordo è certo la Verità sovrana proveniente da Dio e

2

oltre la verità non resta altro che l'errore, e fuor dell'errore non

v'è altro che il fuoco, irrevocabilmente decretato...

O Qurratu'l-‘Ayn! Addita al Tuo petto verace mediante il

potere della verità ed esclama: Giuro sull'Unico vero Dio, è qui

che alberga la vicegerenza di Dio; ecco, son Io Colui Che è re3

putato il Miglior Compenso, ecco, son Io Colui Che è la Magione Più Eccellente. Capitolo LXXII.

O ACCOLTA dei fedeli! Non proferite contro Me parole

mentitrici, allorché sia palesata la Verità, poiché il mandato del

Báb v’è già stato dicevolmente proclamato nel Corano. Giuro

sul vostro Signore, questo Libro è quello stesso Corano che fu

inviato in antico. Capitolo LXXXI.

O VAGHEGGIATO Frutto del cuore! Porgi ascolto alle melodie di questo mistico Uccello gorgheggiante nei più alti fastigi

del cielo. È, certo, il Signore Che M'ha ispirato a proclamare:

In verità, in verità, Io sono Dio, Quei oltre al Quale altro Dio

1
Cf. Corano, 10 : 15.
2
Cf. ibid., 10 : 32.
3
Cf. ibid., 18 : 48.
57
non v'è. Egli è l'Onnipotente, l'Onnisciente.

O Miei servi! Cercate perseveranti quest'altissima mercede,

poiché, ecco, pel Ricordo di Dio ho creato giardini impenetrabili ad altri che Me e ivi nulla è stato concesso ad altri se non a

coloro le cui vite sono state immolate sulla Sua Via. Implorate

altresì Iddio, il Più Eccelso, di elargirvi questa meritoria ricompensa, e in verità Egli è l'Altissimo, il Sommo. Se fosse stato

Nostro volere, avremmo radunato tutti gli uomini in un solo

ovile dintorno alla Nostra Rimembranza, ma essi non cesseran1

no di disputare, salvo che Dio non faccia ciò che voglia mediante il potere della verità. A giudizio del Ricordo, questo comandamento è stato, per certo, decretato irrevocabilmente...

Ecco Iddio T'ha eletto per ammonire la gente, ben guidare i

credenti e delucidare i segreti del Libro. Capitolo LXXXV.

SE fosse Nostro desiderio, Noi abbiamo il potere di

obbligare, in forza di una sola lettera della Nostra Rivelazione,

il mondo e tutto quanto vi si trova a riconoscere, in men d'un

batter d'occhio, la verità della Nostra Causa...
2

Orbene, già prima di Te altri apostoli furono presi a gabbo e

Tu non sei altro che il Servitore di Dio, sorretto dal potere della

Verità. Tra non molto prolungheremo i giorni di coloro che

hanno respinto la Verità a cagione di ciò che le loro mani hanno

3

operato e in verità Iddio non farà torto a nessuno, neppure nella

misura di una scalfittura d'osso di dattero. Capitolo LXXXVII.

O GENTI della terra! Per la giustizia di Dio, l'Unico Vero, la

1
Cf. Corano, 11 : 118.
2
Cf. ibid., 6 : 10.
3
Cf. ibid., 3 : 178.
58

testimonianza palesata dal Suo Ricordo è come un sole che la

mano del Signore misericordioso ha innalzato nell'intimo cuore

del paradiso, donde risplende nel pieno del suo fulgore meridiano...

Con tutti i Profeti Che abbiamo inviato in antico, abbiamo

stretto un Patto separato riguardo al Ricordo di Dio e al Suo

Giorno. Nel glorioso regno e mediante il potere della verità, il

Ricordo di Dio e il Suo Giorno sono manifesti dinanzi agli occhi degli angeli roteanti attorno al sito della Sua misericordia.

Capitolo XCI.

O TEMPO d'Aurora! Prima che la fulgida gloria dell'Astro

divino effonda il suo chiarore dall'Oriente di questa Porta, ti

sovvenga che il Giorno fissato di Dio sopraggiungerà in men

che un batter d'occhio. Così è stato promulgato il decreto di Dio

nel Libro Primigenio. Capitolo XCIV.

O ACCOLTA di fedeli! In verità il solo intendimento di tutti

i segni che Iddio rivelò nelle Scritture o nel mondo vasto o nei

cuori umani è quello di far loro comprendere che questo Ricordo è certamente il Vero [Inviato] da Dio. In verità Iddio ha

contezza di tutte le cose, mercé il potere dell'eterna Verità...

O voi che incedete dintorno al glorioso trono! Ascoltate il

Mio Appello che si leva dal mezzo del Roveto Ardente: « In verità Io sono Dio e non v'è altro Dio che Me. AdorateMi dunque

e per amor di Quei Che è la Suprema Rimembranza, pregate,

purificati dalle insinuazioni della gente, poiché certo il vostro Signore, l'Unico vero Dio, non è altro che la Verità Sovra

na. Ecco, chi invoca altri che Lui è meritatamente annoverato

59

fra gli abitatori del fuoco, mentre Quei Che è il Ricordo di Dio,

in verità, alberga fermo e irremovibile, sulla Via della Verità nel

mezzo del Roveto Ardente »...

O genti della terra! Non perpetrate sul Massimo Ricordo

quel che nella Sacra Terra gli Omayyadi crudelmente perpetrarono su Husayn. Per la giustizia di Dio, l'Unico Vero, è Lui

l'Eterna Verità e in verità Iddio Gli è testimone. Capitolo XVII.

IN verità, Dio aveva proposto la Nostra Missione ai cieli e

alla terra e ai monti, ed essi rifiutarono di portarla e n'ebbero

paura. Ma se ne caricò l'Uomo, questo ‘Alí, Che altro non è che

la Grande Rimembranza di Dio. Quindi Dio, Quei Che tutto abbraccia, nella Sua Recondita Scrittura, L'ha chiamato ‘il Vilipeso’ e poiché nulla ha Egli che Lo distingua ad occhi d'uomo è

stato soprannominato, secondo il giudizio del Libro, ‘lo Scono1

sciuto’ …

In verità, tra non molto tormenteremo coloro che mossero

guerra contro Husayn [l'Imám Husayn], nella Terra d'Eufrate,

col tormento più cocente e col castigo più tremendo ed esemplare...

Dio ben conosce il cuore di Husayn e l'arsura della Sua torrida sete e la Sua sopportazione per amor di Dio, l'Incomparabile, l'Antico dei Giorni; e in verità Dio Gli è testimone. Capitolo XII.

ASCOLTA la Voce del Tuo Signore che dal Monte Sinai

proclama: « In verità non v'è altro Dio che Lui e Io sono

1
Cf. Corano, 33 : 72.
60

quell'Eccelso Che è stato velato nel Libro Primigenio, secondo i

decreti della Provvidenza ». Capitolo XIX.

IN verità, questo Libro che abbiamo inviato trabocca benedi1

zioni e fa testimonianza della Verità, sì che la gente comprenda

che la decisiva Prova di Dio in favore del Suo Ricordo è simile

alla prova conferita a Muhammad, Suggello dei Profeti, e in verità, secondo i decreti del Libro Primigenio, la Causa è grande.

Capitolo LXVI.

ECCO, questo Ricordo è il glorioso Vestigio della Luce di

2

Dio, Che sarà meglio per voi, se in verità rimarrete fedeli a Dio

il Più Eccelso...

T'abbiamo invero inviato a tutti gli uomini, col permesso di

Dio, munito dei Nostri segni e corroborato dalla Nostra invitta

sovranità. Ecco, Egli è l'eletto Portatore del Pegno Divino...

O Qurratu'l-‘Ayn! Persevera irremovibile come Ti è ordinato

e non lasciarTi angustiare dagl'infedeli fra gli uomini né dal

loro dire, poiché il Dì della Resurrezione il Tuo Signore li

giudicherà per la giustizia di Dio, il Sommo, e sicuramente Iddio vede tutte le cose. Capitolo LXXXIV.

IN verità, agli occhi di Dio, questa Religione è l'essenza

della Fede di Muhammad; accorrete dunque disiosi al Paradiso

1
Cf. Corano, 6 : 92.
2
Cf. ibid., 11 : 86.
61

celestiale e al superno Giardino del Suo compiacimento al cospetto dell'Unico vero Dio, sol che foste pazienti e grati innanzi

all'evidenza dei segni di Dio. Capitolo XLVIII.

O MIEI servi! Questo è il prefissato Giorno di Dio che il Signore misericordioso v'ha promesso nel Suo Libro; perciò, in

verità, nel percorrere la Via della Suprema Rimembranza, glorificate di molto il nome di Dio...

In verità Iddio ha accordato al Suo Ricordo il permesso di

dire quel che voglia, nel modo che Gli piaccia. Ecco, ciò che

decide Lui non è altro che quel che abbiamo deciso Noi. Invero,

il Signore è testimone di tutte le cose. Capitolo LXXXVII.

IN verità, col permesso di Dio, Noi conversammo con Mosè

sul Sinai dal mezzo del Roveto Ardente e palesammo un fievolissimo barlume della Tua Luce sul Mistico Monte e su coloro

che vi dimoravano, per cui il Monte, scosso fino alle fondamenta, fu sgretolato in polvere...

O genti della terra! Giuro sul vostro Signore! Agirete come

hanno agito le generazioni del passato. Ma guardatevi dalla terribile, atroce vendetta di Dio, poiché in verità Dio è potente sopra tutte le cose. Capitolo LIII.

O QURRATU'L-‘AYN! In Te non ravviso altri che il

‘Grande Annuncio' - l'Annuncio proclamato dalle Schiere

62

celesti. Con questo nome, ne sono testimone, coloro che

incedono adoranti attorno al Glorioso Trono Ti hanno sempre

conosciuto.

O accolta di credenti! Dubitate forse di ciò cui il Ricordo di

Dio v'invita? Per la Giustizia dell'Unico vero Dio, Egli altri non

è che la Verità sovrana, Che è stata palesata mediante il potere

della Verità. Siete dubbiosi riguardo al Báb? In verità, Egli è

Colui Che, col Nostro permesso, tiene in pugno i regni della

terra e del cielo e il Signore certo ha piena contezza di quanto

state operando...

Orbene Io non son altro che un uomo come voi. Ma Dio Mi

1

elargisce le grazie che vuole come Gli piace e non vi sono

limiti a ciò che il vostro Signore ha decretato nel Libro Primigenio. Capitolo LXXXV III.

IN verità, nella sacra casa della Caaba, Iddio Mi rivelò: « In

verità, Io sono Dio, non v'è altro Dio che Me. T'ho prescelto per

Me Stesso e Ti ho eletto quale Ricordo. Ecco, per chiunque Ti

sia fedele seguendo la via del Báb, è stata sicuramente prescritta

la ricompensa del mondo avvenire... » È decretato nel Libro

che, al compiersi della Causa del Ricordo, si adempierà il Più

Grande Evento secondo le disposizioni della Provvidenza e in

verità Iddio è potente sopra tutte le cose. Capitolo LXXIX.

O QURRATU'L-‘AYN! Dì: In verità Io sono Colui Cui nel

Libro Primigenio s'inneggia quale il ‘Grande Annuncio’. Dì:

1
Cf. Corano, 14 : 11.
63

Riguardo a Me c'è stata aspra contesa fra le genti, mentre in

verità fra Me e il Báb non v'è differenza alcuna; e Dio, l'Eterna

Verità, è sufficiente testimone. Capitolo LXXVII.

IO sono il Tempio Mistico che la Mano dell'Onnipotenza ha

forgiato. Sono la Lampada che il Dito di Dio ha acceso nella

sua nicchia onde irradiasse splendore imperituro. Sono la Vampa di quella Luce superna che fiammeggiò sul Sinai nel ridente

Sito, celato nel mezzo del Roveto Ardente. Capitolo XCIV.

IN segno di pura giustizia, ad ogni Profeta abbiamo invero

dato notizia della Causa del Nostro Ricordo e Dio, in verità, è

supremo su tutte le genti del mondo. Capitolo LXXX III.

64
3
DAL
BAYÁN PERSIANO
65

È MEGLIO guidare una sola anima che possedere tutto ciò

che è sulla terra, poiché fino a quando quell'anima guidata

66

rimarrà nell'ombra dell'Albero dell'Unità Divina, ella e chi le

fu guida saranno oggetti dell'amorevole misericordia di Dio,

laddove il possesso delle cose terrene finirà nell'ora della morte.

La via della retta guida è una via d'amore e simpatia, non di

forza e coercizione. Tale è stato il metodo di Dio in antico e tale

continuerà ad essere in futuro! Egli accoglie chi Gli piaccia

all'ombra della Sua Misericordia. In verità, è il Protettore

Supremo, il Generosissimo.

Non v'è per l'uomo paradiso più meraviglioso che trovarsi

esposto alla Manifestazione di Dio nel Suo Giorno, ascoltare i

Suoi versetti e in essi credere, pervenire al Suo cospetto, che è

la presenza di Dio, veleggiare sul mare dell'empireo regno del

Suo compiacimento e gustare i frutti prelibati del paradiso della

1
Sua Unicità divina. II, 16.

ADORA Iddio in tal guisa che, se pur ti sospingesse verso il

fuoco, quell'adorazione non subirebbe mutamento alcuno, e

altrettanto se la tua mercede fosse il paradiso. Così e così soltanto ha da essere il culto confacente all'unico Vero Dio. AdorarLo per paura sarebbe sconveniente nella Corte santificata

della Sua presenza e non potrebbe essere stimato atto da te dedicato all'Unicità del Suo Essere. O se tu, mirando al paradiso,

Lo adorassi con questa intima speranza, daresti a Dio la creazione per compagna, ancorché il paradiso sia ambito dagli uomini.

Fuoco e paradiso s'inchinano e si prostrano entrambi innanzi

a Dio. Degno della Sua Essenza è adorarLo per Se Stesso, senza

1

Il Bayán si divide in váhid e capitoli, ai quali questi numeri si

riferiscono.
67
tema di fuoco o speranza di paradiso.

E tuttavia nella vera adorazione, l'orante, liberato dal fuoco,

entra nel paradiso del beneplacito divino; non sia questo però il

motivo del suo culto. Ma il favore e la grazia di Dio sempre

fluiscono secondo le esigenze della Sua imperscrutabile

saggezza.

La preghiera più gradita è quella offerta in perfetta spiritualità e radiosità; a Dio non è mai stato né è caro ch'essa debba

prolungarsi. Al Suo cospetto quanto più distaccata e pura, tanto

più gradita è l'orazione. VII, 19.

IL Dì della Resurrezione è un giorno in cui il sole come

sempre si leva e declina. Quante volte è albeggiato il Giorno

della Resurrezione e le genti della contrada dove ciò avvenne

non ebbero contezza dell'evento. Quand'anche avessero sentito,

non avrebbero creduto, e pertanto non furono informati!

Apparso che fu, l'Apostolo di Dio [Muhammad] non annunziò la sopraggiunta Resurrezione ai negatori, ché non

avrebbero sopportato la notizia. Quel Giorno è, in verità, un

Giorno oltremodo possente, perché dall'eternità all'eternità

l'Albero Divino proclama: « In verità, Io sono Dio: non v'è altro

Dio che Me ». Eppure gli avvolti d'un velo Lo credono uno

come loro e si rifiutano persino di chiamarLo credente, ancorché nel reame del Suo Regno celeste quel titolo sia permanentemente conferito al più mediocre seguace della Sua precedente

Dispensazione. Del pari ai tempi dell'Apostolo di Dio, se almeno L'avessero considerato credente della loro epoca, come

avrebbero potuto vietarGli l'accesso alla Sua Santa Casa [Caaba], in quei sette anni che trascorse sulla montagna? E ancora

in questa Dispensazione del Punto del Bayán, se non Gli avessero rifiutato il nome di credente, come avrebbero potuto incarcerarLo su questo monte, senza capire che la quintessenza

della fede deve la propria esistenza a una Sua parola? I loro

68

cuori, orbati della facoltà del vero intuito, non possono vedere,

mentre coloro cui sono dati occhi dello spirito volteggiano quali falene attorno alla Luce della Verità fino ad esserne bruciati.

Ecco perché si dice che tra tutti i giorni il Dì della Resurrezione

è il più grande, ancorché sia come tutti gli altri. V III, 9.

A GIUDIZIO dei credenti nell'Unità Divina, non v'è

paradiso più sublime dell'ottemperare ai comandamenti di Dio,

e agli occhi di chi ha conosciuto Dio e i Suoi Segni, non v'è

fuoco più bruciante del trasgredire alle Sue leggi e angariare

altrui, fosse solo nella misura d'un granello di senape. In verità,

il Dì della Resurrezione Iddio giudicherà ogni uomo e noi tutti

invero imploriamo la Sua grazia. V, 19.

DIO ama i puri. Nel Bayán e agli occhi di Dio nulla è più

gradito della purezza e del lindore immacolato...

Nella Dispensazione del Bayán, Dio desidera non vedere alcuno privato di gioia e radiosità. In verità è Suo desiderio che

tutti siano in ogni circostanza adorni di tal purezza, interiore ed

esteriore, che non abbiano a suscitare ripugnanza né in loro

stessi né, tanto meno, in altri. V, 14.

DEL pari considera la manifestazione del Punto del Bayán.

Vi sono taluni che ogni notte stanno rivolti in adorazione a Dio

fino al mattino; e oggi che l'Astro della Verità sta toccando lo

69

zenit nel firmamento della sua Rivelazione non hanno ancora

abbandonato i loro tappeti da preghiera. Ma quelli tra loro ai

quali fossero recitati i mirabili versetti di Dio, esclamerebbero:

« Perché mi distogli dalle mie orazioni? » O tu che sei avvolto

dai veli! Se menzioni Dio, perché mai tolleri di essere escluso

da Colui Che ha acceso la luce dell'adorazione nel tuo cuore?

S'Egli non avesse in antico rivelato l'ingiunzione « In verità

1

menzionate il nome di Dio » che cosa t'avrebbe spinto a supplicare Dio e dove ti volgeresti nella preghiera?

Sappi per certo che ogni qual volta menzioni Colui Che Iddio manifesterà, solo allora fai menzione di Dio. Altrettanto, se

tu dessi ascolto ai versetti del Bayán e ne riconoscessi la verità,

solo allora i versetti rivelati da Dio ti gioverebbero. Altrimenti

quale vantaggio potrai trarne? E dovessi prosternarti adorante

dall'inizio alla fine della vita e dedicare i tuoi giorni al rimembrare Iddio, senza peraltro credere nell'Esponente della Sua

Rivelazione per la tua èra, t'illudi forse che i tuoi atti ti porterebbero qualche beneficio? D'altro canto, se credi in Lui e Lo

riconosci con vera comprensione, e se Egli dice: « Ho accettato

tutta la tua vita spesa ad adorarMi », allora sicuramente L'hai

adorato con gran fervore. Lo scopo per cui tu compi le tue opere

è che Dio Si degni di accettarle; e l'approvazione divina non

può essere conseguita per altra via che attraverso l'approvazione

di Colui Che è l'Esponente della Sua Rivelazione. Per esempio,

ogni qual volta l'Apostolo di Dio - le benedizioni divine

discendano su di Lui - accettasse una certa opera, in verità Dio

l'accettava: altrimenti, trattenuta fra gli egoistici capricci del suo

esecutore, essa non giungeva innanzi a Dio. Ugualmente,

ogni atto che il Punto del Bayán accetta, Dio lo accetta,

poiché il mondo contingente non ha altro accesso alla presenza

dell'Antico dei Giorni. Qualunque cosa sia inviata viene tramite

l'Esponente della Sua Rivelazione, qualunque cosa ascenda

perviene all'Esponente della Sua Rivelazione. V III, 19.

1
Corano, 8 : 45; 33; 41; 62 :10.
70

NON v'è dubbio che l'Onnipotente Gli [al Báb] ha inviato

questi versetti, come li inviò all'Apostolo di Dio. Ecco, ben

centomila versetti come questi sono già stati propagati fra la

gente, per non menzionare le Epistole, le Preghiere, i dotti trattati e gli scritti filosofici. Egli ne rivela non meno di mille nel

volgere di cinque ore e li recita a una velocità adeguata alla capacità di scrivere del Suo amanuense. Perciò, si può ben capire

quale vasta mole di scritti la Sua penna avrebbe sparso, se

dall'inizio di questa Rivelazione fino ad oggi Egli non avesse

incontrato impedimenti.

Se sostenete che questi versetti non possono, in sé,

essere considerati come prova, analizzate le pagine del

Corano. Se per dimostrare la validità della missione

profetica del Suo Apostolo - la benedizione di Dio

discenda su di Lui - Dio vi ha stabilito prove differenti

dai versetti rivelati, avrete allora ragione di dubitare di

Lui...

In quanto all'essere il Libro sufficiente quale prova, Dio ha

rivelato: « O non basta loro dunque che noi Ti abbiamo rivelato

il Libro che viene loro recitato? Certo v'è in questo una grazia e

1

un monito per gente che crede ». Quando Dio ha attestato che

il Libro è bastevole testimonianza - secondo quanto afferma il

testo - come si può contestare questa verità dicendo che il

Libro non è in sé una prova decisiva?... II, 1.

GIACCHÈ quel Giorno è un gran Giorno, sarebbe per te

assai difficile divenire come i credenti. Infatti i credenti di quel

Giorno sono gli abitatori del Paradiso, ma dimorano nel fuoco i

1
Corano, 29 : 50.
71

negatori. E sappi per certo che Paradiso significa riconoscere

Colui Che Dio manifesterà e sottomettersi a Lui e fuoco [vuol

dire] la compagnia di quelle anime che non si sottopongono a

Lui né si arrendono al Suo compiacimento. Quel Giorno ti stimerai abitatore del Paradiso e sincero credente in Lui, ma in

realtà ti lascerai avvolgere dai veli e ti sarà dimora il fuoco più

profondo, anche se non te ne accorgerai.

Paragonate la Sua manifestazione con quella del Punto del

Corano. Quante Lettere del Vangelo L'aspettavano con trepidazione, ma ecco che dopo la Sua dichiarazione per cinque anni

nessuno divenne abitator del Paradiso, tranne il Comandante dei

Fedeli [l'Imám ‘Alí] e coloro che Gli credettero in segreto. Gli

altri, pur convinti di abitare nel Paradiso, furono tutti annoverati

fra coloro cui è dimora il fuoco.

Del pari guarda questa Rivelazione. Per disegni ispirati da

Dio, le essenze delle genti sono state messe in moto e fino ad

oggi sono stati prescelti trecentotredici discepoli. Nella terra di

Sád [Isfáhán], grande città alle apparenze, in ogni angolo dei cui

seminari vi è un'infinità di uomini reputati teologi e dottori,

quando giunse il momento in cui le intime essenze dovevano

dischiudersi, solo il suo setacciatore di grano indossò il manto

del discepolato. Ecco il mistero di ciò che i congiunti del Profeta Muhammad - la pace di Dio sia con loro - dissero di

questa Rivelazione, quando affermarono che l'umile sarà innalzato e umiliato il superbo.

Altrettanto dicasi della Rivelazione di Colui Che Dio manifesterà. Tra coloro ai quali giammai sovverrà di poter meritare il

biasimo di Dio, le cui pie azioni saranno d'esempio per tutti, vi

saranno molti che incarneranno il fuoco più profondo, quando

non vorranno convertirsi alla Sua Causa, mentre tra gli umili

servitori - che nessuno s'immaginerebbe avessero merito alcuno - molti avranno l'onore della vera fede e la Sorgente del

la munificenza li coprirà col manto dell'autorità. Perché qualunque cosa sia creata nella Fede di Dio è creata mediante la

potenza della Sua Parola. VIII, 14.
72

NELLA manifestazione dell'Apostolo di Dio, tutti stavano

aspettandoLo con trepidazione, eppure hai udito come fu trattato al Suo apparire, ancorché se ne pavoneggiasse chiunque

mai Lo vedesse in sogno.

Anche nella manifestazione del Punto del Bayán la gente si

alzava alla menzione del Suo Nome e notte e dì invocava con

fervore il Suo avvento e chi fra loro Lo sognasse si gloriava del

suo sogno; eppure ora che Egli Si è rivelato, investito della testimonianza più possente, nella quale la loro stessa religione

trova giustificazione, e quantunque un'infinità di persone attenda con ansia la Sua venuta, la gente, dopo aver sentito i Suoi

versetti, riposa comodamente nelle case, mentre in questo momento Egli, derelitto e solo, è confinato sul monte di Mákú.

State ben attente, o genti del Bayán, a non commettere atti

come piangere afflitti notte e dì per amor Suo, alzarvi alla menzione del Suo Nome, e poi in questo Giorno di fruizione Giorno in cui dovreste non solo alzarvi al Suo Nome, ma cercare una strada verso Colui Che personifica quel Nome - escludervi da Lui come con un velo. VI, 15.

AL tempo della manifestazione di Colui Che Dio

manifesterà tutti dovranno essere ben istruiti negli insegnamenti

del Bayán, si che nessuno dei seguaci vi si aggrappi

esteriormente, rinunziando così a essere leale a Lui. Chiunque

lo farà gli sarà imputato il verdetto di ‘miscredente in Dio’.

Giuro sulla santa Essenza di Dio, se nel Bayán tutti si uniranno per aiutare Colui Che Dio manifesterà nei giorni della

Sua Rivelazione, neppure un'anima, no, neppure una creatura

73

rimarrà sulla terra che non ottenga accesso al Paradiso. State in

guardia, perché sostanza ed essenza della religione di Dio non è

osservare, al tempo della Sua apparizione, quegli atti che sono

prescritti nel Bayán, bensì soccorrerLo. Ma chiunque, prima

ch'Egli Si manifesti, contravvenga alle ordinanze, anche nella

misura di un chicco d'orzo, avrà trasgredito al Suo comando.

Cercate rifugio in Dio da qualunque cosa vi possa sviare

dalla Fonte della Sua Rivelazione e aggrappatevi alla Sua Corda, perché chi si afferri alla fedeltà a Lui è giunto e giungerà a

salvazione in tutti i mondi.

« Tale è il favore di Dio ch'Ei concede a chi vuole, e Dio è il

1
Signor dei favori supremi ». V, 5.

È PER Dio che operate dal principio alla fine della vostra

vita eppure non compite un solo atto per amore di Colui Che è

la Sua Manifestazione, Cui ogni buona opera ritorna. Se aveste

così agito, il Dì della Resurrezione non avreste sofferto tanto.

Guardate come, ancorché grande sia la Causa, pure la gente

sia avvolta dai veli. Giuro per la santificata Essenza di Dio che

qualunque vera lode e opera offerta a Dio non è altro che un

lodare e un operare per Colui Che Dio manifesterà.

Non illudetevi d'essere virtuosi per amor di Dio, quando non

lo siete. Perché se veramente operaste per Dio lo fareste per

Colui Che Dio manifesterà e magnifichereste il Suo Nome. Gli

abitanti di questo monte, cui fa difetto la vera comprensione,

ripetono incessantemente le parole « Non v'è altro Dio che

Dio »; ma a che gli giova? Ponderate un istante acciocché un

velo non vi separi da Colui Che è l'Aurora della Rivelazione.

VIII, 19.
1
Corano, 57 : 21.
74

IN ogni tempo e circostanza, Iddio è stato del tutto indipendente dalle Sue creature. Egli ha sempre desiderato - e così

sempre vorrà - che tutti gli uomini pervengano ai giardini del

Suo Paradiso in perfetto amore, senza che alcuno abbia a rattristare altrui, neppure per un istante, e tutti posino entro la culla

della Sua protezione e sicurezza fino al Dì della Resurrezione,

che segna l'aurora della Rivelazione di Colui Che Dio

manifesterà.

Il Signore dell'universo non ha mai suscitato profeta né inviato Scrittura senza aver stabilito il Suo patto con tutti gli uomini, invitandoli ad accettare la Rivelazione e il Libro successivi, poiché le effusioni del Suo favore sono incessanti e illimitate. VI, 16.

1

QUANTO siete cieche, o Mie creature, ... che, senz'alcun

diritto, L'avete confinato su una montagna [Mákú], dei cui

abitanti neppur uno è degno d'esser menzionato... Con Lui, cioè

con Me, non v'è nessuno tranne quei che è una delle Lettere del

Vivente del Mio Libro. In Sua presenza che è la Mia Presenza,

la notte non c'è neppure un lume acceso! Eppure in luoghi [di

culto] che in vari gradi fino a Lui s'estendono, miriadi di lumi

risplendono! Tutto ciò che è sulla terra fu per Lui creato e tutti

si giovano con delizia dei Suoi favori, eppure tali sono i veli che

li separano da Lui che Gli negano perfino un lume.

In questo Giorno, faccio dunque testimonianza alle Mie

1

Nel Giorno Promesso a p. 16 Shoghi Effendi afferma che il Báb

rivelò questo passo « parlando con la voce di Dio ».

75

creature, perché la testimonianza di nessun altro che Me è stata

o sarà mai degna di menzione al Mio cospetto. Affermo che per

le Mie creature nessun Paradiso è più sublime del sostare innanzi al Mio volto e del credere alle Mie sante Parole, laddove

nessun fuoco è stato o sarà per loro più bruciante dell'essere

velate alla Manifestazione del Mio eccelso Essere e del non credere alle Mie Parole.

Potreste argomentare: « Com'è che parla a Nostro nome? »

Avete letto le parole sconvenienti che proferiste nel passato, rispecchiate nel testo del Mio Libro? e non vi vergognate ancora?

Avete ora visto che la verità del Mio Libro è stata definitivamente dimostrata e tramite quella Scrittura ciascuno di voi

oggi professa fede in Me. Non è molto lontano il giorno in cui

capirete prontamente che la vostra gloria è nel credere in questi

santi versetti. Ma oggi che solo il credere in questa Fede vi giova veramente, ve ne siete privati a cagione di cose che vi portano discapito e vi arrecheranno nocumento, mentre Colui Che

è la Manifestazione del Mio Essere è rimasto e rimarrà sempre

immune da qualunque danno; e qualsivoglia discapito sia apparso o apparirà finirà per ritorcersi contro voi stessi. II, 1.

QUANTE persone sono profondamente versate in tutte le

scienze, eppure è solo la loro adesione alla santa Parola di Dio

che deciderà della loro fede, perché il frutto di ogni scienza non

è altro che la conoscenza dei precetti divini e la sottomissione al

Suo compiacimento. II, 1.

NESSUNA cosa creata raggiungerà mai il proprio paradiso a

meno che non appaia nel supremo grado di perfezione ad essa

ascritto. Per esempio, questo cristallo rappresenta il paradiso

76

della pietra di cui la sua sostanza è fatta. Del pari si danno vari

stadi nel paradiso del cristallo... Finché era pietra, esso non valeva nulla, ma raggiunta la perfezione del rubino - potenzialità

in esso latente - a quanti carati arriverà? Altrettanto dicasi di

ogni creatura.

Ma l'uomo raggiunge il suo più alto stadio mercé la fede in

Dio in ogni Dispensazione e accettando ciò ch'Egli ha rivelato,

e non per via della dottrina, poiché in ogni nazione vi sono sapienti versati in molte scienze. Né vi perviene in virtù dell'opulenza, perché è altresì evidente che tra i vari ceti in tutte le nazioni vi sono ricchi possidenti. Altrettanto dicasi di altre vanità.

Perciò vera conoscenza è il conoscere Dio che, a sua volta,

non è altro che riconoscere la Sua Manifestazione in ciascuna

Dispensazione. E non v'è dovizia altrove che nella povertà in

tutto tranne Dio e nella santità da tutto fuorché Lui - condizione

che può inverarsi solo quando sia dimostrata verso Colui Che è

l'Alba della Sua Rivelazione. Ma ciò non significa che non si

debba rendere lode alle precedenti Rivelazioni - cosa, anzi,

assolutamente inaccettabile, giacché si conviene che l'uomo, nel

compiere diciannove anni, ringrazi per il giorno in cui fu

concepito come embrione. Perché se questo non fosse esistito,

come avrebbe potuto quegli raggiungere il suo presente stato?

Del pari, se non vi fosse stata la religione insegnata da Adamo,

questa Fede non sarebbe giunta al suo presente stadio. Così

considera l'evolversi della Fede di Dio fino alla fine che non ha

fine. V, 4.
MILLEDUECENTOSETTANT'ANNI sono trascorsi dalla

dichiarazione di Muhammad e ogni anno un'infinità di persone

è andata in processione attorno alla Casa di Dio [la Mecca].

77

Negli ultimi anni di questo periodo Colui Che è il Fondatore

della Casa vi Si recò in pellegrinaggio. Gran Dio! C'era grande

affluenza di pellegrini d'ogni setta. Eppure nessuno Lo

riconobbe, benché Egli abbia ravvisato ciascuno di loro - anime

fortemente costrette nei vincoli del Suo precedente

comandamento. L'unico che Lo riconobbe e Lo accompagnò nel

1

pellegrinaggio è colui attorno al quale si rivolgono otto V á hid,

in cui Dio S'è gloriato innanzi alle Schiere Celesti in virtù del

suo completo distacco e della sua totale dedizione alla Volontà

di Dio. Ciò non significa ch'egli fu fatto oggetto di uno speciale

favore: no, questa è una grazia che Iddio ha elargito a tutti gli

uomini, che, pure, se ne sono lasciati tagliare fuori come per un

velo. Nel primo anno di questa Rivelazione, il Commento della

Sura di Giuseppe era stato largamente dispensato. Nondimeno,

quando s'avvidero che non v'erano sostenitori, le genti esitarono

ad accettarlo; e mai sovvenne loro che quel Corano cui

un'infinità di anime oggi tributa fedeltà fu rivelato nell'intimo

cuore del mondo arabo, eppure per non meno di sette anni

nessuno ne accettò apertamente la verità tranne il Comandante

dei Fedeli [l'Imám ‘Alí] - la pace di Dio discenda su di lui - il

quale, per effetto delle prove conclusive recitate dalla suprema

Testimonianza di Dio, riconobbe la Verità e non volse lo

sguardo ad altri. Così il Dì della Resurrezione Iddio chiederà a

ciascuno che cosa abbia compreso e non se abbia seguito orme

d'altri. Quante persone, avendo prestato ascolto ai santi versetti,

si sono umilmente inclinate e hanno abbracciato la Verità, ma

non così il loro maestro. Perciò fa d'uopo che ciascuno si assuma la propria responsabilità e che nessun altro la porti per lui.

All'apparizione di Colui Che Dio manifesterà, i più illustri tra i

1

È un’allusione a Quddús, « che il Bayán Persiano elogiò come quel

compagno di pellegrinaggio, attorno al quale si rivolgono otto Váhid »

( Dio Passa nel Mondo, p. 49 ).
78

dotti e i più umili tra gli uomini saranno tutti ugualmente giudicati. Quante volte le persone più mediocri hanno riconosciuto

la verità, mentre i più dotti sono rimasti avvolti dentro i veli.

Così in ciascuna Dispensazione un certo numero di anime entra

nel fuoco per aver seguito orme altrui. IV, 18.

MEGLIO è trascrivere sia pure un unico dei Suoi versetti

che ricopiare il Bayán intero e tutti i libri scritti nella

Dispensazione del Bayán, perché tranne le Sue Scritture, che

dureranno fino alla Rivelazione successiva, tutto sarà eliminato.

E chi trascriva con vera fede anche una sola lettera di quella

Rivelazione, la sua ricompensa sarà maggiore che se avesse

ricopiato tutte le Scritture divine del passato e tutto quello che è

stato scritto durante le precedenti Dispensazioni. Continua in

ugual modo a risalire attraverso le Rivelazioni, l'una dopo

l'altra, sapendo che il tuo progredire nella Conoscenza di Dio

così non avrà mai fine, come non può avere alcun principio.

VII, 13.

O GENTI dei Bayán! State in guardia, perché il Dì della

Resurrezione nessuno troverà luogo ove fuggire. Egli sfolgorerà

improvviso e pronuncerà il verdetto che Gli piacerà. Se lo

vorrà, innalzerà gli umili e umilierà i potenti, come fece nel

Bayán, oh se poteste capire! E salvo Lui, nessuno è pari a

questo. Ciò che ordinerà sarà portato a compimento e nulla

rimarrà incompiuto. VII, 9.

GLI uomini, poiché sono tutti scaturiti dall'ombra dei Segni

della Sua Divinità e Signoria, tendono sempre a seguire una

strada nobile e eccelsa. E poiché mancano d'occhio veggente

79

onde riconoscere l'Amato, vengono meno al loro dovere di palesare mansuetudine e umiltà verso di Lui. Nondimeno dall'inizio alla fine delle loro vite, ossequienti alle leggi sancite nella

precedente religione, essi adorano Dio, Lo pregano devoti,

s'inchinano innanzi alla Sua Realtà divina e si mostrano sottomessi alla Sua sublime Essenza. Ma nell'ora della Sua manifestazione, rivolgono tutti lo sguardo verso il proprio essere, escludendosi così da Lui, perché nel loro elucubrare vedono in

Lui un uomo come loro. Lungi dalla Gloria di Dio sia tale paragone. In verità quell'Essere augusto rassomiglia al sole materiale, i Suoi versetti sono come i raggi e quei credenti che in Lui

credono sinceramente sono tutti quali specchi ove il sole si rifletta. La loro luce è pertanto un mero riflesso. VII, 15.

O GENTI del Bayán! Se credete in Colui Che Dio

manifesterà, è a vostro vantaggio che credete. Egli fu e rimarrà

sempre indipendente da tutti. Per esempio, se ponete un'infinità

di specchi innalzi al sole, essi lo rifletteranno tutti

riproducendone l'immagine, ma il sole in se stesso non dipende

affatto dall'esistenza degli specchi e dei soli che essi

riproducono. Tali sono i limiti degli esseri contingenti nel loro

rapporto con la manifestazione dell'Ente Sempiterno...

Oggi non meno di settantamila persone si recano ogni anno

pellegrini alla santa Casa di Dio in ossequio all'ingiunzione del

Suo Apostolo, mentre per sette anni Colui Che ordinò questo

precetto rimase rifugiato sui monti della Mecca. E così fu, sebbene ben maggiore del comandamento sia Colui Che lo istituì.

Quindi tutta questa gente che oggi fa il pellegrinaggio non lo fa

con vera comprensione; altrimenti in questo Giorno del Suo

Ritorno, ben più possente della Sua Dispensazione precedente,

avrebbe ottemperato al Suo comandamento. Ma guardate ora

quel che è accaduto: uomini che fanno professione di fede nella

80

Sua religione trascorsa, che notte e dì si prosternano adoranti in

Nome Suo Lo hanno posto a dimorare sopra un monte, laddove

si sentirebbero tutti assai onorati dal pervenire a riconoscerLo.

VII, 15.

IL motivo per cui è stato ingiunto di star soli nei momenti di

devozione è questo, che tu rivolga tutta l'attenzione al rimembrare Iddio, che il tuo cuore sia sempre animato dal Suo Spirito

e non escluso dal tuo Benamato come da un velo. Non pronunzino le tue labbra preghiere in lode a Dio, mentre il tuo cuore

non è intonato all'eccelsa Vetta di Gloria e al Foco della comunione. Così se ti accadrà di vivere il Dì della Resurrezione, lo

specchio del tuo cuore sarà rivolto verso Colui Che è l'Astro

della Verità; e al primo sfolgorar della Sua luce, subito il suo

splendore ti si rifletterà nel cuore. Poiché Egli è Sorgente d'ogni

bene e tutto ritorna a Lui. Ma s'Egli apparisse mentre ti sei

rivolto meditabondo verso te stesso, non te ne gioveresti, a

meno che tu non menzionassi il Suo Nome con parole ch'Egli

abbia rivelato. Nell'imminente Rivelazione è Lui, infatti, il Ricordo di Dio, mentre le preghiere che offri ora sono state prescritte dal Punto del Bayán, laddove Colui Che risplenderà radioso il Dì della Resurrezione è la Rivelazione dell'intima realtà

racchiusa entro il Punto del Bayán - Rivelazione più potente,

infinitamente più potente di quella che l'ha preceduta. IX, 4.

SI conviene che, dopo ogni preghiera, il servo supplichi

Iddio di elargire misericordia e perdono ai suoi genitori. Al che

si leverà l'invocazione di Dio: « Mille volte mille quel che hai

81

chiesto per i tuoi genitori sarà la tua mercede! » Benedetto è

colui che ricorda i genitori quando rivolge lo spirito a Dio. In

verità, non v'è altro Dio che Lui, il Possente, il Benamato.

VIII, 16.

ESSENDO la forma materiale il trono dell'intimo tempio,

questo risente tutto ciò che accade a quella. In realtà chi si

rallegra nella gioia, o nel dolore si rattrista, è l'intimo tempio del

corpo, non il corpo stesso. Essendo questo il trono su cui è

assiso l'intimo tempio, Dio ha disposto che se ne prenda la

massima cura, si che non se ne abbia a provar nulla che possa

cagionare ripugnanza. L'intimo tempio vede la propria forma

materiale, che ne è il trono. Così portando rispetto a questa, è

come se ne fosse oggetto quello; altrettanto dicasi in caso

contrario.

Pertanto, è stato ordinato che alle salme sia reso massimo

onore e rispetto. V, 12.

AL tempo dell'apparizione di Colui Che Dio manifesterà, se

agirai per amore del Punto del Bayán, le tue opere saranno

considerate come se tu le avessi compiute per altri che Dio,

perché quel Giorno il Punto del Bayán è Colui Che Dio manifesterà...

Ecco perché all'inizio di ciascuna Dispensazione vaste moltitudini, stoltamente illuse che le proprie opere siano per Dio,

sprofondano e declinano nell'empietà, ma non lo capiscono,

salvo chi Egli guida a Suo comando.

È meglio per l'uomo guidare un'anima che possedere tutto

quello che si trova fra oriente e occidente. Similmente per colui

che è guidato la guida vale più di tutte le cose esistenti sulla ter 82

ra, perché per questa guida, morto, egli otterrà accesso al Paradiso, mentre a cagione delle cose del mondo basso, dopo la

morte, ne riceverà i deserti. Quindi Dio desidera che tutti gli

uomini siano ben guidati mercé la potenza delle Parole di Colui

Che Dio manifesterà. Ma non si lasceranno guidare i presuntuosi; saranno separati dalla Verità, taluni per via della dottrina,

talaltri a cagione di gloria e potenza, altri ancora per motivi

personali, nessuno dei quali sarà loro di giovamento alcuno

nell'ora della morte.

Sta ben attento, acciocché ti sia dato di procedere diritto,

istradato da Colui Che è la Fonte della Guida Divina, sul Ponte

più affilato di una spada e più sottile di un capello, sì che le

cose che hai compiuto per amor di Dio dall'inizio alla fine dei

tuoi giorni non abbiano per caso a tramutarsi, tutt'a un tratto e a

tua insaputa, in azioni malaccette agli occhi Suoi. In verità Dio

guida chi vuole sulla via dell'assoluta certezza. VII, 2.

TUTTI aspettano con trepidazione il Suo apparire, eppure

non essendo i loro occhi interiori rivolti verso Lui, è giocoforza

che dolore Lo colga. Nel caso dell'Apostolo di Dio - la benedizione di Dio si posi su di Lui - prima che Egli rivelasse il Corano tutti Ne attestavano la devozione e le nobili virtù. Ma vedeteLo dopo la rivelazione del Corano: con tali ingiuriose insolenze Lo investirono, quali la penna ha vergogna di narrare. Del

pari guardate il Punto del Bayán: chiunque Lo conobbe ha chiara contezza della Sua condotta prima che Egli dichiarasse la Sua

missione. Ora che Si è manifestato, benché abbia fino ad oggi

rivelato non meno di cinquecentomila versetti su svariati temi,

guardate quante calunnie se Ne fanno, sì sconvenienti che la

penna ha vergogna di menzionarle. Ma se tutti ottemperassero

alle ordinanze di Dio quell'Albero del cielo non sarebbe còlto

da tristezza. VI, 11.
83

GLI atti di Colui Che Dio manifesterà sono come il sole e le

opere d'uomo, purché si conformino al beneplacito di Dio, si

rassomigliano a luna o stelle... Così, al tempo dell'apparizione

di Colui Che Dio manifesterà, qualunque seguace del Bayán si

attenga ai Suoi precetti e vegga se stesso e le proprie azioni

come stelle esposte alla luce del sole avrà còlto il frutto della

propria esistenza; sennò quel titolo di ‘stella’ non gli si attaglierà. Varrà invece per coloro che credano sinceramente in Lui, per

coloro che si facciano cosa scialba e irrilevante di giorno e

risplendano di luce nottetempo.

Eccovi il frutto di questo precetto, se solo il Dì della Resurrezione vi fosse alcuno ad osservarlo. Eccovi l'essenza di ogni

dottrina e virtuosa azione, se alcuno vi pervenisse. Se le genti

del mondo avessero fissato lo sguardo su questo principio, mai

nessun Esponente della Rivelazione divina li avrebbe considerati cosa da nulla all'inizio della Dispensazione. Ma tant'è, nel

cuore della notte ciascuno vede quella luce che egli stesso, secondo le proprie capacità, emana, dimentico che allo spuntar del

giorno essa si affievolirà fino a svanir nel nulla innanzi

all'abbacinante sfolgorar del sole.

La luce dei popoli del mondo è la loro conoscenza e il loro

dire; laddove gli splendori irradiati dalle azioni gloriose di Colui Che Dio manifesterà sono le Sue Parole, pel cui potere Egli,

arrotolato [come un tappeto] l'intero mondo dell'esistenza, lo

assoggetta alla propria autorità correlandolo a Se Stesso; indi

quale Portavoce di Dio, Fonte della Sua luce divina - esaltato e

glorificato Egli sia - proclama: « In verità, in verità Io sono

Dio, non v'è altro Dio all'infuori di Me; in verità tranne Me tut

ti gli altri sono Mie creature. Dite, o Mie creature! Me solo,

dunque, dovete temere ». V III, 1.
84

SAPPI che nel Bayán la purificazione è reputata il mezzo

più gradito per conseguire la vicinanza a Dio e, tra tutte le

azioni, la più meritoria. Pertanto forbisci le orecchie, che non

odano altra menzione che Dio, e purifica gli occhi, che non

vedano altri che Dio, e la coscienza, che non percepisca altri

che Dio, e la lingua, che non proclami altri che Dio, e la mano,

che non scriva altro che le parole di Dio, e il sapere, che non

comprenda altri che Dio, e il cuore, che non aneli ad altri che a

Dio; del pari purifica ogni tuo atto e occupazione, acché tu

possa essere nutrito nel paradiso del puro amore e ti sia dato

pervenire al cospetto di Colui Che Dio manifesterà, adorno

d'una purità che di molto Gli aggrada e santificato da coloro che

se Ne sono stornati e non Lo sostengono. Ecco come potrai

manifestare una purezza che ti gioverà.

Sappi che l'orecchio che con vera fede ascolti le Sue Parole

sarà incolume dal fuoco. Così il credente nel riconoscerLo apprezzerà la trascendenza delle Sue Parole celestiali, Lo preferirà

sinceramente ad altri e si rifiuterà di volgere i suoi affetti verso

coloro che non credano in Lui. Tutto quanto si colga nella vita

avvenire è frutto di questa sola fede. In verità chiunque con vera

fede guardi alle Sue Parole è meritevole del Paradiso e colui la

cui coscienza con vera fede renda testimonianza alle Sue Parole

abiterà nel Paradiso e giungerà al cospetto di Dio; e colui la cui

bocca con vera fede proferisca le Sue Parole avrà dimora in

Paradiso, dove estasi lo rapirà nel suo lodare e glorificare Dio,

l'Eterno, le Cui Rivelazioni di gloria mai finiscono, le brezze

salutari della Cui santità mai cessano. E la mano che con vera

fede trascriva le Sue Parole sarà colmata da Dio, in questo

mondo e nell'altro, di cose assai pregiate; e il petto che affidi

alla memoria le Sue Parole, se è petto di credente, Iddio lo farà

traboccante del Suo amore; e il cuore ove alberghi l'amore delle Sue Parole e che in sé manifesti i segni della vera fede, allorché il Suo Nome venga menzionato, ad illustrare il detto

85
1

« quando si nomini il Santo Nome di Dio, trema il loro cuore » ,

quel cuore diverrà oggetto degli sguardi del favore divino e il

Dì della Resurrezione sarà molto lodato da Dio. IX, 10.

SE al tempo dell'apparizione di Colui Che Iddio manifesterà

tutti coloro che dimorano sulla terra testimoniassero una cosa in

un modo ed Egli in modo differente, la Sua testimonianza

sarebbe come il sole e le loro quale miraggio riprodotto in uno

specchio che non si trovi innanzi al sole, ché altrimenti la loro

testimonianza sarebbe stata fedele riflesso della Sua.

Giuro per la più sacra Essenza di Dio che un solo rigo delle

Parole da Lui proferite è più sublime delle parole dette da tutti

coloro che dimorano sulla terra. Anzi, chiedo perdono per aver

fatto tale paragone. Com'è possibile confrontare il riverbero del

sole in uno specchio con i suoi raggi meravigliosi nel cielo

visibile? L'uno si trova nello stadio della nullità, l'altro, per la

giustizia di Dio - santificato e magnificato sia il Suo Nome - in

quello della Realtà delle cose...

Se il Giorno della Sua manifestazione un re facesse cenno

della propria sovranità, sarebbe come se uno specchio sfidasse

il sole dicendo: « La luce è in me »; e del pari se, quel Giorno,

un uomo di cultura si proclamasse esponente del sapere, o un

facoltoso possidente facesse sfoggio di opulenza, o un'autorità

affermasse il suo potere, o un grande personaggio ostentasse la

sua gloria. No, costoro farebbero di sé lo zimbello dei pari loro,

e come sarebbero giudicati da Colui Che è il Sole della Verità!

III, 12.
1
Corano, 8 : 2.
86

NON è permesso porre domande a Colui Che Dio manifesterà, salvo quelle che Gli si confanno, poiché il Suo è lo Stadio

dell'Essenza della Rivelazione divina... Ogni segno di liberalità

visibile nel mondo non è altro che un'immagine della Sua liberalità; ogni cosa deve l'esistenza al Suo Essere... Il Bayán è, dal

principio alla fine, ricettacolo di tutti i Suoi attributi e forziere

del Suo fuoco e della Sua Luce. A chi desiderasse porre domande è consentito farlo solo per iscritto, affinché dalla Sua risposta scritta egli abbia a ricavarne ampia comprensione ed essa

sia quale segno da parte dell'Amato. Ma nessuno chieda cosa

che si possa dimostrare indegna del Suo stadio eccelso. Per

esempio, sarebbe ignorante e sgradito chiunque chiedesse a un

mercante di rubini il prezzo della paglia: sarebbero altresì

inaccettabili al Suo cospetto le domande dei più altolocati notabili del mondo, eccetto le parole ch'Egli proferirà di Se Stesso

il Giorno della Sua manifestazione.

Pare di veder gente che, spinta dal proprio elucubrare, Gli

inoltri domande verbali o scritte su ciò che è stato rivelato nel

Bayán ed Egli risponda con parole non Sue, ma ispirate da Dio,

dicendo: « In verità, in verità Io sono Dio, non v'è altro Dio

all'infuori di Me. Sono Io Che ho chiamato tutte le cose create

all'esistenza, Che ho suscitato Messaggeri divini nel passato e

inviato Loro Libri. Badate di non adorare altri che Dio Colui

Che è Mio e Vostro Signore: eccovi l'indiscussa verità. Ma per

Me sarà lo stesso; se crederete in Me, farete bene alle vostre

anime e se non crederete in Me né in quello che Dio Mi ha rivelato, vi lascerete tagliar via, come da un velo. In verità sono

stato indipendente da voi finora e indipendente rimarrò in fu

turo. Perciò, o creature di Dio, si conviene che soccorriate voi

stesse e crediate nei Versetti che ho rivelato... » III, 13.

87

IL Bayán sarà l'infallibile bilancia di Dio fino al Dì della

Resurrezione, che è il Giorno di Colui Che Dio manifesterà. Chi

agirà ossequiente a ciò che vi è rivelato dimorerà nel Paradiso

all'ombra della Sua affermazione e al cospetto di Dio sarà nel

novero delle Lettere più sublimi; ma chi se ne discosti, sia pure

di tanto quanto una punta di chicco d'orzo, sarà consegnato al

fuoco e inserito all'ombra della negazione. Questa verità è stata

altresì esposta a chiare lettere nel Corano, dove più volte Dio ha

scritto che chiunque emetta un verdetto contrario ai termini da

Lui fissati avrà reputazione d'infedele...

Pochissimi sono coloro che, in questi giorni, si attengono

alle norme stabilite nel Corano. Anzi, non ve n'è alcuno, salvo

chi Dio abbia voluto. Ma se ve ne fosse uno e se non avesse seguito i canoni rivelati nel Bayán, le sue opere non gli sarebbero

di giovamento alcuno, come a nulla giovarono le pie opere dei

monaci cristiani, poiché al tempo della Manifestazione

dell'Apostolo di Dio - le benedizioni di Dio discendano su di

Lui - essi si accontentarono delle direttive impartite nel Vangelo.

Se avessero veramente ottemperato alle regole divine statuite

nel Corano, non sarebbero stati pronunciati verdetti avversi

contro Colui Che è l'Albero della Verità divina. Come fu rivelato: « Poco manca che si spacchino i cieli e si squarci la terra e

1

crollino in polvere i monti ». E tuttavia quanto più duri di

questi monti devono essere i loro cuori, che non si sono smossi!

In verità agli occhi di Dio non v'è paradiso più glorioso del

conseguire il Suo compiacimento. II, 6.

L’UNICO vero Dio può essere paragonato al sole e il

credente a specchio: posto innanzi al sole, lo specchio subito ne

riverbera la luce. Il miscredente può essere assomigliato a

pietra: per quanto a lungo rimanga esposta alla luce del sole,

1
Corano, 19 : 90.
88

essa non potrà mai rifletterlo. Così il primo offre la via in

sacrifizio, ma il secondo, quel che fa, contro Dio lo fa. In verità,

se Dio lo voglia, può tramutare la pietra in specchio, ma la

persona rimane rassegnata al proprio stato. Se avesse anelato a

divenire cristallo, Iddio gliene avrebbe fatto assumere la forma,

perché quel Giorno qualsiasi ragione induca il credente a

credere in Lui sarà disponibile anche al negatore. Ma quando

costui si lasci avvolgere dai veli, quella medesima ragione lo

esclude come un velo. Orbene, è oggi chiaro ed evidente che

chiunque abbia drizzato il volto verso Dio, l'Unico Vero, ha

creduto in Lui a causa del Bayán, laddove per la stessa ragione

sono stati privati coloro che un velo avvolge. VI, 4.

GIURO per la santissima Essenza di Dio - esaltato e glorificato sia - che il Giorno dell'apparizione di Colui Che Dio manifesterà, aver letto mille volte il Bayán non sarà come aver letto un solo versetto rivelato da Colui Che Dio manifesterà.

Rifletti un istante e osserva come nell'Islám tutto abbia un

definitivo e fondamentale inizio nel Libro di Dio. Considera in

egual modo il giorno della Rivelazione di Colui Che Dio manifesterà, Colui nel Cui pugno si trova la sorgente delle prove, e

non permettere che fallaci considerazioni ti chiudano a Lui,

perché Egli le sopravanza di gran lunga e tutte le prove procedono dal Libro di Dio, che è di per sé la suprema testimonianza

non essendo dato ad alcuno di produrne l'uguale. Se miriadi di

dottori, pur versati nella logica, nella scienza della grammatica,

nel diritto, nella giurisprudenza e simili, si allontanassero dal

Libro di Dio, essi sarebbero tutti dichiarati miscredenti.

Così il frutto è nella suprema testimonianza, non nelle cose da

essa derivate. E sappi per certo che ogni lettera rivelata nel

Bayán è intesa solamente a suscitare sottomissione a Colui Che

Dio manifesterà, perché è Lui Che, ancor prima di manifestarSi,

89
ha rivelato il Bayán. V, 8.

IN questa Rivelazione il Sire dell'universo Si è degnato di

elargire al Punto del Bayán le Sue possenti parole e i Suoi

luminosi segni e ha disposto che essi siano la Sua

incomparabile testimonianza per tutte le creature. Se pur si

adunassero tutti i popoli che dimorano sulla terra, non sarebbero

capaci di produrre un unico versetto come quelli che Dio ha

fatto fluire dalla bocca del Punto del Bayán.

In verità, ogni creatura vivente che si soffermasse a meditare

capirebbe indubbiamente che questi versetti non sono opera

d'uomo, ma da ascriversi soltanto a Dio, l'Unico, l'Impareggiabile, Che li fa sgorgare dalla bocca di chi voglia e non li ha rivelati né li rivelerà per altro tramite che il Foco della Primeva

Volontà di Dio. È per le Sue dispensazioni che sono suscitati

Messaggeri divini e inviate Scritture celestiali. Se esseri umani

avessero potuto compiere questa impresa, sicuramente qualcuno

avrebbe prodotto almeno un versetto durante il periodo di

milleduecentosettant'anni intercorsi tra la rivelazione del Corano e quella del Bayán. Ma gli uomini se ne sono dimostrati incapaci e non vi son riusciti, benché abbiano tentato, con la loro

violenta possanza, di spegnere la fiamma del Verbo Divino.

II, 1.

VEDI quante persone ogni anno si recano in pellegrinaggio

alla Mecca e v'incedono attorno in adorante processione, mentre

Colui per la potenza della Cui Parola la Caaba [il santuario della

Mecca] è divenuta oggetto di culto è dimenticato su questo

90

monte. Egli non è altri che l'Apostolo di Dio, poiché la Rivelazione di Dio può essere paragonata al sole: per quanto innumerevoli siano le sue albe, non v'è che un unico sole e da

esso dipende la vita d'ogni cosa. È chiaro ed evidente che il fine

di tutte le Dispensazioni precedenti è stato quello di spianare la

via all'avvento di Muhammad, l'Apostolo di Dio. Queste Dispensazioni, compresa quella di Muhammad, hanno avuto a

loro volta come mèta la Rivelazione proclamata dal Qá'im.

L'intimo scopo di questa Rivelazione, come delle precedenti, è

stato quello d'annunziare l'avvento della Fede di Colui Che Dio

manifesterà. E a sua volta questa Fede - la Fede di Colui Che

Dio manifesterà - assieme a tutte le Rivelazioni che la

precorsero, ha per obiettivo la Manifestazione destinata a succederle. E quest'ultima, non diversamente da tutte le precedenti,

prepara la via per la Rivelazione che dovrà ancora seguirla. Il

corso del sorgere e declinar del Sole della Verità continuerà così

indefinitamente - è un corso che non ha avuto principio né avrà

fine.

Beato colui che in ogni Dispensazione riconosce l'Intendimento di Dio per quella Dispensazione e non se ne priva rivolgendo lo sguardo alle cose del passato. IV, 12.

L’ESSENZA di questo capitolo è come segue: ciò che

s'intende per Dì della Resurrezione è il Giorno in cui l'Albero

della Realtà divina appare, ma tra i seguaci dell'Islám sciita non

si vede alcuno che ne abbia capito il senso; essi al contrario

hanno fantasticato una cosa che non ha realtà presso Dio. A Suo

giudizio e nell'uso di coloro che sono iniziati ai misteri divini,

Dì della Resurrezione significa questo: che dall'apparizione di

Colui Che è l'Albero della Realtà divina, in qualunque periodo e

con qualsivoglia nome, fino all'istante della Sua scomparsa,

quello è il Dì della Resurrezione.
91

Per esempio, dall'inizio della missione di Gesù - la pace sia

con Lui - fino al giorno della Sua ascensione, fu la Resurrezione di Mosè. Infatti durante quel periodo la Rivelazione di

Dio rifulse mediante l'apparizione della Realtà divina, Che con

la Sua Parola ricompensò ogni credente in Mosè e con la Sua

Parola castigò ogni negatore, perché la Testimonianza di Dio

per quel Giorno era quella ch'Egli aveva solennemente affermata nel Vangelo. E dall'inizio della Rivelazione dell'Apostolo

di Dio - la benedizione di Dio discenda su di Lui - fino al

giorno della Sua ascensione, fu la Resurrezione di Gesù - la

pace sia con Lui - quando l'Albero della Realtà divina si palesò

nella persona di Muhammad, ricompensando con la Sua Parola

tutti i credenti in Gesù e con la Sua Parola castigando tutti i

negatori. E dal momento in cui l'Albero del Bayán apparve fin

quando disparirà è la Resurrezione dell'Apostolo di Dio, com'è

divinamente predetto nel Corano; e questa ebbe inizio allorché

erano trascorse due ore e undici minuti dalla sera del cinque

1

jamádíyu'l-avval 1260 A.H. , che è l'anno 1270 dacché

Muhammad dichiarò la Sua Missione. Fu allora che ebbe inizio

il Giorno della Resurrezione del Corano e fino alla scomparsa

dell'Albero della Realtà divina è la Resurrezione del Corano.

Ogni cosa giunge allo stadio della perfezione al sopravvenire

della sua resurrezione. La religione dell'Islám giunse a perfezione all'inizio di questa Rivelazione e dagli albori di questa Rivelazione fino al suo tramonto, appariranno i frutti dell'Albero

dell'Islám, quali che siano. La Resurrezione del Bayán sopraggiungerà all'apparire di Colui Che Dio manifesterà. Il Bayán

oggi è allo stadio del seme; la sua perfezione finale diverrà apparente all'inizio della manifestazione di Colui Che Dio mani

manifesterà. Egli è manifestato al fine di spiccare i frutti degli

alberi che ha piantato, poiché la Rivelazione del Qá'im [Colui

Che Si leva], discendente di Muhammad - la benedizione di

Dio discenda su di Lui - è esattamente uguale alla Rivelazione

1
22 maggio 1844.
92

dell'Apostolo di Dio [Muhammad]. Egli appare solo per spigolare i frutti dell'Islám dai versetti coranici che Egli [Muhammad] ha seminato nei cuori degli uomini. E non v'è altro modo

di raccogliere i frutti dell'Islám salvo mediante la lealtà e la fede

in Lui [il Qá'im]. Ma oggi ne sono risultate solo contrarietà,

perché, quantunque Egli sia apparso nell'intimo cuore di

quell'Islám che tutte le genti professano a causa dei loro rapporti con Lui [il Qá'im], tuttavia è stato ingiustamente confinato

sul Monte di Mákú, nonostante che nel Corano Iddio abbia

promesso a tutti l'avvento del Dì della Resurrezione. E quel

Giorno tutti gli uomini saranno radunati innanzi a Dio e giungeranno in Sua Presenza, che significa comparire innanzi a Colui Che è l'Albero della Realtà divina e giungere al Suo cospetto, giacché non è possibile presentarsi innanzi alla Più Santa

Essenza di Dio, né è concepibile ambire al ricongiungimento a

Lui: per quanto riguarda il comparire innanzi a Lui e l'incontrarLo è dato solo raggiungere l'Albero Primevo. II, 7.

LA prova prodotta da Dio non potrà mai paragonarsi alle

prove allegate dai popoli e dalle tribù della terra; e non v'é

ombra di dubbio che Dio non esibisce evidenza se non pel

tramite di Quei Che è trascelto quale Sua suprema

Testimonianza. Inoltre la prova dei versetti rivelati dimostra

inoppugnabilmente da sola e per se stessa, l'assoluta impotenza

di tutte le cose create sulla terra, poiché è una prova che

proviene da Dio e che durerà fino al Giorno della Resurrezione.

E chi riflettesse sull'apparizione di questo Albero attesterebbe senza dubbio la sublimità della Causa di Dio. Poiché se

uno della cui vita sono trascorsi solo ventiquattro anni e che è

profano in quelle scienze in cui tutti sono versati recita ora versetti di tal foggia senza riflettere o esitare, scrive, nello spazio di

cinque ore, mille versetti di preghiera senza mai posare la penna

93

e produce commentari e dotti trattati su temi così elevati come

la vera comprensione di Dio e dell'unicità del Suo Essere, in

modo tale che dottori e filosofi confessano sorpassare la loro

capacità d'intendere, allora non v'ha dubbio che tutto quello che

è stato manifestato è ispirato da Dio. Questi teologi, che pur

hanno dedicato tutta la vita a zelanti studi, quanta fatica durano

per scrivere una sola riga d'arabo! E poi, dopo tanti sforzi ne

risultano solo parole indegne d'essere menzionate. Tutte queste

cose tengon luogo di prova per le genti; altrimenti la religione

di Dio è troppo possente e gloriosa perché sia dato intenderla

mediante altro che se stessa; anzi, è per suo mezzo che tutto il

resto vien capito. II, 1.

SIA lodato Iddio Che ci ha permesso d'aver contezza di

Colui Che Dio manifesterà il Dì della Resurrezione, sì che ci sia

dato di giovarci del frutto della nostra vita e non ci sia negato di

pervenire al cospetto di Dio: vero scopo della nostra creazione e

unico fondamentale intendimento di ogni nostro virtuoso agire.

Tale è la grazia che Iddio ci ha elargito; in verità, Egli è il

Munificentissimo, il Benigno. Sappi che vi riuscirai credendo

con fede incrollabile. Ma non potendo tu giungere allo stato

della fede incrollabile, per l'insinuarsi dei veli dei tuoi desideri

egoistici, rimarrai nel fuoco, eppure non te ne accorgerai. Il Dì

della Sua manifestazione, se non crederai sinceramente in Lui,

nulla potrà salvarti dal fuoco, anche se compirai ogni virtuosa

azione. Ma se aderirai alla Verità, nel Libro di Dio ti saranno

ascritte tutte le cose buone e degne e di questo gioirai nell'eccelso Paradiso fino alla Resurrezione successiva.

Rifletti con debita attenzione, poiché il sentiero è molto angusto, ancorché sia più ampio dei cieli e della terra e di quel che

v'è frammezzo. Per esempio, se tutti coloro che aspettavano

l'adempimento della promessa di Gesù avessero avuto certezza

94

della manifestazione di Muhammad, l'Apostolo di Dio, nessuno

si sarebbe allontanato dai detti di Gesù. Altrettanto nella

Rivelazione del Punto del Bayán, se tutti avessero certezza che

questi è lo stesso Mihdí [Colui Che è Guidato] Promesso Che

l'Apostolo di Dio predisse, neppure un credente nel Corano si

discosterebbe dai detti dell'Apostolo di Dio. E la stessa cosa

vedrete anche nella Rivelazione di Colui Che Dio manifesterà,

perché se tutti avessero certezza che Egli è proprio ‘Colui Che

Dio manifesterà’ predetto dal Punto del Bayán, neppur uno si

allontanerebbe. IX, 3.

NEL nome di Dio, il Più Eccelso, il Più Santo. Ogni lode e

gloria si confà alla sacra e gloriosa corte del Signore sovrano,

Che dall'eternità ha dimorato e per l'eternità continuerà a dimorare entro il mistero della Sua Essenza divina Che da tempo

immemorabile ha albergato e in eterno continuerà ad albergare

entro la Sua eternità trascendente, eccelso al di là delle possibilità e della comprensione di tutte le cose create. Il segno della

Sua impareggiabile Rivelazione, da Lui creato e impresso sulle

realtà di tutti gli esseri, non è altro che la loro incapacità di conoscerLo. La luce ch'Egli ha effuso su tutte le cose non è altro

che lo splendore del Suo Essere. Egli è sempre stato infinitamente eccelso di là da ogni associazione alle Sue creature. Ha

forgiato l'intera creazione in tal guisa che tutti gli esseri possano, in virtù delle loro innate capacità, attestare innanzi a Dio, il

Dì della Resurrezione, ch'Egli non ha né pari né uguali ed è

santificato da ogni assomiglianza, similitudine o confronto. Egli

è stato e sarà sempre uno e incomparabile nella trascendente

gloria del Suo essere divino e indescrivibilmente possente nella

sublimità della Sua sovrana Signoria. A nessuno è mai stato

dato di riconoscerLo adeguatamente e nessuno riuscirà mai a

comprenderLo come veramente s'addice e si conviene, poiché

95

ogni realtà alla quale l'appellativo ‘essere’ s'attagli è stata creata

dal sovrano Volere dell'Onnipotente, Che vi ha sparso la radiosità del proprio Essere, risplendente dal Suo stadio augustissimo. E nella realtà di tutte le cose create ha altresì deposto l'emblema del Suo riconoscimento, affinché tutti abbiano certezza

che Egli è il Principio e la Fine, il Palese e l'Occulto, il Fattore e

il Reggitore, l'Onnipotente e l'Onnisciente, Colui Che tutto ode

e comprende, Che è invincibile nella Sua potenza e S'erge

supremo nella Sua identità, Dispensatore di vita e di morte, il

Più Forte, l'Inaccessibile, il Più Eccelso, l'Altissimo. Ogni rivelazione della Sua Essenza divina sta a indicare la sublimità della

Sua gloria, l'eccellenza della Sua santità, l'altezza inaccessibile

della Sua unicità e la trascendenza della Sua maestà e potenza.

Il Suo principio non ha altro principio fuorché il Suo esser Primo e la Sua fine non conosce fine se non il Suo esser Ultimo.

I, 1.

LA rivelazione della Realtà Divina è stata perennemente

identica al Suo occultamento e il Suo occultamento identico alla

Sua rivelazione. Ciò che s'intende per ‘Rivelazione di Dio’ è

l'Albero della Verità divina che non sta ad indicare altri che Lui,

ed è quest'Albero divino che ha suscitato e susciterà Messaggeri

e ha rivelato e rivelerà Scritture. Dall'eternità all'eternità

quest'Albero di Verità divina è stato e sarà sempre quale trono

della rivelazione e dell'occultamento di Dio frammezzo alle Sue

creature, e in ogni età esso è manifestato pel tramite di chi Gli

aggradi. Al tempo della rivelazione del Corano, Egli asserì la

Sua forza trascendente mediante l'avvento di Muhammad e

in occasione della rivelazione del Bayán, dimostrò la Sua potenza sovrana mediante l'apparizione del Punto del Bayán, e al

primo fulgore di Colui Che Dio manifesterà giustificherà per

Suo tramite la verità della Sua Fede, come Gli piaccia, con qua 96

lunque cosa Gli piaccia e per qualunque cosa Gli piaccia. Egli è

con tutte le cose, ma nulla è con Lui. Egli non è né dentro né

sopra né dietro nessuna cosa. Qualsivoglia allusione al Suo insediarSi in trono significa che l'Esponente della Sua Rivelazione è assurto al seggio di trascendente autorità...

Egli è perpetuamente esistito e in perpetuo continuerà ad

esistere. E stato e rimarrà sempre imperscrutabile a tutti, poiché

tutto fuorché Lui è stato e sarà sempre creato mercé la forza del

Suo comando. Trascende ogni menzione o lode ed è santificato

di là da ogni parola di encomio o paragone. Non v'è cosa creata

che Lo comprenda, ma in verità Egli comprende tutte le cose. E

anche quando si dica: « non v'è cosa creata che Lo comprenda » ciò si riferisce allo Specchio della Sua Rivelazione, cioè

Colui Che Dio manifesterà. In verità, Egli è troppo alto ed

eccelso perché sia dato fare allusione di Lui. II, 8.

97
98
4
DAL
DALÁ’IL-I-SAB’IH
(Le Sette Prove)
99

HAI posto un quesito sugli elementi fondamentali e le

100

ordinanze della religione: sappi che nella religione prima e al di

sopra di ogni cosa vi è la conoscenza di Dio, la cui perfezione

consiste nel riconoscere la Sua unità divina, il che a sua volta

perviene a compimento nel confessare che il Suo sacro ed

eccelso Sacrario, il Seggio della Sua trascendente maestà, è

santificato da tutti gli attributi. E sappi che in questo mondo di

esistenza non è dato ottenere la conoscenza di Dio per altra via

fuorché mediante la conoscenza di Colui Che è l'Aurora della

Realtà divina.

BENEVOLO Iddio! Entro i domini dell'Islám vi sono oggi

sette potenti sovrani che reggono il mondo. Nessuno di loro ha

avuto notizia della Sua [del Báb] Manifestazione, e se l'ha

avuta, nessuno ha creduto in Lui. Chissà! lasceranno il mondo

quaggiù pieni di desiderio e senza aver compreso che quel che

aspettavano s'è già compiuto. È quel che capitò ai monarchi che

si tennero stretti al Vangelo: attendevano la venuta del Profeta

di Dio [Muhammad], e quando Egli apparve, non seppero

riconoscerLo. Guarda quali ingenti somme spendono questi

sovrani senza affatto darsi pensiero di nominare un funzionario

incaricato d'informarli nei loro reami sulla Manifestazione di

Dio! Se lo facessero, avrebbero raggiunto lo scopo per cui furono creati. Tutti i loro desideri sono stati e sono ancora rivolti

all'intento di lasciar dopo di sé vestigia dei loro nomi.

RIFLETTI altresì sulla Dispensazione dell'Apostolo di Dio

1

che durò 1270 anni fino all'alba della manifestazione del

1

Dalla Dichiarazione di Muhammad, che ebbe luogo dieci anni prima

101

Bayán. Egli ordinò che tutti attendessero l'avvento del Qá'im

Promesso. Ogni fatto che nella Dispensazione Islamica ebbe

principio in Muhammad doveva trovare adempimento

nell'apparizione del Qá'im. Dio Lo ha palesato con il suffragio

della prova che fu conferita all'Apostolo di Dio, si che nessuno

dei credenti nel Corano avesse a dubitare della validità della

Sua Causa, perché nel Corano è scritto che all'infuori di Dio

nessuno è capace di rivelare versetti. Durante quel periodo di

1270 anni, tra i seguaci del Corano, nessuno vide mai comparire

alcuno con prove decisive. Ora il Signore Sempre Vivente ha

manifestato investito della suprema testimonianza questo

Promesso lungamente atteso, in un sito che nessuno avrebbe

potuto immaginare e in una persona il cui sapere era reputato di

poco conto. La Sua età è di appena venticinque anni, eppure tale

è la Sua gloria che non v'è dotto tra le genti dell'Islám che possa

emularLo, giacché la gloria dell'uomo sta nel suo sapere.

Guarda i sapienti onorati in virtù della loro abilità nel

comprendere i Sacri Scritti e tanto innalzati da Dio che di loro

dice: « Nessuno ne conosce il significato fuorché Dio e gli

1

uomini di solida scienza ». È strano dunque che questo

illetterato venticinquenne sia stato prescelto per rivelare i Suoi

versetti in sì stupefacente modo. Se i teologi musulmani si

danno vanto di comprendere il significato delle Sacre Scritture,

la Sua gloria sta nel rivelare le Scritture, acché nessun di loro

esiti a credere nelle Sue Parole. Tanta è la possente forza

celestiale che Dio ha rivelato in Lui che, se fosse Suo volere e

non dovesse frapporsi interruzione, Egli potrebbe, nello spazio

di cinque giorni e cinque notti, rivelare l'equivalente del Corano

che fu inviato in ben ventitré anni. Medita e rifletti. È mai

apparso nei tempi antichi uno come Lui? o non è forse questa

qualità strettamente limitata a Lui?

CONSIDERATE quali infiniti favori il Promesso abbia

elargito e qual copia di munificenze Egli abbia riversato sulle

dell’Egira, inizio del calendario musulmano.
1
Corano, 3 : 7.
102

schiere dei seguaci dell'Islám, onde consentir loro di pervenire a

salvazione. In verità, osservate come Colui Che rappresenta

l'origine della creazione, Quei Che è l'Esponente del versetto

« In verità, Io sono Dio », Si sia presentato quale Porta [Báb]

all'avvento del Qá’im Promesso, progenie di Muhammad, e nel

Suo primo Libro abbia ingiunto l'osservanza delle leggi del

Corano, affinché le genti non fossero conturbate a cagione di

una nuova Scrittura e di un'ulteriore Rivelazione e reputassero

la Sua Fede simile alla loro, si che per avventura non si

distornassero dalla Verità, né ignorassero ciò per cui erano state

tratte all'esistenza.

PERMETTI che ti esponga alcune prove razionali. Per chi

desideri oggi convertirsi alla Fede dell'Islám, sarebbe la

testimonianza di Dio una prova decisiva? Se sostieni che non lo

sarebbe, allora perché mai, dopo la morte, Iddio lo

castigherebbe e in vita sarebbe tacciato di ‘miscredenza’? Se

affermi invece che lo è, come lo dimostri? Se la tua

affermazione si basa sul sentito dire, allora pure e semplici

parole sono inaccettabili quali evidenza vincolante; ma se reputi

essere il Corano la testimonianza, ecco una prova ponderosa ed

evidente.

Considera ora la Rivelazione del Bayán. Se i seguaci del Corano si fossero avvalsi di prove analoghe a quelle che adducono

davanti ai negatori dell'Islám, neppure un’anima sarebbe rimasta priva della Verità e il Dì della Resurrezione tutti sarebbero

giunti alla salvezza.

E se un Cristiano argomentasse: « Come posso tenere il Corano per testimonianza se non sono in grado di comprenderlo? »

la sua tesi sarebbe inaccettabile. Orbene, le genti del Corano

osservano sprezzantemente: « Siamo incapaci di comprendere

l'eloquenza dei versetti del Bayán, come possiamo dunque

accettarlo quale testimonianza? » A chi proferisca queste parole, replica: « O illetterato! In base a quale prova hai tu aderito

103

alla Religione dell'Islám? Il Profeta, su cui non hai mai posato

gli occhi? I prodigi, che non hai mai veduto? Se non sai perché

hai accettato l'Islám, per quale ragione l'hai fatto? Se però hai

abbracciato la Fede riconoscendo il Corano quale testimonianza, perché hai udito i dotti e i fedeli dichiararsi impotenti innanzi ad esso, o se, ascoltando i versetti divini e in virtù del tuo

spontaneo amore per la Vera Parola di Dio, hai risposto in ispirito di perfetta umiltà e modestia - spirito che è uno dei segni

più possenti di vero amore e comprensione - queste sono state

e saranno sempre contate quali valide prove ».

RICONOSCERE Colui Che è il Portatore della Verità divina

non è altro che riconoscere Dio, amare Lui non è altro che

amare Dio. Ma, giuro per la sublime Essenza di Dio - esaltato

e glorificato sia - non desideravo che gli uomini conoscessero

la Mia identità e detti istruzioni che il Mio nome fosse celato,

perché avevo piena consapevolezza dell'incapacità di costoro, i

quali sono gli stessi che di un grande personaggio quale fu

l'Apostolo di Dio - incomparabile qual è sempre stato - hanno

1

detto: « È certo un lunatico ». Se ora si proclamano diversi da

quella gente le loro opere depongono per la falsità di quanto

affermano. Ciò che Dio attesta non è altro che quello che la Sua

Suprema Testimonianza attesta. Se tutte le genti del mondo

deponessero a favore di una cosa ed Egli di un'altra, la Sua

sarebbe tenuta per testimonianza di Dio, mentre fuorché Lui

ogni altra cosa è stata e sarà sempre un nulla, perché è mediante

la Sua forza che ogni cosa viene all'esistenza.

Pensa fino a qual segno genti siffatte siano puntigliose in

questioni di fede. Quando si tratta delle cose loro si contentano

1
Corano, 68 : 51.
104

della deposizione di due testimoni giusti, eppure ad onta della

testimonianza di tante persone oneste esitano a credere in Colui

Che è il Portatore della Verità divina.

LE prove che, nel loro farneticare, le genti chiesero all'Apostolo di Dio sono state per lo più smentite nel Corano, come

nella Sura dei figli d'Israele [sura XVII] dove è stato rivelato:

« E dissero: Non crederemo finché tu non ci faccia sgorgare

dalla terra una sorgente o non abbia a darci un giardino di palmizi e di vigne e non vi faccia sgorgare frammezzo, sgorgare

ruscelli o fino a che tu non faccia cadere il cielo, come pretendi,

a pezzi sopra di noi, o che ci porti Iddio e gli angeli tutti a garanti, o fino a che tu non abbia una casa d'oro o che tu non salga

su nel cielo: ma non crederemo alla tua salita lassù, se tu non ci

porti un libro scritto che possiamo leggere. Rispondi: Sia lode al

mio Signore, son io forse più che un uomo, un apostolo? »

Sii giusto ordunque! Gli Arabi proferirono queste parole e tu

ora, sospinto dal tuo bramare, chiedi altre cose ancora? Qual'é

la differenza fra te e loro? Se rifletti un istante, ti sarà chiaro che

incombe all'umile servo di sottomettersi a qualsivoglia prova

Iddio abbia scelto e che non si conviene ch'egli insegua la

propria vana fantasia. Se i desideri della gente dovessero essere

gratificati, sulla terra non rimarrebbe un solo miscredente E

infatti se l'Apostolo di Dio avesse esaudito i voti degli uomini,

essi non avrebbero esitato ad abbracciare la Sua Fede. Ma se

cercherai una prova secondo i tuoi egoistici capricci, possa

Iddio salvarti; devi invece difendere la prova irrefutabile

che Dio ha scelto. Il solo intendimento per cui devi credere

in Dio è quello di assicurarti il Suo compiacimento; perché mai

dunque, a conforto della tua fede, cerchi una cosa che è andata e

va contro il Suo beneplacito?
105
LIBERATI da ogni attaccamento ad altri che Dio,

arricchisciti in Dio, rinunziando a tutto fuorché a Lui e innalza

questa preghiera:

Dite: Dio provvede ad ogni cosa al di là d'ogni cosa,

e nulla, nei cieli o sulla terra o in quel che v'è

frammezzo, è provveduto da altri che da Dio, tuo

Signore. In verità, Egli è in Se Stesso il Sapiente, il

Sostenitore, l'Onnipotente.

Non reputare vana chimera l'onniprovvidente forza di Dio: è

quella genuina fede verso la Manifestazione di Dio in ogni Dispensazione che alimenti nel cuore. È questa fede che ti basta di

là da tutte le cose esistenti sulla terra, laddove nessuna creatura

di questo mondo potrebbe mai bastarti. Se tu non sei credente,

l'Albero della verità divina ti condannerà all'estinzione. Se sei

credente, la tua fede ti basterà di là da tutte le cose esistenti

sulla terra, ancorché tu non possegga nulla.

UNA tradizione recita che dell'intera schiera dei Cristiani

non più di settanta persone abbracciarono la Fede dell'Apostolo

di Dio. Il biasimo ricade sui dottori, perché se essi avessero creduto, la maggior parte dei loro concittadini li avrebbero seguiti.

Guarda, poi, cos’è successo! I dotti del Cristianesimo son reputati tali perché tutelarono l'insegnamento di Cristo, eppure pensa

che proprio a causa loro molti non accettarono la Fede e non

pervennero a salvazione! E vuoi tu ancora calcare le loro

orme? I seguaci di Gesù si assoggettarono al clero per essere

salvati il Dì della Resurrezione e a cagione di questa obbedienza

finirono nel fuoco e il Giorno in cui l'Apostolo di Dio apparve

106

si sbarrarono la via al riconoscimento della Sua Eccelsa Persona. Desideri forse imitare quei teologi?

No, in nome di Dio, non essere né teologo privo di discernimento né seguace privo di discernimento, perché il Dì della

Resurrezione periranno entrambi. T'incombe invece d'essere

teologo perspicace o di percorrere con intima visione la via di

Dio prestando obbedienza a una vera guida religiosa.

In ogni nazione vedi un'infinità di guide spirituali cui manca

la vera capacità d'intendere e incontri fra tutte le genti miriadi di

seguaci privi della medesima qualità. Rifletti un attimo in cuor

tuo; abbi pietà di te stesso, non distogliere l'attenzione da

dimostrazioni e prove. Ma non cercare dimostrazioni e prove

secondo il tuo vano capriccio, sibbene basati su ciò che Iddio ha

scelto. Sappi altresì che né l'essere uomo di dottrina né l'essere

discepolo sono in sé fonte di gloria. Se sei uomo di dottrina, il

tuo sapere e se sei discepolo, il tuo seguire una guida diventano

onore, solo allorquando si conformino al beneplacito divino. E

guardati bene dal reputare vana chimera il beneplacito di Dio,

che è il beneplacito del Suo Messaggero. Considera i seguaci di

Gesù. Essi cercavano trepidamente il beneplacito di Dio; eppure

nessuno di loro conseguì il beneplacito del Suo Apostolo che è

identico al beneplacito di Dio, salvo coloro che abbracciarono la

Sua Fede.

LA TUA missiva è stata esaminata. Se la verità di questa

Rivelazione dovesse essere pienamente dimostrata con

elaborate prove, tutte le pergamene esistenti nel cielo e sulla

terra non sarebbero sufficienti a contenerle.

Ma la sostanza e l'essenza del tema sono queste: non v'è alcun dubbio che dall'eternità è stata riposta in Dio l'indipen

dente sovranità del Suo Essere supremo e che in eterno Egli rimarrà inaccessibile nella trascendente maestà della Sua santa

107

Essenza. Nessuna creatura L'ha mai riconosciuto come si conviene, né essere creato L'ha mai lodato come s'addice alla Sua

lode. Egli è eccelso di là da ogni nome e santificato oltre ogni

simiglianza. Tutte le cose sono palesate per Suo mezzo, mentre

la Sua realtà è troppo sublime perché possa essere conosciuta

per mezzo d'altri. Il processo della Sua creazione non ha avuto

principio né può aver fine, ché ciò altrimenti comporterebbe il

cessare della Sua grazia celestiale. Dio ha suscitato tanti Profeti

e rivelato tanti Libri quante sono le creature del mondo e continuerà in perpetuo a farlo.

Se veleggi sul mare dei Nomi di Dio, che sono riflessi in tutte le cose, sappi che Egli è eccelso e santificato dal poter essere

conosciuto tramite le Sue creature o descritto dai Suoi servì.

Tutto ciò che vedi è stato tratto all'esistenza mediante l'opera

del Suo Volere. Come può dunque cosa creata indicare la Sua

unicità essenziale? L'esistenza di Dio attesta di per sé la Sua

unicità, mentre ogni cosa creata dà prova, per propria natura,

d'essere stata forgiata da Dio. Tale è la testimonianza di consumata saggezza, a giudizio di coloro che solcano l'oceano della

Verità divina.

Ma se percorri il mare del creato, sappi che la Prima Rimembranza, cioè la Primeva Volontà di Dio, può essere paragonata al sole. Dio L'ha creata mediante la forza della Sua possanza e, dal principio che non ha principio, ha fatto sì che Si

manifestasse in ciascuna Dispensazione, mercé la forza vincolante del Suo comando e fino alla fine che non conosce fine,

Dio continuerà a manifestarLa secondo il beneplacito del Suo

invitto Intendimento.

E sappi che Egli rassomiglia veramente al sole. Se il levar

del sole continuasse fino alla fine che non ha fine, pure non vi

sarebbe stato né mai vi sarebbe più di un unico sole e se i suoi

tramonti dovessero durare per sempre, pure non vi sarebbe stato

né mai vi sarebbe più di un'unico sole. È questa Primeva Vo

lontà che appare risplendente in ciascun Profeta e parla in ogni

Libro rivelato. Non conosce principio, perché ciò che è Primo

108

deriva da Essa il proprio essere primo; non conosce fine perché

l'Ultimo deve ad Essa il proprio essere ultimo.

Al tempo della Prima Manifestazione la Volontà Primeva

apparve in Adamo: nel giorno di Noè, si fece conoscere in Noè;

nel giorno di Abramo, in Abramo; e del pari nel giorno di

Mosè, nel giorno di Gesù, nel giorno di Muhammad, l'Apostolo

di Dio, nel giorno del ‘Punto del Bayán’, nel giorno di Colui

Che Dio manifesterà e nel giorno di Quei Che apparirà dopo

Colui Che Dio manifesterà. Quindi scaturisce l'intimo significato delle parole proferite dall'Apostolo di Dio: « Io sono

tutti i Profeti », giacché quello che in ciascuno di loro fulgido

risplende è stato e rimarrà sempre l'unico e lo stesso sole.

109
110
5
DAL
KITÁB-I-ASMÁ’
(Il Libro dei Nomi)
111
112

O VOI cui fu dato il Bayán! Non accusatevi vicendevolmente, prima che l'Astro dell'antica eternità S'accenda

sull'orizzonte della Sua sublimità. Vi abbiamo creati da un

unico albero, fatti foglie e frutti della stessa pianta, acché

poteste divenire fonte di mutuo benessere. Abbiate degli altri la

medesima considerazione che avete di voi stessi, sì che tra voi

non s'insinui sentimento ostile a sbarrarvi fuori da Colui Che

Dio manifesterà il Dì della Resurrezione. Fa d'uopo che siate

tutti un unico popolo indivisibile, così potrete ritornare a Colui

Che Dio manifesterà.

Coloro che si son privati di questa Resurrezione per colpa di

reciproci livori o per aver stimato d'essere loro nel giusto e gli

altri nell'errore, a cagione di codesti odi mostrati durante la loro

1

notte furono castigati il Dì della Resurrezione. Così essi si

interdirono la visione del sembiante di Dio e questo per nessun

altra ragione che le loro vicendevoli accuse.

O voi cui fu dato il Bayán! Dovete compiere azioni benaccette a Dio, vostro Signore, onde guadagnarvi il beneplacito di

Colui Che Dio manifesterà. Non fate delle vostre religioni strumenti di venale lucro, consumando la vita in cose vane e avendone così in retaggio, il Di della Resurrezione, ciò che rattristerebbe Colui Che Dio manifesterà, mentre tenete per giusto ciò

che fate. Ma se siete pii nella vostra Fede, sicuramente Dio vi

nutrirà dai forzieri della Sua empirea grazia.

Siate sinceri nella vostra fedeltà a Colui Che Dio manifesterà, per amore di Dio Signore vostro, caso mai possiate, il Dì

della Resurrezione, esser redenti a causa della vostra devozione

alla Sua Fede. Attenti, non lasciatevi reciprocamente avvolgere

1

Per ‘notte’ s'intende il periodo tra due Rivelazioni divine, allorché il Sole

della Verità non è palese fra gli uomini. Nel Bayán Persiano, II, 7, il Báb dice:

« O gente del Bayán! Non agite come agì la gente del Corano, ché se così

farete si vanificheranno i frutti della vostra notte ».

da veli a cagione delle dispute che, durante la vostra notte, tra

voi s'accenderanno a cagione dei problemi in cui v'imbatterete o

113

a proposito di questioni come il vostro essere grandi o umili,

vicini o lontani.

Così vi abbiamo dato monito severo esortazione certo

opportuna acché per avventura, conformandovi senza deviare,

ne possiate giungere a salvezza il Dì della Resurrezione.

S'avvicina il giorno in cui sarete tranquilli nelle vostre case ed

ecco, Colui Che Dio manifesterà sarà apparso e Dio, Che vi

trasse all'esistenza per il tramite del Punto Primo, desidera che

ritorniate a Lui. Ma tutti cercherete guida pur seguendo gl'impulsi delle vostre brame. Tra voi alcuni sono gonfi d'orgoglio a

causa della religione, altri per via della dottrina. Vi aggrapperete tutti a qualche parte del Bayán facendone strumento di au1

toglorificazione. XVI, 19.

DIO è santificato dai Suoi servi e nessuna diretta relazione

esiste tra Lui e creatura, ma siete tutti sorti al Suo comando. In

verità Egli è vostro Signore e Dio, vostro Padrone e Re. È Lui

Che secondo il Suo decreto dispone il vostro muovervi di giorno e nottetempo.

Dite, in verità Colui Che Dio manifesterà è il Velo Primevo

di Dio. Di là da esso nulla troverete salvo Dio, ma al disotto vedrete tutte le cose emananti da Dio. Egli è l'invisibile l'Inaccessibile, l'Eccelso, il Benamato.

Se cercate Dio v'incombe di cercare Colui Che Dio manifesterà e, se ambite a dimorare nell'Arca dei Nomi, sarete segnalati quali guide verso Colui Che Dio manifesterà, sol che

credeste in Lui. Orbene, fate dei vostri cuori aurore dei Suoi

1

Questi numeri si riferiscono ai váhid e ai capitoli in cui il Kitáb-i-Asmá’

è suddiviso.

eccelsi Nomi vergati nel Libro e, così come a specchi posti innanzi al sole, vi sarà dato lume. XVI, 17.

114

SE qualcuno si fa promotore di una causa, adducendone le

prove, coloro che pretendono di smentirlo sono tenuti a produrre prove equipollenti. Se riescono, il suo dire sarà vano ed

essi prevarranno; altrimenti né cesseranno le sue parole, né si

vanificheranno le prove che ha esibito. Vi avverto, o voi cui fu

dato il Bayán, se volete imporre la vostra supremazia, non affrontate alcuno, salvo non recitiate prove pari a quelle da lui

addotte, poiché la Verità sarà validamente dimostrata e tutto il

resto di certo perirà.

Quante persone disputarono con Muhammad, l'Apostolo di

Dio, e finirono nel nulla, perché furono incapaci di esibire

prove simili a quelle che Dio aveva inviato a Lui. Fossero stati

umili e modesti e avessero compreso la natura delle prove che

Gli erano state conferite, non Lo avrebbero mai sfidato. Ma si

stimavano paladini della loro religione. E perciò Iddio li colse

secondo i loro meriti e dimostrò la Verità mercé la forza della

Verità. Questo è ciò che vedete chiaramente oggi nella Rivelazione Muhammadica.

Chi tra voi può sfidare gli eccelsi Troni della Realtà in ciascuna delle Dispensazioni, se da Loro dipende tutta l'esistenza?

In verità, Iddio ha spazzato via tutti coloro che Li hanno

avversati dal principio che non ha principio fino a questo giorno

e ha inconfutabilmente dimostrato la Verità mediante il potere

della Verità. Certo Egli è il Possente, l'Onnipotente, il Più Forte.

XVII, 11.
O VOI cui fu dato il Bayán! Vigilate il Dì della

Resurrezione, perché quel Giorno crederete fermamente nel

115

Váhid del Bayán, ma come a nulla giovò la vostra antica

religione, così a nulla può valere questa, salvo che non aderiate

alla Causa di Colui Che Dio manifesterà e non crediate in ciò

che Egli prescrive. Fate perciò bene attenzione a non escludervi

da Colui Che è la Fonte Primigenia di tutti i Messaggeri e le

Scritture, per aggrapparvi a porzioni degli insegnamenti che da

queste fonti sono emanati! XVII, 15.

CONSIDERA come all'apparire di ciascuna Rivelazione,

chiunque apra il cuore al Suo Autore riconosca la Verità,

mentre i cuori di coloro che non riescono ad afferrare la Verità

siano serrati, perché a Lui si sono chiusi. Nondimeno, l'aprirsi

del cuore è elargito da Dio ad ambo le parti parimenti. Iddio

non desidera sigillare cuore alcuno, foss'anche di formica, e

tantomeno di creatura superiore, salvo che essa non si lasci

avvolgere dai veli, perché Dio è il Creatore di tutte le cose.

Se aprirai il cuore di una sola anima aiutandola ad abbracciare la Causa di Colui Che Dio manifesterà, le ispirazioni di

quell'augusto Nome colmeranno il tuo intimo essere. V'incombe

pertanto di compiere questa impresa nei Giorni della Resurrezione, poiché tra gli uomini i più sono smarriti, ma se tu ne

dilatassi i cuori discacciandone ogni incertezza, essi avrebbero

accesso alla Fede di Dio. Palesa dunque questo attributo al

massimo delle tue capacità nei giorni di Colui Che Dio manifesterà. Se infatti dischiuderai un cuore per amor Suo, ciò ti

varrà più di tutte le azioni virtuose, perché le opere sono subordinate alla fede in Lui e alla certezza nella Sua Realtà.

XVII, 15.

ADOPRATI di considerare attentamente qualunque parola,

poi attieniti alle prove attestanti la verità. E se, in quella parola,

116

non riesci a scoprire la verità, non farne motivo di contesa, perché nel Bayán vi è stato proibito di abbandonarvi a vane dispute

e controversie, affinché il Dì della Resurrezione non abbiate a

scendere in polemiche e diàtribe con Colui Che Dio manifesterà. XVII, 16.

IL Dì della Resurrezione, quando Colui Che Dio manifesterà

verrà a voi col suffragio di prove inconfutabili, stimerete priva

di verità la Sua Causa, mentre Dio vi ha notificato nel Bayán

che tra la Causa di Colui Che Dio manifesterà e cause d'altri

non esiste alcuna somiglianza. Come potrà altri che Dio rivelare

un versetto che sopraffaccia l'intera umanità? Dite, Dio è

grande! Oltre a Colui Che Dio manifesterà chi può recitare

spontaneamente versetti provenienti dal Suo Signore - impresa

alla quale nessun mortale potrà mai aspirare?

La verità non può essere confusa con altro che se stessa, se

solo ponderaste la Sua prova. Né l'errore può essere scambiato

con la Verità, se solo rifletteste sulla testimonianza di Dio,

l'Unico Vero.

Quanti si sono bugiardamente detti portatori di una causa

nell'Islám e voi ne avete seguito le orme senza avere veduto una

sola prova. Quale prova potrete dunque produrre al cospetto del

vostro Signore, sol che meditaste un attimo?
1

Studiatevi di non essere nella vostra notte cagione di tristezza per alcuno, riusciate a scoprire prove in lui oppure no,

acché per avventura il Dì della Resurrezione non abbiate a contristare Colui nel Cui pugno si trova ogni prova. E colui nel

quale non vedrete la testimonianza di Dio non riuscirà ad ap

1
Vedi p. 113, n. 1.

palesare la forza della Verità; e basta Dio ad occuparSene. Certo per nessun motivo dovrete addolorare altrui; sicuramente

117

Iddio lo porrà a cimento e lo porterà alla resa dei conti. Fa

d'uopo che vi atteniate alla testimonianza della vostra Fede e

ottemperiate alle ordinanze promulgate nel Bayán.

Rassomigliate all'uomo che allestisce un frutteto e vi pianta

alberi da frutta d'ogni specie. Quando è vicina l'ora in cui egli, il

signore, è pronto a venire, voi vi sarete impadroniti del frutteto

in suo nome e allorché verrà personalmente, voi gliene

sbarrerete la strada.

In verità noi piantammo l'Albero del Corano e rifornimmo il

suo Frutteto di frutta d'ogni sorta, cui tutti avete attinto. Ma poi

quando giungemmo per cogliere ciò che avevamo piantato,

avete finto di non conoscere Quei Che ne è il Signore.

Non siate per Noi motivo di rammarico, non cacciateCi via

da questo Frutteto che Ci appartiene, ancorché siamo indipendente da tutto ciò che possedete. Tanto più che a nessuno di voi

affideremo legalmente questo fondo, neppure nella misura di un

granello di senape. In verità, siamo Noi Che computiamo.

Abbiamo piantato il Giardino del Bayán in nome di Colui

Che Dio manifesterà e vi abbiamo accordato il permesso di viverci fino al momento della Sua manifestazione; poi dall'istante

in cui la Causa di Quei Che Dio manifesterà sarà inaugurata, vi

interdiciamo le cose che stimate vostre, a meno che, col permesso del vostro Signore, non ne potrete riprendere possesso.

XVIII, 3.

O VOI cui fu dato il Bayán! Siate vigili affinché nei giorni

di Colui Che Dio manifesterà, mentre stimerete d'inseguire il

beneplacito di Dio, in realtà non vi ostiniate in ciò che potrebbe

solo rattristarLo, a simiglianza di coloro che vissero nei giorni

del Punto Primo, ai quali mai sovvenne che stavano inseguendo

cose contrarie a quanto Dio aveva inteso. Essi si esclusero da

118

Lui, come con un velo, e non ottemperarono a ciò che Egli

aveva desiderato facessero quali sinceri credenti. Non meditarono sulle genti vissute nei giorni di Muhammad, altrettanto

convinte d'inseguire il beneplacito di Dio, mentre in realtà se ne

erano rescisse, non essendo riuscite ad avere il beneplacito di

Muhammad. Eppure non comprendono.

O voi cui fu dato il Bayán! Non pensate d'essere quali le

genti cui furono dati il Corano o il Vangelo o altra Scrittura antica, poiché al tempo della Sua manifestazione vi allontanerete

da Dio più di loro. E se vi capiterà di escludervi, mai vi sfiorerà

il pensiero di esserveNe distolti. Fa d'uopo che pensiate come

alle genti cui fu dato il Corano sia stata preclusa la Verità, perché certo agirete similmente, pur stimandovi bene operanti. Se

capirete fino a qual segno vi sarete privati di Dio, desidererete

scomparire dalla faccia della terra e sprofondare nell'oblio.

Verrà il giorno in cui anelerete ardentemente di conoscere ciò

che incontri il beneplacito di Dio, ma, ahimè, non troverete alcuna via verso di Lui. Come cammelli vaganti senza mèta, non

troverete pascolo dove radunarvi e unirvi in una Causa in cui

credere sicuri. Allora Iddio farà risplendere il Sole della Verità

e traboccare gli oceani della Sua munificenza e grazia, ma voi

avrete eletto ad oggetto del vostro desiderio piccoli spruzzi

d'acqua privandovi delle copiose acque dei Suoi oceani.

Se avete dubbi a tal proposito, considerate le genti cui fu

dato il Vangelo. Non avendo accesso agli apostoli di Gesù, cercarono l'assenso del Signore nelle loro chiese, confidando

d'imparare cose benaccette a Dio, ma non vi trovarono via verso

di Lui. Quando poi Dio manifestò Muhammad quale Suo

Messaggero e Depositario del Suo compiacimento, non si curarono di ravvivare le loro anime alla Fonte d'acque vive sgorganti dalla presenza del loro Signore e continuarono a peregrinare

inquieti sulla terra alla ricerca di una gocciolina d'acqua, convinte d'agire in giusto modo. Si comportarono come si comportano ora le genti cui fu dato il Corano.

O voi cui fu dato il Bayán! Anche voi potete agire in ugual

modo. Attenti, dunque, a non precludervi di pervenire alla pre 119

senza di Colui Che è la Manifestazione di Dio, ancorché notte e

dì abbiate pregato di mirare il Suo sembiante; e badate che non

vi sia interdetto di adire all'oceano del Suo compiacimento,

quando inquieti vanamente vagolerete sulla terra alla ricerca di

una goccia d'acqua.

Dite, la testimonianza di Dio s'è compiuta nel Bayán, mediante la cui rivelazione la grazia di Dio è pervenuta a somma

perfezione per tutta l'umanità. Nessuno di voi dica che Dio v'ha

negato l'effondersi del Suo favore, perché sicuramente la

misericordia di Dio verso coloro ai quali il Bayán fu dato è stata

adempiuta e completata fino al Dì della Resurrezione. Se solo

credeste nei segni di Dio! XVI, 13.

IN verità Dio ha fatto sì che le genti del Bayán fossero tratte

all'esistenza mediante il potere di Colui al Quale il Bayán fu rivelato, in anticipazione del Giorno in cui ritorneranno al loro

Signore.

In verità chiunque sia fedele a Colui Che Dio manifesterà

avrà còlto il significato di ciò che è stato rivelato nel Bayán;

ecco, egli è dei sinceri, mentre chiunque se Ne discosti al tempo

della Sua apparizione, del Bayán non avrà saputo intendere una

sola lettera, ancorché faccia professione di fede e di certezza in

tutto ciò che vi è rivelato o ne osservi i precetti.

Dite, ogni fausta e lodevole designazione nel Bayán non è

che un'allusione a coloro che riconoscono Colui Che Dio manifesterà e hanno sicura fede in Dio e nei Suoi sacri Scritti;

mentre ogni infausto appellativo si riferisce ai negatori di Colui

Che Dio manifesterà quand'anche agissero rettamente entro i

termini prescritti nel Bayán. Dite, se seguirete la verità il Dì

della Resurrezione, sicuramente Iddio vi assolverà per la vostra

120
1
notte e vi concederà il perdono.

In quanto a coloro che hanno fedelmente ottemperato alle

ordinanze del Bayán dacché ebbe principio la Sua rivelazione

fino al Giorno in cui apparirà Colui Che Dio manifesterà, essi in

verità sono i compagni del paradiso del Suo compiacimento,

che saranno glorificati alla presenza di Dio e dimoreranno nei

padiglioni del Suo Giardino celeste. Eppure, meno di un'infinitesima frazione di un istante dopo che Iddio avrà rivelato Colui Che è la Manifestazione del Suo Essere, l'intera schiera dei

seguaci del Bayán sarà posta a cimento. XVII, 1.

AVENDO fedelmente obbedito nel passato alla vera

religione di Dio, t'incombe di seguire nel futuro la Sua vera

religione, giacché ciascuna religione procede da Dio, l'Aiuto nel

Pericolo, l'Esistente da Sé.

Colui Che ha rivelato il Corano a Muhammad, l'Apostolo di

Dio, prescrivendo nella Fede dell'Islám ciò che Gli era benaccetto, ha rivelato anche il Bayán, secondo la promessa che

2

v'era stata fatta, a Colui Che è vostro Qá’im, vostra Guida, vo3

stro Mihdí, vostro Signore, Colui Che acclamate manifestazione dei più eccellenti titoli di Dio. In verità nello spazio di due

giorni e due notti Mi è stato rivelato l'equivalente di ciò che Dio

rivelò a Muhammad nel corso di ventitré anni. Ma, per ordine di

Dio, tra i due non si deve fare alcuna distinzione. In verità, Egli

è potente sopra tutte le cose.

Giuro per la vita di Colui Che Dio manifesterà! In verità, la

Mia Rivelazione è ben più meravigliosa di quella di Muhammad, l'Apostolo di Dio, se solo ti soffermassi a riflettere sui

giorni di Dio. Guarda! è ben strano che una persona allevata

1
Vedi p. 113,nota 1.
2

Colui Che Si leva, ( Dio passa nel mondo, p. 58 ).

3
Il Ben Guidato, ( Dio passa nel mondo, p. 58 ).
121

frammezzo al popolo di Persia abbia ricevuto da Dio il potere di

proclamare parole così inconfutabili da ammutolire ogni uomo

di cultura, e la capacità di rivelare spontaneamente versetti così

rapidamente che a nessuno sia possibile porli per iscritto. In

verità, non v'è altro Dio all'infuori di Lui, l'Aiuto nel Pericolo,

l'Esistente da Sé. XVI, 18.

IN quanto a coloro che si sono tagliati via dalla Rivelazione

di Dio, in verità essi non sono riusciti a comprendere il

significato di una sola lettera del Corano, né hanno acquisito la

minima nozione della Fede dell'Islám, altrimenti non si

sarebbero discostati da Dio, Che li ha tratti all'esistenza, Che li

ha nutriti, Che, recatili a morte, ha profferto loro la vita,

appigliandosi a certi aspetti della loro religione, col pensiero di

agire rettamente per amor di Dio.

Quanti versetti sono stati rivelati sulle dure prove alle quali

sarete esposti il Giorno del Giudizio, eppure pare che non li

abbiate mai letti; quante sono le tradizioni rivelate sui cimenti

che vi sopraggiungeranno il Dì del Nostro Ritorno, ma sembra

che non vi abbiate mai posato sopra gli occhi.

Trascorrete tutti i vostri giorni escogitando forme e regole

per i principi della vostra Fede, mentre in tutto questo vi giova

soltanto di comprendere il beneplacito del vostro Signore e ottenere chiara contezza del Suo supremo Intendimento.

Dio vi ha fatto conoscere il Suo Essere, ma voi non l'avete

riconosciuto e ciò che il Giorno del Giudizio vi allontanerà da

Dio è la speciosità delle vostre opere. Per tutta la vita seguite la

religione nell'intento di cattivarvi il beneplacito di Dio, eppure

l'Ultimo Giorno vi chiudete a Dio e vi discostate da Colui Che è

il vostro Promesso. XVII, 2.

O VOI cui fu dato il Bayán! Sarete saggiati, come coloro ai

quali fu dato il Corano. Abbiate pietà di voi stessi, perché ve 122

drete il Giorno in Cui Iddio rivelerà Colui Che è la Manifestazione del Suo Essere, confortato da prove chiare e inconfutabili,

ma vi aggrapperete tenacemente alle parole che i Testimoni del

Bayán hanno proferito. Quel Giorno continuerete a vagolare

inquieti come cammelli alla ricerca di una goccia d'acqua di

vita. Dio farà prorompere oceani d'acqua viva dalla presenza di

Colui Che Dio manifesterà, ma voi vi rifiuterete di spegnere con

essi la vostra sete, ancorché vi stimiate testimoni della vostra

Fede timorati di Dio. No, e ancora no! Vi travierete ancor più

delle genti alle quali furono dati il Vangelo o il Corano o altra

Scrittura. State dunque in guardia, giacché la Causa di Dio vi

sopraggiungerà in un momento in cui sarete tutti a scongiurare e

a implorare lacrimanti da Dio l'avvento del Giorno della Sua

Manifestazione, ma quando Egli verrà, vacillerete e non sarete

tra coloro che hanno ferma certezza nella Sua Fede.

Attenti a non affliggere Colui Che è la Suprema Manifestazione del vostro Signore; in verità Egli può ben permetterSi di

far senza la vostra fedeltà. State accorti, non siate causa di travaglio per alcuno, perché sarete certo cimentati. XVII, 2.

DITE, Colui Che Dio manifesterà certo darà giusta

ricompensa a coloro che credono sinceramente in Dio e nei

Suoi Segni, perché sono loro i degni d'aver un premio dalla Sua

presenza. Dite, è ben lungi dalla gloria di Colui Che Dio

manifesterà che alcuno faccia in tal guisa menzione del Suo

nome, se ponderate la Causa di Dio nei vostri cuori. Dite, Egli

rivendicherà la Causa con la potenza del Suo comando e

annienterà ogni contraffazione della verità in virtù del Suo

decreto. Per certo Iddio è potente sopra tutte le cose.

Se desiderate distinguere la verità dall'errore, considerate i

credenti in Colui Che Dio manifesterà e i negatori al tempo

della Sua apparizione. Come si attesta nel Libro di Dio, i primi

123

rappresentano l'essenza della verità e, come si attesta nello stesso Libro, i secondi l'essenza dell'errore. Temete Dio, acciocché

non abbiate ad avallare altro che la verità, poiché siete stati

esaltati nel Bayán quali riconosciuti alfieri del nome di Colui

Che è l'eterna Verità.

Dite, dovesse Colui Che Dio manifesterà tacciare di falsità

un devoto e sincero seguace del Bayán, s'impone che vi sottomettiate al Suo decreto, perché Dio lo ha affermato nel Bayán;

in verità, quando lo voglia, Egli può trasformare la luce in fuoco; Egli è certo potente sopra tutte le cose. E se dichiarasse che

una persona da voi stimata aliena dalla verità vi abbia affinità,

non cadete nell'errore di reclamare, nelle vostre fantasie, contro

la sua decisione, poiché Colui Che è la Verità Sovrana crea le

cose mediante la forza del Suo decreto. In verità, Iddio converte

il fuoco in luce come Gli aggrada; Egli è certo potente sopra

tutte le cose. Guardate come il Primo Giorno la verità abbia

brillato come verità e si sia palesato l'errore quale errore; del

pari li distinguerete l'uno dall'altro anche il Giorno della

Resurrezione. XVII, 4.

RIFLETTETE sulle genti alle quali fu dato il Vangelo. Le

loro guide religiose erano considerate veraci Guide del Vangelo, eppure quando si chiusero a Muhammad, l'Apostolo di Dio,

si mutarono in guide d'errore, nonostante che per tutta la vita

avessero fedelmente ottemperato ai precetti della loro religione,

per ottenere il Paradiso; ma non vi entrarono quando Iddio

glielo palesò. Altrettanto fecero coloro cui fu dato il Corano.

Essi eseguirono le loro devozioni per amor di Dio, sperando

ch'Egli li accompagnasse ai giusti in Paradiso. Ma allorché le

porte del Paradiso si spalancarono dinanzi ai loro volti, si rifiu

tarono d'entrarvi. Si lasciarono andare dentro il fuoco, benché

ne avessero cercato riparo presso Dio.
124

Dite, certo il criterio per il quale la verità è sceverata dall'errore non sarà apparente fino al Dì della Resurrezione. Lo conoscerete, se sarete tra coloro che amano la Verità. E prima

dell'avvento del Dì della Resurrezione, distinguerete la verità da

ogni altra cosa secondo quanto è stato rivelato nel Bayán.

Quanti, il Dì della Resurrezione, stimeranno d'essere nel

giusto, mentre saranno reputati in errore per decreto della

Provvidenza, poiché si escluderanno, come con un velo, da Colui Che Dio manifesterà e si rifiuteranno d'inchinarsi adoranti

innanzi a Colui Che, come Iddio ha ordinato nel Libro, è lo

Scopo della loro creazione. XVII, 4.

DITE, non potrete ravvisare l'Unico Vero Dio né ben comprendere le parole della guida divina, poiché perseguite e calcate strade diverse dalla Sua. Ogni qual volta venite a sapere

che una nuova Causa è apparsa, è vostro dovere rintracciarne

l'autore e indagare nei suoi scritti, acché per avventura non abbiate a sbarrarvi l'accesso a Colui Che Dio manifesterà nell'ora

della Sua manifestazione. Se percorrerai la via della verità tramandata da coloro nei quali è infusa la conoscenza dell'intima

realtà, nel Dì della Resurrezione Dio, tuo Signore, certamente ti

redimerà. In verità, Egli è potente sopra tutte le cose.

Nel Bayán Iddio ha proibito qualunque verdetto di condanna, per tema che alcuno non abbia a condannare Dio, suo

Signore, e pur si consideri tra i giusti, perché nessuno sa qual

principio e quale fine avrà la Causa di Dio.

O voi cui fu dato il Bayán! Se vi daranno notizia che un

uomo si è detto portatore di una Causa e rivela versetti che alle

apparenze pare improbabile siano stati rivelati da altri che da

Dio, l'Aiuto nel Pericolo, l'Esistente da Sé, non condannatelo

acciocché non abbiate inavvertitamente a condannare Colui Che

Dio manifesterà. Dite, Colui Che Dio manifesterà non è altri

125

che uno fra di voi; Egli Si farà conoscere da voi il Dì della

Resurrezione. Conoscerete Dio quando vi sarà fatta conoscere

la Manifestazione del Suo Essere, acché per avventura non vi

perdiate lungi dalla Sua Via.

In verità, Iddio susciterà Colui Che Dio manifesterà e dopo

di Lui Chiunque vorrà, come ha suscitato Profeti prima del

Punto del Bayán. Egli ha certo potere sopra tutte le cose.

XVII, 4.

IN verità il Primo Giorno, spalancati i cancelli del Paradiso a

tutti i popoli del mondo, esclamammo: « O creature! Lottate

strenuamente per essere assunte in Paradiso, poiché è solo al

fine di pervenirvi che vi siete attenute saldamente, per tutta la

vita, ad un virtuoso agire ». Sicuramente tutti gli uomini anelano ad entrarvi, ma ahimè non vi riescono a cagione di ciò che le

loro mani hanno operato. Ma dovessi tu conseguire vera

comprensione di Dio nell'intimo del cuore, prima ch'Egli Si sia

manifestato, saresti capace di riconoscerLo, visibile e fulgente,

quando Si svelerà agli occhi d'ogni uomo. XVII, 11.

DITE, per aver voi ricordato Colui Che Dio manifesterà e

celebrato il Suo nome, Dio dilaterà di gioia i vostri cuori e non

volete voi forse che i vostri cuori si trovino in tal beata condizione? In verità, i cuori dei sinceri credenti in Colui Che Dio

manifesterà sono più spaziosi della vastità del cielo e della terra

e di ciò che v'è frammezzo. Iddio non v'ha lasciato incagli, neppure nella misura di un granello di senape. Egli ne rallegrerà i

cuori, gli spiriti, le anime, i corpi e i giorni di prosperità o di

avversità, mediante il loro esaltare il nome di Colui Che è la su 126

prema Testimonianza di Dio e il loro promuovere la Parola di

Colui Che è l'Alba della gloria del loro Creatore.

In verità, queste sono anime che si deliziano nel ricordare

Dio, Che ne innalza i cuori mediante la luce fulgente del sapere

e della saggezza. Essi non cercano altro che Dio e sovente si

danno ad innalzare le Sue lodi. Nulla essi desiderano tranne

quello ch'Egli vuole e sono pronti ad eseguire il Suo comando. I

loro cuori sono specchi che rispecchiano qualunque cosa voglia

Colui Che Dio manifesterà. Così Iddio rallegrerà i cuori di

coloro che credono sinceramente in Lui e nei Suoi segni e che

abbiano ferma certezza della vita avvenire. Dite, la vita

avvenire non è altro che i giorni associati all'avvento di Colui

Che Dio manifesterà.

Non sminuite le ordinanze di Dio in vostre fantasiose elucubrazioni; osservate invece con l'occhio dello spirito tutto ciò

che Iddio ha creato per Suo comando, così come guardate gli

oggetti con gli occhi del corpo. XVII, 15.

LA Rivelazione divina associata all'avvento di Colui Che è il

vostro Mihdí promesso ha dato prova d'essere ben più meravigliosa della Rivelazione che fu data a Muhammad, l'Apostolo di

Dio, frammezzo ai popoli d'Arabia dopo ch'Egli ebbe compiuto

quarant'anni - fatto che voi tutti affermate e sostenete -

mentre il vostro Redentore fu suscitato da Dio all'età di ventiquattro anni, in mezzo a uomini tra i quali nessuno parla o

comprende una sola parola dell'idioma arabo. Così Dio appalesa

la gloria della Sua Causa e dimostra la Verità mediante la

potenza della Sua Parola rivelata. In verità, Egli è il Forte,

l'Onnipotente, Colui Che nel pericolo soccorre, il Benamato.

XVII, 4.

DITE, in verità Iddio ha fatto entrare nell'ombra dell'albero

dell'affermazione tutte le creature, eccetto quelle alle quali è

127

data facoltà d'intendere. A queste sta la scelta: se credere in Dio

loro Signore e riporre in Lui tutta la fiducia, ovvero chiudersi a

Lui e rifiutare di credere fermamente nei Suoi segni. Questi due

gruppi veleggiano su due diversi mari: il mare dell'affermazione

e quello della negazione.

I sinceri credenti in Dio e nei Suoi segni, che in ogni Dispensazione ottemperano fedelmente a ciò che è stato rivelato

nel Libro - questi in verità sono coloro che Dio ha creato dai

frutti del Paradiso del Suo compiacimento: essi sono tra i beati.

Ma i renitenti a Dio e ai Suoi segni in ciascuna Dispensazione,

costoro sono quelli che fan vela sul mare della negazione.

Con la potenza del Suo decreto, Iddio ha avocato a Sé l'impegno di assicurare il predominio del mare dell'affermazione e

di annientare il mare della negazione, mediante la forza della

Sua possanza. Egli certo è potente sopra tutte le cose.

In verità, v'incombe di riconoscere il vostro Signore al tempo della Sua manifestazione, acché per avventura non abbiate a

entrare nella negazione, ma, prima che Dio susciti un profeta, vi

possiate ritrovare fermamente insediati sul mare dell'affermazione. Giacché se un profeta vi viene da Dio e voi non calcate la Sua Vita, Dio trasformerà per questo la vostra luce in

fuoco. Badate adunque, caso mai vi sia dato di redimere le vostre anime, per grazia di Dio e dei Suoi segni. XVIII, 13.

DITE in verità se non riconoscete Colui Che Dio

manifesterà, Iddio farà che i vostri cuori siano consegnati alla

perversione; ma se Lo riconoscerete, Iddio bandirà dai vostri

cuori ogni cattiveria...

Il giorno in cui, per Volere di Dio, foste iniziati al Bayán,

c'era alcuno fra voi che sapesse chi fossero le Lettere del Viven

te, chi i Testimoni o le Testimonianze, o quali i nomi dei credenti? Iddio vuole che riconosciate nello stesso modo Colui Che

128

Dio manifesterà il Dì della Resurrezione. Attenti a non escludervi come con un velo da Colui Che v'ha creati, a cagione

del vostro rispetto verso coloro che furono tratti all'esistenza per

ordine del Punto del Bayán perché esaltassero la Sua Parola. E

prima che il Punto del Bayán vi chiamasse all'esistenza, avevate

forse traccia d'identità, e tanto meno scritti o autorità?

Dimenticate dunque il vostro esordio, acché abbiate la ventura

di essere salvati il dì del vostro ritorno. In verità, se non fosse

stato per esaltare il nome del Punto Primo, Dio non avrebbe

decretato per voi né Lettere del Vivente, né coloro che sono le

Testimonianze della Sua Verità, né i Testimoni della Sua giustizia, se solo poteste dare ascolto per un attimo. Tutto ciò è per

glorificare la Causa di Colui Che Dio manifesterà al tempo della Sua manifestazione, poteste solo riflettere un istante.

Fa d'uopo perciò che ritorniate a Dio tali quali foste tratti

all'esistenza e che non proferiate parole come ‘perché’ o ‘no’, se

volete che la vostra creazione dia frutto al tempo del vostro

ritorno. Perché tra voi che siete nati nel Bayán nessuno raccoglierà il frutto del vostro principio se non ritornando a Colui

Che Dio manifesterà. È per Lui che il vostro principio è venuto

da Dio e che il vostro ritorno a Lui sarà, se solo lo sapeste.

XVI, 15.

QUANTE persone per tutta la vita sfoggiano seriche vesti,

mentre in realtà, essendosi spogliate del manto della guida divina e della giustizia, sono avvolti in abiti di fuoco; e quanti invece per tutta la vita indossano cotone e ruvida lana, ma, essendo

adorni della veste della guida divina e della giustizia, portano in

verità la livrea del Paradiso e si deliziano del beneplacito di

Dio. Ecco, meglio sarebbe agli occhi di Dio se foste capaci di

combinare le due cose, abbigliarvi nella veste della guida divina

e della giustizia e usare finissima seta, se potete permettervelo.

129

Altrimenti, almeno non agite ingiustamente, ma attenetevi alla

devozione e alla virtù...

Se non fosse stato a causa della Sua presenza frammezzo a

questa gente, non avremmo né prescritto leggi né decretato

proibizioni. È solo a glorificazione del Suo Nome e ad esaltazione della Sua Causa che abbiamo enunciato certe leggi per

Nostra intimazione o proibito atti dai quali siamo alieni, sì che

nell'ora della Sua manifestazione possiate conseguire per Suo

tramite il beneplacito di Dio e astenervi dalle cose ch'Egli aborre.

Dite, in verità il compiacimento di Colui Che Dio manifesterà è il compiacimento di Dio, mentre il disappunto di Colui

Che Dio manifesterà altro non è che il disappunto di Dio. Evitate di dispiacerGli e rifugiatevi nel Suo beneplacito. Dite, guide viventi verso il Suo compiacimento sono coloro che credono

sinceramente in Lui e hanno ferma certezza nella loro fede,

mentre testimonianze viventi del Suo disappunto sono coloro

che, all'udire i versetti di Dio inviati dalla Sua presenza o nel

leggere le parole divine rivelate da Lui, non si convertono istantaneamente alla Fede né giungono alla certezza. XVI, 14.

130
6
SCRITTI VARI
131
132

DITE, Dio è il Signore e tutti a Lui si rivolgono adoranti.

Dite, Dio è l'Unico Vero e tutti a Lui rendono omaggio.

Ecco Dio, vostro Signore, e a Lui tutti tornerete.

V'è su Dio alcun dubbio? Egli ha creato voi e ogni cosa. Il

Signore di tutti i mondi è Lui.

DITE, in verità se Dio lo voglia, chiunque fra i seguaci di

questa Fede potrà certo confondere tutti coloro che dimorano in

cielo e sulla terra e in tutto quel che v'è frammezzo, perché certo questa è, senz’ombra di dubbio, l'unica vera Fede. Non vi

colga dunque né timore né rammarico.

Dite, secondo quanto è rivelato nella Scrittura, Dio S'è as-

sunto il compito di assicurare il trionfo di un qualunque seguace

della Verità su cento anime diverse, e la supremazia di cento

credenti su mille negatori, e il predominio di mille fedeli su tutte le genti e le tribù del mondo: perché Egli trae all'esistenza

qualunque cosa voglia in virtù del Suo decreto. In verità Egli è

potente sopra tutte le cose.

Dite, la forza di Dio è nei cuori dei credenti nella Sua unità,

attestanti che non vi è altro Dio che Lui, laddove i cuori di coloro che Gli dan compagni sono impotenti, esanimi su questa

terra: non v'è dubbio che sono morti.

S'avvicina il Giorno in cui Iddio farà trionfare le milizie della Verità e purificherà il mondo intero, a tal segno che nell'ambito della Sua conoscenza non sopravviverà neppure un'anima

che non creda sinceramente in Dio, che adori altro Dio, che

notte e dì non s'inchini adorante innanzi a Lui e che non sia nel

novero di coloro cui è data intima certezza.

Dite: ecco, Dio è la Verità Sovrana, palesemente Suprema al

di sopra dei Suoi servi; Egli è l'Aiuto nel Pericolo, l'Esistente da

133
Sé.

DIO attesta che non v'è altro Dio che Lui e che i regni nel

cielo e sulla terra e tutto quel che v'è frammezzo sono Suoi. Egli

trascende di gran lunga la comprensione di tutte le cose, è imperscrutabile a ogni mente creata, nessuno sarà capace di penetrare l'unicità del Suo Essere o di svelare la natura della Sua

Esistenza. Né pari né simiglianti, né simili né uguali potranno

mai esserGli associati. LodateLo dunque e glorificateLo e confessate la santità e l'unicità del Suo Essere e magnificate la Sua

maestà e possanza con meravigliosi osanna. Se solo aveste ferma fede nella rivelazione dei segni di Dio!

Questa è la Scrittura ispirata da Dio; questa è la Tavola dispiegata; dite, ecco, questo è il Frequentato Tempio, la Foglia

aulente l'Albero della Rivelazione divina, l'Oceano spumeggiante, la recondita Parola, la Luce che sovrasta ad ogni luce...

In verità ogni luce è prodotta da Dio mediante il potere del Suo

decreto. In verità, Egli è la Luce nel Regno del cielo e della terra e di quel che v'è frammezzo. E mercé il fulgore della Sua

luce, Dio rischiara i vostri cuori e fa sicuri i vostri passi, acché

per avventura Gli rendiate lode.

Dite, in verità, ecco il Giardino del Riposo, il più sublime

punto d'adorazione, l'Albero oltre il quale non si passa, il benedetto Albero di Loto, il Segno Più Possente, il Sembiante più

bello, il Volto più avvenente.

DAL principio che non ha principio tutti gli uomini si sono

prostrati adoranti innanzi a Colui Che Dio manifesterà e così

134

seguiteranno fino alla fine che non conosce fine. Strano davvero, dunque, che al Suo apparire notte e dì rendiate omaggio a

ciò che il Punto del Bayán vi ha ingiunto e pur non adoriate

Colui Che Dio manifesterà.

A LUI consacra, o mio Dio, quest'Albero tutt'intero, acché

ne abbiano a rivelarsi tutti i frutti ivi da Dio creati per Colui mediante il Quale Egli ha voluto rivelare tutto ciò che Gli aggrada.

Per la Tua gloria! Non ho desiderato che quest'Albero mai

portasse ramo, foglia o frutto che non si prosternasse innanzi a

Lui il Dì della Sua Rivelazione o si rifiutasse di lodare Te per

Suo tramite, come si conviene alla gloria della Sua

gloriosissima Rivelazione e alla sublimità del Suo oltremodo

sublime Occultamento. E se Tu, o mio Dio, vedrai in Me ramo,

foglia o frutto che non si sia prosternato innanzi a Lui il giorno

della Sua Rivelazione, taglialo o mio Dio da quell'Albero,

perché a Me non appartiene né ritornerà.

EGLI - glorificata sia la Sua menzione - rassomiglia al sole. Se innanzi a lui fossero posti infiniti specchi, ciascuno secondo la propria capacità rifletterebbe lo splendore di quel sole;

ma se non ve ne fosse alcuno, esso ancora continuerebbe a levarsi e a tramontare e solo gli specchi sarebbero velati alla sua

luce. In verità non ho mancato al Mio dovere di ammonire quelle genti e di trovare mezzi pei quali esse potessero rivolgersi a

Dio, loro Signore, e credere in Dio, loro Creatore. Se il Dì della

Sua Rivelazione tutti coloro che sono sulla terra Gli renderan

no omaggio, il Mio intimo essere giubilerà, perché tutti saranno

pervenuti all'apice della loro esistenza, e saranno stati condotti

135

dinanzi al loro Amato, e avranno riconosciuto, nella massima

misura raggiungibile nel mondo dell'essere, lo splendore di Colui Che è il Desio dei loro cuori. Altrimenti certo si rattristerà

l'anima Mia. In verità è a tal fine che ho allevato tutte le cose.

Come dunque potrà esservi alcuno separato da Lui? Per questo

ho implorato Iddio e continuerò a implorarLo. In verità Egli è

vicino, pronto a esaudire.

LA gloria di Colui Che Dio manifesterà è infinitamente

superiore a ogni altra e la Sua maestà di gran lunga ogni altra

sopravanza. La sua beltà supera qualunque incarnazione di beltà

e la Sua grandezza di molto sovrasta a qualsiasi manifestazione

di grandezza. Innanzi alla radiosità della Sua luce ogni luce

impallidisce e ogni esponente di misericordia è scarso davanti ai

segni della Sua misericordia. Ogni perfezione è zero al cospetto

della Sua consumata perfezione e ogni sfoggio di potenza è un

nulla dinanzi alla Sua assoluta potenza. I Suoi nomi sono superiori a tutti gli altri nomi. Il Suo compiacimento ha la precedenza su ogni altra espressione di compiacimento. La Sua suprema

esaltazione è lungi di là da ogni altro simbolo di esaltazione. Lo

splendore della Sua apparizione di molto sorpassa il fulgore

d'ogni altra apparizione. Il Suo divino occultamento è ben più

profondo d'ogni altro occultamento. La Sua sublimità è infinitamente superiore a ogni altra sublimità. Il Suo benevolo favore

è ineguagliato da qualunque altro segno di favore. La Sua forza

trascende ogni altra forza. La Sua sovranità è invitta al cospetto

d'ogni altra. Il Suo celeste imperio è magnificato di là da ogni

altro imperio. La Sua conoscenza abbraccia tutto il creato. La

Sua possanza suprema sovrasta a tutti gli esseri.
TUTTI gli uomini sono venuti da Dio e a Lui tutti

ritorneranno; tutti appariranno innanzi a Lui per il giudizio. Egli

136

è il Signore del Dì della Resurrezione, della Rigenerazione e del

Rendiconto e la Sua Parola rivelata è la Bilancia.

Vera morte è quella di chi muoia a se stesso al tempo della

Sua Rivelazione, in tal guisa che non cerchi nulla all'infuori di

Lui.

Vera resurrezione dagli avelli significa essere vivificati conforme al Suo Volere, mediante la forza della Sua parola.

Paradiso è conseguire il Suo compiacimento, fuoco
sempiterno il Suo verdetto secondo giustizia.

Il Giorno in cui Egli Si rivela è il Dì della Resurrezione, che

durerà tanto quanto Egli ordinerà.

Tutto appartiene a Lui e da Lui è plasmato. All'infuori di

Lui, tutti sono Sue creature.
Nel Nome di Dio, ti Sublime, l'Altissimo

IN verità, Io sono Dio, non v'è altro Dio che Me e fuorché

Me ogni cosa non è altro che Mia creazione. Dite, adorateMi

dunque, o Mie creature.

Ti ho tratto all'esistenza, nutrito, protetto amato suscitato e

benignamente trascelto quale manifestazione del Mio Essere,

acché Tu recitassi i Miei versetti secondo il Mio decreto e invitassi tutti coloro che ho creato alla Mia Religione, che altro non

è che questa gloriosa, eccelsa Via.

Ho plasmato tutte le cose create per amor Tuo e, in virtù

del Mio Volere, Ti ho posto quale Reggitore sovrano dell'intera

umanità. Ho decretato altresì che chiunque abbracci la Mia re 137

ligione sarà credente nella Mia unità e ho legato questo credo

alla rimembranza di Te, e dopo di Te al ricordo di coloro dei

quali, col Mio permesso, hai fatto ‘Lettere del Vivente’ e di tutto ciò che della Mia religione è stato rivelato nel Bayán. In verità, questo è ciò che permetterà ai sinceri fra i Miei servi di ottenere accesso al Paradiso celeste.

In verità, il sole non è altro che un pegno dalla Mia presenza,

così che, nel suo levarsi, i sinceri credenti fra i Miei servi

possano scorgere l'albeggiare delle Dispensazioni.

In verità, Ti ho creato mediante Te Stesso, poi per Mio decreto ho plasmato tutte le cose mercé la potenza creatrice della

Tua Parola: Noi siamo Onnipotenti. Ti ho prescelto quale

Principio e Fine, Visibile e Occulto: in verità Noi siamo l'Onnisciente.

Fuorché a Te, a nessuno è stato o sarà mai conferito lo stadio

della profezia, né Sacra Scrittura è stata o sarà mai rivelata ad

altri salvo Te. Tale è il decreto prescritto da Colui Che è Colui

Che tutto possiede, il Benamato.

In verità, il Bayán è la Nostra prova decisiva per tutte le cose

create e innanzi alla rivelazione dei suoi versetti i popoli del

mondo sono tutti impotenti. Esso racchiude la somma di tutte le

Scritture, del passato e del futuro, giacché Tu sei il Depositario

di tutte le Nostre prove in questo Giorno. A chiunque Ci

aggradi concediamo accesso ai giardini del Nostro santissimo,

sublime Paradiso. Così in ogni Dispensazione la rivelazione

divina è inaugurata per Nostro decreto: in verità Noi siamo il

supremo Reggitore. Certo non inizieremo mai nessuna religione

che non sia rinnovata nei giorni avvenire: è una promessa

solenne che abbiamo fatto, e in verità siamo supremi sopra tutte

le cose...
Egli è Dio, il Signore Sovrano, d Gloriosissimo.
138

DI: Sia lodato Iddio Che a chiunque Gli piaccia concede benignamente di adorarLo. In verità non v'è altro Dio che Lui.

Suoi sono i più eccellenti titoli; è Lui Che porta la Sua parola a

compimento come Gli aggrada ed è Lui Che guida chiunque

abbia ricevuto lume e cerchi la via della giustizia.

Temi Dio, tuo Signore, e fa' menzione del Suo Nome di

giorno e di sera. Non seguitare dettami d'infedeli, acché tu non

sia annoverato fra gli esponenti delle oziose fantasie. Obbedisci

fedelmente al Punto Primo Che è il Signore in Persona e sii tra i

giusti. Non lasciar che alcuna cosa ti conturbi intimamente, non

permettere che ciò che era destinato avvenisse in questa Causa

ti molesti. Lotta zelante per amor di Dio e percorri la via della

giustizia. Dovessi tu incontrare i negatori, riponi ogni fiducia in

Dio, tuo Signore, dicendo: Nei regni di questo mondo e

dell'altro mi è sufficiente Iddio.

S'avvicina il Giorno in cui Dio radunerà i fedeli: in verità

non v'è altro Dio che Lui.

La pace di Dio sia con coloro che sono stati ben guidati mediante il potere della guida divina.

Egli è Dio, il Supremo Reggitore, la Verità Sovrana,

Colui il Cui soccorso è da tutti invocato.

GLORIFICATO è Colui al Quale appartiene il dominio dei

cieli e della terra nella Cui mano si trova il regno di tutte le cose

create, al Quale tutti torneranno. È Lui Che stabilisce la misura

assegnata a ciascuna cosa e Che rivela i Suoi buoni doni e le

Sue grazie nel Suo sacro Libro a benefizio di coloro che rendono grazie alla Sua Causa.

Dite, questa vita terrena finirà e ogni uomo perirà e ritornerà al mio Signore Iddio Che ricompenserà coi doni più squisiti

le opere di coloro che sopportano pazienti. In verità, in virtù del

139

Suo decreto, il tuo Dio statuisce la misura di tutte le cose create

come Gli aggrada e coloro che si conformano al beneplacito del

vostro Signore sono invero tra i beati.

Il tuo Signore non ha mai suscitato profeta nel passato che

non abbia convocato le genti innanzi al Suo Signore e oggi certo è come nei tempi antichi, se meditaste sui versetti che Dio ha

rivelato.

Quando Iddio inviò il Suo Profeta Muhammad, quel giorno

nella conoscenza di Dio era preordinato che il ciclo profetico sì

concludesse. Sì, quella promessa si è certo avverata e il decreto

di Dio s'è compiuto, com'Egli ha ordinato. Sicuramente oggi

viviamo nei Giorni di Dio. Sono giorni così gloriosi, che mai in

antico il sole è sorto su giorni uguali. Sono questi, i giorni che

nei tempi passati le genti attendevano con trepidazione. Che

cosa v'è accaduto che siete profondamente addormentati? Sono

questi, i giorni in cui Dio ha fatto rifulgere radioso l'Astro della

Verità. Che cosa mai vi ha portato a starvene silenti? Sono

questi, i giorni stabiliti che avete ansiosamente atteso nel passato - i giorni dell'avvento della giustizia divina. Rendete grazie a

Dio, o schiere di credenti.

Non permettete che le opere di coloro che rifiutano la Verità

vi escludano come con un velo. Questa gente ha diritti sui corpi

solamente; sugli spiriti, sulle anime e sui cuori Dio non ha

conferito loro alcun potere. Temete Dio, acciocché possiate aver

successo in tutto. Tutte le cose sono state create per voi e per

null'altro è stata decretata la vostra creazione. Temete Dio e

badate che apparenze e abiti non v'impediscano di riconoscerLo. Rendete grazie a Dio, acché per avventura Egli possa

usarvi misericordia.

Questa vita mortale per certo perirà; i suoi piaceri sono destinati a dileguarsi e in breve ritornerete a Dio trafitti dal rimorso, perché tosto sarete ridestati dal torpore e subito vi ritroverete

al cospetto di Dio e vi sarà chiesto conto del vostro agire.

Dite, come osate negare apertamente i versetti inviati dal

firmamento della giustizia, se pur leggete i Libri di Dio rivelati

140

in antico? Come mai rifiutate l'incontro col Signore che vi era

stato statuito nel passato e non date ascolto in questo Giorno al

Suo ammonire? In verità, per attenervi alle forme e secondare

gl'impulsi dei vostri desideri egoistici, vi siete preclusi il beneplacito del vostro Signore, salvo coloro nei quali il loro Signore abbia infuso la conoscenza e che in questo Giorno Gli

rendano grazie per il dono di aver accettato la vera Fede di Dio.

Annuncia dunque il Messaggio a coloro che appalesano virtù e

insegna loro le vie dell'Unico Vero Dio, affinché possano

comprendere.

Frena la lingua dal proferire ciò che possa amareggiarti e

implora la misericordia di Dio. In verità Egli ben conosce i giusti poiché è vicino a quei Suoi servi che credono sinceramente

in Lui e non è ignaro delle azioni dei maleoperanti, giacché nulla nei cieli o sulla terra può sfuggire alla Sua conoscenza.

Questi chiari e inconfutabili versetti sono un pegno della

misericordia del tuo Signore e fonte di guida per l'intera umanità: luce per coloro che vi credano e fuoco di cocente afflizione

per chiunque se ne allontani e li smentisca.
O TU che sei eletta fra le donne!

Egli è Dio: glorificato è il fulgore della Sua luce.

I versetti di questa Tavola sono rivelati per colei che ha creduto nei segni del suo Signore ed è nel novero di coloro che si

sono interamente votati a Lui. Attesta che in verità non v'è altro

Dio che Lui, Mio e tuo Signore e che all'infuori di Lui non v'è

altro Dio. Egli è il Munifico, l'Onnipotente.

Rendi grazie a Dio, poiché S'è compiaciuto di sovvenirti in

questo Giorno, di rivelarti i limpidi versetti di questa Tavola e

di annoverarti tra quelle donne che hanno creduto nei segni di

Dio, che Lo hanno scelto quale custode e sono grate. In verità

ben presto Iddio elargirà a te e ai credenti nei Suoi segni altis 141

sima mercede dalla Sua presenza. Sicuramente non v'è altro Dio

che Lui, Quei Che tutto possiede, il Generosissimo. Le rivelazioni della Sua munificenza pervadono tutte le cose create;

Egli è il Misericordioso, il Compassionevole.

DIO attesta che non v'è altro Dio all'infuori di Lui, l'Onnipo

tente, il Benamato.

Il Dì della Resurrezione fissate lo sguardo su Colui Che Dio

manifesterà e credete fermamente in ciò che è da Lui inviato.

Dite, Dio trionfa incontrastato su ogni vincitore. Nei cieli e

sulla terra e in quel che v'è frammezzo non c'è alcuno che possa

vanificare la trascendente supremazia del Suo trionfo. Egli trae

all'esistenza qualunque cosa voglia mediante la potenza del Suo

decreto. In verità, Iddio è il più possente Sostenitore, il Soccorritore, il Difensore.

QUANDO l'Astro di Bahá rifulgerà radioso sull'orizzonte

dell'eternità v'incombe presentarvi dinanzi al Suo trono. Attenti

a non rimaner seduti al Suo cospetto e a non porre domande

senza il Suo permesso. Temete Dio, o schiera degli Specchi.

Implorate da Lui i meravigliosi pegni del Suo favore, sì

ch'Egli possa degnarSi di rivelare per voi qualunque cosa voglia

e desideri, giacché quel Giorno tutte le rivelazioni della

munificenza divina ruoteranno attorno al Seggio della Sua Gloria e promaneranno dalla Sua presenza, se solo lo capiste.

Fa d'uopo che restiate silenti dinanzi al Suo Trono, perché

in verità quel Giorno di tutte l e cose che sono state create fra

terra e cielo nulla sarà certo stimato più acconcio del tacere.

Badate bene altresì che non siate annoverati fra coloro cui in

142

antico fu data la conoscenza, eppure a cagione della loro dottrina si enfiarono d'orgoglio innanzi a Dio, il Trascendente,

Colui Che da Sé esiste, poiché quel Giorno è Lui Che è di tutto

Informato, l'Onnisciente, la Fonte d'ogni sapere, Che di gran

lunga sovrasta a coloro che sono imbevuti di dottrina; ed è Lui

il Potente, il Soggiogatore, il Forte Signore, di fronte a quanti

reggono il potere; ed è Lui il Possente, il Più Augusto, il Più

Glorioso innanzi a chiunque faccia sfoggio di gloria; e quel

Giorno è Lui il Sublime, l'Eccelso, la Fonte d'esaltazione, lungi

al di sopra di quelli che sono d'elevato rango; ed è Lui l'Onnipossente, la Sorgente di gloria e di magnificenza, infinitamente

superiore ai fasti della possanza; ed è Lui l'Onnipotente, il Supremo Reggitore, il Signore del giudizio, trascendente tutti coloro che sono costituiti in autorità; ed è Lui il Generoso, il Più

Benevolo, l'Essenza del favore, Che S'erge supremo innanzi a

chi mostri benevolenza; ed è Lui l'Ordinatore e il Supremo

Reggitore dell'autorità e del potere, inimmaginabilmente superiore a coloro che reggono il dominio della terra; ed è Lui il Più

Eccellente, l'Insuperato, il Preminente davanti a ogni uomo di

talento.

Siete stati tutti quanti tratti a vita per cercare la Sua presenza

e raggiungere quello stadio eccelso e glorioso. In verità, dal

firmamento della Sua misericordia Egli invierà ciò che vi gioverà e qualunque cosa Egli Si compiaccia di elargire vi permetterà

di fare a meno dell'intera umanità. In verità quel Giorno a nulla

varrà la dottrina dei sapienti, o la cultura degli esponenti del

sapere, o lo sfarzo di coloro che sono molto riveriti, o il potere

dei potenti, o il rimembrare dei pii, o le opere dei giusti, o le

genuflessioni dei devoti inginocchiati, o il loro prostrarsi o il

loro volgersi alla Qiblih, o l'onore degli onorati, o la schiatta dei

ben nati, o la nobiltà delle nobili progenie, o il discorrere degli

eloquenti, o i titoli dei maggiorenti - nulla di nulla sarà di

giovamento - poiché tutte queste cose e qualunque altra

abbiate conosciuto o compreso furono create dalla Sua ingiunzione ‘sii’ ed è. Ecco, se fosse Suo Volere, Egli potrebbe sicu 143

ramente portare a resurrezione tutte le creature con una sola Sua

parola. In verità, oltre a tutto questo, Egli è il Più Forte, il Più

Possente, l'Onnipotente.

Badate, o schiera degli Specchi, che quel Giorno i titoli non

v'accrescan vanagloria. Sappiate per certo che voi, e tutti coloro

che vi sovrastano o vi sottostanno, siete stati creati per quel

Giorno. Temete Dio e non commettete ciò che gravi il Suo

cuore di dolore, e non siate di coloro che si sono traviati. Forse

Egli apparirà ammantato nella forza della Verità mentre voi sui

vostri giacigli, siete immersi in greve sonno; o i Suoi messi recheranno gloriose e luminose Tavole da Lui mentre voi ve ne

discosterete sprezzantemente, pronunzierete giudizio contro di

Lui - giudizio che non comminereste mai a voi stessi - e direte: « Questo non è da Dio, Colui Che tutto soggioga e Che da

Sé esiste ».

Gloria a Te, o mio Dio, Tu hai chiara contezza che ho proclamato la Tua Parola e non ho mancato alla missione che mi

affidasti. Ti scongiuro di proteggere quel Giorno le genti del

Bayán, acché non pronunzino accusa contro Te o non repugnino

ai Tuoi segni. Custudiscile, dunque, o mio Dio, in forza della

Tua possanza che pervade l'intera umanità.
Egli è l'Onnipotente.

SIA gloria a Lui Che è il Signore di tutti coloro che sono nei

cieli e sulla terra; Egli è l'Onnisciente, Quei Che di tutto è Informato. È Lui Che trae all'esistenza tutto quel che vuole per

Suo decreto; ecco, Egli è il Clemente, il Forgiatore. Dite, in verità Egli è pari al Suo intendimento; a chiunque voglia accresce

vittoria con la forza dei Suoi eserciti; non v'è altro Dio che Lui,

il Possente, il Savio. Suo è il regno della terra e del cielo: Egli è

il Signore della forza e della gloria. I credenti in Dio e nei Suoi

144

segni sono certo i seguaci della verità e dimoreranno in giardini

di delizie, mentre i negatori di Dio, i renitenti a ciò ch'Egli ha

rivelato, a questi sarà dimora il fuoco dove rimarranno in

perpetuo. Dite, molti hanno apertamente ripudiato Iddio e

seguito i ribelli malfattori. Costoro rassomigliano ai loro predecessori nel secondare ogni oppressore ostile. In verità non v'è

altro Dio che Dio; Suo è il regno del cielo e della terra; Egli è il

Clemente, l'Onnisciente. Dio attesta che non v'è altro Dio Che

Lui e Colui Che parla per intimazione del Suo Signore non è

che il Primo ad adorarLo. Egli è l'incomparabile Creatore Che

ha creato i cieli e la terra e tutto quel che v'è frammezzo, e tutti

stanno al Suo comando. Egli è Colui la Cui grazia ha ravvolto

tutto ciò che è nei cieli o sulla terra o altrove, e tutti sono

obbedienti al Suo decreto.

FA d'uopo che aspettiate il Giorno dell'apparizione di Colui

Che Dio manifesterà. Orbene nel piantare l'Albero del Bayán

non ho avuto altro intendimento che permettere a voi di riconoscerMi. In verità Io sono il primo a inchinarMi innanzi a Dio

e a credere in Lui. Procurate, adunque, che il vostro riconoscimento non si faccia vano, poiché il Bayán, sia pur sublime nel

suo stadio, rende omaggio a Colui Che Dio manifesterà ed è Lui

al Quale di molto più s'addice l'essere acclamato Seggio della

Realtà divina, ancorché sia Egli Me e Io Lui. Nondimeno,

quando l'Albero del Bayán giungerà al massimo rigoglio, lo

piegheremo in pegno di adorazione verso il Suo Signore Che

apparirà nella persona di Colui Che Dio manifesterà, caso mai

vi sia dato il privilegio di glorificare Dio come si confà al Suo

augusto Essere.

Ecco, siete stati tratti all'esistenza mediante il potere del

Punto del Bayán, ed Egli è rassegnato al Volere di Colui Che

Dio manifesterà, è magnificato mercé la Sua trascendente su 145

blimità, sostenuto dalle prove della Sua possanza, glorificato

dalla maestà della Sua unità, adorno della beltà della Sua unìcità, investito di poteri dal Suo eterno dominio e costituito in

autorità mediante la Sua sempiterna sovranità. Come potranno

dunque loro, che non sono altro che creazioni del Punto, essere

giustificati se dicono ‘perché o percome’?

O congregazione del Bayán e tutti coloro che vi stanno! Riconoscete i termini che vi sono imposti, perché persino il Punto

del Bayán ha creduto in Colui Che Dio manifesterà, prima che

tutte le cose fossero create. In verità, Me ne vanto davanti a tutti

coloro che dimorano nel regno del cielo e della terra. Non

lasciatevi escludere da Dio, quasi vi coprisse un velo, dopo

ch'Egli Si è rivelato. Tutto quello che è stato esaltato nel Bayán

non è altro che un anello nella Mia mano e Io invero un anello

nella mano di Quei Che Dio manifesterà - glorificata sia la Sua

menzione! Egli lo gira a Proprio piacimento, per ciò che Gli

piaccia e mediante quello che Gli aggradi. In verità, Egli è il

Soccorritore nel Pericolo, l'Altissimo.
146
7
PREGHIERE E MEDITAZIONI
147
148
Nel nome di Dio, il Signore di imperante maestà,
Colui Che tutto soggioga.

SANTIFICATO sia il Signore, nella Cui mano è la sorgente

della sovranità. Egli con la Sua Ingiunzione ‘Sii’ ed è crea tutto

quel che vuole. Suo è stato finora il potere all'autorità e Suo

rimarrà in futuro. Con la potenza del Suo decreto, Egli dà

vittoria a chi Gli piaccia: in verità Egli è il Forte, l'Onnipotente.

A Lui appartengono ogni gloria e maestà nei regni della

Rivelazione e della Creazione e quel che v'è frammezzo: in

verità, Egli è il Potente, il Gloriosissimo. Dall'eternità è stato la

Sorgente d'invincibile forza e tale rimarrà in eterno. In verità

Egli è il Signore della possanza e della forza; tutti i regni del

cielo e della terra e quel che v'è frammezzo sono di Dio e la Sua

potenza sopravanza ogni cosa. Tutti i tesori della terra e del

cielo e quel che v'è frammezzo sono Suoi e la Sua protezione si

estende sopra ogni cosa. Egli è il Creatore dei cieli e della terra

e di quel che v'è frammezzo e per certo è testimone per tutte le

cose. È il Signore del Conto per tutto ciò che dimora nei cieli e

sulla terra e quel che v'è frammezzo e, in verità, Iddio è rapido a

contare. Stabilisce la misura prescritta per tutti coloro che

dimorano nei cieli e sulla terra e quel che v'è frammezzo: in

verità è il Supremo Protettore. Ha in pugno le chiavi del cielo e

della terra e di quel che v'è frammezzo. A Suo piacimento

largisce doni, mediante il potere del Suo comando. In verità, la

Sua grazia pervade tutte le cose, Egli è l'Onnisciente.

Dì: mi basta Iddio; Egli è Colui Che tiene in pugno il reame

di tutte le cose. Con la potenza dei Suoi eserciti del cielo e della

terra e di quel che v'è frammezzo, Egli protegge chi voglia tra i

Suoi servi: in verità, Dio vigila su tutto.

Immensamente esaltato sei Tu, o Signore! Riparaci da quel

che si trova innanzi a noi e dietro a noi, sopra il nostro capo, a

149

dritta e a manca, sotto i nostri piedi e in ogni altra parte alla

quale siamo esposti. In verità, la Tua protezione sopra ogni cosa

1
giammai potrà cessare.

IMPARTISCI le Tue benedizioni, o mio Dio, all'Albero del

Bayán, alle sue radici e ai suoi rami, virgulti, foglie e frutti e a

tutto ciò che esso protegge o ricopre. Fa' poi che quest'Albero

sia trasformato in una magnifica Pergamena da offrire alla presenza di Colui Che manifesterai il Giorno del Giudizio, acciocché Egli Si degni di concedere che tutta la schiera dei seguaci

del Bayán sia restituita a vita e, mercé la Sua munificenza, inauguri una nuova creazione.

In verità, tutti sono poveri innanzi alla Tua tenera misericordia e umili servitori davanti ai pegni del Tuo dolce amore. Ti

scongiuro per la Tua generosità, o mio Dio, e per le effusioni

della Tua indulgenza e dei Tuoi doni, o mio Signore, e per i segni dei Tuoi favori e della Tua grazia celeste, o mio Benamato,

di vegliare su Colui Che Iddio manifesterà, affinché nessuna

traccia di sconforto mai Lo tocchi.
IMMENSAMENTE glorificato ed esaltato sei Tu. Come

posso menzionarTi, o Diletto dell'intera creazione, e riconoscere

il Tuo vanto, o Tu, innanzi al Quale ogni creatura si spaurisce! I

più eccelsi stadi ai quali sia dato che umana percezione assurga

1

L'originale di questa preghiera per la protezione è stato scritto a mano

dal Báb, in forma di pentacolo

e le somme vette che menti e anime d'uomo possano scalare non

son altro che segni creati in forza del Tuo comando e pegni

150

palesati mediante il potere della Tua Rivelazione. Lungi sia dalla Tua gloria che altri, fuorché Te, faccia menzione di Te o s'attenti d'innalzare la Tua lode. L'intima essenza d'ogni realtà attesta d'essere esclusa dai precinti della corte della Tua vicinanza

e la quintessenza d'ogni essere si dichiara incapace di pervenire

alla Tua santa Presenza. Immensamente glorificato ed esaltato

sei Tu! La sola cosa che Ti si confaccia è la dicevole menzione

proferita dal Tuo Essere; la sola cosa che sia degna di Te sono

gli osanna levati dalla Tua Essenza...
1

Una notte come questa, Signore, Tu Mi chiamasti all'esistenza in virtù della rivelazione della Tua grazia, ed ecco ora Mi

trovo su questo monte, solo e abbandonato. Lodato e ringraziato

sii Tu per tutto quel che si conforma al Tuo volere nell'impero

dei cieli e della terra. E ogni sovranità, oltre gli estremi confini

dei regni della Rivelazione e del Creato, Ti appartiene.

Mi plasmasti, o Signore, col Tuo benevolo favore e Mi proteggesti con la Tua grazia nell'oscurità della matrice e col Tuo

tenero amore Mi alimentasti con sangue vivificatore. Dopo

averMi plasmato in forma assai avvenente secondo la Tua amorosa provvidenza e aver perfezionato la Mia creazione mediante

la Tua opera eccellente e alitato il Tuo Spirito nel Mio corpo

nella Tua infinita misericordia e mercé la rivelazione della Tua

trascendente unità, dal mondo dell'occultamento Mi traesti al

mondo visibile nudo d'ogni cosa ignaro e del tutto incapace.

Quindi Mi nutristi con latte corroborante e Mi allevasti tra le

braccia dei Miei genitori con palese compassione, fino al momento in cui Ti compiacesti apprenderMi le realtà della Tua

Rivelazione e darMi contezza della retta via della Tua Fede,

vergata nel Tuo Libro. E quando giunsi a piena maturità, Mi

1

S'intende il giorno dei natali del Báb, il 1° muharram 1235 A.H. (20 ottobre 1819)

facesti rendere omaggio al Tuo inaccessibile Ricordo e Mi permettesti d'incedere verso lo stadio designato, ove Mi educasti

151

mediante i sottili influssi della Tua opera e Mi nutristi in quella

terra coi Tuoi doni più benevoli. E quando ciò che era stato

preordinato nel Tuo Libro accadde, secondo la Tua gentilezza,

Mi facesti giungere ai Tuoi sacri precinti e, secondo la Tua tenera misericordia, Mi lasciasti dimorare entro la corte dell'amicizia, finché vi scoprii i chiari pegni della Tua clemenza, le convincenti prove della Tua unità, i fulgidi splendori della Tua

maestà, la fonte della Tua suprema unicità, le vette della Tua

trascendente sovranità, i segni della Tua incomparabilità, le

manifestazioni della Tua gloria eccelsa, i recessi della Tua santità e ogni cosa imperscrutabile a tutti fuor che a Te.

IN verità, sono il Tuo servo, o mio Dio, e il Tuo povero

essere e la Tua supplice e misera creatura. Sono giunto alla Tua

porta, cercando la Tua protezione. Non ho trovato appagamento

se non nell'amore per Te, né esultanza fuorché nel ricordo di Te,

né brama tranne nell'obbedienza a Te, né gioia altrove che nella

vicinanza a Te, né tranquillità salvo nel ricongiungimento a Te,

sebbene io sappia che a tutte le creature è sbarrato l'accesso alla

Tua Essenza sublime e che all'intera creazione è interdetto

l'adito al Tuo intimo Essere. Ogni qual volta m'attento

d'avvicinarTi, in me non scorgo altro che i pegni della Tua grazia e nel mio essere nulla veggo se non le rivelazioni del Tuo

tenero amore. Come può una Tua piccola creatura cercare il ricongiungimento a Te e pervenire al Tuo cospetto, quando nessuno potrà mai esserTi associato o comprenderTi? Come può

umile servo, cui pur Tu abbia destinato le rivelazioni del Tuo

dominio e le mirabili testimonianze della Tua sovranità, riconoscerTi e innalzare la Tua lode? Epperciò ogni creatura attesta

che l'adito al sacrario della Tua presenza le è vietato a cagione

delle limitazioni imposte alla sua intima realtà. Ma è indiscusso

che l'influenza della Tua attrazione è sempre stata insita nella

152

realtà della Tua opera, anche se quel che s'addice alla corte

santificata della Tua provvidenza è esaltato al di là della portata

dell'intera creazione. Ciò denota, o mio Dio, la mia assoluta

inettitudine a lodarTi e rivela la mia totale incapacità di ringraziarTi, tanto meno di pervenire a riconoscere la Tua unità divina

o di raggiungere i chiari segni della Tua lode, della Tua santità e

della Tua gloria. Anzi, per la Tua possanza, non anelo ad altro

che al Tuo Essere e fuor che Te non cerco altri.

MAGNIFICATO sia il Tuo nome, o Dio. In verità, i Regni

della Creazione e della Rivelazione sono Tuoi; in verità,

abbiamo riposto tutta la fiducia nel nostro Signore. Ogni lode a

Te, o Dio; Tu sei l'Artefice dei cieli e della terra e di quel che

v'è frammezzo; in verità sei il Reggitore supremo, il Forgiatore,

l'Onnisciente. Glorificato sei Tu, o Signore! Sicuramente

radunerai l'umanità per il Giorno sulla cui venuta non v'ha

dubbio - il Giorno in cui ciascuno comparirà innanzi a Te e in

Te troverà la vita. È il Giorno dell'Unico vero Dio - il Giorno

che farai sopravvenire come Ti piaccia mediante il potere del

Tuo decreto.

Tu sei il Sovrano, il meraviglioso Creatore, il Potente, il Benamato.

LODATO sia il Tuo Nome, o Dio! In verità, Tu sei il nostro

Signore e ben conosci tutto ciò che si trova nei cieli e sulla terra. Mandaci dunque un pegno della Tua misericordia: in verità,

tra coloro che mostrano indulgenza non hai pari. Ogni lode a

Te, o Signore. Disponi per noi dalla Tua presenza ciò che conforterà i cuori dei sinceri fra i Tuoi servi. Glorificato sei Tu, o

153

Dio, Tu sei il Creatore dei cieli e della terra e di quel che v'è

frammezzo. Sei il Signore sovrano, il Santissimo, l'Onnipotente,

l'Onnisciente. Magnificato sia il Tuo Nome, o Dio, concedi ai

credenti in Dio e nei Suoi segni un possente ausilio dalla Tua

presenza onde farli prevalere sull'intera umanità.

GLORIA a Te, o Dio. Come posso menzionarTi, se sei

santificato al di sopra della lode di tutta l'umanità. Magnificato

sia il Tuo Nome, o Dio, Tu sei il Re, l'Eterna Verità; conosci ciò

che è nei cieli e sulla terra e tutto deve ritornare a Te. Hai

inviato secondo chiara misura la Tua Rivelazione divinamente

preordinata. Lode a Te, o Signore! Col Tuo comando concedi la

vittoria a chi vuoi, mediante gli eserciti del cielo e della terra e

di quel che v'è frammezzo. Tu sei il Sovrano, l'Eterna Verità, il

Signore d'invincibile possanza.

Glorificato sei Tu, o Signore, Tu sempre indulgi ai falli di

coloro tra i Tuoi servi che implorano perdono. Cancella i misfatti miei e di coloro che all'alba invocano la Tua indulgenza,

che Ti pregano di giorno e nottetempo, che non anelano ad altro

fuorché a Dio, che dispensano di tutto ciò che Dio ha loro

benignamente elargito, che celebrano la Tua lode mattina e sera

e non sono negligenti nei loro doveri.

LODE a Te, o Signore. Rimetti i nostri peccati, abbi

misericordia di noi e permettici di ritornare a Te. Fa' che non

confidiamo in altri che Te e concedici, con la Tua generosità,

ciò che ami e desideri e che Ti s'addice. Esalta lo stadio d'ogni

sincero credente e perdonalo nella Tua benevola indulgenza. In

verità, sei l'Aiuto nel Pericolo, l'Esistente da Sé.

154

O DIO nostro Signore! Riparaci con la Tua grazia da tutto

ciò che aborri e concedici quel che Ti s'addice. Sii largo nel

donarci il Tuo favore e dacci la Tua benedizione. Perdonaci per

le cose che abbiamo fatto, cancella i nostri peccati e assolvici

nella Tua benevola indulgenza. In verità Tu sei l'Eccelso, Colui

Che esiste da Sé.

La Tua amorosa provvidenza ha pervaso tutte le creature nei

cieli e sulla terra e il Tuo perdono ha ravvolto tutto il creato. La

sovranità è Tua; i regni della creazione e della Rivelazione sono

nelle Tue mani; tieni tutte le creature nella mano destra e nel

Tuo pugno si trovano le misure assegnate di perdono. Tu

assolvi chi vuoi tra coloro che Ti sono servi. In verità, sei il

Longanime, l'Amoroso. Nulla sfugge alla Tua conoscenza e non

v'è cosa che Ti sia nascosta.

O Dio nostro Signore! Proteggici con il potere della Tua

possanza, dacci modo di accedere al Tuo meraviglioso oceano

spumeggiante e concedici quel che Ti si confà.

Tu sei il Reggitore Sovrano, il Possente Fattore, l'Eccelso,

l'Amoroso.

GLORIA a Te, o Signore mio Dio! Nulla sfugge alla Tua

conoscenza, né v'è cosa che possa sottrarsi al Tuo pugno e nei

cieli e sulla terra, nel passato e nel futuro, non v'è nulla che

possa vanificare il Tuo Intendimento.

Tu vedi il Paradiso e i suoi abitanti; vedi il basso reame e chi

vi dimora. Tutti sono Tuoi servi, stretti nel Tuo pugno.

O Signore! Fa’ trionfare i Tuoi servitori pazienti nei Tuoi

giorni concedendo loro dicevole vittoria, dacché han cercato il

155

martirio sulla Tua via. Manda loro ciò che rechi conforto alle

menti, allegrezza agli intimi esseri, sicurezza ai cuori e tranquillità ai corpi e permetta alle anime di ascendere al cospetto di

Dio, l'Eccelso, e di pervenire al Paradiso supremo e ai gloriosi

recessi che hai destinato agli uomini di chiara sapienza e virtù.

In verità, tu conosci tutto e noi non siamo altro che Tuoi servi,

Tuoi schiavi, Tuoi vassalli, Tuoi poveri. Fuor che Te non invochiamo altro Signore, o Dio nostro Signore, né imploriamo benedizioni o grazie da altri che da Te, o Tu Che sei il Dio di misericordia per questo mondo e per l'altro. Noi siamo personificazioni di povertà, nullità, impotenza e perdizione, mentre

tutto il Tuo Essere denota dovizia, indipendenza, gloria, maestà

e sconfinata grazia.

O Signore, tramuta la nostra mercede in quel che Ti s'addice

del bene di questo mondo e dell'altro e delle infinite grazie che

s'estendono dall'alto dei cieli fino alla terra quaggiù.

In verità, Tu sei Signore nostro e di tutte le cose. Ci rimettiamo nelle Tue mani, anelanti a ciò che Ti appartiene.

GLORIFICATO sia il Tuo Nome, o Signore! In chi troverò

rifugio, se in verità Tu sei il mio Dio e il mio Diletto? e a chi

chiederò riparo, se in verità Tu sei il Mio Signore e Padrone? e

presso chi fuggirò, se in verità, Tu sei il mio Maestro e Sacrario? e chi implorerò, se in verità Tu sei il mio Tesoro e la Mèta

del mio desio? e tramite chi mi discolperò davanti a Te, se in

verità Tu sei la mia somma aspirazione e il mio supremo anelito? È stata delusa ogni speranza che non sia la brama della Tua

grazia celestiale e sbarrata ogni porta tranne il portale d'accesso

alla fonte delle Tue benedizioni.

Ti scongiuro, o mio Signore, per il Tuo più fulgido splen

dore, innanzi alla cui luce ogni anima umile s'inchina e si prostra adorante per amor Tuo - splendore innanzi alla cui radio 156

sità il fuoco si trasforma in luce, i morti sono ricondotti a vita e

ogni difficoltà s'appiana. T'imploro per questo grande, mirabile

splendore e per la gloria della Tua eccelsa sovranità, Tu Che sei

il Signore d'invitta possanza, di tramutarci mediante la Tua

grazia in ciò che Tu possiedi e di fare di noi sorgenti della Tua

luce e di accordarci benevolo quel che s'addice alla maestà del

Tuo trascendente dominio, perché a Te ho levato le mani, o

Signore, e in te ho trovato sostentamento e asilo, o Signore, e a

Te mi sono arreso, o Signore, e in Te ho riposto tutta la mia

fiducia, o Signore, e da Te sono rafforzato, o Signore.

In verità, fuor che in Te non v’è né potere né fortezza.

TU sai, o Mio Dio, che dal giorno in cui dall'acqua del Tuo

amore Mi traesti all'esistenza finché non raggiunsi i quindici

anni, vissi nella terra che Mi vide nascere [Sh íráz]. Poi Mi permettesti di andare al porto di mare [Búsh ihr] dove per cinque

anni Mi dedicai al commercio dei generosi beni del Tuo regno e

Mi occupai delle cose che Mi concedesti mediante la meravigliosa essenza del Tuo tenero amore. Visitai successivamente la

Terra Santa [Karbilá] dove soggiornai per un anno. Ritornai

quindi nel luogo dove nacqui. Qui ebbi esperienza della rivelazione delle Tue sublimi largizioni e dei segni della Tua grazia

sconfinata. Ti lodo per tutti i Tuoi buoni doni e Ti rendo grazie

per tutti i Tuoi favori. Indi all'età di venticinque anni Mi recai

presso la Tua sacra Casa [La Mecca] e, quando feci ritorno al

luogo dove nacqui, era spirato un anno. Ivi attesi paziente sulla

via del Tuo amore e vidi le prove delle Tue infinite grazie e della Tua tenera bontà finché non disponesti che Io muovessi verso

di Te e migrassi verso la Tua presenza. Perciò, partitone col

Tuo permesso, trascorsi sei mesi nella terra di Sád [Isfáhán] e

sette sul Primo Monte [Mákú], dove riversasti su Me quel che

s’addice alla gloria delle Tue benedizioni celestiali e si confà

157

alla sublimità dei Tuoi benevoli doni e favori. Ora, nel Mio

trentesimo anno, Mi vedi, o Mio Dio, su questo Doloroso

Monte [Ch ihríq], dove ho dimorato per un anno intero.

Lode a Te, o Mio Signore, per tutti i tempi, fino ad ora e in

avvenire; e grazie a Te, o Mio Dio, in ogni circostanza, e del

passato e del futuro. I doni che hai sparso su di Me hanno raggiunto la piena misura e le benedizioni che Mi hai concesso

sono giunte a compimento. Nulla ora Io vedo fuor che gl'infiniti

segni della Tua grazia e bontà, della Tua munificenza e dei Tuoi

benevoli favori, della Tua generosità e nobiltà, della Tua

sovranità e possanza, del Tuo splendore e della Tua gloria e

quel che s'addice alla santa corte del Tuo trascendente dominio

e della Tua maestà e si confà ai gloriosi precinti della Tua eternità ed eccellenza.

O SIGNORE, so bene che le mie trasgressioni hanno coperto

il mio volto di vergogna al Tuo cospetto e gravato il mio dorso

alla Tua presenza, si sono intromesse tra me e il Tuo leggiadro

sembiante, mi hanno tutto avvolto, negandomi qualunque accesso alle rivelazioni della Tua forza celestiale.

O Signore! Se non mi perdoni Tu, chi vi sarà a concedere

l'assoluzione e se Tu non hai misericordia di me, chi sarà capace di mostrare compassione? Gloria a Te, quando non esistevo

mi creasti e quand'ero privo d'ogni comprensione mi desti nutrimento. Lode a Te, ogni segno di generosità proviene da Te e

ogni pegno di grazia scaturisce dai forzieri del Tuo decreto.

TI supplico di perdonarmi, o mio Signore, per aver

menzionato altri che Te, e lodato altri che Te, e per ogni delizia

158

che non sia la delizia della vicinanza a Te, e per aver goduto

d'altro che del gaudio della comunione con Te, e per ogni gioia

che non sia la gioia del Tuo amore e del Tuo compiacimento, e

per qualunque cosa mi riguardi ma non sia correlata a Te, o Tu

Che sei il Signore dei signori, Colui Che dispensa i mezzi e

disserra le porte.

COME posso lodarTi, o Signore, per i segni del Tuo

possente fulgore e per le meravigliose, dolci fragranze che Mi

hai elargito in questa fortezza, talché nei cieli o sulla terra non

v'è nulla che possa reggere confronto? Hai vegliato su Me nelle

viscere di questo monte dove tutt'intorno sono circondato da

montagne: una Mi sovrasta, altre si ergono a dritta e a manca e

un'altra M'incombe innanzi. Gloria a Te, non v'è altro Dio

all'infuori di Te. Quante rocce ho visto precipitare su Me da

questo monte, ma Tu Me ne hai protetto, preservandoMi nel

baluardo della Tua Unità divina.

Glorificato e magnificato sei Tu: lode a Te per tutto quello

che ami e desideri, e grazie a Te per ciò che hai decretato e

preordinato. Da tempo immemorabile hai effuso la Tua tenera

misericordia e il processo del Tuo creare è stato sempre ed è

incessante. La Tua opera è differente dall'opera d'altri che Te e

tra i doni d'altri che Te non ve n'è alcuno che possa eguagliare i

Tuoi buoni doni.

Lode a Te, o Mio Diletto, e magnificato sia il Tuo Nome.

Dal momento in cui ho messo piede in questa fortezza all'attimo

in cui ne sarò partito, Ti vedo insediato sul Tuo trono di

gloria e di maestà, inviarMi gl'infiniti pegni del Tuo munifico

favore e della Tua grazia. Vedi che la Mia dimora è il cuore dei

monti e altro non scorgi nella Mia Persona se non segni di umi

liazione e solitudine.

Lodato sia il Tuo Nome; per ogni espressione del Tuo im 159

perscrutabile Decreto Ti rendo grazie e Ti lodo per ogni pegno

delle Tue tribolazioni. La prigione, dove hai sopportato Mi gettassero, Tu l'hai trasformata per Me in giardino di Paradiso e ne

hai fatto un'aula della corte dell'amicizia sempiterna.

Quanti sono i versetti che Mi inviasti! quante le preghiere

che Mi udisti innalzarTi! e le rivelazioni che per Mio tramite

traesti all'esistenza! e le esperienze che in Me vedesti!

Magnificato sia il Tuo Nome. Gl'infiniti affanni non sono

bastati a impedire che Io Ti rendessi grazie né sono valse le Mie

mancanze a distoglierMi dall'esaltare le Tue virtù. l'infedeli si

erano proposti di trasformare la Mia dimora in una casa di

sventura e umiliazione. Ma Tu Mi hai glorificato nel ricordarTi,

esaltato nel lodarTi, Ti sei compiaciuto di soccorrerMi mediante

le rivelazioni della Tua unicità e Mi hai conferito grande onore

mercé i fulgidi splendori della Tua antica eternità. Al fuoco Tu

comandi: « Sii leniente balsamo per il Mio Servo » e alla

prigione: « Sii seggio d'amorevole pietà per il Mio Servo, quale

pegno dalla Mia presenza ». Sì, giuro per la Tua gloria, la Mia

cella si è rivelata per Me null'altro che il più nobile recesso nel

superno reame.

Lodato e glorificato sei Tu. Quante volte Mi colse la sventura e Tu nel Tuo benevolo favore la mitigasti e la allontanasti;

e quante sommosse furono sobillate contro di me per mano

della gente, e Tu le placasti con la Tua amorevole misericordia;

e quanti Nimrod accesero fuochi onde bruciarMi, e Tu Me ne

facesti balsamo; e quante volte gl'infedeli decretarono di umiliarMi, ma Tu ne traesti per Me motivo d'onore...

In verità, Tu sei la suprema aspirazione di ogni assiduo cercatore e la Mèta del desio di coloro che Ti bramano: sei Colui

Che è pronto a rispondere al grido di coloro che riconoscono la

Tua unità divina e Colui dinanzi al Quale i codardi sbigottiscono. Sei il Patrono dei bisognosi, il Liberatore dei prigionieri,

l'Umiliatore dei tiranni, il Distruttore dei maleoperanti, il Dio

di tutti gli uomini, il Signore di tutte le cose create. Tuoi sono i

regni della Creazione e della Rivelazione, o Tu Che sei il Si 160

gnore di tutti i mondi.

O Tu Che a tutto provvedi! Tu Mi basti in ogni angustia che

Mi colga e in ogni afflizione che Mi incalzi. Sei il Mio solo

Compagno nella solitudine, la Delizia del Mio cuore nell'isolamento e il Mio Benamato nella Mia prigione e nella Mia Dimora. Non v'è altro Dio che Te!

Non sarà mai messo in distretta colui cui Tu provvedi; né

mai perirà chi Tu proteggi; né sarà mai confuso chi Tu assisti;

né si ritroverà mai lungi da Te colui cui Tu volgi lo sguardo.

Disponi per noi dunque tutto ciò che è presso Te e perdonaci

per ciò che siamo. In verità Tu sei il Signore possente, glorioso,

il Signore di tutti i mondi. « Lungi sia la gloria del Tuo

Signore, il Signore di ogni possanza, da quanto essi Gli attribuiscono! E la pace sia con i Suoi Apostoli, e lode a Dio, il Si1

gnore di tutti i mondi! »

GLORIA a Te, o Dio! Tu sei il Dio Che è esistito prima

d'ogni cosa, Che esisterà dopo ogni cosa e al di là d'ogni cosa

durerà. Sei il Dio Che conosce ogni cosa e ogni cosa di molto

sopravanza. Sei il Dio Che d'ogni cosa misericorde Si cura, Che

giudica di ogni cosa, Che ogni cosa nella Sua visione abbraccia.

Tu sei Dio Mio Signore, hai contezza del Mio stato, vedi il Mio

essere esteriore e l'intimo.

Concedi il Tuo perdono a me e ai credenti che han risposto

al Tuo Appello. Sii il mio bastevole soccorritore contro la nequizia di chiunque desideri recarmi afflizione o mi voglia male.

In verità, Tu sei il Signore di tutte le cose create. Tu provvedi a

tutti, mentre senza Te non v'è alcuno che a sé possa provvedere.

T’IMPLORO per lo splendore della luce del Tuo glorioso

volto, per la maestà della Tua antica grandezza e per la forza

1
Corano, 37 : 180-182.
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della Tua trascendente sovranità di disporre per noi in questo

istante ogni misura di ciò che è buono e conveniente e di

destinarci ogni porzione dell'effondersi della Tua grazia, poiché

il dispensare doni non Ti arreca perdita né assottiglia le Tue

ricchezze il concedere favori.

Glorificato sei Tu, o Signore! In verità io sono povero, e Tu

ricco; in verità io sono meschino, e Tu possente; in verità io

sono impotente, e Tu forte; in verità io sono infimo, e Tu il più

eccelso; in verità io sono in distretta, e Tu il possente Signore.

DISPONI per me, o Signore, qualunque cosa buona Tu abbia

creato o creerai e custodiscimi da tutto il male che aborri fra le

cose che hai tratto o trarrai all'esistenza. In verità la Tua conoscenza abbraccia tutto. Lodato Tu sia, in verità non v'è altro Dio

che Te e nulla di nulla nei cieli o sulla terra e tutto quel che v'è

frammezzo potrà mai vanificare il Tuo Intendimento. Ecco, Tu

sei potente sopra tutte le cose.

Lungi dalla sublimità del Tuo Essere, o mio Dio, che qualcuno cerchi il Tuo premuroso amore o il Tuo favore. Lungi

dalla Tua gloria trascendente che un’anima implori da Te le

prove delle Tue largizioni e della Tua tenera misericordia.

Troppo alto sei Tu perché ad alcuno sia dato invocare la rivelazione della Tua benigna provvidenza e amorosa cura, e troppo

santificata è la Tua gloria perché vi sia chi possa implorare da

Te l'effondersi delle Tue benedizioni e del Tuo favore e della

Tua grazia celeste. In tutto il Tuo regno del cielo e della terra,

che pur è guarnito d'infinite grazie, Tu sei immensamente

glorificato al di sopra di qualunque cosa cui possa ascriversi

identità.

Tutto quello che Ti chiedo, o mio Dio, è di permettermi di

ottenere il Tuo beneplacito, prima che la mia anima si separi da

questo corpo, ancorché ciò mi fosse concesso per un istante più

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breve del più minuscolo frammento di un granello di senape.

Perché se essa se ne andasse mentre Tu Ti compiaci di me,

allora sarei libero da ansietà e da cure; ma se mi abbandonasse

mentre sei scontento di me, a nulla mi gioverebbero le buone

azioni compiute, né varrebbero ad esaltarmi tutti gli onori e le

glorie conquistate.

T'imploro dunque ardentemente, o mio Dio, che Tu voglia

concedermi il Tuo beneplacito allorché mi farai ascendere a Te

e mi convocherai al Tuo santo cospetto, poiché dall'eternità sei

stato il Dio del favore supremo per le genti del Tuo regno e il

Signore dei più eccellenti doni per tutti coloro che albergano

nell'eccelso paradiso della Tua onnipotenza.

QUANTE anime suscitate a vita furono poi costrette a

crudele umiliazione sul Tuo Sentiero per esaltare la Tua Parola

e glorificare la Tua Unità divina! Qual profusione di sangue è

stata sparsa per amore della Tua Fede nell'intento di rivendicare

l'autenticità della Tua Missione divina e di celebrare la Tua

lode! Oh! l'immensità dei possedimenti iniquamente carpiti

sulla Via del Tuo amore per affermare l'eccellenza della Tua

santità e inneggiare al Tuo glorioso Nome! Quanti piedi hanno

calpestato la polvere al fine di magnificare il Tuo santo Verbo e

di decantare la Tua gloria! E qual coro di voci levatesi in lamento e qual distesa di cuori stretti dal terrore! Quanti gravosi

affanni che nessuno tranne Te potrà contare e quante avversità e

afflizioni ignote a tutti fuor che a Te! Tutto ciò per comprovare,

o Mio Dio l'eccellenza della Tua santità e dimostrare la

trascendenza della Tua gloria.

Questi decreti furono da Te ordinati acciocché tutte le

creature testimoniassero di essere state tratte all'esistenza sol

tanto per amor Tuo. Tu hai sottratto loro le cose che ne acquietano i cuori, affinché avessero certezza che tutto quello che è

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associato al Tuo santo Essere è di gran lunga più eccelso ed elevato di ogni altra cosa che potrebbe soddisfarli, perché la Tua

forza irresistibile pervade tutte le cose e nulla potrà mai vanificarla!

In verità hai fatto sì che questi ponderosi avvenimenti si

compissero perché coloro cui è dato intendere riconoscessero

prontamente che Tu li decretasti per dimostrare la sublimità

della Tua Unità divina e affermare l'eccellenza della Tua santità.

GLORIA a Te, o Signore! Chiunque Tu privassi d'ogni bene

terreno e, per opera del Tuo decreto, costringessi in miseria

dall'inizio dei suoi giorni fino alla sua ascensione a Te, se però

Tu lo avessi tratto dall'Albero del Tuo amore, tale favore gli

varrebbe assai di più che tutte le cose da Te create nei cieli e

sulla terra e quel che v'è frammezzo, giacché, mediante la rivelazione dei Tuoi favori, egli erediterebbe la patria celeste e gusterebbe i buoni doni che Tu vi hai riposto, perché le cose che

stanno presso Te sono inesauribili. Questa in verità è la Tua benedizione che conferisci, secondo il beneplacito del Tuo Volere,

a coloro che percorrono il sentiero del Tuo amore.

Quante anime furono messe a morte in passato per amor

Tuo, mentre ora tutti si gloriano dei loro nomi; e quanti sono

coloro ai quali desti agio di procurarsi fortune terrene e che le

accumularono mentre erano orbati della Tua Verità e sono in

questo giorno caduti nell'oblio. Qual cocente castigo! quale

tremenda punizione!

O Signore! Concedi che l'Albero della Tua Unità divina

cresca rapidamente; aspergilo dunque, o Signore, con le acque

scorrenti del Tuo compiacimento e, innanzi alle rivelazioni del

la Tua promessa divina, fa’ che produca i frutti che desideri a

Tua glorificazione ed esaltazione, a Tua lode e ringraziamento,

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e che magnifichi il Tuo Nome e lodi l'unicità della Tua Essenza

e Ti adori, perché tutto ciò è nelle mani Tue e di nessun altro.

Grande è la benedizione di coloro il cui sangue Tu hai trascelto per irrorare l'Albero della Tua affermazione ed esaltare

così la Tua santa e immutabile Parola.

Disponi per me, o mio Signore, e per i credenti in Te ciò che

è reputato meglio per noi a Tuo giudizio, come è scritto nel

Libro Primigenio, perché la misura stabilita d'ogni cosa si trova

nella stretta della tua mano.

I Tuoi buoni doni sono incessantemente riversati su coloro

che Ti portano amore e i mirabili pegni dei Tuoi favori celesti

sono copiosamente elargiti a coloro che riconoscono la Tua

Unità divina. Affidiamo alla Tua cura tutto ciò che hai disposto

per Noi e T'imploriamo di concederci tutto il bene che la Tua

conoscenza abbraccia.

Proteggimi, o mio Signore, da ogni male che la Tua onniscienza percepisca, perché non v'è potere né forza se non in Te,

e il trionfo può venire solo dalla Tua presenza, e a Te solo spetta il comando. Tutto ciò che Iddio ha voluto è stato e ciò che

Egli non ha voluto non sarà.

Non v'è potere né forza se non in Dio, il Più Eccelso, il Più

Possente.
O SIGNORE! Concedi che tutti i popoli del mondo

accedano al Paradiso della Tua Fede, sì che nessuna creatura

rimanga fuori dai termini del Tuo compiacimento.

Da tempo immemorabile hai avuto il potere di fare quel che

Ti aggrada e hai trasceso tutto ciò che desideri.

CONCEDIMI, o mio Dio, piena misura del Tuo amore e del

Tuo compiacimento e con gli incanti della Tua fulgente luce ra 165

pisci i nostri cuori, o Tu Che sei l'Evidenza Suprema, il Glorificato. In pegno della Tua grazia, mandami, durante tutto il

giorno e nottetempo, le Tue corroboranti brezze, o munifico

Signore.

Non ho fatto nulla, o mio Dio, per meritarmi di contemplare

il Tuo volto e so per certo che, dovessi pur vivere finché il

mondo duri, non riuscirei a far nulla per meritarmi tal favore,

perché lo stadio di un servo sarà sempre inadeguato all'accesso

ai Tuoi santi precinti, salvo che non mi giunga la Tua grazia e

non mi tocchi la Tua amorevole misericordia e non mi avvolga

il Tuo premuroso amore.

Ogni lode a Te, o Tu oltre al Quale non v'è altro Dio. Permetti benigno ch'Io ascenda a Te, che mi sia concesso l'onore di

dimorare vicino a Te e di essere in comunione con Te soltanto.

Non v'è altro Dio che Te.

In verità, se Tu decidessi di conferire benedizioni a un servo,

cancelleresti dal reame del suo cuore ogni menzione o inclinazione fuor che la Tua menzione; e se Tu disponessi danno per

un servo a cagione di ciò che le sue mani hanno operato

iniquamente innanzi al Tuo volto, lo porresti a cimento con i

benefizi di questo mondo e dell'altro, acciocché se ne desse

pensiero obliando il Tuo ricordo.

GLORIA a Te, o Signore, Che in forza del Tuo decreto hai

tratto all'esistenza tutte le cose create.

O Signore! Assisti coloro che hanno rinunziato a tutto fuor

che a Te e concedi loro una possente vittoria. Manda loro, o

Signore, le schiere degli angeli in cielo e in terra e tutto quel

che v'è frammezzo, affinché aiutino i Tuoi servi, li soccorrano

e li rafforzino, li conducano al successo, li sorreggano, li ammantino di gloria, li coprano di onore ed esaltazione, li arricchiscano e li guidino a strabiliante trionfo.

Tu sei il loro Signore, il Signore dei cieli e della terra, il Si 166

gnore di tutti i mondi. Conferma questa Fede, o Signore, mediante la forza di questi servitori e falli prevalere su tutti i popoli del mondo, perché essi, per certo, sono quei Tuoi servi che

si sono distaccati da tutto fuor che da Te e in verità Tu sei il

protettore dei sinceri credenti.

Concedi, o Signore, che i loro cuori, per la fedeltà a questa

Tua Fede inviolabile divengano più forti d'ogni altra cosa nei

cieli e sulla terra e in ciò che v'è frammezzo e rinvigorisci, o Signore, le loro mani con i pegni della Tua meravigliosa forza, affinché manifestino il Tuo potere al cospetto di tutta l'umanità.

O SIGNORE! Presso Te cerco riparo e verso tutti i Tuoi

segni volgo il mio cuore.

O Signore! In viaggio o in casa, nelle occupazioni o nel lavoro, ripongo ogni fiducia in Te.

Concedimi dunque il Tuo bastevole aiuto sì da affrancarmi

da ogni cosa, o Tu Che sei insorpassato nella Tua misericordia!

Accordami la mia parte, o Signore, come Ti aggrada e fa’

ch'io sia pago di quanto hai disposto per me.
Tua è l'assoluta potestà del comandare.

O SIGNORE! Sei Tu Che rimuovi ogni ambascia e fughi

ogni afflizione; Tu, Che bandisci ogni cordoglio; Tu, Che

affranchi ogni schiavo e ogni anima redimi. O Signore!

Liberami mercé la Tua clemenza e annoverami fra quei Tuoi

servitori che sono giunti a salvazione.
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PER tutta l'eternità sei stato, o mio Signore, e sempre

rimarrai l'Unico vero Dio, laddove fuorché Te tutti sono poveri

e indigenti. Tenendo stretta la Tua Corda, o mio Dio, mi sono

distaccato da tutta l'umanità e, drizzato il viso verso la magione

della Tua tenera misericordia, mi sono distolto da ogni creatura.

DegnaTi di ispirarmi, o mio Dio, mercé la Tua grazia e il Tuo

favore, la Tua gloria e la Tua maestà, il Tuo dominio e la Tua

grandezza, perché all'infuori di Te nessun potente e onnisciente

potrò trovare. Proteggimi, o mio Dio, mediante il potere della

Tua gloria trascendente che a tutto provvede e con gli eserciti

dei cieli e della terra, poiché in nessun altro che Te posso

riporre la mia fiducia e oltre Te non v'è rifugio.

Tu sei Dio, mio Signore, Tu conosci i miei bisogni, Tu vedi

il mio stato e hai contezza di quel che m'è accaduto per via del

Tuo decreto e delle sofferenze terrene che ho patito col Tuo

permesso e in pegno della Tua grazia e del Tuo favore.

LA gloria delle glorie e la più fulgida luce si posino su Te, o

mio Dio. Così trascendente è la Tua maestà che mai a immaginazione d'uomo sarà dato coglierla e la Tua grandiosa potestà è

così sublime che gli uccelli dei cuori e delle menti umane non

potranno mai sfiorarne le vette. Tutte le cose si proclamano incapaci di lodarTi come s'addice al Tuo stadio. Infinitamente

eccelso sei Tu; nessuno può glorificare il Tuo Essere o sondare i

segni del Tuo favore sussistente nella Tua più intima Essenza,

perché Tu solo sai qual Tu sia nel Tuo Essere.

Ti rendo lode, o Signore Dio nostro, per il munifico favore

di aver tratto all'esistenza il reame della creazione e dell'invenzione - una lode che risplende luminosa in virtù di quella Tua

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ispirazione della quale fuor che a Te a nessuno è concesso aver

piena contezza. Ti glorifico altresì e Ti ringrazio, come si conviene alla Tua presenza soggiogante e alla gloria della Tua irresistibile maestà, per tal sublime dono, questo meraviglioso segno dispiegato nei Tuoi regni della Rivelazione e della Creazione.

Ogni gloria a Te. Ciò che Ti si addice è oltremodo eccelso.

In verità nessuno ha mai adeguatamente compreso l'eccellenza

del Tuo stadio e tranne Te nessuno Ti ha degnamente riconosciuto. Tu sei palese nelle effusioni della Tua grazia e all'infuori

di Te nessuno può penetrare la sublimità della Tua Rivelazione.

Magnificato sia il Tuo Nome. Tranne Te v'è cosa che abbia

un'esistenza indipendente sì da poter alludere alla Tua natura? e

oltre Te v'è alcuno che possieda traccia di identità ove mi sia

dato ravvisarTi? Tutto ciò che è rinomato lo è mercé lo splendore del Tuo Nome, il Più Palese, e ogni cosa è intimamente

perturbata dalla vibrante influenza che emana dal Tuo invincibile Volere. Tra tutte le cose il più vicino alle cose sei Tu.

Lode e gloria a Te. Troppo eccelsa è la Tua sublimità, perché le mani di coloro cui è dato intendere possano raggiungerTi,

e troppo profondi sono i Tuoi insondabili recessi, perché

possano scaturirne rivoli di menti e percezioni umane.

Nel nome di Dio il Compassionevole, il Misericorde.

OGNI lode a Dio Che sempre fu, prima che le cose create

fossero tratte all'esistenza, quando altri che Lui non v'era. Egli è

Colui Che è stato Sempiterno quando della Sua creazione ancora non esisteva alcun elemento. Ecco, le anime di coloro cui

è dato intendere non riescono a cogliere la minima manifestazione dei Suoi attributi e le menti di coloro che hanno riconosciuto la Sua unità non possono discernere il più insignificante

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pegno della Sua onnipotenza.

Santificato sei Tu, o Signore mio Dio. Ogni lingua d'uomo,

già inadeguata a lodare la Tua opera gloriosa, tanto più s'imbroglierebbe nell'esaltare la maestà della Tua possanza trascendente; e se l'umana comprensione è intimamente sconcertata nel

penetrare il mistero di un unico oggetto della Tua creazione,

come potrebbe mai alcuno pervenire a riconoscere il Tuo

Essere?

Ti ho conosciuto dal Tuo palesarmi che sei inconoscibile ad

altri che Te. E dalla creazione che Tu hai forgiato dall'assoluta

inesistenza, ho appreso che è sbarrata ogni strada verso la comprensione della Tua Essenza. Tu sei il Dio oltre al Quale altro

Dio non v’è. All'infuori del Tuo Essere a nessuno è permesso

cogliere la Tua natura. Non hai né pari né compagni. Dall'eternità sei stato solo senz'altri che Te e per l'eternità tale rimarrai, e

mai sarà dato a creatura d'accostarsi al Tuo stadio sublime.

Tutti gli uomini, o mio Dio, si confessano incapaci di conoscerTi come Tu conosci il Tuo Proprio Essere; l'impulso generatore che Tu hai sprigionato è palese in tutto il creato e tutte le

creature che hai plasmato non sono altro che espressioni dei

Tuoi segni meravigliosi. Magnificato sia il Tuo nome; Tu sei infinitamente eccelso di là dagli sforzi che qualunque Tua creatura possa compiere per ottenere di Te adeguata e confacente

consapevolezza.

Lode a Te! Il modo in cui hai tratto la Tua creazione

dall'inesistenza all'esistenza vieta a tutte le cose create di riconoscerTi; e la maniera in cui hai modellato le creature, con le

limitazioni loro imposte, proclama la loro assoluta nullità innanzi alle rivelazioni dei Tuoi attributi.

Magnificato sei Tu, o mio Dio! L'umanità intera è incapace

di celebrare la Tua gloria e le menti umane sono inette a innalzare la Tua lode. Attesto al Tuo cospetto, o mio Dio, che Tu

sei palesato mediante i Tuoi meravigliosi pegni e riconosciuto

nelle rivelazioni dei Tuoi segni. L'averci Tu tratto all'esistenza

mi spinge a confessare innanzi a Te che Tu travalichi di molto

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ogni nostra lode e, in virtù delle qualità di cui hai infuso il nostro essere, attesto davanti a Te che Tu trascendi la nostra comprensione.

Concedi che nell'avvicinarTi io mi involi verso le più nobili

altezze e permetti ch'io mi accosti a Te mercé l'aroma della Tua

santità. Possa così ogni impedimento essere dissolto dalla luce

dell'estasi e ogni lontananza da Te essere annullata dal mio arrivo ai siti del ricongiungimento e i sottili veli che mi hanno interdetto l'accesso alla Tua gloriosa magione farsi così lievi che

io possa essere ammesso al Tuo cospetto, prendere dimora

presso Te e pronunziare le lodi con le quali Tu mi hai descritto

il Tuo Essere, attestando che sei Dio e che non v'è altro Dio

all'infuori di Te, l'Unico, l'Incomparabile, il Sempiterno, che

non generi né sei generato, che non hai prole, né compagno e

che tranne Te, Che sei il Signore di tutti i mondi, non v'è chi

protegga dal disdoro. Attesto ancora che tranne Te tutti sono

Tue creature, strette nel Tuo pugno. Non v'è alcuno cui sia data

dovizia o che viva in distretta fuorché per Tuo Volere. Tu sei il

Re dei giorni sempiterni e il superno Reggitore. La Tua potenza

sopravanza tutte le cose e ogni creatura esiste per Tuo Volere.

L'intera umanità riconosce il proprio umile servaggio e confessa

i propri falli e non esiste cosa che non intoni la Tua lode.

T'imploro, o mio Dio, per la gloria del Tuo misericordioso

Volto e per la maestà del Tuo antico Nome, di non negarmi il

corroborante aroma dei segni dei Tuoi Giorni - Giorni che Tu

Stesso hai inaugurato e palesato.
Tu sei Dio, non v'è altro Dio che Te.

LODATO e glorificato sei Tu, o Signore mio Dio! Nel

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reame dell'essere Tu sei supremo e il Tuo potere abbraccia tutte

le creature. Tu tieni in pugno il regno del creato e trai

all'esistenza confacentemente al Tuo piacere.

Ogni lode a Te, o Signore mio Dio! T'imploro per le anime

che aspettano trepidanti alla Tua porta e per i santi pervenuti

alla corte della Tua presenza di volgere a noi gli sguardi della

Tua tenera compassione e di guardarci con l'occhio della Tua

amorosa provvidenza. Fa’ che nelle nostre anime s'accenda il

fuoco del Tuo dolce affetto e dispensaci le acque vive del Tuo

favore. Mantienici fermi sulla via del Tuo ardente amore e permettici di dimorare entro i recinti della Tua santità. In verità Tu

sei il Donatore, il Più Generoso, l'Onnisciente, di tutto Informato.

Glorificato sei Tu, o mio Dio! T'invoco per il Tuo Più

Grande Nome per il quale i reconditi segreti di Dio, il Più Eccelso, furono palesati e le tribù di tutte le nazioni conversero nel

foco della fede e della certezza, per il quale le Tue Parole

luminose sgorgarono a risvegliare l'umanità e l'essenza di tutto

il sapere fu rivelata da quella Personificazione di favore. Possano la mia vita, il mio intimo essere, la mia anima e il mio corpo

essere offerti in sacrifizio per la polvere nobilitata dai Suoi passi.

Ti prego ardentemente, o Signore mio Dio, per il Tuo gloriosissimo Nome per il quale la Tua sovranità è stata dimostrata

e i pegni della Tua potenza sono stati palesati, e per il quale gli

oceani della vita e della santa estasi hanno spumeggiato a ravvivare le membra di coloro che hanno abbracciato la Tua Causa

-- Ti prego ardentemente di disporre per noi il bene di questo

mondo e dell'altro, di accoglierci alla corte della Tua misericordia e bontà e di accendere nei nostri cuori un cotal fuoco di

gioia e d'estasi che il cuore d'ogni uomo ne sia attratto.

In verità Tu sei il Più Forte, il Patrono, l'Onnipotente, Colui

Che da Sé esiste.
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GLORIA a Te, o Signore mio Dio! T'imploro di perdonare

me e coloro che sostengono la Tua Fede. In verità Tu sei il

sovrano Signore, l'Indulgente, il Generosissimo. O mio Dio!

Concedi che quei Tuoi servi cui non è data la conoscenza, siano

accolti in seno alla Tua Causa, perché, appena sanno di Te, essi

attestano la verità del Giorno del Giudizio e non smentiscono le

rivelazioni del Tuo favore. Invia loro i pegni della Tua grazia e

dovunque si trovino concedi loro in abbondanza di ciò che hai

disposto per i devoti tra i Tuoi servi. In verità Tu sei il Supremo

Reggitore, il Munificentissimo, il Benevolentissimo.

O mio Dio! In pegno della Tua benevolenza e in segno di

bontà della Tua presenza, fa’ discendere le effusioni della Tua

generosità e della Tua grazia sulle dimore i cui abitanti abbiano

abbracciata la Tua Fede. In verità, tu sei insorpassato nel concedere il perdono. Come potrà colui cui sia negata la Tua liberalità essere contato tra i seguaci della Fede nel Tuo Giorno?

Benedici, o mio Dio, me e coloro che crederanno nei Tuoi

segni il Giorno stabilito e coloro che portino nel cuore il mio

amore - un amore che Tu infondi in loro. In verità Tu sei il

Signore di giustizia, il Più Eccelso.

INFINITAMENTE esaltato sei Tu, o mio Dio, di là da

qualunque sforzo essere o creatura possa compiere al fine di

lodarTi e riconoscerTi. Né creatura potrà mai comprenderTi

come s'addice alla realtà del Tuo santo Essere né servo adorarTi

come si confà alla Tua Essenza inconoscibile. Lode a Te;

troppo in alto si trova il Tuo Essere sublime perché qualunque

cenno proferito da una Tua creatura possa mai ottenere accesso

al Tuo cospetto.

O mio Dio, ogni qual volta m'innalzai alle Tue sante sfere e

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assursi all'intimo spirito del devoto fervore per Te, fui indotto a

riconoscere che sei inaccessibile e che nessuna menzione di Te

potrà mai raggiungere la Tua corte trascendente. Mi rivolgo

dunque ai Tuoi Amati - Coloro ai Quali Ti sei compiaciuto di

conferire il Tuo stadio onde palesino il Tuo amore e la Tua vera

conoscenza. BenediciLi, o mio Dio, con ogni eccellenza e santo

dono che la Tua conoscenza annoveri entro i domini della Tua

potenza.

O mio Dio, mio Signore e mio Maestro! Giuro per la Tua

possanza e la Tua gloria che Tu solo e nessun altro sei il supremo Desìo di tutti gli uomini, che Tu solo e nessun altro sei

l'Oggetto dell'adorazione. O mio Dio! Le vie della Tua inaccessibile gloria mi hanno spinto a proferire queste parole e le

strade delle Tue irraggiungibili altezze mi hanno guidato a pronunziare questi accenni. Eccelso sei Tu, o mio Dio! Troppo palesi sono i segni della Tua rivelazione perché io necessiti di riferirmi ad altri che a Te, e l'amore che Ti porto, ben più dolce al

mio palato della contezza d'ogni cosa, mi affranca dal bisogno

di cercare altra conoscenza che la Tua.

Ogni lode a Te, o mio Signore. In verità, credo in Te, qual

Tu sei in Te Stesso e a Te, quale in Te Stesso sei, chiedo perdono per me e per l'intera umanità.

O mio Dio! Sono fuggito presso il Tuo volto e mi sono inchinato innanzi a Te e non ho potere su cosa veruna al Tuo santo cospetto. Se mi castigherai con la Tua potenza, sarai sicuramente giusto nel Tuo decreto; e se mi elargirai tutti i buoni

doni, per certo sarai generoso e munifico. In verità, Tu sei indipendente da tutti i popoli del mondo.

Ho cercato il ricongiungimento a Te, o mio Padrone, eppure

non vi sono giunto se non nella conoscenza del distacco da

tutto fuor che Te. Ho agognato il Tuo amore, però non ho po

tuto trovarlo eccetto rinunziando a tutto all'infuori di Te. Ero

bramoso di adorarTi, ma non mi è stato dato di adorarTi se non

nell'amare coloro che Ti amano. Tranne Te non riconosco

nessuno, o mio Dio. Tu sei incomparabile e non hai compagni.

174

Tu solo conosci le nostre colpe e nessun altro ne ha contezza.

Imploro il Tuo perdono per tutto ciò che Ti dispiaccia.

T'invoco sempre con la lingua della Tua ispirazione, dicendo: « In verità, Tu sei Colui Che tutto possiede, l'Impareggiabile. Non v'è Dio all'infuori di Te. Infinitamente lontano ed eccelso sei Tu di là dalle descrizioni di quei tracotanti che Ti danno compagni ».

A TE tutta la maestà e la gloria, o mio Dio, il dominio e la

luce e la grandezza e lo splendore. Tu conferisci sovranità a chi

vuoi e a chi desideri la togli. Non v'è altro Dio all'infuori di Te,

Colui Che tutto possiede, il Più Eccelso. Tu sei Colui Che dal

nulla plasma l'universo e tutto ciò che vi si trova. Non v'è niente

che sia degno di Te fuorché Tu Stesso, e tranne Te alla Tua

santa presenza ogni essere è un reietto e un nulla confrontato

alla gloria del Tuo Essere

Lungi da me magnificare le Tue virtù se non con ciò con cui

magnificasti Te Stesso nel Tuo ponderoso Libro, dove dici:

« Non L'afferrano gli sguardi ed Egli tutti gli sguardi afferra. È

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di sguardo sottile e di tutto ha notizia ». Gloria a Te, o mio

Dio, in verità né mente né visione, per quanto acute o

perspicaci, potranno mai cogliere la natura del più insignificante

dei Tuoi segni. In verità Tu sei Dio, non v'è altro Dio all'infuori

di Te. Attesto che Tu solo sei l'unica espressione dei Tuoi

attributi, che fuorché la Tua nessuna lode potrà mai pervenire

alla Tua santa corte e che mai i Tuoi attributi saranno afferrati

da altri che da Te.
1
Corano, 6: 103.

Gloria a Te, Tu trascendi di gran lunga qualunque descrizione d'altri che Te, perché il magnificare adeguatamente le Tue

virtù o il comprendere l'intima realtà della Tua Essenza

travalica l'umana concezione. Lungi sia dalla Tua gloria che le

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Tue creature Ti descrivano o che all'infuori di Te qualcuno Ti

possa mai conoscere. Io Ti ho conosciuto, o mio Dio, perché Tu

Ti sei fatto conoscere, ma se non Ti fossi rivelato a me, non Ti

avrei mai conosciuto. Ti adoro, perché mi hai chiamato a Te,

ma se non fosse stato per il Tuo invito non Ti avrei adorato.

Lodato sei Tu, o mio Dio, le mie colpe sono ingigantite e i miei

peccati sono cresciuti enormemente. Alla Tua santa presenza mi

toccherà ignominia. Sono stato incapace di conoscerTi nella

misura in cui Tu Ti rivelasti a me; non Ti ho adorato con devozione degna del Tuo invito; né Ti ho obbedito, perché non ho

seguito il sentiero del Tuo amore come mi ispirasti.

La Tua potenza mi è testimone, o mio Dio, ciò che Ti si addice è ben più grande ed eccelso di qualunque cosa essere umano possa attentarsi di compiere. In verità nulla può comprenderTi degnamente e nessuna creatura servile adorarTi come si

conviene alla Tua adorazione. Così perfetta e pregnante è la Tua

prova, o mio Dio, che la sua intima essenza trascende qualunque descrizione e le effusioni dei Tuoi doni sono così copiose che nessuna facoltà può apprezzarne l'infinita gamma.

O mio Dio! O mio Maestro! T'imploro per le Tue grazie

illimitate e per le colonne che sorreggono il Tuo glorioso trono,

di aver pietà di quest'umile gente che, incapace di sopportare le

amarezze di questa vita fuggente, men che mai potrà resistere al

Tuo castigo nel mondo avvenire - castigo che, ordinato dalla

Tua giustizia, evocato dalla Tua collera, continuerà ad esistere

per sempre.

T'imploro per Te Stesso, o mio Dio, mio Signore e mio

Maestro, d'intercedere per me. Sono fuggito dalla Tua giustizia

verso la Tua misericordia. Come rifugio cerco Te e coloro che

non si discostano dalla Tua via, neppure per un batter d'occhio

-- coloro per amor dei quali plasmasti il creato in pegno della

Tua grazia e del Tuo favore.
176

O MIO Dio! Fuor che Te non v'è nessuno che possa lenire

l'ambascia dell'anima mia; Tu sei la mia somma aspirazione, o

mio Dio. Il mio cuore è sposato soltanto a Te e a coloro che Tu

ami. Confesso solennemente che la mia vita e la mia morte sono

per Te. In verità Tu sei incomparabile e non hai compagni.

O mio Signore! Ti supplico di perdonarmi se mi chiudo a

Te. Per la Tua gloria e la Tua maestà, non Ti ho riconosciuto e

adorato confacentemente, mentre Tu ti fai conoscere da me e

m'inviti a ricordarTi come è degno del Tuo stadio. Grandi

tribolazioni mi coglierebbero, o mio Signore, se Tu T'impadronissi di me a cagione delle mie colpe e trasgressioni. Fuor che

Te non conosco patrono. Fuor che Te non ho rifugio ove fuggire. Nessuna tra le Tue creature può attentarsi d'intercedere

presso Te senza il Tuo consenso. Mi tengo stretto al Tuo amore

innanzi alla Tua corte e, secondo il Tuo comando, Ti prego ardentemente come si conviene alla Tua gloria. Ti supplico di rispondere al mio grido secondo la Tua promessa. In verità Tu sei

Dio; non v'è altro Dio all'infuori di Te. Da solo e senza aiuto,

sei indipendente da tutte le cose create. Non ti giova devozione

di amante, né Ti nuocciono malefatte d'infedele. In verità Tu sei

il mio Dio, Colui Che giammai mancherà alla Sua promessa.

O mio Dio! Ti scongiuro per i segni del Tuo favore di acconsentire che io mi accosti ai sublimi fastigi della Tua santa

presenza e di proteggermi dalla proclività alle sottili allusioni

d'altri che Te. Guida i miei passi, o mio Dio, .verso ciò che Ti è

gradito e ben accetto. Preservami, mercé la Tua possanza,

dall'infuriare della Tua collera e del Tuo castigo e impediscimi

d'entrare nelle dimore che non Ti sono gradite.

O MIO Dio! Non Ti ho conosciuto come si conviene alla

Tua gloria, né Ti ho temuto come si addice al mio stadio. Come

posso, in questo stato, menzionarTi e rivolgere il viso verso Te,

io che ho mancato al mio dovere di adorarTi?
177

Non mi traesti all'esistenza per dimostrare il potere della Tua

forza, che è inconfondibilmente palese ed evidente, perché Tu

sei Dio Che è sempre esistito quando nulla esisteva. Ma ci

creasti con la Tua potenza trascendente, solo perché fosse fatta

menzione di noi innanzi alla fulgida manifestazione del Tuo Ricordo.

Non ho altra conoscenza di Te, o mio Dio, se non quella che

Tu mi hai insegnato ond’io potessi riconoscerTi - una conoscenza che di me rispecchia solo incapacità e peccato. Eccomi, dunque, o mio Dio, interamente consacrato a Te, desideroso

di fare quello che desideri. M'inchino umilmente dinanzi alle

rivelazioni della Tua misericordia, confessando che Tu sei Dio

che non v'è altro Dio all'infuori di Te, che sei incomparabile,

che non hai compagni e che non c'è nulla pari a Te. Ne rendi

testimonianza Tu, come s'addice alla Tua gloria.

Egli è Dio, il Reggitore Sovrano, il Sempre Vivente,

Colui il Cui soccorso tutti invocano.
LODATO e glorificato sei Tu, o Signore! Il mondo

dell'esistenza e le anime degli uomini attestano che Tu trascendi

le rivelazioni della Tua opera e i latori dei Tuoi nomi e attributi

proclamano che sei infinitamente eccelso al di sopra delle lodi

che gli abitatori dei domini della creazione e dell'invenzione

possano innalzarTi. Tutte le apparenze e le realtà denotano

l'unicità della Tua Essenza e tutte le prove e i segni riflettono la

verità che Tu sei Dio e che non hai pari né compagni in tutti i

regni del cielo e della terra.

Altissimo e santificato sei Tu, o Signore! La Tua Essenza

divina attesta che sei imperscrutabile a tutti coloro che dimorano nel tuo reame dell'esistenza e la tua intima Essenza proclama

che sei remoto di là dalla descrizione di coloro che rivelano la

178
Tua gloria.

I segni che le essenze santificate appalesano e le parole che

le eccelse realtà proferiscono e le allusioni espresse dalle eteree

entità proclamano tutti che sei infinitamente eccelso oltre le

possibilità delle personificazioni del reame dell'esistenza e tutti

affermano solennemente che di gran lunga sopravanzi la descrizione di coloro che sono avvolti nei veli della fantasia.

Lode a Te, o Signore! Il Tuo divino Essere è sicura testimonianza dell'unicità della Tua intima Essenza e la Tua suprema

divinità testimonia l'unità del Tuo Essere e le realtà di tutte le

cose create attestano che nessun vincolo o rapporto Ti lega ad

alcunché nel regno della creazione che hai plasmato.

Qualunque uomo di sano intelletto abbia scalato le nobili

cime del distacco e qualsivoglia eloquente abbia raggiunto lo

stadio più sublime attestano che Tu sei Dio, l'Incomparabile, e

che non Ti sei preso compagno nel regno del creato, e che non

v'è alcuno che Ti possa essere paragonato nel regno dell'invenzione. I saggi, avendo solo un'idea della rivelazione della Tua

gloria, concepirono un simulacro di Te secondo la loro comprensione, e gli eruditi, che avevano còlto solo un barlume degli

infiniti segni della Tua bontà e della Tua gloria, hanno inventato

pari Tuoi secondo le loro fantasie.

Glorificato, infinitamente glorificato sei Tu, o Signore! Ogni

uomo illuminato è completamente sviato quando s'attenti di

riconoscerTi, e ogni grande sapiente intimamente intricato

allorché Ti cerchi. Ogni evidenza è inferiore alla Tua inconoscibile Essenza e ogni luce, confrontata a un pur fuggevole

sprazzo del dardeggiante fulgore della Tua possanza, declina e

tramonta all'orizzonte.

Elargiscimi, o mio Signore, il Tuo benevolo favore e i Tuoi

amorosi doni e donami ciò che si addice alla sublimità della

Tua gloria. Aiutami, o mio Signore a conseguire vittoria segnalata. Aprimi la porta di un sicuro successo e fa’ che le cose che

hai promesso siano vicine e pronte. In verità, Tu sei potente sopra tutte le cose. Corrobora il mio cuore, o mio Dio, con le ac 179

que vive del Tuo amore e dammi da bere, o mio Maestro, dal

calice della Tua tenéra misericordia. Fammi dimorare, o mio

Signore, nella magione della Tua gloria e permetti, o mio Dio,

che io emerga dall'oscurità di cui la Tua divina tenebra è ammantata. Concedimi di aver parte d'ogni bene che hai elargito a

Colui Che è il Punto e a coloro che sono gli esponenti della Sua

Causa, e disponi per me ciò che si addice a Te e si conviene al

Tuo stadio. Perdonami benevolmente le cose che ho perpetrato

al Tuo santo cospetto e non guardarmi con lo sguardo della

giustizia, ma liberami con la Tua grazia, trattami con la Tua

misericordia e secondo i Tuoi benevoli favori, come è confacente alla Tua gloria.

Tu sei il Longanime, il Gloriosissimo, l'Elargitore di favori e

doni, il Signore di abbondante grazia. Tu sei Colui Che tutto

possiede, l'Altissimo.

Santificato sei Tu, o Signore, Tu al quale tutti rendono grazie. Qualunque cosa io affermi di Te sarebbe innanzi a Te delitto scellerato, e qualunque menzione di Te io decida proferire

sarebbe l'essenza della trasgressione, e ogni lode con cui io Ti

glorifichi equivarrebbe a turpe bestemmia. Fuor che Te, nessuno è stato o sarà mai capace di penetrare il Tuo mistero, e nessuno è riuscito o riuscirà mai a scoprire la Tua Essenza.

Magnificato sei Tu! Non v'è altro Dio all'infuori di Te. In

verità, Tu sei il Supremo Reggitore, l'Aiuto nel Pericolo, l'Altissimo, l'Incomparabile, l'Onnipotente, il Più Forte. In verità Tu

sei possente nella Tua prodezza, il Signore di trascendente

gloria e maestà.

Proteggi, o Dio, chiunque mandi a mente questa preghiera e

la reciti di giorno e notte tempo. In verità, Tu sei Dio, il Signore

del Creato, il Provvidente a tutto. Sei fedele alla Tua promessa, fai qualunque cosa Ti piaccia. Sei Colui Che ha nelle

Sue mani i domini della terra e del cielo. In verità Tu sei l'Onnipotente, l'Inaccessibile, Colui Che nel pericolo soccorre, Che

tutto soggiòga.
180

O MIO Dio, mio Signore e Padrone! Mi sono distaccato dai

miei congiunti e col Tuo ausilio ho cercato di affrancarmi da

tutto quello che dimora sulla terra, sempre pronto ad accettare

ciò che è degno di lode alla Tua vista. Concedimi quel bene che

mi emanciperà da tutto fuor che da Te e donami una porzione

più ampia dei Tuoi favori illimitati. In verità Tu sei il Signore di

abbondante grazia.

TI scongiuro per la Tua possanza, o mio Dio! Fa’ che nessun

male mi colga nel tempo del cimento, e negli attimi di negligenza guida i miei passi sulla via piana con la Tua ispirazione divina. Tu sei Dio, potente sei Tu di fare quel che T'aggrada.

Nessuno può opporsi al Tuo volere o vanificare il Tuo Intendimento.

IMPLORO la Tua indulgenza, o mio Dio, e invoco il Tuo

perdono, come Tu desideri che i Tuoi servi si rivolgano a Te. Ti

prego di cancellare i nostri peccati come s'addice alla Tua

Signoria e di perdonare me, i miei genitori e coloro che a Tuo

giudizio sono entrati nella magione del Tuo amore, in maniera

degna della Tua trascendente sovranità e confacente alla gloria

della Tua celestiale potenza.

O mio Dio! Tu hai ispirato la mia anima a innalzarTi la sua

supplica e, se non fosse per Te, non Ti avrei invocato. Lodato e

glorificato sei Tu; rendo lode a Te, perché Ti rivelasti a me e Ti

supplico di perdonarmi, perché ho mancato al mio dovere di co 181

noscerTi e non ho camminato sul sentiero del Tuo amore.

LODATO sia il Tuo Nome, o Signore Iddio nostro! In verità

Tu sei il Conoscitore di cose invisibili. Disponi per noi il bene

che la Tua universale conoscenza può pesare. Tu sei il sovrano

Signore, l'Onnipotente, l'Amatissimo.

Ogni lode a Te, o Signore! Il Giorno stabilito cercheremo la

Tua grazia e riporremo tutta la fiducia in Te, Che sei nostro

Signore. Glorificato sei Tu, o Dio! Concedici ciò che è buono e

conveniente, sì che possiamo fare a meno d'ogni cosa fuor che

Te. In verità sei il Signore di tutti i mondi.

O Dio! Ricompensa coloro che sopportano pazienti nei Tuoi

giorni e rafforza i loro cuori sì che proseguano incrollabili nella

strada della Verità. Concedi loro di essere ammessi nel Tuo

beato Paradiso. Eccelso sei Tu, o Signore Iddio. Fa’ discendere

le Tue celesti benedizioni sulle case i cui abitatori abbiano

creduto in Te. In verità, nell'inviare divine benedizioni Tu sei

insorpassato. O Dio, manda quelle milizie che diano vittoria ai

Tuoi fedeli servitori. Mediante il potere del Tuo decreto, Tu

plasmi le cose create come T'aggrada. In verità, Tu sei il

Sovrano, il Creatore, l'Onnisciente.

Di: In verità Iddio è l'Artefice di tutte le cose. A chiunque

voglia Egli dà sostentamento in abbondanza: è il Creatore, la

Sorgente di tutti gli Esseri, il Forgiatore, l'Onnipotente, il Fattore, l'Onnisciente; è il Portatore dei più eccellenti titoli nei cieli

e sulla terra e in quel che v'è frammezzo. Tutti fanno il Suo

comando e tutti coloro che dimorano nei cieli e sulla terra cantano le Sue lodi, e tutti torneranno a Lui.

MERCÈ la Tua rivelazione, o mio Dio, mi hai permesso di

conoscerTi e con la radiosità del Tuo fulgido splendore mi hai

ispirato il Tuo ricordo. Tu sei il Più Vicino a me e tra Te e me

non v'è nient’altro; Tu sei Colui la Cui forza nulla può svigo 182

rire. Lungi dunque dalla Tua Essenza che quei possenti uccelli,

che sono le anime e le immaginazioni umane, possano mai toccare le sue vette; troppo eccelso è il Tuo santo Essere perché i

più nobili sentimenti di uomini illuminati possano raggiungerTi.

Dall'eternità nessuno ha compreso il Tuo Essere e per l'Eternità

rimarrai ciò che sei stato da tempo immemorabile senza

nessuno fuor che Te.

Magnificato sia il Tuo Nome, Tu sei l'Amatissimo Che mi

ha permesso di conoscerTi, il Famosissimo che S'è compiaciuto

di concedermi il Tuo amore. Tu sei l'Antico dei Giorni Che

nessuno potrà mai descrivere mediante i segni della Tua gloria e

della Tua maestà, il Potente Che mai sarà dato di comprendere

nelle rivelazioni della Tua grandezza e beltà, perché le

espressioni di maestà e grandezza e gli attributi di dominio e

beltà non sono altro che segni della Tua Volontà divina e fulgidi

riflessi della Tua sovranità, proclamanti per la loro essenza e

natura che la strada è sbarrata e attestanti che il sentiero è impervio, di là da ogni umano limite.

Nel nome del tuo Signore, il Creatore, il Sovrano,

il Provvidente a tutto, il Più Eccelso, Colui il
Cui Soccorso è da tutti invocato.

DÌ: O mio Dio! O Tu Che sei il Fattore dei cieli e della terra,

o Signore del Regno! Tu ben conosci i segreti del mio cuore,

mentre il Tuo Essere è imperscrutabile a tutti fuor che a Te. Tu

vedi tutto ciò che è in me e che all'infuori di Te nessuno può

vedere. Elargiscimi, mediante la Tua grazia, ciò che mi permetterà di fare a meno di tutto tranne Te e assegnami ciò che mi

affrancherà da chiunque salvo Te. Fa’ che io possa cogliere il

frutto della mia vita in questo mondo e nell'altro. Aprimi di 183

nanzi al volto i portali della Tua grazia e donami benignamente

la Tua amorevole misericordia e le Tue elargizioni.

O Tu Che sei il Signore dei favori supremi! Fa’ che il Tuo

aiuto celestiale assista i Tuoi amanti e concedi a noi i doni e le

grazie che possiedi. Dispensaci a sufficienza di ogni cosa, perdona i nostri peccati e abbi misericordia di noi. Tu sei il Signore

nostro e il Signore di tutte le cose create. Non imploriamo

nessuno fuor che Te e non invochiamo nulla se non i Tuoi favori. Tu sei il Signore della munificenza e della grazia, invincibile nella Tua forza e il più abile nei Tuoi disegni. Non v'è Dio

all'infuori di Te, Colui Che tutto possiede, il Più Eccelso.

Concedi le Tue benedizioni, o mio Signore, ai Messaggeri,

ai santi e ai giusti. In verità Tu sei Dio, l'Impareggiabile, il Soggiogatore.

GLORIFICATO sei Tu, o Signore mio Dio! In verità Tu sei

il Re dei re: a chi vuoi conferisci la sovranità e a chi vuoi la

togli. Esalti chi vuoi e chi vuoi svergogni. A chi vuoi concedi la

vittoria e a chi vuoi porti umiliazione. Conferisci dovizia a chi

vuoi e chi vuoi riduci in povertà. Tu fai sì che chi vuoi confonda chi vuoi. Tu tieni in pugno l'impero di tutte le cose create e

con la potenza del Tuo sovrano decreto a chi vuoi doni l'esistenza. In verità sei l'Onnisciente, l'Onnipotente, il Signore della

forza.

LODATO e glorificato sei Tu, o Dio! Affretta il giorno in

cui giungeremo alla Tua santa presenza. Consola i nostri cuori

con la potenza del Tuo amore e del Tuo compiacimento e

donaci la fermezza, sì che ci arrendiamo consenzienti al Tuo

184

Volere e al Tuo Decreto. In verità la Tua conoscenza abbraccia

tutte le cose che hai creato o creerai e la Tua possanza celestiale

trascende tutto ciò che hai tratto o trarrai all'esistenza. Non v'è

alcuno da adorare fuor che Te, da desiderare tranne Te, da venerare all'infuori di Te e nulla da amare oltre il Tuo compiacimento.

In verità Tu sei il supremo Reggitore, la Verità Sovrana,

l'Aiuto nel Pericolo Colui Che da Sé esiste.

TU sai, o mio Dio, che da ogni parte tribolazioni mi han colpito e fuor che Te nessuno può dissiparle o tramutarle. So con

certezza, nel mio amore per Te, che Tu non poni un'anima in

angustia se non desideri esaltarne lo stadio nel Tuo Paradiso

celestiale e fortificarne il cuore in questa vita terrena col baluardo della Tua forza soggiogante, affinché non indulga essa alle

vanità di questo mondo. In verità hai chiara contezza che il ricordarTi mi sarebbe in qualunque circostanza più caro del possesso di tutto ciò che è nei cieli e sulla terra.

Rafforza il mio cuore, o mio Dio, nell'obbedirTi e

nell'amarTi e concedi ch'io possa svincolarmi da tutta la schiera

dei Tuoi oppositori. In verità giuro per la Tua gloria che nulla io

bramo all'infuori di Te, e nulla desidero se non la Tua misericordia, e nulla temo fuor che la Tua giustizia. Ti supplico di

perdonare me e coloro che ami, come T'aggrada. In verità Tu

sei l'Onnipotente, il Munifico.

Immensamente esaltato sei Tu, o Signore dei cieli e della

terra, di là dalla lode di tutti gli uomini; pace ai Tuoi fedeli servitori e gloria a Dio, Signore di tutti i mondi.

LODE a Te, o Signore, mio Dilettissimo! Rafforzami nella

Tua Causa e fa’ ch'io sia annoverato tra coloro che non hanno

violato il Tuo Patto né seguito gli dèi della loro stolta fantasia.

185

Permettimi, dunque, di ottenere un seggio di verità al Tuo

cospetto, concedimi un pegno della Tua misericordia e uniscimi

a quei Tuoi servi che non avranno timore, che non saranno

messi in angustia. Non abbandonarmi a me stesso, o mio

Signore, non impedirmi di riconoscere Colui Che è la

Manifestazione del Tuo Essere e non stimarmi tra coloro che si

sono discostati dalla Tua santa presenza. Annoverami, o mio

Dio, tra i privilegiati cui è dato di mirare la Tua Bellezza ove

hanno trovato tali delizie che non ne baratterebbero un solo

istante con la sovranità del regno dei cieli e della terra o con il

reame dell'intera creazione. Abbi pietà di me, o Signore, in

questi giorni in cui le genti del Tuo mondo sono incorse in

grave errore; concedimi dunque, o mio Dio, ciò che è buono e

conveniente a Tuo giudizio. In verità Tu sei l'Onnipotente, il

Benevolo, il Munifico, il Longanime.

Fa’, o mio Dio, che io non sia contato tra coloro cui sono

date orecchie sorde, occhi ciechi, lingue mute, coloro i cui cuori

non han compreso. Liberami, o Signore, dal fuoco dell'ignoranza e dell'egoistico bramare, permetti ch'io acceda ai precinti

della Tua misericordia trascendente e inviami ciò che hai disposto per i Tuoi eletti. Il potere Tu hai di fare quel che T'aggrada. In verità Tu sei l'Aiuto nel Pericolo, Colui Che da Sé esiste.

O MIO Dio, o mio Signore, o mio Maestro! Ti supplico di

perdonarmi se ho cercato altro diletto che l'amore per Te, o altro

conforto oltre la vicinanza a Te, o altra delizia all'infuori del

Tuo compiacimento, o altra esistenza fuor che la comunione

con Te.

VEDI, o mio Signore, la mia dimora nelle viscere di questo

monte e sei testimone della mia pazienza. In verità, non ho bramato altro fuorché il Tuo amore e l'amore di coloro che Ti

amano. Come posso io lodare la fulgida beltà della Tua Signo 186

ria, consapevole qual sono della mia nullità innanzi alla magione della Tua gloria? Eppure l'ambascia della solitudine e

dell'isolamento mi urge ad invocarTi con questa supplica: caso

mai i Tuoi fedeli servitori s'accorgano del mio lamento, e Ti

preghino per me, e Tu Ti compiaccia di rispondere alle loro

preci, in segno di grazia e di favore. Attesto che non v'è altro

Dio all'infuori di Te, poiché sei avvolto in manto di sovranità,

grandezza, gloria e forza, quale a nessuno fra i Tuoi servi è dato

immaginare o intendere. Ecco, in virtù di ciò che è insito nella

Tua Essenza, rimarrai in eterno impenetrabile a tutto fuor che a

Te Stesso.

CHI può rimuovere le difficoltà eccetto Dio? Dite: Lodato

sia Iddio! Egli è Dio! Tutti sono Suoi servi e tutti stanno al Suo

comando!
187
188
NOTE
189
BRANI TRADOTTI DA SHOGHI EFFENDI
190

Shoghi Effendi ha tradotto molti brani dagli Scritti del Báb e li ha citati nelle

sue varie opere. Questo è l'elenco delle sue traduzioni comprese in questa

Antologia.
Abbreviazioni
DP Dio passa nel mondo
EFL L'Epistola al Figlio del Lupo
GP Il Giorno Promesso
OMB L'Ordine Mondiale di Bahá’u’lláh
pagina rigo

10 1 «La sostanza con cui Iddio...» a «...o i fedeli scoprire»

(GP p. 50, OMB p. 130)

10 3 «Sono una delle colonne portanti...» a «...che è buono e

decoroso». (GP p. 50, OMB p. 130)

10 26 «Per la Mia vita!...» a «...nella Mia sinistra...»(GPp.50)

11 2 «Io sono il Punto Primo... » a «. . mai potrà svanire».

(GP p. 50, OMB p. 130)

11 27 «Nello stesso anno...» a «...della tua sovranità».

(GP p. 50)

12 6 «Giuro su Dio!... » a «. . per tema di Dio,» (GP p. 16)

13 1 «(Ahimè! Ahimè! che cosa M'è toccato!)» (GP p. 16)

13 4 «Giuro sul Signore Supremo!... » a «... tutti gli eletti... »

(GP p. 16, 51)
pagina rigo

13 34 «Mal incolga a colui...» a «. . .proviene d bene».

(GP, p. 51)
191

14 10 «Giuro su Dio! Non voglio...» a «..un granello di senape».

(GP, p. 51)

14 18 «Su questo monte... » a «. . .che Io ho sopportato!»

(GP, p. 16)

14 27 «Giuro sulla verità di Dio!... » a «.. sarà eseguito».

(GP, p. 51)

35 15 «O consesso dire e di...» a «...decreto di Dio».

(GP, p. 37, 50)

35 20 «O Re dell'Islam!...»a «…Paradiso del Suo compiacimen to. ..» (GP, p. 50, 73)

36 10 «In nome di Dio!... » a «. . il potere della terra».

(GP, p. 35)

36 25 «In verità, il vostro potere...» a «…che l'hanno smentito;»

(GP, p. 35)

36 29 «O consesso di re! Divulgate... » a ...d'Oriente e d'Occi dente...» (GP, p. 35)

37 18 «O accolta di teologi! Temete...» a «...della posizione che

occupaste...» (GP, p. 91)

38 8 «In quanto ai negatori di.. » a «... il Possente, d Saggio».

(GP, p. 12)

40 4 «Tra non molto... » a «.... tremendo castigo». (GP, p. 92)

45 27 «E, al cadere dell'ora... » a «... la Tua Rivelazione».

(OMB, p. 106)

47 24 «O accolta di Sciiti... » a ... decreto del Libro Primigenio».

(GP, p. 91)

48 5 «Uscite dalle vostre città... o popoli d'Occidente, e aiutate

Dio» (DP, p. 23)
pagina rigo

48 12 «Affratellatevi nell'unica, indivisibile religione di Dio,»

49 5 «Per la Mia gloria!... » a «. . cuore del Mio trono;»

192
(GP, p. 12)

50 17 «Dall'assoluto nulla... » a «. . fuorché alla Tua».

(OMB, p. 105)

50 25 «O Vestigio di Dio!... » a «... il Protettore, l'Antico dei

Giorni'». (OMB, p. 105)

52 16 «O genti del Corano!... » a «...d'osso di dattero».

(GP, p. 91)

54 15 «Temete Iddio, ... » a «...tutto d Paradiso». (GP, p. 35)

58 16 «Se fosse Nostro desiderio... » a «...della Nostra Causa...»

(OMB, p. 130)

59 6 «Con tutti i Profeti... » a «... della Sua misericordia».

(OMB, p. 130)

60 17 «In verità, tra non molto...» a «...tremendo ed esempla re...» (GP, p. 92)

62 19 «O genti della terra!... » a «. . .sopra tutte le cose».

(GP, p. 12)

63 1 «O Qurratu’l- 'Ayn! In Te... » a «...sempre conosciuto».

(OMB, p. 130)

64 6 «Io sono il Tempio Mistico... » a «del Roveto Ardente».

(OMB, p. 130)

75 17 «Quanto siete cieche... » a «...perfino un lume».

(GP, p. 16)

87 8 «Il Bayán è, dal principio...» a «...e della Sua Luce».

(DP, p. 28, EFL, p. 121)

89 19 «aver letto mille volte...» a «. . Dio manifesterà.»

(OMB, p. 105)
pagina rigo

91 8 «È chiaro ed evidente... » a «...né avrà fine».

(OMB, p.123)
193

92 31 «Il Bayán oggi è allo stadio... » a «...Dio manifesterà».

(0MB, p. 105)
101 11 «Benevolo Iddio!» (GP, p. 26)

101 11 «sette potenti sovrani... » a «.. dei loro nomi». (GP, p. 26)

106 21 «Il biasimo ricade... » a «..a salvazione!» (GP, p. 26)

135 7 «A Lui consacra...» a «...né ritornerà». (OMB, p. 113)

135 19 «Egli - glorificata... » a «...pronto a esaudire».

(EFL, p. 109)

146 9 «O congregazione del Bayán...» a «... nel Pericolo, l'Altis simo». (DP, p. 29, 30)

187 16 «Chi può rimuovere... » a «... al Suo comando!»

Altri Scritti del Báb tradotti da Shoghi Effendi, e non inclusi in questa Antologia, si trovano in:

Dio passa nel mondo, pp. 23, 25, 28, 29 e 30.

L'Ordine Mondiale di Bahá’u’lláh, pp. 100, 101, 126, 127, 146 e 147.

L'Epistola al Figlio del Lupo, pp. 18, 99, 106-112, 119-123 .

194

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