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Compilazioni : La base granitica
La Base granitica
Selezione di scritti sul Fondo bahá'í
? Compilazione curata da Remo Ciotti

Sii generoso nella prosperità e grato nell'avversità. Sii degno

della fiducia del tuo vicino e trattalo con viso sorridente e ami-

chevole. Sii un tesoriere per il povero, un ammonitore per il ric-

co, l'esauditore del pianto del bisognoso, un conservatore della

santità della tua promessa. Sii equo nel giudicare e cauto nel

parlare. Non essere ingiusto con nessuno e sii mansueto con

tutti gli uomini. Sii una fiaccola per coloro che camminano nel-

le tenebre, una gioia per l'addolorato, un mare per l'assetato, un

rifugio per l'angosciato, un sostegno ed un difensore per la vit-

tima dell'oppressione. Fa che l'integrità e la rettitudine con-

traddistinguano tutti i tuoi atti. Sii un asilo per l'estraneo, un

balsamo per il sofferente, una torre incrollabile per il fuggitivo.

Sii occhio per il cieco e faro che guida i passi dell'errante. Sii

ornamento per il volto della verità, corona per la fronte della

fedeltà, colonna del tempio della rettitudine, alito di vita per il

corpo dell'umanità, vessillo per le schiere della giustizia, astro

sull'orizzonte della virtù, rugiada per il terreno del cuore uma-

no, arca sull'oceano del sapere, sole nel cielo della munificenza,

gemma sul diadema della saggezza, luce risplendente nel fir-

mamento della tua generazione, frutto sull'albero dell'umiltà.

(Bahá'u'lláh)
INDICE
ESTRATTI DAGLI SCRITTI DI BAHÁ'U'LLÁH 5
ESTRATTI DAGLI SCRITTI DI ABDU'L BAHÁ 7
ESTRATTI DAGLI SCRITTI DI SHOGHI EFFENDI 9

ESTRATTI DAGLI SCRITTI DELLA CASA UNIVERSALE DI GIUSTIZIA 22

ESTRATTI DAGLI SCRITTI DEI CONSIGLIERI CONTINENTALI D'EUROPA 39

ESTRATTI DA DISCORSI TENUTI DA PERSONE EMINENTI DELLA CAUSA 39

Estratti dagli Scritti di Bahá'u'lláh
O FIGLI DELLA POLVERE!

Narrate al ricco quanto sospiri il povero nel colmo della notte, affinché l'indifferenza non lo condu-

ca sulla via della distruzione e non lo privi dell'Albero dell'Opulenza. Il donare e l'essere generosi

sono attributi Miei; beato colui che s'adorna delle Mie virtù.

Questa povertà e questa ricchezza, quest'abiezione e questa gloria, questo dominio, questo potere e

simili cose, su cui posano gli occhi ed i cuori dei fatui e degli stolti, tutto questo svanisce nel nulla

più completo in quella Corte! Com'Egli ha detto: «O uomini! Voi non siete che dei poveri che avete

bisogno di Dio; ma Dio è ricco, Colui che basta a Se Stesso». Per ricchezza, perciò s'intende essere

indipendente da tutto fuorché da Dio, e per povertà la mancanza delle cose che sono di Dio.

Nulla di tutto ciò che esiste nel mondo dell'essere è mai stato, o mai sarà degno di menzione. Tutta-

via, se una persona fosse benignamente concesso l'onore di offrire un centesimo - anzi ancor meno -

sulla via di Dio, quel centesimo sarebbe al Suo cospetto preferibile e superiore a tutti i tesori della

terra.

S'ingiunge a ciascuno di voi di dedicarsi a una forma di occupazione, come mestieri, commerci e

simili. Ci siamo degnati d'innalzare il vostro impiego nel lavoro al rango dell'adorazione a Dio, l'U-

nico Vero. Riflettete in cuor vostro sulla grazia e sui doni di Dio e ringraziateLo all'alba e all'im-

brunire. Non sciupate il tempo nell'ozio e nell'indolenza, ma occupatevi di ciò che possa recare pro-

fitto a voi e agli altri. Così è stato decretato in questa Tavola dal cui orizzonte l'astro della saggezza

e della parola risplende luminoso.

Dì: Non gioite delle cose che possedete; stasera sono vostre, domani altri le possederanno. Così vi

ammonisce Colui Che tutto sa e di tutto è informato. Dì: Potete sostenere che ciò che possedete sia

duraturo o sicuro? No! Per Me Stesso, il Misericordiosissimo, non lo potete, se siete di coloro che

giudicano equamente! I giorni della vostra esistenza volano come un alito di vento e tutto il vostro

fasto e la vostra gloria passeranno com'è stato del fasto e della gloria di coloro che vi hanno prece-

duti. Riflettete, o genti! Cos'è avvenuto dei vostri giorni passati, dei vostri secoli perduti? Beati i

giorni consacrati a ricordare Dio e benedette le ore trascorse a lodare Colui Che è il Più Saggio. Per

la Mia vita! Né il fasto dei potenti, né l'opulenza dei ricchi e neppure il dominio degli empi dure-

ranno. Tutto perirà ad una Sua parola. Egli è, invero, l'Onnipotente, l'Irresistibile, l'Onnipossente.

Che vantaggio vi è nelle cose terrene possedute dagli uomini? Essi hanno completamente trascurato

ciò che gioverà loro. Ben presto si desteranno dal letargo e si ritroveranno incapaci di riacquistare

ciò che si sono lasciati sfuggire nei giorni del loro Signore, l'Onnipossente, il Lodatissimo. Se sol-

tanto lo sapessero, rinunzierebbero a tutto, acciocché i loro nomi fossero ricordati innanzi al Suo

trono. In verità, sono da annoverare fra i morti.

Il merito dell'uomo è nel servizio e nelle virtù e non nello sfarzo dell'opulenza e della dovizia. Ba-

date che le vostre parole siano forbite da oziose fantasie e desideri mondani e che le vostre opere

siano purificate dall'astuzia e dal sospetto. Non sperperate i tesori delle vostre vite preziose ad in-

calzare affetti turpi e corrotti e non sprecate energie nel curare i vostri interessi personali. Siate ge-

nerosi nelle ore di prosperità e nei giorni di distretta pazientate. L'avversità è seguita dal successo e

alla gioia succede il dolore. Guardatevi dall'ozio e dall'indolenza e afferratevi a ciò che giova a tutti,

giovani o vecchi, nobili o umili.
Domanda: Riguardo la legge sui tesori ritrovati.

Risposta: Se viene ritrovato un tesoro, un terzo spetta di diritto allo scopritore e gli altri due terzi

devono essere spesi dagli uomini della Casa di Giustizia per il bene di tutti. Ciò sarà fatto dopo l'in-

staurazione della Casa di Giustizia e fino a quel momento i tesori ritrovati saranno affidati alla cu-

stodia di persone fidate in ciascuna località e territorio. In verità, Egli è il Sovrano, l'Ordinatore,

l'Onnisciente, Colui Che di tutto è informato.

Il principio della magnanimità è il momento in cui l'uomo spende le sue ricchezze per se, la sua fa-

miglia e i poveri fra i suoi fratelli nella Fede.

Essenza della ricchezza è l'amore per Me: chi Mi ama tutto possiede, e chi non Mi ama è, in verità,

povero e indigente. Questo è ciò che il Dito della Gloria e dello Splendore ha rivelato.

Le donazioni dedicate alla carità sono devolute a Dio, il Rivelatore dei Segni. Nessuno ha il diritto

di disporne senza il permesso di Colui Che è l'Oriente della Rivelazione. Dopo di Lui, questa autori-

tà passerà agli Aghsán e dopo di loro alla Casa di Giustizia, se in quel momento sarà già stata stabi-

lita nel mondo, sì che usino queste donazioni a beneficio dei Luoghi che sono stati magnificati in

questa Causa e per ciò che è stato loro ingiunto da Colui Che è il Dio della possanza e del potere.

Altrimenti le donazioni spetteranno alla gente di Bahá che non parla senza il Suo permesso e non

giudica se non conforme a ciò che Dio ha ordinato in questa Tavola - ecco, essi sono campioni di

vittoria fra cielo e terra - affinché li usino come Dio, il Possente, il Munifico ha decretato nel Li-

bro.

Vi è stato ingiunto di purificare i vostri mezzi di sostentamento e altre cose simili con il pagamento

dello Zakát. Così è stato prescritto in questa eccelsa Tavola da Colui Che è il Rivelatore dei versetti.

Se sarà volere e intenzione di Dio, fra breve enunceremo la misura del suo computo. In verità, Egli

spiega quel che vuole in virtù del Suo sapere e, in verità, è Onnisciente e Sapientissimo.

Lo Zakát è menzionato nel Corano come una regolare beneficenza vincolante per i Musulmani. Nel

corso del tempo il concetto si trasformò in una forma di decima che imponeva l'obbligo di versare,

per l'assistenza dei poveri, per vari scopi benefici e per aiutare la Fede di Dio, una parte fissa di cer-

te categorie di reddito, oltre determinati limiti. Il limite dell'esenzione, così come la percentuale da

pagare sulla parte tassabile, variavano per differenti articoli.

Bahá'u'lláh afferma che la legge Bahá'í dello Zakát segue «ciò che è stato rivelato nel Corano»

(D&R 107). La Casa Universale di Giustizia dovrà spiegare in futuro alcuni punti, come i limiti del-

le esenzioni, le categorie di reddito interessate, la frequenza dei pagamenti e la scala dei tassi per le

varie categorie di Zakát, che non sono menzionati nel Corano. Shoghi Effendi ha indicato che in at-

tesa di tale legislazione i credenti devono contribuire regolarmente al Fondo Bahá'í secondo i mezzi

e le possibilità.

A chi chiedeva se lotterie, scommesse su cose come corse di cavalli e partite di calcio, la tombola

eccetera, rientrino sotto la proibizione del gioco d'azzardo, la Casa Universale di Giustizia ha indi-

cato che i dettagli della questione saranno esaminati in futuro. Nel frattempo, le Assemblee e i sin-

goli sono invitati a non farne un problema e a lasciare la decisione alle coscienze degli individui.

La Casa di giustizia ha disposto che non è decoroso incrementare i fondi per la Fede per mezzo di

lotterie, sorteggi e giochi d'azzardo.

Sebbene il Gloriosissimo Reame non possegga alcuna delle vanità del mondo, tuttavia nei forzieri

della fiducia e della rassegnazione abbiamo legato ai Nostri eredi un eccellente e preziosissimo re-

taggio. Non abbiamo lasciato tesori terreni e nulla abbiamo aggiunto agli affanni che essi compor-

tano. In nome di Dio! Nelle ricchezze mondane si nasconde il timore e si cela il pericolo. Riflettete

e rammentate ciò che il Misericordiosissimo ha rivelato nel Corano: «guai ad ogni diffamatore ma-

ligno! Che ammucchia ricchezze e le prepara pel dopo!» effimeri sono i beni del mondo, tutto quel

che perisce e muta non è, ne mai è stato, degno d'attenzione, fuorché in misura stabilita.

Dio ha precedentemente imposto a ciascuno dei credenti il dovere di offrire dinanzi al Nostro trono

preziosissimi doni dai propri possedimenti. Ora, in pegno del Nostro grazioso favore, li abbiamo di-

spensati da questo obbligo. In verità, Egli è il Generosissimo, il Munificentissimo.

Esulti dei tesori che possiedi, pur conscio che essi periranno? Ti rallegri di governare un palmo di

terra, quando l'intero mondo, agli occhi della gente di Bahá, vale quanto il nero dell'occhio di una

formica morta? Abbandonalo a coloro che su di esso hanno riposto i loro affetti e tu volgiti a Colui

che è il Desio del Mondo.

Il quarto Taráz riguarda la fidatezza. In verità essa è apportatrice di sicurezza per tutti coloro che

dimorano sulla terra e pegno di gloria dal Misericorde; in verità, chi ne è partecipe è a parte dei te-

sori della ricchezza e della prosperità. La fidatezza è il sommo portale verso la tranquillità e la sicu-

rezza dei popoli. In verità da essa è dipesa e pur dipende la stabilità di tutti gli affari; dalla sua luce i

domini del potere, della grandezza e della prosperità sono tutti rischiarati.

O Samandar! Quante anime con sommo sforzo e fatica accumulano una manciata di beni mondani e

molte si rallegrano di tale azione mentre in realtà la Penna dell'Altissimo ha decretato ad altri tali

ricchezze; cioè non è previsto che esse siano la loro parte o può anche darsi che cadano nelle mani

dei loro nemici! Cerchiamo riparo presso Dio da una perdita così palese. La vita è sprecata; giorno e

notte si sopportano difficoltà e la ricchezza diventa sorgente di afflizione. Le ricchezze degli uomini

per lo più non sono pure. Se eseguiranno ciò che è rivelato da Dio, non resteranno certo privi della

Sua grazia e, in ogni circostanza, saranno protetti dalla Sua munificenza e benedetti dalla Sua mise-

ricordia.
Estratti dagli Scritti di Abdu'l-Bahá

O Signore! Tu che benedici tutti coloro che sono incrollabili nel Patto permettendo loro, in virtù del

loro amore per la Luce del Mondo, di spendere ciò che hanno in offerta per il Mashriqu’l-Adhkar,

sorgente dei Tuoi raggi sparsi sulla terra e araldo dei Tuoi segni, aiuta in questo mondo e nell'altro

questi giusti, questi onesti e questi pii a giungere sempre più vicino alla Tua sacra Soglia, e fa lumi-

nosi i loro volti con i Tuoi abbaglianti splendori. In verità, Tu sei il Generoso, il Largitore Eterno.

O ancelle di Dio! È ora tempo che diveniate sì come munifiche coppe traboccanti e che, a somi-

glianza dei venti salutari che spirano dal Paradiso di Abhá, spargiate fragranza di muschio in tutta

quella contrada. liberatevi dalla vita di questo mondo e ad ogni stadio anelate alla non esistenza;

perché il raggio, riassorbito dal sole, è cancellato e, giunta al mare, la goccia svanisce e il vero a-

mante, quando trovi l'Amato, immola l'anima.

E quell'essere che non abbia ancora posto piede nella pianura del sacrificio, è privato d'ogni grazia e

favore; e la pianura del sacrificio è il reame dove si muore all’io, sì che possa brillare la radiosità

del Dio vivente.

In breve, o amici di Dio, siate certi che, in cambio di questa contribuzione, i vostri commerci, i vo-

stri lavori agricoli e le vostre industrie saranno benedette molte volte…

Che cosa si ricava dal riposo materiale, dalla tranquillità, dal lusso e dall'attaccamento a questo

mondo terreno! È evidente che l'uomo che persegue queste mete sarà afflitto dal rimpianto per ciò

che ha perduto. Bisogna pertanto ignorare completamente questi pensieri, desiderare con ardore la

vita eterna, la sublimità del mondo dell'umanità, le conquiste celestiali, lo Spirito Santo, la diffusio-

ne della Parola di Dio e la guida spirituale per gli abitanti della terra, la promulgazione della Pace

Universale e la proclamazione dell'unità dell'umanità. Questo è il vero lavoro.

Nel cuore del continente americano si sta erigendo l'edificio del Mashriqu'l-Adhkar e numerose a-

nime delle regioni circostanti stanno offrendo contribuzioni per l'erezione di questo Tempio. Fra lo-

ro vi è una stimata dama della città di Manchester, la quale ha voluto offrire il proprio obolo. Non

avendo parte di beni e ricchezze terrene, si è tagliata con le sue stesse mani le belle, lunghe e pre-

ziose trecce che graziosamente le ornavano il capo e le ha poste in vendita si che il ricavato potesse

promuovere la causa del Mashriqu'l-Adhkar.

"… Dio chiede a ciascun'anima in proporzione alle sue capacità. Questa contribuzione deve giunge-

re da tutte le città ed i villaggi e da tutti i credenti di Dio...

Chiunque compia una buona azione, Dio gliela ricambierà dieci volte tanto. Non v'è dubbio che il

vivente Signore assisterà e confermerà le anime generose".

Ma questo gesto è un eloquente testimonianza del tuo nobile spirito d'abnegazione. In verità hai sa-

crificato la vita e grandi saranno i risultati spirituali che ne otterrai. Confida che giorno dopo giorno

progredirai e crescerai in fermezza e costanza. I favori di Bahá'u'lláh ti avvolgeranno e ripetutamen-

te ti saranno annunziate liete novelle dal cielo. E sebbene siano i capelli che hai sacrificato, tuttavia

sarai colmata di Spirito, e benché sia questa parte peritura del corpo che hai deposto sulla via di

Dio, tuttavia troverai il Dono Divino, mirerai la Beltà Celeste, otterrai gloria imperitura e perverrai

alla vita eterna.

O servo di Bahá! Sacrificati sulla strada di Dio e involati verso i cieli dell'amore della Bellezza di

Abhá, perché qualunque moto prodotto dall'amore va dalla periferia al centro, dallo spazio all'Astro

dell'universo. Forse pensi che ciò sia difficile, ma ti dico che non è così, perché quando la forza che

sospinge e guida è la forza magnetica divina, con il suo aiuto è possibile attraversare il tempo e lo

spazio facilmente e rapidamente. Gloria alla gente di Bahá!

Perciò non guardate alla misura della vostra capacità, non chiedete se siete degni del compito: ripo-

nete le vostre speranze sull'aiuto e sulla bontà, sui favori e sulle elargizioni di Bahá'u'lláh - possa es-

sere la mia vita offerta per i Suoi amici! Spronate il destriero d'un nobile cimento sul campo del sa-

crificio e da questo ampio arengo portate via il premio della grazia divina.

Si narra che ai tempi dell'Apostolo di Dio (Muhammad) Egli espresse il desiderio che un esercito

avanzasse in una certa direzione e fu concesso ai fedeli il permesso di raccogliere contribuzioni per

la guerra santa. Fra i molti vi fu un uomo che dette la metà dei suoi averi e un altro ancora che offrì

tutto quello che aveva. Ma una donna, indebolita dagli anni, che possedeva solo un pugno di datteri,

andò dall'Apostolo e depose ai Suoi piedi il suo umile obolo. Al che il Profeta di Dio - possa la mia

vita esserGli offerta in sacrificio - ordinò che quel pugno di datteri fosse posto al di sopra di tutte le

offerte che erano state raccolte, affermandone così il merito e la superiorità su tutte le altre. Così fu

fatto perché quella vecchia non aveva altro possedimento terreno.

In quanto all'affermazione nelle "Parole Celate", che l'uomo deve rinunziare a se stesso, ciò signifi-

ca che deve rinunziare a desideri smodati, mire egoistiche e impulsi del suo io umano e cercare solo

i santi aliti dello spirito, e seguire gli aneliti dell’io superiore, e immergersi nel mare del sacrificio,

il cuore fisso sulla bellezza del Gloriosissimo.

O amati di Dio! Non soffermatevi su quel che sta succedendo in questo santo luogo, e non siate as-

solutamente allarmati. Qualunque cosa accada è per il meglio, perché l'afflizione non è altro che

l'essenza della grazia, e il dolore e la sofferenza sono pura misericordia, e l'ambascia pace di mente,

e fare un sacrificio è ricevere un dono, e qualunque cosa accada proviene dalla grazia di Dio.

Estratti dagli Scritti di Shoghi Effendi

L'istituzione del Fondo locale, in ogni centro in cui la struttura amministrativa della Fede è stata e-

retta, deve essere assiduamente sviluppata.

Far avanzare una civiltà in continuo progresso richiede distacco, spirito di sacrificio, altruismo e ri-

sorse materiali. L'unificazione del genere umano richiede un salto di qualità, una chiara compren-

sione dello scopo di Dio per l'uomo, è una meta verso la quale tutte le nostre energie e risorse devo-

no essere convogliate. I Piani devono essere sostenuti. Per questo è stato istituito il Fondo Bahá'í.

È sacro obbligo di ogni servo coscienzioso e fedele di Bahá'u'lláh, che desidera di vedere avanzare

la Sua Causa, quello di contribuire volontariamente all'incremento di quel Fondo.

… nell'istituzione del Fondo locale che funziona secondo le specifiche disposizioni date da Abdu'l

Bahá ad alcune Assemblee della Persia;… è possibile discernere i primi bagliori dell'Ordinamento

Amministrativo che il Testamento di Abdu'l-Bahá doveva più tardi proclamare e formalmente stabi-

lire.

In quanto all'istituzione del Fondo locale e nazionale, che è ora un necessario completamento di tut-

te le Assemblee Spirituali locali e nazionali, Abdu'l-Bahá non solo l'ha creata in Tavole rivelate per

i Bahá'í orientali, ma ne ha altresì ripetutamente sottolineato, verbalmente e per iscritto, l'importan-

za e la necessità.

... e poiché il progresso e lo svolgimento delle attività spirituali dipendono e sono condizionati

dai mezzi materiali, è assolutamente necessario che subito dopo la formazione delle Assemblee Spi-

rituali sia locali che nazionali, venga costituito un Fondo Bahá'í, da porsi esclusivamente sotto il

controllo dell'Assemblea Spirituale. Tutte le donazioni e le contribuzioni devono essere offerte al

Tesoriere dell'Assemblea, con l'esplicito proposito di promuovere gli interessi della Causa, in quella

località o quel paese. Ogni coscienzioso e fedele servo di Bahá'u'lláh che desideri vedere progredire

la Sua Causa, ha il sacro, obbligo di contribuire liberamente e generosamente per l'incremento di

quel Fondo. I membri dell'Assemblea Spirituale ne disporranno a propria discrezione al fine di fa-

vorire la Campagna di Insegnamento, di aiutare i bisognosi, di fondare istituzioni educative Bahá'í,

di allargare in ogni modo possibile il campo del loro servizio. Nutro la speranza che tutti gli amici,

comprendendo la necessità di questa misura, si scuotano e diano il proprio contributo, anche se mo-

desto all'inizio, per costituire ed incrementare rapidamente quel Fondo.

Perché possiate intensificare questa campagna di insegnamento - di tanto vitale necessità in questi

giorni - e svolgere correttamente ed efficacemente il resto delle vostre molteplici attività, sia spiri-

tuali che umanitarie, è necessario costituire con urgenza quel Fondo Centrale, che se generosamente

sostenuto dai singoli amici e dalle Assemblee locali, vi consentirà presto di attuare i vostri piani con

prontezza e vigore.

Perché il lavoro dell'Assemblea Nazionale possa essere svolto con efficienza spetta ai suoi membri

di cercare possibilmente di costituire un centro adeguato e permanente per le loro attività, a cui si

deve fare una ampia pubblicità ufficiale e che deve essere riconosciuto come, il quartier generale

del loro segretariato. Ad esso devono essere indirizzate tutte le comunicazioni dai singoli amici e

dalle Assemblee Locali entro il suo territorio, dalla Terra Santa e dai paesi esteri. Suo primo dovere

è quello di tenersi in stretto e costante contatto, senza eccezioni, discriminazione o favoritismo, con

le varie località e con i credenti isolati sotto la sua giurisdizione e far pervenire con diligenza e sol-

lecitudine tanto a loro quanto agli amici all'estero ogni comunicazione di generale e comune inte-

resse.

Perché questa ardente aspirazione possa concretizzarsi e il livello di efficienza possa essere mante-

nuto, l'istituzione del Fondo Nazionale ha una suprema importanza. Io voglio incessantemente esor-

tare tanto i singoli credenti quanto le Assemblee locali di tutta l'India e la Birmania, a levarsi con

tutta l'anima e tutto il cuore per contribuire con generosità e regolarità al mantenimento e all'am-

pliamento di un fondo da cui dipenderà molto del successo dei loro sforzi.

Sto dando personalmente istruzioni all'Assemblea di Bombay, i cui passati servigi - sia morali che

economici - alla Causa di Bahá'u'lláh in India e ovunque sono scolpiti nel mio cuore, di concentrare

le loro energie Per appoggiare con le loro risorse le istituzioni gemelle dell'Assemblea Spirituale

Nazionale e del Fondo Nazionale. Conto che queste siano presto in grado di assumersi il fardello

che ora grava sugli altruistici amici di Bombay.

Spetta all'Assemblea Nazionale... giudicare a qual punto le risorse economiche a sua disposizione

permettano di dare un appoggio economico alle iniziative personali degli amici. Se la risposta degli

amici e delle Assemblee agli appelli fatti per il Fondo nazionale sarà sollecita, continua e generosa,

sono certo l'Assemblea Nazionale darà prova della sua simpatia, buona volontà e cooperazione sin-

cera verso ogni iniziativa individuale Bahá'í. Voglio comunque, ora che il nostro lavoro è appena

iniziato, raccomandare caldamente, anzi implorare gli amici di non disperdere i loro sforzi, ma di

cercare di giungere, dopo franca, matura e ininterrotta consultazione a una conclusione comune sui

bisogni e sulle necessità più urgenti del momento, e raggiunta l'unanimità di vedute fare sforzo per

sostenerli e appoggiarli con sollecitudine, generosità e intelligenza.

In quanto ai sacrifici materiali per il benessere della Causa egli desidera che comprendiate che gli

interessi generali della Causa hanno, la precedenza sugli interessi particolari ed individuali. Per e-

sempio, le contribuzioni per il benessere degli individui sono secondarie rispetto alle contribuzioni

per i Fondi Nazionali e Locali e per il Fondo del Tempio.

«Questa. è una istruzione di carattere generale. Naturalmente anche aiutare le persone nel caso si

abbia la possibilità di farlo, è bello, e meritevole»

Riguardo alla sua domanda se una persona che trae i mezzi di sostentamento dalla carità pubblica

deve contribuire ai Fondi Bahá'í. Ciò è praticamente impossibile, perché una persona che dipende

tanto dalla comunità non può essere di molto aiuto agli altri. In genere non ha abbastanza neanche

per sé. In linea di principio, comunque, questa è una questione secondaria. Le donazioni alla Causa

sono libere. Sta ad ognuno giudicare se si è nelle condizioni di contribuire e se si desidera farlo;

come si è avuto il denaro è irrilevante. Un povero può essere più disposto di un ricco a spartire con

altri, e, se lo fa, il suo sacrificio è più grande. Il dono di un ricco può non essere un sacrificio, ma

quello di un povero sicuramente lo è.

In relazione all'istituzione del Fondo Nazionale, … mi sento spinto a ricordarvi la necessità di tene-

re sempre a mente il principio capitale che tutti i contributi al Fondo debbono essere di carattere pu-

ramente volontario. Deve essere reso chiaro ed evidente ad ognuno che ogni forma di coercizione,

per quanto lieve ed indiretta, colpisce alla radice il principio che sta alla base della formazione del

Fondo fin dal suo inizio. Mentre gli appelli di carattere generale, accuratamente formulati ed espres-

si in tono dignitoso ed efficace, sono bene accetti in ogni circostanza, deve essere lasciato intera-

mente alla discrezione di ogni credente coscienzioso di decidere sulla natura, l'ammontare e lo sco-

po del di lui o di lei contributo per la propagazione della Causa.

Riguardo ai Fondi Bahá'í, recentemente costituiti tra gli amici, ho fiducia che l'argomento sia ora

chiaro per tutti, in tutto il paese. Come ho precedentemente stabilito, anche se i singoli amici e le

Assemblee Locali sono assolutamente liberi di specificare l'oggetto e lo scopo delle loro donazioni

all'Assemblea Spirituale Nazionale, tuttavia, a mio parere, ritengo estremamente e fondamentalmen-

te importante che tanto i singoli quanto le Assemblee Locali, in tutto il paese, in considerazione del-

la estrema importanza dell'Insegnamento Nazionale e come prova di assoluta fiducia nei loro rap-

presentanti nazionali, si sforzino di dare un contributo spontaneo, anche se piccolo all'inizio, per il

mantenimento e l'incremento del Fondo Nazionale Bahá'í, così che i membri dell'Assemblea Nazio-

nale possano disporne a loro piena discrezione per ciò che ritengano urgente e necessario.

Egli desidera che voi particolarmente facciate ben capire ai credenti la necessità di mantenere il

flusso delle loro contribuzioni al Tempio, e anche che sottolineiate l'importanza della istituzione del

Fondo Nazionale Bahá'í che, in questi primi giorni dello sviluppo amministrativo della Fede, è il

mezzo indispensabile per la crescita e l'espansione del Movimento. Le contribuzioni a questo Fondo

costituiscono, inoltre, un mezzo pratico ed efficace con cui ogni credente può saggiare la misura e il

carattere della propria fede, e dimostrare con i fatti l'intensità della propria devozione e del proprio

attaccamento alla Causa.

A proposito dell'istituzione del Fondo Nazionale e del sistema di bilancio, di cui si parla nei verbali

dell'Assemblea Spirituale Nazionale, mi sento spinto a ricordarvi la necessità di tenere sempre in

mente il principio, basilare che tutte le contribuzioni al Fondo devono essere puramente e stretta-

mente di carattere volontario. Deve essere chiaro, ed evidente per tutti che qualsiasi forma di coer-

cizione, per quanto lieve ed indiretta, sovverte il principio stesso che è alla base della formazione

del Fondo sin dalla sua origine. Mentre sono bene accetti in ogni circostanza appelli di carattere ge-

nerale, accuratamente concepiti con tono persuasivo e dignitoso, va completamente lasciata alla di-

screzione di ogni credente coscienzioso la decisione sulla natura, l'ammontare e lo scopo della pro-

pria contribuzione per la propagazione della Causa.

Il Fondo Nazionale deve essere saldamente costituito, generosamente sostenuto e continuamente

mantenuto, poiché è il requisito base per il progresso e le vittorie del futuro. Il Notiziario deve esse-

re ampliato, largamente diffuso e utilizzato come mezzo per fornire informazioni, coordinare le at-

tività e garantire l'appoggio di tutti i credenti alle Istituzioni della Causa. Vi raccomando vivamente

di assicurarvi del successo di questi due organi preminenti ed essenziali del vostro lavoro.

Via via che le attività della comunità americana Bahá'í si estendono e il suo prestigio nel mondo

aumenta in relazione, la istituzione del Fondo Nazionale, la roccia granitica sulla quale tutte le altre

istituzioni debbono necessariamente poggiare e stabilirsi, acquista ulteriore importanza, e dovrebbe

essere sempre più sostenuto dall'intero corpo dei credenti, tanto nelle loro possibilità individuali

quanto attraverso i loro sforzi collettivi, sia organizzati come gruppi o come Assemblee Locali.

L'offerta dei fondi, per sostenere il Tesoro Nazionale, costituisce, attualmente, la linfa vitale di

quelle nascenti istituzioni che noi lavoriamo ad erigere. La sua importanza non può, sicuramente,

essere sopravvalutata… sto ansiosamente e devotamente attendendo la notizia di un'espansione sen-

za precedenti di un organo così vitale dell'Ordine Amministrativo della Fede.

Come Bahá'í dobbiamo seguire il metodo del profeta. Noi sappiamo che la Causa, alla fine, vincerà

e le sue schiere saranno totalmente unite. Sappiamo che le promesse del Maestro alla fine si realiz-

zeranno, perché quindi lasciarci scoraggiare dalle meschine opposizioni che incontriamo sul nostro

cammino? Dobbiamo piuttosto accrescere il nostro zelo e persistere nelle nostre preghiere e nei no-

stri sforzi. Shoghi Effendi ha adottato adeguate misure, e tanto per lettera che per cablogramma, ha

esortato gli amici di Bombay a dare un appoggio morale e materiale al Fondo Nazionale. La gente

ha sempre bisogno di tempo per passare da una amministrazione all'altra. Fino ad ora erano abituati

a considerare le Assemblee Locali seconde soltanto al Centro della Causa, e occorrerà un po' di

tempo e di addestramento prima che possano ammettere che esiste un organo superiore. Lo stesso

problema esisteva in America e per un certo periodo sembrò che il lavoro dell'Ente Nazionale fosse

paralizzato. Ma, grazie al contatto personale e all'incessante ammonimento di Shoghi Effendi, quel

problema è stato risolto e ora vediamo che l'Assemblea Nazionale è considerata come l'unico orga-

no adatto ad affrontare problemi che vadano al di là della giurisdizione puramente locale delle As-

semblee Locali.

… li ho sollecitati a sostenere vigorosamente e con tutto il cuore le istituzioni veramente essenziali

del Fondo Nazionale e dell'Assemblea Nazionale. Dev'essere chiaro a tutti loro che il continuo so-

stegno a queste istituzioni gemelle rappresenta la pietra angolare delle vittorie future, la molla prin-

cipale da cui fluiranno le benedizioni future.

Nei momenti di contrarietà, tensione ed ansietà che inevitabilmente incontreremo, dobbiamo ricor-

dare le sofferenze del nostro defunto Maestro. Il vostro lavoro, la vostra energia, la vostra cautela, le

vostre cure e la vostra bontà sono qualità che valuto e apprezzo molto. Continuate, perseverate, rad-

doppiate i vostri sforzi, ripetete e riscrivete gli ammonimenti le istruzioni del nostro Benamato nelle

vostre comunicazioni ai singoli e alle Assemblee, fino a che si imprimano nel loro cuore e nella loro

mente. Questo in verità il metodo del nostro Diletto Maestro e ne potremo mai seguire uno migliore.

Il vostro attuale lavoro di pionieri sarà sicuramente ricordato ed esaltato dalle generazioni future.

Pregherò sempre per voi. In materia di contribuzione non dobbiamo far uso di coercizione alcuna e

dobbiamo accertare chiaramente il desiderio del donatore. Dobbiamo fare appelli agli amici, ma non

costringerli.

E non v'è in questo momento bisogno che insista su quanto ho già dichiarato in passato e cioè che le

contribuzioni ai Fondi locali e nazionali sono assolutamente volontarie; che nella Causa non si può

tollerare alcuna coercizione o sollecitazione ai fondi; che generici appelli rivolti alle comunità nel

loro insieme devono essere l'unico sistema per far fronte alle necessità finanziarie della Fede; che

l'aiuto finanziario accordato a pochissimi operatori nei campi dell'insegnamento e dell'amministra-

zione è un provvedimento temporaneo…

Consapevoli della loro nobile chiamata, fiduciosi nel potere che la loro Fede ha di riedificare la so-

cietà, essi affrettano, imperturbati e intrepidi, i loro sforzi per foggiare e affinare gli strumenti entro

cui possa maturare e progredire l'embrionico Ordine Mondiale di Bahá'u'lláh. È un tal processo d'e-

dificazione, lento e discreto, cui l'esistenza della comunità mondiale Bahá'í è totalmente consacrata

che costituisce la sola speranza di una società ferita, dacché questo processo è azionato dall'immu-

tabile Intendimento di Dio e si evolve entro l'intelaiatura dell'Ordine Amministrativo della Sua Fe-

de.

Offrire contribuzioni a questo scopo (in sostegno delle attività dell'Assemblea Spirituale) è una del-

le pressanti richieste della Causa di Dio, è considerato veramente essenziale ed è di fondamentale

importanza. Dopo il pagamento dell'Huquq, è un obbligo di ogni Bahá'í.

… dobbiamo, io credo, considerare assioma e principio-guida dell'Amministrazione Bahá'í, che nel-

la condotta di ogni specifica attività Bahá'í - a differenza dalle iniziative di carattere umanitario, fi-

lantropico o caritatevole, che potrebbero in futuro essere intraprese sotto gli auspici Bahá'í - solo

coloro che hanno già dato la loro incondizionata adesione alla Fede e che sono considerati suoi di-

chiarati e assoluti sostenitori, devono essere invitati a partecipare e a collaborare. Poiché, senza

considerare le imbarazzanti complicazioni che la partecipazione di non credenti al finanziamento di

istituzioni a carattere strettamente Bahá'í potrebbe creare, nell'amministrazione della comunità Ba-

há'í del futuro, si deve ricordare che queste specifiche istituzioni Bahá'í - che devono essere consi-

derate doni elargiti da Bahá'u'lláh al mondo - possono funzionare nel modo migliore e più efficace-

mente esercitare la loro influenza sulla terra, solo se fondate e mantenute esclusivamente con l'ap-

poggio di coloro che sono pienamente consci delle implicite rivendicazioni della Rivelazione di Ba-

há'u'lláh, e sono incondizionatamente sottomessi ad essa. Nel caso, tuttavia, in cui un amico o un

simpatizzante della Fede insistesse calorosamente per offrire una contribuzione in danaro per il pro-

gresso della Fede, tale dono deve essere accettato e i rappresentanti eletti dei credenti devono debi-

tamente esprimere la propria gratitudine, con l'esplicita condizione che esso sarà utilizzato esclu-

sivamente per rafforzare quella sezione del Fondo Bahá'í dedicata solo a scopi filantropici o carita-

tevoli. Infatti, man mano che la Fede di Bahá'u'lláh si diffonderà e diverrà più influente, e le risorse

delle comunità Bahá'í, parallelamente, si moltiplicheranno, sarà sempre più desiderabile fare una di-

stinzione tra quelle sezioni della Tesoreria Bahá'í che serviranno per il mondo in senso lato, e quelle

che saranno specificamente destinate a favorire gli interessi della Fede stessa. Da questa apparente

separazione tra attività Bahá'í e attività umanitarie, non si deve comunque desumere che lo scopo

animatore della Fede di Bahá'u'lláh sia in contrasto con le mete e gli obiettivi delle attuali istituzioni

umanitarie filantropiche; anzi, ogni saggio sostenitore della Fede deve rendersi conto che in questo

primo stadio dell'evoluzione e dello stabilizzarsi della Causa, tali misure discriminatorie e precau-

zionali sono inevitabili e perfino necessarie se vogliamo che le istituzioni nascenti della Fede emer-

gano trionfanti e incontaminate dall'attuale tumulto di interessi, confusi e spesso in conflitto, da cui

sono circondate. Queste parole di ammonimento non possono essere considerate inopportune in

questo momento in cui, infiammati dall'ardente passione di vedere completato presto il Mashriqu'l-

Adhkar, potremmo non solo essere inclini ad assecondare il desiderio di coloro che sebbene non an-

cora iniziati nella Causa, desiderano offrire assistenza finanziaria alle sue istituzioni, ma perfino

sentirci propensi a sollecitare da loro quell'aiuto che hanno la possibilità di offrirci. Abbiamo il su-

premo dovere di assolvere il nostro sacro compito in modo tale che nei giorni a venire, né la lingua

dei calunniatori, né la penna dei malevoli, possano osare di insinuare, che un edificio così bello e

significativo, non è stato eretto dagli sforzi unanimi, esclusivi ed altruistici della sola piccola ma

decisa schiera dei convinti fautori della Fede di Bahá'u'lláh. Come è delicato il nostro compito, co-

me è pressante la responsabilità che grava su di noi, chiamati, da una parte, a preservare inviolata

l'integrità e l'identità della Fede rigeneratrice, di Bahá'u'lláh, e dall'altra sostenere i suoi vasti, uma-

nitari principi che tutto abbracciano!

È vero che non possiamo non renderci conto allo stadio attuale del nostro lavoro, del numero estre-

mamente limitato di contribuenti qualificati a offrire il sostegno economico a una impresa così va-

sta, minuziosa e costosa. Siamo perfettamente consci delle tante e varie attività Bahá'í che sono ine-

vitabilmente tenute in sospeso in attesa della conclusione finale e vittoriosa del Piano di Azione U-

nificata. Siamo pienamente consci dell'urgente necessità che sorga una degna e concreta realizza-

zione che esprima lo spirito che anima la Causa, e che stia nel cuore del Continente Americano a te-

stimonianza e centro di raccolta delle molteplici attività di una Fede rapidamente crescente. Ma

spronati da queste riflessioni non potremmo scuoterci e decidere con una determinazione, quale non

abbiamo mai avuto finora, di affrettare con ogni mezzo in nostro potere l'adempimento di un compi-

to così impegnativo e così meritorio? Vi scongiuro, cari amici, di non permettere che la considera-

zione del numero, o la consapevolezza della limitatezza delle nostre risorse, o anche 1'esperienza

delle inevitabili difficoltà che ogni possente impresa è soggetta ad incontrare, offuschino la vostra

visione, limitino le vostre speranze, o paralizzino i vostri sforzi nella prosecuzione del compito di

cui siete divinamente investiti. E non permettete, vi scongiuro, che la minima deviazione verso i

sentieri degli espedienti e dei compromessi, possa ostruire quei canali di grazia vivificante che può

da sola provvedere l'ispirazione e la forza vitale indispensabile non solo per la felice esecuzione del-

la sua costruzione materiale, ma anche per l'adempimento del suo alto destino.

Penso che solo quei beni che sono proprietà dei credenti, realizzati tanto da Bahá'í che da non Bahá-

'í, possono essere venduti nell'interesse del Tempio, o di qualsiasi altra istituzione Bahá'í, rispettan-

do così il principio generale che non ci si può aspettare che non credenti, direttamente o indiretta-

mente, appoggino istituzioni di carattere strettamente Bahá'í. In quanto al modo con cui disporre di

proprietà Bahá'í a questo scopo, e ai canali attraverso i quali la vendita può essere effettuata, penso

che non si debba imporre nessuna regola rigida. I singoli Bahá'í sono liberi di chiedere l'aiuto di

privati o di Assemblee Spirituali perché agiscano da intermediari in queste transazioni. Dobbiamo

da una parte evitare la confusione e dall'altra mantenere 1'efficienza, e non imporre inutili restrizio-

ni che possano ostacolare le iniziative e le imprese individuali.

Shoghi Effendi desidera che io vi comunichi che ha ricevuto la vostra lettera datata 8 maggio 1932,

nella quale gli dite di alcuni episodi accaduti quest'anno durante la Convenzione, specialmente

quando sono stati raccolti i fondi per il Tempio. È stato molto felice di apprendere che uno spirito

meraviglioso permeava quelle riunioni; poiché solo grazie a questo spirito di devozione e di sacrifi-

cio la Causa può prosperare e il Suo Messaggio può diffondersi nel mondo intero. È stato meravi-

glioso anche sentire dell'interesse mostrato dal pubblico durante le riunioni generali, che facevano

parte del programma della Convenzione.

Shoghi Effendi spera che mentre il Tempio viene gradualmente completato questo interesse aumenti

e altri cerchino di partecipare allo spirito che anima gli amici e, accettando la Fede di Bahá'u'lláh, si

levino per servirla e dedichino la loro vita per la sua diffusione.

Tali riunioni per la raccolta di fondi sono permesse se fatte con vero spirito di sacrificio, non quan-

do l'uditorio è particolarmente eccitato e quando la psicologia collettiva è usata per indurlo a contri-

buire.

Shoghi Effendi ha ripetutamente dichiarato che non si deve fare uso di alcuna pressione sugli amici

e neanche la pressione psicologica. Ma c'è molta differenza tra quelle riunioni di cui spesso si ser-

vono le organizzazioni religiose, e una autentica quieta atmosfera di preghiera in cui una persona è

sospinta, di propria iniziativa, a fare qualche sacrificio. La distinzione è molto sottile, ma spetta al

Presidente della Convenzione far uso del proprio potere per far si che una forma desiderabile non si

muti in un'altra. Tutte le attività della Causa devono essere condotte in modo dignitoso.

Shoghi Effendi è certo che i fondi raccolti durante l'ultima Convenzione non sono dovuti alla psi-

cologia da comizio ma al devoto atteggiamento degli amici e al loro desiderio di fare un ulteriore

sacrificio.

Le questioni finanziarie che la Causa deve affrontare sono tutte molto urgenti e importanti. Esse

richiedono un'amministrazione giudiziosa e una saggia politica. Dobbiamo studiare le necessità del-

la Causa, trovare i campi che daranno il frutto migliore e poi stanziare i fondi necessari. E questo

compito è sicuramente molto difficile e pieno di responsabilità.

In quanto a ciò che avete chiesto a proposito di alcuni piani per raccogliere fondi per il Tempio,

Shoghi Effendi crede che il metodo migliore e più nobile sia quello di avere donazioni libere, offer-

te spontaneamente e con l'intenzione di fare un sacrificio per il progresso della Causa. Questo Tem-

pio va costruito solo col sacrificio. Questo è il solo modo veramente degno. Questi principi esclu-

dono perciò qualsiasi metodo che implichi l'aiuto dei non Bahá'í. Un Tempio Bahá'í deve essere co-

struito soltanto dai Bahá'í; non è una ordinaria attività umanitaria per la quale possa essere sollecita-

to l'aiuto di chiunque. In ogni modo Shoghi Effendi ha già ampiamente spiegato questo argomento

all'Assemblea Spirituale Nazionale e voi potete facilmente rivolgervi ad essa per ulteriori delucida-

zioni sull'argomento.

Anche se Shoghi Effendi esorta ogni credente fare il massimo sacrificio possibile al fine di dare

contributo per il fondo dell'Assemblea Nazionale, tuttavia sconsiglia agli amici di indebitarsi per

questo scopo. Ci viene richiesto di dare ciò che abbiamo, non ciò che non possediamo, specialmente

se un tale atto è causa di sofferenza per altre persone. A questo proposito dobbiamo essere giudizio-

si e saggi e confidarci con altri devoti Bahá'í.

Dobbiamo essere come la fontana o la sorgente che si vuota continuamente di tutto ciò che ha e che

è continuamente rifornita da una fonte invisibile. Dare continuamente per il bene dei nostri simili

non scoraggiati dal timore della povertà e fiduciosi nella infallibile generosità della Sorgente di tutta

la ricchezza e di tutto il bene; ciò è il segreto del giusto vivere.

Le vostre donazioni per il Tempio e il modo notevole con il quale aiutate i credenti nelle loro fa-

tiche per allargare il raggio del loro lavoro di pubblicità, sono contribuzioni reali e valide che avete

fatto alla Fede. E se per il momento non siete in grado di dare un contributo finanziario come avete

fatto negli anni precedenti non dovete sentirvi scoraggiato e tanto meno deluso, poiché il modo mi-

gliore col quale potete efficacemente sostenere il Tempio della Causa non è il mezzo materiale, ma

l'aiuto morale che avete l'obbligo fondamentale di dare a coloro ai quali è affidata la costruzione di

quel sacro e unico Edificio. Sono la devozione, la sincerità e l'entusiasmo genuino che possono, a

lungo andare, assicurare il completamento del nostro amato Tempio. Considerazioni materiali, an-

che se essenziali, non sono in alcun modo le più importanti. Se fosse stato altrimenti, il Tempio non

sarebbe mai arrivato alla fase che ha già raggiunto, poiché le risorse della comunità sono limitate e

sono state, negli ultimi due anni, gravemente colpite da una crisi economica mondiale senza prece-

denti. Malgrado tutti questi ostacoli materiali il Tempio ha fatto continui progressi e questo soltanto

è sufficiente per convincere ogni osservatore imparziale della potenza divina che anima la Fede -

una potenza di fronte alla quale tutte le difficoltà materiali svaniscono.

A proposito della signorina … e della sua contribuzione al fondo, Shoghi Effendi desidera che voi

le spieghiate che la sua offerta di denaro deve essere fatta al fondo Bahá'í, e non a un individuo.

Questo è un principio, importante che regola tutte le pubblicazioni e le case editrici Bahá'í, e deve

essere debitamente sottolineato, e chiaramente compreso, così che nessuna difficoltà possa sorgere

in futuro. Naturalmente le contribuzioni, per essere accettate, devono provenire solo dagli stessi Ba-

há'í. Voi perciò prima dovete accertarvi se la. Signorina … è una vera Bahá'í, e solo allora potrete

accettare le sue contribuzioni per i vostri fondi librari.

A proposito della sua speciale contribuzione al Fondo per l'Insegnamento; egli ritiene che questo

problema debba essere lasciato interamente alla discrezione dell'A. S. Nazionale. Crede anche che

la continuata spesa di una considerevole somma per rimborsare le spese di viaggio agli insegnanti

che ne abbiano bisogno costituisca in questi giorni il principale obbligo del Fondo Nazionale. Si de-

ve fare uno sforzo per facilitare il più possibile l'espansione del lavoro di insegnamento aiutando co-

loro che non hanno le possibilità economiche per raggiungere la loro destinazione e, una volta sul

posto, incoraggiandoli a sistemarsi e a guadagnarsi da vivere.

Il Custode vorrebbe consigliare alla vostra Assemblea di continuare ad imprimere nella mente dei

credenti la necessità della loro regolare contribuzione al Fondo Nazionale senza badare se vi è da

affrontare una spesa imprevista o no. Niente altro che un continuo flusso di contribuzioni a quel

fondo può, veramente, assicurare la stabilità finanziaria al Corpo da cui ora deve inevitabilmente

dipendere tanta parte del progresso e delle istituzioni della Fede.

A proposito della vostra domanda riguardo alle, contribuzioni per il fondo del Tempio, gli amici

vanno incoraggiati e perfino esortati a dare il loro appoggio finanziario a questa come ad altre isti-

tuzioni nazionali della Causa, ma non si deve in nessun caso obbligarli a farlo.

In quanto all'idea di "dare quanto, uno può permettersi": questo, non significa affatto che si debba

porre alcun limite od anche escludere la possibilità di un sacrificio. Non possono porsi limiti alle

contribuzioni di una persona al fondo nazionale. Più uno può dare meglio è, specialmente quando

tali offerte richiedano di sacrificare altri bisogni e desideri da parte del donatore. Quanto, più duro

sarà stato il sacrificio, tanto più meritevole esso sarà, naturalmente, agli occhi di Dio. Ed infatti, do-

po tutto, non conta tanto l'entità dell'offerta, quanto la misura delle rinunce che tale offerta ha com-

portato. Dobbiamo prendere sempre in considerazione lo, spirito, e non il semplice atto della contri-

buzione, quando insistiamo sulla necessità di un appoggio universale, e generoso ai vari fondi della

Causa.

A proposito della vostra domanda sul Fondo Nazionale Bahá'í: non vi è nulla nello Statuto o negli

Ordinamenti che impedisca l'assegnazione di un fondo a un individuo che sia in condizioni econo-

miche molto disagiate. Ma si deve sottolineare - e gli amici lo devono comprendere chiaramente -

che gli interessi nazionali e i bisogni della Causa hanno la precedenza assoluta sui bisogni personali

e privati. L'Assemblea Spirituale Nazionale ha il dovere di disporre del fondo nazionale in modo da

non permettere che gli interessi nazionali della Fede siano messi in pericolo da considerazioni di ca-

rattere personale, che sono ovviamente transitorie se paragonate ai durevoli interessi della Causa di

Dio. In casi rari ed eccezionali, quando un credente non abbia assolutamente alcun altro mezzo di

sussistenza, l'Assemblea Spirituale Nazionale può: sia dare dal fondo nazionale un contributo per le

sue spese, sia rivolgere un appello speciale al corpo dei credenti a tale scopo. Spetta alla famiglia,

alla comunità civile e all'Assemblea Locale provvedere a questi bisogni locali e privati dei singoli.

Ma nel caso in cui nessuna di queste fonti abbia i mezzi per farlo, l'Assemblea Spirituale Nazionale

può, se è convinta della gravità, dell'urgenza e della giustizia del caso, assegnare una parte del pro-

prio fondo per questo scopo.

Ogni Bahá'í, per quanto povero possa essere, deve rendersi conto quale grave responsabilità deve

sostenere a riguardo e dovrebbe confidare che il suo progresso spirituale quale credente nell'Ordine

Mondiale di Bahá'u'lláh dipenderà largamente dalla misura in cui egli dimostra nei fatti la sua buona

volontà nel sostenere materialmente le divine istituzioni della Fede.

Mentre le attività della comunità Bahá'í Americana si espandono, e il suo prestigio mondiale au-

menta parallelamente, l'istituzione del Fondo Nazionale, la base granitica su cui tutte le altre istitu-

zioni devono necessariamente fondarsi ed essere costruite, acquista ulteriore importanza, e deve es-

sere sempre più appoggiato dall'intero corpo dei credenti, sia individualmente, che attraverso gli

sforzi collettivi, organizzati tanto come gruppi quanto come Assemblee Locali. Il rifornimento di

fondi, a sostegno della Tesoreria Nazionale, costituisce al momento attuale, la linfa vitale di quelle

istituzioni nascenti per le quali voi state lavorando. La sua importanza non può, certamente, essere

sopravvalutata. Ineffabili benedizioni coroneranno senza dubbio ogni sforzo diretto a quel fine. At-

tendo con ansia e devozione la notizia di una espansione senza precedenti di questo organo, così vi-

tale dell'Ordine amministrativo della Fede.

Sopra tutto egli desidera, tramite voi, ribadire il suo desiderio - già espresso nel suo recente ca-

blogramma all'Assemblea Spirituale Nazionale - che il Fondo Nazionale, che senza dubbio costitui-

sce la base granitica sulla quale, si fondano alla fine tutte le attività della Causa, debba ricevere il

continuo e generoso appoggio di tutti i credenti. Sia le Assemblee Locali che i singoli devono capire

che se essi non contribuiscono regolarmente e generosamente al Fondo, il progresso della Fede in

India e in Birmania non sarà soltanto considerevolmente ritardato, ma giungerà inevitabilmente a un

punto morto. Vi dovrebbe essere un flusso continuo di fondi alla Tesoreria dell'Assemblea Spiritua-

le Nazionale, se si vuole che quell'ente amministri convenientemente le molteplici e sempre cre-

scenti attività della Fede. Ogni Bahá'í, per quanto povero possa essere, deve capire quale, grave re-

sponsabilità egli debba assumersi a questo proposito, e deve convincersi che il suo progresso spiri-

tuale di credente nell'Ordine Mondiale di Bahá'u'lláh dipenderà in gran parte dalla misura con cui

egli dimostra, con i fatti, la sua prontezza nel dare un appoggio materiale alle istituzioni Divine del-

la Sua Fede.

La vostra domanda a proposito della raccomandazione fatta dai delegati alla Convenzione di que-

st'anno, di installare una Stazione Radio Trasmittente nel Tempio, implica un principio fondamenta-

le che regola il Fondo del Tempio che il Custode ha già spiegato in parecchie comunicazioni. Egli

vuole che io ripeta, ancora una volta che, in nessuna circostanza i credenti

possono accettare da non Bahá'í aiuti finanziari da usarsi in specifiche attività amministrative della

Fede - come la costruzione del Tempio e il suo Fondo, o per altri Fondi amministrativi Bahá'í locali

o nazionali. La ragione di questo è duplice: primo, perché le istituzioni che i Bahá'í stanno gradual-

mente costruendo sono da considerarsi doni di Bahá'u'lláh al mondo; secondo, perché l'accettare

fondi da non credenti per specifici usi Bahá'í, trascinerebbe i Bahá'í, prima o poi, in complicazioni e

difficoltà imprevedibili, e porterebbe così un danno incalcolabile al corpo della Causa.

A proposito delle condizioni del Fondo Nazionale che, come avete riferito, soffre per un ristagno

generale nelle contribuzioni, sia da parte dei singoli credenti che delle Assemblee Locali e dei

Gruppi: è evidente che se il flusso delle donazioni non si mantiene regolare grazie all'appoggio ge-

neroso e continuo da parte di tutti i credenti, individualmente e collettivamente, il Fondo Nazionale

non sarà mai in grado di soddisfare le necessità e le esigenze della Causa, specialmente in questi

giorni in cui le attività nazionali dei credenti...stanno assumendo così vaste e crescenti proporzio-

ni.

In verità lo splendido spirito, che anima i credenti Americani in questi giorni è fonte di grande gioia

e ispirazione per il Custode, e quando arrivano le buone notizie di nuove vittorie e nuovi sacrifici, si

può vedere il suo spirito sollevarsi e un'onda di nuova forza passare su di lui, per quanto stanco e

sovraffaticato egli sia.

A questo proposito la lettera che avete così premurosamente accluso, da parte di quel caro Bahá'í

che ha dato, al fondo della Causa la differenza del prezzo tra una bara economica ed una costosa, lo

ha profondamente commosso. Questi sacrifici provano il valore degli amici e garantiscono le fon-

damenta stesse della Fede.

Conscio delle condizioni del Fondo Nazionale, e rendendomi conto dell'urgenza del compito che i

suoi amministratori devono affrontare, ho sentito la necessità di devolvere l'offerta dei credenti

Americani per il Fondo Internazionale all'importante lavoro che gli amici devono ora affrontare nel

campo dell'insegnamento. Per quanto apprezzi molto lo spirito che spinge voi e i vostri compagni a

offrire questa contribuzione mensile alla Causa del Centro Mondiale, ho sentito mio dovere consa-

crare questa offerta, ora che il Piano Settennale è ancora in atto, all'importantissimo aspetto dell'in-

segnamento da cui il successo della Causa in definitiva dipende. Possano gli amici, in considerazio-

ne della vastità del campo d'azione che si estende davanti a loro, delle potenzialità delle opere che

esso comprende e delle luminose promesse di future benedizioni che questo lavoro produrrà, levarsi

a vette ancora più alte di abnegazione e realizzare più nobili azioni di solidarietà di fronte alla situa-

zione critica che con tanta urgenza richiede il loro appoggio.

Contribuire al Fondo Bahá'í costituisce un atto di disciplina spirituale che è un elemento intrinseco

della vita devozionale dell’individuo. Nessun credente dovrebbe essere inconsapevole del privilegio

di contribuire all’avanzamento della Causa di Dio, indipendentemente dalle sue condizioni materia-

li. La pratica di dare al Fondo rafforza il legame fra il credente e la Causa, e rafforza il suo senso di

identificazione con esso. Le confermazioni divine ricadono su coloro che offrono una porzione delle

loro risorse materiali con spirito di sacrificio, mosso dall’amore per la fede e dal desiderio di favo-

rirne il progresso.

Tutti i credenti, nessuno escluso, non trattenuti dalle incertezze, dai pericoli e dalle ristrettezze eco-

nomiche che affliggono la nazione, devono levarsi e assicurare, al limite massimo delle loro capaci-

tà, quel flusso continuo e copioso di fondi alla Tesoreria Nazionale, da cui soprattutto dipende la fe-

lice prosecuzione del Piano...

Egli desidera che voi particolarmente facciate ben capire ai credenti l'importanza dell'istituzione del

Fondo Nazionale Bahá'í che, in questi primi giorni dello sviluppo amministrativo della Fede, è il

mezzo indispensabile per la crescita e 1'espansione del Movimento. Le contribuzioni a questo Fon-

do costituiscono, inoltre, un mezzo pratico ed efficace con cui ogni credente può saggiare la misura

e il carattere della propria fede, e dimostrare con i fatti l'intensità della propria. devozione e del pro-

prio attaccamento alla Causa...

Dobbiamo essere come la fontana o la sorgente che si vuota continuamente di tutto ciò che ha ed è

continuamente ricolmata da una sorgente invisibile. Dare continuamente per il bene del nostro pros-

simo, non scoraggiati dalla paura della povertà e fiduciosi nella infallibile munificenza della Fonte

di ogni ricchezza e di ogni bene, questo è il segreto di una giusta vita.

Non vi è nulla da obiettare al fatto che l'Assemblea Spirituale di… tenga una documentazione sui

nomi dei donatori, e sulle somme ricevute; ma non si deve mai fare alcuna pressione sui Bahá'í per-

ché contribuiscano. La contribuzione deve essere volontaria, e deve essere considerata confidenzia-

le, a meno che gli amici stessi non desiderino che se ne faccia aperta menzione.

A proposito della domanda che avete posto: in primo luogo ogni credente è libero di seguire la voce

della propria. coscienza per quanto riguarda il modo, in cui spendere il proprio denaro. In secondo

luogo, dobbiamo sempre ricordare che ci sono così pochi Bahá'í nel mondo, in confronto alla popo-

lazione mondiale, e così tanta gente bisognosa, che anche se tutti noi dessimo tutto quello che pos-

sediamo, ciò non allevierebbe altro che un'infinitesima parte delle sofferenze. Questo non significa

che non dobbiamo aiutare i bisognosi: dobbiamo farlo; ma le nostre contribuzioni alla Fede sono il

mezzo più sicuro per togliere all'umanità una volta per tutte, il peso della fame e della miseria, per-

ché solo per mezzo del sistema di Bahá'u'lláh - di origine divina - il mondo può essere rimesso in

piedi e possono essere eliminati il bisogno, il timore, la fame, la guerra ecc. i non Bahá'í non posso-

no dare un contributo al nostro lavoro, ne possono farlo per noi; così in realtà il nostro primo obbli-

go è quello di finanziare il nostro lavoro d'insegnamento, e ciò porterà al risanamento delle nazio-

ni.

Forse non sapete che il Custode consiglia tutte le Assemblee Nazionali di non complicare le norme

e le regole e di non emettere nuove prescrizioni sulla 'procedura'; dobbiamo essere elastici nei det-

tagli e rigidi nei principi; di conseguenza egli non vuole che la vostra Assemblea emetta dichiara-

zioni di natura vincolante se ciò non è assolutamente necessario. A questo proposito risponderà alle

vostre domande sulle sanzioni: non ha nulla da obiettare ai paragrafi 1, e 4 della vostra lettera del 4

marzo, ma il n. 3 è scorretto; i credenti hanno la proibizione di frequentare solo coloro che sono sta-

ti spiritualmente scomunicati dal Custode e non persone che sono state private del diritto di voto. Le

contribuzioni ai Fondi Bahá'í, essendo usate per sostenere l'Amministrazione della Fede non devono

essere accettate da coloro che sono stati privati del diritto di voto, ma non si può impedire che tali

credenti siano sepolti in un Cimitero Bahá'í, ricevano la carità che diamo perfino ai non Bahá'í.

A proposito delle vostre domande: egli pensa non sia bello porre condizioni alle contribuzioni per il

Fondo Bahá'í. Si tratta di una questione interamente personale, e ogni credente deve agire secondo il

proprio giudizio e secondo i bisogni della Fede. Nei momenti di crisi, sia negli affari della Causa

che negli affari familiari, la gente naturalmente si comporta in modo diverso che in circostanze

normali. Ma la decisione su questi argomenti deve essere lasciata ad ogni singolo Bahá'í.

Ogni Bahá'í adulto o fanciullo può contribuire ai Fondi della Causa. Non è necessario sia fatta alcu-

na dichiarazione su questo soggetto. I bambini Bahá'í hanno sempre dato alla Causa, ovunque. Ogni

situazione che si crea in una classe dove sono presenti anche bambini non Bahá'í deve essere risolta

dall'insegnante della classe. Nessuna regola deve essere stabilita per trattare queste cose.

A proposito della vostra domanda sulle contribuzioni: spetta al singolo credente decidere; se egli

desidera donare una somma per uno scopo specifico, è libero di farlo; ma gli amici devono capire

che lo specificare troppo le contribuzioni lega le mani all'Assemblea e le impedisce di assolvere i

suoi molti obblighi nei vari campi dell'attività Bahá'í.

In quanto alla vostra domanda: gli amici possono dare le loro contribuzioni al tesoriere oppure, se

desiderano rimanere anonimi e dare una piccola somma, si può preparare un recipiente apposito.

L'Assemblea Locale può decidere su questo argomento.

… Egli suggerisce di donare la somma che volete spendere, in un giro del mondo, alla Causa in

memoria di vostro figlio. Bahá'u'lláh dice che azioni di questo genere aiutano il progresso dell'ani-

ma del congiunto trapassato nel mondo dell'al di là. Vostro figlio è morto soffrendo nella sua giovi-

nezza. Forse continuare ad avere una parte nel lavoro di costruzione di questo mondo gli recherà

pace e gioia ulteriori.

A Proposito del lascito del signor al Tempio: la vostra Assemblea deve informare la sua

vedova che, poiché egli non era Bahá'í, non possiamo usare il suo denaro per i nostri scopi, perché

consideriamo la nostra Fede e le sue istituzioni come nostro libero dono all'umanità. Potete, comun-

que, e in verità dovete, accettarlo per la beneficenza e spenderlo a suo nome.

Il Custode può solo accennare al principio che i fondi Bahá'í non devono essere investiti nella co-

struzione di un edificio che rievochi cari ricordi per un certo numero di amici, ma che poi non servi-

rà effettivamente a molti dei credenti.

Il punto di vista del Custode è che gli Enti Nazionali quando creano istituzioni nazionali, devono

usare molta accortezza nell'investimento economico che essi comportano. Soltanto questo è ragio-

nevole.

Per quanto riguarda la domanda sulla Scuola Bahá'í in India: poiché questa istituzione è condotta da

Bahá'í, ma a beneficio anche di non Bahá'í, e di qualsiasi altro gruppo di persone che vi mandi i pro-

pri bambini, egli non vede il motivo per cui in un concerto scolastico non si possa accettare danaro

dal pubblico presente, e servirsene per la Scuola stessa. Non è come per una vendita di beneficenza

in cui il ricavato è devoluto esclusivamente al Fondo Bahá'í.

Grazie per la relazione che avete accluso nella vostra lettera riguardo al Fondo, e a questo proposito

egli desidera rispondere alle vostre domande sul Fondo Fiduciario di:… non possiamo accettare de-

naro per la Causa dai non Bahá'í. Gli sembra che se la famiglia di…desidera far questo per lei (ed è

certo una idea degna di grande lode) essi devono provvedere mentre ella è in vita e stabilire che

questo Fondo Fiduciario è proprietà di… altrimenti la Causa può accettare il denaro solo per scopi

di beneficenza, a beneficio di Bahá'í e di non Bahá'í.

Nella vostra lettera del 28 settembre 1953 accennate alla somma di…inclusa nella … destinata dal

Bilancio della vostra Assemblea al Centro Mondiale. Il principio è il seguente: il Custode pensa che

la vostra Assemblea al momento dello stanziamento annuale dei suoi fondi, dopo aver stabilito qua-

le somma debba essere dedicata agli scopi del Centro Internazionale della Fede, debba mettere im-

mediatamente quella somma a disposizione del Custode. Qualsiasi somma ricevuta dai Bahá'í come

contribuzione per il Centro Internazionale non deve essere accreditata a questo conto che rappresen-

ta una aggiuntiva contribuzione nazionale, e non ha nulla a che fare con contribuzioni individuali o

locali inoltrate al Centro Mondiale a mezzo vostro.

Il Custode pensa che ora che la nuova Assemblea Nazionale è stata fondata, con quartier generale a

Kampala, l'Assemblea debba aprire un proprio Conto in Banca. Fatto ciò, il denaro che avete rice-

vuto per il Tempio di Kampala, deve essere girato a loro, perché lo depositino nel loro conto. Que-

sto riguarda non solo la munifica contribuzione del signor…, ma anche le contribuzioni che avete

ricevuto in passato, e quelle che riceverete in futuro.

In quanto alla domanda se accettare contribuzioni da persone il cui diritto di voto è stato sospeso, il

Custode dice che non è permesso.

Nei verbali di novembre della Riunione dell'Assemblea Nazionale, pagina 28, il Custode ha notato

che l'Assemblea Nazionale ha in progetto di dare una contribuzione di… dollari all'Assemblea del-

l'Australia e Nuova Zelanda per il loro Tempio. Egli desidera sapere se si tratta della contribuzione

che la signora Collins ha fatto per tale scopo, oppure di un'altra contribuzione attinta dai fondi del-

l'Assemblea Nazionale stessa. Se si tratta della contribuzione della signora Collins, allora deve esse-

re naturalmente data a suo nome.

L'istituzione del Fondo Nazionale, così vitale ed essenziale per l'ininterrotto progresso di queste at-

tività deve basarsi specialmente sul generoso, crescente e universale appoggio della massa dei cre-

denti, per il cui benessere e nel cui nome queste benefiche attività sono state iniziate e sono state

svolte. Tutti devono partecipare, per quanto modeste siano le loro risorse.

Egli raccomanda alla vostra Assemblea, oltre che di accelerare i lavori del Tempio per quanto è ra-

gionevolmente possibile, di controllare attentamente le spese e di impedire che all'architetto venga-

no idee stravaganti. Solo facendo una saggia economia, eliminando ciò che non è necessario, con-

centrandosi sull'essenziale ed esercitando una accurata sorveglianza, il Custode stesso ha potuto co-

struite la Tomba e gli Archivi Internazionali al Centro Mondiale, e circondare questi Luoghi Santi

con quelli che agli occhi del pubblico, appaiono come giardini lussureggianti, ma che in realtà sono

il risultato di un progetto rigoroso ed economico. Questa linea di condotta non solo garantirà che si

stia entro il Bilancio stanziato per il Tempio, ma sarà un esempio salutare per i Bahá'í Africani, che

non devono essere portati a credere che - perché i Bahá'í del mondo stanno costruendo per loro un

Tempio nel cuore della loro terra - le nostre risorse siano infinite e gli affari della Causa possano es-

sere sovvenzionati dall'estero. Più essi vedranno che il lavoro per il loro Tempio viene fatto con e-

conomia e con un intelligente controllo, più si sentiranno incoraggiati a sentire una responsabilità di

carattere economico verso l'Ente Nazionale. Avendo molto poco essi stessi, questo è un argomento

delicato e, come egli ha già informato la vostra Assemblea, in nessuna circostanza si deve chiedere

a queste deboli comunità un pesante contributo scoraggiandole così sin dall'inizio, o inducendole a

credere che, come nelle Missioni, il nostro denaro, proviene dall'estero.

Estratti dagli Scritti della Casa Universale di Giustizia

Vogliate ricordare ai credenti delle vostre rispettive comunità che, oltre a contribuire al Fondo In-

ternazionale tramite apposite donazioni al Fondo Nazionale, possono inviare contribuzioni diretta-

mente ad Haifa; gli assegni devono essere pagabili al FONDO INTERNAZIONALE BAHÁ'Í.

Ciò prosegue la linea di condotta dell'amato Custode, il quale scrisse che la partecipazione degli in-

dividui per mezzo di 'contribuzioni direttamente inviate in Terra Santa' era essenziale al di là della

competenza delle Assemblee Nazionali o Locali.

I credenti, sia a livello individuale che in seno alle loro Assemblee, non devono dimenticare la vita-

le importanza dei Fondi Continentali che sostengono il lavoro delle Mani della Causa e dei loro

Consigli Ausiliari. Questa divina istituzione, così assiduamente incoraggiata dal Custode e che ha

già giocato un ruolo unico nella storia della Fede, è destinata a rendere servizi sempre più importan-

ti negli anni a venire.

Il vigoroso sviluppo della Causa richiede che questa grande espansione sia accompagnata dagli

sforzi devoti di ogni credente nell'insegnamento, nel vivere la vita Bahá'í, nel contribuire al Fondo,

e particolarmente nel persistente sforzo di comprendere sempre più a fondo il significato della Rive-

lazione di Bahá'u'lláh. Nelle parole del nostro diletto Custode, «una cosa, soltanto una cosa infalli-

bilmente e da sola assicura l'indubitato trionfo di questa sacra Causa, e cioè, il grado nel quale la

nostra vita interiore e il nostro intimo carattere rispecchiano, nei loro molteplici aspetti, lo splendore

degli eterni principi proclamati da Bahá'u'lláh».

Per la prima volta nella storia Bahá’í, è stato stabilito un fondo Internazionale di deputazione al cen-

tro Mondiale sotto l’amministrazione della Casa Universale di giustizia. Questo Fondo servirà a da-

re un sostegno supplementare ai progetti pionieristici specifici, la ove altri fondi non saranno dispo-

nibili. Tutti gli amici, e in special modo coloro che non sono in grado di rispondere all’appello per

pionieri, sono invitati a sostenere questo Fondo, memori delle ingiunzioni di Bahá’u’lláh: «concen-

trate le vostre energie nella propagazione della fede di Dio. Colui che è degno di si alto richiamo si

levi a promuoverla. Colui che non è in grado consideri suo dovere nominare colui che, in sua vece,

proclamerà questa Rivelazione, il cui potere ha fatto tremare le fondamenta delle più potenti struttu-

re, ha fatto cadere in polvere ogni montagna, e fatto si che ogni anima rimanga ammutolita».

Il quinto è lo sviluppo del Fondo per il Tempio di Panama. La Casa Universale di Giustizia dà ini-

zio a questo Fondo con una contribuzione di 25.000 dollari, ed ora fa appello ai credenti ed alle co-

munità Bahá'í di contribuire con liberalità ed in continuazione fino a che i fondi per il completa-

mento di questa storica Costruzione siano assicurati. Queste contribuzioni dovrebbero essere man-

date direttamente all'Assemblea Spirituale Nazionale di Panama.

In alcune parti dell'Africa, dove il grado di povertà degli amici è simile a quello esistente in certe

zone del vostro paese, le Assemblee organizzano riunioni "porta e compra" nelle quali gli amici

possono portare qualsiasi cosa, uova, frutta, ortaggi altri generi alimentari o manufatti locali. Tutte

queste cose vengono esposte davanti agli amici che possono comprarle a prezzi molto convenienti a

beneficio dei Fondi. Gli amici devono comprendere che, mentre nessuna Assemblea o persona può

forzare gli altri a dare alla Fede, questo dare è considerato nei nostri Insegnamenti un dovere spiri-

tuale ed un sacrificio, strettamente legati allo sviluppo spirituale del credente.

Si spera che questi progetti saranno finanziati senza aiuto, poiché il Fondo Deputazione Interna-

zionale è tuttora necessario per i pionieri. Tuttavia, quando un'offerta che è considerata di speciale

beneficio per la Fede non può essere finanziata dall'individuo o dall'Assemblea Nazionale ricevente,

la Casa di Giustizia considererà una richiesta di assistenza dal Fondo Deputazione. Offerte, che pos-

sono essere per ogni periodo, debbono essere fatte alla propria Assemblea Spirituale Nazionale od

ai Comitati Continentali Pionieri, ai quali è stato dato in aggiunta il compito di assistere le Assem-

blee Nazionali per strumentare e coordinare questa nuova intrapresa. Coloro che si levano ad opera-

re vogliano ricordare l'ingiunzione del Maestro di "viaggiare come Abdu'l-Bahá… santificati e libe-

ri da ogni attaccamento ed in assoluto distacco".

Il consolidamento deve comprendere non solo lo stabilimento delle istituzioni amministrative Bahá-

'í, ma un fedele approfondimento nelle verità fondamentali della Causa e nei suoi principi spirituali,

comprendendo che il suo primo scopo è lo stabilimento dell'unità dell'umanità, l'istruzione nelle sue

regole di condotta in tutti gli aspetti di vita privata e pubblica, la particolare pratica di vita Bahá'í in

cose come la preghiera giornaliera, l'educazione dei bambini, l'osservanza delle leggi del matrimo-

nio Bahá'í, l'astensione dalla politica l'obbligo di contribuire al Fondo, l'importanza, della Festa del

Diciannovesimo Giorno e l'opportunità di acquistare una solida conoscenza della pratica odierna

dell'amministrazione Bahá'í.

Il Fondo Internazionale Deputazione deve essere mantenuto ed ampliato, non soltanto per ulteriori

necessità dei pionieri, ma per assistere e sviluppare il programma dell'insegnante viaggiante ora ri-

chiesto. Poiché soltanto a coloro che hanno apertamente proclamato il loro riconoscimento di Bahá-

'u'lláh è permesso di contribuire finanziariamente allo stabilimento del Suo Ordine Mondiale, è evi-

dente che più, molto di più è richiesto dai pochi che sono ora così privilegiati. Le nostre responsabi-

lità in questo campo sono molto grandi, commisurate infatti, con il privilegio di essere i portatori

del Nome di Dio in questo giorno.

Contribuire al Fondo è un servizio che ogni credente, povero o ricco, può svolgere perché si tratta di

una responsabilità spirituale nella quale la somma versata non ha alcuna importanza. Sono la misura

del sacrificio del donatore, l'amore con cui egli offre il proprio dono e l'unità di tutti gli amici in

questo servizio che attraggono le confermazioni spirituali.

Gran parte dell'attuale rapida espansione della Fede si sta verificando in aree poverissime, dove i

credenti, per quanto si sacrifichino, non sono in grado di raccogliere fondi sufficienti per sostenere

il lavoro. Eppure è in queste aree che si raccolgono i maggiori frutti nell'insegnamento, ed una

somma di denaro spesa qui moltiplicherà per dieci, e perfino per cento volte, i risultati che si posso-

no ottenere in altre parti del mondo. Tuttavia nei mesi passati, la Casa Universale di Giustizia non

ha potuto accogliere diversi appelli di assistenza provenienti da quelle aree per la scarsa consistenza

del Fondo Internazionale.

Pertanto, la meta di ogni comunità locale e nazionale dev'essere non solo quella di divenire autosuf-

ficiente, ma di spendere i propri fondi con tale saggezza ed economia da essere in grado di contri-

buire in maniera concreta al Fondo Internazionale Bahá'í così da dare alla Casa Universale di Giu-

stizia la possibilità di aiutare il lavoro nelle aree fruttifere ma povere, di assistere le nuove Assem-

blee Nazionali ad iniziare le loro attività, di contribuire alle più importanti imprese internaziona-

li…

Si portano all'attenzione di tutti i credenti i bisogni pressanti e sempre crescenti del Fondo Bahá’í.

Ci sono grandi progetti già in fase d’esecuzione o che sono in attesa d’esecuzione e che richiedono

enormi somme di denaro per la loro realizzazione. Il Tempio di Panama - solamente il primo dei

due previsti nel Piano Novennale - l'abbellimento e lo sviluppo del Centro Mondiale stesso, che im-

plica un aumento necessario ed inevitabile degli organismi che servono i crescenti bisogni della Fe-

de; l’appoggio del programma vitale d’insegnamento in molte parti del mondo; la formazione e lo

sviluppo di nuove Assemblee Spirituali Nazionali - tutto ciò richiede urgentemente l’appoggio degli

amici ovunque tramite contribuzioni continuate e fatte anche a costo di sacrifici. Man mano che

l’inflazione si diffonde nel mondo, l’aumento conseguente del costo della vita è bilanciato, almeno

nei paesi più ricchi, da un aumento corrispondente dei redditi personali. Le spese del Fondo Bahá’í

sono inevitabilmente e seriamente influenzate da questa condizione inflazionistica che può solo es-

sere alleviata con contribuzioni, sia di somme maggiori, sia da parte di un numero maggiore di con-

tribuenti. La Casa Universale di Giustizia crede che i bisogni finanziari della Causa dovrebbero es-

sere affrontati con la partecipazione universale nel dare ed incita le Assemblee Spirituali Nazionali

e Locali a perseguire questa meta con vigore ed immaginazione, ricordando agli amici l’istanza del

benamato Custode ad ogni credente “che ognuno secondo le sue circostanze senza esitazione ponga

la sua parte sull’altare del sacrificio Bahá’í, possiamo contribuire finanziariamente alla Causa è per

noi sia un onore che una sfida.

Come è già stato messo in evidenza in varie comunicazioni inviatevi, è importante che l'Assemblea

Nazionale trovi strade e mezzi per creare nel cuore dei credenti un senso d'appartenenza. Uno dei

modi in cui si può farlo è portare alla loro attenzione le necessità del Fondo.

L'Assemblea Nazionale non deve sentire imbarazzo o vergogna quando rivolge continui appelli agli

amici, affinché diano esempio della loro fede e devozione alla Causa compiendo per essa sacrifici, o

quando sottolinea che attraverso la rinuncia cresceranno spiritualmente; che il timore della povertà

non deve trattenerli dal compiere sacrifici per il Fondo, e che l'assistenza e la munificenza della

Sorgente di tutti i beni e di tutte la ricchezze sono inesauribili e certi...

...bisogna usare particolare attenzione a non violare per nessun motivo il diritto dell'individuo di

vincolare la sua contribuzione.

È necessario, perciò, chiarire ai credenti ed alle Assemblee Spirituali Locali come debbano esprime-

re i loro vincoli, in modo che l'Assemblea Nazionale sappia se una contribuzione è fatta per coprire

una qualche parte del bilancio nazionale o è una contribuzione separata che passa semplicemente

attraverso l'Assemblea Nazionale. Secondo le affermazioni del Custode, si deve ritenere che una

contribuzione vincolata - a meno di un'indicazione contraria - è da intendersi in aggiunta alle desti-

nazioni espresse nel Fondo Nazionale.

…Servire Dio e la sua Causa è il perno della vita di ogni sincero credente e contribuire ai fondi è

l'aspetto vitale di tale servizio.

...queste Assemblee non devono esitare, né essere timide nel parlare ai credenti del Fondo. Gli amici

che risiedono nelle aree d'insegnamento alle masse - per quanto poveri o ignoranti possano essere -

sono interamente membri alla pari della comunità Bahá'í; devono conoscere le loro benedizioni e le

loro responsabilità. I potenti di questo mondo rifiutano l'appello di Bahá'u'lláh, ed ora a noi uomini

e donne comuni che Egli ha conferito l'inestimabile dono di erigere il Regno di Dio sulla terra. Ser-

vire Dio e la Sua Causa è l'essenza della vita di ogni vero credente e la contribuzione al Fondo è un

aspetto vitale di tale servizio.

…I tesorieri delle Assemblee Spirituali Bahá'í, anche se momentaneamente intestano a proprio no-

me i fondi Bahá'í, devono scrupolosamente evitare di mescolare i propri fondi personali con quelli

della Fede o di permettere che questi siano esposti agli incerti della sorte che possono colpire ognu-

no di noi

Occorre fare attenzione affinché non venga disattesa la destinazione dei fondi vincolati in quanto il

loro utilizzo per pagare le spese di particolari voci del vostro bilancio ha come conseguenza la ridu-

zione, in eguale misura, dell'ammontare delle contribuzioni occorrenti per quelli. In effetti, questa

pratica porterebbe al risultato che non vi è differenza fra una contribuzione vincolata ed una non

vincolata. Per esempio: sarebbe sbagliato prelevare dal Fondo Nazionale l'ammontare di una contri-

buzione vincolata da un amico al Fondo Internazionale Bahá'í, a meno che non sia stato esplicita-

mente cosi specificato. I fondi vincolati soltanto al Fondo Internazionale Bahá'í devono essere in-

viati al Centro Mondiale in aggiunta a qualsiasi altra contribuzione fatta dal Fondo Nazionale.

Il nostro appello agli amici nel Dicembre 1970 per sostenere il Fondo Internazionale Bahá'í, che si è

trovato in serie condizioni dovute a varie, impreviste circostanze ha avuto una magnifica risposta da

molte parti della Comunità Bahá'í di tutto il mondo, e siamo incoraggiati a credere che questa mani-

festazione di devozione e di sacrificio, continuando e diventando più diffusa, risolverà la condizione

che ha rischiato di pregiudicare seriamente il raggiungimento di ambite mete del Piano Novenna-

le.

Colonna dorsale del Fondo devono essere le regolari contribuzioni di ciascun credente. Anche se

sono esigue a causa della povertà dei donatori, molte piccole somme contribuiscono a formare un

grande fiume che può incrementare il lavoro della Causa. Inoltre l'unità degli amici nel sacrificio at-

tira su di loro le confermazioni della Bellezza Benedetta.

L'ampio aumento delle risorse finanziarie della Fede auspicato nel Piano Novennale ha evocato una

consolante risposta da parte dell'intera comunità Bahá'í. Non soltanto il Fondo Internazionale Bahá-

'í, ma anche quelli locali, nazionali, e continentali, sono stati sostenuti con sacrificio. Questa prova

pratica dell'amore che gli amici portano alla Fede ha permesso che tutto il lavoro vada innanzi: so-

stegno di pionieri e di insegnanti viaggianti costruzione di Mashriqu'l-Adhkar e acquisto di proprie-

tà Bahá'í; acquisto di luoghi Santi nella culla della Fede e al Centro Mondiale; sviluppo di istituzio-

ni educative e di tutte le molteplici attività di una vigorosa comunità mondiale costruttiva ed avan-

zante. È interessante notare che il 60%, dei fondi internazionali della Fede sia usato per assistere il

lavoro di Assemblee Spirituali Nazionali, per promuovere l'opera di insegnamento e per difendere

la Causa dagli attacchi in varie parti del mondo. Senza questo aiuto dalla comunità Bahá'í interna-

zionale molte Assemblee Nazionali sarebbero paralizzate nei loro sforzi di espansione e di appro-

fondimento. L'amministrazione dell'Huququ'lláh è stata rafforzata in preparazione della sua esten-

sione ad altre parti del mondo. Un Fondo Internazionale di Deputizzazione è stato stabilito al Centro

Mondiale per assistere pionieri e insegnanti viaggianti che erano pronti a servire, ma non erano in

grado di provvedere alle proprie spese, e questo Fondo è stato più tardi esteso per sostenere progetti

sui fronti interni nazionali. Contribuire al Fondo è un servizio che non cesserà mai di essere aperto a

tutti i credenti; la crescita della Fede e la creazione del suo Ordine Amministrativo richiedono sem-

pre maggiori donazioni delle nostre sostanze, adeguate, anche se in piccola misura, con la generosi-

tà e la liberalità delle confermazioni che ci giungono da Bahá'u'lláh.

Quando il Piano fu lanciato, furono formulati 219 progetti di assistenza per cui comunità nazionali

avrebbero dovuto dare aiuto finanziario ad altre, generalmente lontane da esse geograficamente, per

progetti di pionierismo o di insegnamento. Scopo di ciò era di rafforzare i legami di unità esistenti

fra località lontane del mondo Bahá'í, aventi precedenti sociali, culturali e storici differenti. Alla fi-

ne del Piano erano stati attuati più di 600 di tali progetti; la cooperazione fra comunità e stata ulte-

riormente sviluppata nel campo delle pubblicazioni della letteratura Bahá'í, specialmente in Spagno-

lo, Francese e nelle lingue dell'Africa. Un vasto campo di fruttiferi sforzi è aperto da questo punto

di vista.

Data la grande responsabilità posta dagli elettori sulle spalle dei membri delle Assemblee Nazionali,

abbiamo raccomandato loro di gestire i Fondi Nazionali con la massima cura, soprattutto perché es-

si sono per lo più il frutto dei sacrifici degli amici. Sta naturalmente alla vostra discrezione come

delegare ad altre persone i principali compiti giornalieri della vostra Assemblea Nazionale, vi rac-

comandiamo seriamente di riconsiderare le risoluzioni alle quali ci riferiamo e che prevedono la ne-

cessità di due firme, una delle quali di un membro della vostra Assemblea Nazionale, per il prelievo

di fondi.

Le spese del Fondo Internazionale comprendono tre punti fondamentali. In primo luogo, l'assistenza

al lavoro della Fede in tutto il mondo che comprende contribuzioni ai Fondi nazionali. In secondo

luogo, le spese correnti del Centro Mondiale come la manutenzione delle Tombe e dei Luoghi santi,

dei giardini, degli uffici e degli altri edifici del Centro Mondiale, i pellegrinaggi, spese d'ufficio e il

mantenimento dei credenti che servono qui. In terzo luogo, spese di capitale come l'acquisto di pro-

prietà, l'ampliamento dei giardini, l'acquisizione di attrezzature eccetera.

Una delle caratteristiche che distinguono la Causa di Dio è il suo principio di non accettare contri-

buzioni finanziarie per i propri scopi da non Bahá'í. Sostenere il Fondo Bahá'í è una benedizione ri-

servata da Bahá'u'lláh ai Suoi seguaci dichiarati. Questa benedizione impone ai soli credenti la piena

responsabilità per il sostegno finanziario della Fede ed ognuno di essi è chiamato a fare il massimo

sforzo per assicurare che sia mantenuto ed aumentato un costante e generoso flusso di mezzi per

venire incontro alle crescenti necessità della Causa. Molte comunità Bahá'í attualmente dipendono

dall'aiuto esterno, e per esse la meta deve essere quella di divenire autosufficienti, fiduciose che il

Signore Generoso, con l'aumentare dei loro sforzi le metterà sicuramente in grado di offrire beni

materiali. per il progresso della Sua Fede, così come offrono la loro devozione, le loro energie ed il

loro amore.

Un corollario al sacro dovere degli amici di contribuire ai Fondi della Fede è la diretta ed inevitabile

responsabilità di ogni Assemblea locale o nazionale di educarli ai principi spirituali connessi alle

contribuzioni. Non saper educare gli amici in questo aspetto della Fede equivale a privarli consape-

volmente dei benefici spirituali derivanti dal soffrire sul sentiero di Dio.

L'amato Custode ha spiegato che gli interessi generali e nazionali della Causa hanno la precedenza

su quelli locali pertanto le contribuzioni ai fondi locali sono secondarie rispetto a quelle per i fondi

nazionali. Tuttavia, la stabilità dell'Assemblea Nazionale si basa sulla solidità delle Assemblee Spi-

rituali Locali, e, nell'educare gli amici a comprendere l'importanza dei fondi, spesso è Più pratico ed

efficace concentrarsi dapprima sullo sviluppo dei fondi locali sul buon funzionamento delle Assem-

blee Spirituali Locali. Quindi gli amici, una volta compreso il principio ed imparato dalle esperienze

a livello locale, comprenderanno molto più facilmente l'importanza del fondo nazionale e del lavoro

dell'Assemblea Spirituale Nazionale.

La Casa Universale di Giustizia ha ricevuto la vostra lettera in cui chiedete se ai figli di genitori non

Bahá'í o di uno solo Bahá'í sia consentito di contribuire ai fondi e abbiamo avuto l'incarico di dirvi

che in entrambi i casi, se il fanciullo vuole essere Bahá'í ed i suoi genitori non sono contrari, li si

deve trattare come qualsiasi altro fanciullo Bahá'í. Se invece i genitori sono contrari a che il figlio

sia Bahá'í, la sua contribuzione può essere accettata per fini caritatevoli incluso il sostegno a scuole

Bahá'í che sono frequentate da alunni Bahá'í e non.

L'Assemblea Spirituale Nazionale ha la responsabilità di garantire che le contribuzioni ricevute sia-

no correttamente quietanzate e che sia presa debita e soddisfacente nota di tutte le entrate e le uscite.

Anche se il Tesoriere è di norma l'amministratore di tale sacro dovere, ciò non significa che gli altri

membri siano di conseguenza sollevati da tutte le responsabilità, o privati del loro diritto di verifica-

re i dettagli relativi alla corrente conduzione dell'Assemblea in tutti i suoi aspetti.

Questo diritto e responsabilità di cui è investito ciascun membro dell'Assemblea, non invalidano la

segretezza delle contribuzioni Bahá'í, perché le informazioni note al tesoriere o agli altri membri

dell'Assemblea sono da ritenersi strettamente confidenziali.

Riguardo alle contribuzioni al Fondo Nazionale, è vietato imporre tasse e tributi a carico delle As-

semblee Locali, ma certamente potete informarle delle necessità del Fondo e suggerire una certa

percentuale come guida per le contribuzioni. Nel far ciò, potete sottolineare che sostenere il Fondo

Nazionale è un obbligo non solo dei singoli credenti ma anche di tutte le Assemblee Locali, le qua-

li, in ogni caso, possono fissare una percentuale dei loro introiti per le contribuzioni a questo Fondo.

La Casa di Giustizia si rende conto del difficile compito di educare le Assemblee Locali ed i cre-

denti sull'importanza di contribuire regolarmente e con sacrificio al Fondo ed è sicura che frequen-

temente ricordate loro il principio della partecipazione universale, come tutti gli altri aspetti della

Fede, attingendo possibilmente dalle informazioni contenute nel vostro archivio di lettere circolari

sul tema dei Fondi inviate di volta in volta dalla Casa di Giustizia a tutte le Assemblee Spirituali

Nazionali.

Ci è stato chiesto di richiamare la vostra attenzione sul principio secondo il quale i fondi vincolati

quali quelli per l'acquisto o la manutenzione di proprietà, per speciali progetti insegnamento, ecc.

non devono essere utilizzati per altri scopi, ma tenuti in un conto speciale finché non vengano spesi

per lo scopo per cui sono stati donati. Ciò vale per fondi provenienti dal Centro Mondiale, da cre-

denti o da altre fonti. Nel caso il progetto per il quale i fondi sono stati donati venisse abbandonato,

occorre restituire la contribuzione al donatore, a meno che egli non sia d'accordo che si utilizzino

per altri scopi. Il pieno rispetto dei principi riguardanti il vincolo dei fondi è estremamente impor-

tante per vari motivi incluso il mantenere la fiducia degli amici nelle questioni concernenti il Fon-

do.

Come regola generale, gli amici devono capire che è più in armonia con gli elevati modelli descritti

nei nostri insegnamenti offrire sempre le loro contribuzioni liberamente, coraggiosamente e genero-

samente con la totale consapevolezza di appoggiare la Causa di Dio in qualsiasi modo possa realiz-

zarsi. Comunque, se per qualche motivo, desiderano limitare l'uso delle loro contribuzioni, o addi-

rittura rendere note ad altri questa donazione, non glielo si deve impedire.

Alla luce di quanto sopra, sarebbe utile spiegare questi suggerimenti al Sig. ... e, se conferma il suo

desiderio, non vi è obiezione a collocare una targa a nome della famiglia di... nel Centro Informati-

vo Bahá'í di... perché sappia che, se vuole ancora dare l'annuncio della contribuzione per il suo Ha-

ziratu'l-Quds alla Festa del Diciannovesimo Giorno, non può farlo se non con il permesso del dona-

tore, poiché quest'ultimo ha diritto alla riservatezza delle sue contribuzioni.

È importante che in futuro l'Assemblea spieghi alle persone cui è affidato il denaro della Fede che

l'Assemblea, avendo l'obbligo di proteggere i Fondi Bahá'í, le considererà responsabili di tutte le

somme che riceveranno e che quindi esse dovranno renderne debitamente conto, essere fedeli cu-

stodi del pegno di Dio, nella certezza che tanta onestà e fidatezza saranno largamente ricompensate

dall'Alto

I penosi problemi relativi al cattivo uso dei fondi descritti nella vostra lettera possono alla lunga es-

sere risolti attraverso un processo di amorevole educazione degli amici. Attraverso la diffusione fra

i credenti di appropriati passi degli Scritti della Fede, l'attenta preparazione di articoli su questo te-

ma basati sui Testi Sacri e pubblicati sul vostro notiziario, discorsi e conferenze, scuole estive ed

altre riunioni Bahá'í discussioni con gli amici su questi fondamentali argomenti in occasione di tali

incontri, sarete in, grado di raggiungere gradualmente il vostro obiettivo.

E' importante che in futuro l'Assemblea spieghi alle persone cui è affidato il denaro della Fede che

l'Assemblea, avendo l'obbligo di proteggere i Fondi Bahá'í, le considererà responsabili di tutte le

somme che riceveranno e che quindi esse dovranno renderne debitamente conto, essere fedeli cu-

stodi del pegno di Dio, nella certezza che tanta onestà e fidatezza saranno largamente ricompensate

dall'Alto.

Sebbene il donatore, Assemblea o individuo, abbia il diritto di specificare lo scopo di qualsiasi con-

tribuzione di fondi o donazioni di proprietà, tuttavia, se l'Assemblea Nazionale giudica una dona-

zione poco pratica o poco saggio accettarla, non è obbligata a farlo.

Se dopo esservi consultati con il donatore, non giungerete ad un accordo da voi ritenuto necessario

o non riuscite a ottenere che la donazione sia assegnata a uno scopo più pratico, dovete restituirla al

donatore.

In generale, sebbene sia permesso che gli amici vincolino le contribuzioni è evidente che spesso è

meglio che si permetta all'Assemblea di utilizzarle senza restrizioni. Inoltre, nessuna Assemblea è

obbligata ad accettare contribuzioni vincolate; ma se lo fa, è tenuta a rispettare il vincolo.

Riguardo proventi della vendita di proprietà Bahá'í, se erano state acquistate utilizzando fondi gene-

rici della Fede e non esista alcun vincolo di contribuzione, l'unico principio da applicare è quello ci-

tato prima, e cioè che la comunità nazionale non deve restare - a seconda dei casi - senza un Hazira-

tu'l-Quds, una dotazione o un terreno per il Tempio. Se la proprietà era stata donata o acquistata con

fondi vincolati a questo specifico scopo, i proventi della vendita conservano lo stesso vincolo, a

meno che il donatore non abbia specificato altrimenti. Se il donatore o i donatori sono in vita, o ri-

fiutano di sciogliere il vincolo, i proventi devono essere utilizzati per lo stesso scopo. Nel caso que-

st'ultimo sia già stato conseguito (cioè, sia già stata acquistata un'altra proprietà), la somma in ecce-

denza deve essere utilizzata avendo riguardo per l'intenzione originale del o dei donatori, per esem-

pio per mantenere o ingrandire la proprietà. In caso di dubbi, la questione deve essere sottoposta al-

la Casa Universale di Giustizia.

La Casa di Giustizia non ha fissato una procedura uniforme per i tesorieri Bahá'í, in quanto i metodi

di contabilità e le leggi che regolano la materia variano da paese a paese e da una situazione all'al-

tra. Essa consiglia che, in fatto di questioni tecniche, il tesoriere dell'Assemblea Nazionale consulti

un contabile di professione. Naturalmente l'Assemblea Spirituale Nazionale deve accertarsi che i li-

bri contabili siano controllati ogni anno e a tale scopo può servirsi di una ditta non Bahá'í.

Tuttavia, in linea generale, la Casa di Giustizia ritiene che il tesoriere nazionale debba prestare par-

ticolare attenzione ad alcune questioni:

1. Esiste un rapporto fra Assemblea Nazionale, credenti e comunità locali. Il tesoriere na-

zionale può, con lo scambio di corrispondenza con i contribuenti al Fondo Nazionale e

comitati che si servono del Fondo per il loro lavoro, essere un influente strumento per i-

stituire legami di amorevole unità in seno alla comunità.

2. Il tesoriere deve assicurarsi di trasmettere regolarmente all'Assemblea Spirituale Nazio-

nale resoconti finanziari esatti così che essa possa pianificare adeguatamente il lavoro

nei limiti dei mezzi disponibili.

3. Il tesoriere ha la responsabilità di preparare la relazione finanziaria annuale in tempo

perché l'Assemblea Spirituale Nazionale lo esamini e lo approvi.

4. Il tesoriere deve seguire attentamente l'uso dei fondi in modo da poter avvertire tempe-

stivamente l'Assemblea se essa rischia di eccedere nelle spese rispetto alle disponibilità.

5. Nella contabilità si deve fare in modo da tenere del tutto separati i Fondi vincolati da

quelli a disposizione dell'Assemblea, in modo da evitarne l'involontario uso per spese

diverse da quelle per le quali erano intesi.

6. Oltre ad annotare accuratamente le entrate e le uscite, il tesoriere deve vigilare affinché il

patrimonio dell'Assemblea sia protetto e attivi e passivi siano debitamente registrati.

7. Il tesoriere deve raccomandare all'Assemblea di accantonare regolarmente una certa

somma per provvedere alle riparazioni e alla manutenzione delle proprietà della Fede, in

modo che siano mantenute in buone condizioni, per evitare che il normale lavoro della

Causa sia interrotto da improvvise richieste di ingenti somme per restauri. Di solito il

compito di mantenere le proprietà è assegnato a un apposito Comitato o a Comitati, che

l'Assemblea deve consultare perché suggeriscano la somma sufficiente da accantonare

annualmente.

8. l'Assemblea Spirituale è libera di richiedere solo una firma sugli assegni di prelievo dal

Fondo Nazionale; ma l'esperienza dimostra che la prassi migliore è quella di richiederne

almeno due. Ciò a protezione non solo del Fondo, ma anche del tesoriere. I Fondi della

Fede sono un pegno Sacro e le Assemblee devono essere meticolose nella loro gestione e

contabilità.

In risposta alla vostra lettera del 7 febbraio 1982 la Casa Universale di Giustizia ci ha chiesto di ri-

spondervi che non vi è alcun ostacolo a che una Assemblea Spirituale Nazionale nomini dei reviso-

ri, sia bahá'í che non bahá'í per i suoi libri contabili come previsto dalla legge. Il compito di un revi-

sore professionista è per sua natura riservato e il fatto che un revisore vede il registro delle contri-

buzioni non viola il principio della segretezza.

Ci è stato richiesto di dirvi che l'attuale politica della Casa di Giustizia scoraggia le Assemblee Na-

zionali dall'appellarsi l'una all'altra per assistenza finanziaria, a meno che non sia inerente a progetti

varati come meta di collaborazione fra le Assemblee interessate. Se un'Assemblea nazionale ha a-

dottato piani per specifici progetti d'insegnamento ed ha un effettivo bisogno di sostegno finanziario

dall'esterno, invece di fare appelli ad altre Assemblee Nazionali, è bene che si rivolga al Corpo

Continentale dei Consiglieri che prenderà in esame i piani e la richiesta e, nei limiti del possibile,

provvederà all'assistenza attingendo ai fondi messi a loro disposizione dal Centro Mondiale.

La Casa Universale di Giustizia ha ricevuto la vostra lettera del 15 febbraio concernente il progetto

di un gruppo di Bahá'í di costituire una società privata, le cui azioni sarebbero di proprietà ed i cui

profitti andrebbero agli amici ed alla Fede. Siamo stati incaricati di trasmettervi i suoi consigli.

Naturalmente, il vostro obiettivo di procurare fondi alla Fede è lodevole. Come potete intuire, nel

passato altre proposte simili sono state sottoposte alla Casa di Giustizia, e le seguenti direttive, tratte

da una lettera ad un credente, vi potranno essere utili:

Riguardo alla costituzione di una società che lei ed altri amici avete suggerito, la Casa Universale di

Giustizia... ha deciso che per il momento le istituzioni bahá'í non vengano coinvolte in un affare

come quello proposto.

Se gli amici, comunque, intendono mettersi spontaneamente in un affare vantaggioso allo scopo di

beneficiarne essi stessi ed altri, ciò torna a loro merito e non vi sono obiezioni.

Se questo affare, come da lei proposto, dovesse essere intrapreso - e in linea di principio non vi è

nulla di male - sarebbe opportuno consigliare i Bahá'í che vi partecipano ad accostarvisi sulla base

della sua attuabilità come progetto d'affari e a non sottovalutare la possibilità di una perdita finan-

ziaria.

La Casa universale di Giustizia ritiene che le istituzioni della Fede non debbano esser coinvolte, né

promuovere simili affari privati. Né è permesso l'utilizzo di dotazioni nazionali quali elementi ausi-

liari per l'affare in questione.

Ovviamente non vi è obiezione perché un'Assemblea venda, tramite un banditore professionista, le

contribuzioni in natura ricevute, utilizzandone il ricavato per il fondo. Dipende dall'Assemblea de-

cidere se è opportuno avere fra i Bahá'í un amico che svolga questo compito, sia per la dignitosa

atmosfera da mantenere che perché ciò potrebbe essere interpretato come una pressione sugli amici

affinché contribuiscano, e questo naturalmente non sarebbe corretto. In linea generale, la Casa di

Giustizia preferisce non incoraggiare questo sistema di vendita per i Fondi.

Il punto fondamentale da tenere presente quando si debba decidere se accettare o meno fondi da non

Bahá'í, in occasione di eventuali offerte fatte da persone che conoscono bene la Fede, è il seguente:

è assolutamente proibito accettare da non Bahá'í contribuzioni destinate al lavoro della Causa. Tut-

tavia, poiché - oltre al lavoro di diffusione della Fede e di instaurazione delle sue istituzioni - le As-

semblee Spirituali sono impegnate anche in attività a carattere umanitario, si possono accettare con-

tribuzioni da non Bahá'í per destinarle a tali attività. Infatti, sebbene non si facciano mai richieste di

fondi ai non Bahá'í, talvolta capita che una persona, che ha una grande ammirazione per la Fede, in-

sista per contribuire. In questi casi la contribuzione può essere accettata con l'espressa clausola che

sarà utilizzata solo per scopi caritatevoli ed umanitari.

Governi e istituzioni pubbliche occupano una posizione speciale, perché, ovviamente, sono spesso

desiderose d'assistere coloro che sono impegnati in servizi umanitari. Quindi, se un'Assemblea Spi-

rituale intraprende una specifica attività umanitaria per la quale il governo di norma contribuisce fi-

nanziariamente, l'Assemblea può accettare l'aiuto. L'attività da voi citata - un convegno da tenersi

nella Giornata dei Diritti dell'Uomo per promuovere uno degli scopi delle Nazioni Unite - è un caso

del genere; quindi non vi è alcuna obiezione che accettiate dall'INAC fondi necessari alle spese per

la stampa dei biglietti di invito al convegno.

Anche per quanto riguarda scuole ed altre istituzioni che svolgono servizi per la comunità, si può

accettare l'assistenza governativa; ma in tal caso è bene che l'Assemblea si renda conto che l'accet-

tazione di questi contributi spesso comporta l'obbligo di sottostare ad un certo grado di controllo

governativo e pertanto occorre valutare attentamente questi punti.

Circa la vendita di oggetti personali a beneficio dei fondi bahá'í, cominciamo con il principio che

ogni credente può vendere a chiunque servizi o beni personali e fare del ricavato ciò che vuole, in-

cluso darne parte o tutto per scopi Bahá'í. Nel far ciò, comunque, non deve informare i non Bahá'í

che la vendita è fatta a beneficio dei fondi, poiché un altro principio stabilisce che per nessuno sco-

po bisogna sollecitare fondi da non Bahá'í a nome della Fede. Ciò include la vendita di cibi e di bi-

glietti d'ingresso a spettacoli.

Non è opportuno che un'istituzione Bahá'í sponsorizzi una vendita pubblica di oggetti personali di

credenti a beneficio dei fondi. Ciò non vuol dire che un'Assemblea non possa vendere a non Bahá'í

oggetti al giusto valore di mercato, ma piuttosto che non Bahá'í non debbano essere indotti a com-

prare oggetti, posti in vendita per incrementare i fondi, nella consapevolezza che il ricavato sarà uti-

lizzato per scopi Bahá'í.

Sull'organizzazione di lotterie non vi è alcuna specifica menzione nel Kitáb-i-Aqdas e la Casa Uni-

versale di Giustizia non ha legiferato in materia. Comunque, la Casa di Giustizia non ritiene consi-

gliabile ora che le istituzioni Bahá'í raccolgano fondi con questo sistema.

Non vi è obiezione che gli amici organizzino fra Bahá'í una vendita all'asta allo scopo di devolvere

il ricavato ai fondi, né che vendano a non Bahá'í beni di loro proprietà al giusto valore di mercato

per devolvere i proventi ai fondi, purché tale proposito non sia comunicato agli acquirenti al mo-

mento della vendita. La Casa di Giustizia ritiene comunque importante che gli amici non perdano

mai di vista il fatto che contribuire ai fondi della Fede è una responsabilità spirituale ed un privile-

gio di profondo significato nella vita spirituale del credente, e bisogna stare attenti di non rendere

banale questo aspetto della vita Bahá'í o trattarlo in maniera indecorosa. Nello stesso tempo le As-

semblee non devono raffreddare l'entusiasmo di quegli amici che, avendo scarse risorse finanziarie,

escogitano modi fantasiosi di procurarsi denaro per il lavoro della Fede.

Poiché la vostra Assemblea sta considerando di sponsorizzare direttamente una vendita all'asta, la

Casa di Giustizia suggerisce di accertarsi che ciò sia legalmente permesso, perché sappiamo che in

alcuni paesi essa è legale solo se condotta da un venditore con la licenza.

La questione relativa alla corretta contabilità dei fondi vincolati è molto importante. I libri contabili

di ogni Assemblea devono essere strutturati in modo da distinguere sempre chiaramente i fondi vin-

colati da quelli liberi a disposizione dell'Assemblea, per evitare il pericolo di mischiarli involonta-

riamente e che l'Assemblea li utilizzi per uno scopo errato.

L'amato Custode era molto drastico sul fatto che le contribuzioni ai Fondi Bahá'í, offerte per scopi

specifici, possono essere usate solo per quegli scopi, a meno che il donatore non acconsenta a un

cambio di destinazione. Se non è in grado di usare la contribuzione per lo scopo specificato, l'As-

semblea può rifiutare di accettarla. Oppure può consultarsi con il donatore suggerendogli di svinco-

lare la contribuzione per usi generici o di trasferirla ad altro scopo specifico, ma senza esercitare al-

cuna pressione per forzarne il consenso. D'altro canto, il denaro dato all'Assemblea è sua proprietà

anche se è vincolato a uno scopo specifico e il donatore non ha il diritto di modificarne unilateral-

mente la destinazione. Tuttavia l'Assemblea può, a propria discrezione, accettarne la richiesta in

questo senso.

Saranno essenziali contribuzioni prodighe e in aumento ai vari Fondi della Fede se vogliamo realiz-

zare con pieno successo i compiti appena menzionati. Inoltre, l'ormai osservabile emergere dall'o-

scurità della nostra amata Fede imporrà la necessità di nuove iniziative che a loro volta impliche-

ranno grandi appelli ai Fondi. La crescente consapevolezza degli amici in tutto il mondo, negli anni

appena trascorsi, del fatto che i Fondi della Fede sono davvero la linfa vitale per le sue attività è in-

coraggiante auspicio per il futuro. Confidiamo che tale consapevolezza aumenterà, che un maggior

numero di Assemblee Spirituali Nazionali compiranno grandi passi verso l'indipendenza finanziaria,

che si farà fronte ai bilanci nazionali e che il Fondo Internazionale Bahá'í riceverà un'effusione

sempre crescente di contribuzioni che lo metterà al passo con le incrementate necessità internazio-

nali della Fede.

Negli ultimi mesi della seconda fase del Piano Settennale, credenti e istituzioni hanno dato una ge-

nerosa risposta a un appello che notificava le crescenti necessità del Fondo Internazionale. Confi-

diamo che il continuo e regolare afflusso di contribuzioni durante la fase finale del Piano permetta

che le sue mete e i suoi obiettivi siano pienamente realizzati.

L'Assemblea è il fiduciario dei fondi che le sono stati affidati e quando li investe deve prima di tutto

preoccuparsi di preservarne il valore reale. È auspicabile, inoltre, che ne tragga un buon profitto, ma

questa è questione di secondaria importanza che non va perseguita se si rischia di mettere in perico-

lo il valore del capitale. Ciò vale soprattutto per i Fondi vincolati, per i quali l'Assemblea ha il dove-

re, verso il donatore o i donatori, di preservarne il valore fino a quando non saranno utilizzati per lo

scopo stabilito. In questo caso, nell'eventualità di una svalutazione della moneta, un metodo per

mantenere il valore reale di un fondo vincolato è quello di aggiungere al capitale tutti i profitti che

ne sono stati tratti, anche se il donatore non aveva specificato che essi dovessero essere sommati al-

la sua contribuzione.

Riguardo alla raccolta di fondi in altri paesi la Casa di Giustizia non desidera che le istituzioni Ba-

há'í facciano appelli per fondi ai Bahá'í di un'altra nazione, a meno che l'Assemblea Nazionale di

quel paese non l'abbia permesso. Ciò non significa che i singoli non siano liberi di contribuire a

progetti di qualsiasi paese vogliano. Per esempio, se un Bahá'í di un altro paese partecipa alla confe-

renza di ... e desidera dare contribuzioni per la vostra scuola, non vi sono obiezioni. Comunque, non

si devono fare indiscriminati ed organizzati appelli per fondi a credenti di altri paesi senza il con-

senso dell'Assemblea Nazionale di quel paese.

Donare al Fondo, quindi, è un privilegio spirituale, negato a coloro che non hanno accettato Bahá-

'u'lláh ed a cui nessun credente deve rinunciare. E' una responsabilità, e contemporaneamente una

fonte di doni. Questo è un aspetto della Causa che - riteniamo - è parte essenziale degli insegnamen-

ti di base e dell'approfondimento dei nuovi credenti. Il valore della contribuzione sta nel grado di

sacrificio del donatore, nello spirito di devozione con cui essa viene fatta e nell'unità degli amici in

questo servizio; tutto ciò attrae le confermazioni di Dio e accresce la dignità e l'amor proprio degli

individui e della comunità.

Vi è un aspetto profondo nella relazione fra il credente ed il Fondo, che prescinde completamente

dalla sua condizione economica. Quando un'anima accetta Bahá'u'lláh quale Manifestazione di Dio

per quest'epoca ed entra nel Patto Divino, quell'anima progressivamente deve portare la propria vita

ad essere in armonia con lo scopo di Dio: egli diventa un compagno di lavoro nella Causa di Dio e

riceve la munificenza d'offrire i suoi beni materiali, sia pure scarsi, per il lavoro della Fede.

Un elemento primario nella prudente e saggia guida necessaria è il conseguimento della vittoria nel

Piano Settennale, curando con grande attenzione lo sviluppo e il rafforzamento delle Assemblee

Locali. Grandi sforzi devono essere compiuti per incoraggiarle a svolgere i loro doveri fondamentali

di riunirsi regolarmente, di celebrare le Feste del Diciannovesimo Giorno e di solennizzare le Festi-

vità Sacre, di organizzare classi per fanciulli, di incoraggiare l'abitudine della preghiera familiare, di

intraprendere progetti estensivi di insegnamento, di amministrare il Fondo Bahá'í e di incoraggiare e

di guidare costantemente le loro comunità in tutte le attività Bahá’í.

La schiacciante maggioranza dei bahá'í del mondo è povera, ma è ai credenti e solo ai credenti che

Bahá'u'lláh ha concesso il dono di contribuire con mezzi materiali al progresso della Sua Fede. Non

è importante l'ammontare della contribuzione, ma la misura di sacrificio che comporta, poiché è

questo che attrae le confermazioni di Dio.

Tutti devono partecipare, per quanto modeste siano le loro risorse. Dall'entità del sacrificio che que-

ste contribuzioni comportano dipende direttamente l'efficacia e l'influenza spirituale che queste na-

scenti istituzioni amministrative, chiamate ad essere grazie al potere di Bahá'u'lláh e in virtù del Di-

segno concepito dal Centro del Suo Patto, eserciteranno. Perciò da ora in poi le schiere dei devoti

sostenitori della Fede dovranno fare uno sforzo protratto e strenuo…

La fidatezza è uno dei requisiti essenziali per tutti i responsabili della custodia dei Fondi della Fede.

Come Bahá'u'lláh ha sottolineato, essa è una delle più basilari e vitali fra tutte le virtù umane e il

suo esercizio ha una influenza diretta e profonda sulla disponibilità dei credenti a contribuire al

Fondo.

Riguardo i fondi locali suggeriamo a tutte le Assemblee Spirituali Locali delle grosse comunità, fi-

no al momento in cui gli amici avranno maturato l'abitudine di contribuire regolarmente e libera-

mente, di nominare un piccolo comitato che aiuti il tesoriere ad assolvere i propri compiti. Tali co-

mitati potrebbero essere nominati dopo consultazione con il membro del Corpo Ausiliario o con il

suo assistente dell'area. È necessaria molta attenzione nella nomina dei membri dei comitati: oltre

ad essere fidati e coscienziosi, essi devono avere piena, consapevolezza dell'importanza di mantene-

re la segretezza delle contribuzioni ai fondi.

Si prevede che questi Comitati di Tesoreria potrebbero svolgere diverse funzioni:

? Dare al Tesoriere un'assistenza generale secondo le necessità; per esempio i Membri del Comitato

potrebbero emettere ricevute o acconti.

? Preparare per la Festa del Diciannovesimo Giorno o per specifiche riunioni interventi ispiratori e

dibattiti per educare gli amici all'importanza spirituale e pratica della contribuzione ai fondi.

? Ricevere doni in natura e manufatti. Il comitato sarebbe responsabile della loro vendita e della

consegna del ricavato al Tesoriere locale.

Ricevere dagli amici le promesse scritte delle contribuzioni in denaro o in natura ai fondi locali o

nazionali nonché aiutare per la loro riscossione.

Per quanto riguarda il fondo nazionale, in quelle aree dove ci sono problemi tipo la mancanza di

servizi, bancari, servizi postali inaffidabili e - in generale - difficoltà di comunicazioni, sarebbe con-

sigliabile che l'Assemblea Spirituale Nazionale nominasse un comitato nazionale che aiuti il Teso-

riere nazionale in maniera analoga a quella sopra indicata per le Assemblee Spirituali Locali. Inol-

tre, può anche rivelarsi necessario sovvenzionare - prelevando la somma dal fondo nazionale - una o

più persone fidate, a seconda della grandezza della comunità nazionale, per recarsi nelle aree rurali

e incontrare i Comitati Locali di Tesoreria, aiutarli nell'espletamento delle loro funzioni, illustrare le

necessità del fondo nazionale, prelevare da quelle aree le donazioni per il fondo e trasmetterle al

Tesoriere nazionale.

Le promesse possono costituire un mezzo utile per incoraggiare le contribuzioni e per portare all'at-

tenzione degli amici necessità finanziarie della Causa. Questo metodo può aiutare particolarmente

nelle situazioni in cui l'Assemblea Spirituale ha un importante compito da realizzare, come la co-

struzione di un Haziratu’l-Quds o l'istituzione di una scuola privata, e quindi la necessità di sapere

in anticipo se siano disponibili i fondi per il progetto. Comunque, è del tutto contrario ai principi

Bahá'í esercitare qualsiasi pressione nel richiedere promesse o nel cercare di riscuoterle. Una volta

ricevuto l'impegno, è consentito ricordarlo, in privato, a chi ha già espresso l'intenzione di contribui-

re e chiedere cortesemente se gli è possibile onorarlo, ma alle Assemblee deve essere chiaro che

queste promesse non sono un'obbligazione in senso giuridico; il loro assolvimento è solo un fatto di

coscienza. E non devono essere resi noti elenchi di chi ha fatto la promessa.

Quando un'Assemblea Spirituale Locale riceve una contribuzione, deve decidere come utilizzare

quei fondi. l'Assemblea Spirituale Nazionale può desiderare di suggerirle vari modi in cui il denaro

potrebbe essere speso più praticamente ma la decisione finale spetta solo all'istituzione locale.

Le Assemblee Locali sotto la loro giurisdizione per l'accantonamento di una certa percentuale o

somma dei loro fondi locali a scopi specifici.

Possono, comunque, suggerire che le Assemblee Locali diano il loro contributo finanziario al bilan-

cio nazionale per progetti di carattere prioritario e che le comunità cerchino di coprire una parte di

questo bilancio. Ovviamente, ogni Assemblea Nazionale è tenuta ad impedire che una istituzione

sotto la sua giurisdizione utilizzi i fondi in modo contrario al migliori interessi della Causa; ma casi

del genere sono comunque rari...

Compiti grandi e meravigliosi ci lanciano oggi una sfida senza precedenti. Essi esigono grandi e

straordinari sacrifici, dedizione e unanime devozione da ciascuno di noi e in eguale misura. Attual-

mente il Fondo Internazionale Bahá'í è assolutamente insufficiente a sostenere la straordinaria e-

spansione che oggi si richiede in tutte le molteplici attività della comunità mondiale Bahá’í. La sto-

ria del Piano Settennale, appena completato, sta a testimoniare che siamo in grado di affrontare le

crescenti esigenze della Causa. L'eroismo degli amati amici in Iran, la pronta risposta di 3.694 de-

voti pionieri all'appello lanciato per questo essenziale servizio, l'incessante attività di insegnanti,

amministratori, comunità locali e singoli credenti in tutto l'organismo dell'embrionico ordine mon-

diale, hanno conferito a questo crescente Esercito della Vita nuove forze e capacità. Mentre ci pro-

tendiamo nel futuro possiamo essere pienamente certi della Sua grazia sempre presente e della vitto-

ria finale dei nostri sforzi intesi a instaurare il Suo Regno in questo mondo travagliato.

Educare gli amici ad essere consapevoli che contribuire al fondo è un elemento fondamentale della

vita Bahá'í, l'Assemblea deve renderli edotti della prerogativa che il credente ha la possibilità di

contribuire direttamente a tutti i Fondi della Fede: internazionale, continentale, nazionale e loca-

le.

L'ampiezza dei compiti che la comunità Bahá'í sta per essere chiamata a svolgere durante il Piano

Quadriennale richiederà una considerevole disponibilità di fondi. Le pressanti necessità dei progetti

dell'Arco continueranno a mettere a dura prova i Fondi internazionali della Fede. Pur tuttavia la Ca-

sa Universale di Giustizia farà l'impossibile per mettere a disposizione dei Consiglieri e delle As-

semblee Spirituali Nazionali i mezzi finanziari necessari per far fronte ai compiti di espansione e

consolidamento in campi bisognosi di sostegno. Tra questi i fondi dell'importantissimo lavoro dei

Corpi Ausiliari.

Come l'esperienza ci ha insegnato, comunque, spendere denaro, in sé, non porta risultati. La sfida

che vi aspetta è contribuire a sviluppare, nelle varie istituzioni ed enti coinvolti nell'esecuzione del

Piano, la capacità di attingere ai fondi con giudizio ed efficienza. Inoltre, dovete raddoppiare i vostri

sforzi per educare ogni membro della comunità Bahá'í - il credente nuovo e quello vecchio, i giova-

ni e gli adulti - sul significato spirituale della contribuzione al Fondo.

"Concentrate le vostre energie a diffondere la Fede di Dio" così Bahá'u'lláh ordina ai Suoi servi e

soggiunge: "Fate che chi è degno di una sì alta vocazione si levi a divulgarla. Colui che non ne è

capace ha il dovere di nominare chi possa, in sua vece, proclamare questa Rivelazione…”. Come è

possibile incaricare un altro di insegnare in propria vece coprendo le spese di un pioniere o di un in-

segnante viaggiante, è possibile delegare un insegnante che serva in un istituto, cioè un insegnante

di insegnanti. A questo scopo si può contribuire al Fondo Continentale Bahá'í e a quelli Locali, Na-

zionali e Internazionali, vincolando allo scopo la contribuzione.

Di grande rilievo per il progresso ora descritto è stato inoltre il mantenimento del livello delle con-

tribuzioni al Fondo per i progetti dell’Arco, a completamento della metà dello scorso anno. È chiaro

che ai bisogni economici in questo ambito stanno provvedendo con incessante eroismo ricchi e po-

veri e che dovranno continuare a farlo anche negli anni successivi. Ma nello stesso tempo anche le

Assemblee e gli amici devono contemporaneamente compiere uno sforzo strenuo e sostenuto in tut-

to il mondo per provvedere ai bisogni critici il Fondo internazionale Bahá’í.

Poiché rientra nella normalità che i livelli delle contribuzioni e delle spese fluttuino, è molto oppor-

tuno che un'Assemblea tenga un'adeguata riserva per superare periodi di alte spese e basse entrate.

Ciò l'aiuterà ad evitare di fare agli amici appelli troppo frequenti per affrontare le emergenze finan-

ziarie. Diversi dai regolari comunicati informativi, gli appelli lanciati frequentemente tendono a

perdere il loro effetto. Nei momenti di emergenza, l'Assemblea può avere la necessità di attingere

molto dalle sue riserve come la Vostra Assemblea ha fatto ma, a tempo debito, sarà necessario rico-

stituirlo.

Nei paesi in cui un gran numero di persone ha accettato la Fede, il processo dello sviluppo econo-

mico e sociale, legato alla fondazione, al consolidamento delle Assemblee Spirituali Locali, sta di-

ventando sempre più importante e impone sulle risorse internazionali della Fede una pesante richie-

sta di potenziale umano ed economico. Nei paesi dell'ex blocco orientale il bisogno di assistenza

nella forma di letteratura bahá'í, pionieri, insegnanti viaggianti, fondazione di centri locali, è resa

più urgente dalla straordinaria ricettività al Messaggio di Bahá'u'lláh mostrata dalle popolazioni spi-

ritualmente assetate. Non è possibile consentire che le opportunità di promozione della Causa di

Dio in queste aree restino disattese.

A livello nazionale, la complessità della struttura delle comunità bahá'í sta crescendo con l'aumento

del numero dei credenti e le Assemblee Spirituali Nazionali sono sempre più spesso invitate da go-

verni nazionali ed organismi non governativi a dare consigli e assistenza nella difesa dei diritti u-

mani, nella protezione dell'ambiente e nella lotta contro le devastazioni del pregiudizio e la crescen-

te ondata di illegalità che stanno distruggendo la struttura sociale.

… noi crediamo che occorra una migliore comprensione in tutto il mondo di questo principio basi-

lare della nostra Fede: la contribuzione al Fondo deve essere parte integrante della vita spirituale di

ogni Bahá'í ed essere considerata l'assolvimento di un obbligo spirituale fondamentale. In troppi pa-

esi abbiamo incontrato fra gli insegnanti della Causa una riluttanza a includere, nella loro presenta-

zione degli insegnamenti, il sostegno al Fondo come parte naturale della vita bahá'í. Nel Kitáb-i-

Aqdas Bahá'u'lláh più di una volta accenna alla necessità di utilizzare mezzi spirituali e materiali

per conseguire gli scopi della Fede. Shoghi Effendi, da parte sua, disse che il Fondo è la linfa vitale

della Causa.

Fissare delle priorità dipende da molti fattori che si riferiscono sia alla Causa nella sua interezza sia

a circostanze relative al singolo individuo.

Per quanto attiene alla Causa, tutto il lavoro va tenuto vivo; tutti i fondi devono essere alimentati,

sia direttamente dai credenti, e anche da contribuzioni (giroconto) da parte delle istituzioni bahá'í da

un fondo all'altro, che non prendono il posto delle contribuzioni dagli individui - fonte primaria del-

la linfa vitale della Causa.

A livello del singolo credente, l'attenzione alle necessità dei fondi della Fede va parallelamente ai

principi che governano altre molteplici forme di lealtà. La prima lealtà di un Bahá'í è nei confronti

dell'umanità intera, in quanto è tramite il benessere dell'intero che il beneficio della parte viene cor-

risposto al meglio. Ma questa lealtà allargata non elimina lealtà più limitate quali l'amore per la pa-

tria, per la zona in cui si vive o per la famiglia cui si appartiene. Tutte costituiscono una rete di leal-

tà interdipendenti e di reciproco beneficio. Lo stesso vale per la relazione del singolo credente con i

Fondi Internazionali, Continentali, Nazionali e Locali.

Per quanto sia una questione di giudizio personale fissare delle priorità nella contribuzione, il singo-

lo credente senz'altro ricorderà le priorità del lavoro della Causa nel suo insieme.

… L'insieme degli sforzi dei Bahá'í di ogni paese non solo produrranno i mezzi materiali per com-

pletare i Progetti sul Monte Carmelo, ma attireranno sui lavori le confermazioni divine. È inevitabi-

le che in un progetto di tale portata una grande fetta di denaro dovrà provenire da quei Bahá'í che

sono forniti di ricchezza, sia in grado moderato sia in dimensioni considerevoli.

Sebbene negli ultimi anni la somma totale che perviene al Centro Mondiale sia sensibilmente au-

mentata, nello stesso periodo il livello delle contribuzioni al Fondo internazionale Bahá'í è diminui-

to, essendo l'attenzione rivolta verso lo strenuo sforzo di soddisfare i bisogni del Fondo dei progetti

dell'Arco. In seguito a questo diminuito sostegno al Fondo internazionale Bahá'í, la Casa di Giusti-

zia ha imposto strette economie al Centro Mondiale Bahá'í e si è anche vista costretta a limitare i

fondi disponibili per soddisfare i bisogni della Fede in altre parti del mondo.

Il Fondo internazionale Bahá'í aiuta le comunità Bahá'í di quelle parti del mondo nelle quali i cre-

denti non hanno i mezzi necessari per sfruttare adeguatamente le opportunità di espansione della

Fede e di diffusione del suo spirito. Mentre la Causa, spinta dalle misteriose forze spirituali che

muovono l'umanità in questa turbolenta età di transizione, progredisce irresistibilmente in ogni sfera

delle sue molteplici attività, le richieste possono solo aumentare. Il Fondo dovrà sostenere lo svi-

luppo delle risorse umane, indispensabile elemento del processo dell'entrata in truppe che sta rapi-

damente sviluppandosi. Presentandosi nuove opportunità di aumentare l'influenza della Fede sugli

affari dell'umanità, si devono trovare i Fondi per espandere il lavoro della Comunità Internazionale

Bahá'í presso le Nazioni Unite, la rappresentanza della Fede nei convegni internazionali degli orga-

nismi non governativi e il numero dei progetti di sviluppo sociale ed economico sparsi sulla super-

ficie del pianeta.

Il lavoro svolto al Centro Mondiale con il sostegno del Fondo internazionale Bahá'í comprende la

preservazione e classificazione dei Testi sacri e le funzioni amministrative qui svolte per rispondere

ai bisogni di una comunità mondiale che sta espandendosi sia nel numero sia nell'ampiezza delle

sue attività. Importanti aspetti di questo lavoro sono il restauro e la conservazione dei Luoghi Sacri,

la fornitura di servizi ai pellegrini e a un crescente numero di visitatori e la cura dei giardini che ab-

belliscono i dintorni dei Santi Mausolei. Con l'espansione dello sviluppo urbano ad alta densità in

Terra Santa, è essenziale acquisire proprietà attorno al Mausolei e ad altri Luoghi sacri per proteg-

gerli da disturbi. Le condizioni favorevoli che si stanno ora presentando potrebbero non ripetersi per

lungo tempo e pertanto nei prossimi anni una notevole porzione delle risorse del Fondo sarà neces-

saria per questo scopo.

La Casa Universale di Giustizia richiama la vostra attenzione sulla necessità di maggiore sostegno

ai Fondi Bahá’í a livello internazionale con la piena fiducia che lo straordinario primato di sforzi

sacrificali dei credenti proseguirà nella loro risposta alla situazione qui descritta. La formulazione

dei budget a livello locale e nazionale deve essere realizzata alla luce di queste condizioni. Soprat-

tutto non devono essere interrotti i vostri continui sforzi per assistere gli amici nella vostra area

nell’acquisire una profonda comprensione dell’obbligo spirituale vincolante per tutti, indipenden-

temente dalle circostanze, di contribuire ai Fondi della Fede. In particolare, quei credenti che sono

stati benedetti dalle risorse materiali ben oltre quelli che sono i loro bisogni primari, dovrebbero

ponderare profondamente le responsabilità a loro carico in questo momento, quando le necessità

della Causa sono così pressanti.

Estratti dagli scritti dei Consiglieri Continentali d'Europa

Avrete ricevuto la lettera dalla Casa Universale di Giustizia datata 20 aprile 1990, indirizzata a tutte

le Assemblee Spirituali Nazionali. Senza dubbio, con questa lettera, i Bahá'í del mondo diverranno

maggiormente consapevoli del loro dovere d'insegnare la Causa di Dio, sia levandosi personalmente

sia offrendo contribuzioni per deputare insegnanti al loro posto. Questa consapevolezza porrà chia-

ramente un maggior numero di credenti nei campi del pionierismo e dell'insegnamento.

Come sapete, l'amato Custode istituì il Fondo Continentale quando creò l'istituzione dei Consigli

Ausiliari, ed ora questo fondo viene utilizzato per il lavoro che egli aveva delineato per i membri

del Consiglio Ausiliario e, a partire dal 1968, per il lavoro dei Consiglieri. Siamo felici di comuni-

care che nel corso degli ultimi anni è considerevolmente aumentato il numero di Assemblee Spiri-

tuali Nazionali che contribuiscono al Fondo Continentale. L'anno scorso, ad esempio, 14 Assemblee

Spirituali Nazionali europee hanno contribuito al fondo. In effetti l'ammontare delle contribuzioni

ricevute è aumentato del 40 %. Desideriamo qui esprimere il nostro sentito apprezzamento a quelle

Assemblee Spirituali Nazionali che hanno contribuito l'anno scorso al Fondo Continentale.

Il Centro Internazionale di insegnamento in una lettera datata 19 aprile 1992 fa dei commenti inte-

ressanti sull'importanza spirituale della collaborazione e della reciprocità, di cui queste contribuzio-

ni sono prova tangibile: Abdu'l-Bahá ha spiegato che «collaborazione e reciprocità sono proprietà

essenziali del sistema unificato del mondo dell'esistenza, e che se queste proprietà non esistessero

l'intera creazione sarebbe ridotta al nulla. Quando applichiamo il principio della reciprocità al lavo-

ro della Fede a livello locale, nazionale, continentale e internazionale, vedremo come il supporto da

parte di tutti gli individui e di tutte le istituzioni nei confronti di ogni singolo fondo della Fede inco-

raggia ognuno di noi a sentirsi collegato con ogni aspetto del lavoro, a creare legami fra noi e i no-

stri collaboratori in ogni paese, e ad apprezzare il privilegio di offrire supporto ai fondi della Fede,

possono sentirsi parte di un tipo di società totalmente nuovo che contemporaneamente si vede come

una comunità locale, una comunità nazionale, una continentale e una internazionale».

Come sarebbe bello se tutte le 30 Assemblee Spirituali Nazionali e Regionali d'Europa potessero

includere il Fondo Continentale nel loro bilancio annuale!

Vi preghiamo di non esitare a consultarvi con il Consigliere che segue la vostra Assemblea sulle

sfide e sulle necessità del Fondo Continentale.

Estratti da discorsi tenuti da persone eminenti della Causa

La Fede Bahá'í non è una religione dell'altro mondo, è una religione di questo mondo, e decisamen-

te non è una religione che richiede alla gente la povertà in questo mondo al fine di ottenere una

buona ricompensa nell'altro. La fede Bahá'í è una religione che si prefigge di realizzare la prosperità

della razza umana. Noi siamo qui per cambiare questo mondo, per creare un nuovo ordine mondia-

le, per stabilire una nuova civiltà e per porre fine alla miseria ed alla sofferenza degli esseri umani.

Per quella che è la mia comprensione, nella fede Bahá'í non abbiamo una netta distinzione tra la vita

materiale e la vita spirituale, come hanno invece molte altre religioni. La spiritualità riguarda anche

le leggi relative all'esistenza materiale. Una vita spirituale nella sua globalità non si occupa solo di

questioni della vita sociale e dello sviluppo della civiltà.

Così la sfida che ci sta di fronte non è solo quella di portare nella Fede decine di milioni di persone

nei prossimi anni, ma anche quello di creare fiorenti comunità.

Tenendo presente questa premessa, desidero condividere con voi alcune idee riguardo alle leggi del-

la vera prosperità e chiedervi di meditare su di esse, leggere negli Scritti ciò che le riguarda, e co-

minciare a condividere queste idee con la massa dei credenti.

Fino ad ora, nella storia del genere umano, l'umanità ha sperimentato la prosperità, ma sempre si è

trattato della prosperità di pochi ottenuta a scapito di una assoluta miseria e povertà delle masse. In

molti casi, ciò è stato il risultato dell'avidità di coloro che desideravano accumulare sempre maggio-

ri ricchezze per loro stessi, senza avere alcuna considerazione per gli altri.

Il tipo di prosperità di cui stiamo parlando, e che noi desideriamo realizzare in questo mondo, è la

prosperità dell'intera razza umana e le sue leggi, non sono leggi dell'avidità, bensì leggi spirituali

molto specifiche che ci sono state elargite attraverso gli Scritti bahá'í.

Abdu'l-Bahá ci ha chiaramente detto che ci sono certe condizioni entro le quali l'accumulo della ric-

chezza può essere accettato da Dio.

La prima condizione è che la ricchezza deve essere guadagnata attraverso personale e duro lavoro e

non attraverso mezzi illegali, o speculazioni o attraverso altri metodi disonesti che oggi esistono nel

mondo. Tuttavia, secondo Abdu'l-Bahá, questa condizione non è sufficiente.

La seconda condizione che egli ci evidenzia è che la ricchezza dovrebbe essere impiegata per il be-

nessere del genere umano. Dovrebbe essere spesa bene. In altre parole, se una persona guadagna

onestamente una grande quantità di denaro, attraverso il suo e diligente e duro lavoro, ma lo spende

per le cose che non sono necessarie, per il lusso e per l'eccessiva agiatezza, quella ricchezza non è

accetta agli occhi di Dio.

La terza condizione decretata da Abdu'l-Bahá è che non è sufficiente che alcuni divengano ricchi,

l'itera comunità deve poter prosperare.

Così se pensiamo e meditiamo su questo fatto, potremo vedere che le leggi della prosperità non trat-

tano solo dell'avere, ma anche del dare. Bisogna costantemente dare e questo non ha nulla a che fare

con il sacrificio. È una legge semplice che riguarda il tipo di prosperità che desideriamo stabilire. La

gente deve dare e deve ricevere e non è detto che il dare debba venire dopo che abbiamo accumula-

to una sufficiente ricchezza, condizione questa che potrebbe non avvenire mai.

Una delle condizioni legate ad un errato concetto della prosperità è che più la gente ha, meno è di-

sposta a dare e più vuole. L'avidità genera avidità. Quindi la prima cosa da fare se vogliamo seguire

le leggi spirituali della prosperità è cominciare con il dare generosamente.

La costruzione di una solida base finanziaria può essere la chiave per la realizzazione di un servizio

bahá'í volto a promuovere l'indipendenza e la dignità individuale ed il benessere a lungo termine

della comunità bahá'í. Non è mai troppo presto (o troppo tardi!) per cominciare - possono farlo an-

che i bambini! Infatti, specialmente i bambini si possono preparare in questo senso per essere di

supporto alla loro comunità.

Cari genitori, voi dovete aiutare i vostri figli ad acquisire delle abitudini di pensiero che li protegga-

no dal materialismo mentre sono dediti all'acquisizione della loro autonomia materiale. Voi potrete

aiutare i vostri figli sostenendoli nello sviluppo del rispetto di se stessi e nel prepararsi alle avventu-

re che vorranno affrontare nel servire Bahá'u'lláh.

I bambini hanno la necessità di imparare a risparmiare, investire, programmare e spendere con sag-

gezza. Uno dei modi migliori per far questo è che comincino ad usare come vogliono il denaro mes-

so a loro disposizione fin dall'inizio. Il contributo dei genitori potrà consistere nell'aiutare il bambi-

no a dare forma ai suoi desideri e nel dare la giusta quantità di denaro affinché possa avere luogo

l'apprendimento. Vi sono esperienze e quantità di "investimenti" appropriate per ciascuno stadio di

età; il genitore può aiutare il giovane a progredire sistematicamente attraverso tali stadi. La raziona-

lizzazione dell'uso del denaro può essere convertito nelle cose che lui o lei potrebbe volere. La le-

zione chiave che bisogna imparare sin dall'inizio è che il denaro è uno strumento per raggiungere

mete importanti. Quando la famiglia esce a fare delle spese date del denaro ai bambini da spendere

a loro piacere. Qualche volta capiterà che loro vorranno qualcosa che costa di più di quello che han-

no a disposizione e potranno urlare per un po’, ma proprio questa è l'opportunità che i genitori han-

no per parlare loro del risparmio. Una volta risparmiato a sufficienza per ottenere l'oggetto o l'attivi-

tà desiderata il bambino potrà condividere con i genitori un sentimento di realizzazione. È attraver-

so queste esperienze che il bambino può capire la differenza tra ciò che si vede e ciò di cui si ha bi-

sogno. Questa prassi può essere applicata a tutta la famiglia. Se ad esempio ciascun membro adotta

la meta di andare ad un particolare incontro bahá'í, la famiglia dovrà consultarsi sulle spese e così

quelli più giovani potranno imparare qualcosa sul bilancio. In età scolare il bambino potrà incomin-

ciare ad acquisire tutta una serie di abilità finanziarie. Le entrate sono la prima cosa da prendere in

considerazione, quindi valutare le spese, qualunque esse siano e decidere sul da farsi in base a quan-

to ci si può permettere. Alcuni suggeriscono di proporzionare la disponibilità finanziaria del bambi-

no alla sua età. Fare quindi un bilancio insieme che contempli le entrate e le uscite e metterlo per

iscritto in modo da poterlo consultare nel tempo. Includere le contribuzioni al Fondo come una voce

delle uscite e non dimenticare di includere anche una voce per il risparmio. Il risparmio assumerà

una importanza cruciale quando il giovane vorrà cimentarsi con l'Anno di Servizio, il pionierismo o

per andare all'università. Il genitore dovrebbe escogitare con il bambino il metodo per mettere da

parte i soldi per ogni voce di spesa del bilancio: un tanto per il vestiario, un tanto per la scuola, per i

divertimenti, ecc. andare quindi insieme ad aprire un conto o un libretto di risparmio e spiegare che

il denaro così risparmiato cresce mediante il guadagno derivato dagli interessi. Anche l'Assemblea

Spirituale Locale dovrebbe avere un programma per i risparmi da utilizzare per le necessità dei

bambini della comunità.

Come incrementare la possibilità di guadagno? Potreste ricevere qualcosa per il contributo ai lavori

domestici, ma potreste anche pensare che essendo un membro della famiglia dovreste dare il vostro

contributo senza pretendere compensi. Ma si possono trovare vari lavoretti extra che a mamma e

papà farebbero piacere, o con i vicini di casa, come raccogliere le foglie, pulire i giardini, ecc. aiuta-

teli nei loro primi approcci, anche per decidere insieme quale potrebbe essere il giusto compenso

per i loro lavori. Dopo che alcune di queste attività sono state portate avanti con successo, ed i ra-

gazzi avranno preso più coraggio, potreste aiutarli ad allargare i loro orizzonti e vedere se potrebbe

essere per loro possibile intraprendere qualche piccola attività commerciale e così i soldi che po-

tranno essere risparmiati potranno provenire maggiormente dal loro proprio lavoro. L'utilizzo di

questo denaro potrà portare loro anche un ritorno spirituale. Abdu'l-Bahá ci ricorda che la volontaria

condivisione della ricchezza "porta la società al benessere ed alla pace, illumina il mondo e conferi-

sce onore all'umanità".

Quando i vostri figli sono nell'età della scuola media inferiore, sono probabilmente pronti per assu-

mersi maggiori responsabilità. Allora potreste cominciare a dare loro, oltre al mensile per gli sva-

ghi, anche i soldi per comprarsi i vestiti o la tuta per fare lo sport. Questo denaro lo avreste speso

voi per loro e invece ora saranno loro a spenderlo per se stessi, facendo autonomamente le loro scel-

te. Se i lavori che fanno permettono loro di avere guadagni sufficienti, potrebbero anche incomin-

ciare a coprire personalmente alcune delle spese per il loro mantenimento. Se i lavori del dopo

scuola o dei week-end rendono bene, potrà essere necessario fare un bilancio più elaborato in modo

da garantire un risparmio maggiore; questo apre un nuovo campo di consultazione per vedere come

meglio investire i propri risparmi. Quando lui o lei saranno pronti, potrebbero prendere il controllo

totale della propria gestione finanziaria. Voi potrete continuare a contribuire, ma le loro entrate po-

trebbero anche arrivare a capire la maggior parte la totalità delle necessità, inclusi i divertimenti e

le contribuzioni personali alla Fede. Sarà bene a questo punto suggerire l'apertura di un conto cor-

rente personale. Far quadrare il bilancio una delle abilità di cui i nostri ragazzi avranno bisogno per

permettersi di essere autonomi.

Se tutte queste esperienze sono andate bene, allora vostro figlio avrà fatto dei passi importanti nella

comprensione di come gli aspetti materiali della vita lavorativa possono essere usati per promuove-

re la crescita, l'indipendenza, la dignità personale e l'avanzamento della Fede.

ALI NAKHJAVANI, MEMBRO DELLA CASA UNIVERSALE DI GIUSTIZIA, PARLA DEL

FONDO PER IL PROGETTO DELLARCO

Penso che la prima cosa che devo fare è trasmettervi i più calorosi e affettuosi saluti dalla Casa U-

niversale di Giustizia. Mi è stato chiesto, nel corso dell'ultima seduta cui ho partecipato, di trasmet-

tere agli amici i loro affettuosi saluti.

Come ben sapete, il tema dell'incontro è una considerazione sull'importanza dei Progetti del Monte

Carmelo e le necessità di questi Progetti in questo momento.

Nel vostro programma c'è un estratto da un telegramma inviato dalla Casa Universale di Giustizia

alla vostra Assemblea Spirituale Nazionale. Vi leggerò il telegramma per intero. "Profondamente

preoccupati da un esame del Fondo dei Progetti dell'Arco che indica che il flusso delle contribu-

zioni è deplorevolmente lento. Se le contribuzioni ai fondi non aumenteranno di molto, la meta del

Piano Triennale non sarà raggiunta, con conseguenze dannose per il progresso di questo vitale

progetto. Nel corso di questo anno finale del Piano sono necessari 40 milioni di dollari. E' essen-

ziale prendere ulteriori misure tramite una serie di incontri ben organizzati e con vasta partecipa-

zione di amici in Nord America e in Europa, condotti da un membro della Casa Universale di Giu-

stizia".

Allora, la prima domanda che penso potremmo porci è: perché questo progetto è così importante? È

perché il Progetto è del Centro Mondiale? È perché stiamo contribuendo per certi edifici e giardini

che diventeranno insegnanti silenziosi della Causa dato che vi è tanta gente che viene qui da turista?

E così via.
Sì, in parte è vero, ma non è tutto.

Dobbiamo renderci conto che questo progetto sul Monte Carmelo è collegato, come dire, con tutti e

quattro i luminari della nostra Fede, le nostre Figure Centrali: il Báb, Bahá'u'lláh e Abdu'l-Bahá,

come pure il nostro amato Custode. Bahá'u'lláh diede istruzioni che i resti del Báb fossero trasferiti

in Terra Santa e sepolti sul pendio del Monte Carmelo. Due anni prima di trapassare si recò sul

monte in persona da Akká e piantò la Sua tenda in un luogo che Shoghi Effendi usava descrivere

come 'La Testa del Monte Carmelo' e fu lì che Egli rivelò la "Tavola del Carmelo". In quella Tavo-

la, che Shoghi Effendi descrive come 'la Carta Magna delle Istituzioni da stabilire sul Monte Car-

melo', Egli fa riferimento alla 'Città di Dio'. Shoghi Effendi ha chiarito con certezza che questo rife-

rimento alla 'Città di Dio' era un riferimento al Mausoleo del Báb. Egli fece riferimento anche 'al-

l'Arca di Dio' e Shoghi Effendi spiegò che questa Arca di Dio era la sede amministrativa mondiale

della Fede Bahá'í. Così, un centro spirituale, 'La Città di Dio', e il centro amministrativo, 'L'Arca di

Dio', sarebbero stati stabiliti sul Monte Carmelo. E questo era il piano di Bahá'u'lláh.

Il significato quindi di questo Progetto è che affonda le radici nella Rivelazione Divina, e che le

guide della nostra Fede hanno lavorato assiduamente per anni, per decenni, per attuarlo.

Finché, nel 1995, arriviamo a questa crisi. E allo scopo di condividere con voi le dimensioni di que-

sta crisi, la Casa di Giustizia ha deciso di inviare uno dei suoi membri da voi. La Casa di Giustizia

si rende conto che non solo nel Regno Unito, ma in tutto il mondo sono stati fatti con sentimento

molti sacrifici, e di questi sacrifici la Casa di Giustizia è profondamente grata, ma la Casa di Giusti-

zia si rende conto anche che le risorse finanziarie del mondo bahá'í sono al momento distribuite con

la stessa diseguaglianza che esiste nell'economia e nella finanza del mondo.

Quando si dice che i Bahá'í del mondo stanno facendo del loro meglio ... Proprio prima della mia

partenza avevamo ricevuto un rapporto dalla Convenzione in Zaire, quel paese povero e afflitto, che

come sappiamo e abbiamo sentito dalla stampa sta subendo un ulteriore terrificante prova, un virus

che si diffonde nell'area. Dalla Convenzione dello Zaire - un paese con un sistema di comunicazioni

molto povero, collegamenti pessimi fra regione e regione, molti problemi finanziari, problemi poli-

tici - è arrivato il resoconto della Convenzione e ve ne leggo ora un breve paragrafo: "Durante la

Convenzione lo Zaire ha lanciato la sfida di contribuire una unità nel corso dell'ultimo anno del

Piano Triennale, visto che il messaggio di Ridvan fa riferimento ad una necessità di 40 milioni di

dollari." C'è stata una risposta immediata e commovente da parte di quasi il cento per cento dei par-

tecipanti che hanno risposto all'appello cantando e svuotando le tasche in una scatola predisposta

allo scopo. Il totale raccolto equivale a circa 125 dollari, più la toccante contribuzione di un orolo-

gio da uomo.

Posso assicurarvi, cari amici, che il resto del mondo fa il massimo per far fronte alla sfida. Sapete,

io la vedo così; posso sbagliare, ma me l'immagino così: c'è una barca, e tutti cerchiamo di spingere

avanti questa barca. C'è una quantità di gente che rema e fa del suo meglio, Dio solo sa... ma fra di

loro ci sono tre atleti, o quattro o cinque atleti che sono lì. La domanda è questa: stanno facendo il

massimo, loro? o fanno qualcosa che è relativo rispetto a quello che gli altri fanno?

Questa è la domanda che la Casa di Giustizia si pone, ed essa crede che questi atleti possono tirare

la barca da soli, ma siccome si tratta di partecipazione universale tutti remiamo tutti insieme.

E' naturale che gli amici pongano domande tipo: "Va bene, dovete portare avanti la visione di Bahá-

'u'lláh, di Abdu'l-Bahá o Shoghi Effendi ma perché proprio ora? - "Va bene, avete delle buone ra-

gioni per eseguire questi progetti, ma perché così vasti ed intensi, perché così costosi? Negli Anni

Settanta - come il mio buon fratello David Hofman che è seduto qui di fronte ricorda bene - queste

cose sono state prese in considerazione a quei tempi. Circa venticinque anni fa la Casa di Giustizia

comprese di essere di fronte a tre imperativi. Due traevano origine rispettivamente al di fuori della

comunità bahá'í, e nell'ambito del Centro Mondiale stesso, e il terzo - che troneggiava sui primi due

- veniva dai Testi e dalla visione della Causa, divenendo quindi il primo imperativo. La Casa di

Giustizia prese atto di avere ereditato circa 60 acri di terreno sul Monte Carmelo; e proprio nel cuo-

re di quel terreno di 60 acri c'era il Mausoleo in tutta la sua gloria. C'era quella simbolica, rudimen-

tale gradinata che ci aveva lasciato Shoghi Effendi; la terrazza sulla quale era stato costruito il Mau-

soleo era bella, elaborata ed estesa. Dietro, nulla. Davanti, solo quella lunga fila di gradini. Per pro-

teggere il prestigio della Fede, quel terreno non poteva essere lasciato troppo a lungo inutilizzato.

La gente chiedeva: "Quando darete sviluppo a questo terreno? Abbiamo sentito che Abdu'l Bahá ha

parlato di terrazze, qui. Dove sono?

Il secondo imperativo veniva dall'interno, quando la Casa di Giustizia decise, cioè si rese conto che

aveva bisogno sempre più di altro personale. Ricordo molto bene che a quei tempi - quando ciò ac-

cadeva, e si parlava di queste cose - avevamo circa dieci persone nello staff. Ora ne abbiamo oltre

600. Così, la Casa di Giustizia si rese conto che il lavoro della Fede cresceva molto rapidamente, e

non si poteva continuare con il limitato spazio della vecchia Casa dei Pellegrini.

Il terzo imperativo derivava dai Testi, e prevaleva sugli altri due. La Casa di Giustizia comprese che

Shoghi Effendi aveva, se così si può dire, legato le mani della Casa di Giustizia, in termini di tempi

di attuazione. Vi leggo questo testo, e sono certo che tutti lo conoscete, l'avete studiato e ne avete

discusso. Agli inizi degli Anni Cinquanta Shoghi Effendi inviò questo messaggio al mondo Bahá'í;

dopo aver fatto riferimento all'edificio degli Archivi disse: "La costruzione di questo edificio a sua

volta precorrerà la costruzione, nel corso di epoche successive dell'Età Formativa della Fede, di

altre strutture che serviranno da sede amministrativa di istituzioni divinamente predisposte" e

quindi egli indica quali sono queste istituzioni. "Gli edifici saranno posti sulla linea di un ampio

arco e seguiranno uno stile architettonico armonizzato, attorno al luogo di riposo della Più Grande

Foglia Santa, di suo fratello e della loro madre. Il completamento finale di questa stupefacente im-

presa segnerà il culmine dello sviluppo di un Ordine Amministrativo Mondiale divinamente rivela-

to, il cui inizio risale agli anni conclusivi dell'Età Eroica della Fede. Questo vasto e irresistibile

processo, che non ha eguali nella storia spirituale dell'umanità,- e che sarà contemporaneo a due

sviluppi non meno significativi: lo stabilirsi della Pace Minore e l'evoluzione delle istituzioni na-

zionali e locali bahá'í - raggiungerà il suo completamento finale nell'Età Aurea della Fede, quando

si leverà lo Stendardo della Più Grande Pace e nel globo si rivelerà appieno in potere e gloria il

centro focale degli enti che costituiscono l'Ordine Mondiale di Bahá'u'lláh.

Ora una serie di punti diventano evidenti, quando si considera questo passo dalle lettere di Shoghi

Effendi. Volevo elaborare le mie note ma, vista l'ora, per non trattenervi troppo, penso che mi limi-

terò a scorrerle. Riguardo a questo passo, dobbiamo stare molto attenti a non interpretare o presen-

tare male la dichiarazione di Shoghi Effendi. Abdu'l-Bahá ha detto in molteplici occasioni che la

Pace Minore sarebbe emersa in questo secolo, ed è chiaro che si riferiva al ventesimo secolo secon-

do il calendario gregoriano. Shoghi Effendi ha ulteriormente chiarito che questa comparsa della Pa-

ce Minore avrebbe dovuto essere consolidata, e che questo consolidamento sarebbe avvenuto nel

corso di epoche future dell'Età Formativa della Fede. Questo passo al quale mi riferisco è una lettera

ai Bahá'í dell'Oriente. Per cui alcuni di voi in Occidente potrebbero non aver visto questa, sull'emer-

sione della Pace Minore, come distinta dal consolidamento della Pace Minore.

Shoghi Effendi nel passo che ho letto fa un'altra predizione, e cioè che questi tre processi saranno

contemporanei: lo stabilirsi della Pace Minore, la costruzione degli edifici lungo l'Arco e l'evolu-

zione delle istituzioni locali e nazionali. Ora, la Pace Minore può apparire solo come il risultato di

convulsioni mondiali. Com'è strano e misterioso che tutte le principali imprese lungo la storia della

Fede abbiano sempre coinciso con difficoltà e problemi e crisi nel mondo esterno. Lasciatemi ora

trattare la domanda sul perché questo progetto è così vasto ed intensivo. Sapete che dalla cima fino

ai piedi dei monte si stende un chilometro di giardini, inframmezzati di scalinate e di alcuni edifici

ai lati e qui e là, per un'ampiezza di circa 250 metri, quando considerate le terrazze e la larghezza

necessaria per gli edifici dell'Arco. Dovete sapere che il pendio del monte - quelli di voi che ci sono

stati lo sanno - il pendio è fatto così: tutto quello che si trova ad oriente del Mausoleo è alto e tutto

quello che si trova di fronte e ad occidente è basso. In quel punto il Monte Carmelo è fatto così. Per

cui dovevamo scavare sul lato orientale, e magari trasportare altrove tutto il materiale scavato di ri-

sulta, pagare per tutto questo; e poi più tardi se dovevate costruire le terrazze bisognava comprare

altro materiale di riporto e metterlo lì. Per cui la Casa si è resa conto che sarebbe stato molto più e-

conomico se il materiale scavato da una parte poteva essere scaricato proprio su questo lato, e i due

progetti - la costruzione dell'Arco e le Terrazze - diventavano complementari, ed erano intrapresi

simultaneamente. Questi sono fatti che gli architetti possono confermare.

Perché così costoso? Va bene. Sapete, il costo della sede della Casa di Giustizia, che fu completata

nel 1982-83 e richiese dieci anni di costruzione, è stato per la Casa di Giustizia e per voi, la comuni-

tà mondiale bahá'í, 27 milioni di dollari. E' stato stimato che se la Sede non fosse stata costruita al-

lora, e se invece fosse costruita ora, insieme agli altri edifici, costerebbe al mondo bahá'í facendo un

contratto con un imprenditore esterno 80 milioni di dollari, a causa dell'inflazione e di tutti i pro-

blemi in Israele. La superficie degli edifici ora costruiti, che include gli edifici lungo l'Arco come

pure i pochi edifici che fanno parte delle Terrazze, è cinque volte la superficie della Sede della Casa

di Giustizia. Se prendete questa cifra stimata a 80 e la moltiplicate oggi come oggi per cinque, arri-

vate a 400 milioni di dollari. Cinque volte 80 fa 400. La stima che abbiamo oggi invece è di 250 mi-

lioni di dollari. Perché? Perché osserviamo l'economia più severa, credetemi. Abbiamo una condu-

zione molto, molto efficiente. Abbiamo molti volontari, Bahá'í che danno tutto il loro tempo e im-

pegno e la loro esperienza gratis. Ecco perché ci costa tanto meno, è meno costoso. Oggi costrui-

scono aerei per uso militare che costano molte volte di più di quello che spendiamo noi sul Monte

Carmelo. Per un aereo solo! e la durata prevista di quell'aereo è di circa 10 anni. E la Casa di Giu-

stizia costruisce queste opere sul Monte Carmelo a vostro nome, per un'intera Dispensazione e oltre.

Guardate l'Acropoli di Atene: si erge in piena gloria da almeno 2500 anni. Quello che si sta co-

struendo sul Monte Carmelo non è per 10 anni, non è per 100 anni, è per l'intera Dispensazione e

oltre. Questo è quello per il quale state contribuendo.

Prima di lasciare questo argomento, c'è un altro commento che talora sentiamo fare dagli amici. E i

bisogni tremendi dell'umanità? Cosa stiamo facendo noi, di quello che succede in questo continente,

in quel continente, dei problemi in Yugoslavia, in Somalia, in Ruanda, in tutto il mondo? Cosa fac-

ciamo con tutti questi terremoti? Non dovremmo contribuire in denaro per questi scopi? Certamen-

te! Questo è un degno sforzo umanitario! Va bene. Ci sono organizzazioni assistenziali speciali per

questo, ma chi farà il lavoro della Fede? Noi non vogliamo accettare denaro da nessuno, da governi

o fondazioni o qualsivoglia organizzazione di supporto nel mondo. Noi non accettiamo un centesi-

mo. Diciamo che questo è un dono dei Bahá'í al mondo. Ci sono tante organizzazioni nel mondo

che stanno facendo questo genere di cose. Noi costruiamo il nucleo dell'Ordine Mondiale di Bahá-

'u'lláh, stiamo costruendo Edifici e giardini per abbellire questi Edifici, con la Casa Universale di

Giustizia in testa, e le Istituzioni che Shoghi Effendi ha descritto come "l'ultimo rifugio di un'uma-

nità barcollante". Questo è quello al quale stiamo contribuendo; affinché questo nucleo possa opera-

re, affinché questo rifugio possa venire alla luce e levare il capo tra le nazioni.

C'è ancora un altro punto che va affrontato. Faccio un breve cenno e vorrei poi elaborarlo un po'.

Bahá'u'lláh nel Kitáb-i-Aqdas ci dice che "l'equilibrio del mondo è stato sconvolto .. e la vita ordi-

nata dell'umanità è stata rivoluzionata dall'azione di questo Sistema unico e meraviglioso (l'Ordine

Mondiale di Bahá'u'lláh), di cui occhio mortale non ha mai visto l'eguale." Bene, questo è quello

che la Casa di Giustizia sta facendo lassù: l'erezione, nel cuore e centro nervoso, di questo Ordine

Mondiale di Bahá'u'lláh, questo è ciò che essa sta facendo su quel monte. Per ogni pietra che viene

posata, per ogni centimetro di giardino che viene creato, oggi nel mondo si scatenano certe forze.

Dobbiamo crederci, dobbiamo accettarlo. Bahá'u'lláh dice che la comparsa del Suo Ordine Mondia-

le rivoluzionerà gli affari dell'umanità. Egli usa parole forti. Dice: "Il tempo della distruzione del

mondo e delle sue genti è giunto. E ancora: "S'avvicina il giorno in cui Noi abrogheremo il mondo e

tutto ciò che esso contiene e dispiegheremo un nuovo Ordine in sua vece .... E quando l'ora segnata

sarà giunta, apparirà improvvisamente ciò che farà tremare le membra dell'umanità. Allora, e solo

allora, sarà spiegato lo Stendardo Divino." Voi state tessendo ora quello Stendardo Divino. "Allo-

ra, e solo allora, sarà spiegato lo Stendardo Divino." Shoghi Effendi lo descrive in modo molto

drammatico, quando nelle sue lettere scrive che noi siamo testimoni dei dolori di morte di una so-

cietà in disfacimento e siamo testimoni anche dei dolori della nascita di questo nuovo Ordine Mon-

diale.

Nella qualità della contribuzione, fa differenza quando è presente un elemento di sacrificio?

Ve ne farò un breve accenno, poi darò uno sguardo veloce ai nostri Insegnamenti sugli argomenti

ricchezza e povertà. Farò anche riferimento all'atteggiamento di servizio accettabile agli occhi di

Bahá'u'lláh, e parlerò dello spirito del servizio bahá'í, e se è importante o è altrettanto importante

della forma di servizio.

Ora vi leggerò due passi da lettere di Shoghi Effendi sul tema del sacrificio. Parlando del Tempio di

Wilmette dice: "Questa campagna non può produrre il suo frutto migliore finché e a meno che la

comunità nella sua interezza non partecipi in questo impegno sacrificale di portata nazionale. Né

può questo impegno collettivo essere benedetto al massimo delle possibilità a meno che le contribu-

zioni fatte dai suoi membri non comportino atti di abnegazione, non solo da parte di chi ha pochi

mezzi, ma anche di chi è dotato di sostanziose risorse." Mi ricordo del Tempio di Wilmette. La si-

gnora May Maxwell disse che a Chicago c'era una cara Bahá'í che dava lezioni di pianoforte e met-

teva sempre da parte qualche spicciolo per il Tempo di Wilmette. Un giorno la signora Maxwell

chiese a questa cara signora: "Ha visto il Tempio ultimamente?". Lei disse: "No." "Perché?' Lei ri-

spose: "Non posso permettermelo. Costa 25 centesimi." La signora Maxwell raccontò: "La portai

con me per mostrarle il Tempio. Quando lo vide, la prima cosa che disse fu: "Oh! tesoro, tesoro!"

Questo è sacrificio. Shoghi Effendi di nuovo: "Tutti, non importa quanto modeste siano le loro ri-

sorse, devono partecipare." Ci sono in questa sala molti che parlano inglese e scrivono inglese me-

glio di me: c'è differenza fra "must, cioè "devono", e "should", "dovrebbero". Non dice "dovrebbero

partecipare", egli dice "devono partecipare", tutti, non importa quanto modeste siano le loro risor-

se, devono partecipare proporzionalmente" - sentite qua - "al sacrificio coinvolto. Da queste con-

tribuzioni individuali dipenderanno direttamente l'efficacia e l'influenza spirituale che le istituzioni

eserciteranno." C'è un fattore nuovo che si aggiunge a quel denaro che viene speso per creare que-

sto edificio o questo giardino; ed è la misura del sacrificio che accompagna quel denaro. Non sono

solo i soldi, sono i soldi più lo spirito col quale sono stati dati e se è con sacrificio, o senza sacrificio

... Questo è quello che egli ci dice. Abdu'l-Bahá quando era invitato a cena usava dire: "Questo cibo

è delizioso perché è stato preparato con amore."

Ora vorrei leggervi alcuni passi su ricchezza e povertà. Li conoscete tutti, ma non importa. Sulla

ricchezza. Bahá'u'lláh: "Avendo realizzato lo stadio dell'adempimento e raggiunto la maturità,

l'uomo ha bisogno della ricchezza. Sappi in verità che la ricchezza è una potente barriera tra il ri-

cercatore e il suo desiderio, l'amante e il suo benamato. Per Dio, nelle ricchezze terrene è nascosta

la paura e celato il pericolo." Da Abdu'l-Bahá: "Le ricchezze di questo mondo assomigliano a col-

line di sabbia che il vento sposta ogni giorno di luogo in luogo. Oggi vedete un po' di sabbia in un

luogo, il giorno dopo vedete che è svanita completamente e non ne è rimasta traccia. Il vento ha

soffiato la sabbia in un altro luogo lontano due miglia e ha formato un altro mucchio." In breve, le

ricchezze sono come mobili colline di sabbia. Vanno e vengono. Perciò per chi comprende non

hanno alcun significato.

Ora leggiamo alcuni passi di Bahá'u'lláh sui poveri. "Grande è la benedizione che attende il povero

che pazientemente sopporta e nasconde le sue sofferenze, e bene è per il ricco che dona le sue ric-

chezze ai bisognosi e li preferisce a se stesso. Voglia Dio che il povero possa esercitarsi e sforzarsi

di guadagnare i mezzi di sostentamento." Da Abdu'l-Bahá: "Se sei povero, Dio nella Sua generosità

ti arricchirà. Spendi quanto ti è stato donato. In verità Egli è potente su tutte le cose. Presto Dio

compenserà con la migliore ricompensa coloro che credono e abbandonano le loro sostanze sul

Suo sentiero ed Egli li farà entrare nel Suo santo ed eterno paradiso." Ora secondo la mia com-

prensione si può riassumere così; egli dice al povero: caro amico, sii paziente, cela la tua povertà

guadagnati da vivere, malgrado le tue modeste risorse dà sul sentiero di Dio.

Sui ricchi Bahá'u'lláh: "Beato colui che pur essendo ricco non è impedito dalle sue ricchezze dal

raggiungere il regno eterno, né viene da esse privato del dominio imperituro; per il Più Grande

Nome, lo splendore di tale ricco illuminerà gli abitanti del cielo come il sole illumina il popolo del-

la terra ... Non gioite delle cose che possedete; stasera son vostre, domani altri le possederanno.

Così vi ammonisce Colui Che tutto sa e di tutto è informato .... La gente del mondo, che ha ammas-

sato ricchezze e si è distolta dalla verità, sa forse a chi passeranno le sue ricchezze? Invero, per la

realtà di Bahá, nessuno lo sa. Dì! Esaltato Egli sia. "

Shoghi Effendi scriveva così agli amici degli Stati Uniti: "È imperativo quindi per il singolo cre-

dente, e particolarmente per chi è ricco, indipendente e ama le comodità, e per chi è ossessionato

dall'inseguire beni materiali, fermarsi e dedicare le sue risorse, il suo tempo, la sua stessa vita ad

una Causa di tale trascendenza che nessun occhio umano può minimamente percepirne la gloria.

Decidano all'istante e senza esitazioni di offrire la propria parte, ognuno a seconda delle sue con-

dizioni, sull'altare del sacrificio bahá'í, per tema che calamità impreviste non li derubino di una

porzione considerevole delle cose terrene che hanno ammassato."

Guardiamo questo passo di Abdu'l-Bahá: "Quando vengono accordate divine confermazioni, quan-

d'anche una persona dovesse ogni istante offrire un tesoro, pure i suoi possedimenti continueranno

ad aumentare." Shoghi Effendi, si direbbe facendo seguito a queste parole, disse: "Sii come una

fontana e non preoccuparti se verrà l'acqua." Egli dice, lo ripeto: "Quand'anche una persona do-

vesse ogni istante offrire un tesoro, pure i suoi possedimenti continueranno ad aumentare e la sua

ricchezza diventerà come un fiotto potente. Se la divina assistenza dovesse cadere, il mare si pro-

sciugherà e fiumi possenti diverranno un vano miraggio. Sappiate per certo che come risultato di

questa contribuzione i vostri raccolti, la vostra industria e il vostro commercio saranno più volte

benedetti; la ricompensa di chi fa una buona azione è dieci volte tanto. E più che certo che Dio On-

nipotente confermerà abbondantemente coloro che danno sul Suo sentiero."

Gli ultimi due punti che desidero trattare si riferiscono all'atteggiamento generale del servizio bahá-

'í. Ascoltate questo, queste poche parole di Shoghi Effendi scritte nel gennaio 1922, proprio due

mesi dopo che suo Nonno era trapassato: "Gennaio 1922. È giunto il momento che gli amici nel

mondo pensino non a come essi possono servire la Causa, ma a come la Causa andrebbe servita."

Questo passo è citato da Amatu'l-Bahá nel libro "The Priceless Pearl". Ora, qual è la differenza fra

queste due cose? La differenza potrebbe essere sottile, ma è una differenza fondamentale. Quando

diventate il centro di ogni cosa, allora date quello che potete, quello che potete permettervi di dare,

quello che pensate di dover dare. Ma quando il centro della vostra vita non siete voi, ma è la Causa

di Dio, allora pensate alle necessità della Causa, quali sono queste necessità e allora vi leverete in

suo aiuto.

Nel primo caso siete voi il centro; nel secondo, la Causa è il centro, quindi un'enorme differenza. E'

come , non so... ecco: tutti abbiamo dei genitori, e tutti li amiamo, vero? I genitori a loro volta ci

amano; ma pensate che il nostro affetto per i nostri genitori abbia la stessa intensità dell'affetto che i

genitori nutrono per noi? La madre in particolare... pensate che sia lo stesso sentimento? No, non è

uguale, l'affetto dei genitori è molto più grande, molto più intenso. La madre pensa al figlio ogni i-

stante - non una volta ogni due, tre settimane - sempre. Da come capisco io, amici, Shoghi Effendi

ci sta dicendo: "Questa è la neonata Fede di Dio, ha le sue necessità; va e vedi cosa dice, aiutala,

che sia mezzanotte o no, è un'emergenza, guarda di cosa ha bisogno il bambino, questa è la neona-

ta Fede di Dio, la promessa Fede di Dio."
Solo qualche parola su spirito e forma.

Sapete, in Israele ci sono persone molto intelligenti che fanno domande, vedono questi sviluppi sul

Monte Carmelo. Vi dirò alcune di queste loro domande:

- "Si paga per essere membri di questa religione?"

- "Ci sono tasse annuali da pagare?" Come se fosse il circolo del golf o qualcosa del

genere.
- "Avete l'equivalente dei rabbini?"

- "Avete una lista d'onore per annunciare i nomi dei maggiori donatori?"

A tutte queste domande noi diciamo: 'No", No", No'.

Allora loro dicono: "Ma allora, come fate? Come fate?'

Il sistema bahá'í è unico. Si lascia alla coscienza dell'individuo, si lascia all'amore dell'individuo.

Bahá'u'lláh vuole che siamo innamorati, non vuole solo dei credenti che hanno riconosciuto il Suo

stadio come Manifestazione di Dio per oggi. Egli dice: "Dopo il riconoscimento, dovete essere co-

stanti nel Mio amore. Allora se volete obbedire al Mio comandamento, obbedite per amor Mio, è

tutto amore."

Voglio raccontarvi una piccola storia. Ero presente ad Haifa quando questo è accaduto. C'era ad

Haifa un Bahá'í piuttosto ricco. Si ammalò. (Eravamo ai tempi di Shoghi Effendi). Si ammalò e

mandò a dire al Custode così: "Tutto quello che ho voglio darlo al Custode." Era in ospedale. Sho-

ghi Effendi mandò il proprio avvocato e lui trasferì tutte le sue proprietà a nome di Shoghi Effendi.

Va bene. La prova di Dio era lì. Dopo aver fatto questo egli guarì e uscì dall'ospedale. Tutto bene.

Ora, veniamo alle prove. Questo sciocco, questo sciocco - non dirò mai il suo nome, ma è un esem-

pio che voglio fare - mandò a dire al Custode: "Ora sto bene, per favore mi restituisca le mie pro-

prietà." Shoghi Effendi mandò il proprio avvocato, e gli ritrasferì tutte le sue proprietà. Passarono

pochi mesi ed egli si ammalò di nuovo. Disse: "Ora voglio darle indietro al Custode." Shoghi Ef-

fendi rispose: "No!". Disse: "No!". "Cosa farò? Non ho eredi" "Dalli in beneficenza. Va benissimo,

ci sono tante organizzazioni assistenziali in città." e perfino gliene nominò qualcuna.

Una volta abbiamo sentito da Ruhiyyih Khánum che un anno, quando Shoghi Effendi era assente

durante l'estate e suo padre, il Signor Maxwell, era ad Haifa, uno dei Bahá'í di un paese confinante

con Israele giunse ad Haifa. Era un uomo ricco. Il Mausoleo era in costruzione e c'era una grande

crisi finanziaria. Portò un considerevole somma di denaro, in contanti, e la passò al Signor Ma-

xwell. Il Signor Maxwell era felicissimo. Disse: "Appena torna Shoghi Effendi, gli consegnerò que-

sti fondi". Tutto bene. Shoghi Effendi ritornò. il Signor Maxwell gli riferì chi era venuto e così via.

Egli rispose: "Non accetto quei soldi." Disse: "Non sono contento di lui, non accetterò quei soldi.

Trova un modo di restituirgli il denaro."

Amici, se pensate a queste storie e vedete cosa dice il Kitáb-i-Aqdas: "Vita di tutte le azioni è il Mio

compiacimento e tutte le cose dipendono dalla Mia accettazione." "Ogni giorno ha un'esigenza, o-

gni età ha una virtù speciale ", questo è di Abdu'l-Bahá.

Amici, la Casa di Giustizia ora si rivolge al mondo bahá'í e dice "Queste sono le necessità oggi della

nostra Fede, della nostra amata Fede. Cosa faremo? Questa è la situazione. Nelle Spigolature leg-

giamo: "Laddove nei giorni passati ogni amante era cercato, e cercava il suo Benamato, oggi è il

Benamato Stesso che chiama i Suoi amanti", Naturalmente per 'Suoi' si intende di Bahá'u'lláh niente

a che fare con la Casa di Giustizia e gli amici. C'è una grande differenza, ma il principio è lo stesso.

Oggi, un'Istituzione che è stata descritta da Abdu'l-Bahá nelle sue "Volontà e Testamento" come "la

fonte di ogni bene" si rivolge ai Bahá'í del mondo e dice: "Questo è quello di cui abbiamo bisogno,

amici. Fatevi avanti!"

DOMANDA: "Un ricco come può avere la soddisfazione di sapere quando ha contribuito abbastan-

za?"

RISPOSTA: io, Nakhjavani, non sono ricco, non lo so. Ma so quando costa, e si capisce che quel

punto è stato raggiunto. Vi ho citato uno dei passi di Abdu'l-Bahá ... in cui dice: "È adeguato al sa-

crificio ciò che è prezioso", ciò che è inestimabile. Il povero che deve pagare ... gli fa male, ma lo

fa. Così, se un ricco dà solo in proporzione a quanto dà il suo vicino, non basta. E' lui quell'atleta

che deve remare, che può veramente remare e far andare avanti la barca da solo, se lo volesse. Io

non posso, non sta a me definire quanto; è una cosa che solo il cuore del credente può da sé deter-

minare fino a che punto spingersi.

DOMANDA: "Come può un povero dare ai Fondi se non ha i soldi per la sua sopravvivenza quoti-

diana?"

RISPOSTA: Questo lo capisco. Sapete, voglio raccontarvi una storia. Ai tempi di Abdu'l-Bahá c'era

un giovane ad Haifa che era povero. Aveva una lavoro, perse il suo lavoro. Andò da Abdu'l-Bahá e

gli disse - "Ho perso il lavoro. Non ho soldi. Per favore, preghi per me." Abdu'l-Bahá rispose: "Dà

sul sentiero di Dio." Egli tornò a casa e disse - "Abdu'l-Bahá mi ha detto di dare."( Egli usò la paro-

la - chi di voi è persiano comprende - "Enfagh") "Ha detto: Devi 'enfagh' sul sentiero di Dio. "Non

aveva soldi, aveva bisogno di quei pochi centesimi, i pochi centesimi che aveva, per potersi com-

prare da mangiare per i giorni che restavano. Aspettò una settimana. Andò di nuovo da Abdu'l-

Bahá. Abdu'l-Bahá disse: "Ti ho detto, devi fare 'enfagh' sul sentiero di Dio." Ritornato a casa si di-

ceva. 'Ma io non li ho!" Si guardò attorno nella sua piccola casa, vide alcuni oggetti decorativi, qua-

dri, comici e così via. "Ecco!" Il giorno dopo, raccolse le poche cose e andò in un negozio di roba

usata e li vendette, così ottenne i soldi e li sacrificò (enfagh) sul sentiero di Dio, come Abdu'l-Bahá

voleva da lui. Amici, ritornò a casa, trovò due uomini ad attenderlo alla porta: "Oh, dove sei stato?

Ti cercavamo. Questa mattina abbiamo pensato di darti un lavoro, e siamo venuti a cercarti." Egli

non aveva ancora dato quello che aveva incassato, ma aveva deciso, aveva fatto il sacrificio, si era

privato di qualcosa. Era attaccato a quelle cose, forse per voi e per me non significavano niente, per

lui significavano molto. Le aveva vendute. Aveva il denaro in mano, era felice, andava a realizzare

il desiderio di Abdu'l-

Bahá. La risposta era lì, la ricompensa era lì, aveva adempiuto la sua promessa.

Parole Celate P. n° 49
Il libro della Certezza, pag. 146

Bahá'u'lláh in Compilazione "Huququ'lláh", pag. 11

Tavole di Bahá'u'lláh, pag. 24
Il Kitáb i Aqdas, pag.33
Tavole di Bahá'u'lláh, pag. 126
Il Kitáb i Aqdas, Domanda nr. 101
Tavole di Bahá'u'lláh, pag. 142
Il Kitáb i Aqdas, pag.34
Il Kitáb i Aqdas, pag.64

Il Kitáb i Aqdas, il pagamento dello Zakát pag. 227

Il Kitáb i Aqdas, pag. 230
Tavole di Bahá'u'lláh, pag. 193
Il Kitáb i Aqdas, pag.54
Bahá'u'lláh, Epistola al figlio del lupo, pag. 39
Tavole di Bahá'u'lláh, pag. 33
Huquq'u'lláh, pag. 31, n° 47
Antologia di Abdu'l Bahá, pag. 97
Antologia di Abdu'l Bahá, pag. 79

Abdu'l Bahá agli amici orientali ed occidentali. Star of the West, vol. 6, no 17, pag. 139

Tavole del Piano divino, pag. 47
Antologia di Abdu'l Bahá, pag. 99

Abdu'l Bahá agli amici orientali ed occidentali. Star of the West, vol. 6, no 17, pag. 139

Antologia di Abdu'l Bahá, pag. 98
Antologia di Abdu'l Bahá, pag. 189
Antologia di Abdu'l Bahá, pag. 31
Antologia di Abdu'l Bahá, pag. 99
Antologia di Abdu'l Bahá, pag. 197
Antologia di Abdu'l Bahá, pag. 232
Shoghi Effendi, Chall. Req., pag. 9
Bahá'í administration pag. 42
L'Ordine Mondiale di Bahá'u'lláh, pag. 147
L'Ordine Mondiale di Bahá'u'lláh, pag. 6

Da una lettera del 12 marzo 1923, all'Assemblea Spirituale Nazionale degli Stati Uniti e Canada, Bahá'í Administra-

tion, pagg. 41-42).

Da una lettera del 6 maggio 1923, all'A.S.N. degli Stati Uniti e Canada, Bahá'í Administration, pag. 49).

Da una lettera del 25 marzo 1925, al Segretario della Assemblea Spirituale Nazionale l'India

Da una lettera del 16 gennaio 1925, all'ASN degli Stati Uniti e Canada - Bahá'í Administration, pagg. 76-77

Da una lettera scritta a suo nome, il 24 novembre 1925 a un singolo credente

Da una lettera scritta a nome di Shoghi Effendi ad un credente, 9 marzo 1932

Bahá'í administration pag. 101

Da una lettera del 26 novembre 1923 VA.S.N. degli Stati Uniti e Canada - Bahá'í administration, pag. 54

Istruzioni ai credenti Bahá'í, pag.62

Da una lettera del 10 gennaio 1926 all'A.S.N. degli Stati Uniti e Canada - Bahá'í Administration, Pag. 101

Da una lettera del 25 maggio 1926 all'A.S.N. dell'India

Messages to America, pag. 5

Da una lettera scritta a suo nome, il 7 settembre 1926, all'A.S.N. dell'India

Di pugno del Custode alla lettera scritta a suo nome, il 7 settembre 1926, all'A.S.N. dell'India

Da una lettera del 9 luglio 1926 all'A.S.N. dell'India

L'Ordine Mondiale di Bahá'u'lláh, pag. 9
L'Ordine Mondiale di Bahá'u'lláh, pag. 198

Da una lettera del 27 febbraio 1927 ai Bahá'í dell'oriente, Lifeblood of the Cause, pag 17

Da una lettera del 25 ottobre 1929 all'A.S.N. degli Stati Uniti e Canada - Bahá'í Administration, pagg. 181-184

Da una lettera del 4 gennaio 1929, all'A.S. N. degli Stati Uniti e Canada - Bahá'í News, n. 31, pag. 3

Da una lettera scritta a suo nome, il 28 maggio 1932 a un singolo credente - Bahá'í News n. 67, pag. 15

Poscritto di Pugno del Custode ad una lettera all'A.S.N. degli Stati Uniti e Canada, Bahá'í News, Aprile 1930, n. 40,

pag. 17

Da una lettera scritta a suo nome, il 14 aprile 1932 all'Assemblea Spirituale Locale di Kenosha, Wisconsin

Da una lettera scritta a suo nome, il 4 maggio 1932 a un singolo credente

Bahá'í administration pag. 147

Da una lettera scritta a suo nome, il 30 dicembre 1933, a un singolo credente

Da una lettera scritta a suo nome, il 14 aprile 1934, a un singolo credente

Da una lettera scritta a suo nome, il 14 novembre 1936, all'A.S.N. degli Stati Uniti e Canada - Bahá'í News, n. 105,

pag. 1

Da una lettera scritta a suo nome, il 29 luglio 1935, all'A.S.N. degli Stati Uniti e Canada Bahá'í News, n. 95, pag. 1

Da una lettera del 31 dicembre 1935 a un singolo credente

Da una lettera scritta a suo nome, il 17 luglio 1937, a un singolo credente

Da una lettera del 17 luglio 1937 scritta a nome di Shoghi Effendi all'ASN di India e Burma pubblicata nel Dawn of

New Day pag. 68

Poscritto di pugno del Custode a una lettera scritta a suo nome, il 29 luglio 1935, all'A.S.N. degli Stati Uniti e Canada

Da una lettera scritta a suo nome, il 17 luglio 1937, all'A.S.N, dell'India

Da una lettera scritta a suo nome, il 14 aprile 1934, a un singolo credente

Da una lettera scritta a suo nome il 3 febbraio 1941, a un singolo credente - Bahá'í News, n. 143, pag. 3

Da una lettera scritta a suo nome, il 4 maggio 1941, al Tesoriere dell'A.S.N. degli Stati Uniti e Canada - Bahá'í News,

n. 144, pagg. 2-3

Da una lettera del 26 ottobre 1941, al Tesoriere dell'A.S.N. degli Stati Uniti e Canada - Bahá'í News, n. 149, pag. 2

Citato in un documento del 17.11.92 del C.I.I. ai Consiglieri Continentali

Da una lettera scritta a suo nome, pubblicata in Bahá'í Procedure, edizione 1942, pagg. 8-9

Da una lettera scritta a suo nome, il 26 ottobre 1945, a un singolo credente

Istruzioni ai credenti bahá'í, pag.69

Da una lettera scritta a suo nome, l'8 maggio 1947, all'A.S.N. dell'India

Da una lettera scritta a suo nome, il 19 ottobre 1947; a un singolo credente

Da una lettera scritta a suo nome, il 18 agosto 1949, all'A.S.N. degli Stati Uniti

Da una lettera scritta a suo nome, il 23 giugno 1950, all'A.S.N. del Canada

Da una lettera scritta a suo nome, il 29 settembre 1951, a un singolo credente

Da una lettera il 19 settembre 1951, a un singolo credente

Da una lettera scritta a suo nome, il 5 luglio 1950, all'A.S.N. degli Stati Uniti - Bahá'í News, n. 256, pag. 2

Da una lettera scritta a suo nome, l'8 giugno 1952, all'A.S.N. del Canada

Da una lettera scritta a suo nome, il 30 giugno 1952, all'A.S.N. degli Stati Uniti

Da una lettera scritta a suo nome, datata 4 Ottobre 1956

Da una lettera scritta a suo nome, il 20 giugno 1954, all'A.S.N. degli Stati Uniti

Da una lettera scritta a suo nome, il 10 giugno 1956, a un singolo credente

Da una lettera all'A.S.N. dell'India, scritta a suo nome, il 21 giugno 1953

Da una lettera scritta a suo nome, il 15 dicembre 1956, allA.S.N. degli Stati Uniti

Da una lettera dell'8 agosto 1957, all'A.S.N. dell'Africa Centrale e Orientale

Da una lettera scritta a suo nome, l'8 agosto 1957 all'A.S.N. dell'Africa Centrale e Orientale

Lettera della Cosa Universale di Giustizia a tutte le Assemblee Spirituali Nazionali, 18 dicembre 1963

Dal Messaggio della Casa Universale di Giustizia ai Bahá'í Orientali ed Occidentali, 18 dicembre 1963

Casa Universale di Giustizia: Messaggio di Ridvan 121

Casa Universale di Giustizia: Messaggio di Ridvan 122

Casa Universale di Giustizia: Messaggio di Ridvan 123

Lettera della Casa Universale di Giustizia all'Assemblea Spirituale Nazionale dell'Ecuador, 27 novembre 1966

Casa Universale di Giustizia: Messaggio di Ridvan 123

Casa Universale di Giustizia: Messaggio di Ridvan 123

Casa Universale di Giustizia: Messaggio di Ridvan 123

Wellspring of Guidance pag. 19

Casa Universale di Giustizia: Messaggio di Ridvan 124

Da una lettera della Casa Universale di Giustizia a varie Assemblee Spirituali Nazionali, 9 febbraio 1967

Da una lettera della Casa Universale di Giustizia ad Assemblee Spirituali Nazionali selezionate, 9 febbraio 1967

Da una lettera della Casa Universale di Giustizia all'Assemblea Spirituale Nazionale degli Stati Uniti, 18 gennaio

1968
Casa Universale di Giustizia, dicembre 1970

Dalla lettera della Casa Universale di Giustizia a tutte le Assemblee Spirituali Nazionali, 29 dicembre 1970

La Casa Universale di Giustizia, a un credente, 8 giugno 1971

Da una lettera della Casa Universale di Giustizia ad una Assemblea Spirituale Nazionale, 29 gennaio 1971

Casa Universale di Giustizia: Messaggio di Ridvan 128

Messages from Universal House of Justice, 1968-1973, pag. 59-60

Casa Universale di Giustizia: Messaggio di Ridvan 130

La Casa Universale di Giustizia, a una Assemblea Spirituale Nazionale, 26 agosto 1973

La Casa Universale di Giustizia, all'Assemblea Spirituale Nazionale del Canada, 6 gennaio 1974

Lettera della Casa Universale di Giustizia ai Bahá'í del Mondo, Naw-Ruz 1974. Piano Quinquennale, p. 11

Dalla della lettera della Casa Universale di Giustizia a tutte le Assemblee Spirituali Nazionali che ricevevano assi-

stenza dal Fondo Internazionale Bahá'í, 13 aprile 1975

Dal Memorandum di commenti e suggerimenti della Casa Universale di Giustizia, opera citata

Da una lettera scritta a nome della Casa Universale di Giustizia all'Assemblea Spirituale Nazionale dell'India, 31 a-

gosto 1975

Da una lettera scritta a nome della Casa Universale di Giustizia ad un'Assemblea Spirituale Nazionale, 11 gennaio

1977. Compilazione The Need for Care in Handling Baháí Funds

Da una lettera scritta a nome della Casa Universale di Giustizia ad un'Assemblea Spirituale Nazionale, 30 novembre

1977

Da una lettera scritta a nome della Casa Universale di Giustizia ad un'Assemblea Spirituale Nazionale, 21 giugno

1979

Da una lettera scritta a nome della Casa Universale di Giustizia ad un'Assemblea Spirituale Nazionale, 30 dicembre

1979

La Casa Universale di Giustizia, da una lettera del 18 maggio 1980

Da una lettera scritta a nome della Casa Universale di Giustizia ad un'Assemblea Spirituale Nazionale 18 maggio

1980. Ibidem. Parzialmente nella Compilazione La linfa vitale, p. 11

La Casa Universale di Giustizia, da una lettera del 22 giugno 1980

La Casa Universale di Giustizia, da una lettera del 21 agosto 1980

Da una lettera scritta a nome della Casa Universale di Giustizia ad un'Assemblea Spirituale Nazionale 21 agosto

1980

La Casa Universale di Giustizia, da una lettera del 13 luglio 1981

La Casa Universale di Giustizia, da una lettera del 26 aprile 1982

Da una lettera scritta a nome della Casa Universale di Giustizia ad un'Assemblea Spirituale Nazionale, 5 settembre

1982

Da una lettera scritta a nome della Casa Universale di Giustizia all'Assemblea Spirituale Nazionale della Giamaica, 5

aprile 1982

Da una lettera scritta a nome della Caso Universale di Giustizia ad un'Assemblea Spirituale Nazionale e citata in una

lettera all'Assemblea Spirituale Nazionale della Malaysía, 26 maggio 1982

Da una lettera a nome della Casa Universale di Giustizia all'Assemblea Spirituale Nazionale di Panama, 6 marzo

1983

Dalla lettera scritta a nome della Casa universale di Giustizia all'Assemblea Spirituale Nazionale di Panama, 15 gen-

naio 1984

Dalla lettera scritta a nome della Casa universale di Giustizia all'Assemblea Spirituale Nazionale di Panama, 15 gen-

naio 1984

Da una lettera scritta a nome della Casa Universale di Giustizia all'Assemblea Spirituale Nazionale di Panama, 15

gennaio 1984

Da una lettera scritta a nome della Casa Universale di Giustizia all'Assemblea Spirituale Nazionale del Cile, 8 luglio

1984

Da una lettera scritta a nome della Casa Universale di Giustizia ad un'Assemblea Spirituale Nazionale 6 agosto 1984

La Casa Universale di Giustizia, da una lettera del 30 dicembre 1984

Casa Universale di Giustizia: Messaggio di Ridvan 138

Casa Universale di Giustizia: Messaggio di Ridvan 141

La Casa Universale di Giustizia, da una lettera del 19 marzo 1985

Da una lettera scritta a nome della Casa Universale di Giustizia ad un credente, 6 giugno 1985

Da una lettera della Casa Universale dì Giustizia a tutte le Assemblee Spirituali Nazionali, 7 agosto 1985

Da una lettera della Casa Universale dì Giustizia a tutte le Assemblee Spirituali Nazionali, 7 agosto 1985

Casa Universale di Giustizia: Messaggio di Ridvan 141

La Casa Universale di Giustizia, a tutte le ASN che ricevono assistenza dal Fondo Internazionale bahá'í

La Casa Universale di Giustizia, da una lettera del 7 agosto 1985 a tutte le ASN

La Casa Universale di Giustizia, da una lettera del 7 agosto 1985 a tutte le ASN

Dal memorandum di commenti e suggerimenti allegato alla lettera della Casa Universale di Giustizia, 7 agosto 1985

a tutte le Assemblee Spirituali Nazionali

Dal memorandum di commenti e suggerimenti allegato alla lettera della Casa Universale di Giustizia, 7 agosto 1985

a tutte le Assemblee Spirituali Nazionali

Dal memorandum di commenti e suggerimenti allegato alla lettera della Casa Universale di Giustizia, 7 agosto 1985

a tutte le Assemblee Spirituali Nazionali

Dal memorandum di commenti e suggerimenti allegato alla lettera della Casa Universale di Giustizia, 7 agosto 1985

a tutte le Assemblee Spirituali Nazionali

Da una lettera scritta a nome della Casa Universale di Giustizia ad un credente, 17 ottobre 1985

Casa Universale di Giustizia: Messaggio di Ridvan 144

Da una lettera scritta a nome della Casa Universale di Giustizia ad un'Assemblea Spirituale Nazionale, 12 febbraio

1987

Lettera al convegno del Corpo dei Consiglieri Continentali, 26 dicembre 1995

Casa Universale di Giustizia: Messaggio di Ridvan 153

Casa Universale di Giustizia: Messaggio di Ridvan 154

Da una lettera scritta a nome della Casa Universale di Giustizia all'Assemblea

Spirituale Nazionale di Francia, 12 febbraio 1987

Da una lettera ai seguaci di Bahá'u'lláh di tutti i paesi del 18 novembre 1991

Circolare della Casa Universale di Giustizia del 31 ottobre 1993

4 febbraio 1997, Ad alcune Assemblee Spirituali Nazionali

Da una lettera del 25 maggio 1999 a tutte le ASN

Da una lettera ai Membri del Consiglio Ausiliare in Europa del 12 giugno 1990

Da una lettera a tutte le ASN e Regionali in Europa del 25 settembre 1993

Note Bahá'í n°3, 1992, tratto da un discorso tenuto in India dal Consigliere Farzam Arbab

Tratto da "The american bahá'í", novembre 1995

Alí Nakhjavani, Da un discorso tenuto a Londra nel 1995

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