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Compilazioni : Il trono del tempio interiore
IL TRONO DEL TEMPIO INTERIORE
Una compilazione di Elias Zohoori

Selezione dagli Scritti Bahá'í sul corpo umano, salute e nutrizione, purezza e santità, scienza della medicina, malattie, guarigione fisica e spirituale

CASA EDITRICE BAHÁ'Í
1995
Copyright 1995 - Casa Editrice Bahá'í - Italia

Titolo originale: "The Throne of the Inner Temple"

la edizione 1995
CASA EDITRICE BAHÁ'Í

Sede legale: 00197 Roma - Via Stoppani, 10 - Tel. (06) 8079647

Deposito e amm.ne: 00040 Ariccia (Roma) - Via F. Turati, 9 - Tel. (06) 9334334

ISBN 88-7214-035-8
INDICE
Pag.
I ILCORPO UMANO 3
Il Trono del tempio interiore 5
Lode sia a Dio, il migliore dei Creatori . 5
Le membra del corpo umano 6

Cinque facoltà fisiche e cinque facoltà spirituali 6

Facoltà mentali 7
Il nervo simpatico 8
Operazioni chirurgiche 8
Vaccinazione 9
Trapianto di organi 9
Circoncisione 9
Sterilizzazione 10
Controllo delle nascite 10
Non specificato negli Scritti 10

Esplosione demografica e controllo delle nascite 11

Dio proteggerà i suoi figli 12
Aborto 13
Aborto e operazioni chirurgiche 13
Legatura delle tube 14
Dispositivi intrauterini 14
Non è ancora tempo 15

Marito e moglie devono decidere 16

Eutanasia 16
Pag.
Madri surrogate e inseminazione artificiale 17
Donazione di seme a ospedali 17
Vivisezione 18
Suicidio 18
Autodifesa 18
Morte 19
Sepoltura 20
Cremazione 20
Donazione del corpo per ricerche mediche 22
Processo della morte fisica 22
Reincarnazione 22
La reincarnazione non esiste 23
II LASALUTE 25
La salute, il dono sommo fra tutti i doni. 27
Dimentica l'io, non la salute 27
Scopo della salute 27
Auguratevi di aver salute per servire il Regno 28
Salute spirituale 28
Medicina spirituale 29

La salute spirituale conduce alla salute fisica 30

Mezzo per servire la Sua Causa 30
Semplice conoscenza non è salute 30
Sii sottomessa a Dio 31
Riposo e relax 31
Sonno 31
Sii felice 32
Prova di nobiltà 33
Angoscia, dolore, gelosia e collera. 33
L'anima è influenzata 33
Pag.
Esercizio fisico 33
Società salutista 34
Energia elettrica 34
Atmosfera chiara 34
Edifici alti – popolazioni immense 34
Voce soave e musica 35
III LA NUTRIZIONE 37
Nutritevi di cose buone. 39
Contentezza 39
Economia 40
Quando mangiare o bere 40
Digestione - masticazione. 40
Prima i liquidi 40
Colazione 40
Cibi contrari 41
Camminate un po' 41
Frutta e cereali 41
Carne 41
La caccia 43
Carne di maiale 43

Prendi un po' di miele – Yá Bahá'u'l-Abhá! 43

Digiuno 43
IV PUREZZA E SANTITÀ 45
Pulizia esterna 47
Bagno 48
Acqua pura 48
Mare di purezza. . 48
Abiti 49
Pag.
Acqua di rose - attar 49
Aspetto 49
Trucco del viso 49
Altre ordinanze 50
Oppio 50
Allucinogeni - una forma di intossicazione . . 50

Uso di marijuana, LSD e altri prodotti psichedelici 51

Peyote 52
Hashish 52
Fumare tabacco 52
Il fumo è dannoso per gradi. . 54
Sigarette, sigari e tabacco da fiuto 54
Non farne un problema 54
Fumare durante le riunioni 54
Alcol 55
Aromi per dolci ed estratti 56
Cibo aromatizzato con liquori 57
Alcol per rimedi casalinghi 57
Non servire alcol 57
Neppure nei dolci 57
Lavorare in bar o osterie 58
Abitudini 58
Una vita santa 59
Bacio indiscriminato 59
Una vista casta e santa 60
Impulsi sessuali 60
Problemi omosessuali - omosessualità 61
Masturbazione 62
V SCIENZA DELLA MEDICINA 65
Scienze che vi saranno di beneficio 67
Pag.

Medicina - la più importante di tutte le scienze 67

Nel Suo Sacro Nome 67
Amore di Dio e le scienze 68
Cercate di diventare altamente qualificati in
questa scienza 68
Uomini di cultura e conoscenza 68
Psichiatria 68
Psicologia 69
Ipnotismo 69
Autosuggestione ed ipnotismo 69
VI AI MEDICI 71
Sii unico nella tua professione 73
Questo è culto 73
Ogniqualvolta assisti un paziente 73
Prescrivere la medicina adatta 74
Egli è il Taumaturgo 74
Medico con due poteri 75
Non è da biasimare 75
Guarisci le malattie degli ignoranti 75
Combina i due servigi 76
L'abile medico 76
Il medico sapientissimo 77
Pratiche corrotte 77
I medici non dovrebbero lavorare durante i nove
giorni sacri bahá'í 77
VII LE MALATTIE 79
Mondo della materia - fonte di tristezza 81

I profeti di Dio non sono immuni dalla sofferenza 82

Peculiarità di questo mondo fisico 82
Pag.
L'anima indipendente dalle malattie corporee 82

Conseguenza delle proprie azioni 83

Malattia - squilibrio degli elementi costituenti 83

Preghiera e sforzo continuo 86
Cancro 87

Non è stato affermato che sia una malattia spirituale87

La pazzia è curabile con la preghiera. 87

Difficoltà di linguaggio 87

Malattie mentali 88
Trattamento con elettroshock 89
VIII GUARIGIONE 91
Due modi di guarire 93
La sola preghiera non basta 94

Guarigione spirituale e materiale sono essenziali e

complementari 94
La vera guarigione 95
Guarigione materiale
Cura con diete 95
Guarigione con cibi, frutta ecc. 96
Abbandonali ! 97
Consultate medici esperti 97
Anche se il paziente è un medico eminente 99
Per quanto critico e disperato 100
Non sottomettersi passivamente alla malattia 100
Guarigione spirituale

Quattro modi di curare e guarire senza medicine 101

L'arte della guarigione spirituale 103

Il potere del Più Grande Nome 105
Colmo dell'amore di Bahá 105
Pag.
Potere risanatore di Cristo 105
Scienza Cristiana 105
Il potere guaritore della preghiera 106
Le difficoltà vanno superate con la preghiera 106

Non esistono guaritori bahá'í o un tipo bahá'í di guarigione 107

Effetto maggiore 109
IX ALCUNE PREGHIERE BAHÁ'Í
PER LA GUARIGIONE 111
O Dio, mio Dio! Ti supplico 111
Il Tuo Nome è la mia cura 111
Lodato Tu sia, o Signore mio Dio 112
Gloria sia a Te, o Signore mio Dio! T'imploro 112

Gloria sia a Te, o Signore mio Dio! Ti supplico 113

X LUNGA PREGHIERA DELLA GUARIGIONE 115

Questa compilazione, risultato di oltre sei anni di ricerche negli Scritti Bahá’í, ha visto la luce grazie all'incoraggiamento di molti amici Bahá’í e di membri della mia famiglia, in particolare mio figlio, il dott. Namvar Zohoori. L'idea di raccogliere in un volume gli insegnamenti Bahá’í relativi al corpo umano, salute, nutrizione, purezza e santità, e guarigione, è stata rafforzata dagli affettuosi commenti fatti dal dott. David Ruhe nella lettera da lui inviatami il 7 giugno 1980 dopo aver scorso la prima bozza: "Il suo interesse per l'argomento e la sua organizzazione del materiale di cui dispone mostrano un'ammirevole ingegnosità e intenzione.... il suo libretto sarà utile a molti". Esprimo qui la mia gratitudine nei suoi confronti come pure verso il dott. Hidáyatu'lláh Ahmadíyyih che è stato per me ulteriore fonte di incoraggiamento.

Particolari ringraziamenti vanno alla Casa Editrice Bahá’í degli Stati Uniti e alle Assemblee Spirituali Nazionali dei Bahá'í del Regno Unito e dell'India per avermi dato il permesso di citare dalle loro pubblicazioni.

Infine vorrei ringraziare l'Assemblea Spirituale Nazionale dei Bahá’í della Giamaica per aver rivisto e approvato la pubblicazione di questa compilazione.

Elias Zohoori
IL CORPO UMANO

"Essendo questo il trono su cui si è assiso l'intimo tempio, Dio ha disposto che se ne prenda la massima cura, sì che non se ne abbia a provar nulla che possa Cagionare ripugnan-za".

Il Báb
I
IL CORPO UMANO
Il trono del tempio interiore

1. "Essendo la forma materiale il trono dell'intimo tempio, questo risente di tutto ciò che accade a quella. In realtà chi si rallegra nella gioia, o nel dolore si rattrista, è l'intimo tempio del corpo, non il corpo stesso. Essendo questo il trono su cui è assiso l'intimo tempio, Dio ha disposto che se ne prenda la massima cura, sì che non se ne abbia a provar nulla che possa cagionare ripugnanza. L'intimo tempio vede la propria forma materiale, che ne è il trono. Così portando rispetto a questa, è come se ne fosse oggetto quello; altrettanto dicasi il caso contrario.

“Pertanto è stato ordinato che alle salme sia reso il massimo onore e rispetto.”

(Il Báb, Antologia, p. 82)
Lode sia a Dio, il migliore dei Creatori

2. " ….l'embrione dell'uomo nel seno della madre cresce e si sviluppa gradualmente, assume differenti forme e condizioni, fino a quando raggiunge la maturità a un grado di perfetta bellezza, e appare in una forma perfetta e con grazia estrema... Ciò sta a significare che l'embrione passa attraverso stati e condizioni diverse, fino a raggiungere la forma in cui manifesta le parole

"Lode sia a Dio, il migliore dei Creatori".

(‘Abdu'l-Bahá, le lezioni di San Giovanni d’Acri, p 232-34)

Le membra del corpo umano

3. "È ovvio che le cose create sono tutte collegate le une alle altre da un legame completo e perfetto, come, per esempio, lo sono le membra del corpo umano. Osservate come tutte le membra e le parti componenti il corpo umano siano connesse l'una all'altra. In egual maniera i membri di questo universo sconfinato sono tutti legati l'uno con l'altro. Il piede e il passo per esempio, sono collegati con l'orecchio e con l'occhio; l'occhio deve guardare avanti prima di ogni passo. L'orecchio deve udire prima che l'occhio osservi attentamente. E qualunque membro del corpo umano difettoso è causa di un difetto nelle altre membra. Il cervello è collegato con il cuore e con lo stomaco, i polmoni con tutte le membra. Altrettanto dicasi per le altre membra del corpo.

"E ciascuna di queste membra ha una propria specifica funzione. La forza della mente - la si chiami preesistente o contingente - dirige e coordina tutte le membra del corpo umano, provvedendo a che ciascuna parte o membro svolga a dovere la propria specifica funzione. E ove vi sia un'interruzione nella facoltà della mente, tutte le membra cessando di svolgere le loro funzioni essenziali, il corpo e le funzioni delle sue membra si inceppano, e tutti i poteri dell'uomo vengono a mancare....

“Inoltre le creature, sebbene crescano e si sviluppino, sono tutte soggette a influenze dall'esterno. Per esempio, il sole emana calore, la pioggia nutre, il vento porta la vita, così che l'uomo possa svilupparsi e crescere. È perciò chiaro che il corpo umano è soggetto ad influenze esterne e che, senza quelle influenze, l'uomo non può crescere....

('Abdu'l-Bahá, Antologia, n 21, p. 53-4)

Cinque facoltà fisiche e cinque facoltà spirituali

4. "Esistono nell'uomo cinque facoltà esterne, funzionanti come agenti delle percezioni; esse consentono cioè all'uomo di

percepire le cose materiali. Tali facoltà sono: la vista, che permette di percepire forme visibili; l'udito, che percepisce i suoni intelligibili; l’olfatto, che percepisce gli odori; il gusto, che percepisce i sapori; il tatto, sparso in tutte le parti del corpo, che dà la percezione delle cose tangibili. Queste cinque facoltà percepiscono quindi le esistenze esteriori.

"L'uomo possiede anche facoltà intellettuali: l'immagi-nazione, che gli consente di percepire le cose; il pensiero, che riflette sulla realtà; la comprensione, che si assimila le stesse realtà; la memoria, che trattiene tutto ciò che l'uomo immagina, pensa e comprende. L'intermediario fra i poteri esteriori e quelli interiori è il senso che posseggono in comune, che agisce fra le facoltà esteriori ed interiori, e che trasmette alle facoltà interiori quanto viene percepito dai sensi esteriori ed è in comunicazione con gli uni e le altre. È la facoltà comune perché interviene fra i poteri esteriori ed interiori.

"Ad esempio, la vista è una delle facoltà esteriori; essa percepisce l'esistenza di questo fiore, e trasmette questa percezione alla facoltà comune - la quale trasmette questa percezione all'immaginazione, che a sua volta concepisce e forma un'immagine e la trasmette alla facoltà del pensiero; la facoltà del pensiero riflette e, avendo afferrato la realtà, la trasmette alla facoltà della comprensione; che dopo averla compresa, consegna l'immagine dell'oggetto percepito alla memoria, e la memoria la racchiude in sé.

"I sensi esterni sono cinque: la vista, l'udito, il gusto, l'olfatto e il tatto. Le facoltà interne sono cinque: la facoltà comune, l'immaginazione, il pensiero, la comprensione e la memoria."

('Abdu'1-Bahá, Le Lezioni di San Giovanni d'Acri, pp. 265-66)

Facoltà mentali

5. "In quanto alle facoltà mentali, in realtà, esse apparten-gono all'anima, così come l'irraggiamento luminoso è proprietà essenziale del sole. I raggi del sole si rinnovano, ma il sole rimane sempre lo stesso e non cambia. Notate come l'intelligenza umana si sviluppi o si indebolisca; essa può qualche volta mancare del tutto, mentre l'anima è immutabile. La manifestazione dell'intelligenza dipende dalla salute del corpo; una mente sana non può mantenersi che in un corpo sano, mentre l'anima non è condizionata dal corpo."

('Abdu'1-Bahá, Lettera al Prof. Forel, pp. 5 - 6)
Il nervo simpatico

6. "I poteri del nervo simpatico non sono né interamente fisici né spirituali, ma sono tra i due. Il nervo simpatico è collegato con ambedue. I suoi fenomeni sono perfetti quando le sue relazioni spirituali e fisiche sono normali.

"Quando il mondo materiale e quello divino sono ben correlati, quando i cuori diventano celestiali e le aspirazioni diventano pure e divine, ha luogo un collegamento perfetto. Allora questo potere produce una manifestazione perfetta. Malattie fisiche e spirituali allora sono totalmente guarite."

('Abdu'l-Bahá, Tablets, p. 309)

7. "Osserva il corpo umano, le membra, gli arti, l'occhio, l'orecchio, gli organi dell'olfatto, del gusto, le mani, le unghie. Nonostante le differenze fra tutte queste parti, ciascuna entro i limiti del proprio essere è parte di un insieme organico. Se una di loro non funziona deve essere risanata, e se non c'è rimedio efficace, la parte deve essere rimossa."

(‘Abdu'l-Bahá, Antologia, n 159, p. 182)
Operazioni chirurgiche

8. "Prego sempre per lei e supplico Dio di donarle il Suo rimedio Divino e la guarigione. Poiché in questa Dispensazione il consulto di medici esperti è altamente raccomandato, e agire

secondo le loro prescrizioni obbligatorio, è bene che lei si sotto-ponga ad un'operazione se i medici lo ritengono necessario."

('Abdu'l-Bahá)
Vaccinazione

9. "Riguardo alla Sua domanda sulla vaccinazione: queste sono questioni tecniche che non sono state specificatamente menzionate negli Insegnamenti, e di conseguenza il Custode non può fare alcuna dichiarazione su di esse. Non vi è dubbio che la scienza medica progredirà enormemente col passare del tempo e la cura delle malattie si perfezionerà."

(A nome del Custode, a un credente, 24 dicembre 1943, Lights of Guidance, p. 222)

Trapianto di organi

10."In risposta alla vostra del l° ottobre sul trapianto di organi e la possibilità che i Bahá’í donino parti del corpo, prima di tutto vi rinviamo alla nostra del 3 marzo 1967 nella quale vi cita-vamo un passo da una delle lettere del Custode sull'argomento.

"Siamo anche in grado di citarVi quanto segue da una lettera dell'amato Custode stilata dal suo segretario: 'Non vi è nulla negli Insegnamenti che possa proibire ad un Bahá’í di donare gli occhi a un'altra persona o a un ospedale; sembra invece un atto nobile'. Questo messaggio è tratto da una lettera del 6 settembre 1946.

"La Casa di Giustizia non desidera al momento andare oltre le spiegazioni contenute nelle dichiarazioni di cui sopra.

(Casa Universale di Giustizia all'Assemblea Spirituale Nazionale delle Isole Britanniche)

Circoncisione

11. "Anche riguardo alla pratica della circoncisione, gli Insegnamenti non portano alcun riferimento a questo argomento e quindi non è richiesta ai credenti".

(Shoghi Effendi, Dawn of a New Day, p. 86)
Sterilizzazione

12. "Quanto alla domanda sull'involontaria sterilizzazione di un paziente, sollevata dallo studente di medicina...., ci è stato chiesto di inviarvi la seguente dichiarazione fatta a nome dell'amato Custode dal suo segretario a un credente nell'agosto 1939:

'Per quanto riguarda la sterilizzazione di una persona mentalmente deficiente o inabile fisicamente, gli Insegnamenti non danno diretti riferimenti a questo argomento e quindi sta alla Casa Universale di Giustizia decidere e legiferare in materia'.

La Casa Universale di Giustizia non desidera legiferare per il momento su un problema così complesso e delicato.

(A nome della Casa Universale di Giustizia all'Assemblea Spirituale Nazionale di Giamaica,

16 settembre 1973)
Controllo delle nascite

13. "Lei ha chiesto se negli Insegnamenti vi sia nulla sul controllo delle nascite e la sessualità nel matrimonio. Shoghi Effendi dice che non vi è quasi nulla su quell'argomento negli scritti di Bahá'u'lláh e del Maestro, eccetto una costante enfasi della reciproca fedeltà. Sia Bahá'u'lláh sia il Báb sottolineano la necessità di figli nel matrimonio. Quest'ultimo, ad esempio, afferma che dare vita ai figli è il frutto fisico più alto dell'esistenza umana. Ma non dice se il numero dei figli debba essere limitato o meno. O, se dev'essere limitato, qual è il giusto metodo da usare."

(A nome del Custode, a un singolo credente, 3 febbraio 1932; citata in una Compilazione della Casa Universale di Giustizia)

Non specificato negli Scritti

14. "Quanto al problema del controllo delle nascite, né Bahá'u'lláh né 'Abdu'l-Bahá hanno rivelato alcunché di diretto o esplicito in materia. Ma gli Insegnamenti Bahá’í, studiati con cura, implicano che concetti correnti quali il controllo delle nascite, per quanto non necessariamente errati e immorali per principio, vanno tuttavia scartati in quanto costituiscono un vero pericolo contro le basi della vita sociale. Bahá'u'lláh infatti esplicitamente rivela nel Suo libro delle Leggi che il vero scopo del matrimonio è la procreazione dei figli che, una volta cresciuti, possano conoscere Dio e riconoscere e osservare i Suoi Comandamenti e Leggi rivelati tramite i Suoi Messaggeri. Il matrimonio quindi, secondo gli Insegnamenti Bahá’í, è prima di tutto un atto sociale e morale. Ha uno scopo che trascende gli immediati bisogni personali e gli interessi delle parti. Il controllo delle nascite, quindi, eccetto in certi casi eccezionali, non può quindi essere permesso."

(A nome del Custode, a un singolo credente, 14 ottobre 1935; ibid.)

Esplosione demografica e controllo delle nascite

15. "In una lettera scritta a nome del Custode a una persona egli ha ulteriormente sottolineato che ' lo scopo princi-pale e sacro ' del matrimonio è ' la perpetuazione della razza umana.. .e la sua elevazione al vero stadio destinatole da Dio.' In un'altra lettera scritta a suo nome si afferma:

'...lo scopo fondamentale del matrimonio è portare altre anime in questo mondo, per servire Dio e amarLo.'

Non abbiamo trovato nei testi alcun riferimento specifico al problema dell'esplosione demografica e della sua relazione con il controllo delle nascite. Questo argomento naturalmente è attualmente oggetto di preoccupazione e congetture da parte di molti. Uno studio dei nostri insegnamenti, tuttavia, indica che nel futuro non vi è dubbio che si registrerà un miglioramento generale dei livelli di vita e di salute, ma vi sarà pure il pieno sfruttamento di risorse, non utilizzate e ancora insospettate, del pianeta insieme al controllo e utilizzo delle sue fonti di nuovi materiali, con un grande aumento della produttività.

"Lei ha sollevato il punto relativo all'apparizione dell'anima umana. Ha ragione nelle sue deduzioni al riguardo, in quanto i nostri insegnamenti confermano chiaramente che l'anima dell'uomo incomincia ad esistere dal concepimento.

"Quanto al suo desiderio e quello di suo marito di evitare qualunque azione che possa evitare in modo permanente il concepimento dei figli, il solo testo che abbiamo finora trovato sull'argomento è in una lettera dell'amato Custode a un credente. La domanda ivi espressa era se fosse permesso, dopo aver avuto vari figli, che la moglie si sottoponesse a un'operazione chirurgica per prevenire ulteriori concepimenti. La sua risposta fu che questo atto è inaccettabile e indegno, e coloro che lo commettono ne sono responsabili davanti a Dio.

"Quando al Custode fu chiesto se il ricorso al controllo delle nascite è un peccato nel caso in cui il numero dei figli impedisce al padre di far fronte all'obbligo di educare i figli, egli ha affermato che è dovere dei Bahá’í mantenere la moderazione in tutte le cose e evitare metodi illegali."

(A nome della Casa Universale di Giustizia, a un credente, 31 luglio 1970; ibid.)

Dio proteggerà i suoi figli

16. "E infine abbiamo la seguente affermazione scritta a nome del Custode che speriamo getti maggior luce sull'argomento:

“ Riguardo alla sua domanda se dovete avere altri figli o no, il Custode ritiene che questa è una questione che riguarda lei e suo marito. Tuttavia, dobbiamo sempre tenere a mente che Dio proteggerà i Suoi figli, e che i bambini Bahá’í sono i futuri servitori dell'umanità che aiuteranno a far avanzare il mondo verso il glorioso Nuovo Ordine che Bahá'u'lláh ha predisposto in questo giorno dei giorni. Non dobbiamo guardare al futuro con paura, ma con cuori lieti e rassicurati.”

(ibid.)
Aborto

17. "La pratica dell'aborto unicamente allo scopo di liberarsi di figli non desiderati è, nella Fede, assolutamente proibita. Anche se vi possono essere certe circostanze nelle quali l'aborto potrebbe essere giustificato, per il momento, non desideriamo entrare in questa questione. Al momento attuale, quando tali domande vengono poste, lasciamo la decisione alla coscienza del medico."

(Casa Universale di Giustizia, all'Assemblea Nazionale delle Isole Britanniche, 9 giugno 1969; 'Bahá'í Journal of the British Isles' n. 215, febbraio 1973, p. 6)

18. "Per principio nella Causa è proibita la deliberata eliminazione di una vita umana, ma i Testi Sacri prevedono possibili eccezioni a questa regola e permettono alla Casa Universale di Giustizia di legiferare su di esse. Una di queste eccezioni è nel caso dell'aborto. È chiaro che è assolutamente proibito a una donna abortire solo perché lo vuole, ma vi sono circostanze in cui si può giustificarlo. Tuttavia al momento attuale non desideriamo legiferare se o in quali circostanze si può abortire, quindi l'intera materia è lasciata alla coscienza di coloro che ne sono protagonisti, che devono accuratamente soppesare il parere del sanitario sul caso alla luce della guida generale data dagli Insegnamenti."

(Casa Universale di Giustizia, all'Assemblea Spirituale Nazionale degli Stati Uniti, 5 febbraio 1975; Lights of Guidance, p. 255)

Aborto e operazioni chirurgiche

19. "Nella Causa aborto e operazioni chirurgiche allo sco-po di prevenire la nascita di figli indesiderati sono proibiti, a meno che le circostanze non li giustifichino su base medica, nel qual caso, la decisione, attualmente, è lasciata alla coscienza de-gli interessati che devono accuratamente soppesare il parere del sanitario alla luce della guida generale data dagli Insegnamenti. Oltre a ciò nulla è stato trovato negli Scritti riguardante metodi specifici o procedure da usare nella pianificazione familiare. Va tuttavia sottolineato che gli Insegnamenti affermano che l'anima compare al momento del concepimento, e che quindi sarebbe improprio usare un metodo il cui effetto equivarrebbe a provocare un aborto dopo che il concepimento ha avuto luogo."

(Casa Universale di Giustizia, a un credente, 23 maggio 1979; Lights of Guidance, p. 264)

20. "È chiaro che è inaccettabile sottoporsi ad un'operazione chirurgica solo per evitare figli indesiderati. Tuttavia, come nel caso dell'aborto, potrebbero esservi delle circostanze in cui tale operazione sarebbe giustificata. I credenti chiamati a prendere tale decisione devono essere guidati dai principi Bahá’í relativi, dal miglior parere professionale disponibile e dalla propria coscienza. Nel giungere a una decisione le parti devono anche prendere in considerazione la disponibilità, affidabilità e reversibilità di tutti i metodi di contraccezione."

(Casa Universale di Giustizia, a un credente, 25 ottobre 1971; Lights of Guidance, p. 264)

Legatura delle tube

21. "La Casa Universale di Giustizia ha ricevuto la sua lettera del 29 aprile che chiede della legatura delle tube e ha notato che lei conosce i principi generali Bahá’í sull'argomento. Tuttavia ci ha chiesto di dirle che in circostanze normali non è permesso sottoporsi a interventi chirurgici allo scopo di non avere altri figli se tale operazione comporta la sterilità permanente."

(Casa Universale di Giustizia, a un credente, 28 maggio 1978; Lights of Guidance, p. 263)

Dispositivi intrauterini

22. "Quanto all'uso di dispositivi intrauterini, sappiamo che esiste una divergenza di pareri professionali sulla loro funzione, cioè se prevengono il concepimento e se impediscono all'uovo fecondato di annidarsi nella parete dell'utero. Tuttavia il Custode ha affermato che la vita dell'individuo ha inizio nel momento del concepimento. Nell'uso di tali dispositivi, quindi, i Bahá’í dovranno farsi guidare dal miglior parere professionale disponibile e dalla propria coscienza. Comunque nel Kitáb-i-Aqdas non vi è nulla riguardo all'introduzione nel corpo di materiali estranei per prevenire le nascite."

(Casa Universale di Giustizia, a un credente, 31 dicembre 1973; Lights of Guidance, p. 264)

Non è ancora tempo

23. "Un altro credente dopo aver letto questa lettera ha chiesto all'amato Custode se tutti i metodi di controllo delle nascite a qualsiasi scopo fossero del tutto proibiti dagli Insegnamenti Bahá’í. Il segretario del Custode ha scritto a suo nome il 4 febbraio 1937 quanto segue:

'Il Custode ha.. esaminato con attenzione la sua domanda sul punto di vista Bahá’í sul controllo delle nascite.

'...non vi è alcun riferimento negli Scritti su questo argomento. Il massimo che si può dire è in riferimento a quanto Bahá'u'lláh ha rivelato riguardo alla natura, lo scopo e il carattere del matrimonio. Noi, in quanto Bahá’í, non siamo quindi in condizione né di condannare né di confermare la pratica del controllo delle nascite.

'Il controllo delle nascite, tuttavia, quando sia esercitato allo scopo di prevenire deliberatamente la procreazione di figli è contro lo spirito della Legge di Bahá'u'lláh, che definisce scopo primario del matrimonio l'educazione dei figli e crescerli spiritualmente nella Causa.

La Casa Universale di Giustizia dovrà prendere in considerazione questo problema e dare il proprio verdetto su di esso.'

"La Casa Universale di Giustizia ritiene che non è ancora il momento di legiferare in materia, e che queste istruzioni offrono agli amici guida sufficiente per il momento."

(Citato in un allegato a una lettera della Casa Universale di Giustizia a un credente 31 luglio 1970, Lights of Guidance, p. 263)

Marito e moglie devono decidere

24. "Negli Scritti Sacri non vi è nulla di specifico sugli argomenti del controllo delle nascite, aborto o sterilizzazione, ma Bahá'u'lláh ha affermato che lo scopo principale del matrimonio è la procreazione di figli, ed è a questo scopo primario che l'amato Custode allude in molte delle sue lettere citate nella Compilazione. Ciò non implica che una coppia sia obbligata ad avere quanti figli può; il segretario del Custode ha chiaramente affermato a suo nome, in risposta a una domanda, che sta a marito e moglie decidere quanti figli vogliono avere. La decisione di non aver affatto figli vizierebbe lo scopo primario del matrimonio a meno che, naturalmente, non vi siano ragioni mediche a rendere necessaria tale decisione.

"Lei e suo marito quindi non dovete sentirvi obbligati ad allargare la vostra già numerosa famiglia. È una questione lasciata interamente alla vostra decisione, e vi sono molti metodi per prevenire il concepimento, inclusi l'autodisciplina e il controllo, ai quali potete far ricorso. La sterilizzazione invece ha un'azione ben più radicale di qualunque altro metodo, con implicazioni e risultati che vanno oltre quelli necessari allo scopo immediato di limitare le dimensioni della famiglia, e non è permessa nella legge Bahá’í eccetto in casi rari in cui è resa necessaria da ragioni mediche."

(Casa Universale di Giustizia, a un credente, 28 gennaio 1977; Lights of Guidance, p. 263)

Eutanasia

25. "Abbiamo ricevuto la vostra lettera del 18 marzo 1974 nella quale chiedete il punto di vista Bahá’í sull'eutanasia e sulla sospensione di aiuti vitali in casi clinici in cui interventi fisiologici prolungano la vita in malattie debilitanti. In generale i nostri insegnamenti indicano che Dio, Che dà la vita, può essere il solo a disporre di essa come meglio crede, e non abbiamo trovato nei Testi Sacri nulla su questa specifica materia, ma in una lettera a un credente sull'eutanasia legalizzata, scritta a nome del Custode dal suo segretario, si afferma:

'...anche questa è una materia sulla quale la Casa Universale di Giustizia dovrà legiferare.'

Fino al momento in cui la Casa Universale di Giustizia prenderà in considerazione la legislazione sull'eutanasia, decisioni in questioni quali vengono da voi riferite devono essere lasciate alla coscienza dei responsabili."

(Casa Universale di Giustizia all'Assemblea Spirituale Nazionale d'Alaska, 17 maggio 1974; Lights of Guidance, p. 522)

26. "Quanto al punto di vista Bahá’í sulla rimozione o il mantenimento dei supporti vitali in casi clinici in cui l'intervento prolunga la vita in malattie debilitanti, non si è trovato nulla di specifico in materia. In tali casi la decisione deve essere lasciata ai responsabili, incluso il paziente."

(A nome della Casa Universale di Giustizia, a un credente, 31 maggio 1979, Lights of

Guidance, p. 522)
Madri surrogate e inseminazione artificiale

27. "Il diletto Custode, in una lettera scritta a suo nome a una credente che faceva domande sullo stesso argomento (madri surrogate e inseminazione artificiale), disse "... nei nostri Insegnamenti non vi è nulla su questo argomento, quindi non vi sono obiezioni all'avere un bambino tramite inseminazione artificiale, purché suo marito ne sia il padre.

"L'inseminazione artificiale, quindi, è permessa ad una moglie Bahá'í purché il donatore sia il marito."

(A nome della Casa Universale di Giustizia all'Assemblea Spirituale Nazionale dell'Australia, 25 maggio 1979, Lights of Guidance, p. 523)

Donazione di seme a ospedali

28. "Alla luce di questa (precedente lettera), la Casa Universale di Giustizia ha stabilito che non è appropriato per un

Bahá’í donare il seme a un ospedale per l'inseminazione artificiale di una donna che non sia sua moglie."

(A nome della Casa Universale di Giustizia, all'Assemblea Spirituale Nazionale d'Australia, 25 maggio 1979, Lights of Guidance, p. 523)

Vivisezione

29. "Per quanto riguarda la domanda fatta dall'Assemblea di Auckland sulla vivisezione, negli insegnamenti Bahá’í non vi è nulla su questo argomento. In futuro la Casa Universale dì Giustizia s'occuperà senz'altro di tali questioni."

(Letters fron the Guardian to Australia and New Zeland, 1923-1957, p. 130)

Suicidio

30. "Non dovete farvi del male o commettere suicidio.. chi a un certo punto si trova in momenti difficili e confusi, deve dirsi, 'Presto tutto questo passerà' e così si calmerà e tranquillizzerà. In tutte le mie difficoltà e calamità usavo dire a me stesso 'passerà' e poi diventavo più paziente. Chi non può pazientare e sopportare, e desidera divenire martire, si levi a servire la Causa di Dio. Sarà meglio per lui se giunge al martirio su questa via. Levatevi al servizio della Causa di Dio come si levarono gli Apostoli dopo la dipartita di Cristo."

('Abdu'l-Bahá, Star of the West, vol, XII, n. 18, p.280)

31. "Quanto alla rubrica 'In Memoriam' del Notiziario Bahá’í anche se il suicidio è condannato dagli Insegnamenti in modo così deciso, ciò non significa che una persona abbia cessato di essere Bahá’í perché si è uccisa; quindi deve essere menzionata in questa rubrica, come ogni altro credente."

(Shoghi Effendi, Principles of Bahá’í Administration, p. 14)

Autodifesa

32. "Dai testi a vostra disposizione è chiaro che Bahá'u'lláh ha affermato che è preferibile essere uccisi sulla via del beneplacito di Dio piuttosto che uccidere, e che attacchi religiosi organizzati contro i Bahá’í non devono mai trasformarsi in uno scontro armato, in quanto ciò è stato rigorosamente proibito nei nostri Scritti...

"Naturalmente i principi di cui sopra si applicano anche ai casi in cui un Bahá'í si trovi coinvolto in una situazione di disordine civile. Abbiamo tuttavia ammonito l'Assemblea Spirituale Nazionale degli Stati Uniti che, viste le attuali circostanze nel paese, è preferibile che i Bahá’í non acquistino o posseggano armi per la protezione propria o delle loro famiglie."

"Casa Universale di Giustizia all'Assemblea Spirituale Nazionale del Canada, 26 maggio 1969; Messages from the Universal House of Justice, 1968-1973, p. 26)

33. "La vostra lettera del 2 marzo 1972 chiede se...una coppia di pionieri che vive in una zona solitaria, senza protezione della polizia può possedere un'arma per difendersi in quanto dei ladri sono penetrati un paio di volte in casa loro e li hanno derubati.

"Una Tavola di 'Abdu'l-Bahá finora non tradotta, sottolinea che nel caso di attacco da parte di rapinatori e banditi, un Bahá’í non deve arrendersi ma cercare, circostanze permettendo, di difendersi e poi fare un esposto alle autorità governative. Una dichiarazione in una lettera scritta a nome del Custode indica che in un'emergenza in cui non vi siano a disposizione forze legali cui rivolgersi, un Bahá’í è giustificato se difende la propria vita. Anche se abbiamo ammonito alcune Assemblee Nazionali dì paesi con crescenti disordini civili che è preferibile che i Bahá’í non comprino o possiedano armi per la protezione propria e dei loro familiari, riteniamo che nelle circostanze descritte nella vostra lettera, la famiglia di pionieri può tenere un'arma in casa, purché la legge lo permetta."

(Casa Universale di Giustizia, all'Assemblea Spirituale Nazionale dell'Honduras, 20 marzo 1972; Lights of Guidance, p. 422)

Morte

34. "O Figlio dell'Essere Supremo! Ho fatto della morte un messaggero di gioia per te. Perché ti duoli? Creai la luce perché diffondesse su di te il suo splendore. Perché te ne schermisci?"

(Bahá'u'lláh, Le Parole Celate, n. 32 dall'arabo)

35. "O Compagno del Mio Trono!...Vivi dunque i giorni della tua vita , che sono meno di un fugace istante, con mente immacolata, cuore incontaminato, pensieri puri e natura santificata, cosicché, libero e felice tu possa deporre questa spoglia mortale, rifugiarti nel mistico paradiso e dimorare per sempre nel regno eterno."

(Bahá'u'lláh, Le Parole Celate, n. 44 dal persiano)

Sepoltura

36. "Secondo gli insegnamenti Bahá’í appare chiaro che il corpo non deve essere imbalsamato. La sepoltura deve aver luogo ad un'ora di viaggio dal luogo del decesso. La preparazione del corpo per la sepoltura consta in un accurato lavaggio e nel porlo in un sudario di tessuto bianco, preferibilmente seta. Non vi è nulla negli insegnamenti sulla possibilità di lasciare il corpo a Istituti Scientifici per la ricerca, per cui ciascuno può fare come desidera, fino al momento in cui la Casa Universale di Giustizia, se lo desidera, legifererà al riguardo. La pratica in oriente è di seppellire entro ventiquattr’ore dal decesso; talora anche prima; ma non esistono negli insegnamenti prescrizioni sul limite di tempo."

(A nome del Custode, a un singolo credente, 2 aprile 1955; National Bahá’í Rewiew, Aprile 1974, p. 3)

Cremazione

37. "Egli ritiene che, visto quanto 'Abdu'l-Bahá ha detto contro la cremazione, i credenti devono essere fermamente sollecitati, come atto di fede, a prendere provvedimenti per evitare che i loro resti vengano cremati. Bahá'u'lláh ha stabilito con una legge dell'Aqdas le modalità dei funerali Bahá’í: sono così belli, adeguati e dignitosi che nessun credente deve privarsene."

(A nome di Shoghi Effendi, all'Assemblea Spirituale Nazionale degli Stati Uniti e Canada, 7 luglio 1947; Bahá'í News, n. 198, agosto 1947, p.3)

38. "Riguardo alla Sua domanda sulla questione della cremazione, la legge Bahá’í richiede la sepoltura. Le istruzioni di Bahá’u’lláh contenute nel Suo più Santo Libro chiariscono questa legge. Shoghi Effendi, in una lettera scritta a suo nome a un credente nel 1955, commenta che anche 'Abdu'l-Bahá 'ha spiegato che la sepoltura è naturale e va seguita.' La spiegazione del Maestro cui si riferisce Shoghi Effendi si trova nelle Tavole da Lui rivelate. Una di queste fu pubblicata in Star of the West, Vol. XI, n.19, p. 317, e da essa citiamo quanto segue:

'La tua lettera è arrivata. Per mancanza di tempo, scrivo brevemente la risposta: Il corpo dell'uomo, che si è formato gradualmente, deve allo stesso modo decomporsi gradualmente. Ciò si accorda con l'ordine reale e naturale e con la legge Divina. Se fosse stato meglio ch'esso, dopo la morte, fosse bruciato, durante la creazione sarebbe stato preordinato che si incendiasse automaticamente dopo la morte, consumandosi e trasformandosi in cenere. Ma l'ordine divino formulato dal decreto celestiale è che il corpo dopo la morte sia trasformato da uno stadio a un altro diverso dal precedente, così che a seconda delle relazioni esistenti al mondo, gradualmente si combini e si mescoli con altri elementi, passando così attraverso vari stadi fino al regno vegetale , trasformandosi in piante e fiori, sviluppandosi in alberi del più alto paradiso, divenendo olezzante e smagliante di colori. La cremazione lo sopprime velocemente impedendogli queste varie trasformazioni, gli elementi si decompongono con tanta rapidità che la trasformazione in questi vari stadi viene impedita.

Quando ci rendiamo conto che il nostro corpo è composto di elementi posti nella terra dal loro Creatore, e che attraverso l'ordinato processo della Sua legge sono costantemente usati per la formazione di esseri, possiamo meglio comprendere la necessità che i nostri corpi fisici siano soggetti al processo

graduale della decomposizione. Siccome al momento della morte l'essenza reale ed eterna dell'uomo, la sua anima, abbandona la veste fisica per librarsi nei regni di Dio, possiamo paragonare il corpo a un veicolo usato per il viaggio nella vita terrena e non più necessario, una volta che la destinazione sia stata raggiunta."

(Casa Universale di Giustizia, a un credente, 6 giugno 1971; Lights of Guidance, pp. 156-57)

Donazione del corpo per ricerche mediche

39. "Non vi è nulla negli Insegnamenti contro la pratica di lasciare il proprio corpo alla scienza medica. La sola cosa da chiarire è che non vogliamo essere cremati, in quanto ciò è contrario alle Leggi Bahá’í.

Poiché molti danno disposizioni per lasciare il corpo alla scienza medica per scopi di ricerca, egli suggerisce che lei si informi, se può farlo, tramite un amico avvocato o un ospedale dando poi le necessarie istruzioni nel suo testamento, stabilendo che vuole che, dopo la morte, il suo corpo serva all'umanità e che, essendo Bahá’í, chiede che i suoi resti non vengano cremati né trasportati per oltre un'ora di distanza dal luogo del decesso.

Lo spirito non ha più legami con il corpo dopo la dipartita, ma poiché il corpo fu un giorno il tempio dello spirito, a noi Bahá’í si insegna che deve essere trattato con rispetto."

(Directives from the Guardian, p.46)
Processo della morte fisica

40. "Riguardo alla questione di quanto tempo occorra perché lo spirito si distacchi completamente dal corpo, non esiste alcun riferimento al riguardo negli Scritti."

(A nome del Custode, a un credente, 19 maggio 1938; Lights of Guidance, p.413)

Reincarnazione

41. "Nessuna rivelazione Divina ha mai insegnato la reincarnazione; è un concetto creato dall'uomo. L'anima dell'uomo viene all'esistenza con il concepimento."

(A nome del Custode, a un singolo credente, 1° aprile 1946; Lights of Guidance, p. 413)

42. "L'evoluzione nella vita dell'individuo ha inizio con la formazione dell'embrione umano, attraversa vari stadi e continua anche dopo la morte in altre forme. Lo spirito umano è capace dì sviluppo infinito.

L'identità dell'uomo, o meglio la sua individualità, non va perduta mai. La sua realtà come persona rimane intatta nei vari stadi dello sviluppo. Non preesiste in alcuna forma prima di venire al mondo."

(A nome del Custode, a un singolo credente, 26 novembre 1939; Lights of Guidance, p. 413)

La reincarnazione non esiste

43. "Sappiamo dai Suoi Insegnamenti che la Reincarnazione non esiste. Veniamo su questo pianeta una volta soltanto. La nostra vita qui è come il feto nel grembo della madre, che in quello stadio sviluppa ciò che è necessario per l'intera vita successiva alla nascita. La stessa cosa accade a noi. Noi dobbiamo sviluppare qui spiritualmente ciò che ci servirà per la vita dopo la morte. In quella vita futura, Dio, mediante la Sua misericordia, potrà aiutarci a sviluppare qualità da noi trascurate mentre ci trovavamo sul piano terreno. Non è necessario ritornare qui e rinascere in un altro corpo per progredire spiritualmente e avvicinarsi ulteriormente a Dio.

Questo è l'insegnamento Bahá’í ed è quanto i seguaci dì Bahá’u’lláh devono accettare, incuranti delle esperienze che altri reputano di avere. Ella sicuramente sa che la psicologia moderna ha insegnato che la mente ha una capacità quasi infinita di credere in quello che s'immagina. Gli uomini pensano di avere un certo tipo di esperienza, di ricordare cose di una vita precedente, ma ciò non significa che essi abbiano realmente avuto quelle esperienze o che siano esistiti in precedenza. La forza della loro mente basta già a convincerli fermamente che tale cosa sia realmente accaduta.

(Spiritismo Reincarnazione Fenomeni Medianici, n. 34, pp 20-21)

LA SALUTE

“La benedizione di una buona salute è il più grande di tutti i doni”.

'Abdu'l-Bahá
II
LA SALUTE
La salute, il dono sommo fra tutti i doni

44. "Sebbene la salute malferma sia una delle inevitabili condizioni dell'uomo, pure è veramente difficile sopportarla. La grazia della buona salute è il sommo fra tutti i doni."

('Abdu'l-Bahá, Antologia, n. 132, p. 147)
Dimentica l'io, non la salute

45. "Quanto al fatto che l'uomo deve interamente dimenticare se stesso, con ciò si vuol dire ch'egli deve innalzarsi nel mistero del sacrificio e cioè devono sparire i sentimenti mortali ed estinguersi le morali disdicevoli che costituiscono le tenebre temporali, e non che la salute fisica vada cambiata in debolezza e debilitazione."

('Abdu'l-Bahá, Star of the West, vol. VIII, n. 18, p.231)

Scopo della salute

46. "Badare alla propria salute può avere due scopi. L'uomo può aver cura del proprio corpo allo scopo di soddisfare i desideri personali. Oppure può badare alla salute con l'intenzione di servire l'umanità e di vivere abbastanza a lungo per svolgere i propri doveri nei confronti dell'umanità. Il secondo scopo è il più lodevole.

"Vi è un legame tra le cose materiali e cose spirituali. Quanto più sano è il corpo tanto maggiore sarà il potere dello spirito dell'uomo: aumenteranno il potere dell'intelletto, della memoria e della riflessione."

(ibid., p. 230)
Auguratevi di aver salute per servire il Regno

47. "Se la salute e il benessere del corpo vengono spesi sul sentiero del Regno, ciò è accettabile e degno di lode; e se vengono spesi a beneficio del mondo umano in genere - fosse anche per il proprio vantaggio materiale e come un mezzo di fare del bene - anche questo è accettabile. Ma se la salute e il benessere di un uomo vengono spesi in desideri sensuali, in una vita sul piano animale, e per scopi diabolici - allora la malattia è meglio di questa salute, anzi, la morte stessa è preferibile a una vita così. Se desideri la salute, auguratela per servire il Regno. Spero tu possa avere una perfetta visione interiore, una risoluzione inflessibile, una completa salute e forza spirituale e fisica cosicché tu possa bere alla fonte della vita eterna ed essere assistito dallo spirito della confermazione divina."

('Abdu'l-Bahá, Bahá'í World Faith, p. 376)
Salute spirituale

48. "Quando parlo di salute, mi riferisco alla salute spirituale. La salute del corpo non è durevole. Per quanto si cerchi di preservarla con la massima cura, prima o poi inevitabilmente ci si ammalerà - il corpo a pezzi. Ma la salute spirituale non svanisce; si raggiunge quando lo spirito dell'uomo si libera dalle condizioni di questo buio mondo e si avviluppa e permea di qualità divine."

('Abdu'l-Bahá, Star of the West)

49. "La salute fisica non ha importanza. L'importanza sta nella salute spirituale, che ha un effetto duraturo ed estasia. Più pensate al corpo, peggio diventa. Quindi, è meglio non prestargli troppa attenzione..."

('Abdu'l-Bahá, Star of the West, Vol. XIX, p. 256)

50. "La mia salute spirituale è sempre perfetta. Godo di una eterna salute dello spirito. Spero che tutta la gente del mondo ottenga questo dono celestiale. Prega affinché la salute spirituale dell'umanità possa migliorare giorno per giorno, perché vi sono molti medici che si occupano delle malattie fisiche della gente, ma vi sono pochissimi medici divini. È a questo proposito che Cristo disse: 'Non temete le persone che controllano il vostro corpo, ma temete coloro che possono controllare il vostro spirito.' Lasciate che lo spirito sia libero così che possa volare verso le altezze della santità. Lasciate che il vostro spirito spieghi le bianche ali del progresso. Spesso la malattia avvicina l'uomo al suo Creatore, vuotandogli il cuore dei desideri mondani finché diventa tenero e comprensivo verso tutti i sofferenti e compassionevole verso tutte le creature. Anche se le malattie fisiche fanno soffrire l'uomo temporaneamente, pure non toccano il suo spirito. Piuttosto contribuiscono allo scopo divino: cioè si instaurano nel suo cuore sensibilità spirituali."

('Abdu'l-Bahá, ibid., Vol. VIII, n, 18, pp. 230-31)

51. "E se cerchi il rimedio divino che curerà lo spirito dell'uomo da tutte le malattie e gli farà ottenere la salute del Regno Divino, sappi ch'esso sta nei precetti e negl'insegnamenti di Dio. Abbine la massima cura.

('Abdu'l-Bahá, Tablets of 'Abdu'l-Bahá, p. 654)
Medicina spirituale

52. "Spero che come hai ricevuto la salute fisica, riceverai la salute spirituale. Come il corpo sarà curato dalle malattie fisiche, allo stesso modo lo spirito sarà curato di tutte le malattie spirituali. La cura di una malattia fisica è molto facile, ma la cura di una malattia spirituale è molto difficile. Se qualcuno ha la febbre e gli si dà una medicina, la febbre svanirà, ma se lo spirito è afflitto dalla malattia dell'ignoranza, è difficile rimuovere quella malattia. Per esempio, se la salute spirituale è afflitta dall'amore per il mondo, dev'essere somministrata una medicina spirituale. Queste medicine sono i consigli e i comandamenti di Dio, che avranno effetto su di essa."

('Abdu'l-Bahá, Star of the West, Vol. VIII, n. 18)

La salute spirituale conduce alla salute fisica

53. "Spero che diventerai come una luce nascente e otterrai la salute dello spirito; e la salute dello spirito porta alla salute fisica."

('Abdu'l-Bahá, Divine Art of Living, p. 58)
Mezzo per servire la Sua Causa

54. "Dovreste sempre tenere a mente il consiglio di Bahá'-u'lláh di avere la massima cura della salute, certo non fine a se stessa, ma come un mezzo necessario per servire la Sua Causa."

(A nome di Shoghi Effendi ad un credente, 17 luglio 1937, Selections from Bahá'í Wrìtings on Some Aspects of Health and Healing, p. 6)

Semplice conoscenza non è salute

55. "Ammettere che la salute è un bene, non costituisce salute. Per porre rimedio alle condizioni umane esistenti, è necessario un medico esperto. Come al medico è richiesto d'avere conoscenza di patologia, diagnosi, terapia e cure, così questo medico del mondo dev'essere saggio, abile e capace perché ne risulti la guarigione. La sua mera conoscenza non è salute; deve essere applicata e il rimedio messo in atto."

('Abdu'l-Bahá, The Promulgation of Universal Peace, p. 152)

Sii sottomessa a Dio

56. "L'uomo non deve immaginare la malattia ma avere sempre fiducia in Dio. Tuttavia, la vita dell'uomo qui su questa terra è temporanea. È in un mondo simile a una casa, soggetto a qualunque invasione, e Dio deve proteggere l'uomo - e l'uomo essere sottomesso a Dio. Non deve occuparsi di se stesso rimuginando sulle cose, immaginando. Se un uomo pensa troppo alla propria salute, ne sarà tormentato."

(Memories of 'Abdu'l-Bahá, p. 48)
Riposo e relax

57. "È molto lieto di sapere che lei è guarito completamente e di nuovo attivo nel suo importante lavoro per la Causa. Non deve però trascurare la sua salute, ma considerarla il mezzo che le permette di servire. Il corpo è come un cavallo che porta con sé la personalità e lo spirito, e come tale deve essere ben curato perché possa svolgere il suo lavoro! Certamente lei dovrà aver riguardo per i nervi e costringersi a fare le cose con calma, e non solo per pregare e meditare, ma per riposare e rilassarsi veramente. Per essere spirituali non è necessario pregare e meditare per ore.

(A nome di Shoghi Effendi, a un singolo credente, 23 novembre 1947.)

Sonno

58. "Se un uomo dorme, non lo fa per il proprio piacere, ma per riposare il corpo per agire meglio, parlare meglio, spiegare in modo più bello, servire i servi di Dio e provare la verità."

(Tablets of 'Abdu'l-Bahá, p. 460)

59. "Un insegnante deve dormire la notte col pensiero che il giorno seguente potrà essere ristorato per svolgere il suo compito d'insegnare ai suoi alunni in modo più completo."

('Abdu'l-Bahá, Star of the West, Vol. VIII, n. 18, p. 231)

Sii felice

60. "Ridi e parla, non lamentarti e parla. Ridi e parla.

"Il riso è provocato dal rilassarsi o allentarsi dei nervi. È una condizione ideale e non fisica. Il riso è l'effetto visibile di una causa invisibile. Ad esempio, felicità e tormento sono fenomeni supersensoriali. Non si può sentirli con le orecchie o toccarli con le mani. La felicità è uno stato spirituale...

"Questo è il giorno della felicità. In nessun periodo di nessuna Manifestazione vi è stata causa di felicità come ora. Uno stato di felicità porta benedizioni speciali. Quando la mente è depressa, le benedizioni non si ricevono."

('Abdu'1-Bahá, ibid., Vol. XIII, n. 5, p. 102)

61. "Dovete essere sempre felici. Dovete essere noverati fra la gente della gioia e della felicità e dovete adornarvi di divine moralità. In larga misura la felicità ci mantiene in salute mentre la depressione di spirito genera malattie..."

('Abdu'1-Bahá, 239 Days in 'Akká, p. 1)

62. "Dovete vivere nella massima felicità. Se un qualsiasi turbamento o vicissitudine entra nella vostra vita, se il vostro cuore è depresso a causa della salute, problemi finanziari o lavoro, non permettete che queste cose vi influenzino, non devono causare infelicità perché Bahá’u’lláh vi ha portato la felicità divina. Vi ha preparato un cibo celestiale: Egli vi ha destinato munificenze eterne..."

('Abdu'1-Bahá, The Promulgation of Universal Peace, p. 183)

63. "La felicità è legata alla preservazione della salute e le malattie nascono dai dispiaceri."

('Abdu'1-Bahá, Star of the West, Vol. XIX, p. 254)

64. "La gioia ci dà le ali! Nelle ore di gioia le nostre forze sono più vive, il nostro intelletto è più acuto.. .Ma quando la tristezza ci invade diventiamo deboli."

('Abdu'1-Bahá, La saggezza di 'Abdu'l-Bahá, p. 132)

65. "O Figlio dell'uomo! Gioisci nella letizia del tuo cuore, acciocché tu possa essere degno d'incontrarmi e rispecchiare la Mia beltà."

(Bahá'u'lláh, Le Parole Celate, n. 36 dall'arabo)
Prova di nobiltà

66. "Chiunque è felice in uno stato di benessere, facilità, salute, successo, piacere e gioia; ma se sarà felice e contento in momenti di difficoltà, problemi e malattia, questa è una prova di nobiltà...

"...Pure, quando i credenti di Dio si sono rivolti al mondo illimitato, non si fanno deprimere e rattristare da disastrose calamità - vi è qualcosa che li consola..."

(Tablets of 'Abdu'l-Bahá, vol. 2, pp. 263-64)
Angoscia, dolore, gelosia e collera

67. "Non abbandonarti all'angoscia e al dolore: poiché essi sono la causa di grandi sofferenze. La gelosia consuma il corpo e la collera brucia il fegato. Evitale entrambi come eviteresti un leone."

(Bahá'u'lláh, Bahá’u’lláh e la Nuora Era, pag. 163)

L'anima è influenzata

68. Se un amico ci dà una gioia o un dolore, o se un amore si rivela vero o falso, è l'anima che viene impressionata. Se i nostri cari sono lontani, è l'anima che soffre e il dolore dell'anima può reagire sul corpo.

('Abdu'l-Bahá, La Saggezza dì 'Abdu'l-Bahá, p. 77)

Esercizio fisico

69. "...L'esercizio fisico va bene quando lo stomaco è vuoto; rafforza i muscoli. Quando lo stomaco è pieno è molto dannoso...

(Bahá'u'lláh, Star of the West, vol. XIII, n, 9, p. 252)

70. "Certi giochi sono innocenti, e se eseguiti per passatempo non provocano danno; ma vi è il pericolo che il passatempo degeneri in perdita di tempo. La perdita di tempo non è accettabile nella Causa di Dio, ma la ricreazione che può migliorare i poteri del corpo, come l'esercizio fisico, è desiderabile."

('Abdu'l-Bahá, ibid., vol. VIII, n. 2)
Società salutista

71. "Quanto alla società salutista di cui lei è membro, una volta che verrà sotto l'influenza di questa Fede (Bahá’í) la sua influenza crescerà cento volte."

('Abdu'l-Bahá, Selections from the meetings of 'Abdu'1-Bahá, pp. 65-6)

Energia elettrica

72. "Il clima è migliore qui (al mare) (che non a Ramlah, Egitto) perché l'umidità del mare sale e non è dannosa mentre l'umidità della terra vicino al mare è più intensa e dannosa alla salute. Inoltre, col movimento e il sollevarsi dell'acqua si produce un'energia elettrica che è molto benefica per la salute."

('Abdu'l-Bahá, Mahmud's Diary, p. 5)
Atmosfera chiara

73. "Un'atmosfera chiara e bella dà nuova vita e forza all'uomo, e se egli è ammalato sente una volta di più nel suo cuore la dolce speranza della guarigione."

('Abdu'l-Bahá, La Saggezza di 'Abdu'l-Bahá, p. 73)

Edifici alti - popolazioni immense

74. "L'America farà rapidi progressi nel futuro, ma temo per questi alti edifici e per l'immensa popolazione. Ciò non va bene per la salute pubblica."

('Abdu'l-Bahá, Mahmud's Diary, p. 15)
Voce soave e musica

75. "Una voce soave unita a una bella musica, produce un grande effetto, perché entrambe sono attraenti e piacevoli. Tutt'e due hanno in sé un'organizzazione e si fondano sulla legge naturale. Perciò s'accordano all'ordine dell'esistenza, come un qualcosa che s'adatta a uno stampo...Quando ciò succede, essa stimola i nervi e questi influenzano il cuore e lo spirito."

('Abdu'l-Bahá, Compilazione sulla Musica, p. 9)
LA NUTRIZIONE

"Nutritevi, o genti, delle buone cose che Dio vi ha permesso, e non privatevi delle Sue meravigliose munificenze"...

Bahá'u'lláh
III
LA NUTRIZIONE
Nutritevi di cose buone

76. "Se un uomo desidera abbellirsi con gli ornamenti della terra, di indossare le sue sontuose vesti, o di partecipare ai benefici che essa può concedere, lo può fare senza incorrere in alcun male se non permetterà che nulla si frapponga fra lui e Dio, poiché Dio ha ordinato ogni buona cosa creata nei cieli e sulla terra per quei Suoi servi che credono fedelmente in Lui. Godete, o genti, dei benefici che Dio ci ha concesso e non vi private dei Suoi meravigliosi doni. RendeteGli grazie, lodateLo e siate di coloro che sono sinceramente riconoscenti."

(Bahá’u’lláh, Spigolature, p. 303)

77. "Tutto ciò che è stato creato appartiene all'uomo, che è all'apice della creazione, e che deve essere riconoscente per la benevolenza divina. Tutte le cose materiali sono per noi, onde, per mezzo della nostra gratitudine, possiamo imparare a concepire la vita quale dono divino..."

('Abdu'l-Bahá, Bahá'u'lláh e la Nuova Era, p. 157)

Contentezza

78. "In verità la cosa più necessaria è la contentezza in tutte le circostanze; in tal modo ci salvaguardiamo dalle malattie e dalla stanchezza."

(Bahá'u'lláh, Bahá'u'lláh e la Nuova Era, p. 163)
Economia

79. "L'economia è la base della prosperità umana. Il prodigo è sempre nei pasticci. La prodigalità è peccato imperdonabile. Non dobbiamo vivere alle spalle degli altri come le piante parassite...

È più principesco accontentarsi di una crosta di pane duro che godere di un pranzo sontuoso di parecchie portate pagato col denaro proveniente da altre tasche."

('Abdu'l-Bahá, Bahá'u'lláh e la Nuova Era, p. 156)

Quando mangiare o bere

80. "O Dio! Conoscitore Supremo! L'Antica Lingua afferma ciò che soddisferà il savio in mancanza di medici.

"O gente, non mangiate se non quando avete fame. Non bevete dopo esservi ritirati a dormire."

(Bahá'u'lláh, Star of the West, vol. XIII, n. 9, p.252)

Digestione - masticazione

81. "Non assumete cibo se non quando (il processo della) digestione sia completato. Non ingoiate finché non abbiate accuratamente masticato il cibo.

"Ciò che è difficile da masticare è proibito per il savio. Così vi ingiunge la Penna Suprema. Cibarsi prima di aver digerito ciò che si è già mangiato è pericoloso.

(ibid.)
Prima i liquidi

82. "Prendete avanti i liquidi, prima di passare a cibi solidi..."

(ibid.)
Colazione

83. "Un pasto leggero al mattino è come luce per il corpo..."

(ibid.)
Cibi contrari

84. "Se due cibi diametralmente opposti sono in tavola, non mescolateli. Accontentatevi di uno dei due..."

(ibid.)
Camminate un po'

85. "Quando avete mangiato camminate un po' così che il cibo si depositi..."

(ibid.)
Frutta e cereali

86. "I cibi del futuro saranno frutta e cereali. Verrà il tempo in cui non si mangerà più carne. La scienza medica è ancora nella sua infanzia, eppure ha dimostrato che il nostro cibo naturale è quello che cresce sulla terra."

('Abdu'l-Bahá Bahá'u'lláh e la Nuova Era, p. 156)
Carne

87. "Via via che l'umanità progredisce, la carne sarà sempre meno usata, perché i denti dell'uomo non sono come quelli dei carnivori. Ad esempio, il leone è dotato di denti adatti alla carne e se non la trova, muore. Il leone non può pascolare; ha i denti di forma diversa. Il suo stomaco è fatto in modo che può nutrirsi solo di carne. L'aquila ha il becco ricurvo; la parte inferiore è più breve della superiore. Se cercasse di beccare un seme le riuscirebbe impossibile; se cercasse dì pascolare, non potrebbe. Quindi è costretta a nutrirsi dì carne. Ma gli animali domestici, mucca, cavallo, asino, pecora ecc. hanno denti adatti a tagliare l'erba che è il loro foraggio. I denti umani, i molari, sono fatti per macinare cereali; i denti frontali, gli incisivi, per la frutta ecc. Quindi è evidente che, visti gli strumenti che ha per mangiare, il cibo dell'uomo è tendenzialmente il cereale e non la carne. Quando l'umanità sarà pienamente sviluppata, diminuirà gradualmente l'uso della carne."

('Abdu'1-Bahá, Star of the West, Vol. III, n. 10, p. 29)

88. "O tu che innalzi le lodi del tuo signore! Ho letto la tua missiva, dove esprimi il tuo stupore dinanzi ad alcune delle leggi di Dio, come quella relativa alla caccia di animali innocenti, creature che non hanno colpa.

"Non esserne sorpreso. Rifletti sulle intime realtà dell'universo, sulle arcane saggezze implicite, sugli enigmi, sulle interrelazioni, sulle regole che governano ogni cosa. Ciascuna cosa dell'universo è legata a tutte le altre da potenti vincoli che non ammettono né squilibrio né infiacchimento - quale che sia. Nel regno materiale della creazione, le cose o mangiano o sono mangiate: la pianta beve il minerale, l'animale bruca e ingoia le piante, l'uomo si ciba dell'animale e il minerale divora il corpo dell'uomo. I corpi materiali migrano, passando una barriera dopo l'altra, da una vita all'altra e tutte le cose sono soggette alla trasformazione e al mutamento, con la sola eccezione dell'essenza dell'esistenza - e infatti essa è costante e immutabile e su di essa si fonda l'esistenza di ogni specie e genere, di ogni realtà contingente in tutto il creato.

"Ogni qualvolta esamini con un microscopio l'acqua che l'uomo beve, l'aria che respira, vedi come con ogni soffio d'aria egli inspiri gran copia di vita animale e con ogni sorso d'acqua ingoi altresì una grande varietà di animali. Come sarebbe mai possibile arrestare questo processo? Tutte le creature o mangiano o sono mangiate e l'edificio della vita è costruito su questo dato di fatto. Se così fosse, i vincoli che legano fra loro tutte le cose create nell'universo si scioglierebbero.

"E inoltre le cose, ogni qualvolta sono distrutte, e declinano, sono disseparate dalla vita, sono promosse in un mondo più grande di quello che conosceva prima. Abbandonano

per esempio, la vita del minerale e procedono nella vita della pianta; poi partono dalla vita vegetale e ascendono in quella animale, dopo di che abbandonano la vita animale e assurgono al reame della vita umana, e questo accade in virtù della grazia del tuo Signore, il Misericordioso, il Compassionevole..."

('Abdu'1-Bahá, Antologia, n. 137, p. 152)
La caccia

89. "Bahá’u’lláh ammonisce contro gli eccessi della caccia e prescrive leggi che proibiscono di mangiare la selvaggina se viene trovata morta in una trappola o in una rete."

(Bahá'u'lláh, Sinossi e Codificazione del Kitáb-i-Aqdas, p. 72)

Carne di maiale

90. "Negli Insegnamenti Bahá’í non è proibito mangiare carne di maiale."

(Shoghi Effendi, Dawn of a New Day, p. 201)
Prendi un po' di miele - Yá Bahá'u'l-Abhá!

91. "Impegnati ogni mattina a ricordare Dio e volgiti verso l'Orizzonte del Misericordioso.

Prendi un po' di miele, recita Yá Bahá'u'l-Abhá, e mangiane un po' per vari giorni. Perché queste tue malattie non sono causate da peccati, ma ci sono per farti disprezzare questo mondo e sapere che non vi è riposo e tranquillità in questa vita temporale."

('Abdu’l-Bahá, Lights of Guidance, p. 223)
Digiuno

92. "Il digiuno è un simbolo. Digiunare significa astenersi dalla lussuria. Il digiuno fisico è il simbolo dell'astinenza ed un memento: poiché come ci si astiene dagli appetiti corporei così ci si astiene anche dagli appetiti dell'egoismo e della bramosia. Ma il semplice astenersi dal cibo non ha alcun effetto sullo spirito, è soltanto un simbolo ed un memento, altrimenti non ha importanza alcuna. Digiunare per questo fine non significa completa astensione dal cibo. La regola perfetta nei riguardi del cibo è di non assumerne molto o troppo poco. La moderatezza è necessaria. Esiste una sètta in India che pratica l'astinenza estrema, riducendo gradualmente il cibo fino al punto di sussistere quasi con niente; ma l'intelligenza ne soffre. Un uomo non è idoneo a servire Dio con la mente e col corpo se è debole per mancanza di cibo, poiché non può discernere bene."

('Abdu'l-Bahá, Bahá'u'lláh e la Nuova Era, pp 259-60)

Purezza e Santità

“Il modello Bahá'í è molto alto, ancor più quando viene messo a confronto con la morale comple-tamente corrotta del mondo attua-le”.

Shoghi Effendi
IV
PUREZZA E SANTITÀ
Pulizia esterna

93. "Siate esempio di pulizia fra gli esseri umani... in qualsiasi circostanza conformatevi a maniere raffinate... non lasciate che appaia sui vostri abiti la più lieve traccia di sudicio... immergetevi nell'acqua pura: l'acqua già usata non è permessa

(Bahá'u'lláh, Bahá'u'lláh e la Nuova Era, p. 158)

94. "Il possedere un corpo netto e senza macchia, esercita un'influenza sullo spirito dell'uomo".

('Abdu'l-Bahá, Bahá'u'lláh e la Nuova Era, p. 159)

95. "...quando l'uomo sia del tutto purificato e mondo, diviene il centro focale della Luce Manifesta.

"Avanti ad ogni cosa, nel viver dell'uomo, viene la purezza, indi la freschezza, la pulizia e l'indipendenza di spirito: prima bisogna pulire l'alveo e poi si possono immettere amabili acque fluviali. A occhi immacolati si schiude la beatificante visione del Signore: essi sanno cosa significhi incontrarLo; ai puri sensi è dato d'aspirare il profumato aroma che soffia dai rosati giardini della Sua grazia; in cuore brunito folgorerà, come in uno specchio, l'avvenente volto della verità.

"È qui la ragione per cui, nelle Sacre Scritture, i consigli celesti sono paragonati all'acqua...

"Purità e santità, pulizia e finezza in ogni aspetto della vita

elevano la condizione dell'uomo e favoriscono lo sviluppo della sua intima realtà. Come è chiaramente attestato nei Sacri Scritti, anche nel regno fisico la pulizia conduce alla spiritualità".

('Abdu'1-Bahá, Antologia, n. 129, pp. 142-3)

96. "...la pulizia del corpo, per quanto sia una cosa fisica, non dimeno esercita una grande influenza sulla vita dello spirito".

('Abdu'1-Bahá, Antologia, n. 129, p. 143)
Bagno

97. "Immergetevi in acqua pura; acqua già usata non è permessa... Attenti a non avvicinarvi alle cisterne dei bagni in Persia... Così pure, evitate i serbatoi sporchi (nelle case) e siate fra i puri. In verità abbiamo desiderato di vedere in voi le manifestazioni del paradiso in terra, così che voi emaniate ciò davanti a cui esultano i cuori di coloro che vi avvicinano. Chi versa acqua su di sé e così lava il corpo, è a posto, e non è necessario che si immerga. In verità, Dio ha desiderato rendervi le cose facili e favorirvi acciocché possiate essere di coloro che sono grati"...

(Bahá'u'lláh, Bahá'í Proofs, p. 87)
Acqua pura

98. "Lavate ogni cosa impura con un'acqua che non cambi di "tre cose" (colore, sapore, odore); attenti a non usare acqua che sia infettata dall'aria (stagnante) o da qualunque altra cosa..."

(ibid., p 86)
Mare di purezza

99. "Dio ha rimosso il decreto dell'impurità da tutte le cose, e dalle altre nazioni, quale Suo dono. In verità Egli è il Perdonatore, il Benefico. Nel primo (Giorno) di Ridván, quando

Ci siamo manifestati a tutto il mondo con i Nostri Nomi Più Belli e i Nostri Eccelsi Attributi, tutte le cose sono state immerse nel mare della purezza. Questo grazie al Mio favore, che circonda tutte le creature, in modo che avvicinino tutte le religioni, e trasmettano la causa del vostro Signore, il Clemente..."

(ibid.)
Abiti

100. "La preghiera di chi ha impurità sull'abito non ascende a Dio e sarà evitata dalla Schiere Celesti".

(ibid., p. 87)
Acqua di rose - attar

101. "Fate uso di acqua di rose e anche di puro attar. Questo è ciò che è piaciuto a Dio da tutta l'eternità, in modo che ciò che è gradito al Vostro Signore, il Potente, il Saggio, da voi si diffonda...".

(ibid.)
Aspetto

102. "Agli uomini è permesso di scegliere in che modo vestire, e il taglio della barba e la sua acconciatura. Ma attenti, o genti, a non farvi dileggiare dagli ignoranti".

(Bahá'u'lláh, Bahá'í World Haith, p. 193)

103. "... non far crescere i capelli dell'uomo oltre il lobo dell'orecchio... non radersi il capo".

(Bahá'u'lláh, Sinossi e Codificazione del Kitáb-i-Aqdas, p. 58)

Trucco del viso

104. "Quanto all'uso del trucco sul viso da parte di donne Bahá’í, gli individui sono interamente liberi di fare come a loro

piace in queste questioni puramente personali. Poiché per i Bahá’í è importante usare moderazione in tutte le cose, e cercare il giusto mezzo, se lo ritiene necessario o opportuno l'Assemblea Spirituale Nazionale può consigliare le credenti ad usare moderazione anche in questo aspetto".

(Shoghi Effendi, Dawn of A New Day, p. 193)
Altre ordinanze

105. "Lavarsi i piedi, tagliarsi le unghie; non immergere le mani nel cibo (riferito al modo di mangiare)".

(Bahá'u'lláh, Sinossi e Codificazione del Kitáb-i-Aqdas, p. 58/60)

Oppio

106. "Per quanto concerne l'oppio, si tratta di cosa abominevole ed esecranda e Dio ci protegga dalla punizione ch'Egli infligge a chi ne usa. Il Testo del Libro Santissimo lo proibisce nettamente e ne stigmatizza esplicitamente l'uso, e la ragione dimostra che fumare l'oppio è una sorta di demenza, mentre l'esperienza è lì ad attestare che coloro che ne fanno uso sono completamente tagliati fuori dal regno umano. Possa Dio proteggere tutti dal perpetrare un'azione tanto orrenda da porre in rovina il fondamento stesso di tutto ciò che è umano e da spodestare per sempre dal suo rango chi la compie. Ché l'oppio si afferra all'anima sì che la coscienza si spegne, si distrugge la mente, vengono corrose le percezioni. Muta il vivente in morto, estingue il naturale fervore: nessun danno può immaginarsi maggiore di quel che l'oppio infligge. Felici coloro che mai nemmeno l'hanno nominato; ma pensa quanto sventurato è chi ne fa uso!"

('Abdu'1-Bahá, Antologia, n. 129, p 144-5)
Allucinogeni - una forma di intossicazione

107. "Quanto alle cosiddette virtù 'spirituali' degli allucinogeni... lo stimolo spirituale deve venire dal volgere il cuore a Bahá’u’lláh, e non con mezzi fisici quali droghe e stimolanti. Dalla descrizione fatta nella vostra lettera appare evidente che gli allucinogeni sono una sorta di sostanza inebriante. Dato che agli amici, inclusi i giovani, viene rigorosamente richiesto di astenersi da ogni forma di intossicanti, e inoltre ci si aspetta che obbediscano coscienziosamente alla legge del loro paese, è ovvio che dovrebbero evitare di usare queste droghe.

Per la pace e il benessere futuri del mondo una grandissima responsabilità sta nelle mani dei giovani oggi. Facciamo sì che i giovani Bahá’í grazie al potere della Causa che abbracciano, siano esempio luminoso per i loro compagni".

(Casa Universale di Giustizia, all'Assemblea Spirituale Nazionale degli Stati Uniti, 15 aprile 1965, National Bahá'í Review, n 3, marzo 1968)

Uso di marijuana, LSD e altri prodotti psichedelici

108. "In risposta alla vostra domanda del 24 ottobre 1967 di emettere dichiarazioni sull'uso di marijuana, LSD e altri prodotti psichedelici, abbiamo già informato l'Assemblea Spirituale Nazionale degli Stati Uniti che i Bahá’í non devono far uso di sostanze allucinogene, inclusi LSD, peyote e sostanze similari, eccetto quando siano prescritte dal medico per uso terapeutico. Non devono neppure avere a che fare con esperimenti con queste sostanze.

Anche se non abbiamo riferimenti diretti alla marijuana negli Scritti Bahá’í, poiché questa sostanza è derivata da quella che viene considerata una forma più dolce di cannabis, specie usata per produrre hashish, possiamo condividere con voi la traduzione dal persiano di una Tavola di 'Abdu'l-Bahá sull'hashish:

"Quanto all'hashish lei afferma che alcuni persiani si sono abituati ad usarlo; Dio mio! Questo è il peggior intossicante, e la sua proibizione è rivelata in modo esplicito. Il suo uso provoca la disintegrazione del pensiero e il torpore totale dell'anima.

Come si può cercare questo frutto dell'albero infernale e,

assumendolo, essere condotti ad esemplificare le caratteristiche di un Mostro?

Come si può usare questa droga proibita, e privarsi così delle benedizioni del Misericordioso?..."

(Casa Universale di Giustizia all'Assemblea Spirituale Nazionale delle Isole Hawaii,

11 novembre 1967)
Peyote?

109. "Chiunque sia coinvolto nell'uso del peyote va ammonito che nelle Fede Bahá’í lo stimolo spirituale viene dal volgere il cuore a Bahá’u’lláh e non da mezzi fisici. Vanno quindi incoraggiati ad abbandonare l'uso del peyote".

(Casa Universale di Giustizia all'Assemblea Spirituale Nazionale degli Stati Uniti, 9 novembre 1963: Alaska Bahá'í News, maggio 1972, p. 4)

Hashish

110. "L'alcol consuma la mente e spinge l'uomo a commettere atti assurdi, ma questo perfido hashish spegne la mente, congela lo spirito, impietrisce l'anima, rovina il corpo e lascia l'uomo frustrato e perduto".

('Abdu'l-Bahá)

111. "Quanto all'hashish, è il peggiore di tutti gli intossicanti, e la sua proibizione è esplicitamente rivelata. Usarlo provoca la disintegrazione del pensiero e il torpore totale dell'anima

('Abdu'l-Bahá)
Fumare tabacco

112. "Considera come la pulizia sia gradita agli occhi di

Dio e quale enfasi le sia stata riservata nei Santi Libri dei Profeti: infatti le Scritture proibiscono l'ingerimento o l'uso di cose immonde. Di queste proibizioni, alcune erano assolute e obbligatorie per tutti, e chi trasgrediva la legge prescritta era a Dio odioso e ai credenti detestabile. Vi erano, per esempio, cose categoricamente vietate, e chi le compiva era considerato grande peccatore: fra queste, azioni tanto ributtanti che suscita vergogna il solo nominarle.

"Ma vi sono altre cose proibite che non causano un male immediato e i cui effetti deleteri si fanno sentire poco alla volta: anch'esse ripugnano al Signore, attirano il Suo biasimo e sono repellenti. E per quanto una loro assoluta proibizione non sia stata espressamente vergata nel Testo, il fuggirle è necessario alla purezza, alla pulizia, sì da preservar la salute ed essere liberi da assuefazione.

"Per quanto concerne l'ultimo punto, è da citare l'uso del fumo, che è sudicio, maleodorante, deleterio: una cattiva abitudine, i cui danni stanno gradualmente apparendo chiari agli occhi di tutti. Ogni medico competente ha decretato, sulla base di esperimenti ed esami, che uno dei componenti del tabacco è mortale veleno e che i fumatori sono vulnerabili a numerose e varie malattie: ecco perché il fumo è stato apertamente dichiarato incompatibile con le leggi dell'igiene...

"Il mio proposito è di spiegare che agli occhi di Dio il fumo è disapprovato, disgustoso e oltremodo immondo e quantunque per gradi, altamente nocivo alla salute; è altresì uno spreco di denaro e lascia i fumatori in balia di una malsana assuefazione. Per coloro che sono fermi nel Patto tale vizio è condannato dalla ragione e dall'esperienza, mentre il rinunciarvi recherà sollievo e pace alla mente umana e permetterà poi di avere una bocca fresca e dita immacolate e i capelli che non mandino odori repellenti. Al ricevere questa missiva gli amici vorranno senza meno abbandonare tale perniciosa abitudine con ogni mezzo, sia pure in un certo lasso di tempo: questa è la Mia speranza...

('Abdu'l-Bahá, Antologia, n 129, pp. 143-4)
Il fumo è dannoso per gradi

113. "Voglio dire che, agli occhi di Dio, fumare tabacco è cosa biasimevole e condannata, molto sporca, e i suoi effetti sono per gradi pericolosi. Per di più è fonte di spese e perdita di tempo, ed è un'abitudine pericolosa...".

('Abdu'l-Bahá: Bahá'í World Faith, p. 335)
Sigarette, sigari e tabacco da fiuto

114. "L'uso di sigarette, sigari e tabacco da fiuto non è proibito, nemmeno negli Hazíratu'l-Quds".

(A nome del Custode a un credente, 6 luglio 1935: Lights of Guidance, p. 272)

Non farne un problema

115. "Come Lei giustamente nota... 'Abdu'l-Bahá ha messo in guardia contro il fumo. Mentre gli Insegnamenti ne condannano fortemente l'uso, nel contempo non lo proibiscono. A lettere con domande su questo argomento, il diletto Custode rispondeva tramite il suo segretario che non abbiamo alcun diritto di impedire a qualcuno di fumare; che i Bahá’í erano liberi di fumare ma sarebbe stato meglio per loro non farlo; e che della questione non se ne deve fare un problema".

(Casa Universale di Giustizia a un credente, 8 aprile 1965: National Bahá'í Review, n. 49,

gennaio 1972)
Fumare durante le riunioni

116. "L'uso del tabacco, come altre pratiche individuali, dovrebbe essere soggetto a considerazioni di cortesia. Un Bahá’í, nella vita quotidiana, fumatore o no, deve sempre essere consapevole dei diritti di chi gli sta vicino ed evitare qualunque cosa possa disturbare.

Quanto al fumare durante vari tipi di incontri Bahá’í che Lei menziona, l'Assemblea, locale o nazionale, è responsabile di decidere al riguardo per riunioni sotto il suo diretto controllo".

(ibid.)
Alcol

117. "O ancelle di Dio, bevete il mistico vino dalla coppa delle mie parole. Indi allontanate da voi ciò che le vostre menti aborrono, poiché ciò vi è stato proibito nelle Sue Tavole e nelle Sue Scritture. Attenti a non barattare il Fiume che è vera vita con ciò che le anime dei puri di cuore detestano. Inebriatevi con il vino dell'amor di Dio e non con quello che indebolisce la mente, o voi che Lo adorate! In verità, ciò è stato proibito a tutti i credenti, uomini o donne. Così il sole del Mio comandamento ha brillato all'orizzonte della Mia favella, acché le ancelle che credono in Me ne siano illuminate".

(Bahá’u’lláh, L'Avvento della Giustizia Divina, p 25)

118. "Secondo il Testo del Più Santo Libro è proibito bere vino, perché esso è causa di malattie croniche, indebolisce i nervi e consuma la mente".

('Abdu'l-Bahá: L'Avvento della Giustizia Divina, p. 25)

119. "L'alcol consuma la mente e spinge l'uomo a commettere atti assurdi".

('Abdu'l-Bahá: National Bahá'í Revìew, n. 3, marzo 1968, p. 2)

120. "Quanto all'uso di liquori, secondo il testo del Libro dell'Aqdas sono proibiti liquori forti e leggeri. La ragione di questa proibizione è che il liquore porta la mente in disordine e indebolisce il corpo. Se l'alcol fosse benefico sarebbe stato portato al mondo dalla creazione divina e non dallo sforzo dell'uomo. Tutto ciò che è benefico per l'uomo esiste nel mondo della creazione. Ora è stato provato e stabilito scientificamente dalla medicina che i liquori sono dannosi. Quindi il significato di ciò che è scritto nelle Tavole - 'Ho scelto per te tutto quello che si trova nei cieli e in terra' - si riferisce alle cose che sono in accordo con la creazione divina, e non alle cose dannose. Ad esempio, il veleno è una cosa: ora, come possiamo dire che i veleni devono essere usati abitualmente perché Dio li ha creati per l'uomo? Tuttavia, quanto ai liquori, se sono prescritti da un medico al paziente, e il loro uso è necessario, allora possono essere usati come indicato."

('Abdu'l-Bahá)

121. "Quanto all'uso di bevande alcoliche e droghe il Custode desidera che sappia che sono state esplicitamente proibite nel Kitáb-i-Aqdas.

L'oppio è senza dubbio proibito. Ma il fumo, anche se permesso, è scoraggiato. Vari altri punti che si possono sollevare al riguardo e che non sono stati spiegati negli Scritti Sacri devono essere accuratamente considerati e codificati dalla futura Casa Internazionale di Giustizia che è l'ente cui Bahá’u’lláh ha dato il potere di legiferare in tutte le materie che non sono state rivelate esplicitamente negli Scritti Sacri della Fede.

(A nome del Custode a un credente, 27 dicembre 1933: Dawn of a New Day, pp. 196-7)

Aromi per dolci ed estratti

122. "Lei ha chiesto se gli amici possono usare aromi da dolci come estratti al sapore di vaniglia, limone e rhum, in quanto essi hanno una certa percentuale di alcol, e se i Bahá’í possono lavorare in fabbriche che preparano tali estratti.

Non abbiamo trovato alcun testo che proibisca agli amici di usare estratti aromatici nel cibo. Questa è una questione sulla quale più avanti, legifererà la Casa Universale di Giustizia, ma per il momento gli amici dovrebbero essere lasciati liberi di fare come credono. Lo stesso principio si applica a chi lavora in fabbriche che preparano gli estratti".

(Casa Universale di Giustizia a un credente, 7 aprile 1974)

Cibo aromatizzato con liquori

123. "In riferimento alla sua domanda se piatti aromatizzati con liquori come brandy, rhum ecc., vanno classificati sotto la stessa categoria delle bevande inebrianti, e quindi evitati dai credenti, il Custode desidera che tutti gli amici sappiano che tali cibi o bevande sono assolutamente proibiti".

(a nome del Custode a un credente, 9 gennaio 1939)

Alcol per rimedi casalinghi

124. "Anche se è chiaro dagli Insegnamenti che l'uso dell'alcol è permesso se prescritto da un medico per uso terapeutico, non siamo riusciti a trovare alcun riferimento che ne permetta l'uso nella preparazione di rimedi casalinghi per semplici malattie".

(Casa Universale di Giustizia all'Assemblea Spirituale Nazionale dell'Ecuador, 21 dicembre

1973)
Non servire alcol

125. "I Bahá'í non devono servire bevande alcoliche nei ricevimenti che organizzano".

(Casa Universale di Giustizia, Canadian Bahá'í News, Special Section, Marzo 1973)

126. "Dalla citazione di cui sopra è chiaro che in tutte le occasioni organizzate ufficialmente da Istituzioni Bahá’í o in cui chi riceve agisce come rappresentante della Causa non si deve servire alcol. In case private o nel corso di attività di affari o professionali si lascia alla coscienza degli stessi Bahá’í la decisione se servire bevande alcoliche a non Bahá’í, ma l'obbligo di osservare la proibizione ingiunta da Bahá’u’lláh è molto forte".

(Casa Universale di Giustizia all'Assemblea Nazionale delle Isole Britanniche, 8 febbraio 1968, Canadian Bahá'í News, Special Section, Marzo 1973, p. 1)

Neppure nei dolci

127. "In nessuna circostanza i Bahá’í possono bere. È proibito in modo così chiaro nelle Tavole di Bahá’u’lláh, che non vi sono scuse neppure per un brindisi, o per fiammeggiare un budino; praticamente in nessun caso".

(a nome del Custode a un credente, 3 marzo 1957, citata in una lettera della Casa Universale di Giustizia all'Assemblea Spirituale Nazionale dell'Ecuador, 21 dicembre 1972)

Lavorare in bar o osterie

128. “Abbiamo ricevuto la vostra lettere del 13 giugno che chiede se un Bahá’í può possedere un esercizio in cui si vendono liquori, e poi se un Bahá’í può lavorare in un bar o taverne.

Per il momento gli amici devono considerarla una questione di coscienza e devono evitare sia di aver a che fare con la vendita di liquori o di lavorare in luoghi dove si vendono, in quanto queste azioni sono una violazione allo spirito della proibizione nella legge Bahá'í”

(Casa Universale di Giustizia all'Assemblea Spirituale Nazionale della Spagna, 4 agosto 1964)

129. "...Evitate tutte le abitudine dannose: causano infelicità nel mondo".

(Bahá’u’lláh: Star of the West, Vol. XIII, n. 9, p. 252)

Abitudini

130. "Non riesco a comprendere perché la gente insiste sul fatto che non si può smettere una cosa una volta che ci si è abituati. Lo si può fare con grande facilità se si decide fermamente risolvendo d'abbandonare quell'abitudine per sempre. È una questione di carattere e determinazione

('Abdu'l-Bahá: ibid. Vol. VIII, n. 2, p. 21)

131. "Quando ero a Parigi un credente mi ha portato un morbido cuscino sollecitandomi a mettermelo sotto la testa. Mi ci sono abituato e siccome in questo albergo non c'è, il collo mi ha fatto male tutte queste notti. Non lo userò più! Quand'ero giovane spesso come cuscino avevo un mattone o una pietra, e dormivo profondamente... Non ci si deve mai abituare a niente la cui mancanza possa impedire la propria comodità".

(ibid., p. 20)
Una vita santa

132. "Quello che Bahá’u’lláh intende per castità certo non include il bacio oggi di moda nella società moderna. È dannoso per la morale dei giovani, e spesso li porta ad andare oltre, o sveglia appetiti che forse, in quel momento, non possono legittimamente soddisfare nel matrimonio, e la cui repressione è per loro, fonte di tensione.

Il modello Bahá’í è molto alto, ancor più se paragonato con la morale totalmente corrotta del mondo attuale. Ma questo modello darà vita a persone più sane, felici e nobili, e porterà a matrimoni più stabili...".

(A nome del Custode a un credente: Messages from the Universal House of Justice, 1968-1973, p. 108; Bahá’í News, n 202, Dicembre 1974, p. 3)

133. "Le parole del Maestro a..., che Lei ha citato, possono senz'altro essere considerate il vero spirito degli insegnamenti sull'argomento del sesso. Dobbiamo sforzarci di raggiungere questo elevato modello".

(Da una lettera datata 19 ottobre 1947 scritta a nome del Custode a un credente)

Le parole del Maestro, dalle note di un pellegrino, cui ci si riferisce sopra, sono le seguenti: “Donne ed uomini non devono abbracciarsi quando non sono sposati o prossimi al matrimonio. Non devono baciarsi... Se desiderano salutarsi, o confortarsi, possono prendersi per mano”.

Bacio indiscriminato

134. "Abbiamo avuto la sua lettera del 24 ottobre nella quale ci domanda dell'uso, sia in Europa e in America, di baciarsi e abbracciarsi fra amici.

Come sa, nell'Avvento della Giustizia Divina, il diletto Custode ha stabilito i principi da applicarsi nella condotta Bahá’í ed ha condannato l'eccessiva familiarità e una condotta frivola. Certamente, la pratica di baciarsi ed abbracciarsi indiscriminatamente tra persone di sesso opposto che non siano parenti non è desiderabile ed è scoraggiata. Particolarmente al giorno d'oggi in cui le restrizioni cadono ad una ad una, i Bahá’í devono fare grandi sforzi per mantenere, nella vita personale e nelle relazioni, il livello di condotta indicato negli insegnamenti".

(Lettera della Casa Universale di Giustizia a un credente, 8 novembre 1966, Bahá'í News Supplement, n. 113, luglio 1967, p. 3)

Una vita casta e santa

135. "...Una vita casta e santa, ... invoca l'abbandono di una condotta frivola con il suo eccessivo attaccamento a piaceri triviali e spesso traviati. Richiede una completa astinenza dalle bevande alcoliche, dall'oppio e da analoghe sostanze che diano assuefazione. Condanna la prostituzione dell'arte e della letteratura, la pratica del nudismo e della convivenza amorosa, infedeltà nelle relazioni coniugali e ogni sorta di promiscuità, di eccessiva familiarità e di immoralità sessuale. Non può tollerare compromessi con le teorie, i criteri, gli usi, e gli eccessi di un'èra decadente. Cerca invece di dimostrare, mediante la dinamica forza del suo esempio, la perniciosità di quelle teorie, l'assurdità di quei criteri, la fallacità di quelle pretese, la perversità di quegli usi e l'empietà di quegli eccessi."

(Shoghi Effendi; "L 'Avvento della Giustizia Divina", p. 23/4)

Impulsi sessuali

136. "Il modello inculcato da Bahá’u’lláh non cerca, in nessuna circostanza, di negare a nessuno il diritto legittimo e il privilegio di trarre il massimo vantaggio e beneficio dalle molte gioie, bellezze e piaceri di cui il mondo è stato arricchito così abbondantemente da un Creatore che ama tutti."

(Shoghi Effendi)

137. "La Fede Bahá’í riconosce il valore dell'impulso sessuale, ma condanna le sue espressioni illegittime ed improprie quali il libero amore, la convivenza ed altre, che considera tutte decisamente pericolose per l'uomo e per la società in cui vive. L'uso appropriato dell'istinto sessuale è diritto naturale di ogni individuo, ed è precisamente per questo scopo che è stato istituito il matrimonio. I Bahá’í non credono nella soppressione dell'impulso sessuale ma nella sua regolamentazione e nel suo controllo."

(A nome del Custode a un credente, citata dalla Casa Universale di Giustizia; Messages fron the Universal House of Justice, 1968-1973, p. 108)

Problemi omosessuali - omosessualità

138. "Vari problemi sessuali, come l'omosessualità e la transessualità, possono avere aspetti medici, e in questi casi si deve indubbiamente far ricorso all'assistenza medica migliore. Ma è chiaro dagli insegnamenti di Bahá’u’lláh che la omosessualità non è una condizione alla quale una persona si deve rassegnare, bensì è una distorsione della sua natura che va controllata e superata. Ciò può richiedere una dura lotta, ma può essere la stessa lotta di una persona eterosessuale per controllare i propri desideri. L'esercizio dell'autocontrollo in questo, come in molti altri aspetti della vita, ha un effetto benefico sul progresso dell'anima."

(Messages of the Universal House of Justice, 1968-73, p. 110)

139. “L'omosessualità è fortemente condannata e spesso è una grande prova e fonte di sofferenze per un Bahá’í. Ogni individuo che ne sia afflitto deve, attraverso la preghiera e qualsiasi altro mezzo, cercare di superare questa condizione di inferiorità...”,

(A nome di Shoghi Effendi a un singolo credente, 6 ottobre 1956)

140. "L'omosessualità, secondo gli Scritti di Bahá’u’lláh, è spiritualmente condannata. Ciò non significa che persone che ne sono afflitte non debbano essere aiutate e trattate con comprensione. Ciò significa che non dobbiamo credere che sia un modo di vivere permesso...

(A nome di Shoghi Effendi a un singolo credente, 21 maggio 1954: Lights of Guidance,

pp. 272-3)

141. "...Bahá’u’lláh ha parlato molto duramente contro questa vergognosa aberrazione sessuale, come ha fatto contro l'adulterio e la condotta immorale in genere. Dobbiamo cercare di aiutare l'anima a superarle..."

(A nome di Shoghi Effendi a un singolo credente, 6 ottobre 1956)

142. "Non importa quanto devoto e bello possa essere l'amore tra persone dello stesso sesso, lasciare che si esprima in atti sessuali è errato. Non è una scusante dire che è ideale. Immoralità di ogni sorta sono in effetti proibite da Bahá’u’lláh, e come tali Egli considera le relazioni omosessuali, oltre al fatto che sono contro natura.

Esserne afflitti è un grosso peso per un'anima coscienziosa. Ma tramite il consiglio e l'aiuto dei medici, con uno sforzo forte e determinato, attraverso la preghiera, un'anima può superare questa inferiorità.

Dio giudica ogni anima secondo i suoi meriti. Il Custode non può dirle quale sarebbe l'atteggiamento di Dio nei confronti di una persona che vive una buona vita sotto molti aspetti, ma non sotto questo. Tutto ciò che egli può dirle è che è proibita da Bahá’u’lláh, e che chi ne sia affetto deve lottare e ancora lottare per vincerla. Dobbiamo sperare nella misericordia di Dio ma non approfittarne."

(A nome di Shoghi Effendi a un credente, 26 marzo 1950: Lights of Guidance, p. 273-4)

Masturbazione

143. "Da quanto si comprende nella Fede su ciò, la masturbazione, chiaramente, non è un uso proprio dell'istinto sessuale. Inoltre, come lei ha indicato, comporta fantasie mentali, mentre Bahá’u’lláh nel Kitáb-i-Aqdas ci ha esortato a non indulgere alle nostre passioni, e in una delle Sue famose Tavole 'Abdu'l-Bahá ci incoraggia a tenere 'puri i nostri pensieri segreti'. Naturalmente molti pensieri distorti ci vengono in mente senza che lo vogliamo e sono unicamente frutto di debolezza e non sono da biasimarsi a meno che non divengano pensieri fissi o, ancor peggio, siano espressi in atti impropri. Nell'Avvento della Giustizia Divina, il Custode, quando descrive modelli morali a cui i Bahá’í devono attenersi individualmente e nella loro vita comunitaria, dice:

“Tale vita casta e santa, la modestia, la purezza, la temperanza, il pudore, la purezza d'animo che vi sono implicite, comporta né più né meno che l'esercizio della moderazione in tutto quanto riguarda l'abbigliamento, il linguaggio, i divertimenti, e le occupazioni artistiche e letterarie. Impone una diuturna vigilanza nel controllo dei desideri carnali e inclinazioni corrotte.”

Quindi il suo problema è tale che lei deve continuare a lottare contro di esso, con determinazione e con l'aiuto della preghiera. Ricordi però che è solo una delle molte tentazioni e manchevolezze che un essere umano deve sforzarsi di vincere nel corso della vita, e Lei non deve aumentarne le difficoltà dandovi troppa importanza. Le suggeriamo di cercare di vederlo nell'ambito dell'intera gamma di qualità che un Bahá’í deve sviluppare nel carattere. Sia vigile contro le tentazioni, ma non permetta che le richieda una parte eccessiva d'attenzione. Piuttosto si concentri sulle virtù che deve sviluppare, i servigi che deve cercare di rendere, e soprattutto su Dio e i Suoi attributi, e dedichi le sue energie a vivere una piena vita Bahá’í in tutti i suoi molteplici aspetti."

(Casa Universale di Giustizia a un credente, Lights of Guidance, pp. 269/70)

SCIENZA DELLA MEDICINA

"Questa sapienza è la più importante fra tutte le scienze, perché è il più grande mezzo che proviene da Dio. Datore di vita alla polvere, per preservare il corpo di tutti".

Bahá'u'lláh
V
SCIENZA DELLA MEDICINA
Scienze che vi saranno di beneficio

144. "Vi abbiamo concesso il permesso di studiare quelle scienze che vi siano di beneficio, non scienze che portino a vuote dispute. Questo è meglio per voi, se lo aveste saputo."

(Bahá'u'lláh: Selections from Bahá'í Writings on Some Aspects of Health and Healing, p. 1)

Medicina - la più importante di tutte le scienze

145. "Questa sapienza (cioè l'arte di guarire) è la più importante di tutte le scienze perché è il più grande mezzo che proviene da Dio - Datore di vita alla polvere - per preservare i corpi di tutti, ed Egli ha posto tale scienza a capo di tutte le scienze del sapere. Perché questo è il giorno in cui dovrete ergervi per la Mia vittoria."

(Bahá'u'lláh: Bahá'u'lláh e la Nuova Era, p. 168)
Nel Suo Sacro Nome

146. "Abbia ogni bene il medico che cura le malattie nel Mio sacro e benamato Nome".

(Bahá’u’lláh: Selection from Bahá'í Writings on Some Aspects of Health and Healing, p. 1)

Amore di Dio e le scienze

147. "...Ogni branca del sapere, unita con l'amore di Dio, è approvata e degna di lode; ma privo del Suo Amore, il sapere è sterile, anzi, porta alla follia. Ogni genere di sapere, ogni scienza è come un albero. Se il suo frutto è l'amor di Dio, quello è come un alberello benedetto, altrimenti non è altro che legna secca, che serve solo ad alimentare il fuoco."

('Abdu'1-Bahá: Antologia, n.154, p. 173/4).

Cercate di diventare altamente qualificati in questa scienza

148. "Dovete cercare di studiare la scienza della medicina... Sforzatevi notte e giorno di ottenere un'alta qualifica in questa scienza. E quando volete prescrivere una cura volgete il cuore al Regno di Abhá implorando confermazioni divine."

('Abdu'1-Bahá: Selection from Bahá'í Writings on Some Aspects of Health and Healing, p. 2)

Uomini di cultura e conoscenza

149. "Quanto alla domanda se i Bahá’í devono familiarizzarsi con le varie scienze e branche di studio, Shoghi Effendi desidera che la informi che sia Bahá’u’lláh sia 'Abdu'l-Bahá hanno conferito una posizione altissima agli uomini di cultura e conoscenza, e Bahá’u’lláh dice in una delle Sue Tavole che incombe ad ogni Bahá’í di rispettare quelle persone. Inoltre non vi è alcun dubbio che la familiarità con diverse branche di studio amplia il punto di vista così si può comprendere e cogliere molto di più il significato del Movimento Bahá’í e i Suoi principi.

(A nome di Shoghi Effendi a un credente, 4 dicembre 1924: ibid., p. 5)

Psichiatria

150. "Nei nostri insegnamenti non vi è nulla su Freud e i suoi metodi. Le cure psichiatriche, in genere, sono senza dubbio un importante contributo alla medicina, ma dobbiamo pensare che è una scienza ancora in via di sviluppo piuttosto che una scienza perfetta. Poiché Bahá’u’lláh ci ha incoraggiato a far ricorso all'aiuto di buoni medici, certo i Bahá’í non solo sono liberi di rivolgersi alla psichiatria, ma quando è possibile devono farlo. Ciò non vuol dire che gli psichiatri siano sempre saggi o sempre nel giusto; significa che siamo liberi di far ricorso a quanto di meglio offre la medicina."

(A nome di Shoghi Effendi, 12 gennaio 1957: ibid., pp. 8/9)

Psicologia

151. "...La psicologia è tuttora una scienza molto giovane ed inesatta, e col passare degli anni psicologi Bahá’í, che conoscono dagli Insegnamenti dì Bahá’u’lláh il vero modello della vita umana, riusciranno a fare grandi progressi nel suo sviluppo, e saranno di grande aiuto nell'alleviare le sofferenze umane.

(A nome della Casa Universale di Giustizia)
Ipnotismo

152. "L'ipnotismo ha una debole influenza sul corpo, ma nessun risultato. Ma il potere del regno di Dio è grande. Se puoi, sforzati d'ottenere una parte di quel potere."

('Abdu'l-Bahá: Tabtets of 'Abdu'l-Bahá, Vol. I, p. 169)

Autosuggestione ed ipnotismo

153. " ‘Abdu'l-Bahá ci ha messo in guardia contro ciò che va sotto il nome di pratiche psichiche; ma siamo liberi di trarre vantaggio da qualsiasi forma di autosuggestione o ipnotismo che sia usata dalla scienza medica o da medici adeguatamente qualificati se pensiamo che il medico che ne fa uso sia capace e non abuserà dei suoi diritti."

(A nome del Custode a un credente, 15 febbraio 1957: Selections from Bahá’í Writings on Some Aspects of Health and Healing, p. 9)

AI MEDICI

"Per la Mia Vita! La visita del medico che ha bevuto il Vino del Mio amore, è guaritrice, e il suo respiro pietà e speranza

Bahá'u'lláh
VI
AI MEDICI
Sii unico nella tua professione

154. ". .Devi impegnarti molto in modo da diventare unico nella tua professione e famoso in quei luoghi, perché raggiungere la perfezione nella professione in questo misericordioso periodo è considerato culto a Dio..."

('Abdu'1-Bahá: Selections from Bahá'í Writings on Some Aspects of Health and Healing, p. 2)

Questo è culto

155. "Questo è culto: servire l'umanità e provvedere ai bisogni del prossimo. Servizio è pregare. Un medico che assiste il malato con gentilezza, con amore senza pregiudizi e con fede nella solidarietà della razza umana, rende lode a Dio."

('Abdu'l-Bahá: La saggezza di 'Abdu'l-Bahá, p. 220)

Ogniqualvolta assisti un paziente

156. "O leale servo di Dio e guaritore spirituale dell'uomo! Ogniqualvolta assisti un paziente, rivolgi il viso verso il Signore del Regno celeste e chiedi che lo Spirito Santo venga in soccorso, poi cura la malattia."

('Abdu'1-Bahá: Antologia, n. 154, p. 174)

157. "E quando volete prescrivere una cura volgete il cuore al Regno di Abhá, chiedendo conferme divine."

('Abdu'1-Bahá: Selections from Bahá’í Writings on Some Aspects of Health and Healing, p. 1)

Prescrivere la medicina adatta

158. "...Il dottore deve conoscere tutte le membra, gli organi e anche la costituzione e lo stato del paziente, così da poter prescrivere una medicina benefica contro il violento veleno della malattia. In realtà il dottore deduce dalla malattia stessa il rimedio adatto al paziente, perché egli dapprima fa la diagnosi della malattia, e poi prescrive la medicina adatta. Fino a che la malattia non è stata diagnosticata, come possono essere prescritti il rimedio e la cura? Il dottore deve avere una completa conoscenza della costituzione, delle membra, degli organi e dello stato del paziente ed essere a conoscenza di tutte le malattie e di tutti i metodi di cura, per poter prescrivere una medicina adatta."

('Abdu’1-Bahá, Le Lezioni di San Giovanni d'Acri, p. 203)

Egli è il Taumaturgo

159. " La nostra fede deve essere in Dio. Non v'è altro Dio che Lui, il Taumaturgo, il Sapiente, il Soccorritore...Non v'è alcuna casa in cielo o in terra che non sia governata dalla mano di Dio.

"O medico! nel curare gli infermi, menziona anzitutto il Nome di Dio, il Possessore del Giorno del Giudizio, e usa quindi ciò che Dio ha destinato alla guarigione delle Sue creature. In nome della Mia Vita! Il medico che avrà bevuto il vino dell'Amor Mio, con la sua visita curerà e con il suo fiato darà grazia e speranza. Aggrappati a lui per il bene della tua salute, la sua cura è confermata da Dio."

(Bahá’u’lláh, Bahá’u’lláh e la Nuova Era, p. 168)
Medico con due poteri

160. "O illustre medico!...Sia lodato Iddio, hai due poteri: intraprendere la guarigione fisica e la guarigione spirituale. Le cose relative allo spirito dell'uomo hanno un grande effetto sulle condizioni del suo corpo. Per esempio, devi allietare il paziente, dargli conforto e felicità e portarlo all'estasi e all'esultanza. Quante volte è accaduto che ciò ha prodotto una pronta guarigione. Perciò tratta gli ammalati con entrambi i poteri. I sentimenti spirituali hanno una sorprendente efficacia nel guarire le malattie nervose."

('Abdu'1-Bahá:, Antologia, n. 130, p. 146)
Non è da biasimare

161. "...se un medico conforta un malato dicendogli: "Grazie a Dio, state meglio, vi è speranza che possiate rimettervi", anche se ciò non risponde a verità, può essere di conforto al paziente e apportare un miglioramento decisivo della malattia. Tale menzogna non è quindi da biasimare."

('Abdu'1-Bahá, Le Lezioni di San Giovanni d'Acri, p. 271/2)

Guarisci le malattie degli ignoranti

162. "Dì al dottor . . .che ha studiato medicina ed ha curato mali fisici. Imploro Dio ch'egli possa diventare medico spirituale e guarire le malattie degli ignoranti."

(Tablets of 'Abdu'l-Bahá, Vol. III, p. 507)

163. "O tu appassionato! Sii medico per ogni malato ed insegna ad ogni ignorante; mostra agli altri la via del Regno e guidali alla vita eterna."

(ibid., p. 524)
Combina i due servigi

164. "Dovresti continuare la tua professione e al tempo stesso cercare di servire il Regno di Dio."

('Abdu'l-Bahá, Selection from Bahá’í Writings on Some Aspects of Health and Healing, p. 2)

165. "In verità, imploro il Signore degli Eserciti di accrescere ogni giorno la tua fede più del giorno precedente, di confermarti col Suo Spirito Santo, di darti la capacità di attingere alle luci della conoscenza e della saggezza, di fare di te un araldo del Patto in quelle regioni, e di istruirti in ciò che non conosci: così che tu divenga medico per i corpi e per le anime, curi i corpi con medicine utili e benefiche per le (malattie) fisiche, e curi cuori e anime con quell'antidoto che rianima cuori e anime.

"O amico Mio, ti incombe d'essere distaccato (da tutto fuorché da Dio), d'essere appassionato, sincero e di spendere la vita sulla via di Dio. Sii santo, spirituale, divino, vivace, brillante, simile a Dio, santificato, puro, con carattere misericordioso, fermo nel Patto, di parola facile e saggio: volgi lo sguardo al Regno di El-Abhá con cuore colmo dell'amore di Dio, lacrimante nel ricordo di Dio, col volto che riluce della luce di Dio, col cuore sincero per gli amati di Dio, e con una spada che divida il vero dal falso. In nome di Dio, l'Unico Vero, lo Spirito di Bahá ti assisterà con tale forza che tutte le schiere terrene non riusciranno (a contrastarti)."

(Tablets of 'Abdu'l-Bahá, Vol. I, pp. 166-7)
L'abile medico

166. "L'essere umano non può rimanere in una condizione:

esistono malattie differenti che richiedono ognuna un particolare rimedio. L'abile medico non dà la stessa medicina per curare ogni malattia, ma varia i rimedi e le medicine a seconda delle differenti malattie e delle costituzioni. Una persona può avere una grave malattia causata dalla febbre, e il bravo dottore gli somministrerà cure rinfrescanti, e quando, in un altro periodo, le condizioni di questa persona saranno cambiate, e alla febbre saranno subentrati i brividi, senza dubbio il bravo dottore scarterà le medicine rinfrescanti e permetterà l'uso di bevande calde; questi mutamenti sono richiesti dalle condizioni del paziente, e sono una prova evidente dell'abilità del medico."

('Abdu'l-Bahá, Le Lezioni di San Giovanni d'Acri, p. 128/9)

Il medico sapientissimo

167. "Il Medico Sapientissimo ha le dita sul polso dell'umanità. Egli con la Sua infallibile saggezza individua la malattia e prescrive il rimedio. Ogni epoca ha il suo problema ed ogni anima la sua particolare aspirazione. Il rimedio necessario al mondo nel suo triste stato attuale non potrà mai essere lo stesso che gli occorrerà in un'epoca futura. Interessatevi premurosamente delle necessità dell'epoca in cui vivete ed accentrate le vostre deliberazioni sulle sue esigenze e necessità."

(Bahá’u’lláh, Spigolature, CVI, p 233)
Pratiche corrotte

168. "Il Custode considera molto ammirevole il vostro atteggiamento nei riguardi del costume corrotto di accettare provvigioni dai colleghi medici e farmacisti. Quanto più i Bahá’í saranno retti e nobili, tanto più impressioneranno gli altri con la vitalità spirituale della Fede in cui credono."

(Shoghi Effendi, da una lettera scritta a suo nome ad un credente in data 20 ottobre 1953)

I medici non dovrebbero lavorare durante i nove giorni sacri Bahá’í

169. "Egli pensa sia meglio che i medici Bahá’í non lavorino durante i nostri nove Giorni Sacri - ma naturalmente ciò non significa che non debbano assistere persone molto ammalate e per un'emergenza, in questi giorni."

(A nome di Shoghi Effendi all'Assemblea Spirituale Nazionale dell'India, 2 agosto 1946, Dawn of a New Day, p. 116)

LE MALATTIE

“….quando soffriamo queste avversità dobbiamo ricordare che gli stessi Profeti di Dio non erano immuni dalle cose di cui gli uomini soffrono. Anch'essi cono-scevano dolore, malattia e soffe-renza”.

Shoghi Effendi
VII
LE MALATTIE
Mondo della materia - fonte di tristezza

170. "...ma tutta la tristezza e il dolore che esistono vengono dal mondo della materia, il mondo spirituale dà soltanto la gioia! Se noi soffriamo, la sofferenza è il risultato delle cose materiali; e tutte le prove e tutte le difficoltà vengono da questo mondo d'illusione.

"Per esempio: un commerciante può perdere la sua clientela, e questo fatto produce in lui uno stato di depressione. Un operaio viene licenziato, ed egli è preso dall'incubo della fame. Un agricoltore ha un cattivo raccolto, e vive in grande ansia. Un uomo costruisce una casa che un incendio rade al suolo, ed ecco che egli è senza tetto, rovinato e disperato.

"Tutti questi esempi servono a dimostrarvi che le difficoltà che incontriamo ad ogni passo, il dolore, il dispiacere, la vergogna e la tristezza sono generati nel mondo della materia. Dal Regno Spirituale invece non viene mai tristezza. Un uomo che vive concentrando i suoi pensieri in quel Regno, non conosce che la gioia. I mali a cui è soggetta la carne non toccano lui, ma sfiorano soltanto la superficie della vita, che in fondo rimane calma e serena.

('Abdu'l-Bahá, La Saggezza di 'Abdu'l-Bahá, pp. 132/3)

I profeti di Dio non sono immuni dalla sofferenza

171. "...quando soffriamo queste avversità dobbiamo ricordare che gli stessi Profeti di Dio non erano immuni dalle cose di cui gli uomini soffrono. Anch'essi conoscevano dolore, malattia e sofferenza. Si sollevavano al di sopra di queste cose per mezzo del loro spirito, e questo è ciò che anche noi dobbiamo cercare di fare, quando siamo afflitti. I problemi di questo mondo passano, e rimane quello che abbiamo fatto della nostra anima; per cui dobbiamo guardare a questo - diventare più spirituali, avvicinandoci a Dio, non importa ciò a cui la nostra mente e il nostro corpo vanno incontro."

(A nome di Shoghi Effendi a un credente, agosto 1949, Bahá'í News, Vol. 231, maggio 1950, p. 1)

Peculiarità di questo mondo fisico

172. "O tu ancella di Dio! Anche se nel corpo sei debole e malata e, come Giobbe, soggetta a molte prove, pure (grazie a Dio) sei forte nello spirito, piena di benessere e giocondità. Le peculiarità di questo mondo fisico sono le malattie e l'infermità, e l'essenza dell'universo di Dio benessere e vigore. Il corpo è come la lampada e lo spirito come la luce. Sia lode a Dio, che la luce è nel massimo fulgore, non importa se la lampada è in qualche modo incrinata."

('Abdu'l-Bahá, Star of the West, Vol. lX, n. 15, p. 173)

L'anima indipendente dalle malattie corporee

173. "Che una persona malata mostri segni di debolezza è dovuto ad ostacoli che si interpongono fra l'anima e il corpo, in quanto l'anima stessa è indipendente da qualunque malattia fisica."

(Bahá’u’lláh)

174. "Sappi che l'anima umana è al di sopra e indipendente da tutte le infermità del corpo o della mente."

(Bahá’u’lláh, Spigolature dagli scritti di Bahá'u'lláh, LXXX, p. 170)

Conseguenza delle proprie azioni

175. "Le prove dell'uomo sono di due generi. (a) Le conseguenze delle proprie azioni.. quando un uomo mangia troppo, rovina la sua digestione; se prende del veleno, si ammala e muore... Se beve troppo, perde l'equilibrio. Tutte queste sofferenze sono causate dall'uomo stesso! Perciò è chiaro che alcuni dolori sono conseguenze delle proprie azioni."

('Abdu'1-Bahá, Li Saggezza di 'Abdu'l-Bahá, p. 56)

Malattia - squilibrio degli elementi costituenti

176. "O tu che sei attratto verso i fragranti abiti di Dio! Ho letto la tua lettera indirizzata alla signora Lua Getsinger. Hai esaminato con gran cura le ragioni dell'irruzione della malattia nel corpo umano. È certamente vero che i peccati sono una possente causa di malattie fisiche. Se l'umanità fosse libera dalle contaminazioni del peccato e del traviamento e vivesse secondo un naturale, innato equilibrio, senza inclinare dovunque le sue passioni la sospingono, è innegabile che le malattie non avrebbero più la meglio, né si diversificherebbero con tale intensità.

"Ma l'uomo ha perversamente continuato ad indulgere ai propri appetiti sensuali e non si è accontentato di cibi semplici. Nient'affatto: si è preparato cibi composti di molti ingredienti, di sostanze diverse le une dalle altre. La sua attenzione è stata assorbita in questo e nel perpetrare azioni vili e ignobili, egli ha abbandonato la temperanza e la moderazione di un modo naturale di vivere. Il risultato è stato il prodursi di malattie violente e diverse.

Infatti l'animale, in quanto al suo corpo, è formato dagli stessi elementi costituenti l'uomo. Ma poiché l'animale si accontenta di cibi semplici e si sforza di non indulgere eccessivamente ai propri bisogni inopportuni e non commette peccati, i suoi malanni nei confronti di quelli dell'uomo sono pochi. Dunque, vediamo chiaramente quanto potenti siano il peccato e la ribellione come fattori patogenetici. Tali sono le cause spirituali, interiori di malattia.

Il fattore eziologico esteriore, fisico della malattia è un disturbo nell'equilibrio, nella proporzionalità di tutti gli elementi di cui il corpo umano è composto. Cioè: il corpo dell'uomo è una composizione di molti elementi, e ciascun componente è presente in una quantità prescritta, e contribuisce all'essenziale equilibrio del tutto. Finché i costituenti restano nella loro debita proporzione, secondo l'equilibrio naturale dell'insieme - cioè se nessun componente subisce mutamenti di grado e di equilibrio naturale, cioè nessun componente è aumentato o diminuito - non c'è causa materiale per l'irruzione della malattia.

Per esempio, la componente grassa dev'essere presente in una data quantità, e lo zucchero in una data quantità. Finché ciascuno si mantiene nella sua proporzione naturale, non vi sarà causa d'insorgenza di malattia. Ma quando questi costituenti variano nelle loro quantità naturali e previste - cioè quando sono aumentati o diminuiti - è certo che ciò aprirà la porta all'ingresso delle malattie.

Questo problema richiede la più accurata indagine. Il Báb ha detto che la gente di Bahá deve sviluppare la scienza della medicina a tal segno che cureranno le malattie tramite cibi. La ragione fondamentale di questo fatto è che, dovesse verificarsi uno squilibrio in uno degli elementi che compongono il corpo umano, alterandone la corretta proporzione relativa all'organismo nel suo insieme, ciò sfocerebbe inevitabilmente nell'insorgenza di una malattia. Se, per esempio, la componente grassa subisse un eccessivo incremento, o diminuisse la componente zuccherina, insorgerebbe una malattia. È compito del medico esperto determinare quale componente del corpo del paziente sia diminuita e quale aumentata. Quando lo abbia scoperto, egli deve prescrivere un cibo che contenga l'elemento

carente in considerevoli quantità, per ristabilire l'essenziale equilibrio del corpo. Il paziente, quando la sua costituzione riacquisterà l'equilibrio, sarà liberato dalla malattia.

La prova di questo fatto è che sebbene altri animali non abbiano mai studiato la scienza medica, né svolto ricerche su malattie o su farmaci, terapie e cure - eppure, quando uno di loro cade in preda a una malattia, la natura lo guida, nei campi o in luoghi deserti, proprio verso quella pianta che, quando esso ne abbia mangiato, lo libererà dalla sua infermità. La spiegazione è che se, per esempio, nel corpo dell'animale è diminuita la componente zuccherina, secondo una legge naturale l'animale sente il bisogno di un'erba ricca di zucchero. Quindi, grazie a un naturale impulso, cioè l'appetito, fra mille differenti varietà di piante nei campi, l'animale scopre e mangia quell'essenza che contiene abbondanti quantità di componente zuccherina. Così l'essenziale equilibrio delle sostanze che compongono il corpo è ristabilito e l'animale è liberato dalla malattia.

È una questione che richiede la più attenta disamina. Quando valentissimi medici l'avranno esaminata esauriente-mente, a fondo e con perseveranza, si vedrà chiaramente che gli accessi del male sono dovuti a un disordine nelle quantità relative delle sostanze che compongono il corpo e che la terapia consiste nel riaggiustare queste proporzioni relative e che ciò può essere compreso e reso possibile per mezzo di cibi.

È certo che in questa nuova portentosa età lo sviluppo della scienza medica porterà i medici a curare i pazienti tramite i cibi. E infatti il senso della vista, il senso dell'udito, del gusto, dell'odorato e del tatto - sono tutti facoltà percettive, aventi lo scopo di separare ciò che è benefico da ciò che arreca danno. Ora, è mai possibile che il senso dell'odorato possa giovare al corpo? Assurdo! Impossibile! Analogamente, potrebbe il corpo umano, mediante la facoltà della vista - quella che distingue fra le cose visibili - trarre giovamento dal guardare una ripugnante

massa di escrementi? Mai! E ancora se il senso del gusto, anch'esso una facoltà che accetta e rifiuta, è offeso da qualcosa, quella cosa non è sicuramente benefica e se da principio può portare qualche vantaggio, alla fine se ne dimostrerà la nocività.

E ugualmente, quando la costituzione si trovi in una condizione di equilibrio, non v'è dubbio che ogni cosa mangiata con appetito fa bene alla salute. Osservate come l'animale bruchi nei campi dove si trovano centomila generi di erbe e di essenze e come, con il senso dell'odorato, annusi gli odori delle piante e le assaggi con il senso del gusto e poi mangi quell'erba che risulti gradevole a quei sensi e ne tragga beneficio. Se non fosse per questa capacità di scelta, gli animali morirebbero in un solo giorno, poiché esistono moltissime piante velenose e gli animali non sanno nulla di farmacopea. Eppure guardate quale attendibile scala di misura essi hanno, per mezzo della quale possono distinguere ciò che è buono da ciò che nuoce. Qualunque costituente del loro corpo sia diminuito, essi possono ripristinarlo cercando e mangiando una pianta in cui si trovi un'abbondante riserva dell'elemento carente; e così l'equilibrio dei componenti del loro corpo è ristabilito ed essi sono liberi dalla malattia.

Quando medici valentissimi avranno sviluppato l'arte di guarire le malattie per mezzo di cibi, prescriveranno cibi semplici e proibiranno agli uomini di essere schiavi degli appetiti dei sensi, è certo che l'incidenza delle malattie croniche e complicate diminuirà e che la salute generale dell'umanità migliorerà di molto: è destino che ciò accada. Analogamente si avranno modificazioni universali nel carattere, nella condotta e nelle maniere degli uomini.

('Abdu'1-Bahá, Antologia, n. 134, p. 148/51)
Preghiera e sforzo continuo

177. "Questi impedimenti (cioè malattie ed altre difficoltà) per quanto gravi e insuperabili possano dapprima apparire, possono e devono essere superati tramite il potere combinato e sostenuto della preghiera e di uno sforzo determinato e continuo."

(Shoghi Effendi, Bahá'í News, Vol. 134, p. 2)
Cancro

178. "Il cancro è un terribile flagello oggi nel mondo! Ma quando i credenti sono chiamati a subire queste terribili prove, hanno la fede a sostenerli, l'affetto dei loro amici Bahá’í a confortarli, e le gloriose parole di Bahá’u’lláh sull'immortalità a dare loro fiducia e coraggio. Veramente siamo benedetti anche durante le nostre maggiori prove."

(Shoghi Effendi, Directives from the Guardian, New Delhi, p. 39)

Non è stato affermato che sia una malattia spirituale

179. “Non è autorevole la presunta dichiarazione di 'Abdu'l-Bahá che il cancro sia una malattia spirituale. Questa affermazione non è autorevole e non deve essere diffusa.”

(A nome di Shoghi Effendi a un credente, 10 luglio 1939)

La pazzia è curabile con la preghiera

180. "La malattia è di due tipi, materiale e spirituale. Ad esempio, nel caso di un taglio alla mano se pregate per la guarigione del taglio e non fermate il sangue, non otterrete granché: ci vuole un rimedio materiale.

Talora, se il sistema nervoso è paralizzato dalla paura, è necessario un rimedio spirituale. La pazzia, altrimenti incurabile, può essere curata con la preghiera. Succede spesso che i dispiaceri facciano ammalare. Quella malattia può essere curata con mezzi spirituali."

('Abdu'l-Bahá, Star of the West, Vol. VIII, n. 18, p. 230)

Difficoltà di linguaggio

181. "Egli certamente continuerà a pregare perché il suo caro figliolo faccia progressi e superi le difficoltà di linguaggio - una difficoltà che, anche se può metterlo in imbarazzo, fa sì che gli altri ammirino ancor più i suoi sforzi.

(A nome di Shoghi Effendi a un credente, 5 agosto 1949: Selections from Bahá'í Writings

on Some Aspects of Health and Healing, p 8)
Malattie mentali

182. "Negli insegnamenti Bahá’í è detto chiaramente che quando si è ammalati si deve cercare il miglior consiglio medico a disposizione. Ciò naturalmente ci lascia liberi di scegliere quanto si considera buono nell'opinione medica. Se Lei e la madre di... ritenete che stia migliorando grazie alle cure del vostro medico, e... desidera attendere e pazientare per vedere se continua ad aver progressi, non si può certo obiettare contro le sue decisioni. Vi sono, come sa, moltissime malattie e disturbi mentali oggi, e la sola cosa che i Bahá’í non devono fare è assumere un atteggiamento pessimista al riguardo. Il potere della Fede è tale da riuscire a sostenerci malgrado le nostre malattie, qualunque esse siano, ad un livello molto più alto di altre persone che ne sono prive. Ciò tuttavia non significa che dobbiamo ignorare i consigli e le cure mediche. Al contrario, dovremmo fare del nostro meglio per avere l'opinione di specialisti e medici competenti."

(A nome di Shoghi Effendi a un credente, 12 gennaio 1957, Selections from Bahá'í Writings on Some Aspects of Health and Healing, pp. 8/9)

183. "È molto duro essere soggetti a qualunque malattia e particolarmente a quelle mentali. Tuttavia, dobbiamo sempre ricordare che esse non hanno nulla a che fare con il nostro spirito o la nostra relazione interiore con Dio.

È un vero peccato che in realtà si conosca così poco della mente, delle sue funzioni e delle malattie che l'affliggono; senza dubbio, via via che il mondo diventerà più incline alla spiritualità e gli scienziati comprenderanno la vera natura dell'uomo, per le malattie nervose, si troveranno cure più umane e permanenti."

(A nome di Shoghi Effendi a un credente, 12 aprile 1948: ibid. p. 8)

Trattamento con Elettroshock

184. "Il Custode, mentre si volge a Lei con tutto il cuore per i Suoi timori e le Sue sofferenze, non può dirLe se i trattamenti con elettroshock devono essere usati o no, in quanto si tratta di una questione puramente medica, e non vi sono riferimenti al riguardo nei nostri Scritti. I migliori scienziati, non i profani, devono pronunciarsi su tali metodi.

Deve ricordare sempre, non importa quanto Lei o altri siate stati afflitti da disturbi mentali e dall'ambiente schiacciante di questi Istituti Statali, che il Suo spirito è sano, vicino al nostro Benamato, e nell'altra vita godrà di uno stato felice e normale dell'anima. Speriamo che nel frattempo gli scienziati trovino cure migliori e permanenti per i malati di mente. Ma in questo mondo simili malattie sono veramente un fardello pesante da sopportare."

(ibid.)
GUARIGIONE
“ Ogni vera guarigione viene da
Dio ”
'Abdu'l-Bahá
VIII
GUARIGIONE
Due modi di guarire

185. "O ancella di Dio, vi sono due tipi di malattie: spirituali e fisiche. Le malattie fisiche sono curate dalla medicina e con essenze tratte da arbusti e piante. Le malattie che provengono dalle emozioni della mente sono curate con il potere dello spirito dell'uomo. Ma il potere dello spirito divino domina tutte le malattie del corpo e della mente. Quando lo spirito dell'uomo è corroborato e assistito dalle confermazioni dello Spirito Santo, allora mostra i suoi effetti in ogni condizione del mondo dell'esistenza.

Quanto alla guarigione mentale, anch'essa ha un effetto in quanto riflessi si producono fra i cuori tramite il potere della concentrazione. Il potere della concentrazione produce impressioni che causano guarigione o sollievo."

('Abdu'1-Bahá)

186. "Vi sono due modi di guarire le malattie: mezzi materiali e mezzi spirituali. I primi attraverso l'uso di rimedi e medicine; i secondi, consistono nel pregare e volgersi a Dio. Ambedue i mezzi vanno usati e praticati.

Malattie causate da eventi fisici vanno curate con rimedi medici; quelle dovute a cause spirituali scompaiono tramite mezzi spirituali. Così una malattia causata da afflizione, paura, impressioni nervose, sarà curata più con trattamenti spirituali che fisici. Quindi, ambedue i tipi di rimedi dovrebbero essere presi in considerazione. Inoltre, essi non sono in contrasto e do-vrete accettare i rimedi fisici come provenienti dalla misericor-dia e dal favore di Dio, Che ha rivelato e reso manifesta la scienza medica cosicché i Suoi servi possano trarre profitto anche da questo tipo di cura. Devi prestare uguale attenzione alle cure spirituali, in quanto producono effetti meravigliosi.

Ora, se desideri conoscere il rimedio divino che guarirà l'uomo da ogni malattia e gli darà salute nel regno divino, sappi che sta nei precetti e negli insegnamenti di Dio. Custodiscili religiosamente."

('Abdu'l-Bahá, Selections from Bahá'í Writings on Some Aspects of Health and Healing p. 4)

La sola preghiera non basta

187. "Come sa, Bahá’u’lláh ha ordinato che in caso di malattia dobbiamo sempre consultare i medici più competenti. E ciò è quanto il Custode Le consiglia decisamente di fare. Infatti la preghiera da sola non è sufficiente. Per renderla più efficace dobbiamo avvalerci di tutti i vantaggi fisici e materiali che Dio ci ha dato. La guarigione tramite le sole forze spirituali è indub-biamente altrettanto inadeguata quanto quella che i medici e pensatori materialisti vanamente cercano di ottenere facendo ricorso unicamente a espedienti e metodi meccanici. Il miglior risultato si può ottenere combinando i due processi: spirituale e fisico."

(Shoghi Effendi, ibid., p. 6)

Guarigione spirituale e materiale sono essenziali e complementari

188. "Quanto alla Sua domanda sulla guarigione spirituale:

Questo tipo di cura costituisce, in effetti, uno dei metodi più efficaci per liberare una persona da dolori e sofferenze sia mentali o fisici. Nei Suoi discorsi raccolti ne "La Saggezza", 'Abdu'l-Bahá ne sottolinea l'importanza affermando che essa deve essere usata quale strumento essenziale per ottenere una completa guarigione materiale. Ma la cura spirituale non è né può essere un sostituto della cura materiale, di cui è peraltro un valido complemento. Entrambe sono in verità essenziali e complementari.

(compilazione Spiritismo, reincarnazione e fenomeni medianici, n. 36, p 22)

La vera guarigione

189. "Ogni vera guarigione viene da Dio! Vi sono due cause di malattia: una materiale, l'altra spirituale. Se la malattia è del corpo, un rimedio materiale è necessario, se è dell'anima occorre un rimedio spirituale.

Se la benedizione celeste è sopra di noi quando il rimedio viene dato allora soltanto possiamo guarire, perché la medicina non è che il mezzo esterno e visibile per il quale si ottiene dal cielo la guarigione. Se lo spirito non è guarito, la guarigione del corpo non ha importanza. Tutto è nelle mani dì Dio, e senza di Lui non possiamo avere la salute."

('Abdu'1-Bahá, La Saggezza di 'Abdu'l-Bahá, p. 16)

190. "Vi è un solo potere che guarisce: Dio. Lo stato o la condizione attraverso la quale si guarisce è la condizione del cuore. Certi assurgono questo stato con pillole, polveri e consigli medici. Altri coll’igiene, il digiuno e la preghiera. Altri ancora attraverso percezioni dirette. Tutto quello che vediamo intorno a noi è potere spirituale. È lo spirito nell'erba e nel minerale che agisce sul corpo umano, e cambia le sue condizioni."

('Abdu'l-Bahá, Star of the West, Vol. VIII, N. 18, p. 233)

GUARIGIONE MATERIALE
Cura con diete

191. "Cura le malattie preferibilmente per mezzo della dieta ed evita l'uso dei medicinali, e se trovi quel che è necessa-rio in una sola erba, non far uso di un medicinale composto..."

(Bahá'u'lláh, Bahá'u'lláh e la Nuova Era p 162)
Guarigione con cibi, frutta, ecc.

192. "...Parliamo ora di guarigioni da ottenersi con mezzi materiali. La medicina è ancora ad uno stadio iniziale; essa non ha raggiunto la maturità, ma quando l'avrà raggiunta le cure verranno effettuate con rimedi non ripugnanti al gusto né all'olfatto dell'uomo, e cioè con alimenti, frutta, e verdure gradevoli sia al gusto sia all'olfatto. Poiché la causa che provoca malattie - cioè, la causa che consente alla malattia di penetrare nell'organismo umano - o è di natura fisica oppure risulta dall'eccitamento dei nervi.

Le principali cause di malattie sono fisiche; perché il corpo umano è composto di numerosi elementi, distribuiti in una misura e con un equilibrio particolari. Fino a che questo equilibrio si mantiene, l'uomo rimane immune dal male; ma, se questo equilibrio essenziale, che costituisce il perno della costituzione organica, è turbato, sopravviene la malattia.

Se per caso vi è un impoverimento di uno degli elementi costituenti il corpo umano, e moltiplicazione in un altro, la proporzione e l'equilibrio organico sono compromesse e si ha la malattia. Ad esempio se la proporzione di un componente deve essere di mille, e quella di un altro elemento di cinque per dar luogo all'equilibrio, e il fattore "mille" diminuisce fino a settecento, mentre il fattore "cinque" sale fino a turbare l'equilibrio, si ha l'insorgere della malattia. Ristabilito l'equilibrio grazie a rimedi e cure, la malattia viene allontanata. Così, se il glucosio aumenta, la salute viene compromessa; ma se il medico proibisce dolci e amidi, il glucosio diminuisce, l'equilibrio si ristabilisce, e il male è debellato. Ora, l'armonia di questi elementi del corpo umano può essere ristabilita in due modi; con le medicine e gli alimenti, e quando il corpo ha riacquistato il suo equilibrio, il male è bandito.

Tutti gli elementi costitutivi dell'uomo, esistono anche nei vegetali; di conseguenza, se uno di essi va diminuendo e l'uomo si nutre di cibi che ne contengono, l'equilibrio verrà ristabilito, e l'uomo guarirà. Ove lo scopo sia l'equilibrarsi degli elementi costitutivi del corpo, esso potrà essere ottenuto tanto con le medicine quanto con i cibi.

La maggior parte delle malattie che colpisce l'uomo colpisce anche gli animali; ma l'animale non si cura con le medicine. Nelle montagne, nelle foreste, è la facoltà del gusto e dell'olfatto che agisce terapeuticamente per gli animali. Esso annusa le piante che crescono nei boschi, mangia quelle che attraggono il suo gusto e il suo olfatto, e guarisce. Quando il glucosio diminuisce nella sua costituzione, egli comincia a desiderare cose dolci; mangia erbe dal sapore dolce, secondo che piacciono al suo olfatto e gusto, ed è la natura che lo guida poiché - in tal modo - aumenta in lui il glucosio mancante ed egli riacquista la salute.

Appare quindi evidente che è possibile curarsi con cibi, con alimenti e frutta; ma siccome la scienza medica è tuttora imperfetta, ciò non è stato ancora completamente compreso. Quando la scienza medica giungerà alla perfezione, le cure verranno effettuate con cibi, alimenti, frutti fragranti, verdure e con svariate acque dalle diverse temperature, calde o fredde.

('Abdu'l-Bahá, Le Lezioni di San Giovanni d'Acri, pp. 318/20)

Abbandonali!

193. "Astieniti dai farmaci quando la salute è buona, ma somministrali quando è necessario..."

(Bahá'u'lláh Star of the West, Vol. XIII, N. 9, p. 252)

Consultate medici esperti

194. "Quando vi ammalate, rivolgetevi a medici compe-tenti. In verità non abbiamo abolito il ricorso a mezzi materiali, anzi lo abbiamo confermato con questa Penna di cui Dio ha fatto l'Alba della Sua Causa luminosa e risplendente."

(Bahá'u'lláh, Selections from Bahá'í Writings on Some Aspects of Health and Healing, p.1)

195. "Qualunque cosa i medici o chirurghi competenti prescrivano al paziente va accettata e seguita."

(ibid.)

196. "Si deve obbedire all'ingiunzione di Dio e sottomettersi al parere del medico. Hai intrapreso questo viaggio in ossequio al Suo comando e non per ottenere guarigione, in quanto la guarigione è nelle mani di Dio, non nelle mani dei medici."

('Abdu'1-Bahá, ibid., p. 4)

197. "A ciascuno incombe di ricorrere alle cure mediche e di seguire le istruzioni del medico, in quanto ciò è in ossequio all'ordinanza divina, ma, in realtà, Chi guarisce è Dio."

(ibid.)

198. "Perciò devi accettare anche i rimedi materiali, poiché anch'essi provengono dalla misericordia e dal favore di Dio, Che ha rivelato e palesato la scienza medica così che i Suoi servi possano giovarsi anche di questo tipo di trattamento."

('Abdu'l-Bahá, Antologia, n. 133, p. 174)

199. "Qualunque cosa viene prescritta da medici esperti è gradita e accettabile".

(A nome di Shoghi Effendi a un credente, 10 giugno 1928, Selections from Bahá'í Writings on Some Aspects of Health and Healing, p. 5)

200. "Dovrebbe sempre tenere a mente l'istruzione di Bahá’u’lláh che, nel caso di una qualunque malattia, per quanto leggera, si deve sempre ricorrere all'aiuto e al consiglio dei medici più competenti."

(A nome di Shoghi Effendi a un credente, 17 aprile 1937; ibid., p. 6)

201. "...Hai scritto a proposito dei tuoi problemi di vista. Secondo l'esplicito testo divino il malato deve rivolgersi al medico. Questo decreto è decisivo e tutti sono chiamati ad attenervisi. Finché stai lì, devi consultare il più esperto e famoso oculista."

('Abdu'l-Bahá, ibid., p. 4)

202. "Segui il consiglio che Bahá’u’lláh ha così ripetutamente dato nelle Sue Tavole e cioè che, in caso di malattia, dobbiamo sempre consultare i medici più competenti, seguire le loro istruzioni e lasciare il resto nelle mani di Dio."

(A nome di Shoghi Effendi a un credente, 29 giugno 1938: ibid., p. 7)

Anche se il paziente è un medico eminente

203. "Secondo l'esplicito decreto di Bahá’u’lláh, non si deve evitare il consiglio di un medico competente. È imperativo consultarne uno anche se il paziente è un noto ed eminente medico. In breve, il punto è che dovete conservare la salute consultando un medico molto esperto.

('Abdu'1-Bahá, ibid., p. 4)

204. "È stato molto dispiaciuto di sapere quanto è stato malato; e La assicura che pregherà per la Sua salute alla Sacra Tomba.

Inoltre La sollecita a consultare medici di valore per vedere se la medicina moderna non abbia trovato un rimedio per questa malattia che La fa soffrire tanto.

Malgrado le Sue difficoltà La incoraggia a continuare a diffondere il Messaggio di Bahá’u’lláh, perché ciò attrarrà su di Lei le benedizioni divine."

(A nome di Shoghi Effendi a un singolo credente, 1 aprile 1951: ibid., p. 8)

205. "È stato veramente molto dispiaciuto di sapere del Suo grave disturbo, ed è fermamente convinto che non deve disperare per le Sue condizioni, ma al contrario mettersi nelle mani dei migliori specialisti che possono trovare e combattere questa malattia spiritualmente e fisicamente."

(A nome di Shoghi Effendi a un credente, 20 gennaio 1938: ibid., p. 7)

206. "Come già suggerito telegraficamente, deve continuare le cure. Non deve aver fretta ma seguire le istruzioni di un medico esperto e non fare il contrario di ciò che il medico può prescrivere o consigliare."

(A nome di Shoghi Effendi a un credente, 20 gennaio 1938: ibid., p. 7)

Per quanto critico e disperato

207. "Per quanto riguarda la signorina... Shoghi Effendi Le è indicibilmente grato per la gentile assistenza che Lei continuamente presta a suo padre nella drammatica, straziante e veramente disastrosa situazione in cui si trova. Ha fatto benissimo, per critico e disperato il caso della figlia possa essere considerato dai medici, a consigliarlo di portarla in ospedale, e farle avere quanto la scienza medica può offrire di meglio. Così facendo ha agito secondo il consiglio così amorevolmente e ripetutamente dato da Bahá’u’lláh che, in caso di malattia, si deve sempre consultare e seguire le cure di un medico competente e coscienzioso."

(A nome di Shoghi Effendi a un credente, 18 giugno 1939: ìbid.)

Non sottomettersi passivamente alla malattia

208. "Egli è stato molto dispiaciuto d'apprendere delle condizioni di Sua cognata... Le ha già assicurato che pregherà per lei alle Sacre Soglie, e le ha consigliato di non sottomettersi passivamente alla malattia ma d'avere la massima cura di sé sotto la guida dei migliori medici disponibili."

(A nome di Shoghi Effendi, 17 gennaio 1945: ibid.)

209. "Egli è pieno di comprensione nei suoi riguardi per il grande dolore che l'ha colpita. In simili occasioni, i veri servi di Dio, devono rassegnarsi e cercare di agire saggiamente, usando nel contempo tutti i mezzi disponibili per aiutare il loro caro che si trova in difficoltà e soffre per una malattia.

Bahá’u’lláh ci dice che in caso di malattia dobbiamo pregare ma, contemporaneamente, rivolgerci a medici competenti, e seguire le loro ponderate decisioni. Shoghi Effendi desidera che Lei si renda conto se Suo figlio è effettivamente ammalato, e se è così, segua le direttive del medico. Essendo degli esperti nella scienza medica, possono curare meglio di una madre amorosa. Lei può assistere pregando per lui e, nel contempo, aiutando i medici a curarlo."

(A nome di Shoghi Effendi, 9 aprile 1953, ibid., pp 5/6)

GUARIGIONE SPIRITUALE
Quattro modi di curare e guarire senza medicine

210. "Sappi che vi sono quattro modi di curare e guarire senza medicine; due dovuti a cause materiali e due a cause spirituali.

Uno dei mezzi di guarigione materiale è dovuto al fatto che, nell'uomo, tanto la salute quanto la malattia sono contagiose. Il contagio della malattia è rapido e violento, mentre quello della salute è estremamente debole e lento. Se due corpi vengono a contatto, è certo che particelle microbiche passeranno dall'uno all'altro. Allo stesso modo come la malattia si trasferisce da un corpo a un altro per rapido e forte contagio, può darsi che la salute robusta di un uomo forte possa alleviare una lievissima malattia di un malato. S'intende che il contagio della malattia è violento e ha rapido effetto, mentre quello della salute è lento e ha poco effetto che può esplicarsi soltanto nel caso di disturbi molto lievi. Il forte potere di un corpo sano può sopraffare la debolezza di un corpo malato, e la salute ne è il risultato. Questa è una delle possibilità di guarigione.

L'altra specie di guarigione senza medicine è dovuta alla forza magnetica di un corpo che agisce su un altro, e diventa causa di guarigione. Anche questa forza ha solo un leggero

effetto. A volte è possibile beneficare una persona ammalata mettendo la propria mano sulla testa o sul cuore. Perché? Per effetto del magnetismo e dalla impressione mentale riportata dal malato che fa sparire il male. Ma anche questo risultato è assai lieve e debole.

Uno degli altri modi di guarigione con mezzi spirituali - quando cioè l'agente curativo sia una forza spirituale - è dato dalla completa concentrazione mentale di una persona forte sul malato, quando quest'ultimo aspetta con piena fiducia che la guarigione gli venga apportata dalla persona forte, a un punto tale da stabilire un cordiale legame fra loro. La persona forte farà ogni possibile sforzo per curare l'ammalato e costui avrà piena fiducia nella cura. Da queste impressioni mentali deriverà un eccitamento del sistema nervoso, che diventerà causa della guarigione del malato. Allo stesso modo, quando un malato ha forte desiderio e speranza di qualche cosa, e riceve improvvisamente notizia della sua realizzazione, si produce un eccitamento nervoso, che fa scomparire completamente la malattia. Allo stesso modo, se si crea improvvisamente una ragione di spavento, si può produrre tale eccitamento ai nervi di una persona sana, da farla immediatamente ammalare. La causa del male non sarà dovuta a cose materiali, perché la persona non ha mangiato nulla di malsano, né è stata contagiata; unica causa del male è stato l'eccitamento nervoso. Allo stesso modo, l'improvvisa realizzazione di un vivo desiderio, produrrà tale gioia che i nervi ne verranno eccitati, e l'eccitamento porterà alla guarigione.

Per concludere, la completa guarigione è perfetta connessione fra il medico spirituale e il malato - un legame di tale specie che il medico spirituale si concentrerà interamente sul malato, mentre tutta l'attenzione del malato verrà posta nel medico dal quale egli attende di ricevere la salute - questo legame provoca un eccitamento dei nervi che porta alla guarigione. Ma tutto ciò ha effetto soltanto fino a un certo punto, e non sempre. Perché se il paziente è afflitto da un male molto violento, oppure è ferito, questi mezzi non allontaneranno il male né potranno far chiudere la ferita. Questi mezzi non hanno efficacia nel caso di malattie gravi, a meno che non venga in aiuto la costituzione del malato, spesso abbastanza forte da sopraffare il male. È questo il terzo mezzo di guarigione.

Ma il quarto sistema di guarigione avviene unicamente col potere dello Spirito Santo. Qui più nulla dipende dal contatto, dalla vista o dalla presenza, né da condizione alcuna, sia il male lieve o grave, esista o meno il contatto dei corpi, sussista un rapporto fra l'infermo e chi lo assiste, questa guarigione ha luogo soltanto grazie al potere dello Spirito Santo.

('Abdu'1-Bahá, Le Lezioni di San Giovani d'Acri, pp. 315/1 8)

L'arte della guarigione spirituale

211. "O tu che sei puro e spirituale! Volgiti a Dio con cuore infiammato del Suo amore, devoto alla Sua lode, con lo sguardo al Suo Regno e cerca l'aiuto del Suo Santo Spirito in uno stato di estasi, rapimento, amore, struggimento, gioia e fragranza. Dio ti assisterà con uno Spirito dalla Sua Presenza, per guarire malattie ed infermità."

('Abdu'1-Bahá, Tablets of 'Abdu'l-Bahá, p. 628)

212. "Senza l'aiuto di Dio l'uomo è come l'animale che perisce, ma Dio ha riversato su di lui tali meravigliose forze affinché possa sempre alzare lo sguardo al cielo e ricevere, tra gli altri doni, la guarigione dalla Sua Divina Munificenza."

('Abdu'1-Bahá, Saggezza pp. 17/8)

213. "Quando prescrivi una cura, volgiti alla Bellezza Benedetta, poi segui i dettami del cuore. Cura il malato con la gioia celestiale e l'esultanza spirituale, cura gli afflitti dando loro notizie liete e guarisci i feriti con doni risplendenti. Quando sei al capezzale di un paziente, rallegra ed allieta il suo cuore e rapisci il suo spirito con poteri celestiali. In verità tale alito celestiale dà vita alle ossa in dissoluzione e ravviva lo spirito di ogni ammalato e sofferente."

('Abdu'1-Bahá, Selections from Bahá'í Writings on Some Aspects of Health and Healing, p. 3)

214. "Quanto alla Sua domanda sulla guarigione spirituale, questa, invero, costituisce uno dei metodi più efficaci per alleviare le pene e le sofferenze mentali o fisiche di una persona. Nei Suoi discorsi raccolti ne "La Saggezza" 'Abdu'1-Bahá ha sottolineato la sua importanza, affermando che dovrebbe essere usata come mezzo essenziale per avere una completa cura fisica. La guarigione spirituale tuttavia non è, e non può essere, un sostituto della guarigione fisica, ma ne è il più valido comple-mento. Tutte e due sono, invero, essenziali e complementari."

(A nome del Custode a un credente, 16 febbraio 1935,: ibid., p. 29)

215. "In quanto alla sua domanda sulla guarigione spirituale. Come certamente sa, 'Abdu'l-Bahá ne ha messo molto in evidenza l'importanza e la considerava, in effetti, una parte essenziale del processo materiale della guarigione. La guarigione materiale non può essere completa e durevole se non è rafforzata da una guarigione spirituale. E quest'ultima può essere ottenuta meglio mediante l'obbedienza alle leggi e ai comandamenti di Dio rivelati tramite le Sue Manifestazioni. Anche i credenti però possono essere d'aiuto guarendo gli altri. Ma il successo dei loro sforzi dipende interamente dalla loro scrupolosa fedeltà agli Insegnamenti nonché dal modo in cui li trasmettono agli altri. Secondo Bahá’u’lláh l'uomo non può essere guidato solamente e direttamente da Dio; deve invece cercare la guida tramite i Suoi Profeti. Purché tale principio sia chiaramente compreso e spiegato, il Custode non vede perché gli amici non debbano cercare di guarire gli altri con mezzi spirituali. Ma tale cura deve essere fatta in nome di Bahá’u’lláh e in conformità con i Suoi insegnamenti, perché Dio e Dio solo è il Supremo e Onnipotente Medico e tutti gli altri sono solo strumenti nelle Sue mani.

(Compilazione Spiritismo, Reincarnazione e Fenomeni Medianici, n 37, p. 22)

Il potere del Più Grande Nome

216. "O ancella di Dio! Continua a guarire cuori e corpi e cerca di guarire i malati volgendoti al Regno Supremo, predisponi il cuore per ottenere la guarigione attraverso il potere del Più Grande Nome e per lo spirito d'amore di Dio."

('Abdu'l-Bahá, Tablets of 'Abdu'l-Bahá, Vol. III, p. 629)

Colmo dell'amore di Bahá

217. "Dalle labbra di colui che è colmo dell'amore di Bahá, e dimentico di tutte le cose, si udrà lo Spirito Santo e lo spirito di vita riempirà il suo cuore, le luci del regno splenderanno dal suo volto, dalla sua bocca sgorgheranno parole come fili di perle, e malattie e malanni saranno guariti dall'imposizione delle mani."

('Abdu'l-Bahá, Star of the West, Vol. VII, n. 10, p. 99)

Potere risanatore di Cristo

218. "Cristo guariva col potere della Sua parola, perché la parola del Messia era lo Spirito Santo perfettamente puro.

Le parole di molti oratori sono miste ai desideri dell'anima e degli appetiti mondani; quindi non hanno né autorità né successo.

Gesù disse: 'Levati, prendi il tuo giaciglio e cammina'. Non usò preghiere o suggestioni mentali. Usò l'autorità spiritua-le del comando ch'era il potere dello Spirito Santo manifesto in Lui, quindi s'obbedì alla Sua parola perché era creativa."

('Abdu'l-Bahá, Star of the West, Vol. VIII, n. 18, p. 231)

Scienza Cristiana

219. "Lei ha chiesto se il sistema di guarigione della Scienza Cristiana è approvato. Lo spirito ha influenza; la preghiera ha effetto spirituale. Quindi noi preghiamo: 'O Dio! guarisci questo malato!' Forse Dio risponderà. Ha importanza chi prega? Dio risponderà alla preghiera di ogni servo se quella preghiera è urgente. La Sua misericordia è vasta, illimitata."

('Abdu'1-Bahá, The Promulgation of Universal Peace, p. 241)

Il potere guaritore della preghiera

220. "...Le preghiere che sono state rivelate per chiedere guarigione sono adatte alla guarigione fisica e a quella spirituale. Recitale quindi per guarire sia l'anima sia il corpo. Se la guarigione è giusta per il paziente, certamente sarà accordata; ma per alcuni malati, la guarigione sarebbe solo causa di altri mali, e quindi la saggezza non permette una risposta affermativa alla preghiera...

Il potere dello Spirito Santo guarisce sia i mali fisici sia quelli spirituali..."

('Abdu'l-Bahá)

221. "Senza dubbio, il potere della preghiera è grandissimo, tuttavia Bahá’u’lláh ordina di consultare gli esperti.

(Shoghi Effendi, Bahá'í News, n. 108, p. 10)

222. "Le preghiere per la guarigione rivelate da Bahá’u’lláh possono essere efficaci anche se usate da non credenti, ma la loro efficacia naturalmente è maggiore per quelle che hanno pienamente accettato la Rivelazione."

(Shoghi Effendi, Directives from the Guardian, New Delhi, p. 60)

Le difficoltà vanno superate con la preghiera

223. "Questi ostacoli, per quanto gravi e insuperabili possano dapprima sembrare, possono e devono essere efficacemente superati col potere combinato e sostenuto della preghiera e di uno sforzo deciso e continuo...

(A nome di Shoghi Effendi a un credente, 6 febbraio 1939, Bahá'í News n. 134, p. 2)

Non esistono guaritori Bahá’í o un tipo Bahá’í di guarigione

224. "Il Custode non sa nulla del suo metodo di cura e non gli interessa scendere nei dettagli, perché non ha tempo per questi problemi. Ma per guidarla può esporre alcuni principi generali: non esistono guaritori Bahá'í o metodi di cura Bahá’í. Nel Suo Libro Santissimo (l'Aqdas) Bahá’u’lláh dice di consultare i migliori medici, in altre parole medici che abbiano studiato un sistema medico scientifico; non ci ha mai fatto credere che ci guarirà per mezzo di 'guaritori', bensì mediante la preghiera e l'assistenza della medicina e di terapie approvate.

Ora, se il suo metodo di cura non è in contrasto con tali principi, e finché ella non cercherà di sostituire un medico regolare nel tentativo di curare gli altri, ma si limiterà ad aiutarli mediante suggerimenti costruttivi - o qualunque altra cosa - e non assocerà questo aiuto al fatto di essere un diretto canale della grazia di Bahá’u’lláh, il Custode non vede perché ella non debba continuare ad assistere gli altri. Ma deve decidere in coscienza se, alla luce di quanto è stato detto, è realmente giustificato a proseguire. Pregherà che ella trovi guida e felicità...

(Compilazione Spiritismo, Reincarnazione, Fenomeni Medianici, n. 38, p. 23)

225. "Giudica che l'atteggiamento che ella e l'Assemblea di Caracas avete assunto di fronte alle notevoli capacità curative di.. sia giusto. Associare direttamente alla Causa tali cose finirebbe con il nuocere alla sua reputazione e con il presentarla sotto una luce sbagliata, perché i poteri di... - per i quali è certamente difficile trovare una spiegazione logica - non sono comuni fra i Bahá’í, ma solo un fenomeno visibile (raramente) fra individui di ambiente religioso.

In quanto al dire che essi siano una diretta ispirazione di Bahá’u’lláh, non possiamo certamente farlo. Possiamo solo essere grati che.... abbia realmente potuto aiutare persone che ne avevano estremo bisogno. Essendo ella una devota Bahá’í, non c'è ragione che non debba essere conosciuta come tale; ma certamente ciò non dev'essere in alcun modo connesso ai suoi poteri di guarigione.

(ibid., p. 23/4)

226. "Il Custode ha già sentito parlare dei notevoli poteri di guarigione di... ed ha scritto agli amici che si sono messi in contatto con lui che egli pensa ch'ella sia naturalmente libera di usare questi poteri finora per noi incomprensibili, ma non unici nella storia, per il bene degli altri, ma che è meglio non associare questo fenomeno direttamente con la Fede.

In altre parole, questa cara anima è Bahá’í, e siamo tutti orgogliosi che lo sia, ma ella non deve dare l'impressione d'essere una guaritrice Bahá’í perché nella Fede non esistono cose del genere; deve dire invece di essere una credente Bahá’í che pare Dio abbia voluto benedire con questo prezioso dono personale di essere spesso capace di guarire gli altri."

(ibid. p. 24, 26 ottobre 1949)

227. "Egli giudica che ella non debba fare nulla di speciale per il potere che si sente dì aiutare gli ammalati. Ciò non significa che non debba servirsene quando se ne presenti l'occasione, come è accaduto di recente. Ma vuol dire che non deve diventare un guaritore come quelli dello Scientismo Cristiano perché noi Bahá’í non abbiamo guaritori."

(25 dicembre 1949, ibid.)

228. "Non abbiamo motivo di credere che la guarigione dello Spirito Santo non possa essere attratta da comuni mortali. Ma è una cosa rara, un mistero, un dono di Dio."

(26 marzo 1950, ibid.)

229. "Il Custode non vede perché ella non debba continuare ad aiutare gli ammalati. Come già scritto ad alcuni credenti a questo proposito, finché ella non dice di guarire come Bahá’í, o perché è Bahá’í (e insisto non abbiamo 'guaritori' nella Causa) certamente non vi sono obiezioni a quello che fa. Al contrario, essere capaci di aiutare un'anima sofferente è un grande dono di Dio."

(A nome del Custode a un credente, 5 ottobre 1950: ibid. p. 25)

230. "Egli pensa che la decisione della sua Assemblea sulla dimostrazione di una guarigione spirituale durante una riunione Bahá’í sia stata giusta. Dobbiamo fare in modo che la gente non sia minimamente portata ad identificare la Fede con queste cose. Quello che i credenti fanno in privato, che non contravvenga gli Insegnamenti, sono affari loro."

(A nome del Custode all'Assemblea Spirituale Nazionale delle Isole Britanniche, 25 giugno

1952, ibid., p. 25)
Effetto maggiore

231. "Tutti dovremmo andare a visitare gli ammalati. Quando soffrono, avere un amico che va a trovarli, fa loro molto bene. La gioia è risanatrice per i malati. In Oriente vi è la consuetudine di andare spesso a trovare un paziente e stare solo con lui. La gente in Oriente dimostra moltissima gentilezza e compassione. Ciò ha un maggiore effetto della cura. Dovete sempre essere gentili e compassionevoli quando vedete un ammalato. Dovete andarlo a trovare. Dovete dimostrare grandissimo affetto e amore...

('Abdu'l-Bahá, The Promulgation of Universal Peace, p. 199)

232. "O tu servo di Dio! Aver cura degli ammalati è uno dei maggiori doveri. Per ogni anima che s'ammala, gli amici devono certamente offrire (in servizio) la vita con la massima gentilezza."

('Abdu'l-Bahá, Selections from Bahá'í Writings on Some Aspects of Health and Healing, p. 5)

IX
ALCUNE PREGHIERE BAHÁ'Í
PER LA GUARIGIONE

O Dio, Mio Dio! T'imploro per l'oceano del Tuo potere risanatore, per gli splendori della Stella Mattutina della Tua grazia, pel Tuo Nome, mercé il quale soggiogasti i Tuoi servi, per il potere penetrante della Tua Parola eccelsa, per la possanza della Tua augustissima Penna e per la Tua misericordia che ha preceduto la creazione di tutti coloro che sono in cielo e in terra, di purificarmi con le acque della Tua generosità da ogni afflizione e malanno, da ogni debolezza e fralezza.

Tu vedi, o mio Signore, il Tuo supplicante attendere alla porta della Tua generosità e colui che ha posto le sue speranze in Te aggrapparsi al sostegno della Tua liberalità. Non negargli, T'imploro, le cose che egli aspetta dall'oceano della Tua grazia e dalla Stella Mattutina del Tuo tenero amore.

Il potere Tu hai di fare quel che Ti piace.

Non v'è altro Dio che Te, il Sempre Misericordioso, il Generosissimo.

Bahá’u’lláh

Il Tuo nome è la mia cura, o mio Dio, e il ricordarTì è il mio rimedio. La Tua vicinanza è la mia speranza e l'amore per Te il mio compagno. La Tua misericordia è la mia cura e il mio aiuto in questo mondo e in quello avvenire. In verità, Tu sei il Munifico, il Sapiente, il Saggio.

Bahá’u’lláh

Lodato sii Tu, o Signore mio Dio! T'imploro per il Tuo Più Grande Nome con cui hai destato i Tuoi servi e costruito le Tue città, e per i Tuoi più eccellenti titoli e i Tuoi più augusti attributi, di assistere il Tuo popolo a dirigersi verso le Tue molteplici generosità e a volgere il viso verso il Tabernacolo della Tua saggezza.

Risana le infermità che hanno assalito le anime da ogni lato e le hanno trattenute dal volgere lo sguardo verso il Paradiso che è al riparo dell'ombra del Tuo Nome, che Tu decretasti essere il Re di tutti i nomi per tutti coloro che sono in cielo e tutti coloro che sono in terra. Tu hai il potere di fare quel che Ti piace. Nelle Tue mani è l'imperio di tutti i nomi. Non v'è altro Dio che Te, il Potente, il Saggio.

Io non sono che una povera creatura, o mio Signore: mi sono afferrato al manto della Tua ricchezza. Sono penosamente infermo: mi sono tenuto saldamente alla corda della Tua guarigione. Liberami dai mali che mi hanno circondato, lavami completamente con le acque della Tua benignità e misericordia e adornami con la veste del benessere, per opera della Tua indulgenza e generosità. Fa' volgere, dunque, i miei occhi su Te e liberami da ogni attaccamento ad altri che Te. Aiutami a fare ciò che desideri e ad adempiere quello che ti è gradito.

Tu sei, invero, il Signore di questa vita e di quella avvenire. Tu sei, in verità, Colui Che Sempre Perdona, il Misericordiosissimo.

Bahá'u'lláh

Gloria sia a Te, o Signore mio Dio! T'imploro - per il Tuo Nome, per il quale elevasti le insegne della Tua guida e diffondesti la radiosità della Tua amorosa gentilezza e rivelasti la sovranità della Tua Signoria; per la quale la lampada dei Tuoi Nomi è apparsa entro la nicchia dei Tuoi attributi e Colui Che è il Tabernacolo della Tua unità e la Manifestazione del distacco ha brillato; per il quale le vie della Tua guida furono rese note e i sentieri del Tuo compiacimento segnati; per il quale le fondamenta dell'errore furono fatte tremare e i segni della malvagità aboliti; per il quale le fonti della saggezza sono scaturite e la tavola celestiale è stata inviata; per il quale preservasti i Tuoi servi e accordasti loro la Tua guarigione; per il quale mostrasti le Tue tenere misericordie ai Tuoi servi e rivelasti il Tuo perdono fra le Tue creature - io T'imploro di custodire colui che è rimasto costante ed è tornato a Te, aggrappato alla Tua misericordia e afferrato all'orlo della Tua amorosa provvidenza. Fa' scendere su di lui il Tuo potere risanatore, rendilo sano e dotalo della costanza da Te accordata e della tranquillità elargita dalla Tua sovranità.

Tu sei, in verità, il Guaritore, il Protettore, il Soccorritore, l'Onnipotente, il Potente, il Gloriosissimo, l'Onnisciente.

Bahá’u’lláh

Gloria sia a Te, o Signore mio Dio! Ti prego - per il Tuo Nome per il quale Colui Che è la Tua Bellezza è stato posto sul Trono della Tua Causa, per il Tuo Nome per il quale cambiasti tutte le cose, riunisti insieme tutte le cose, chiamasti a render conto tutte le cose, ricompensasti tutte le cose, preservasti tutte le cose e sostenesti tutte le cose - Ti prego dì proteggere questa Tua ancella che è corsa a rifugiarsi in Te, e ha cercato riparo in Colui nel Quale Tu Stesso sei manifesto, e ha riposto in Te ogni fiducia e confidenza.

Essa è inferma, o mio Dio, e si è adagiata all'ombra dell'Albero della Tua guarigione; afflitta, è fuggita nella Città della Tua protezione; contagiata, ha cercato la Fonte Prima dei Tuoi favori; dolorosamente vessata, si è affrettata a raggiungere la Sorgente della Tua tranquillità; carica dì peccati, ha volto il viso verso la corte del Tuo perdono.

Abbigliala, per la Tua sovranità e per la Tua amorosa gentilezza, o mio Dio e mio Beneamato, con l'abito del Tuo balsamo e della Tua guarigione, e dàlle da bere dalla coppa della Tua misericordia e dei Tuoi favori. Proteggila, inoltre, dalle sue

afflizioni e infermità, da ogni dolore e malanno, e da tutto ciò che aborri.

Tu sei, in verità, immensamente esaltato al di sopra di ogni altro eccetto Te Stesso, Tu sei, invero, il Risanatore, il Sopperitore, il Protettore, il Sempre Perdonatore, il Misericordiosissimo.

Bahá'u'lláh
X
LUNGA PREGHIERA DELLA GUARIGIONE
Egli è Colui che risana,
provvede e soccorre
Che tutto condona e perdona
Io T'invoco
o Eccelso, Fedele, Glorioso!
Sei Tu il Provvidente, Tu il Sanatore,
Tu il Sempiterno, o Sempiterno!
Io T'invoco
o Sovrano, Suscitatore, Giudice!
Sei Tu il Provvidente, Tu il Sanatore,
Tu il Sempiterno, o Sempiterno!
Io T'invoco
o Incomparabile, Eterno, Unico!
Sei Tu il Provvidente, Tu il Sanatore,
Tu il Sempiterno, o Sempiterno!
Io T'invoco
o Glorificato, Santo, Soccorritore!
Sei Tu il Provvidente, Tu il Sanatore,
Tu il Sempiterno, o Sempiterno!
Io T'invoco
o Onnisciente, Sapientissimo, Sommo!
Sei Tu il Provvidente, Tu il Sanatore,
Tu il Sempiterno, o Sempiterno!
Io T'invoco
o Clemente, Maestoso, Ordinatore!
Sei Tu il Provvidente, Tu il Sanatore,
Tu il Sempiterno, o Sempiterno!
Io T'invoco
o Amato, Vagheggiato, Estasiato!
Sei Tu il Provvidente, Tu il Sanatore,
Tu il Sempiterno, o Sempiterno!
lo T'invoco
o Potente, Confermatore, Gagliardo!
Sei Tu il Provvidente, Tu il Sanatore,
Tu il Sempiterno, o Sempiterno!
Io T'invoco
o Sommo Reggitore, Sostanza Assoluta,
Conoscitore Supremo!
Sei Tu il Provvidente, Tu il Sanatore,
Tu il Sempiterno, o Sempiterno!
Io T'invoco
o Spirito, Luce, Apparizione!
Sei Tu il Provvidente, Tu il Sanatore,
Tu il Sempiterno, o Sempiterno!
Io T'invoco
o da tutti Ossequiato, da tutti Saputo,
a tutti Velato!
Sei Tu il Provvidente, Tu il Sanatore,
Tu il Sempiterno, o Sempiterno!
Io T'invoco
o Ascoso, Trionfante, Largitore!
Sei Tu il Provvidente, Tu il Sanatore,
Tu il Sempiterno, o Sempiterno!
Io T'invoco
o Onnipossente, Patrono, Asconditore!
Sei Tu il Provvidente, Tu il Sanatore,
Tu il Sempiterno, o Sempiterno!
Io T'invoco
o Tu Che dai foggia, esaudisci
ed everti!
Sei Tu il Provvidente, Tu il Sanatore,
Tu il Sempiterno, o Sempiterno!
Io T'invoco
o Tu Che sorgi, aduni ed esalti!
Sei Tu il Provvidente, Tu il Sanatore,
Tu il Sempiterno, o Sempiterno!
Io T'invoco
o Dator di perfezione,
da ogni vincolo Disciolto,
Ampio nel largire!
Sei Tu il Provvidente, Tu il Sanatore,
Tu il Sempiterno, o Sempiterno!
Io T'invoco
o Benefico, Recusatore, Creatore!
Sei Tu il Provvidente, Tu il Sanatore,
Tu il Sempiterno, o Sempiterno!
Io T'invoco
o Sublime, Bello, Munifico!
Sei Tu il Provvidente, Tu il Sanatore,
Tu il Sempiterno, o Sempiterno!
Io T'invoco
o Giusto, Benigno, Generoso!
Sei Tu il Provvidente, Tu il Sanatore,
Tu il Sempiterno, o Sempiterno!
Io T'invoco
o Tu Che tutti avvinci,
e ognora permani,
e sopra tutti conosci!
Sei Tu il Provvidente, Tu il Sanatore,
Tu il Sempiterno, o Sempiterno!
Io T'invoco
o Grandioso, Antico, Magnanimo!
Sei Tu il Provvidente, Tu il Sanatore,
Tu il Sempiterno, o Sempiterno!
lo T'invoco
o Recondito, Gaudioso Signore, Disiato!
Sei Tu il Provvidente, Tu il Sanatore,
Tu il Sempiterno, o Sempiterno!
Io T'invoco
o Gentile, Pietoso, Benevolo!
Sei Tu il Provvidente, Tu il Sanatore,
Tu il Sempiterno, o Sempiterno!
Io T'invoco
O di tutti Rifugio,
e Riparo, e Presidio!
Sei Tu il Provvidente, Tu il Sanatore,
Tu il Sempiterno, o Sempiterno!
Io T'invoco
o Tu Che a tutti sovvieni,
da tutti Invocato,
Che tutti ridesti!
Sei Tu il Provvidente, Tu il Sanatore,
Tu il Sempiterno, o Sempiterno!
Io T'invoco
o Rivelatore, Devastatore, Indulgente!
Sei Tu il Provvidente, Tu il Sanatore,
Tu il Sempiterno, o Sempiterno!
Io T'invoco
o Anima mia, mio Diletto, mia Fede!
Sei Tu il Provvidente, Tu il Sanatore,
Tu il Sempiterno, o Sempiterno!
Io T'invoco
o Divin Mescitore, Superno Padrone,
Preziosissimo Bene!
Sei Tu il Provvidente, Tu il Sanatore,
Tu il Sempiterno, o Sempiterno!
Io T'invoco
o Rimembranza Suprema,
Nobilissimo Nome,
Antichissima Via!
Sei Tu il Provvidente, Tu il Sanatore,
Tu il Sempiterno, o Sempiterno!
Io Tinvoco
o Lodatissimo, Santissimo, Immacolato!
Sei Tu il Provvidente, Tu il Sanatore,
Tu il Sempiterno, o Sempiterno!
Io T'invoco
o Tu Che disciogli,
e consigli, e riscatti!
Sei Tu il Provvidente, Tu il Sanatore,
Tu il Sempiterno, o Sempiterno!
Io T'invoco
o Amico, Medico, Trascinatore!
Sei Tu il Provvidente, Tu il Sanatore,
Tu il Sempiterno, o Sempiterno!
Io T'invoco
o Gloria, Beltà, Munifico!
Sei Tu il Provvidente, Tu il Sanatore,
Tu il Sempiterno, o Sempitemo!
Io T'invoco
o Fidatissimo, Amante Perfetto,
Signor dell'Aurora!
Sei Tu il Provvidente, Tu il Sanatore,
Tu il Sempiterno, o Sempiterno!
Io T'invoco
o Tu Che accendi, e rallegri, e delizi!
Sei Tu il Provvidente, Tu il Sanatore,
Tu il Sempiterno, o Sempiterno!
Io T'invoco
o Generoso, Pietoso, Misericordioso!
Sei Tu il Provvidente, Tu il Sanatore,
Tu il Sempiterno, o Sempiterno!
Io T'invoco
o Tu Che permani, e doni la vita,
e l'Essere emani!
Sei Tu il Provvidente, Tu il Sanatore,
Tu il Sempiterno, o Sempiterno!
Io T'invoco
o Tu Che tutto comprendi,
e Che vedi ogni cosa,
Signore Che parli!
Sei Tu il Provvidente, Tu il Sanatore,
Tu il Sempiterno, o Sempiterno!
Io T'invoco
o Dispiegato e pur Nascosto,
o Invisibile e pur Manifesto,
o Spettatore da tutti guardato!
Sei Tu il Provvidente, Tu il Sanatore,
Tu il Sempiterno, o Sempiterno!
Io T'invoco
o Tu Che immoli gli amanti,
o Dio Clemente ai malvagi!
Sei Tu il Provvidente, Tu il Sanatore,
Tu il Sempiterno, o Sempiterno!
O Provvidente, io T'invoco, Provvidente!
O Sanatore, io T'invoco, Sanatore!
O Sempiterno, io T'invoco, Sempiterno!
Sei tu il Sempiterno, o Sempiterno!

Santificato sei Tu, o mio Dio! Ti supplico per la Tua generosità, per la quale si spalancarono i portali della Tua munifica grazia e il Tempio della Tua Santità fu assunto al Trono sempiterno; e per la Tua misericordia per la quale tutte le creature furono chiamate al banchetto dei Tuoi sontuosi doni; e per la Tua clemenza, per la quale, allorché la Tua sovrana magnificenza apparve rivelata, in quell'aurora che vide palesarsi la possanza del Tuo imperio, in nome d'ogni cosa nel cielo e sulla terra replicasti, nel Tuo Essere, la Tua parola «Sì!». E ancora Ti supplico per questi nomi leggiadri, per questi attributi nobilissimi e sublimi, e per la Tua Suprema Rimembranza, e per la Tua pura e incontaminata Beltà, e per la Tua Luce nascosta nel più nascosto padiglione, e per il Tuo Nome, avvolto nel manto del dolore, ad ogni sorgere e calar di sole, di proteggere ognun che porti questa benedetta Tavola, e la reciti, e vi s'imbatta, e passi d'intorno la casa dove essa sì trova. E ancora per essa risana da tribolazioni e bisogni, ripugnanti afflizioni e cordoglio, ogni infermo, ammalato o indigente e altresì governa chiunque aneli ad incedere nelle vie della Tua guida e nelle strade del Tuo perdono e della Tua grazia.

In verità, Tu sei il Potente, il Provvidente, il Sanatore, Colui Che protegge e Che dona, il Pietoso, il Generoso, il Misericordioso.

? Il Cactus peyote, base per l'allucinogeno chiamato mescalina, viene assunto durante cerimonie da tribù indiane del sud/ovest degli Stati Uniti

(Bahá'í News, n. 582, settembre 1979)
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