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Compilazioni : Guida per una vita Bahá’í
GUIDA PER UNA VITA BAHÁ’Í
CASA EDITRICE BAHÁ’Í
2005
Copyright 2005 - Casa Editrice Bahá’í - Italia

Titoli originali: The Pattern of Bahá’í Life e Living the Bahá’í Life

2a edizione riveduta 2005
CASA EDITRICE BAHÁ’Í

Sede legale: 00197 - Roma - Via Stoppani, 10 - Tel. 06 8079647

Deposito e amm.ne: 00040 Ariccia (Roma) - Via F. Turati, 9 - Tel. (06) 9334334

ISBN 88-7214-084-6
IL MODELLO
DELLA VITA BAHÁ’Í
Compilazione
dell’Assemblea Spirituale Nazionale
delle Isole Britanniche
1948, 1953
Introduzione

Il Mio primo consiglio è questo: Abbi un cuore puro gentile e radioso, affinché la tua possa essere una sovranità antica, imperitura, sempiterna.

Bahá’u’lláh PCA 1

Fra gli scritti e i discorsi registrati di Bahá’u’lláh e di ‘Abdu’l-Bahá vi sono molti passi che invitano tutti gli uomini a una nuova vita di condotta impeccabile.

Come in molti altri campi della rivelazione, anche in quello della morale, gli insegnamenti di Bahá’u’lláh sono la fruizione, l’apice, l’adempimento delle affermazioni relativamente frammentarie delle precedenti Manifestazioni di Dio. Il rapporto fra loro è quello che c’è fra il germoglio e il frutto, quello che intercorre fra la legge di Mosè e il fragrante fiore dell’autore del Discorso della montagna.

Questi passi sono così ricchi di contenuto da sfidare ogni classificazione e spesso hanno significati sovrapponibili. La citazione delle Parole Celate sopra riportata ha suggerito il metodo da seguire, ossia dividere il materiale in tre grandi gruppi, concernenti il rapporto dell’individuo con se stesso, con gli altri e con Dio, indicato dagli aggettivi «puro», «gentile», «radioso».

Sono stati anche scelti, perché particolarmente adatti all’epoca presente, tre estratti dall’Avvento della Giustizia Divina, una lettera inviata da Shoghi Effendi, il Custode della Fede Bahá’í, ai bahá’í americani durante il loro primo grande piano di espansione. I tre estratti sono stati adattati con opportune omissioni. Ad eccezione di questi e di uno o due altri passi, precisati nel contesto, tutto quel che segue ha origine da Bahá’u’lláh e ‘Abdu’l-Bahá.

Non si pensi tuttavia che questa antologia esaurisca l’ambito degli insegnamenti morali della Fede. Durante la compilazione, ci si è accorti che il materiale disponibile, dopo una prima cernita, era troppo abbondante, e si pensi che esso rappresenta solo quanto è stato finora tradotto in inglese dall’originale arabo e persiano in cui il Fondatore della Fede Bahá’í e Suo Figlio hanno espresso la rivelazione della verità per questo Giorno.

Ogni grande Manifestazione di Dio, rispecchiando perfettamente, in modi adatti ai mutevoli bisogni di un’umanità che progressivamente si evolve, quella fonte di energia e quel potere d’attrazione che gli uomini chiamano Amore, ha sempre avuto un triplice scopo: la perpetuazione della civiltà; la purificazione delle qualità dell’uomo e la promozione della sua felicità in tutti i mondi di Dio. Questa antologia si occupa in particolare del secondo, la purificazione delle qualità dell’uomo, dal quale dipendono gli altri due.

L’uomo, creato per conoscere, servire, adorare, lodare, riflettere e amare Dio, deve essere considerato come una miniera di attributi, latenti e potenziali. Questi attributi si manifestano grazie a quell’interazione con il mondo che si chiama educazione. Se nel corso di questa interazione ci si interessa soprattutto del proprio soddisfacimento personale, questi attributi subiscono un’involuzione, i legami d’amore e di considerazione verso gli altri s’indeboliscono e scompaiono e si sviluppano qualità che, in realtà, denotano un’estrema carenza, ossia l’opposto di tutte le virtù. Se invece ci si rende conto che anche il prossimo è stato creato per riflettere le perfezioni di Dio, si cercherà di associarsi con lui in modo che, nella reciproca cooperazione, ciascuno possa aumentare la propria capacità di riflettere quelle perfezioni e pertanto svilupparsi, crescere ed espandersi finché quelle perfezioni non siano chiaramente rivelate e l’anima così rafforzata sia pronta alla vita in un altro mondo. Questa associazione, questo amore, questo senso di comunione sono le basi di quella civiltà in cammino per la promozione della quale tutti gli uomini sono nati.

Come ogni grande Manifestazione di Dio è uno specchio perfetto dell’essenza divina, così anche gli esseri umani sono specchi, capaci di riflettere, se si volgono verso quelle Manifestazioni e in particolare verso Bahá’u’lláh, la Manifestazione di questo Giorno, i Loro gloriosi attributi, quegli attributi che sono appunto necessari all’esistenza eterna nel regno celeste.

«Le ricompense di questa vita sono le virtù e le perfezioni che adornano la realtà dell’uomo».

Il compilatore [1953]

NB. L’introduzione qui tradotta era stata premessa al primo dei due opuscoli di cui si presenta qui la traduzione italiana, dal titolo inglese di The Pattern of Bahá’í Life [Il modello della vita bahá’í].

A completamento del precedente la Casa Universale di Giustizia, nel 1972, aggiungeva nuovi estratti soprattutto dagli scritti di Shoghi Effendi, raccolti sotto il titolo «Per vivere una vita bahá’í». Anche questi nuovi estratti sono stati ora tradotti in italiano e pubblicati a cura della Casa Editrice Bahá’í con l’approvazione della nostra Assemblea Spirituale Nazionale, assieme ai precedenti, col titolo complessivo di Guida per una vita bahá’í e sono offerti al pubblico dei bahá’í italiani nella speranza che tutte le nostre vite passano esserne arricchite e illuminate.

L’Assemblea Spirituale Nazionale dei bahá’í d’Italia, 1976

Anche se la compilazione della Casa Universale di Giustizia «Per vivere una vita bahá’í» è abitualmente pubblicata senza altre aggiunte, si è preferito presentare questa seconda edizione della compilazione Guida per una vita bahá’í nella forma originale, ossia assieme alla compilazione «Il modello della vita bahá’í» pubblicata nel 1948 dall’Assemblea Spirituale Nazionale dei bahá’í delle isole Britanniche, limitandoci ad aggiornarne la traduzione italiana

L’editore, 2005
Abbreviazioni
ABL • ‘Abdu’l-Bahá in London
AGD • L’Avvento della Giustizia Divina
A • Antologia [di Scritti di ‘Abdu’l-Bahá]
ABL • ‘Abdu’l-Bahá in London [1982]
BNE • Bahá’u’lláh e la Nuova Era [1998]
BP • Bahá’í Procedure [1942]
BWF • Bahá’í World Faith
EFL • L’Epistola al Figlio del Lupo
GP • Il Giorno Promesso
KI • Il Kitáb-i-Iqán
LSGA • Le Lezioni di San Giovanni d’Acri
PB • Preghiere Bahá’í
PCA • Parole Celate, dall’arabo
PCP • Parole Celate, dal persiano
PM • Preghiere e Meditazioni [2003]
PUP • The Promulgation of Universal Peace [1982]
SAB • La Saggezza di ‘Abdu’l-Bahá
SBS • Selections from Bahá’í Scripture
SPIG • Spigolature dagli Scritti di-Bahá’u’lláh
SV • Le Sette Valli e le Quattro Valli [2001]
TAB • Tablets of ‘Abdu’l-Bahá
TB • Tavole di Bahá’u’lláh
TBI • Tablets of Bahá’u’lláh
UVT • Ultime Volontà e Testamento di ‘Abdu’l-Bahá
Purezza
ALTRUISMO

Lo stadio dell’assoluta dedizione trascende e sempre sorpasserà ogni altro stadio.

Bahá’ulláh SPIG CLX, 2

Siate leggeri e liberi come la brezza, affinché possiate ottenere accesso nei precinti della Mia Corte, nel Mio inviolabile Santuario.

Bahá’ulláh SPIG CLII, 1

Dì: O genti, liberate le vostre anime dalla schiavitù dell’egoismo e purificatele dall’attaccamento a qualunque cosa fuor che Me. Il ricordo di Me purifica ogni cosa dalla corruzione, se solo lo capiste!

Bahá’ulláh SPIG CXXXVI, 1

L’egoismo è una caratteristica singolare e strumento della distruzione di molte anime importanti nel mondo. Se un uomo è dotato di tutte le buone qualità, ma è egoista, tutte le altre virtù s’indeboliranno e svaniranno e alla fine egli diverrà peggiore.

‘Abdu’l-Bahá TAB 136

Devi distaccarti da ogni desiderio fuorché dal tuo Signore, il Supremo, e non aspettarti aiuto da nessun altro nell’universo…

‘Abdu’l-Bahá TAB 97
BENI MATERIALI

Dì: Non gioite delle cose che possedete; stasera son vostre, domani altri le possederanno.

Bahá’ulláh SPIG LXXI, 3

O Figlio dell’Uomo! Tu brami l’oro e Io desidero che tu te ne liberi. Tu ti ritieni ricco nel possederlo e Io valuto la tua ricchezza dal tuo distacco da esso. Per la Mia vita! Questo è ciò che Io so, e la tua è un’illusione; com’è possibile conciliare il Mio pensiero col tuo?

Bahá’u’lláh, PCA 56

Per Colui Che splende al di sopra dell’Alba di santità! Se la terra si trasformasse in argento e oro, nessun uomo di cui si possa dire che è veramente asceso al cielo della fede e della certezza si degnerebbe di considerarla e tanto meno di impossessarsene e tenerla...

Bahá’u’lláh AGD 18
CASTITÀ

Coloro che cedono alla lussuria ed agli impulsi corrotti errano, e distruggono i loro sforzi. Essi, invero, sono fra i perduti.

Purezza e castità sono state e ancor sono il sommo ornamento delle ancelle di Dio. Dio Mi è Testimone! Il fulgore della luce della castità illumina i mondi dello spirito, la sua fragranza aleggia fino nell’Eccelso Paradiso.

In verità, Iddio ha fatto della castità un diadema per le teste delle Sue ancelle. Grande è la benedizione di quell’ancella che è pervenuta a questo grande stadio

Dì: non è da annoverarsi fra la gente di Bahá colui che segue i suoi desideri mondani o pone il cuore nelle cose terrene. Sarà Mio vero seguace colui che, giungendo in una valle doro puro la traverserà indifferente come una nuvola senza volgersi indietro né soffermarsi. Un uomo simile sarà certamente dei Miei. Le Schiere superne respireranno la fragranza della santità della sua veste... E se incontrasse la più bella e la più avvenente delle donne, egli non si sentirà nel cuore la più lieve ombra di desiderio per la sua bellezza. Questo sarà, invero, l’incarnazione della castità immacolata. Così v insegna la Penna dell’Antico dei Giorni, come ordinato dal vostro Signore, l’Onnipotente, il Munifico.

Bahá’u’lláh AGD 24-5

In quanto alla vita casta e santa, essa dev’essere considerata un fattore non meno essenziale che contribuirà a rafforzare e vitalizzare la comunità bahá’í, fatto dal quale dipende a sua volta il successo di ogni piano o impresa bahá’í. In questi giorni in cui le forze dell’empietà stanno intaccando la fibra morale e scalzando le fondamenta della moralità individuale, l’obbligo della castità e della santità devi assorbire una parte sempre maggiore dell’attenzione dei credenti americani, come individui e come custodi responsabili degli interessi della Fede di Bahá’u’lláh. Nell’adempimento di quest’obbligo, che li speciali circostanze derivanti dall’eccessivo e debilitante materialismo diffuso ora nel loro Paese rivestono di un significato speciale, essi devono svolgere un ruolo cospicuo e predominante. In quest’ora minacciosa in cui le luci della religione si stanno spegnendo e i suoi freni vengono l’uno dopo l’altro eliminati, tutti, uomini e donne, devo no sostare per esaminare se stessi e verificare la propria condotta, e levarsi a purificare con particolare risolutezza la vita della loro comunità da ogni traccia di lassismo morale che possa macchiare il buon no me o attentare all’integrità di una Fede così santa e preziosa.

Questa vita casta e santa deve divenire il principio regolatore de comportamento e della condotta di tutti i Bahá’í, nei loro rapporti sociali con i membri della comunità e nei loro contatti con il monde in generale. Deve adornare e rafforzare le incessanti fatiche e i meritevoli sforzi di coloro che si trovano nell’invidiabile posizione di pro pagare il Messaggio e di amministrare gli affari della Fede di Bahá’u’1 láh. Deve essere palesata, in tutta la sua integrità e in tutti i suoi ri svolti, in ogni fase della vita di coloro che formano le file di quell, Fede, in casa, in viaggio, nei circoli, nelle associazioni, negli svaghi nelle scuole e nelle università. Dev’essere particolarmente tenuta presente nella conduzione delle attività sociali delle scuole estive bahá’: e in ogni altra occasione in cui la vita comunitaria bahá’í sia organizzata e incoraggiata. Deve essere strettamente e costantemente identificata con la missione della Gioventú Bahá’í, in quanto elemento della vita della comunità bahá’í e fattore del futuro progresso e orienta mento dei giovani del Paese.

Tale vita casta e santa, con la modestia, la purezza, la temperanza il pudore, la purezza d’animo che vi sono implicite, comporta né piè né meno che l’esercizio della moderazione in tutto quanto riguardi l’abbigliamento, il linguaggio, i divertimenti e le occupazioni artistiche e letterarie. Impone una diuturna vigilanza nel controllo dei desideri carnali e delle inclinazioni corrotte. Invoca l’abbandono di una con dotta frivola con il suo eccessivo attaccamento a piaceri triviali e spesso traviati. Richiede una completa astinenza dalle bevande alcoli che, dall’oppio e da analoghe sostanze che diano assuefazione. Con danna la prostituzione dell’arte e della letteratura, la pratica del nudismo e della convivenza amorosa, l’infedeltà nelle relazioni coniugali e ogni sorta di promiscuità, di eccessiva familiarità e di immoralità sessuale. Non può tollerare compromesso con le teorie, i criteri, gli usi e gli eccessi di un’èra decadente. Cerca invece di dimostrare – mediante la dinamica forza del suo esempio – la perniciosità di quelle teorie, l’assurdità di quei criteri, la fallacia di quelle pretese, la perversità di quegli usi e l’empietà di quegli eccessi.

Shoghi Effendi AGD 22-4

Si ricordi, tuttavia, che l’osservanza di queste nobili norme di condotta morale non è da collegare o da confondere con una forma di ascetismo o di puritanesimo esagerato e bigotto. Le norme propugnate da Bahá’u’lláh non mirano a negare, in nessuna circostanza, il legittimo diritto e il privilegio di ricavare il più completo vantaggio e beneficio dalle molteplici gioie, bellezze e piaceri di cui il mondo tanto generosamente è stato arricchito dall’Amorevolissimo Creatore. «Se un uomo», Bahá’u’lláh ci assicura, «desidera di abbellirsi con gli ornamenti della terra, di indossare le sue sontuose vesti, o di partecipare ai benefici che essa può concedere, lo può fare senza incorrere in alcun male se non permetterà che nulla si frapponga fra lui e Dio, poiché Dio ha ordinato ogni buona cosa creata nei cieli e sulla terra per quei Suoi servi che credono fedelmente in Lui. Godete, o genti, dei benefici che Dio vi ha concesso e non vi private dei Suoi meravigliosi doni. RendeteGli grazie e lodateLo e siate di coloro che sono sinceramente riconoscenti».

Shoghi Effendi AGD 26
CONFESSIONE

Non ascoltare e non vedere alcun male, non degradarti, non sospirare, né piangere.

Bahá’u’lláh, PCP 44

Il peccatore, quando si sente completamente distaccato e libero da tutto fuorché Dio, deve implorare la Sua indulgenza e il Suo perdono. La confessione di peccati e colpe davanti a creature umane non è permessa, perché ciò non ha mai comportato, né mai comporterà il perdono di Dio. Inoltre la confessione innanzi a un uomo è motivo di mortificazione e umiliazione e Dio

Bahá’u’lláh TB 22
CONOSCENZA DI SE STESSI

…che l’uomo conosca se stesso e discerna ciò che conduce alla grandezza o all’umiliazione, alla gloria oppure al disonore, alla ricchezza ovvero alla miseria. Pervenuto allo stadio del compimento e raggiunta la maturità, egli ha bisogno del benessere

Bahá’u’lláh TB 30

O Miei servi! Se comprendeste quali meraviglie della Mia munificenza e della Mia generosità ho voluto affidare alle vostre anime, vorreste, in verità, liberarvi da ogni attaccamento a tutte le cose create e acquistereste una vera conoscenza di voi stessi, una conoscenza che è lo stesso della comprensione del Mio proprio Essere. Vi trovereste indipendenti da tutto fuorché Me, con l’occhio interiore ed esteriore scorgereste i mari della Mia amorosa premura e della Mia munificenza agitarsi in voi, evidenti come la rivelazione del Mio fulgente Nome

Bahá’ulláh SPIG CLIII, 6
Ha conosciuto Dio chi ha conosciuto se stesso.
Bahá’ulláh SPIG XC, 1
CORPO

Il Tuo occhio è affidato a Me, non permettere che polvere di desideri vani ne offuschi lo splendore. Il tuo orecchio è un segno della Mia munificenza, non lasciare che tumulti d’indegne voci lo allontanino dalla Mia Parola che pervade tutto il creato. Il tuo cuore è il Mio tesoro, non permettere che la mano traditrice dell’egoismo ti derubi delle perle che vi ho deposto. La tua mano è il simbolo della Mia gentilezza amorosa, non impedirle di tenersi saldamente alle Mie Tavole custodite e celate…

Bahá’u’lláh SPIG CLII ,1
DECENZA

Tutti gli uomini sono stati creati per far avanzare una civiltà in continuo progresso. L’Onnipotente Mi è testimone! Agire come le bestie dei campi è indegno dell’uomo. Le virtù che s’addicono alla sua dignità sono tolleranza, misericordia, compassione e premura affettuosa verso tutti i popoli e tutte le tribù della terra.

Non è affatto consentito oltrepassare i limiti del proprio rango e stadio. Dev’essere mantenuta l’inte-grità di ogni rango e di ogni stadio. Ciò sta a significare che ogni cosa creata dev’essere vista nella luce dello stadio assegnatole.

Bahá’ulláh SPIG CIX, 2, XCIII, 10
INTEGRITÀ

La spada di un carattere virtuoso e di una condotta retta è più tagliente di una lama d’acciaio.

Bahá’u’lláh EFL 21

Questi uomini non hanno bisogno di armi distruttive, ché anzi si sono accinti a ricostruire il mondo. Loro eserciti sono gli eserciti delle buone azioni, loro armi le armi della retta condotta e il timor di Dio è loro condottiero.

Bahá’u’lláh EFL 52

Chiunque sorga in questo Giorno ad aiutare la Nostra Causa e chiami ad assisterlo le schiere di un carattere integro e di un comportamento retto, l’influenza che si sprigionerà da questo atto si diffonderà, certamente, sul mondo intero.

Bahá’ulláh SPIG CXXXI, 4
LIBERTÀ

La libertà, alla fine, conduce necessariamente alla sedizione, le cui fiamme nessuno può spegnere… Sappiate che personificazione e simbolo della libertà è l’animale. Quel che si addice all’uomo è la sottomissione a tali limitazioni che lo proteggano dalla sua stessa ignoranza e lo difendano dall’insidia dei malevoli. La libertà induce l’uomo a sorpassare i limiti della decenza e a venir meno alla dignità del suo stadio, abbassandolo a un livello di estremo pervertimento e malvagità.

Dì: Per quanto non lo sappiate, la vera libertà consiste nella sottomissione dell’uomo ai Miei comandamenti. Se gli uomini osservassero quel che inviammo loro dal Cielo della Rivelazione, sicuramente otterrebbero la perfetta libertà. Felice colui che ha compreso lo Scopo di Dio in tutto ciò che Egli ha rivelato dal Paradiso del Suo Volere, che pervade tutto il creato!

Bahá’ulláh SPIG CLIX, 2, 4
MODERAZIONE

Chiunque oltrepassi i limiti della moderazione cessa d’esercitare una benefica influenza.

Bahá’ulláh SPIG CX, 1

Chiunque sia ligio alla giustizia non può in nessuna circostanza oltrepassare i limiti della moderazione... La civiltà così spesso esaltata dai dotti esponenti delle arti e delle scienze porterà, se le si permetterà di oltrepassare i limiti della moderazione, grandi mali all’umanità… Spinto all’eccesso, l’incivilimento si risolverà in una feconda sorgente di male, come lo sarebbe stato di bene, se contenuto nell’ambito della moderazione… Ogni altra cosa è soggetta a questo stesso principio di moderazione.

Bahá’ulláh SPIG CLXIV, 2, 3
MODESTIA

Il timor di Dio è sempre stato sicura difesa e valido baluardo per tutti i popoli del mondo; è causa prima della protezione dell’umanità e strumento supremo per la sua preservazione. In verità, esiste nell’uomo una facoltà che lo tiene lontano e lo tutela da tutto ciò che è indegno e sconveniente, facoltà nota come senso del pudore. Ma essa è limitata soltanto a pochi; non tutti l’hanno posseduta e la posseggono.

Bahá’u’lláh EFL 19
MONDO

O Figlio dell’Essere! Non t’affannare con le cose di questo mondo, perché col fuoco Noi saggiamo l’oro e con l’oro saggiamo i Nostri servi.

Bahá’u’lláh PCA 55

Dì: Se inseguite questa vita e le sue vanità, avreste dovuto farlo mentre eravate ancora nel grembo di vostra madre, poiché allora vi avvicinavate sempre più ad esse, se solo lo capiste! E invece da quando siete nati e avete raggiunto la maturità, vi siete sempre più allontanati dal mondo avvicinandovi sempre più alla polvere. Perché, dunque, mostrate tale avidità nell’ammassare i tesori della terra, quando avete i giorni contati e avete quasi perduto la buona occasione? O infingardi, non vorrete scuotervi dal sonno?

Bahá’ulláh SPIG LXVI, 4

Il mondo non è che una parvenza futile e vuota, un semplice nulla che ha l’aspetto della realtà. Non ponete i vostri affetti su di esso. Non spezzate il legame che vi unisce al vostro Creatore e non siate di coloro che hanno errato e si sono allontanati dalle Sue vie. In verità vi dico: Il mondo è come il miraggio nel deserto che l’assetato crede acqua e s’affatica a raggiungere con tutte le sue forze, finché, giuntovi, si accorge che è pura illusione. Può anche essere paragonato all’effigie senza vita dell’amata che l’amante ha cercato e infine trovato dopo lungo errare e che con suo grande rincrescimento è tale da non poter «saziarlo o soddisfarne la fame».

Bahá’ulláh SPIG CLIII, 8
PAZIENZA

Egli, invero, accrescerà la ricompensa di coloro che sopportano pazientemente.

Bahá’ulláh SPIG LXVI, 10

Se qualcuno vi insulta o se incontrate afflizioni sulla via di Dio, siate pazienti e riponete la vostra fiducia in Colui Che ascolta e vede.

Bahá’u’lláh EFL 17
PULIZIA
Ali infangate non potranno mai levarsi in volo.
Baha’u’llah EFL 91

…quando l’uomo sia del tutto purificato e mondo diviene il centro focale della Luce Manifesta.

Avanti ad ogni cosa, nel viver dell’uomo, viene la purezza, indi la freschezza, la pulizia e l’indipendenza di spirito: prima bisogna pulire l’alveo e poi si possono immettere amabili acque fluviali. A occhi immacolati si schiude la beatificante visione del Signore: essi sanno cosa significhi incontrarLo; a puri sensi è dato d’aspirare il profumato aroma che soffia dai rosati giardini della Sua grazia; in cuore brunito folgorerà, come in uno specchio, l’avvenente volto della verità.

È qui la ragione per cui, nelle Sacre Scritture, i consigli celesti sono paragonati all’acqua… purità e santità, pulizia e finezza in ogni aspetto della vita elevano la condizione dell’uomo e favoriscono lo sviluppo della sua intima realtà. Come è chiaramente attestato nei Sacri Scritti, anche nel regno fisico la pulizia conduce alla spiritualità e anche la pulizia del corpo, per quanto sia una cosa fisica, nondimeno esercita una grande influenza sulla vita dello spirito.

‘Abdu’l-Bahá A § 129
PUREZZA

In verità, osserviamo le vostre azioni. Se ne aspireremo dolce profumo di purezza e santità, sicuramente vi benediremo.

Bahá’ulláh SPIG CXLI, 4

Comandiamo ai servi e alle ancelle di Dio di essere puri e di temere Iddio, affinché si scuotano dal torpore dei loro corrotti desideri e si rivolgano a Lui…

Bahá’u’lláh EFL 16

Puro è il cuore che si completamente distaccato dall’io.

‘Abdu’l-Bahá ABL 110
SALDEZZA

Fonte del coraggio e della forza è diffondere la Parola di Dio e rimaner saldi nel Suo amore.

Bahá’u’lláh TB 141

Per ogni cosa v’è il suo simbolo. Il simbolo dell’amore è la saldezza nell’ottemperare al Mio decreto e la pazienza nel sottostare alle Mie prove.

Bahá’u’lláh PCA 48
SALUTE

…ogni malattia che affligge il corpo dell’uomo è un impedimento che impedisce all’anima di manifestare la sua forza e il suo potere intrinseci.

Bahá’ulláh SPIG LXXX, 2

Se la salute e il benessere del corpo vengono spesi sul sentiero del Regno, ciò è accettabile e degno di lode; e se vengono spesi a beneficio del mondo umano in genere – fosse anche per il proprio vantaggio materiale e come un mezzo di fare del bene – anche questo è accettabile. Ma se la salute e il benessere di un uomo vengono spesi in desideri sensuali, in una vita sul piano animale, e per scopi diabolici – allora la malattia è meglio di questa salute, anzi, la morte stessa è preferibile a una vita così. Se desideri la salute, auguratela per servire il Regno. Spero tu possa avere una perfetta visione interiore, una risoluzione inflessibile, una completa salute e forza spirituale e fisica cosicché tu possa bere alla fonte della vita eterna ed essere assistito dallo spirito della confermazione divina.

‘Abdu’l-Bahá TAB 207
SANTITÀ

Fra tutte le cose del mondo Egli ha scelto i cuori dei Suoi servi e di ognuno di essi ha fatto un seggio per la rivelazione della Sua gloria. Perciò purificateli da ogni contaminazione, perché vi siano incise le cose per cui sono stati creati.

Bahá’ulláh SPIG CXXXVI, 5

Dì: Abbiate misericordia di voi stessi e dei vostri simili e non permettete che la Causa di Dio – una Causa infinitamente superiore alla più intima essenza della santità – sia contaminata dalla macchia delle vostre fatue chimere, le vostre immaginazioni sconvenienti e corrotte.

Bahá’ulláh SPIG CXXXVII, 5

Levatevi, o genti, e mediante la possanza di Dio, decidetevi a vincere voi stessi, sì che la terra intera si liberi e purifichi dalla schiavitù degli dèi delle sue vane fantasie – dèi che hanno inflitto tante perdite e sono responsabili dello stato dei loro miserabili adoratori. Questi idoli formano l’ostacolo che contrasta l’uomo nei suoi sforzi per progredire sul sentiero della perfezione.

Bahá’ulláh SPIG XLIII, 3
SINCERITÀ

[Il ricercatore] non deve desiderare per gli altri quello che non desidera per sé, né promettere ciò che non può mantenere.

Bahá’u’lláh KI § 215

Non aspettarti che coloro che violano i comandamenti di Dio siano degni di fiducia o sinceri nella fede che professano. Evitali e sta bene in guardia sì che i loro espedienti e la loro malvagità non ti nuocciano.

Bahá’ulláh SPIG CXIV, 4

Attenti, o uomini, a non essere di coloro che danno buoni consigli agli altri, ma dimenticano di seguirli. Le loro stesse parole e, oltre alle parole, la realtà di tutte le cose, e, oltre a queste realtà, gli angeli vicini a Dio li accuserebbero di menzogna.

Bahá’ulláh SPIG CXXVIII, 6

Devi essere assolutamente sincero, volgerti verso il santo Regno e dare generosamente lo spirito della Causa del Signore della Possanza. In verità, ciò non è altro che vita perpetua ed eterna che non ha fine nel mondo dell’esistenza.

‘Abdu’l-Bahá TAB 620
SONNO

Se un uomo dorme, non deve farlo per il piacere, ma per riposare il corpo allo scopo di agire meglio, di parlare meglio, di spiegarsi con parole più belle, di servire I servitori di Dio e di dimostrare le verità. E quando è sveglio, deve cercare di stare attento, di servire la Causa di Dio e di sacrificare le proprie condizioni [station] per quelle di Dio. Quando conseguirà questo stadio, riceverà sicuramente le confermazioni dello Spirito Santo e chi ha questo potere può resistere a tutti coloro che dimorano sulla terra.

‘Abdu’l-Bahá TAB 460
TEMPERANZA

O ancelle di Dio, bevete il Mistico Vino dalla coppa delle Mie parole. Indi allontanate da voi ciò che le vostre menti aborrono, poiché ciò vi è stato proibito nelle Sue Tavole e nelle Sue Scritture. Attenti a non barattare il Fiume che è vera vita con ciò che le anime dei puri di cuore detestano. Inebriatevi con il vino dell’amor di Dio e non con quello che indebolisce la mente, o voi che Lo adorate i In verità, ciò è stato proibito a tutti i credenti, uomini o donne.

Bahá’u’lláh AGD 25

Secondo il testo del Più Santo Libro è proibito bere vino, perché esso è causa di malattie croniche, indebolisce i nervi e consuma la mente.

‘Abdu’l-Bahá AGD 25
UMILTÀ

L’umiltà innalza l’uomo al firmamento della gloria e del potere, mentre l’orgoglio lo sommerge negli abissi della spregevolezza e della degradazione.

Bahá’u’lláh EFL 21

Per certo, ogni uomo sagace, quando cammina sulla terra, si sente umile, essendo pienamente consapevole che la sorgente della sua prosperità, ricchezza, forza, esaltazione, progresso e potere è, come Dio ha ordinato, quella stessa terra che i piedi di tutti gli uomini calpestano. Senza dubbio chiunque riconosca questa verità è purificato e santificato da ogni orgoglio, arroganza e vanagloria.

Bahá’u’lláh EFL 31
Gentilezza
RETTITUDINE

Questa rettitudine di condotta con le sue implicazioni di giustizia, equità, sincerità, onestà, imparzialità, attendibilità e fidatezza deve caratterizzare ogni fase della vita della comunità bahá’í.

Tale rettitudine di condotta deve manifestarsi – con forza crescente – in ogni verdetto che i rappresentanti eletti della comunità bahá’í, qualunque sia la loro veste, siano chiamati a pronunziare. Deve rispecchiarsi costantemente nella conduzione degli affari di tutti i suoi membri, nelle loro vite familiari, negli impieghi e nei servizi che potranno in futuro rendere ai rispettivi governi e popoli, Dev’essere esemplificata nel comportamento di tutti gli elettori bahá’í nell’esercizio dei loro sacri diritti e funzioni. Deve caratterizzare l’atteggiamento di ogni leale credente il quale perciò non accetterà posizioni politiche, non aderirà a partiti politici, non prenderà parte a controversie politiche e non si iscriverà a organizzazioni politiche ed a istituzioni ecclesiastiche. Deve apparire nell’incrollabile adesione da parte di tutti, giovani e vecchi, ai fondamentali principi chiaramente enunciati e descritti da ‘Abdu’l-Bahá nei Suoi discorsi e alle leggi e alle ordinanze rilevate da Bahá’u’lláh nel Suo Libro Santissimo. Deve essere dimostrata da chiunque difenda la Fede dai suoi nemici, nell’imparzialità nel riconoscerne i possibili meriti e nell’onestà nell’adempiere eventuali obblighi verso di loro. Deve costituire il più fulgido ornamento della vita, delle occupazioni, degli sforzi e delle parole di ogni insegnante bahá’í, lavori egli in patria o all’estero, nelle prime file delle forze d’insegnamento o in una posizione meno attiva e responsabile. Dev’essere il contrassegno di quel gruppo numericamente esiguo, ma assai dinamico e responsabile, di rappresentanti nazionali eletti in ogni comunità bahá’í, che costituisce la colonna portante e l’unico strumento per l’elezione, nelle rispettive comunità, di quella Casa Universale di Giustizia il cui nome e titolo, disposti da Bahá’u’lláh, simboleggiano quella rettitudine di condotta che è sua suprema missione salvaguardare e imporre. –

Sì grande e condizionante è questo principio di divina giustizia – un principio che dev’essere considerato suprema distinzione di tutte le Assemblee Locali e Nazionali, nella loro veste di precursori della Casa Universale di Giustizia – che Bahá’u’lláh Stesso ha subordinato la Propria inclinazione e desiderio personale all’irresistibile forza delle sue esigenze e implicazioni. «Dio Mi è testimone!» così Egli spiega «se non contravvenisse alla Legge di Dio, bacerei la mano del Mio aspirante assassino e lo farei erede dei Miei beni terreni. Mi ferma però la vincolante Legge scritta nel Libro e del resto sono privo di ogni possedimento terreno»…

Nessuna meraviglia, dunque, se l’Autore della Rivelazione Bahá’í – associando il nome e il titolo di quella Casa, che dev’essere il glorioso coronamento delle Sue istituzioni amministrative, non al perdono ma alla giustizia – ha voluto fare della giustizia l’unica base e il permanente fondamento della Sua Più Grande Pace e proclamarla nelle Sue Parole Celate «la più diletta di tutte le cose» ai Suoi occhi. È ai credenti americani in particolare che mi sento spinto a rivolgere questo fervido appello, di ponderare nei loro cuori i risvolti di questa rettitudine morale e di rispettare, senza né infingimenti, né esitazioni, né compromessi, sia individualmente sia collettivamente, questa sublime norma – una norma di cui la giustizia è un elemento così essenziale e potente.

Shoghi Effendi AGD 18, 20-1, 22
AMICIZIA

Ci piace vedervi sempre amichevolmente uniti e concordi nel paradiso del Mio beneplacito e aspirare dalle vostre azioni la fragranza dell’amicizia e dell’unità, della gentilezza e della fratellanza… Saremo sempre con voi e, se aspireremo il profumo della vostra fratellanza, il Nostro cuore si rallegrerà certamente, perché null’altro può appagarCi.

Bahá’ulláh SPIG CXLVI, 1

Mostrate tolleranza, benevolenza e amore gli uni per gli altri. Se qualcuno fra voi fosse incapace di afferrare una verità o dovesse compiere uno sforzo per comprenderla, mostrate, conversando con lui, uno spirito di estrema gentilezza e buona volontà. Aiutatelo a vedere, a ravvisare la verità senza sentirvi per nulla superiori a lui o dotati di maggior talento.

Bahá’ulláh SPIG V, 3
AMORE DEL PROSSIMO

Ognuno vede nell’altro la bellezza di Dio riflessa nell’anima, e questo punto di somiglianza porta l’attrazione e l’amore fra l’uno e l’altro. Quest’amore renderà tutti gli uomini onde dello stesso mare, stelle dello stesso cielo e frutti dello stesso albero. Quest’amore porterà la effettuazione dell’accordo vero, la base della vera unità.

‘Abdu’l-Bahá SAB 226

L’amore è senza limiti, infinito! Le cose materiali sono limitate, circoscritte, finite. Non si può adeguatamente esprimere l’amore infinito con mezzi limitati. L’amore perfetto ha bisogno d’un agente disinteressato, assolutamente libero da legami di qualsiasi genere. L’amore della famiglia è limitato; il vincolo del sangue non è il più forte dei legami; spesso i componenti della stessa famiglia non vanno d’accordo, e talvolta perfino si odiano. L’amore di patria è limitato; l’amore del proprio paese, che porta l’odio per tutti gli altri paesi non è l’amore perfetto! E fra compatrioti non mancano le liti. L’amore della razza è limitato; c’è, è vero, una certa unione, ma non è sufficiente. L’amore non deve aver confini. Amare la propria razza può significare odiare tutte le altre; e la gente della stessa razza spesso non va d’accordo. L’amore della politica porta con sé l’odio fra un partito e l’altro; quest’amore è molto limitato ed incerto. L’amore nel servire l’umanità nell’interesse comune non è stabile; spesso sorgono competizioni che portano la gelosia, ed alla fine l’amore è rimpiazzato dall’odio. Pochi anni fa esisteva fra la Turchia e l’Italia una amichevole intesa politica; ora sono in guerra fra loro! Tutti questi legami d’amore sono imperfetti. E’ chiaro che il legame materiale è limitato, insufficiente per esprimere adeguatamente l’amore universale. Il grande altruistico amore per l’umanità non è limitato da nessuno di questi legami imperfetti e semi-egoistici. L’amore universale è l’unico amore perfetto, possibile a tutta l’umanità, ma si può acquistarlo soltanto col potere dello Spirito Santo.

‘Abdu’l-Bahá SAB 39-40
ANIMALI

[Il ricercatore] Dev’essere gentile con gli animali e tanto più coi suoi simili dotati del potere della parola.

Bahá’u’lláh KI § 215

La sensibilità è identica, facciate soffrire un uomo o una bestia… la sventurata bestia è muta… Perciò è importantissimo che mostriate la massima considerazione verso gli animali e che siate con essi ancor più gentili che col prossimo. Abituate i vostri figli sin dai primissimi giorni a essere oltremodo teneri e amorevoli con gli animali.

‘Abdu’l-Bahá A § 138
BUON CARATTERE

I compagni di Dio sono il fermento che deve far lievitare i popoli del mondo. Essi devono palesare tale lealtà, sincerità e perseveranza, in tal guisa agire e contenersi che tutta l’umanità possa giovarsi del loro esempio.

Bahá’u’lláh AGD 25

Lo scopo per cui l’unico vero Dio Si è manifestato è di invitare l’umanità intera alla verità e alla sincerità, alla pietà e alla fidatezza, alla rassegnazione e alla sottomissione alla volontà di Dio, alla tolleranza e alla cortesia, alla rettitudine e alla saggezza. Il Suo fine è di ammantare ogni uomo d’un carattere di santità e di abbellirlo con l’ornamento di azioni sante e buone.

Bahá’ulláh SPIG CXXXVII, 4

Il dovere più vitale in questo giorno è di purificare il carattere, correggere i modi e perfezionare la condotta. Gli amati del Misericorde devono palesare tale carattere e tale comportamento fra le Sue creature, che la fragranza della loro santità si effonda sul mondo intero vivificando i morti, poiché lo scopo della Manifestazione di Dio e dell’albeggiare delle luci illimitate dell’Invisibile è quello di educare le anime e di raffinare il carattere di ogni uomo vivente...

Bahá’u’lláh AGD 20

In verità, il buon carattere è il manto più prezioso che Dio abbia dato agli uomini. Egli ne adorna i templi dei Suoi amati. Per la Mia vita! La luce del buon carattere eclissa lo sfolgorar del sole: chi lo acquisisce è stimato gioiello tra gli uomini. La gloria e l’edificazione del mondo dipendono da esso. Il buon carattere è un mezzo con cui gli uomini sono guidati verso la Retta Via e condotti al Grande Annunzio.

Bahá’u’lláh TB 32
CARITÀ

Agli occhi di Dio la carità è lodevole e gradita e considerata sovrana tra le buone azioni… questa parola benedetta è veramente astro fra le parole. Benedetto chi a sé preferisce il fratello. Per certo quell’uomo è annoverato, in virtù del Volere di Dio, l’Onnisciente, il Sapientissimo, fra le genti di Bahá che dimorano nell’Arca Cremisi.

Bahá’u’lláh TB 66

Coloro che posseggono ricchezze, però, devono avere la massima considerazione per i poveri, poiché grande è l’onore destinato da Dio a quei poveri che sono saldi nella pazienza. Per la mia vita! Non v’è onore, ad eccezione di quello che a Dio piaccia concedere, che possa paragonarsi a questo. Grande è la benedizione destinata ai poveri che sopportano pazientemente e nascondono le loro sofferenze e beati i ricchi che elargiscono le loro ricchezze ai bisognosi e li preferiscono a se stessi.

Bahá’u’lláh SPIG C, 4

per quanto lodevole, una buona azione che non sia sorretta dalla conoscenza di Dio, dall’amore di Dio e dall’intenzione sincera è imperfetta.

‘Abdu’l-Bahá LSGA LXXXIV, 7
CLAUSURA

Vivere in clausura o praticare l’ascetismo non è cosa ben accetta al cospetto di Dio... Abbandonate le cose in uso fra voi e adottate ciò che vi ordina il fedele Consigliere; non privatevi dei favori che sono stati creati a vostro giovamento

Bahá’u’lláh TB 65-6

Rinchiudetevi nella fortezza del Mio amore: questa è, invero, una clausura degna di voi, se solo lo sapeste. Chi si rinchiude in una casa è, infatti, come un morto. Si conviene che gli uomini producano ciò che giova all’umanità; chi non produce frutto è da dare al fuoco.

Bahá’u’lláh EFL 34
COMPASSIONE

Prendersi cura degli infermi è uno dei più grandi doveri. Chiunque si ammali, gli altri amici devono offrirgli, senza esitare e con la massima gentilezza, la vita (del servizio).

‘Abdu’l-Bahá TAB 149

Tutti dobbiamo andare a trovare gli ammalati. Quando si è afflitti e si soffre, è di grande aiuto e beneficio ricevere la visita di un amico. La felicità è una grande medicina per gli infermi. In oriente si usa andare a trovare spesso gli ammalati e incontrarli da soli. Gli orientali sono molto gentili e compassionevoli con gli infermi e i sofferenti. E questo ha un effetto maggiore delle medicine. Quando fate visita agli ammalati e ai sofferenti dovete sempre avere questo pensiero d’amore e d’affetto.

‘Abdu’l-Bahá PUP 204
CORTESIA

In verità, abbiamo scelto la cortesia facendone il segno che contraddistingue coloro che a Lui sono vicini. La cortesia è, certo, vestimento conveniente a tutti gli uomini, giovani o vecchi. Prosperi colui che se ne adorna le tempie e mal incolga a chi si priva di sì grande dono.

Bahá’u’lláh EFL 35

V’esorto ad attenervi alla cortesia, perché essa è la più grande di tutte le virtù. Fortunato chi è illuminato dalla luce della cortesia e ammantato nella veste della rettitudine. Chi di essa è permeato ha in verità raggiunto un sublime stadio.

Bahá’u’lláh TB 81
DIFESA DELLA CAUSA

Incombe a tutti, ciascuno secondo la propria capacità, il compito di confutare le argomentazioni di coloro che hanno attaccato la Fede di Dio.

Chiunque si levi a difendere con i propri scritti la Causa di Dio dai suoi assalitori, per quanto insignificante sia la sua parte, sarà così onorato nel mondo avvenire che la Coorte superna ne invidierà la gloria. Nessuna penna può descrivere la sublimità del suo stadio, nessuna lingua può descriverne lo splendore. Poiché a chiunque sarà saldo e tenace in questa santa, gloriosa ed eccelsa Rivelazione sarà accordato un potere tale che potrà affrontare e sconfiggere tutto ciò che è in cielo e in terra.

Bahá’ulláh SPIG CLIV, 1
DIFFAMAZIONE

O Figlio dell’Uomo! Non palesare i peccati altrui perché anche tu sei peccatore. Se dovessi trasgredire a questo comandamento, maledetto saresti, ne fo’ Io testimonianza.

Bahá’u’lláh PCA 27

Vi diedi la lingua per far menzione di Me, non la contaminate con la calunnia. Se la fiamma dell’egoismo vi sopraffà, rammentate le vostre colpe e non quelle delle Mie creature, inquantoché ciascuno di voi conosce se stesso meglio degli altri.

Bahá’u’lláh PCP 66

O Compagno del Mio Trono! Non ascoltare e non vedere alcun male, non degradarti, non sospirare, né piangere. Non dire il male, affinché tu possa non udire il male che ti vien detto, e non esagerare le colpe degli altri, affinché le tue possano non apparire grandi; non desiderare l’avvilimento di alcuno, affinché non sia palesato il tuo.

Bahá’u’lláh PCP 44

Attenti a non offendere i sentimenti di nessuno, a non rattristare nessun cuore, a non muovere la lingua per rimproverare o criticare nessuno… Attenti, attenti a non riprendere o rimproverare nessuno, neppure chi augura il male o chi lo fa.

‘Abdu’l-Baha TAB 45
DISPUTE

Coloro che discutono, sospinti dai loro desideri, sono in verità avvolti da un tangibile velo.

Bahá’u’lláh FL 38

Attenti a non entrare in disputa con alcuno, anzi, sforzatevi di renderlo edotto della verità con modi cortesi e con esortazioni convincenti. Se il vostro ascoltatore sarà incline, lo sarà per il proprio bene, in caso contrario allontanatevi da lui e volgete il viso verso la sacra Corte di Dio, luogo di santità risplendente.

Bahá’ulláh SPIG CXXVIII, 10

Tutte queste contese e queste dispute che sentiamo da ogni parte hanno il solo effetto di dare incremento alla materialità.

‘Abdu’l-Bahá SAB 149
DISCORDIA

La religione di Dio è per l’amore e l’unità; non fatene una causa d’inimicizia e di discordia… Conflitti e contese sono categoricamente proibiti nel Suo Libro.

Bahá’u’lláh TB 196

Assolutamente nulla può, in questo Giorno, infliggere un danno maggiore a questa Causa, della discordia e della lotta, delle contese, dell’estraniamento e dell’apatia fra gli amati di Dio.

Bahá’ulláh SPIG V, 5

O amici di Dio! Attenti alle divergenze! Esse radono al suolo il tempio di Dio e le raffiche dei venti del disaccordo impediscono all’Albero Benedetto di produrre frutti. Il gelo della diversità delle opinioni fa seccare il roseto dell’Unità e spegne il fuoco dell’amore di Dio!

‘Abdu’l-Bahá TAB 431
EQUITÀ
Attenti a non preferire voi stessi al prossimo.
Bahá’ulláh SPIG CXLVI, 1

Siate giusti verso voi stessi e verso gli altri, acciocché le prove di giustizia possano rivelarsi dalle vostre azioni fra i Nostri servi fedeli.

Bahá’u’lláh AGD 19

…l’equità è la più fondamentale delle virtù umane. La valutazione di tutte le cose deve dipendere necessariamente da essa.

Bahá’ulláh SPIG C, 6

Siate equanimi nel giudicare, o uomini dal cuore comprensivo! Colui che è ingiusto nel giudicare è privo delle caratteristiche che contraddistinguono lo stadio dell’uomo.

Bahá’ulláh SPIG C, 8
FANCIULLI

Tutti, uomini e donne, devono affidare a una persona di fiducia parte di ciò che guadagnano con il commercio, l’agricoltura o altra occupazione, perché sia spesa allo scopo di educare e istruire i fanciulli,

Ad ogni padre è stato ordinato di educare figli e figlie nell’arte del leggere e dello scrivere ed in tutto quello che è stato disposto nella Santa Tavola. In quanto a colui che trascura ciò che gli è stato comandato, se è ricco, i Fiduciari devono prendergli ciò che è necessario per la loro istruzione, e se non lo è, tale compito ricade sulla Casa di Giustizia. In verità noi abbiamo fatto di essa un asilo per i poveri e per i bisognosi. Colui che educa il proprio figlio o il figlio di un altro, è come se educasse uno dei Miei figli

Le scuole devono in primo luogo addestrare i bambini secondo i principi della religione, in modo che la Promessa e la Minaccia, registrate nei Libri di Dio, possano tenerli lontani dalle cose proibite e adornarli col manto dei comandamenti, ma ciò in misura tale da non danneggiarli portandoli al fanatismo ignorante o al bigottismo.

Bahá’u’lláh TB 83, 116-7, 63

Fate tutto il possibile per incoraggiare i fanciulli alla spiritualità.

La cura dei fanciulli è un dovere per tutti. Chi non ha figli dovrebbe, possibilmente, assumersi la responsabilità di educare un bambino.

‘Abdu’l-Bahá ABL 111, 91
FEDELTÀ

L’anima che è rimasta fedele alla Causa di Dio e che ha persistito incrollabile sul Suo Sentiero disporrà, dopo la sua ascensione, di un tale potere che tutti i mondi creati dall’Onni-potente saranno per opera sua beneficati. Per ordine del Re ideale e dell’Educatore divino, essa fornisce il puro lievito che feconda il mondo dell’esistenza e provvede il potere per cui le arti e le meraviglie si manifestano nel mondo. Considera come la farina abbia bisogno di lievito per lievitare. Le anime che sono i simboli della rinunzia sono il lievito del mondo.

Bahá’ulláh SPIG LXXXII, 7
FIDATEZZA

Non usate frode nell’occuparvi dei beni del prossimo vostro. Siate degni di fiducia sulla terra e non rifiutate ai poveri quelle cose che vi sono state concesse per grazia di Dio. In verità, Egli vi elargirà il doppio di quanto possedete…

Bahá’u’lláh EFL 38

Sappi per certo che chi non crede in Dio non è degno di fede, né è veritiero. Questa è davvero la verità, la verità indiscutibile. Chi agisce slealmente verso Dio agirà slealmente anche verso il suo re. Nulla al mondo può distogliere dal male un tale individuo, nulla può impedirgli di tradire il prossimo, nulla può indurlo a camminare nella rettitudine.

Bahá’ulláh SPIG CXIV, 3

Sforzatevi affinché tutte le nazioni e le comunità del mondo, anche quelle nemiche, ripongano fiducia, certezza e speranza in voi, e se qualcuno cade in errore centomila volte possa sempre rivolgersi a voi, fiducioso che perdonerete I suoi peccati, perché non deve perdere la speranza o scoraggiarsi.

‘Abdu’l-Bahá TAB 436
GENEROSITÀ

O Voi Ricchi della Terra! I poveri fra voi sono il Mio pegno; prendetene cura e non siate intenti soltanto al vostro benessere!

Bahá’u’lláh PCP 54

Se incontrate un povero, non trattatelo sdegnosamente. Riflettete su come siete stati creati: ognuno di voi è stato generato da un misero seme.

Bahá’u’lláh EFL 39

O Figlioli della Polvere! Narrate al ricco quanto sospiri il povero nel colmo della notte, affinché l’indifferenza non lo conduca sulla via della distruzione e non lo privi dell’Albero dell’Opulenza. Il donare e l’essere generosi sono attributi Miei; beato colui che s’adorna delle Mie virtù.

Bahá’u’lláh PCP 49
GENITORI

Le tappe del sentiero d’amore sono ritenute quattro: dalle creature all’Unico Vero, dal-l’Unico Vero alle creature, dalle creature alle creature, dall’Unico Vero all’Unico Vero… Per esempio, egregio amico, considera te stesso: sei primo in relazione a tuo figlio, ultimo in relazione a tuo padre. All’e-sterno riveli l’apparenza del potere nei regni della creazione divina, nell’intimo riveli i misteri celati che rappresentano il pegno divino depositato in te.

Bahá’u’lláh SV 26, 27-8

Sii figlio di tuo padre e frutto del suo albero. Sii un figlio nato dalla sua anima e dal suo cuore e non solo dall’acqua e dalla creta. Vero figlio è quello scaturito dalla parte spirituale di un uomo. Prego Dio che tu possa sempre essere confermato e rafforzato.

‘Abdu’l-Bahá A § 117
GENTILEZZA

Una lingua benevola è una calamita per i cuori degli uomini e pane per lo spirito, riveste di significato le parole ed è sorgente della luce della saggezza e della comprensione…

Bahá’ulláh SPIG CXXXII, 5

Non affliggete e non respingete nessuno dicendo «Non è bahá’í». Si farà riconoscere dalle sue azioni. Fra i bahá’í non ci sono segreti, i bahá’í non nascondono niente.

‘Abdu’l-Bahá ABL 98
GIUSTIZIA

O Figlio dello Spirito! Ai Miei occhi la più diletta di tutte le cose è la Giustizia; non allontanartene se desideri Me, e non trascurarla acciocché Io possa aver fiducia in te. Con il suo aiuto ti sarà possibile discernere coi tuoi occhi e non con gli occhi degli altri, e apprendere per cognizione tua e non del tuo vicino.

Bahá’u’lláh PCA 2

Egli non farà mai torto a nessuno né imporrà ad alcuno un compito superiore alle sue forze.

Bahá’ulláh SPIG LII, 2

Luce dell’uomo è la Giustizia: non spegnetela con i venti contrari del sopruso e della tirannia; scopo della giustizia è l’apparizione dell’unità fra gli uomini.

Bahá’u’lláh AGD 21

O Figlio dello Spirito! Sappi che colui che esorta gli uomini a essere giusti e poi commette iniquità, non è dei Miei, ancorché porti il Mio nome.

Bahá’u’lláh PCA 28

Siate vigili, sì che non siate ingiusti verso nessuno, neppure nella misura di un granello di senape. Seguite la via della giustizia, perché in verità essa è la retta via.

Bahá’ulláh SPIG CXVIII, 1

Il baldacchino dell’esistenza posa sul polo della giustizia e non su quello del perdono, e la vita dell’umanità dipende dalla giustizia e non dal perdono.

Bahá’u’lláh AGD 22

Ogni uomo è stato posto in una posizione d’onore; egli non deve abbandonarla. Un umile lavoratore che commette un’ingiustizia è tanto da biasimare quanto un famoso tiranno. Così noi abbiamo la scelta fra giustizia e ingiustizia.

‘Abdu’l-Bahá SAB 199
GUERRA

Quando un pensiero di guerra sorge nella vostra mente, scacciatelo e sostituitevi un più potente pensiero di pace. Un pensiero d’odio dev’essere annientato da un più forte pensiero di amore. Le idee di guerra distruggono l’armonia, il benessere, il riposo e la contentezza dell’umanità. I pensieri dell’amore fanno sorgere la fratellanza, la pace, l’amicizia e la felicità.

‘Abdu’l-Bahá SAB 29

Com’è possibile per degli uomini di combattere da mane a sera, ammazzandosi l’un l’altro, versando sangue fraterno? Per quale scopo? Per impadronirsi d’un pezzo di terra! Gli animali, quando combattono, hanno uno scopo più ragionevole... Come è terribile constatare che l’uomo, che è del regno più elevato, possa abbassarsi fino ad ammazzare il suo prossimo, a gettarlo nel dolore per impadronirsi d’un pezzo di terra! Ecco che le creature più alte combattono per il possesso della forma più bassa della materia: la terra. La terra non appartiene a un popolo solo, ma a tutti. Questo mondo non è la vera dimora degli uomini, ma la loro tomba. Essi dunque combattono per una tomba.

‘Abdu’l-Bahá SAB 28
LEALTÀ

Un re giusto è l’ombra di Dio sulla terra. Tutti dovrebbero cercare rifugio all’ombra della sua giustizia e riposare al riparo del suo favore.

Bahá’u’lláh GP 79

In qualunque paese risieda, questa gente [i bahá’í] deve comportarsi verso il governo con lealtà, onestà e sincerità.

Bahá’u’lláh TB 21

Il rispetto al rango dei sovrani è ordinato da Dio come chiaramente attestano le parole dei Profeti di Dio e dei Suoi eletti. A Colui Che è lo Spirito (Gesù) – la pace sia con Lui – fu chiesto: «O Spirito di Dio! È egli lecito di dare il censo a Cesare, o no?». Ed Egli rispose: «Rendete a Cesare le cose che appartengono a Cesare e a Dio le cose che appartengono a Dio». Non lo proibì. Queste due affermazioni, a giudizio degli illuminati, si equivalgono, perché se ciò che apparteneva a Cesare non fosse provenuto da Dio, Egli l’avrebbe proibito.

Bahá’u’lláh EFL 62
LIBERA ESPRESSIONE

O Mio Servo! Tu sei come una spada di tempra finissima celata nel buio della sua guaìna, il cui pregio è ignoto all’artefice. Epperciò, svincolati dalla guaìna dell’egoismo e del desiderio, affinché il tuo valore si faccia risplendente e manifesto a tutto il mondo.

Bahá’u’lláh PCP 72

…nessuno deve pronunciare, in pubblico o in private, una sola parola che vada contro o contraddica gli Insegnamenti generali…

‘Abdu’l-Bahá TAB 432

Caposaldo della Causa è il principio dell’incontestabile diritto della libera espressione, la libertà personale di dichiarare ciò che la coscienza detta e di esprimere le proprie opinioni come rappresentanti eletti della sua comunità oppure in veste personale durante le feste.

Shoghi Effendi BP 32
MALIGNITÀ

O Mio Servo! Purifica il tuo cuore dalla malignità e, scevro d’invidia, entra nella divina corte della santità.

Bahá’u’lláh PCP 42

la maldicenza… spegne la luce del cuore e distrugge la vita dell’anima.

Bahá’u’lláh KI § 215

…la lingua è un fuoco che cova e l’abuso di parole un veleno mortale. Il fuoco materiale consuma il corpo, ma il fuoco della lingua divora tanto il cuore quanto l’anima. La forza del primo è di breve durata, mentre gli effetti dell’ultimo durano per secoli.

Bahá’u’lláh KI § 214
MANSUETUDINE

Se fra voi sorge qualche discordia, vedete Me davanti agli occhi e, per amore del Mio nome e in pegno del vostro amore per la Mia Causa manifesta e radiosa, non considerate i reciproci difetti.

Bahá’ulláh SPIG CXLVI, 1

Le confermazioni dello Spirito Santo sono tutti quei poteri e quei doni che per alcuni sono innati (e che gli uomini chiamano talvolta genio), ma che ad altri costano lotte molto dolorose. Esse sono donate a quell’uomo o a quella donna che accettano la vita con radiosa acquiescenza.

‘Abdu’l-Bahá ABL 121
MISERICORDIA

O figlio dell’uomo! Se i tuoi occhi sono rivolti verso la misericordia, dimentica le cose che tornano a tuo vantaggio e attieniti a ciò che giova all’umanità. E se i tuoi occhi sono rivolti verso la giustizia, scegli per il prossimo tuo ciò che vuoi per te stesso

Bahá’u’lláh EFL 21
OBBEDIENZA

A nessuno è accordato il diritto di agire in maniera contraria alle ponderate opinioni di coloro che detengono l’autorità.

Ciò di cui l’umanità ha bisogno in questo giorno è l’ubbidienza a coloro che detengono l’autorità e una fedele adesione alla corda della saggezza.

Non caricate nessun’anima con un fardello che non desiderereste fosse posto su di voi e non desiderate per nessuno ciò che non desiderereste per voi stessi. Questo è il Mio miglior consiglio per voi, se solo l’osservaste!

Bahá’ulláh SPIG CV, 3, CII, 1, LXVI, 8

Deve regnare la Legge e non l’individuo; il mondo diventerà così attraente e la fratellanza vera sarà stabilita.

‘Abdu’l-Bahá SAB 161
ONESTÀ

Questo Vilipeso vi ingiunge l’onestà e la devozione. Benedetta la città che risplende della loro luce. Per loro mezzo l’uomo si eleva e la porta della sicurezza si dischiude innanzi al volto dell’intera creazione.

Bahá’u’lláh EFL 16

Coloro che dimorano nel tabernacolo di Dio e si sono assisi sui seggi della gloria eterna rifiuteranno, anche se morenti di fame, di allungar la mano per impadronirsi illegalmente dei beni del loro vicino, per quanto vile e indegno egli possa essere.

Bahá’u’lláh AGD 18
OSPITALITÀ

Quando un uomo volge lo sguardo verso Dio egli trova tutt’intorno lo splendore del sole. Tutti gli uomini sono suoi fratelli. Quando incontrate persone di paesi stranieri, non permettete che gli usi e le tradizioni sociali diverse tra voi siano causa di mancanza di cordialità… Siate benevoli con gli stranieri… Fate che si sentano come in casa loro; domandate se potete rendere ad essi qualche aiuto; cercate di rallegrare la loro vita. E se qualche volta, ciò che avete sospettato fosse vero, sforzatevi ancora di essere gentili con essi; questa vostra gentilezza li aiuterà a diventare migliori. Dopo tutto, perché trattare uno straniero come un estraneo? Allo sconosciuto che incontrate fate sapere, senza tuttavia decantarlo, che siete un vero seguace di Bahá’u’lláh. Mettete in pratica l’insegnamento di Bahá’u’lláh: quello che vi dice di trattare la gente di ogni nazionalità con sentimenti fraterni. Non vi contentate di dimostrare l’amicizia solamente a parole; fate che il vostro cuore sia pieno di amorevole gentilezza per tutti quelli che incontrate sul vostro cammino.

‘Abdu’l-Bahá SAB 11-2
PETTEGOLEZZI

Hanno preferito lasciarsi mozzare la testa piuttosto che pronunciare una sola parola disdicevole.

Bahá’u’lláh EFL 52

Secondo il diretto e sacro comandamento di Dio, ci è vietato calunniare.

‘Abdu’l-Bahá UVT 12

Ricordate soprattutto l’insegnamento di Bahá’u’lláh riguardo i pettegolezzi e i discorsi sconvenienti sugli altri. Le storie che si raccontano degli altri sono raramente benevole. Il silenzio è più sicuro. Anche il bene può essere nocivo, se lo si dice nel momento sbagliato o alla persona sbagliata.

‘Abdu’l-Bahá ABL 125
POLITICA

In antico, è stato rivelato: «L’amor di patria è parte della Fede di Dio». Ma nel giorno della Sua Manifestazione la Lingua della Grandezza ha proclamato: «Non ci si vanti di amare il proprio paese, bensì di amare il mondo».

Bahá’ulláh SPIG XLIII, 6

La Perfezione Benedetta… ha proibito… [ai credenti] qualsiasi interferenza nei problemi politici. Ha proibito loro perfino di discutere di affari politici.

‘Abdu’l-Bahá TAB 498

Gli amici sono liberi di votare, se possono farlo senza identificarsi con un partito. Scendere nel campo della politica partitica è sicuramente nocivo ai migliori interessi della Fede e potrà recare danno alla Causa. Spetta all’individuo di far uso del proprio diritto di voto in modo tale da tenersi lontano dalla politica dei partiti e di ricordare sempre di dare il voto a una persona per i suoi meriti e non per la sua appartenenza a un partito. (a nome di Shoghi Effendi all’Assemblea Spirituale Nazionale degli Stati Uniti e del Canada, 16 marzo 1933)

Shoghi Effendi BP 13 [Lights of Guidance 443]
RAPPORTI UMANI

Associatevi con tutti gli uomini, o genti di Bahá, in ispirito amichevole e fraterno.

Bahá’ulláh SPIG CXXXII, 5

Non siate soddisfatti finché chiunque abbia rapporti con voi non diventi come un membro della vostra famiglia. Considerateli come un padre, un fratello. Una sorella, una madre o un figlio. Se ci riuscirete le vostre difficoltà svaniranno e saprete come comportarvi.

‘Abdu’l-Bahá ABL 91

Quando voi amate una persona di famiglia o un compatriota, lasciate che quest’amore sia un raggio dell’amore infinito; lasciate che sia in Dio e per Dio! Amate ogni persona, nella quale trovate gli attributi di Dio, sia essa della vostra famiglia o di un’altra. Diffondete la luce d’un amore infinito sopra ogni creatura umana che incontrate

‘Abdu’l-Bahá SAB 41
SACRIFICIO

Per la gloria del Tuo potere, mio Amato! Aver sacrificato la vita per le Manifestazioni del Tuo Essere, offerto l’anima sulla via dei Rivelatori della Tua meravigliosa Bellezza è come aver sacrificato il mio spirito per il Tuo Spirito, il mio essere per il Tuo Essere, la mia gloria per la Tua gloria. È come aver offerto tutto questo per amor Tuo e dei Tuoi amati. Sebbene il mio corpo soffra per le prove cui mi sottoponi e sia afflitto dalle rivelazioni del Tuo decreto, pure la mia anima gioisce per aver gustato le acque della Tua Bellezza e toccato le rive dell’oceano della Tua eternità. S’addice all’amante fuggire dall’amato o abbandonare l’oggetto del desiderio del suo cuore? No, crediamo tutti in Te e speriamo ardentemente di giungere alla Tua presenza.

Bahá’u’lláh PM LX, 2-3

L’ospitante prese il posto dell’ospitato e morì in sua vece.

‘Abdu’l-Bahá ABL 53
SERVIZIO

È un vero uomo colui che si dedica oggi a servire l’intera razza umana.

Bahá’ulláh SPIG CXVII, 1

O genti di Dio! Non affaccendatevi con le cose vostre, ma fissate i vostri pensieri su quel che può riabilitare le sorti dell’umanità e santificare i cuori e le anime degli uomini.

Bahá’ulláh SPIG XLIII, 4

Servire per amore dell’umanità è unione con Dio. Colui che serve è già entrato nel Regno e siede alla destra del suo Signore.

‘Abdu’l-Bahá PUP 186
Servire è pregare.
Levatevi e servite la potenza di Dio!
‘Abdu’l-Bahá SAB 220, 209

Il servizio degli amici appartiene a Dio e non a loro.

‘Abdu’l-Bahá TAB 161
SESSO

Sposatevi, sì che dopo di voi qualcuno possa levarsi in vece vostra. Vi abbiamo, invero, proibito la lascivia e non ciò che conduce alla fedeltà. Vi siete voi aggrappati agli impulsi della vostra natura, gettandovi dietro le spalle le regole di Dio? Temete Iddio e non siate sciocchi. Se non ci fosse l’uomo, chi farebbe menzione di Me sulla Mia terra e come potrebbero rivelarsi i Miei nomi ed attributi?

Bahá’u’lláh EFL 34-5

Il sesso, per quanto riguarda le sue esigenze sul piano fisico, non ha alcun rapporto con lo spirito.

‘Abdu’l-Bahá ABL 81

Per Dio non c’è alcuna differenza fra i sessi. È più grande colui o colei che è più vicino a Dio.

‘Abdu’l-Bahá ABL 105

Se le donne ricevessero una educazione uguale a quella degli uomini, il risultato dimostrerebbe una capacità di sapere identica in entrambi i sessi.

‘Abdu’l-Bahá SAB 201
SINCERITÀ

Le buone parole e la sincerità sono, per nobiltà di posizione e di rango, come il sole sorto dall’orizzonte del cielo del sapere.

Bahá’u’lláh TBI 12

Coloro che sono il popolo di Dio non hanno altra ambizione che di vivificare il mondo, nobilitarne la vita e rigenerarne i popoli. Schiettezza e buona volontà hanno sempre contrassegnato le loro relazioni con tutti gli uomini. Il loro comportamento esteriore non è che il riflesso della loro vita interiore e la loro vita interiore lo specchio del loro comportamento esteriore.

Bahá’ulláh SPIG CXXVI, 2

La sincerità è la base di tutte le virtù umane. Senza sincerità è impossibile alcun progresso o successo nei mondi di Dio. Quando questo santo attributo sia insediato nell’uomo, possono essere acquisite anche tutte le qualità divine.

‘Abdu’l-Bahá AGD 20
SOLIDARIETÀ

O Figlio dell’uomo! Non negare al Mio servo ciò che egli dovesse chiederti, perché il suo viso è il Mio; umìliati quindi al Mio cospetto.

Bahá’u’lláh PCA 30

Vostra principale preoccupazione sia quella di salvare il caduto dall’abisso dell’estinzione imminente e di aiutarlo ad abbracciare l’antica Fede di Dio.

Bahá’ulláh SPIG CXLVII, 2
TURPILOQUIO

Incombe a ognuno di cancellare impronte di parole fatue dalla tavola del cuore…

Bahá’ulláh SPIG VII, 1

Non insozzatevi la bocca con calunnie e imprecazioni e custodite i vostri occhi da ciò che è sconveniente.

Bahá’u’lláh TB 25

La lingua serve a menzionare ciò che è buono, non contaminatela con discorsi sconvenienti. Dio ha perdonato quel che è passato. D’ora in poi dovrete tutti dire ciò che è decente e decoroso e astenervi da insulti e da calunnie e da qualunque cosa ingeneri tristezza.

Bahá’u’lláh TB 195
VENDETTA

…la vendetta è condannabile, perché vendicandosi il vendicatore non ci guadagna nulla. Se un uomo colpisce un altro e il colpito si vendica restituendo il colpo, quale vantaggio ne trae? È forse un balsamo per la sua ferita o un rimedio per il suo dolore? No, Dio non voglia! In verità le due azioni sono identiche, sono entrambe un’offesa. L’unica differenza è che una è avvenuta prima e l’altra dopo. Perciò, una persona che, colpita, perdona, anzi, agisce in modo contrario ai modi usati verso di lei, è degna di lode. La legge della comunità punisce l’aggressore, ma non compie una vendetta. La punizione serve solo ad ammonire, a proteggere e a contrastare la crudeltà e la trasgressione, affinché altri non siano tirannici. Ma colui che, colpito, perdona e condona dà prova di grandissima generosità. E ciò è degno di ammirazione.

Così, quando Cristo disse: «se alcuno ti percuote in su la guancia destra, rivolgigli ancor la sinistra», lo fece per insegnare agli uomini a non compiere vendette personali. Non intendeva dire che se un lupo assale un gregge di pecore per distruggerlo, si debba incoraggiarlo. No, se Cristo avesse saputo che un lupo fosse entrato nell’ovile e stesse per uccidere le pecore, lo avrebbe certamente impedito.

‘Abdu’l-Bahá LSGA LXXVI, 5
VIOLENZA

Non v’è gloria per chi crea disordine sulla terra, dopo che essa è stata fatta così bene…

Non create disordine sulla terra, non spargete sangue e non consumate iniquamente le sostanze altrui, né seguite ogni scellerato parolaio.

Bahá’u’lláh EFL 17, 18

Lottare e usare la forza anche per una giusta causa non produce buoni risultati. Gli oppressi che sono nel giusto non devono prendersi il proprio diritto con la forza, il male continuerebbe. Si devono cambiare i cuori.

‘Abdu’l-Bahá ABL 92
Radiosità
UNITÀ

L’idea di una divisione o di una disparità nelle sue file è estranea ai suoi scopi, principi e ideali. Quando i suoi membri abbiano pienamente riconosciuto le affermazioni del suo Autore e accettato incondizionatamente i principi e le leggi incarnati nei suoi insegnamenti, dando il loro appoggio al suo Ordine Amministrativo, ogni distinzione di classe, credo o colore deve essere automaticamente cancellata e mai più lasciata riaffiorare, per nessun motivo, per grande che sia la pressione esercitata dagli eventi o dall’opinione pubblica. Se una discriminazione può essere tollerata, non deve essere a danno bensì a favore delle minoranze, razziale o d’altro genere. Diversamente dalle nazioni e dai popoli del mondo, siano Orientali o Occidentali, democratici o autoritari, comunisti o capitalisti, appartengano essi al Vecchio o al Nuovo Mondo, i quali o ignorano o calpestano o distruggono le minoranze razziali, religiose o politiche che si trovino nell’ambito della loro giurisdizione, ogni comunità organizzata arruolata sotto le insegne di Bahá’u’lláh deve sentire, preminente e ineluttabile, l’obbligo di curare, incoraggiare e proteggere qualunque minoranza religiosa, razziale, sociale o nazionale si trovi nelle sue file. Questo principio è così grande e vitale che in certe circostanze, come quando in un’elezione un ugual numero di voti sia stato dato o allorché siano pari le qualificazioni per un incarico fra razze, fedi o nazionalità presenti nella comunità, non si dovrà esitare a dare la precedenza alla parte che rappresenta la minoranza, per la sola ragione di stimolarla e incoraggiarla e di concederle l’opportunità di promuovere gli interessi della comunità. Alla luce di questo principio e tenendo presente che è oltremodo auspicabile che le minoranze condividano la responsabilità della conduzione delle attività bahá’í, ogni comunità bahá’í ha il dovere di organizzarsi in modo tale che, quando esistano nelle sue file individui appartenenti a qualche minoranza già qualificati e rispondenti ai necessari requisiti, nelle istituzioni rappresentative bahá’í, siano esse Assemblee, convenzioni, conferenze o comitati, sia presente il maggior numero possibile di membri di tale diverse minoranze, razziali o altro. L’adozione e la fedele osservanza di questa linea di condotta non solo sarà fonte di ispirazione e di incoraggiamento per gli elementi numericamente limitati e inadeguatamente rappresentati, ma dimostrerà al mondo in senso lato che la Fede di Bahá’u’lláh è universale e rappresentativa e che i Suoi seguaci non sono contaminati da quei pregiudizi che già tanta rovina hanno portato negli affari interni e nei rapporti esteri delle nazioni.

Shoghi Effendi AGD 27-8

Di questi requisiti spirituali per il successo, che costituiscono la pietra angolare da cui alla fin fine dipende la sicurezza di tutti i piani per l’insegnamento, i progetti per il Tempio e i programmi economi ci, i seguenti emergono vitali e preminenti e i membri della comunità bahá’í americana farebbero bene a ponderarli. Dalla misura in cui essi risponderanno a tali requisiti e li introdurranno nelle loro vite personali, nelle loro attività amministrative e nelle loro relazioni sociali, dipende l’abbondanza delle infinite benedizioni che il Munificentissimo Possessore potrà concedere loro. Questi requisiti sono un alto senso di rettitudine morale nelle attività sociali e amministrative, l’assoluta castità nella vita personale e la completa libertà da pregiudizi nei rapporti con persone di razza, classe, credo o colore differenti… questi sono gli ideali che d’ora in poi i credenti americani, individualmente e di concerto, dovranno propugnare nella loro vita privata e pubblica, ideali che sono le principali forze propellenti che possono più fattivamente accelerare il progresso delle loro istituzioni, dei loro piani e delle loro imprese, proteggere l’onore e l’integrità della loro Fede e spianare ogni ostacolo in cui potranno imbattersi in futuro.

Shoghi Effendi AGD 17-8
ADORAZIONE
L’arte è adorazione di Dio.
‘Abdu’l-Bahá ABL 93

…ogni sforzo ed ogni attività che vengono dal profondo del cuore dell’uomo devono considerarsi culto, se sono inspirati da elevate ragioni e dalla volontà di render servizio all’umanità. Questo è culto; servire l’umanità e provvedere ai bisogni del prossimo.

‘Abdu’l-Bahá SAB 220
AMORE DI DIO

Supremo dovere di ciascuno di voi è scegliersi ciò che nessuno potrà violare o sottrargli. Questo… è l’amore di Dio, se solo lo capiste!

Bahá’u’lláh SPIG CXXIII, 3

Nel mondo dell’esistenza non v’è calamita più possente di quella dell’amore.

‘Abdu’l-Bahá ABL 79

Se un cuore si svuota della grazia divina, l’amore di Dio, quell’uomo vagola nel deserto dell’ignoranza, scende nell’abisso della rovina e precipita nel baratro della disperazione dove non c’è rifugio. È come un insetto che vive negli infimi stadi.

‘Abdu’l-Bahá TAB 526
ATTRAZIONE

Chiunque fra voi si levi a insegnare la Causa del suo Signore, prima di tutto istruisca se stesso, affinché le sue parole attraggano i cuori di coloro che l’ascoltano. Se non istruirà se stesso, le parole della sua bocca non influenzeranno il cuore del ricercatore.

Bahá’ulláh SPIG CXXVIII, 6

…l’insegnamento fondamentale di Bahá’u’lláh è l’amore... dovete avere un infinito reciproco amore e anteporre gli altri a voi stessi. La gente deve sentirsi talmente attratta da voi da esclamare: «Quanta felicità c’è fra voi!» e da vedere sul vostro viso le luci del Regno. Allora verranno stupiti da voi a cercarne la causa. Non dovete porgere il messaggio soltanto con le parole, ma anche con le azioni e con i fatti. Alle parole devono accompagnarsi le azioni. Dovete amare gli amici più di voi stessi. Sì, siate pronti al sacrificio... Desidero che siate pronti a sacrificare tutto gli uni per gli altri, anche la vita…. Possano tutti guardarvi chiedendosi: «Perché sono così felici»? Voglio che siate felici, che ridiate, sorridiate e gioiate, così che grazie a voi siano felici anche gli altri.

‘Abdu’l-Bahá PUP 218
AVVERSITÀ

Se sei colpito dalle tribolazioni per amor Mio, rammenta le Mie pene e i Miei tormenti e ricorda il Mio esilio e la Mia prigionia.

Bahá’ulláh SPIG CXLIII, 2

Se non fosse per le tribolazioni sopportate sul Tuo cammino, come si potrebbero riconoscere coloro che veramente Ti amano? E se non fosse per le prove sopportate per amor Tuo, come potrebbe essere rivelato il grado di coloro che Ti bramano?

Bahá’u’lláh PM XCII, 1

O Figlio della Mia Ancella! Non turbarti nella povertà e non essere fiducioso nella ricchezza, poiché alla povertà segue la ricchezza e alla ricchezza la povertà. Eppure l’esser povero di tutto eccetto Dio è un dono mirabile; non ne sminuire il valore, poiché alla fine ti farà ricco in Dio

Bahá’u’lláh PCP 51
CAPACITÀ

…l’uomo deve cercare di acquisire capacità e di sviluppare la preparazione. Se gli manca la sensibilità alle influenze divine, non è capace di rifletterne la luce e assimilarne i benefici. La terra sterile non produce nulla, neppure se la nube della misericordia vi riversa la sua pioggia per mille anni. Dobbiamo rendere ricettiva e fertile la terra dei nostri cuori dissodandola, affinché la pioggia della misericordia divina la ritempri e ne tragga rose e giacinti di una piantagione celestiale… Se ci manca la sensibilità, le bellezze e i doni di Dio non possono penetrare...

‘Abdu’l-Bahá PUP 148-9

Mentre supplichi Iddio e reciti: «Il Tuo Nome è la mia cura», considera come il cuore è rallegrato, e l’anima deliziata dallo Spirito dell’amor di Dio, e la mente attratta al Regno del Signore! Con questa attrazione le competenze e le capacità aumentano. Quando il recipiente s’ingrandisce, l’acqua aumenta e quando la sete cresce la generosità della nuvola diviene più piacevole al gusto dell’uomo. Questo è il mistero del supplicare e la saggezza del palesare i propri bisogni.

‘Abdu’l-Bahá BNE 141
CONOSCENZA INTERIORE

O Figlio della Terra! Se vuoi aver Me, non cercare altri che Me; se vuoi contemplare la Mia bellezza, chiudi gli occhi al mondo e a tutto ciò che è in esso; poiché il Mio volere e il volere d’altri che Me, così come l’acqua e il fuoco, non possono dimorare assieme nello stesso cuore.

Bahá’u’lláh PCP 31
DISTINZIONE

O esercito di Dio! In virtù della protezione e dell’aiuto concessi dalla Bellezza Benedetta… dovete comportarvi in tal guisa da spiccare eminenti e luminosi come il sole in mezzo agli altri. E chi di voi si recasse in una città dovrebbe diventare centro di attrazione per la sincerità, la lealtà e l amore, l onestà, la fedeltà, la veridicità e bontà verso tutte le genti del mondo, sì che tutti nella città dicessero: «Non v’è dubbio che quest’uomo è Bahaí’í, perché in lui le maniere, il comportamento, la condotta, la morale, la natura e la disposizione riflettono gli attributi del Bahá’í. E finché non sarete giunti a questo stadio non potrà dirsi che siete stati fedeli al Patto e al Testamento di Dio».

Shoghi Effendi AGD 20

Desidero che vi distinguiate. I bahá’í devono distinguersi dal resto della umanità. Ma questa distinzione non deve dipendere dalla ricchezza, cioè che debbano diventare più ricchi degli altri. Non desidero una distinzione economica. Non desidero una distinzione semplice, scientifica, commerciale o industriale. Desidero per voi la distinzione spirituale, ossia dovete diventare eminenti e distinguervi nelle qualità morali. Nell’amore per Dio dovete distinguervi fra tutti. Dovete distinguervi nell’amore per l’umanità, per l’unità e la concordia, per l’amore e la giustizia. In breve, dovete distinguervi in tutte le virtù del mondo umano, lealtà e sincerità, giustizia e fedeltà, fermezza e costanza, nel compiere atti filantropici e nel servire il prossimo, nell’amore per ogni essere umano, nell’ unità e nella concordia con tutti, nell’eliminazione dei pregiudizi e nella promozione della pace internazionale. Infine, dovete distinguervi per l’illuminazione celestiale e per l’acquisizione dei doni di Dio. Desidero per voi questa distinzione. Questi devono essere i punti di della vostra distinzione.

‘Abdu’l-Bahá PUP 190
FELICITÀ

La Causa di Dio è venuta quale segno della Sua grazia. Felici coloro che agiscono; felici coloro che comprendono; felice l’uomo che si è aggrappato alla verità e si è distaccato da tutto ciò che è nei cieli e tutto ciò che è sulla terra.

Bahá’u’lláh EFL 97

L’uomo è, in realtà, un essere spirituale., e solo quando egli vive nello spirito è veramente felice

‘Abdu’l-Bahá SAB 85
FERMEZZA

Sommamente elevato sarà il tuo stadio se resterai saldo nella Causa del tuo Signore. Verso di Lui sono diretti i tuoi indaffarati moti e in Lui è il luogo del tuo eterno riposo.

Bahá’u’lláh SPIG CXV, 13

La vostra vera e duratura gloria consiste soltanto nella salda adesione ai precetti di Dio, nell’incondizionata osservanza delle Sue leggi, nella sincera determinazione di vigilare perché esse non restino inapplicate e nel seguire costantemente la retta via.

Bahá’u’lláh SPIG CXVIII, 8
La cosa essenziale è avere fermezza e costanza.
‘Abdu’l-Bahá TAB 696
GIOIA

Chiunque osservi i comandamenti di Dio raggiunge la felicità eterna.

Bahá’u’lláh SPIG CXXXIII, 1

O Figlio dell’Uomo! Non t’addolorare fuor che per la tua lontananza da Noi. Non gioire se non quando t’avvicini e ritorni a Noi.

Bahá’u’lláh PCA 35

O Miei servi! Non addoloratevi se in questi giorni e su questa terra sono state ordinate e manifestate da Dio cose contrarie ai vostri desideri, poiché vi sono sicuramente serbati giorni di gioia ineffabile, di delizia paradisiaca.

Bahá’u’lláh SPIG CLIII, 9
Gioite, la tavola dei cieli è imbandita per voi.

Gioite, gli angeli del cielo sono i vostri assistenti e aiutanti.

Gioite, lo sguardo di Bahá’u’lláh, la Bellezza Benedetta., è rivolto verso di voi.

Gioite, Bahá’u’lláh è il vostro protettore.
Gioite, vi è destinata la gloria imperitura.
Gioite, vi aspetta la vita eterna.
‘Abdu’l-Bahá PUP 214

…tutta la tristezza e il dolore che esistono vengono dal mondo della materia; il mondo Spirituale dà soltanto la gioia!

‘Abdu’l-Bahá SAB 132
GRATITUDINE

…il modo migliore per ringraziare Iddio è amarsi l’un l’altro.

…il semplice ringraziamento verbale non serve. La vera riconoscenza consiste in un sentito ringraziamento dal cuore. Quando l’uomo risponde ai favori di Dio manifestando i sentimenti della propria coscienza, il cuore è felice e lo spirito estasiato. Questi sentimenti spirituali sono il ringraziamento ideale… Per esprimere la propria gratitudine per i favori di Dio si devono compiere azioni lodevoli. Per rispondere a questi doni si devono compiere opere buone, sacrificandosi per gli altri, amando i servi di Dio, offrendo per loro anche la vita e dimostrando gentilezza verso tutte le creature. Si deve essere distaccati da questo mondo e attratti dal Regno di Abhá, il viso radioso, la parola eloquente, l’orecchio attento, sforzandosi giorno e notte di ottenere il beneplacito di Dio. Si deve osservare e vedere qual’è la volontà di Dio e agire di conseguenza. Indubbiamente queste encomiabili azioni sono un segno di riconoscenza per i favori di Dio.

‘Abdu’l-Bahá PUP 469, 236
GUIDA

Apprestati al cimento, caso mai tu possa guidare il prossimo alla legge di Dio, il Più Misericordioso. In verità, agli occhi di Dio, Colui Che tutto possiede, l’Altissimo, questo atto supera tutti gli altri.

Bahá’ulláh SPIG CXLVI, 1

Siano i vostri atti una guida per l’umanità intera, poiché il comportamento della maggior parte degli uomini, potenti o umili, differisce da ciò che essi dicono di professare. È mediante le azioni che potrete distinguervi dagli altri e irradiare sulla terra intera lo splendore della vostra luce.

Bahá’ulláh SPIG CXXXIX, 8
IMMAGINE DI DIO

Onore dell’uomo è il conseguimento della conoscenza di Dio, la sua felicità proviene dall’amore verso Dio, la sua gioia si trova nelle liete novelle di Dio, la sua .grandezza dipende dal suo asservimento a Dio. Massimo sviluppo dell’uomo è l’ingresso nel Regno divino e il frutto di questa umana esistenza è il nucleo e l’essenza della vita eterna... Mentre possiede la vita fisica, l’uomo deve appropriarsi della vita spirituale e assieme al benessere e alla felicità del corpo deve ottenere piaceri e appagamento divini. Allora è degno di chiamarsi uomo, allora è «immagine e somiglianza di Dio», perché l’immagine del Misericordioso consiste negli attributi del Regno dei cieli. Se nel giardino della sua anima non appaiono i frutti del Regno, l’uomo non è a immagine e somiglianza di Dio. Ma se vi appaiono, egli diviene ricettacolo di doni ideali e si accende del fuoco dell’amor di Dio. Se i suoi principi morali diventano spirituali, se le sue aspirazioni diventano celestiali e se le sue azioni sono conformi alla volontà di Dio, l’uomo consegue l’immagine e la sembianza del suo Creatore, altrimenti è a immagine e somiglianza di Satana. Perciò Cristo ha detto: «Li conoscerai dai loro frutti».

‘Abdu’l-Bahá PUP 335-6
LAVORO

I migliori degli uomini sono quelli che si guadagnano da vivere col proprio lavoro e spendono i loro proventi a beneficio proprio e del loro prossimo per amore di Dio, il Signore di tutti i mondi.

Bahá’u’lláh PCP 82

Voi siete gli alberi del Mio giardino; dovete produrre benefici e meravigliosi frutti, acciocché voi e gli altri possiate profittarne. Epperciò incombe ad ognuno l’obbligo di darsi ad arti o professioni, perché in esse sta il segreto della ricchezza, o uomini che capite!

Bahá’u’lláh PCP 80

S’ingiunge a ciascuno di voi di dedicarsi a una forma di occupazione, come mestieri, commerci e simili. Ci siamo degnati d’innalzare il vostro impiego nel lavoro al rango dell’adorazione a Dio, l’Unico Vero. Riflettete in cuor vostro sulla grazia e sui doni di Dio e ringraziateLo all’alba e all’imbrunire. Non sciupate il tempo nell’ozio e nell’indolenza, ma occupatevi di ciò che possa recare profitto a voi e agli altri…Agli occhi di Dio, il più spregevole fra gli uomini è colui che sta pigramente seduto e mendica.

Bahá’u’lláh TB 24

Tutti gli uomini devono guadagnarsi da vivere col sudore della fronte e con l’impegno fisico e contemporaneamente cercare di alleviare i pesi degli altri, sforzarsi di essere sorgente di conforto per loro e di facilitarne la vita. Questo significa essere devoti a Dio!... Ma le energie del cuore non devono esserne completamente assorbite. Anche se la mente è indaffarata, il cuore deve essere attratto verso il Regno di Dio per poter conseguire da ogni parte e ogni fonte le virtù umane.

‘Abdu’l-Bahá PUP 187
LODE

E potrai meglio lodarLo, se amerai i Suoi diletti, se salvaguarderai e proteggerai i Suoi servi dalla malvagità dei perfidi, in modo che nessuno più li opprima.

Bahá’u’lláh SPIG CXIV, 6

Prostratevi col viso a terra innanzi a Dio e giorno e notte celebrate la Sua lode.

Bahá’u’lláh SPIG XV, 5
MEDITAZIONE

Per mezzo della facoltà di meditazione l’uomo consegue la vita eterna; attraverso la stessa facoltà egli riceve l’alito dello Spirito Santo; il dono dello Spirito si rivela nella riflessione e nella meditazione… La facoltà di meditazione è come lo specchio; questo non può riflettere che gli oggetti ai quali lo ponete dinanzi. Allo stesso modo se lo spirito dell’uomo considera cose mondane, avrà cognizione soltanto di esse. Ma se voi voltate lo specchio dello spirito verso il cielo, le costellazioni celesti ed i raggi del Sole della Verità si rifletteranno nei cuori vostri, ed otterrete le virtù del Regno di Dio.

‘Abdu’l-Bahá SAB 217-8
LA MORTE

La morte offre a ogni fiducioso credente la coppa che è vera vita. Dona gioia ed è apportatrice di contentezza. Conferisce il dono della vita eterna.

Bahá’ulláh SPIG CLXV, 2

Tu sei il Mio dominio, e il Mio dominio non perisce mai; perché temi dunque di perire? Sei la Mia luce, e la Mia luce non si estinguerà mai; perché dunque temi l’estinzione? Sei la Mia gloria, e la Mia gloria non si affievolisce; sei la Mia veste, e la Mia veste non sarà mai logora. Dimora dunque nel tuo amore per Me, cosicché tu possa trovarMi nel regno della gloria.

Bahá’u’lláh PCA 14
PREGHIERA

Egli, invero, ama colui che si volge verso di Lui.

Bahá’u’lláh SPIG CXXXIV, 3

Entra in intima comunione col Suo Spirito e sii di coloro che son grati.

Bahá’u’lláh SPIG CXXIX, 2

Fa’ ogni giorno un esame di coscienza prima che tu sia chiamato a render conto…

Bahá’u’lláh PCA 31

O Mio servo, intonai versetti di Dio che hai ricevuto, come li intonano coloro che si sono avvicinati a Lui, ché la dolcezza della tua melodia accenda la tua stessa anima e attiri i cuori di tutti gli uomini. Quando qualcuno recita i versetti rivelati da Dio nell’intimità della propria camera, gli angeli dell’Onnipotente sparsi ovunque spandono nell’universo la fragranza delle parole pronunziate dalla sua bocca, facendo palpitare il cuore di ogni giusto. Per quanto, in un primo momento, possa non avvertirne l’effetto, pure, prima o poi, la virtù della grazia concessagli eserciterà la sua influenza sulla sua anima.

Bahá’u’lláh SPIG CXXXVI, 2

L’uomo, quando prega, si sente in presenza di Dio.

‘Abdu’l-Bahá SBS 250

Fate dunque sì che le vostre azioni siano tutti i giorni come belle preghiere.

‘Abdu’l-Bahá SAB 96

L’atto della supplica è il brunitoio che cancella tutti i desideri terreni. La gioia di supplicare e scongiurare Dio fa sì che il cuore si distacchi dal mondo.

‘Abdu’l-Bahá SBS 252

Supplicate Dio, invocateLo nel mezzo della notte e la mattina presto, come il bisognoso e il prigioniero.

‘Abdu’l-Bahá SBS 254

L’uomo è eternamente in stato di comunione e di preghiera con la sorgente di ogni bene. Lo stato più alto ed elevato è quello della preghiera. La preghiera è comunione con Dio.

‘Abdu’l-Bahá SBS 255

La massima felicità dell’amante è conversare con l’amata e il più grande dono per il ricercatore è di conoscere l’oggetto della sua brama.

‘Abdu’l-Bahá SBS 254

I1 fedele deve pregare con spirito distaccato, incondizionata rinuncia alla propria volontà, assoluta concentrazione e magnetica passione spirituale. Il suo intimo deve essere mosso dalle brezze eteree della santità.

‘Abdu’l-Bahá SBS 255
RADIOSITÀ

Ardete come il fuoco, sì che possiate bruciare i veli dell’ignavia e infiammare, con le vivificanti energie dell’amore di Dio, il cuore gelido e traviato.

Bahá’u’lláh SPIG CLII, 1

Iddio Padre amoroso creò l’uomo perché irradiasse la Luce Divina e illuminasse il mondo con le sue parole, con le sue azioni e con la sua vita.

‘Abdu’l-Bahá SAB 137

I credenti… devono dimostrare nella vita quotidiana la propria fede, perché il mondo veda la luce che brilla sul loro viso. Un colto luminoso e felice rallegra le persone che l’incontrano. Se siete tristi e incontrate un bambino che ride, il bambino vedendo il vostro viso sconsolato cessa di ridere senza sapere perché.

‘Abdu’l-Bahá ABL 124

Il cuore infiammato dal fuoco dell’amor di Dio e lo spirito rinvigorito dal cibo dello spirito celeste, dovete farvi avanti come i discepoli diciannove secoli fa, risvegliando i cuori degli uomini con l’appello delle liete novelle, la luce di Dio sul viso, distaccati da tutto fuorché Dio. Perciò, ordinate la vostra vita secondo il primo principio dell’insegnamento divino, che è l’amore. Servire l’umanità significa servire Dio. Si sprigionino da voi amore e luce del Regno finché tutti coloro che vi guardano non siano illuminati dal suo riverbero. Siate come stelle, che brillano e scintillano dall’alto della loro sede celeste. Sapete in quale Giorno state vivendo?

È il secolo della Perfezione Benedetta!
È il ciclo della luce della Sua bellezza!
È il giorno dell’adempimento di tutti i Profeti!
‘Abdu’l-Bahá PUP 8
RETTITUDINE

Vèstiti dell’essenza della rettitudine e il tuo cuore non tema altri che Dio.

Bahá’u’lláh SPIG CLIII, 1

Agite secondo giustizia, o genti di Bahá! Questo è, invero, il comandamento che vi ha dato questo Vilipeso e ciò che la Sua incoercibile Volontà predilige per ciascuno di voi.

Bahá’u’lláh SPIG LXIII, 4

Un solo atto di giustizia è dotato di tale forza da innalzare la polvere a tal punto da farla salire oltre il cielo dei cieli. Ha il potere di recidere ogni legame e di rinvigorire la forza già spenta e svanita…

Bahá’u’lláh SPIG CXXXIII, 3
SAGGEZZA

la spada della saggezza è più rovente della calura estiva e più affilata di una lama d’acciaio, se solo lo capiste!

Bahá’u’lláh EFL 38

Dissetatevi alla fonte perenne della saggezza, libratevi nell’atmosfera della saggezza, e parlate con saggezza ed eloquenza.

Bahá’u’lláh EFL 69

In questo Giorno non possiamo né approvare la condotta del timoroso che cerca di dissimulare la sua fede, né sancire il comportamento del credente confesso che afferma clamorosamente la sua fedeltà a questa Causa. Entrambi devono osservare i dettami della saggezza e adoprarsi diligentemente a servire i più alti interessi della Fede.

Bahá’u’lláh SPIG CLXIV, 5

Savi sono coloro che non parlano se non ottengono udienza, così come il coppiere il quale non porge la sua coppa finché non trova chi la chieda, e come l’amante che non grida l’ardore dalle profondità del cuore finché non posa lo sguardo sulla bellezza dell’amata. Spargi dunque i semi della saggezza e del sapere nel puro terreno del cuore e tienili celati finché i giacinti della divina saggezza sboccino dal cuore, e non dal fango e dalla mota.

Bahá’u’lláh PCP 36
SANTITÀ

O Figlio della Gloria! Percorri veloce il sentiero della santità ed entra nel cielo della comunione con Me. Forbisci il tuo cuore col brunitoio dello spirito e affrettati verso la corte dell’Altissimo.

Bahá’u’lláh PCP 8
IL SAPERE

Abbiamo decretato, o genti, che sommo ed ultimo fine di ogni dottrina sia riconoscere Colui Che è l’Oggetto di ogni sapere

Bahá’u’lláh EFL 90

L’intuizione di questo ricercatore sarà così grande che distinguerà la verità dalla menzogna come il sole dall’ombra.

Bahá’u’lláh KI § 218

Arti, mestieri scienza elevano il mondo dell’essere e conducono alla sua esaltazione. Il sapere è come un’ala per la vita dell’uomo e una scala per la sua ascesa. Acquisirlo è un obbligo per tutti

Bahá’u’lláh EFL 19

Rispettate i teologi e i sapienti fra voi, coloro il cui comportamento è in armonia con quello che professano… Coloro che ignorano e trascurano i teologi e i sapienti che vivono fra loro hanno invero barattato il favore che Dio aveva loro accordato.

Bahá’u’lláh SPIG LXVI, 9

T’incombe, in questo giorno, di levarti con forza celestiale per dissipare, mediante l’ausilio del sapere, i dubbi dei popoli del mondo, così che tutti possano essere santificati, volgere i passi verso il Più Grande Oceano e attenersi strettamente a ciò che Dio ha inteso.

Bahá’u’lláh EFL 77

Il sapere è amore. Studiate, ascoltate le esortazioni, pensate, cercate di comprendere la saggezza e la grandezza di Dio. Prima di spargere il seme, bisogna fertilizzare il suolo.

‘Abdu’l-Bahá SBS 252

Dovete sforzarvi giorno e notte di conseguire i significati del Regno dei cieli, di cogliere i segni della Divinità, di acquisire certezza nella conoscenza e di percepire che questo mondo ha un Creatore, un Vivificatore, una Provvidenza, un Architetto. Non dovete fondarvi su sensazioni personali, ma su prove e segni, su argomenti decisivi e su una visione reale. Dovete cioè vederlo così chiaramente come l’occhio fisico vede il sole. In questo modo vedrete la presenza di Dio e giungerete alla conoscenza delle sante Manifestazioni divine.

‘Abdu’l-Bahá PUP 227
SPIRITUALITÀ

La spiritualità è il più grande dono di Dio, e «vita eterna» significa «volgersi a Dio».

‘Abdu’l-Bahá SAB 135

Lasciati guidare dall’attrazione della Bellezza di Dio, così che il Suo ricordo ti scorra come lo spirito nelle vene e nelle membra colmandoti dei pensieri dell’amor di Dio.

‘Abdu’l-Bahá TAB 314
TIMOR DI DIO

Il timor di Dio è sempre stato sicura difesa e valido baluardo per tutti i popoli del mondo

Bahá’u’lláh TB 58

Il timor di Dio è sempre stato il primo fattore nell’educazione delle Sue creature. Felici coloro che vi sono pervenuti!

Bahá’u’lláh EFL 19

Ammonisci gli uomini a temere Dio. In nome di Dio! Questo timore è il suprema condottiero dell’esercito del tuo Signore. Le sue milizie sono un carattere lodevole e rette azioni. Per suo mezzo, nel corso dei secoli e delle ere, sono state espugnate le cittadelle dei cuori umani e le insegne del trionfo e del potere alte levate sopra tutte le altre insegne.»

Bahá’u’lláh EFL 95

…il timor di Dio è l’arma che può farlo [chi aiuta Dio] trionfare, il migliore strumento per riuscire nel suo intento. Il timor di Dio è l’armatura che protegge la Sua Causa, lo scudo che permette alle Sue genti di conseguire la vittoria. È uno stendardo che nessun uomo può abbattere, una forza che nessun potere può eguagliare. Col Suo aiuto e col permesso di Colui Che è il Signore degli Eserciti, coloro che si sono avvicinati a Dio hanno potuto sottomettere e conquistare le cittadelle dei cuori umani.

Bahá’ulláh SPIG CXXVI, 4
UGUAGLIANZA

Agli occhi di Dio tutti gli uomini sono uguali. Nel reame della Sua giustizia ed equità, non vi sono distinzioni o preferenze.

Dio non ha fatto quei divisioni, esse hanno avuto origine nell’uomo. Perciò, esse do contrarie al piano e allo scopo di Dio, esse sono false e fittizie.

Questa varietà di forme e di colori che è palese in tutti i regni è conforme alla Saggezza creativa e ha uno scopo divino.

Nella famiglia umana, la diversità dev’essere causa di amore e di armonia, come nella musica dove molte note differenti si fondono producendo un perfetto accordo.

‘Abdu’l-Bahá AGD 29, 30
UNITÀ

Siate come le dita di una mano e le membra di un corpo.

Bahá’u’lláh SPIG LXXII, 4

Tanto potente è la luce dell’unità, da illuminare il mondo intero.

Bahá’u’lláh SPIG CXXXII, 3

È stato innalzato il tabernacolo dell’unione; non vi considerate estranei l’uno all’altro. Siete frutti di un unico albero e foglie di un solo ramo.

Bahá’u’lláh SPIG CXII, 1

In questo Giorno è doveroso che tutti si dedichino a ciò che favorisce gli interessi e innalza il rango di tutte le nazioni e dei governi giusti.

Bahá’u’lláh SPIG XLIII, 6

Lo scopo fondamentale che anima la Fede di Dio e la Sua Religione è quello di salvaguardare gli interessi della razza umana, svilupparne l’unità e accrescere lo spirito d’amore e di fraternità fra gli uomini.

Bahá’u’lláh SPIG CX, 1

Fa d’uopo che ti consacri alla Volontà di Dio. Tutto ciò che è stato rivelato nelle Sue Tavole non è che un riflesso della Sua Volontà. La tua consacrazione dev’essere così completa da cancellarti dal cuore ogni traccia di desiderio mondano. Questo è il significato della vera unità.

Bahá’u’lláh SPIG CLX, 3

Noi desideriamo soltanto il bene del mondo e la felicità delle nazioni... Tutte le nazioni abbraccino la medesima fede e tutti gli uomini divengano fratelli; i legami d’affetto e di unione fra la progenie umana si rafforzino; le diversità di religione cessino e l’antagonismo di razza svanisca...

Bahá’u’lláh SBS 109
VICINANZA A DIO

Quanto più puro e santo diventa il cuore dell’uomo, tanto più s’avvicina a Dio e vi si rivela la luce del Sole della Realtà. Questa luce accende i cuori col fuoco dell’amore di Dio, vi apre le porte della sapienza e dischiude i misteri divini così che le scoperte spirituali diventano possibili. Tutti i Profeti si sono avvicinati a Dio attraverso il distacco. Dobbiamo imitare queste Anime sante, rinunciando ai nostri desideri e alle nostre passioni. Dobbiamo purificarci dal fango e dalle macchie del contatto terreno finché i nostri cuori non diventino limpidi come specchi e non vi si riveli la luce della massima guida.

‘Abdu’l-Bahá PUP 148
LA VITA

Chi ha risvegliato un’anima ha in verità risvegliato l’intera umanità.

Baha’u’llah TB 179

O Amico Mio!... Lacera i veli dell’incuria, affinché tu possa emergere risplendente dalle nubi e adornare tutte le cose con il manto della vita.

Bahá’u’lláh PCP 73

O amici: non siate incuranti delle virtù di cui siete dotati, né siate dimentichi del vostro alto destino… Voi siete le stelle del cielo della comprensione, le brezze che spirano al nascere del giorno, le dolci acque scorrenti dalle quali dipende la vita stessa di tutti gli uomini, le lettere tracciate sulla sacra pergamena.

Bahá’u’lláh AGD 58

Nell’uomo la vita dev’essere come la fiamma che riscalda tutto ciò con cui viene a contatto.

‘Abdu’l-Bahá ABL 93

Sii generoso nella prosperità e grato nell’avver-sità. Sii degno della fiducia del tuo vicino e trattalo con viso sorridente ed amichevole. Sii tesoro per il povero, ammonitore per il ricco, risposta al grido del bisognoso, custode della santità della promessa. Sii equo nel giudicare e cauto nel parlare. Non essere ingiusto con nessuno e sii mansueto con tutti gli uomini. Sii fiaccola per chi cammina nelle tenebre, gioia per l’addolorato, mare per l’assetato, rifugio per l’angosciato, alleato e difensore per la vittima dell’oppressione. Fa’ che l’integrità e la rettitudine contraddistinguano tutti i tuoi atti. Sii asilo per l’estraneo, balsamo per il sofferente, torre incrollabile per il fuggitivo. Sii occhio per il cieco e faro che guida i passi dell’errante. Sii ornamento per il volto della verità, corona per la fronte della fedeltà, colonna del tempio della rettitudine, alito di vita per il corpo dell’umanità, vessillo per le schiere della giustizia, astro sull’orizzonte della virtù, rugiada per il terreno del cuore umano, arca sull’oceano del sapere, sole nel cielo della munificenza, gemma sul diadema della saggezza, luce risplendente nel firmamento della tua generazione, frutto sull’albero dell’umiltà.

Bahá’u’lláh SPIG CXXX
Indice analitico
Adorazione 49
Altruismo 7
Amore del prossimo 23
Amore di Dio 49
Animali 24
Attrazione 50
Avversità 50
Beni materiali 7
Buon carattere 25
Capacità 51
Carità 26
Castità 8
Clausura 26
Compassione 27
Confessione 11
Conoscenza di se stessi 11
Conoscenza interiore 52
Corpo 12
Cortesia 27
Decenza 12
Difesa della Causa 28
Diffamazione 28
Discordia 30
Dispute 29
Distinzione 52
Equità 30
Fanciulli 31
Fedeltà 32
Felicità 53
Fermezza 53
Fidatezza 32
Generosità 33
Genitori 33
Gentilezza 34
Gioia 54
Giustizia 34
Gratitudine 54
Guerra 35
Guida 55
Il sapere 63
Immagine di Dio 56
Integrità 13
La morte 58
La vita 67
Lavoro 56
Lealtà 36
Libera espressione 36
Libertà 13
Lode 57
Malignità 37
Mansuetudine 37
Meditazione 58
Misericordia 38
Moderazione 14
Modestia 14
Mondo 15
Obbedienza 38
Onestà 39
Ospitalità 39
Pazienza 16
Pettegolezzi 40
Politica 40
Preghiera 58
Pulizia 16
Purezza 17
Radiosità 60
Rapporti umani 41
Rettitudine 21 61
Sacrificio 41
Saggezza 62
Saldezza 17
Salute 17
Santità 18 63
Servizio 42
Sesso 43
Sincerità 19, 43
Solidarietà 44
Sonno 19
Spiritualità 64
Temperanza 20
Timor di Dio 64
Turpiloquio 44
Uguaglianza 65
Umiltà 20
Unità 47 66
Vendetta 45
Vicinanza a Dio 67
Violenza 45
PER VIVERE
UNA VITA BAHÁ’Í

Compilazione preparata dal Dipartimento delle Ricerche

della Casa Universale di Giustizia
24 novembre 1972, riveduta nel luglio 1990

Quante volte abbiamo sentito il Maestro dire: Se ogni amico si assumesse l’impegno di applicare – in tutta la sua integrità e con tutte le sue implicazioni – uno soltanto degli insegnamenti della Fede con devozione, distacco, costanza e perseveranza, esemplificandolo in ogni azione e occupazione della vita, il mondo diverrebbe un altro mondo e la faccia della terra rispecchierebbe gli splendori del Paradiso di Abhá. Considerate quali meravigliosi cambiamenti si avrebbero se gli amati del Misericordioso si comportassero, come individui e come comunità, secondo i consigli e le esortazioni sgorgate dalla Penna della Gloria.

(Shoghi Effendi, 12 gennaio 1923, ai Bahá’í della Persia, tradotta dai persiano) [1]

Il desiderio di ‘Abdu’l-Bahá, ciò che attrae il Suo compiacimento, e in realtà la Sua vincolante ingiunzione è che i bahá’í agiscano secondo gli Insegnamenti divini in ogni cosa, anche nelle piccole transazioni consuete e nei rapporti quotidiani con gli altri. Egli ci ha ordinato di non accontentarci di essere modesti, umili e mansueti, ma di diventare manifestazioni di abnegazione e totale annullamento. In passato, tutti sono stati incoraggiati a mostrare lealtà e fedeltà, compassione e amore, ma in questa suprema Dispensazione, la gente di Bahá è chiamata al sacrificio della vita. Considerate in quale misura gli amici di Dio siano stati incoraggiati ed esortati, sia nelle sacre Epistole e Tavole sia nel Testamento del nostro Amato, a manifestare rettitudine, buona volontà, tolleranza, santità, purezza, distacco da tutto fuorché Dio, rinuncia agli apparati del mondo, adornandosi del manto di un bel carattere e di buoni attributi.

Anzitutto, si deve ricorrere ad ogni mezzo per purificare il proprio cuore e i propri intenti, altrimenti sarebbe inutile impegnarsi in qualsiasi impresa. È anche essenziale astenersi dall’ipocrisia e dalla cieca imitazione, perché ogni uomo di comprensione e di saggezza ne scoprirebbe subito il fetido lezzo. Inoltre gli amici devono osservare i tempi stabiliti per pensare a Dio, meditare, pregare e supplicare, perché è estremamente improbabile, anzi impossibile, che un’impresa prosperi e si sviluppi senza i doni e le confermazioni divine. È difficile immaginare quanto sia grande l’influenza che l’amore genuino, la sincerità e la purezza d’intenti esercitano sulle anime degli uomini. Ma non si possono ottenere queste qualità a meno che non ci si sforzi quotidianamente di acquisirle...

Gli amici di Dio devono dimostrare al mondo, soprattutto con il potere delle azioni eccellenti e di un carattere nobile, piuttosto che con la forza delle parole e delle dimostrazioni, che ciò che è stato promesso da Dio avverrà, anzi già avviene, e che le liete novelle divine sono chiare, evidenti e complete. Se non ci fossero anime illustri che avanzano nell’arena del servizio e risplendano nell’assemblea degli uomini, il compito di rivendicare la verità di questa Causa agli occhi di persone illuminate sarebbe molto arduo. Ma se gli amici diventano l’incarnazione di un bel carattere e di tutte le virtù, le parole e le argomentazioni diventano superflue. Le loro azioni saranno l’eloquente testimonianza e la loro nobile condotta assicurerà la conservazione, l’integrità e la gloria della Causa di Dio.

(Shoghi Effendi, 19 dicembre 1923, ai Bahá’í dell’Oriente, tradotta dal persiano) [2]

Gli eletti da Dio... non devono guardare alla depravazione della società in cui vivono, né ai segni del degrado morale, né al comportamento vacuo di coloro che li circondano. Non devono accontentarsi di una distinzione e di un’eccellenza relative. Devono guardare verso altezze più nobili, ponendosi come meta suprema i consigli e le esortazioni della Penna della Gloria. Allora ci si renderò facilmente conto di quanto siano numerosi gli stadi che rimangono ancora da attraversare e quanto lontana sia la meta desiderata, una meta che non è altro che il diventare esempio di principi morali e di virtù divine.

(Shoghi Effendi, 30 ottobre 1924, all’Assemblea Spirituale Locale di Teheran, tradotta dal persiano) [3]

È nostro dovere e privilegio tradurre l’amore e la devozione che nutriamo verso la nostra amata Causa in azioni e fatti che tendano a promuovere il massimo bene dell’umanità.

(Shoghi Effendi, 20 novembre 1924, a un credente) [4]

Se leggete le parole di Bahá’u’lláh e di ‘Abdu’l-Bahá con abnegazione e attenzione, concentrandovi su di esse, scoprirete verità .che vi erano prima sconosciute e riuscirete a comprendere a fondo i problemi che hanno sconcertato i grandi pensatori del mondo.

(Shoghi Effendi, il 30 gennaio 1925, a un credente) [5]

La cosa importante è di «vivere la vita»: fare in modo che la nostra vita sia così satura degli insegnamenti divini e dello Spirito bahá’í che la gente non possa fare a meno di vedere nel nostro carattere e nelle nostre opere una gioia, una forza, un amore, una purezza, una radiosità e un’efficienza che ci distinguono dalle persone attaccate alle cose del mondo e si chieda quale sia il segreto di questa nostra nuova vita. Dobbiamo diventare tanto altruisti e dediti a Dio da cercare, ogni giorno e ogni momento, di fare soltanto ciò che Dio vuole e di agire come Egli vuole. Se lo facciamo con sincerità, allora fra noi ci saranno perfetta unità e reciproca armonia. Ovunque manchi l’armonia, manca il vero Spirito bahá’í. Se non possiamo dimostrare, nella nostra vita, questa trasformazione, questo nuovo potere, questa armonia e questo amore reciproco, allora gli insegnamenti bahá’í sono per noi soltanto parole.

(a nome di Shoghi Effendi, 14 febbraio 1925, un credente) [6]

Se noi nahá’í non riusciamo a creare fra noi una profonda unità, allora non riusciamo a realizzare lo scopo principale per il quale il Báb, Bahá’u’lláh e ‘Adbu’l-Bahá hanno vissuto e sofferto.

Per creare questa profonda unità, uno dei punti essenziali sui quali Bahá’u’lláh e ‘Abdu’l-Bahá hanno insistito è quello di resistere alla tendenza naturale di permettere che l’attenzione si soffermi sui difetti e sulle mancanze degli altri piuttosto che sulle proprie. Ciascuno di noi risponde di una vita soltanto, la propria. Ciascuno di noi è infinitamente lontano dall’essere «perfetto come è perfetto il Padre nostro celeste» [cfr. Matteo V, 46, CEI] e il compito di perfezionare la propria vita e il proprio carattere richiede tutta la nostra attenzione, tutta la nostra volontà e tutte le nostre energie. Se permettiamo che l’attenzione e le energie si impegnino nello sforzo di raddrizzare gli altri e di rimediare i loro difetti, perdiamo tempo prezioso. Siamo come aratori, ciascuno dei quali ha da controllare gli animali aggiogati, da dirigere il proprio aratro e, per tenere dritto il solco, deve tenere d’occhio la mèta e concentrarsi sul proprio compito. Se guarda da una parte e dall’altra per vedere come se la cavano tizio e caio e per criticarne il solco che tracciano, allora il suo solco verrà sicuramente storto.

Negli insegnamenti bahá’í non vi è argomento, su cui maggiormente si insista, della necessità di astenersi da ogni critica pedante e maldicenza e di preoccuparsi invece di scoprire ed estirpare i propri difetti e di superare le proprie mancanze.

Se siamo leali verso Bahá’u’lláh, verso l’amato Maestro e il caro Custode, dobbiamo dimostrare il nostro amore ubbidendo a questi espliciti insegnamenti. Essi richiedono fatti e non parole e nessuna appassionata dichiarazione di lealtà, nessuna bella frase potrà compensare l’errore di non aver vissuto nello spirito degli insegnamenti.

(a nome di Shoghi Effendi, 12 maggio 1925, a un credente) [7]

Quanto alla domanda se sia giusto mentire per salvare il prossimo, egli pensa che non si debba mai farlo, ma che si debba invece cercare di aiutare il prossimo in maniera più legittima. Naturalmente non è necessario essere troppo espliciti, finché la domanda non ci sia rivolta direttamente.

(a nome di Shoghi Effendi, 21 dicembre 1927, a un credente) [8]

Non dobbiamo tuttavia dimenticare che le difficoltà e le tribolazioni sono una caratteristica essenziale di questo mondo e che superandole otteniamo lo sviluppo morale e spirituale. Come dice il Maestro, il dolore è come il solco. Quanto più è profondo, tanto più abbondanti ne sono i frutti.

(a nome di Shoghi Effendi, 5 novembre 1931, a un credente) [9]

Nel Bayán il Báb dice che tutte le religioni del passato avrebbero potuto essere universali. L’unico motivo per cui non lo sono state è dipeso dall’incapacità dei loro seguaci. Prosegue poi con una promessa precisa, e cioè che il destino della rivelazione di «Colui Che Dio farà manifesto» sarebbe stato diverso, che essa sarebbe diventata universale e avrebbe incluso tutti i popoli del mondo. Ciò sta a dimostrare che alla fine avremo successo. Ma la realizzazione di questo ideale non potrebbe essere ritardata dai nostri difetti, dall’indisponibilità a sacrificarci e dalla nostra riluttanza a concentrare gli sforzi nella diffusione della Causa? E che cosa comporterebbe tutto questo? Comporterebbe che ne saremo ritenuti responsabili davanti a Dio, che la razza umana rimarrà più a lungo nella disobbedienza, che le guerre non saranno presto allontanate e che le sofferenze umane dureranno più a lungo.

(a nome di Shoghi Effendi, 20 febbraio 1932, all’Assemblea Spirituale Nazionale degli Stati Uniti e del Canada) [10]

Ciascun giorno ha le proprie esigenze. Nei primi giorni la Causa aveva bisogno di Martiri e di persone che sopportassero ogni sorta di torture e di persecuzioni per esprimere la propria fede e diffondere il messaggio inviato da Dio. Ma quei giorni sono passati. Attualmente la Causa non ha bisogno di martiri pronti a morire, ma di servi che desiderino insegnare e stabilire la Causa in tutto il mondo. Vivere per insegnare al giorno d’oggi è come essere martirizzati in quei primi giorni. È importante lo spirito che ci fa agire, non l’atto nel quale quello spirito si esprime e lo spirito è quello di servire la Causa di Dio con tutto il cuore e con tutta l’anima.

(a nome di Shoghi Effendi, 3 agosto 1932, a un credente, Bahá’í News n. 68 [novembre 1932], p. 3) [11]

Egli spera sinceramente che con questi sacrifici l’edificio sia ultimato e divenga il centro focale dello spirito e degli insegnamenti della Causa in quella terra e che da esso si diffonda la luce della guida recando gioia e speranza al cuore di questa umanità sconsolata.

Studiando la storia di Nabíl vedrete come la Fede si sia stata alimentata dai costanti sacrifici degli amici. Il Messaggio di Bahá’u’lláh si è insediato in tutto il mondo attraverso difficoltà, persecuzioni e continue preoccupazioni.

(a nome di Shoghi Effendi, 30 novembre 1932, a un credente, Bahá’í News, n. 77 [settembre 1933], p. 1) [12]

Il consiglio che Shoghi Effendi vi ha dato per quanto riguarda la divisione del vostro tempo fra il servizio alla Causa e l’espletamento degli altri doveri è stato dato anche a molti altri amici sia da Bahá’u’lláh sia dal Maestro. È in accordo con due versetti dell’Aqdas, l’uno che impone a ogni bahá’í il dovere di servire per lo sviluppo della Fede, e l’altro che impone di dedicarsi a un’occupazione che rechi beneficio alla società. In una delle Sue Tavole Bahá’u’lláh dice che la forma più alta di distacco in questo giorno è di dedicarsi a una professione e rendersi indipendenti. Perciò, un buon bahá’í è chi organizza la propria vita in modo tale da dedicare tempo sia alle necessità materiali sia al servizio alla Causa.

(a nome di Shoghi Effendi, 21 febbraio 1933, a un credente) [13]

Non occorre che vi dica quanto egli deplori la presenza di tante forze negative nelle riunioni bahá’í e particolarmente in una riunione così importante come la Convenzione. Ora, più che mai, si devono ponderare attentamente le parole sull’unità e sull’armoniosa cooperazione fra gli amici spesso ripetute dal Maestro. Non c’è nulla di più contrario allo spirito della Causa che la discordia e le contese, inevitabile risultato dell’egoismo e della cupidigia. Il completo distacco e il servizio altruistico, questi devono essere gli unici intenti del vero credente e non si può sperare un ulteriore progresso fino a che tutti gli amici non riescano a tradurre in azione queste qualità. È in questo momento che l’unità di pensiero e di azione è più che mai necessaria. È in questo momento, in cui la Causa sta entrando in una nuova fase del suo sviluppo, in cui l’Amministrazione si sta gradualmente consolidando nel tumulto e nel caos di una civiltà barcollante, che gli amici devono presentare un fronte unito contro quelle forze di dissenso interno che, se non saranno completamente eliminate, distruggeranno inevitabilmente il nostro lavoro.

(a nome di Shoghi Effendi, 24 settembre 1933, a un credente) [14]

In verità egli deplora assai che i rappresentanti della più alta istituzione amministrativa del vostro paese abbiano permesso che queste divergenze e questi malintesi assumessero una tale proporzione, soprattutto perché, sin dal trapasso del Maestro, egli ha esposto con chiarezza ed energia, in molte comunicazioni, ogni principio e ogni legge dell’Amministrazione. Queste difficoltà, se non sono fermate immediatamente ed energicamente, possono arrecare un danno incalcolabile al corpo della Causa e ritardare non soltanto il flusso , ma anche l’efficacia della sua influenza spirituale nel mondo. Se si esaminano attentamente e spassionatamente tutte queste difficoltà e dispute se ne trova l’origine nei sentimenti di egoismo e di egocentrismo. E se questi velenosi sentimenti non saranno completamente superati, non c’è speranza che l’apparato amministrativo della Causa possa funzionare bene e progredire.

(a nome di Shoghi Effendi, 9 maggio 1934, all’Assemblea Spirituale Nazionale dell’India e della Birmania) [15]

Pur spronandovi ad affrontare e superare con coraggio i molteplici ostacoli che vi chiudono la strada, nello stesso tempo vi avverte che in caso d’insuccesso, o qualsiasi cosa vi accada, dovere continuare a essere radiosamente pago della Volontà divina e completamente sottomesso ad essa. Le afflizioni, le prove e le difficoltà sono talvolta benedizioni nascoste, perché ci insegnano ad avere più fede e più fiducia in Dio e ci avvicinano a Lui.

(a nome di Shoghi Effendi, 28 aprile 1936, a un credente) [16]

Bahá’u’lláh non ci ha assicurato che le sofferenze e le privazioni sono benedizioni nascoste e che le nostre forze interiori ne sono stimolate, purificate e nobilitate? Sia dunque certo che le privazioni materiali, lungi dall’ostacolare le sue attività per la Causa, impartiranno al suo cuore un potente impulso a servirla ancor meglio e di promuoverne gli interessi.

(a nome di Shoghi Effendi, 22 novembre 1936, a un credente) [17]

L’impegno personale è in verità un requisito essenziale al riconoscimento e all’accettazione della Causa di Dio. Per quanto grande sia la misura della Grazia divina, essa non può esercitare piena influenza ed essere di reale e durevole utilità, se non è assecondata da un prolungato e intelligente impegno personale.

(a nome di Shoghi Effendi, 27 febbraio 1938, a un credente) [18]

Questi ostacoli [cioè malattie e altre difficoltà], per quanto gravi e insuperabili possano sembrare a prima vista, possono e devono essere completamente superati col costante potere combinato della preghiera e di un risoluto e ininterrotto impegno. Bahá’u’lláh e ‘Abdu’l-Bahá non ci hanno forse assicurato ripetutamente che gli invisibili eserciti divini della vittoria rafforzeranno e consolideranno sempre coloro che lavorano valorosamente e fiduciosamente in Loro nome? Questa promessa deve veramente permetterle di superare qualsiasi senso di inadeguatezza, di incapacità di servire e qualsiasi limitazione interna o esterna che minacci di ostacolare il suo lavoro per la Causa. Deve perciò sorgere e, con il cuore colmo di gioia e di fiducia, adoperarsi con tutte le sue forze per offrire ciò che è in suo potere all’ulteriore diffusione e a un maggior consolidamento della nostra amata Fede.

Qualunque campo di servizio scelga, l’insegnamento o l’amministrazione, il punto essenziale è che perseveri senza permettere che la consapevolezza delle sue limitazioni spenga il suo zelo e le impedisca di svolgere un attivo e gioioso servizio.

(a nome di Shoghi Effendi, 6 febbraio 1939, a un credente) [19]

Quanto più grandi le prove e le sofferenze, tanto più tenace deve diventare il suo attaccamento e la sua devozione alla Causa. Perché Dio saggia i Suoi servi con ripetute prove e tribolazioni ed essi devono considerarle benefici nascosti e opportunità per acquisire una maggiore consapevolezza della Volontà e dello Scopo di Dio.

(a nome di Shoghi Effendi, 23 febbrai 1939, a un credente) [20]

Il corso sulla formazione del carattere che sarà tenuto dalla signora Flora Hottes è, secondo il Custode, particolarmente importante e gli si deve dare il dovuto rilievo. Deve essere seguito con attenzione e serietà, soprattutto dai credenti giovani che frequenteranno la Scuola. Questi criteri di comportamento bahá’í, da lui esposti nella sua ultima circolare, L’Avvento della Giustizia Divina, che ogni leale e coscienzioso credente ha il supremo dovere di sforzarsi di sostenere e promuovere, meritano di essere attentamente studiati e meditati e devono costituire il principale tema centrale del programma di quest’anno in tutte e tre le Scuole estive bahá’í negli Stati Uniti.

(a nome di Shoghi Effendi, 20 maggio 1939, al Comitato per la Scuola Estiva Louhelen) [21]

Si è lamentato dell’insoddisfacente situazione della Comunità bahá’í di... Il Custode conosce bene la situazione della Causa in quella località, ma confida che gli ostacoli che si oppongono alla Fede, qualunque ne sia la natura, alla fine saranno superati. Non deve assolutamente lasciarsene scoraggiare e, anche se queste difficoltà sono il risultato del comportamento riprovevole o dell’incapacità e della miopia di alcuni membri della Comunità, non deve assolutamente permettere che esse facciano vacillare la sua fede e la sua fondamentale lealtà verso la Causa. I credenti, per quanto qualificati siano come insegnanti o amministratori e per quanto alti siano i loro meriti intellettuali e spirituali, non devono certamente essere mai considerati una pietra di paragone per valutare e misurare l’autorità divina e la missione della Fede. La guida e l’ispirazione devono essere cercate negli Insegnamenti e nella vita dei Fondatori della Causa. Soltanto attenendosi rigorosamente a questo giusto atteggiamento i credenti possono sperare di fondare la loro lealtà verso Bahá’u’lláh su basi durevoli e inattaccabili. Perciò deve farsi coraggio e tentare con rigorosa vigilanza e incessanti sforzi di svolgere tutta la sua parte nel graduale sviluppo di questo divino Ordine mondiale.

(a nome di Shoghi Effendi, 23 agosto 1939, a un credente) [22]

In verità, questi sono giorni in cui c’è bisogno dell’eroismo dei credenti. Abnegazione, coraggio, indomita speranza e fiducia sono le qualità che devono mostrare, perché questi attributi non possono che attrarre l’attenzione del pubblico inducendolo a domandarsi: che cosa rende queste persone così sicure, fiduciose e piene di devozione in un mondo irrimediabilmente caotico e disorientato? Con il passare del tempo le qualità dei bahá’í attireranno sempre più l’attenzione dei loro concittadini. Essi devono mostrare di essere al di sopra degli odi e delle recriminazioni che dilaniano il cuore dell’umanità e manifestare, con azioni e parole, la loro profonda fede nella futura pacifica unificazione dell’intera razza umana.

(a nome di Shoghi Effendi, 26 ottobre 1941, a un credente) [23]

Dobbiamo sempre guardare avanti, cercando di realizzare nel futuro ciò che in passato non siamo riusciti a fare. Gli insuccessi, le prove e le difficoltà, usate nel giusto modo, possono divenire mezzi per purificare il nostro spirito, rafforzare il nostro carattere e permetterci di sollevarci verso più alti livelli di servizio.

(a nome di Shoghi Effendi, 14 dicembre 1941, a un credente) [24]

Quanto ai punti sollevati nella vostra lettera, la completa e intera eliminazione dell’ego implicherebbe la perfezione, cosa che l’uomo non può mai raggiungere. Ma l’ego può e deve essere sempre più subordinato all’illuminazione dell’anima. Questo è il significato del progresso spirituale.

(a nome di Shoghi Effendi, 19 dicembre 1941, a un credente) [25]

Quanto all’appello di... il Custode pensa che il migliore modo d’agire in proposito sia quello di chiedere a entrambi i credenti in questione di perdonarsi, dimenticando l’intera faccenda. Egli non desidera che gli amici si abituino a mettere in piedi una sorta di lite bahá’í. I loro doveri verso l’umanità sono troppo sacri e urgenti perché, in questi giorni in cui la Causa lotta per diffondersi e affermare la propria indipendenza, essi occupino il loro e il suo tempo tanto preziosi in questo modo. Perciò chiedete loro di rappacificarsi, di dimenticare il passato e di servire come mai prima.

(a nome di Shoghi Effendi, 22 luglio 1947, all’Assemblea Spirituale Nazionale dell’Australia e della Nuova Zelanda) [26]

In verità i credenti non hanno ancora imparato bene a servirsi dell’amore reciproco per trarne forza e consolazione nei momenti di bisogno. La Causa di Dio è dotata di enormi energie e il motivo per cui i credenti non ne traggono maggior vantaggio è perché non hanno imparato a utilizzare completamente queste possenti energie di amore, di forza e di armonia generate dalla Fede.

Egli le consiglia, per il momento, di non occuparsi della sua amica, pur pregando per lei. Dato che in questo momento non vuole il suo aiuto, non può aiutarla altro che spiritualmente.

Lei ha reso, e continua a rendere molti preziosi servizi alla Causa e questo deve essere per le la principale fonte di consolazione.

(a nome di Shoghi Effendi, 8 maggio 1942, a un credente) [27]

Gli amici devono avere pazienza l’uno con l’altro rendendosi conto che la Causa è ancora nella sua infanzia e che le sue istituzioni non funzionano ancora perfettamente. Quanto più grandi la pazienza, l’amorevole comprensione e la tolleranza che i credenti manifesteranno gli uni verso gli altri per le loro mancanze, tanto maggiore sarà il progresso dell’intera Comunità bahá’í.

(a nome di Shoghi Effendi, 27 febbraio 1943, a un credente) [28]

Dobbiamo renderci conto delle nostre imperfezioni e non permettere che le cose spiacevoli che talvolta accadono nelle Convenzioni, nelle Assemblee o nei Comitati, eccetera, ci turbino troppo. Sono cose superficiali e col tempo saranno superate.

(a nome di Shoghi Effendi, 17 marzo 1943, a un credente) [29]

Non siamo tutti in grado di servire nella stessa maniera, ma un modo in cui ogni bahá’í può diffondere la Fede è con l’esempio. Ciò tocca il cuore più profondamente di quanto possono farlo le parole.

L’affetto che manifestiamo per gli altri, l’ospitalità e la comprensione, la disponibilità ad aiutarli, questa è la migliore pubblicità per la Fede. Chiederanno di sentirne parlare quando avranno visto queste cose nella nostra vita.

(a nome di Shoghi Effendi, 14 ottobre 1943, a un credente) [30]

È stato molto lieto di sapere che la partecipazione alla Convenzione è stata così ampia e i credenti così entusiasti e uniti. Una delle prime esigenze della Causa in… è che gli amici siano uniti, siano profondamente consapevoli di appartenere a un’unica famiglia spirituale, tenuta assieme da legami più sacri ed eterni di quelli fisici che uniscono i componenti di una famiglia. Se gli amici dimenticano tutte le divergenze personali, aprendo il cuore a un grande reciproco amore per amore di Bahá’u’lláh, scopriranno che le loro forze sono molto aumentate, attrarranno il cuore del pubblico e vedranno un rapido sviluppo della sacra Fede a... L’Assemblea Spirituale Nazionale deve fare di tutto per favorire l’unità fra i credenti e istruirli nell’Amministrazione, perché essa è il canale attraverso il quale deve scorrere la vita della Comunità. E se la capiranno correttamente e la metteranno in pratica, il lavoro della Causa farà passi da gigante.

(a nome di Shoghi Effendi, 26 ottobre 1943, all’Assemblea Spirituale Nazionale dell’India e della Birmania) [31]

In definitiva tutta la battaglia della vita si svolge nell’individuo. L’organizzazione non può risolvere i problemi interiore né produrre una vittoria o impedire un insuccesso, a seconda del caso, al momento cruciale. In tempi come questi, le persone sono dilaniate da grandi forze diffuse nel mondo e vediamo persone deboli diventare miracolosamente forti e persone forti fallire. Possiamo soltanto cercare con affettuosi consigli, come ha fatto il suo Comitato, di indurre un credente a compiere quell’azione che rechi il massimo beneficio alla Causa. Perché, ovviamente, ciò che è nocivo alla Causa non può essere il massimo beneficio per il singolo bahá’í.

(a nome di Shoghi Effendi, 17 dicembre 1943, a un credente) [32]

Oggigiorno ciò di cui il mondo ha bisogno è lo spirito bahá’í. La gente desidera ardentemente l’amore, un nobile esempio di perfezione cui guardare, soluzioni che risolvano i suoi molteplici e gravi problemi. I bahá’í devono riversare su coloro che incontrano il caldo e vivo spirito della Causa, e questo, abbinato all’insegnamento, non può che attrarre alla Fede i sinceri ricercatori della verità.

(a nome di Shoghi Effendi, 18 dicembre 1943, a un credente) [33]

Quanto alla sua domanda sulla necessità di una maggiore unità fra gli amici, lei ha indubbiamente ragione. Il Custode pensa che uno dei principali strumenti per promuoverla sia di insegnare agli stessi bahá’í, in classi e con precise regole, che l’amore di Dio, e di conseguenza quello degli uomini, è la base essenziale di ogni religione, inclusa la nostra. Una maggiore effusione d’amore produce una maggiore unità, perché permette agli uomini di sopportarsi reciprocamente, di essere pazienti e di perdonare.

(a nome di Shoghi Effendi, 7 luglio 1944, a un credente, Baháí’í News, n. 173 [febbraio 1945], p. 3) [34]

Egli spera che diventiate bahá’í nel carattere come lo siete per fede. L’intero scopo di Bahá’u’lláh è che ci trasformiamo in un nuovo tipo di essere umano, persone rette, gentili, intelligenti, sincere e oneste, che vivono secondo le grandi leggi da Lui rivelate per questa nuova epoca dello sviluppo dell’uomo. Non basta chiamarci bahá’í. Il nostro essere interiore deve nobilitarsi e illuminarsi vivendo una vita bahá’í.

(a nome di Shoghi Effendi, 25 agosto 1944, alla Sessione dei Giovani Juniors alla Scuola Louhelen) [35]

Molti malintesi sorgono sia per l’appassionato attaccamento degli amaci alla Fede sia per la loro immaturità. Perciò dobbiamo aver molta pazienza ed amarci l’un l’altro, cercando di creare unità nella famiglia bahá’í. Le divergenze... che ha descritto nella sua lettera, egli pensa siano create dalle cause sopra citate e non da inimicizia verso la Fede o insincerità.

Le raccomanda di fare il possibile per creare maggiore amore e armonia nella Comunità e di continuare a insegnare la sacra Fede.

(a nome di Shoghi Effendi, 17 ottobre 1944, a un credente) [35]

È stato felicissimo di avere sue notizie e di sapere che quest’anno Green Acre è stata pervasa di amore e armonia e che ciò è stato motivo di confermazione di molte nuove anime nella Fede. Questo amore fra i credenti è il magnete che, più di ogni altra cosa, attrarrà i cuori e guiderà alla Causa nuove anime. Perché gli insegnamenti, per quanto meravigliosi siano, non possono ovviamente cambiare il mondo a meno che lo Spirito dell’amore di Bahá’u’lláh non si rispecchi nelle comunità bahá’í.

(a nome di Shoghi Effendi, 27 ottobre 1944, a un credente) [35]

In verità, se cercassero e si sforzassero di diventare loro stessi bahá’í al cento per cento, gli amici vedrebbero quanto aumenterebbe la loro influenza sugli altri e con quanta rapidità si diffonderebbe la Causa. Il mondo non è cerca compromessi, ma l’incarnazione di un alto e luminoso ideale. Quanto più gli amici vivono secondo gli insegnamenti in ogni aspetto della loro vita, a casa, negli affari, nei rapporti sociali, tanto maggiore è la forza d’attrazione che esercitano sul cuore del prossimo.

Egli è lieto di vedere che si è mescolato con naturalezza, convinzione e buona volontà con la gente di colore e che ha insegnare loro la fede. Quando i bahá’í vivono secondo gli insegnamenti, come è loro dovere fare, per quanto ciò possa suscitare l’opposizione di alcuni, desta ancora di più l’ammirazione delle persone imparziali.

(a nome di Shoghi Effendi, 23 gennaio 1945, a un credente) [36]

In verità, osservando la crescente oscurità del mondo d’oggi possiamo capire perfettamente che se il Messaggio di Bahá’u’lláh non penetrerà e nei cuori degli uomini trasformandoli, in futuro non ci sarà né pace né progresso spirituale. Continua a sperare che i credenti si comportino, nella vita personale e in quella comunitaria bahá’í, in modo da attrarre l’attenzione verso la Causa. Il mondo soffre per la mancanza non solo di alti principi e ideali, ma soprattutto del luminoso esempio che i bahá’í possono e devono dare.

(a nome di Shoghi Effendi, 22 febbraio 1945, a un credente) [37]

C’è un grandissimo bisogno, in tutto il mondo, dentro e fuori della Fede, di una reale consapevolezza spirituale, che dia significato alla vita umana. Non c’è procedura amministrativa o adesione a regole che possa sostituire questa caratteristica spirituale, questa spiritualità che costituisce l’essenza dell’Uomo. Il Custode è molto contento di vedere che lei insiste su questo e che aiuta gli amici: a capirne l’estrema importanza.

(a nome di Shoghi Effendi, 25 aprile 1945, a un credente) [37]

Quanto al tema del... e alla disarmonia fra certi amici... quando i bahá’í permettono che le forze oscure del mondo entrino nei loro rapporti nell’ambito della Fede, ne mettono in grave pericolo il progresso. Il sommo dovere dei credenti, delle Assemblee Locali e particolarmente dell’Assemblea Spirituale Nazionale è di favorire l’armonia, la comprensione e l’amore fra gli amici. Tutti devono essere pronti e disposti a mettere da parte ogni rimostranza, giustificata o ingiustificata che sia, per il bene della Causa, perché gli altri non la abbracceranno mai finché non vedranno rispecchiato nella vita della comunità ciò che così evidentemente manca nel mondo: amore e unità.

(a nome di Shoghi Effendi, 13 maggio 1945, a un credente) [38]

La cosa più importante di tutte è che nella Comunità bahá’í prevalgano l’amore e l’unità, perché è questo che gli uomini maggiormente desiderano nell’attuale oscura condizione del mondo. Le parole senza l’esempio vissuto non basteranno mai a infondere la speranza nel cuore di una generazione delusa e spesso cinica.

(a nome di Shoghi Effendi, 20 ottobre 1945, a un credente) [38]

Dato che si è rivolto a lui per consiglio, vi esprimerà la sua opinione con la massima schiettezza.

Il Custode pensa che l’attuale disarmonia prevalente fra voi... sia molto dannosa al progresso della Causa e possa soltanto comportare divisioni e raffreddare l’interesse dei nuovi credenti. Deve... dimenticare le sue rimostranze personali e unirsi agli altri per proteggere la Fede alla quale, egli sa bene, è lealmente dedito e per la quale è pronto a sacrificarsi.

Forse, la più grande prova alla quale possano essere sottoposti i bahá’í è quella che ha origine dagli altri. Ma per amore del Maestro, devono essere sempre pronti a chiudere gli occhi sugli errori degli altri, a chiedere scusa per le parole dure che hanno pronunciato, perdonare e dimenticare. Vi raccomanda vivamente questa linea di condotta.

Pensa anche che lei e... non dobbiate assentarvi dalle riunioni e dalle Feste a... Ora avete a Port Adelaide un gruppo entusiasta di giovani bahá’í e dovete mostrare loro un solido esempio della disciplina bahá’í e dell’unità che può e deve regnare nella comunità del Più Grande Nome.

(a nome di Shoghi Effendi, 18 dicembre 1945, a un credente) [39]

Ha chiesto della «indigestione spirituale»: i bahá’í devono cercare di essere versatili, normali ed equilibrati di mente e di spirito. Non dobbiamo dare l’impressione di essere fanatici, ma nello stesso tempo dobbiamo vivere secondo i nostri principi.

(a nome di Shoghi Effendi, 12 marzo 1946, a un credente) [40]

Può essere certo che egli pregherà per l’unità dei credenti..., perché la cosa è di somma importanza e da essa dipendono lo sviluppo della Causa e il successo di tutti gli sforzi nell’insegnamento. Ciò che occorre agli amici, dappertutto, è amarsi di più e si può conseguire questo fine amando di più Bahá’u’llah, perché se Lo amiamo profondamente, non permetteremo mai a sentimenti e opinioni personali di ostacolare la Sua Causa. Per amore della Fede saremo disposti a sacrificarci l’uno per l’altro e ad essere, cpme dice il Maestro, un’anima in molti corpi.

(a nome di Shoghi Effendi, 5 settembre 1946, a un credente) [41]

Egli è completamente d’accordo con lei che non potremo mai aspettarci che la Fede cresca, se non mettiamo in pratica gli insegnamenti, perché lo scopo fondamentale di tutte le religioni, inclusa la nostra, è che l’uomo si avvicini maggiormente a Dio e, ciò che è della massima importanza, cambi il proprio carattere. Spesso si dà troppa importanza agli aspetti sociali ed economici degli Insegnamenti della Fede, ma non si darà mai abbastanza importanza al loro aspetto morale.

(a nome di Shoghi Effendi, 6 settembre 1946, a un credente) [42]

È stato molto contento del corso sul «Carattere bahá’í», in quanto pensa che uno dei maggiori obblighi della vostra generazione di credenti sia quello di vivere la vita bahá’í. Dovete dimostrare con le vostre alte qualità morali, con la cortesia, l’integrità e la nobiltà, che la nostra Fede non è fatta di parole, ma cambia veramente il cuore e il comportamento dei suoi seguaci.

(a nome di Shoghi Effendi, 19 settembre 1946, alla Sessione dei Giovani Juniors alla Scuola Louhelen) [43]

Egli pensa che soprattutto i giovani debbano sforzarsi con costanza e risolutezza di dare l’esempio della vita bahá’í. Nel mondo che ci circonda osserviamo decadenza morale, promiscuità, impudicizia, volgarità, cattiva educazione. I giovani bahá’í devono essere tutto l’opposto e attrarre alla Fede giovani e anziani con la loro castità, l’onestà, la decenza, il rispetto verso gli altri e la buona educazione. Il mondo è stanco di parole, vuole l’esempio e sono i giovani bahá’í che devono darlo.

(a nome di Shoghi Effendi, 19 settembre 1946, a giovani che frequentavano la Scuola Estiva Green Acre) [44]

Gli amici devono sempre ricordare che, in un cero senso, sono come soldati in guerra. Il mondo si trova attualmente in una condizione spirituale estremamente oscura. Odi e pregiudizi d’ogni sorta lo stanno facendo letteralmente a pezzi. E noi siamo i custodi delle forze opposte, le forze dell’amore, dell’unità, della pace e dell’integrazione, e dobbiamo stare costantemente in guardia, sia come individui sia come assemblee o comunità, affinché queste forze distruttive e negative non entrino fra noi, per nostro tramite. In altre parole, dobbiamo stare attenti a non riflettere, anche del tutto inconsciamente, nelle azioni e nei comportamenti l’oscurità della società. La nostra vita bahá’í deve essere costantemente animata da reciproco amore, da un profondo sentimento di far parte di un nuovo organismo, di essere i portatori dell’alba di un nuovo Ordine mondiale e dobbiamo supplicare di essere protetti dalla contaminazione della società ammalata di pregiudizi.

(a nome di Shoghi Effendi, 5 febbraio 1947, all’Assemblea Spirituale Locale di Atlanta, Georgia, Bahá’í News, n. 210 [agosto 1948], p. 2) [45]

La Causa sta crescendo molto rapidamente a... quanto più si diffonderà tanto più l’attenzione del pubblico sarà puntata su di essa. Questo impone ai credenti una grave responsabilità, perché devono mostrare un tale spirito d’amore e d’unità da attrarre i cuori degli altri incoraggiandoli a entrare in gran numero nella Fede. Dobbiamo sempre ricordare che gli Insegnamenti sono perfetti e l’unico motivo per cui la maggior parte dei nostri concittadini non li ha ancora abbracciati è perché noi bahá’í, in tutto il mondo, non siamo ancora quegli specchi altruisti e radiosi della Verità portata da Bahá’u’lláh che dovremmo e potremmo essere. Dobbiamo sforzarci continuamente di dare il migliore esempio dei Suoi Insegnamenti.

(a nome di Shoghi Effendi, 17 febbraio 1947, a un credente) [46]

Dobbiamo concentrarci sul perfezionamento del nostro carattere di bahá’í e sulla maturazione del nostro Ordine mondiale ancora embrionale e in parte incompreso, sulla diffusione del Messaggio secondo le disposizioni del Piano divino e sulla formazione di una solida Comunità mondiale bahá’í. Siamo relativamente pochi e abbiamo da svolgere un compito di grande responsabilità, così prezioso e unico. Dobbiamo concentrare su di esso tutte le nostre forze.

(a nome di Shoghi Effendi, 9 maggio1947, all’Assemblea Spirituale Nazionale degli Stati Uniti e del Canada) [47]

La rivitalizzazione, l’espansione e l’arricchimento del fronte interno dipendono, in ultima analisi, dal credente che ne costituisce l’unità fondamentale. Quanto più energico sarà il quotidiano e metodico sforzo di chi lavora sul fronte interno per sollevarsi a più alte vette di dedizione e abnegazione, per contribuire, con il pionierismo interno, alla moltiplicazione dei centri isolati bahá’í, dei gruppi e delle assemblee, per compiere diligenti, coscienziosi e costanti sforzi per convertire alla Fede da lui abbracciata anime ricettive, in modo da aumentare il numero dei suoi attivi e generosi sostenitori, tanto più presto le grandi e molteplici imprese lanciate oltre i confini del paese, che hanno un così disperato bisogno di un maggior numero di uomini e di mezzi, disporranno del sostegno necessario ad assicurarne lo sviluppo ininterrotto e ad accelerarne la realizzazione finale...

(Shoghi Effendi, 21 settembre 1947, all’Assemblea Spirituale Nazionale degli Stati Uniti e del Canada) [48]

Quanto alle sue domande, in verità la parola «io» ha due accezioni e negli Scritti bahá’í si usa con due significati. Il primo è «l’io» con cui si identifica l’individuo creato da Dio... Di questo «l’io» si fa menzione in passi come «ha conosciuto Dio chi ha conosciuto se stesso» [Bahá’u’lláh, Kitáb-i-Íqán § 108] ecc. Il secondo è «l’ego», eredità oscura e animalesca che ciascuno di noi ha dentro di sé, la natura inferiore che può trasformarsi in un mostro di egoismo, brutalità, lussuria, eccetera. Per rafforzare e liberare dentro di noi lo spirito, aiutandolo a raggiungere la perfezione, dobbiamo combattere contro questo «ego», questo lato delle nostre nature.

Abnegazione significa subordinare questa natura inferiore e i suoi desideri al lato più nobile e divino di noi stessi. In definitiva abnegazione, nel suo significato più alto, significa cedere a Dio la nostra volontà, tutto, perché ne faccia ciò che Gli piace. Allora Egli purificherà e glorificherà il nostro vero «io», facendolo diventare una realtà splendente e meravigliosa.

(a nome di Shoghi Effendi, 10 dicembre 1947, a un credente) [49]

È la qualità della devozione e dell’abnegazione che porta ricompense nel servizio della Fede, non i mezzi economici, l’abilità o il sostegno finanziario.

(a nome di Shoghi Effendi, 11 maggio 1948 all’Assemblea Spirituale Nazionale dell’Australia e della Nuova Zelanda) [50]

Non dobbiamo mai soffermarci troppo sugli atteggiamenti e sui sentimenti degli altri credenti nei nostri riguardi. L’importante è favorire l’amore e l’armonia ignorando qualunque rimprovero riceviamo. In questo modo le debolezze della natura umana e la peculiarità o l’atteggiamento di una data persona non si ingrandiscono, ma diventano insignificanti in confronto con l’importanza del nostro comune servizio alla Fede che noi tutti amiamo.

(a nome di Shoghi Effendi, 19 settembre 1948, a un credente) [51]

Spesso ci è difficile fare certe cose perché sono diverse da quello che siamo soliti fare e non perché in se stesse siano particolarmente difficili. Nel suo caso, come nel caso della maggior parte dei bahá’í che stanno ora accettando da adulti questa gloriosa Fede, alcune ordinanze, come il digiuno e la preghiera quotidiana, sono all’inizio indubbiamente difficili da capire e seguire. Ma dobbiamo sempre ricordare che esse sono date a tutti gli uomini per i prossimi mille anni. Per i bambini bahá’í che vedono in casa osservare queste regole, esse diverranno naturali e necessarie, come per le più pie generazioni di cristiani andare in chiesa la domenica. Bahá’u’lláh non ci avrebbe dato queste leggi se non ci fossero di grande beneficio e, come bambini abbastanza intelligenti da capire che il padre è saggio fa ciò che è bene per loro, dobbiamo accettare di ubbidire a queste ordinanze, anche se all’inizio possiamo non comprenderne la necessità. Ubbidendo a queste ordinanze incominceremo gradualmente a osservare in noi stessi i benefici che esse conferiscono.

(a nome di Shoghi Effendi, 16 marzo 1949, a un credente) [52]

...subendo queste disgrazie dobbiamo ricordare che neppure i Profeti di Dio erano immuni dalle sofferenze umane. Anche Loro conobbero il dispiacere, le malattie e il dolore. Si sollevarono al di sopra di queste cose con il Loro spirito ed è questo che dobbiamo cercare di fare anche noi davanti alle afflizioni. Le difficoltà di questo mondo passano e ci resta quel che abbiamo fatto della nostra anima. Perciò è a questo che dobbiamo mirare, a diventare più spirituali, ad avvicinarci di più a Dio senza badare a ciò che devono sopportare la nostra mente e il nostro corpo.

(a nome di Shoghi Effendi, 5 agosto 1949, a un credente, Bahá’í News, n. 231 [maggio 1950], p. 1) [53]

Gli è dispiaciuto sentire alcune delle cose che voi gli ha raccontato. Dimostrano una grande immaturità da parte di alcuni bahá’í e una sorprendente mancanza di comprensione e di studio degli insegnamenti. Vivere secondo gli insegnamenti etici della nostra Fede è un compito molto più arduo che vivere secondo i nobili principi inculcati dal Riarmo morale, per quanto belli e completi siano. Una parola sì e una no negli Scritti di Bahá’u’lláh e di ‘Abdu’l-Bahá è un sermone sul comportamento morale ed etico. Tutto il resto è forma, il calice nel quale si deve versare lo spirito puro. Senza lo spirito e l’azione che deve dimostrarlo, è una forma senza vita.

Da ciò che gli avete scritto egli conclude che gli amici, o almeno molti di loro, non sono stati istruiti bene fin dall’inizio.

Non vi è niente da obiettare che si sottolineino le «quattro norme» del Riarmo morale, anche se qualsiasi insegnamento della nostra preziosa Fede va molto più a fondo in questi argomenti e li arricchisce notevolmente.

Quando ci rendiamo conto che Bahá’u’lláh afferma che l’adulterio è tanto grave da rallentare il progresso dell’anima nel mondo di là e che bere [alcolici] di strugge la mente e che non dobbiamo neanche considerarne la possibilità, vediamo quanto siano chiari i nostri insegnamenti in proposito.

Non deve cadere nell’errore di giudicare la nostra Fede da una comunità che ha ovviamente bisogno di studiare gli insegnamenti bahá’í e di seguirli. Le debolezze e le peculiarità umane possono essere una dura prova, ma l’unico modo, o forse dovrei dire, il primo e il miglior modo, per rimediare a queste situazioni è fare personalmente ciò che è giusto. Una sola anima può essere causa dell’illuminazione spirituale di un continente. Ora che ha riconosciuto un grave difetto della sua vita e vi ha posto rimedio, ora che ha capito più chiaramente ciò che manca nella sua comunità, nulla le impedisce di mostrare un tale esempio, un tale amore e un tale spirito di servizio da infiammare il cuore degli amici bahá’í.

Il Custode la incoraggia ad approfondirsi negli scritti e ad insegnare, a studiare, con quei bahá’í che desiderano farlo, gli insegnamenti più profondi della nostra Fede e ad apportare il cambiamento desiderato, con l’esempio, lo sforzo e la preghiera.

(a nome di Shoghi Effendi, 30 settembre 1949, a un credente) [54]

In verità, senza lo spirito di vero amore per Bahá’u’lláh, per la Sua Fede e per le Sue Istituzioni e senza un vero reciproco amore fra i credenti, la Causa non potrà mai realmente incamerare un gran numero di persone, perché il mondo non ha bisogno di prediche e regole, ma d’amore e d’azione.

(a nome di Shoghi Effendi, 25 ottobre 1949, a un credente) [55]

Egli è fermamente convinto che se... si trova nelle condizioni che la sua lettera sembrerebbe indicare, sta certamente conducendo male i suoi affari. Non solo l’Assemblea, ma tutti. Perché, dov’è l’amore bahá’í? Dov’è la precedenza all’unità e all’armonia? Dove la disponibilità a sacrificare i propri sentimenti e le proprie opinioni per ottenere quell’amore e quell’armonia? Che cosa fa pensare ai bahá’í che sacrificando le leggi spirituali le leggi amministrative possano funzionare?

Vi esorta ad adoperarvi al massimo perché i bahá’í di... mettano da parte termini odiosi come «radicale», «conservatore», «progressista», «nemici della Causa», «soffocare gli insegnamenti» eccetera. Se si fermassero un attimo a pensare allo scopo per cui il Báb e i martiri diedero la vita e Bahá’u’llah e il Maestro accettarono tante sofferenze, non si lascerebbero mai uscire di bocca, parlando gli uni degli altri, definizioni e accuse come queste. Finché gli amici litigheranno fra loro, i loro sforzi non saranno benedetti, perché così facendo, disobbediscono a Dio.

(a nome di Shoghi Effendi, 24 febbraio 1950, a un credente) [56]

Si può dire che esistano due tipi di bahá’í: coloro la cui religione è la Fede bahá’í e coloro che vivono per la Fede. È inutile dire che agli occhi di Dio è più lodevole appartenere alla seconda categoria e trovarsi nell’avanguardia degli eroi, dei martiri e dei santi.

(a nome di Shoghi Effendi, 16 aprile 1950, Bahá’í News, n. 241 [marzo 1951], p. 2) [57]

...dobbiamo raggiungere il livello spirituale in cui si dà la precedenza a Dio e le grandi passioni umane sono incapaci di sviarci da Lui. Vediamo continuamente persone che, per la forza dell’odio o per l’appassionato attaccamento a un altro essere umano, sacrificano i loro principi o si precludono la Via di Dio.

Dobbiamo amare Iddio e solo a questa condizione è possibile amare tutti gli uomini. Non possiamo ciascun essere umano per se stesso, ma il nostro sentimento verso l’umanità dev’essere motivato dall’amore per il Padre che ha creato tutti.

(a nome di Shoghi Effendi, 4 ottobre 1950, a un credente) [58]

Egli vi incoraggia a prodigarvi al massimo per promuovere l’unità e l’amore fra i membri di quella Comunità, perché questo sembra il loro bisogno più grande.

Molto spesso nel desiderio di amministrare la Causa le giovani comunità perdono di vista il fatto che i rapporti spirituali sono di gran lunga più importanti e fondamentali delle regole e delle norme necessarie a governare la condotta degli affari della comunità.

(a nome di Shoghi Effendi, 4 ottobre 1950, a un credente) [59]

Sembra che la cosa più necessaria dappertutto, nella Fede, sia di inculcare negli amici la necessità di amarsi. Si tende a confondere le funzioni dell’Amministrazione cercando di applicarle ai rapporti fra le persone, cosa destinata a fallire, perché l’Assemblea è una Casa di Giustizia che sta nascendo e che, secondo gli insegnamenti, deve amministrare gli affari della comunità. Ma le persone fra loro sono governate dall’amore, dall’unità, dal perdono e da un occhio che copre i peccati. Quando gli amici lo capiranno, andranno più d’accordo, ma fra loro continuano a giocare all’Assemblea Spirituale e dall’Assemblea si aspettano che agisca come una persona...

(a nome di Shoghi Effendi, 5 ottobre 1950, a un credente) [60]

Quando una comunità arriva alle critiche e alle parole dure, l’unico rimedio è quello di dimenticare il passato persuadendo tutti gli interessati a girare pagina e ad evitare, per amore di Dio e della Sua Fede, di parlare dei temi che sono stati causa di malintesi e disarmonia. Quanto più gli amici continuano a discutere, sostenendo che il proprio punto di vista è quello giusto, tanto peggiore diverrà la situazione.

Vedendo in quali condizioni si trova il mondo d’oggi, dobbiamo sicuramente dimenticare queste agitazioni interne affatto prive di importanza e precipitarci tutti uniti a salvare l’umanità. Deve incoraggiare gli amici bahá’í a guardare le cose sotto questo aspetto e a sostenerla energicamente nel tentativo di sopprimere ogni pensiero di critica e ogni parola dura, per permettere che lo spirito di Bahá’u’lláh permei l’intera comunità unendola nel Suo amore e nel Suo servizio.

(a nome di Shoghi Effendi, 16 febbraio 1951, a un credente) [61]

Il Custode è certo che il contributo offerto dalla sua amica che da qualche tempo non è attiva nella Causa sarà un mezzo atto a stimolarla a servire ancora. Niente nella Fede attira il successo come il servizio. Esso è la forza magnetica che attrae le confermazioni divine. Perciò quando si è attivi, si è benedetti dallo Spirito Santo, ma quando si è inattivi lo Spirito Santo non trova posto in noi e restiamo quindi privi dei suoi raggi risanatori e vivificanti.

(a nome di Shoghi Effendi, 12 luglio 1952, a un credente) [62]

Il Custode considera molto ammirevole il suo atteggiamento nei confronti del costume corrotto di accettare provvigioni dai colleghi medici e farmacisti. Quanto più i bahá’í sono retti e nobili, tanto più impressioneranno gli altri con la vitalità spirituale della Fede in cui credono.

(a nome di Shoghi Effendi, 20 ottobre 1953, a un credente) [63]

Questa sfida, così dura e insistente, eppure così gloriosa, deve essere riguarda senza dubbio principalmente il credente, dal quale, in ultima analisi, dipende il destino dell’intera comunità. È lui che costituisce l’ordito e la trama dai quali dipendono la qualità e il disegno di tutto il tessuto. È lui che costituisce uno degli innumerevoli anelli della possente catena che ora circonda il mondo. È lui uno dei tanti mattoni che reggono la struttura e assicurano la stabilità dell’edificio amministrativo che si sta ora costruendo in ogni parte del mondo. Senza il suo appoggio, nello stesso tempo generoso, continuo e incondizionato, ogni misura adottata e ogni piano formulato dal corpo che agisce come rappresentante nazionale della comunità alla quale appartiene è sin dall’inizio destinato a fallire. Perfino il Centro Mondiale della Fede è paralizzato se gli è negato questo sostegno da parte di tutte le schiere dei credenti della comunità. L’Autore del Piano Divino Stesso è ostacolato nel Suo scopo se mancano gli appropriati strumenti per l’esecuzione del Suo disegno e anche la forza sostenitrice di Bahá’u’lláh, il Fondatore della Fede, verrà meno a coloro che a lungo andare avrà mancato di levarsi a compiere la sua parte di servizio.

(Shoghi Effendi, 28 luglio 1954, all’Assemblea Spirituale Nazionale degli Stati Uniti, Citadel of Faith, p. 130-1) [64]

Quando si diventa bahá’í, ciò che avviene in realtà è che il seme dello spirito incomincia a crescere nell’anima umana. Questo seme deve essere innaffiato dalle effusioni dello Spirito Santo e questi doni si ricevono attraverso la preghiera, la meditazione, lo studio delle Parole sacre e il servizio alla Causa di Dio. In verità il servizio alla Causa è come l’aratro che prepara la terra alla semina. È necessario che la terra sia arata, perché sia arricchita e così faccia crescere meglio il seme. L’evoluzione dello spirito avviene esattamente nella stessa maniera, grazie all’aratura del terreno del cuore perché esso diventi un costante riflesso dello Spirito Santo. In questo modo lo spirito umano cresce e si evolve rapidamente.

Naturalmente vi sono periodi di angoscia e di difficoltà e persino di dure prove. Ma se ci si rivolge con fermezza verso la Manifestazione divina, se si studino attentamente i Suoi Insegnamenti spirituali e ricevono le benedizioni dello Spirito Santo, si scopre che in realtà le prove e le difficoltà sono state un dono di Dio per farci crescere e progredire.

Deve considerare in questo modo le sue difficoltà sulla via del servizio. Sono lo strumento dell’evoluzione e dello sviluppo del suo spirito. Scoprirà all’improvviso di aver risolto molti dei problemi che la turbavano e poi si domanderà perché mai l’avessero turbata. Dobbiamo concentrare tutto il cuore e la mente sul servizio alla Causa secondo gli alti criteri stabiliti da Bahá’u’lláh. Fatto questo, gli Eserciti delle Coorti Supreme verranno ad assisterci e tutte le prove e le difficoltà saranno a poco a poco superate.

(a nome di Shoghi Effendi, 6 ottobre 1954, a un credente) [65]

La strada è scoscesa, si devono sostenere molte prove. Ma come lei ha detto, se gli amici imparassero a vivere secondo gli insegnamenti di Bahá’u’lláh, scoprirebbero che essi agiscono in modi forti e misteriosi, che c’è sempre un aiuto disponibile, che gli ostacoli sono superati e che alla fine il successo è assicurato.

(a nome di Shoghi Effendi, 23 aprile 1956, a un credente) [66]

L’individuo deve valutare da solo il carattere del proprio compito, consultare la propria coscienza, considerarne in spirito di preghiera tutti gli aspetti, combattere risolutamente la naturale inerzia che lo frena nel tentativo di levarsi e di abbandonare, eroicamente e irrevocabilmente, i futili e superflui legami che lo trattengono, svuotandosi di ogni pensiero che tenda a ostacolare la sua strada. Deve associarsi, in obbedienza ai consigli dell’Autore della sua Fede e imitando Colui Che ne è il vero Esempio, a uomini e donne di tutti i ceti, cercando di toccarne i cuori con la nobiltà che distingue i suoi pensieri, le sue parole e le sue azioni e, con tatto, con amore, con spirito di preghiera e con perseveranza, conquistarli alla Fede da lui stesso abbracciata.

(Shoghi Effendi, 19 luglio 1956, all’Assemblea Spirituale Nazionale degli Stati Uniti, Citadel of Faith, p. 148) [67]

Gli è molto dispiaciuto di sapere della disarmonia fra gli amici e pensa che l’unica cosa saggia da fare sia che tutti gli amici si dedichino a insegnare la Fede e a cooperare con il Corpo nazionale.

Queste prove e queste difficoltà che tutte le comunità bahá’í inevitabilmente attraversare, quando accadono, sembrano spesso terribili, ma ripensandoci si comprende che erano dovute alle debolezze della natura umana, a malintesi e alle difficoltà iniziali che ogni comunità bahá’í deve affrontare.

(a nome di Shoghi Effendi, 25 novembre 1956, a un credente) [68]

È molto felice di vedere che avete messo in pratica uno dei più incoraggianti precetti di ‘Abdu’l-Bahá, che ci dice di cercare di trasformare ogni ostacolo in un primo passo verso il progresso. Nel corso della vostra vita passata avete tutti commesso gravissimi errori. Ma, lungi dal sentirvi amareggiati o sconfitti da queste esperienze, volete assolutamente farne uno strumento per purificare la vostra natura, migliorare il vostro carattere e per mettervi in grado di diventare in futuro migliori cittadini. E questo, invero, è ben accetto agli occhi di Dio.

(a nome di Shoghi Effendi, 26 marzo 1957, ai bahá’í della Colonia penale di Kitalya, Uganda) [69]

…alla luce delle attuali condizioni del mondo, i bahá’í devono dimostrare con fermezza e con coraggio di essere seguaci di Bahá’u’lláh, che obbediscono alle Sue Leggi e cercano di costruire il Suo Ordine mondiale. Se facciamo compromessi non riusciremo mai a instaurare la nostra Fede o a conquistare ad essa altri cuori. Ciò richiede spesso grandi sacrifici personali, ma sappiamo che quando si fa la cosa giusta, Dio dà la forza di portarla a termine e si attraggono le Sue benedizioni. In quei momenti si impara che le calamità sono, in verità, benedizioni.

(a nome di Shoghi Effendi, 7 maggio 1957, all’Assemblea Spirituale Nazionale dell’Australia, Bahá’í News, n. 335 [gennaio 1959], p. 2) [70]

Non basta che gli amici trovino la scusa che i loro migliori insegnanti e i loro credenti più esemplari sono partiti per rispondere all’appello al pionierismo. Alla fin fine, il «migliore insegnante» e il «credente esemplare» non è altro che un comune bahá’í che si è dedicato al lavoro della Fede, ha approfondito la propria conoscenza e comprensione degli Insegnamenti, ha confidato in Bahá’u’lláh e si è levato a servirLo al massimo delle proprie capacità. Ci è stato assicurato che questa porta si apre davanti a ogni credente che bussi con forza. Quando la volontà e il desiderio sono abbastanza forti, si trovano i mezzi e si apre la strada o per lavorare di più nella propria località, o per recarsi in una nuova città meta entro i confini degli Stati Uniti, o per entrare nel campo del pionierismo esterno...

Il vostro Corpo deve dare l’incoraggiamento e la guida necessari e stimolare gli amici a svolgere la propria parte. Anche le Assemblee Locali devono adoperarsi al massimo per aiutare gli amici ad andare avanti e a raggiungere gli obbiettivi. E ogni bahá’í deve analogamente pensare che in questo momento questo è un suo dovere personale verso la Causa e il suo massimo privilegio e deve chiedersi che cosa può fare durante i prossimi sei anni, a partire da ora, per accelerare il raggiungimento delle mete della Crociata mondiale. I bahá’í sono il lievito di Dio che deve trasformare le moltitudini della nazione. La protezione concessa a loro e al paese sarà proporzionata al successo conseguito. Queste sono le immutabili leggi di Dio alle quali non si sfugge: «A chiunque fu dato molto, molto sarà richiesto» [Luca XII, 48, CEI]

(a nome di Shoghi Effendi, 21 settembre 1957, all’Assemblea Spirituale Nazionale degli Stati Uniti) [71]

Per vivere una vita bahá’í. Ulteriori istruzioni

Il seguente è un estratto da una recente lettera scritta in risposta a domande poste da un credente. Essendo un argomento di interesse generale, ve la mandiamo perché la facciate conoscere agli amici nella maniera che ritenete più opportuna.

Come vi sono leggi che governano la nostra vita dal punto di vista fisico, che ci impongono di dare al corpo certi cibi, di mantenerlo a un dato grado di temperatura, e così via, se vogliamo evitare menomazioni fisiche, così vi sono leggi che governano la nostra vita spirituale. Queste leggi sono rivelate all’umanità in ogni era dalla Manifestazione di Dio. Obbedire a queste leggi è di vitale importanza per lo sviluppo armonioso di ogni essere umano e dell’umanità in generale. Inoltre, questi vari aspetti sono interdipendenti. Se una persona viola le leggi spirituali necessarie al suo sviluppo personale, danneggia non soltanto se stessa, ma anche la società nella quale vive. Allo stesso modo le condizioni della società hanno un effetto diretto sugli individui che vivono in essa.

Come lei ha notato, è particolarmente difficile seguire le leggi di Bahá’u’lláh nella società odierna le cui norme accettate sono così diverse dai principi della Fede. Tuttavia, alcune leggi sono così fondamentali al buon funzionamento della società, che devono essere sempre rispettate. Conoscendo la misura della fragilità umana, Bahá’u’lláh ha disposto che altre leggi siano applicate soltanto gradualmente. Ma anche queste, una volta applicate, dovranno essere seguite, altrimenti la società non sarà riformata, ma affonderà in una condizione sempre peggiore. I bahá’í hanno l’impegnativo compito di obbedire alla legge di Dio durante la loro vita e di riuscire gradualmente a farla accettare al resto dell’umanità:

Nel considerare l’effetto dell’obbedienza alle leggi nella nostra vita, dobbiamo ricordare che lo scopo di questa vita è di preparare l’anima a quella futura. In questa vita si deve imparare a controllare e a dirigere i propri impulsi animali, senza esserne schiavi. La vita in questo mondo è un susseguirsi di prove e di conquiste, di fallimenti e di nuovi progressi spirituali. Talvolta la strada può sembrare molto dura, ma si può vedere ripetutamente che l’anima che obbedisce con fermezza alla legge di Bahá’u’lláh, per quanto ardua la cosa possa sembrare, cresce spiritualmente, mentre quella che viene a compromessi con la legge per amore di un’apparente felicità, si accorge di avere seguito una chimera: non ottiene la felicità che aveva cercato, ritarda la propria crescita spirituale e spesso si crea nuovi problemi.

Un esempio molto ovvio è la legge bahá’í che richiede il consenso dei genitori al matrimonio. Molto spesso oggigiorno questo consenso è negato da genitori non bahá’í per ragioni di bigottismo o pregiudizio razziale. Eppure abbiamo ripetutamente visto il profondo effetto prodotto su questi genitori dalla fermezza dei figli nel rispettare la legge bahá’í: capita molto spesso che non solo alla fine i genitori concedono il consenso, ma anche che il loro carattere ne è beneficamente influenzato e i loro rapporti con i figli ne sono rafforzati.

Così, attenendosi alla legge Bahá’í malgrado tutte le difficoltà, non soltanto rafforziamo il nostro carattere, ma influenziamo coloro che ci cirdcondano.

Gli insegnamenti bahá’í sui rapporti sessuali sono chiarissimi. Sono permessi soltanto fra un uomo e la donna che è sua moglie. A questo riguardo le offriamo alcuni brani di quattro lettere scritte a nome del Custode che fanno luce su vari aspetti dell’argomento. Uno di essi contiene il paragrafo da lei citato nella sua lettera.

Quanto alla sua domanda riguardo l’atteggiamento bahá’í sul problema del sesso in relazione al matrimonio:

Gli Insegnamenti bahá’í su questo tema, che è di importanza così vitale e sul quale c’è una tale divergenza di opinioni, sono molto chiari e precisi. In poche parole, il concetto bahá’í sul sesso si basa sul fatto che ambo i sessi devono rigorosamente osservare la castità, non soltanto perché essa è di per sé altamente encomiabile dal punto di vista etico, ma anche perché è l’unica via che porti a una felice e riuscita vita coniugale. Al di fuori del matrimonio, non è permesso alcun tipo di rapporto sessuale e perciò chiunque violi questa regola non solo ne sarà responsabile verso Dio, ma incorrerà nella necessaria punizione da parte della società.

La Fede Bahá’í riconosce il valore dell’impulso sessuale, ma ne condanna ogni espressione illegittima e sconveniente, come il libero amore, la convivenza amorosa, eccetera, tutti considerati dannosi all’uomo e alla società in cui vive. Il corretto uso dell’istinto sessuale è un diritto naturale di ogni persona ed è precisamente per questo scopo che è stata stabilita l’istituzione del matrimonio. I bahá’í non credono nella soppressione dell’impulso sessuale, ma nella sua regolamentazione e nel suo controllo.

(5 settembre 1938, a un credente)

La risposta alla sua domanda sul posto che può occupare un profondo legame di amore con qualcuno che non sia il marito o la moglie trova facilmente risposta alla luce degli insegnamenti. La castità implica una vita sessuale incontaminata e casta sia prima sia dopo il matrimonio. Prima del matrimonio assolutamente casta, dopo il matrimonio assolutamente fedele al compagno che abbiamo scelto. Fedele in tutti gli atti sessuali, fedele nelle parole e nella azioni.

Il mondo d’oggi è circondato, fra l’altro, da una sopravalutazione dell’importanza dell’amore fisico e da una penuria di valori spirituali. Per quanto è possibile i credenti devono cercare di rendersene conto e di sollevarsi al di sopra del livello dei loro contemporanei che attribuiscono, come è tipico di tutti i periodi storici decadenti, un’importanza eccessiva al lato puramente fisico dell’accoppiamento. Al di fuori della vita matrimoniale normale e legittima, essi devono cercare di stabilire legami di cameratismo e di amore che sono eterni e fondati sulla vita spirituale, e non su quella fisica. Questo è uno dei molti campi in cui i bahá’í hanno il dovere di dare l’esempio e di essere i primi a rispettare un criterio di vita veramente umano, nella quale l’anima è esaltata e il corpo non è altro che uno strumento per il suo spirito illuminato. Inutile dire che questo non impedisce di vivere una vita sessuale perfettamente normale nel legittimo canale del matrimonio.

(28 settembre 1941, a un credente).

Quanto alla sua domanda se vi siano forme legittime di espressione dell’istinto sessuale al di fuori del matrimonio, secondo gli Insegnamenti bahá’í nessun atto sessuale può essere considerato legittimo se non è espletato fra persone legalmente sposate. Al di fuori della vita matrimoniale non c’è uso legittimo o sano dell’impulso sessuale. Ai giovani bahá’í si deve, da una parte, insegnare la lezione dell’autocontrollo il cui esercizio ha indubbiamente un effetto salutare sullo sviluppo del carattere e della personalità in generale, dall’altra, si deve consigliare loro, anzi si deve incoraggiarli, a sposarsi quando sono ancora giovani nel pieno possesso del vigore fisico. Non v’è dubbio che i fattori economici siano spesso un serio impedimento ai matrimoni precoci, ma nella maggioranza dei casi sono solo un pretesto e come tali non devono essere sopravalutati.

(13 dicembre 1940, a un credente)

Quanto alla sua domanda se è consigliabile e utile che lei si risposi, egli non si sente in grado di darle una risposta precisa su questo punto, poiché si tratta di fatti personali sui quali lei, gli amici vicino a lei e la sua Assemblea Locale possono giudicare meglio. Naturalmente, in normali circostanze ogni persona dovrebbe considerare il matrimonio un dovere morale. E questo è quanto Bahá’u’lláh ha incoraggiato i credenti a fare. Ma il matrimonio non è affatto un obbligo. In ultima analisi sta alla persona decidere se desidera mettere famiglia oppure vivere nel celibato.

(3 maggio 1936, a un credente)

Lei si dimostra sorpreso per la frase del Custode sulla necessaria punizione da parte della società. Nel Kitáb-i-Aqdas Bahá’u’lláh proibisce l’immoralità sessuale e nell’Appendice a quel Libro dichiara che la Casa Universale di Giustizia dovrà stabilire i vari gradi di infrazione sessuale e di relativa punizione. A questo riguardo ci si deve rendere conto che, nella Fede, c’è una netta distinzione fra gli atteggiamenti che devono caratterizzare gli individui nei loro reciproci rapporti, cioè, amorevole indulgenza, tolleranza, considerazione dei i propri peccati e non di quelli altrui, e gli atteggiamenti delle Assemblee Spirituali che hanno il dovere di amministrare la legge di Dio con giustizia.

Alcuni problemi sessuali, come l’omosessualità e la transessualità, possono avere aspetti medici e in questi casi si deve certamente ricorrere alla migliore assistenza medica. Dagli insegnamenti di Bahá’u’lláh appare chiaramente che l’omosessualità non è una condizione alla quale una persona si possa adattare, ma è una distorsione della natura che deve essere controllata e vinta. Ciò può richiedere una dura lotta, ma anche per un eterosessuale la lotta per controllare i propri desideri può essere dura. L’autocontrollo in questo, come in moltissimi altri aspetti della vita, ha un effetto benefico sul progresso dell’anima. Si deve inoltre tener presente che, sebbene il matrimonio sia altamente desiderabile e Bahá’u’lláh l’abbia vivamente raccomandato, esso non è lo scopo principale della vita. Se una persona deve attendere un lungo periodo di tempo prima di trovare un coniuge o se alla fine rimane celibe, ciò non significa affatto che non sia per questo in grado di realizzare lo scopo della propria vita.

Abbiamo finora parlato di quello che dev’essere l’atteggiamento dei bahá’í nei riguardi della legge di Bahá’u’lláh. Ma lei, come dottore che si occupa principalmente di problemi familiari e sessuali, dovrà certamente occuparsi di consigliare non bahá’í che non accettano le leggi di Bahá’u’lláh e non vedono la ragione di seguirle. Lei è già uno specialista qualificato nel suo campo e senza dubbio darà consigli sulla base di ciò che ha imparato dagli studi e dall’esperienza, tutto un tessuto di concetti sulla mente umana, la sua crescita, il suo sviluppo e il suo buon funzionamento, che ha appreso e sviluppato senza riferirsi agli insegnamenti di Bahá’u’llah. Ora che è bahá’í, lei sa che quanto Bahá’u’llah insegna sullo scopo della vita, sulla natura degli esseri umani e sulla corretta conduzione della loro vita è stato divinamente rivelato e pertanto è vero. Ma le occorrerà inevitabilmente un po’ di tempo non soltanto per studiare gli insegnamenti bahá’í per comprenderli chiaramente, ma anche per capire come essi modificano le sue cognizioni professionali. La sua non è una difficoltà insolito per uno scienziato. Quante volte nella ricerca si scopre un fattore che richiede un rivoluzionante ripensamento di tutto un vasto campo di ricerca umana. Si deve far sempre guidare dalle sue cognizioni professionali e dal suo giudizio illuminato da una crescente conoscenza degli insegnamenti bahá’í. Indubbiamente scoprirà che la sua comprensione dei problemi umani di cui si occupa nel suo lavoro cambierà e si svilupperà e vedrà modi nuovi e migliori per aiutare coloro che si rivolgono a lei. La psicologia è una scienza ancora molto giovane e inesatta, e col passare degli anni gli psicologi bahá’í, che conoscono dagli insegnamenti di Bahá’u’llah il vero modello della vita umana, saranno in grado di fare grandi passi avanti nello sviluppo di questa scienza e aiuteranno molto ad alleviare le sofferenze umane.

(La Casa Universale di Giustizia, 6 febbraio 1973, a tutte le Assemblee Spirituali Nazionali) [72]

Compilazioni preparate dalla Casa Universale di Giustizia pubblicate dalla Casa Editrice Bahá’í:

1. Istruzioni ai credenti bahá’í:
L’Assemblea Spirituale Locale
Fondi e contribuzioni bahá’í
Consigli Continentali
Membri dei Consigli Ausiliari
Astensione dalla politica (1974)
2. Guida per una vita bahá’í (1976)
3. Musica (1978, 1995)
4. Educazione bahá’í (1978)
5. Insegnamento (1979, 2001)
6. Quando i venti impetuosi soffiano... (1979)

7. Estratti dai Testi Bahá’í che sconsigliano il divorzio (1980, 1995)

8. Consultazioni. Riunioni bahá’í. La Festa del Diciannovesimo Giorno (1980)

9. Preghiera, meditazione, devozione (1981)

10. La potenza dell’aiuto divino. Eccellenza in ogni cosa. Vita familiare (1983, 2001)

11. Approfondimento. Centri di studio bahá’í (1985)

12. L’insegnamento alle masse e nei territori del mar Mediterraneo (1985)

13. Spiritismo, reincarnazione, fenomeni medianici (1985, 2001)

14. La pace (1986)
15. La donna (1986, 2001)
16. ?uqúqu’lláh (1987)
17. La Casa Universale di Giustizia (1987)
18. La fidatezza (1987)

19. L’Assemblea Spirituale Nazionale. Notiziari bahá’í. Elezioni bahá’í (1988)

20. Crisi e vittoria (1989)
21. Il Patto (1989)
22. La purezza (1989)
23. La Festa del Diciannovesimo Giorno (1990)

24. La conservazione delle risorse della terra (1990)

25. Europa (1990)
26. Santità e natura delle elezioni bahá’í (1990)
27. Persone eminenti (1992)
28. Promuovere l’entrata in truppe (1994)
29. Salvaguardare i matrimoni bahá’í (1995)
30. La Convenzione Nazionale (1995)

31. Proclamazione della Fede tramite i mass media (1997)

32. La cultura (1999)
33. L’arte (1999)

34. L’importanza della preghiera obbligatoria e del digiuno (2001)

Altre compilazioni:
1. Gioventù Bahá’í (1981)
2. I due rami dell’Ordine Amministrativo (1987)
3. E a Lui ritorneremo... (1987, 1993, 1999)
4. Il trono del tempio interiore (1995)
5. Guida per l’insegnamento alle masse (1997)
Finito di stampare nel mese di
per conto della Casa Editrice Bahá’í
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