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1995 Mar 03 LA PROSPERITA` DEL GENERE UMANO
Alla ricerca di valori in un'età di transizione - Guida allo studio
Alla ricerca di valori in un'età di transizione
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Comunità Internazionale Bahá’í : Alla ricerca di valori in un'età di transizione - Guida allo studio
Alla ricerca di valori in un’età di transizione
Guida allo studio

sulla dichiarazione preparata dalla Bahá’í International Community

PREFAZIONE
I. Contesto

Alla ricerca di valori in un’età di transizione è una dichiarazione della Bahá’í International Community indirizzata alle Nazioni Unite in occasione del 60° anniversario della fondazione di tale istituzione. In un’epoca di radicali riforme in seno alle Nazioni Unite e animati dibattiti riguardo ai meccanismi e agli obiettivi di un sistema di governo globale, la Bahá’í International Community ha colto l’opportunità di contribuire, con la propria visione e con concreti suggerimenti, alla costruzione di una più giusta e pacifica comunità globale. Il testo integrale di questa dichiarazione è reperibile all’indirizzo elettronico: http://www.bahai.it/bibliotecadigitale/Alla%20ricerca%20di%20valori%20in%20un%20eta%20di%20transizione.pdf

Questa guida si prefigge di assistere i lettori nella comprensione e nello studio dei concetti presentati nella dichiarazione. A questo scopo, essa fornisce: alcune domande di comprensione e discussione, un glossario e uno «studio di casi-brief case study» che si concentrano su quesiti che emergono dalla dichiarazione. Quando è possibile sono riportati i link a pagine web, per aiutare il lettore a consultare le fonti citate.

Altrettanto importante è lo scopo di questa guida nel far conoscere ai lettori alcuni dei problemi che sono al momento all’attenzione delle Nazioni Unite, riportando anche i modi in cui la Bahá’í International Community tenta di applicare i principi della Fede bahá’í quale aiuto alla risoluzione dei problemi e delle sfide affrontate dalle Nazioni Unite e dalla comunità globale.

II. La Bahá’í International Community

La Bahá’í International Community è un’organizzazione internazionale non governativa (ONG) con sedi associate1 in oltre 180 Paesi e territori, che insieme rappresentano più di cinque milioni di membri della Fede bahá’í. Come organizzazione internazionale non governativa, la Bahá’í International Community (BIC) interagisce e coopera con le Nazioni Unite e le sue agenzie specializzate2, con i governi, e con organizzazioni intergovernative e non governative. In questo ruolo, la BIC cerca di promuovere e applicare princìpi derivanti dagli insegnamenti della Fede bahá’í, che assistono nella risoluzione delle attuali sfide affrontate dall’umanità e nello sviluppo di una civiltà unita, pacifica, giusta e sostenibile.

III. Relazione tra la Bahá’í International Community e le Nazioni Unite

La relazione tra la BIC e le Nazioni Unite risale ai primi tempi della fondazione di quest’ultima: nel 1945, alcuni rappresentanti bahá’í erano tra le ONG presenti alla conferenza di San Francisco, dove fu firmata la Carta delle Nazioni Unite dai primi 50 Paesi. Nel 1948, la Bahá’í International Community fu registrata dalle Nazioni Unite quale organizzazione internazionale non governativa (ONG) e nel 1970 le fu concesso lo stato consultivo con il Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite3

Seguì nel 1976, lo stato consultivo con il Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia (UNICEF) e nel 1989, con il Fondo di Sviluppo delle Nazioni Unite per le Donne (UNIFEM). Relazioni lavorative furono inoltre stabilite nel 1989 con l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Con il passare degli anni, la BIC ha inoltre lavorato a stretto contatto con il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP), l’Ufficio dell’Alto Commissario per i Diritti Umani, l’Organizzazione dell’Educazione, della Scienza e della Cultura delle Nazioni Unite (UNESCO), e il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP).

Al momento, l’Ufficio della Bahá’í International Community presso le Nazioni Unite si concentra su quattro principali aree programmatiche: la promozione di uno standard universale dei diritti umani, il progresso delle donne, la promozione di mezzi giusti ed equi per la prosperità globale, lo sviluppo di capacità morali. Lavora inoltre per difendere i diritti dei Bahá’í nei Paesi in cui questi sono perseguitati.

IV. La collaborazione della BIC con le Nazioni Unite e il principio di non partecipazione alla politica

Ad una prima impressione, la lunga collaborazione della BIC con le Nazioni Unite potrebbe apparire quale contraddizione con il principio bahá’í che prescrive ai bahá’í di astenersi dal coinvolgimento nell’attività politica4. Ma è importante esaminare attentamente tale principio, che non implica un totale ritiro dagli affari pubblici5. Esso, piuttosto, è radicato nell’ idea originaria della Fede bahá’í, ovvero la formazione e il mantenimento di una unità organica e spirituale tra le comunità, le genti e le nazioni del mondo. Alla luce di questo principio, la partecipazione ad una politica di opposizione o settoriale, minerebbe tale concetto fondamentale. Ciò suggerisce che l’azione all’interno dell’ambito politico deve muovere da questo principio senza «la minima deviazione dalle fondamentali verità e dagli ideali» della Fede bahá’í6, evitando quindi ogni coinvolgimento nella politica partitica, nell’elettorato pass ivo e nelle campagne politiche, così da assicurare la preservazione del principio di unità.

Mentre una discussione dettagliata su questo argomento è oltre gli scopi di questa introduzione, quando si considera ciò che costituisce l’appropriato impegno bahá’í negli affari internazionali e nella dissertazione politica, è istruttivo esaminare, anche se brevemente, alcuni esempi tratti dalle vite delle Figure Centrali della Fede bahá’í. I seguenti esempi dalla vita di Bahá’u’lláh, ‘Abdu’l-Bahá e Shoghi Effendi incarnano un nuovo standard di impegno in relazione agli affari contemporanei nell’odierno clima politico.

• Le lettere di Bahá’u’lláh ai re e governanti del mondo: a partire dal settembre del 1867, Bahá’u’lláh scrisse una serie di lettere ai re e governanti del mondo della Sua epoca, indirizzandole, tra gli altri, all’imperatore Napoleone III, alla regina Vittoria, al Kaiser Guglielmo I, allo Zar Alessandro II re di Russia, all’imperatore Francesco Giuseppe, al papa Pio IX, al sultano ‘Abdu’l-Azíz e il re di Persia Náṣiri’d-Dín Sháh. In queste lettere, Bahá’u’lláh Si proclamò apertamente come il Fondatore di una nuova religione e parlò dell’alba di una nuova era. Nelle Sue lettere, Egli avvisò che ci sarebbe stata una catastrofica agitazione nell’ordine politico e sociale del mondo. Per ammorbidire la transizione dell’umanità, esortò i capi del mondo a perseguire la via della giustizia. Esortò ad uno sforzo congiunto per il disarmo e chiamò i governanti del mondo ad unirsi assieme in una sorta di commonwealth delle nazioni. Solo agendo collettivamente contro la guerra, disse, sarebbe stata possibile una pace duratura7.

• ‘Abdu’l-Bahá8, Il segreto della civiltà divina: scritto nel 1875, Il segreto della civiltà divina è un messaggio indirizzato ai capi e alle genti della Persia, che descrive le cause della caduta e del sorgere di una civiltà, ponendo le regole di un vero ordine sociale. Aldilà del suo contesto prettamente iraniano, questo trattato sviluppa tematiche quali l’educazione, lo sviluppo di qualità spirituali, la religione, il governo, la legge, la pace e la natura del benessere.9

• Shoghi Effendi10, Lettera al Comitato Speciale delle Nazioni Unite per la Palestina: nel 1947, il Comitato Speciale delle Nazioni Unite per la Palestina chiese a Shoghi Effendi, quale capo della Fede bahá’í residente al Centro Mondiale Bahá’í a Haifa, la posizione dei Bahá’í riguardo al futuro della Palestina. La risposta di Shoghi Effendi, che è datata 14 luglio 1947, non offre consigli su una possibile soluzione politica per la Palestina. Essa, piuttosto, dichiara il carattere non politico della Fede bahá’í ed esprime il desiderio della comunità Bahá’í di pace universale e giustizia, e di riconciliazione tra Ebrei e Musulmani.11

Inoltre, nel Messaggio di Riḍvan del 1984 ai Bahá’í del mondo, la Casa Universale di Giustizia12 fornì un’ulteriore guida su ciò che costituisce di norma l’impegno Bahá’í con istituzioni non-Bahá’í:

“Non v’è dubbio che da ora in avanti il progresso della Causa sarà caratterizzato da un sempre crescente rapporto con gli enti, le attività, le istituzioni e i principali personaggi del mondo non bahá’í. Cresceremo di statura presso le Nazioni Unite, diverremo più conosciuti nelle deliberazioni dei governi, figura familiare per i mass media, tema di interesse per gli accademici e inevitabilmente oggetto di invidia per decadenti istituzioni. In tale situazione, nostra preparazione e risposta siano un continuo approfondimento della nostra fede, un’incrollabile adesione ai suoi principi di astensione da partigianerie politiche e di libertà da pregiudizi e soprattutto da una sempre maggiore comprensione delle sue verità fondamentali e della sua adeguatezza al mondo moderno.”13

Al momento, il lavoro diplomatico della Fede bahá’í è portato avanti dalla Casa Universale di Giustizia, la Bahá’í International Community, e rappresentanti per gli affari esterni nominati dalle rispettive Assemblee Spirituali Nazionali. Le dichiarazioni provenienti dalla Bahá’í International Community, approvate dalla Casa Universale di Giustizia, forniscono inoltre un altro mezzo per articolare una prospettiva Bahá’í di principi su una varietà di questioni e problemi del mondo odierno.

V. Dichiarazioni alle Nazioni Unite

Mentre l’Ufficio delle Nazioni Unite della BIC ha contribuito con numerose dichiarazioni e raccomandazioni alle Nazioni Unite durante gli anni di associazione con l’Organizzazione, Alla ricerca di valori in un’età di transizione segue nella tradizione di due più recenti dichiarazioni preparate rispettivamente per il decimo e per il cinquantesimo anniversario delle Nazioni Unite. Una lettura attenta di queste dichiarazioni rivelerà l’applicazione di fondamentali principi baha’i alla società, all’economia, alle questioni legali e politiche e alle circostanze delle Nazioni Unite in ogni tempo in cui furono scritte.

Prima, nel 1955, l’Ufficio delle Nazioni Unite della BIC sottopose le sue proposte per la “Charter Revision” al segretario generale affermando che «la reale sovranità non è più conferita alle istituzioni dello stato nazionale poiché le nazioni sono diventate interdipendenti; che la crisi esistente tanto è morale e spirituale quanto politica; e che la crisi esistente può essere sormontata solo dal raggiungimento di un ordine mondiale rappresentativo delle genti e delle nazioni dell’umanità».14

Quarant’anni più tardi, l’Ufficio rilasciò una dichiarazione per il cinquantenario delle Nazioni Unite, intitolato Una svolta per tutte le nazioni. La dichiarazione sottolineava la tendenza verso una sempre più crescente interdipendenza dell’umanità e presentava proposte per il risorgere dell’Assemblea Generale, lo sviluppo della funzione esecutiva delle Nazioni Unite (per esempio, il rinforzamento della sicurezza collettiva), il rafforzamento della Corte Mondiale, e la promozione dello sviluppo morale ed economico, dei diritti umani, e del progresso delle donne.15

SEZIONE 1
INTRODUZIONE

Nella sua lettera del 1936 intitolata “Il sorgere della civiltà mondiale” e pubblicata nella compilazione, L’Ordine Mondiale di Bahá’u’lláh, Shoghi Effendi, guida della Fede bahá’í dal 1921 al 1957, si riferisce ripetutamente all’«età di transizione». Egli caratterizza questo periodo come «una titanica lotta spirituale, senza precedenti per la sua grandezza… attraverso cui deve passare l’organica comunità dei seguaci di Bahá’u’lláh». Per comprendere la base per l’analisi presentata in questa sezione della dichiarazione, è utile leggere due lettere in particolare di Shoghi Effendi: «Il sorgere della civiltà mondiale» e «La mèta di un nuovo Ordine Mondiale» entrambe contenute nel libro appena citato.16

È la ricerca senza tregua di direzione negli affari globali, e i principi e valori che li accompagnano - che si riflettono nel lavoro delle Nazioni Unite e della più ampia comunità globale - che ispira il titolo di questa dichiarazione, presentata alle Nazioni Unite nel suo sessantesimo anniversario dalla sua nascita.

La dichiarazione è divisa in due sezioni. La prima sezione identifica quelle che costituiscono le pressanti domande affrontate dall’Organizzazione in questo momento storico. Essa analizza lo stato delle sfide attuali a livello mondiale da una prospettiva evoluzionista, solleva il principio complesso, ma inevitabile, del sempre più rilevante ruolo rivestito dalla religione nella sfera pubblica, e offre il principio di “unità dell’umanità” sia come direzione che come principio operativo per l’emergere di un ordine globale. La seconda sezione presenta raccomandazioni concrete per migliorare il lavoro delle Nazioni Unite nelle aree dei diritti umani, dello sviluppo, della democrazia e sicurezza collettiva. Queste sono discusse in maggiore dettaglio nell’introduzione alla Sezione 2.

Per iniziare... invitiamo i lettori a considerare le seguenti domande presenti nella dichiarazione e tema di continuo dibattito presso le Nazioni Unite:

1. Perché gli odierni sistemi di governo hanno fallito nel provvedere alla sicurezza, prosperità e benessere della gente nel mondo?

2. Quali responsabilità hanno le nazioni nei confronti dei loro vicini e dei loro cittadini?

3. Quali valori fondamentali dovrebbero guidare le relazioni tra e all’interno delle nazioni, perché sia assicurato un futuro pacifico?

UNA NOTA SUL FORMATO DI QUESTO LIBRO
[MODELLO PAGINA]
Testo

Nel 1945, la fondazione delle Nazioni Unite fece intravedere a un mondo devastato dalla guerra ciò che si poteva realizzare nel campo della collaborazione internazionale e stabilì un nuovo sistema di valori per guidare i popoli e le nazioni verso la coesistenza pacifica. Preceduta dal più funesto conflitto armato della storia umana, la creazione di un’organizzazione mondiale per la protezione della dignità, dei pari diritti e della sicurezza di tutti i popoli e di tutte le nazioni fu una straordinaria impresa dell’arte politica. A sessant’anni di distanza, tutti gli interrogativi dibattuti durante la Conferenza di San Francisco ritornano nuovamente alla ribalta. Perché gli attuali sistemi di governo non sono riusciti a dare ai popoli del mondo sicurezza, prosperità e benessere? Quali sono le responsabilità delle nazioni verso i loro vicini e verso i loro cittadini? Quali valori fondamentali devono regolare i rapporti fra le nazioni e nelle nazioni, per garantire un futuro di pace?

Glossario

arte politica – l’arte di guidare un Paese; la saggezza nella conduzione degli affari pubblici (sinonimi: arte di governo, politica, diplomazia)

Domande
Comprensione del testo...

T1. Quale nuovo punto di riferimento fu stabilito grazie alla fondazione delle Nazioni Unite?

T2. Quali domande sono oggi affrontate dalle Nazioni Unite?

Discussione....

D3. (a) Quali sono le manifestazioni economiche, sociali, culturali, politiche e morali dell’ “età di transizione”?

(b) Quali sono i precipitosi fattori per questa “età di transizione”?

(c) Verso cosa sta transitando il mondo?

BOX 1. La responsabilità di proteggere - definire la sovranità e i limiti di intervento

La sovranità degli Stati (per esempio, il diritto di uno stato di governare tutti gli affari all’interno dei proprio confini) è stato un principio fondante delle relazioni internazionali. Ma le crisi umanitarie come quelle in Somalia, Bosnia, Kosovo, Ruanda, e Darfur hanno messo in discussione la legittimità di questo principio come standard del diritto internazionale. Data la tremenda perdita di vite e le sistematiche violazioni dei diritti umani, le Nazioni Unite sono state costrette a domandarsi: fino a che punto è legittimo moralmente e necessario per la comunità internazionale, intervenire negli affari degli Stati sovrani? Nel 2001, in risposta a questa domanda, la Commissione Internazionale sull’Intervento e la Sovranità Statale.....

I
Testo

1. Nel 1945, la fondazione delle Nazioni Unite fece intravedere a un mondo devastato dalla guerra ciò che si poteva realizzare nel campo della collaborazione internazionale e stabilì un nuovo sistema di valori per guidare i popoli e le nazioni verso la coesistenza pacifica. Preceduta dal più funesto conflitto armato della storia umana, la creazione di un’organizzazione mondiale per la protezione della dignità, dei pari diritti e della sicurezza di tutti i popoli e di tutte le nazioni fu una straordinaria impresa dell’arte politica. A sessant’anni di distanza, tutti gli interrogativi dibattuti durante la Conferenza di San Francisco ritornano nuovamente alla ribalta. Perché gli attuali sistemi di governo non sono riusciti a dare ai popoli del mondo sicurezza, prosperità e benessere? Quali sono le responsabilità delle nazioni verso i loro vicini e verso i loro cittadini? Quali valori fondamentali devono regolare i rapporti fra le nazioni e nelle nazioni, per garantire un futuro di pace?

Glossario

arte politica – l’arte di guidare un Paese; la saggezza nella conduzione degli affari pubblici (sinonimi: arte di governo, politica, diplomazia)

Domande
Comprensione del testo...

T1. Quale nuovo punto di riferimento fu stabilito grazie alla fondazione delle Nazioni Unite?

T2. Quali domande sono oggi affrontate dalle Nazioni Unite?

Discussione....

D3. (a) Quali sono le manifestazioni economiche, sociali, culturali, politiche e morali dell’ “età di transizione”?

(b) Quali sono i precipitosi fattori per questa “età di transizione”?

(c) Verso cosa sta transitando il mondo?
(Vedi: Ordine Mondiale di Bahá’u’lláh

http://www.bahai.it/bibliotecadigitale/lOrdineMondialediBahaullah.pdf

BOX 1. La sovranità rivisitata

La sovranità degli Stati (per esempio, il diritto di uno stato di governare tutti gli affari all’interno dei proprio confini) è stato un principio fondante delle relazioni internazionali. Ma le crisi umanitarie come quelle in Somalia, Bosnia, Kosovo, Ruanda, e Darfur hanno messo in discussione la legittimità di questo principio come standard del diritto internazionale. Data la tremenda perdita di vite e le sistematiche violazioni dei diritti umani, le Nazioni Unite sono state costrette a domandarsi: fino a che punto è moralmente legittimo e necessario per la comunità internazionale, intervenire negli affari degli Stati sovrani? Nel 2001, in risposta a questa domanda, la Commissione Internazionale sull’Intervento e la Sovranità Statale, ha definito la sovranità non solo come un diritto inviolabile (come è stato precedentemente compreso) ma come una ‘responsabilità di proteggere i propri cittadini’. In un evento storico - durante la sessantesima sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite - gli Stati membri, dopo molti dibattiti, hanno optato per questo nuovo significato di sovranità.

Relazione: http://www.iciss.ca/report-en.asp.
Testo

2. Mentre la collettività tenta di dare una risposta a questi quesiti, prende forma un nuovo paradigma, il paradigma degli stretti legami fra i nostri problemi e la nostra prosperità. Si tratti della povertà, della proliferazione delle armi, del ruolo delle donne, dell’AIDS, del commercio mondiale, della religione, del problema ambientale, del benessere dell’infanzia, della corruzione o dei diritti delle popolazioni minoritarie, è chiaro che è impossibile affrontare correttamente uno dei problemi che assillano l’umanità senza tenere conto di tutti gli altri. L’abbattimento dei confini nazionali nelle crisi globali ha dimostrato al di là di ogni ombra di dubbio che l’umanità è un insieme organico. Le conseguenze pratiche di questo paradigma emergente sulla riforma delle Nazioni Unite sono il tema del contributo della Comunità Internazionale Bahá’í al sessantesimo anniversario di questa augusta istituzione.

Glossario

Paradigma - una serie di presunzioni, concetti, valori e pratiche che costituiscono un modo di vedere la realtà

Proliferazione - una rapida crescita o diffusione
Sostenibilità - capace di essere mantenuto
Domande
Comprensione del testo…

T4. Quale nuovo paradigma sta emergendo per descrivere i problemi presenti nella società attuale?

T5. Quali problemi globali sono identificate in questo paragrafo?

Discussione…

D6. Come sono interconnessi i problemi elencati in questo paragrafo? (Per esempio, com’è esacerbata la pandemia dell’AIDS da ognuna di queste sfide?)

D7. Quale metafora usa Bahá’u’lláh per descrivere la natura organica di questi problemi che deve affrontare l’umanità?

BOX 2. Economia ‘Clinica’- un approccio olistico all’analisi e allo sradicamento della povertà

Nel suo libro, The End of Poverty: Economic Possibilities for our Time, l’economista Jeffrey Sachs presenta ‘l’economia clinica’- un approccio olistico allo sviluppo economico che sottolinea la complessa natura della povertà. L’economia clinica usa l’analogia della diagnosi di una malattia per presentare la sua visione dell’economia; la povertà, in questo senso, è una ‘malattia’ che può solo essere correttamente diagnosticata e trattata attraverso lo studio di un numero di fattori, e allo stesso tempo, attraverso lo studio della loro interazione. Questi includono: le politiche economiche, il quadro fiscale, la geografia fisica, il governo, la cultura, e la geopolitica.

Jeffrey D. Sachs (2005). The End of Poverty: Economic Possibilities for our Time (New York: Penguin Press).

Testo

3. (a) I processi della riforma delle Nazioni Unite vanno visti come parte di un più ampio processo evolutivo, che ha avuto inizio con le prime forme di collaborazione internazionale come la Società delle Nazioni e tende verso più alti livelli di coesione nell’amministrazione delle cose umane, facilitato dalla creazione delle Nazioni Unite, dalla Dichiarazione universale dei diritti umani, dal crescente corpo di leggi internazionali, dalla nascita e dall’integrazione di nuovi stati nazionali e da meccanismi di collaborazione regionale e globale.

(b) I soli ultimi quindici anni hanno visto la fondazione dell’Organizzazione mondiale per il commercio, della Corte penale internazionale, dell’Unione africana, una notevole espansione dell’Unione europea, il coordinamento globale di campagne del volontariato e la definizione degli obiettivi del Millennio per lo sviluppo – un’inedita struttura globale per lo sviluppo che si propone di sradicare la povertà nel mondo.

(c) Nel corso di questi eventi, è sorta un’animata discussione sulla definizione di sovranità nazionale – pietra miliare del moderno sistema dei rapporti internazionali e principio basilare dello Statuto delle Nazioni Unite: quali sono i limiti della tradizionale idea di sovranità? Quali sono i doveri degli Stati verso i loro cittadini e verso gli altri Stati? Come devono adempiere questi doveri? Anche se il loro percorso è accidentato e pieno di ostacoli, le istituzioni, i movimenti e il discorso che si stanno sviluppando indicano una crescente spinta verso l’unità degli affari del mondo e rappresentano una delle principali caratteristiche dell’organizzazione sociale alla fine del XX secolo e all’inizio del nuovo millennio.

Glossario

Unione Africana - successore dell’Organizzazione per l’Unità Africana; fondata nel 2002, la principale istituzione per l’integrazione socioeconomica del continente africano

Corte Criminale Internazionale - la prima corte internazionale criminale permanente, creata per

perseguire individui che hanno commesso genocidio, crimini contro l’umanità o crimini di guerra,

Domande
Comprensione del testo...

T8. Che prospettiva aiuta a capire i processi della riforma delle Nazioni Unite?

T9. Quali istituzioni e eventi hanno facilitato “più alti livelli di coesione” nell’ammi- nistrazione degli affari umani? (Come hanno fatto ciò?)

Discussione...

D10. Cos’è la sovranità nazionale? Com’È cambiata la comprensione di questo concetto dalla creazione delle Nazioni Unite? (Vedi Box 1: La sovranità rivisitata)

D11. Quali sono le manifestazioni della “crescente spinta verso l’unità degli affari del mondo”?

(Cfr. I riferimenti di ‘Abdu’l-Bahá alle ‘sette luci dell’unità’ in l’Ordine Mondiale di Bahá'u'lláh http://www.bahai.it/bibliotecadigitale/lOrdineMondialediBahaullah.pdf

quando le corti nazionali non sono in grado o non
vogliono occuparsene.

Lega delle Nazioni - organizzazione precursore delle Nazioni Unite

Obiettivi di Sviluppo del Millennio - una serie di otto obiettivi individuati dalla comunità internazionale che mira a ridurre gli estremi di povertà nel mondo entro il 2015 http://www.un.org/millenniumgoals/

Testo

4. (a) Se i meccanismi e le tribune della cooperazione stanno tanto rafforzandosi, perché mai il mondo è ancora così diviso? Da dove nasce questa universale afflizione che inficia i rapporti fra le persone di cultura, religione, affiliazione politica, stato economico e genere diverso? Per rispondere a questi interrogativi, dobbiamo esaminare spassionatamente i criteri legali, le teorie politiche ed economiche, i valori e le formule religiose, che hanno smesso di fare il bene dell’umanità.

(b) Il progresso degli uomini e dei ragazzi a spese delle donne e delle ragazze ha gravemente limitato le comunità nelle loro capacità creative e materiali necessarie per svilupparsi e affrontare i problemi. L’aver trascurato le minoranze culturali e religiose ha ingigantito antichi pregiudizi mettendo i popoli e le nazioni gli uni contro gli altri. Il nazionalismo sfrenato ha calpestato i diritti e le opportunità dei cittadini di altre nazioni. Gli stati deboli sono caduti in balia di conflitti, criminalità e massicci spostamenti di rifugiati. Miopi programmi economici che esaltano la prosperità materiale hanno spesso soffocato lo sviluppo sociale e morale necessario per un equo e benefico uso del benessere.

(c) Queste crisi hanno messo in luce i limiti delle tradizionali impostazioni dell’arte del governo e posto davanti alle Nazioni Unite l’inevitabile questione dei valori: quali valori sono in grado di far uscire le nazioni e i popoli del mondo dal caos del conflitto degli interessi e delle ideologie e di guidarli verso una comunità mondiale capace di far prevalere i principi della giustizia e dell’equità a tutti i livelli della società umana?

Glossario
Assalire - attaccare
Fora - plurale di forum

Prodotto Interno Lordo (Box 3) - il valore monetario di tutti i beni e servizi prodotti in un’economia nazionale, inclusi i beni e i servizi prodotti all’estero

Inculcare - instillare
Domande
Comprensione del testo...

T12. Quali sono esempi di teorie politiche o economiche che hanno “smesso di fare il bene dell’umanità” (Riesci a pensare ad altre?)

Discussione...

D13. Qual’è “l’universale afflizione’ menzionata nel paragrafo (a)?

(Da L’Ordine Mondiale di Bahá’u’lláh: “ Non è forse un fatto reale... che la principale causa di quest’irrequietezza nel mondo è da attribuirsi...al fallimento di coloro alle cui mani sono stati affidati gli immediati destini di popoli e nazioni, i quali non sono riusciti ad adattare i loro sistemi di istituzioni economiche e politiche alle impellenti necessità di quest’èra in rapida evoluzione?” )

D14. Qual’è lo Stato ‘debole’? Quali elementi sono necessari per mantenere uno Stato ben funzionante?

BOX 3. Misurare lo sviluppo umano: l’evoluzione di un’idea

Per molti anni, il livello di ‘sviluppo’ di una nazione era misurato principalmente in base al Prodotto Interno Lordo (PIL), il PIL pro capite e altri indicatori basati sul prodotto. Nel 1990, sotto la guida di Mahbub ul Haq (ex ministro della finanze in Pakistan) e Amartya Sen (premio Nobel per l’economia, dall’India), le NU hanno rilasciato il primo Resoconto sullo Sviluppo Umano annuale che dichiarava che “le persone sono la vera ricchezza di una nazione”. Il primo Resoconto definì lo sviluppo umano come un processo di rafforzamento delle capacità umane e di espansione delle scelte umane, accompagnando questa definizione con nuove misurazioni dello sviluppo (prospettiva di vita, alfabetizzazione, indicatori sulle entrate) inclusi nell’Indice dello Sviluppo Umano. Negli ultimi quindici anni, i Resoconti hanno sviluppato ulteriori indici dello sviluppo umano incluso l’indice del rafforzamento del genere, la misurazione del rafforzamento del genere, e l’indice della povertà umana. Inoltre, essi hanno spostato l’attenzione dall’economia utilitaristica al benessere delle persone e hanno tracciato un nuova agenda per la misurazione e la definizione dello sviluppo umano.

United Nations Development Programme (1990). Human Development Report 1990 (New York: Oxford University Press). http://hdr.undp.org/reports/global/1990/en/

Testo

5. (a) La questione dei valori e del loro imprescindibile legame con i sistemi delle religioni e dei credi è salita alla ribalta in tutto il mondo come tema di straordinaria importanza globale, che le Nazioni Unite non possono permettersi di ignorare. Pur avendo approvato diverse delibere sul tema del ruolo della religione nella promozione della pace e nell’eliminazione dell’intolleranza religiosa, l’Assemblea generale stenta a capire che la religione può svolgere un ruolo costruttivo nella creazione di un ordine globale pacifico e che il fanatismo religioso può avere un impatto distruttivo sulla stabilità e sul progresso del mondo. Sono sempre più numerosi i leader e le istituzioni decisionali che dicono che queste considerazioni devono spostarsi dalla periferia al centro del dibattito – riconoscendo che è necessario capire meglio l’influenza che le variabili legate alla religione hanno sui metodi di governo, sulla diplomazia, sui diritti umani, sullo sviluppo, sulle nozioni di giustizia e di sicurezza collettiva.

(b) I capi politici e il mondo accademico non avevano previsto una così vasta ripresa della religione nell’ambito pubblico e la prassi delle relazioni internazionali non aveva sviluppato gli strumenti concettuali necessari per occuparsi costruttivamente di religione. L’idea che la religione è una voce irrilevante e ostruzionista nella sfera pubblica non aiuta a risolvere i complessi problemi che i leader delle nazioni del mondo devono oggi affrontare. In realtà il corretto ruolo della religione nella sfera pubblica è uno dei più pressanti temi del nostro tempo.

Glossario

Risoluzione dell’Assemblea Generale - una decisione dell’Assemblea Generale

Ostruzionista - progresso che blocca, impedisce

Sfera pubblica - si riferisce alla società in generale più che alla vita privata dell’individuo; concernente l’interazione pubblica

Domande
Comprensione del testo...

T15. Quali sono i due aspetti della religione che le NU cercano di capire?

Discussione...

D16. Perchè la teoria delle relazioni internazionali nell’Occidente ha ampiamente rigettano la religione come una voce legittima della vita pubblica? (Vedi Box 4 qui sotto)

D17. Quali sono le nozioni prevalenti sul ruolo appropriato della religione nella sfera pubblica nel tuo Paese?

D18. Quali possono essere esempi, sia positivi che negativi, del riemergere della religione nella sfera pubblica?

BOX 4. Rifiuto della religione nella teoria delle relazioni internazionali

Molti fattori hanno contribuito al quasi totale rifiuto della religione nei concetti di relazioni internazionali. Per prima cosa, le scienze sociali furono basate sul lavoro di coloro che ritenevano che la religione stava dando spazio a correnti di pensiero razionali e scientifiche che avrebbero distrutto ciò che loro vedevano come l’ignoranza e la superstizione causata dalla religione, entrando così in un periodo di modernità. In secondo luogo, “non solo la teoria delle relazioni internazionali (come altre scienze sociali) fu fondata sulla credenza che la religione stava regredendo dal mondo come fattore importante, ma si può ritenere che il moderno contesto delle relazioni tra Stati fu fondato su principi intenzionalmente secolari. Il moderno concetto di Stato territoriale, la base per le moderne relazioni internazionali, fu articolato dal Trattato di Westfalia nel 1648” che “ fu scelto per finire la Guerra dei Trent’anni tra Stati Protestanti e Cattolici. Così facendo, sviluppò uno schema per le relazioni tra Stati che non includeva la religione”

Jonathan Fox and Shmuel Sandler (2005), “The Question of Religion and World Politics,” Terrorism and Political Violence, 17: 296-298.

Testo

6. (a) Che le religioni siano state manipolate e usate per il conseguimento di scopi meschini è un fatto innegabile. Ma un’attenta analisi storica rivela che i periodi di massimo progresso della civiltà sono stati quelli nei quali la fede e la ragione hanno potuto collaborare, utilizzando le risorse di tutta l’immaginazione e l’esperienza umana. Per esempio, durante l’apogeo della civiltà islamica, la scienza, la filosofia e le arti fiorirono, una vibrante cultura fondata sul sapere spinse la creatività umana verso nuove vette, costruendo fra l’altro anche la base matematica di molte delle presenti innovazioni tecnologiche

(b) In tutte le civiltà, la religione ha fornito la struttura necessaria per codici morali e criteri legali innovativi che hanno trasformato vaste regioni del globo da sistemi rozzi, e spesso anarchici, in più sofisticate forme di governo. Ma l’attuale dibattito sulla religione nella sfera pubblica è stato guidato dalle voci e dalle azioni di proponenti estremisti da ambo le parti – coloro che impongono la loro ideologia religiosa con la forza, la cui espressione più visibile è il terrorismo – e coloro che negano alle espressioni della fede e del credo un posto nella sfera pubblica. Ma nessuno dei due estremi rappresenta la maggioranza del genere umano o promuove una pace sostenibile.

Glossario

Anarchico - caratterizzato da caos e mancanza di leggi

Domande
Comprensione del testo...

T19. Quali sono le voci dominanti nei dibattiti attuali sul ruolo della religione nella vita pubblica?

Discussione...

D20. Quali sono altri esempi di modi in cui la nascita della civiltà islamica ha avuto impatti sullo sviluppo delle scienze, delle arti, o della filosofia? Quali sono esempi di sviluppi culturali simili dalla storia di altre religioni?

D21. Quale è stato il ruolo dei media nel presentare i diversi aspetti del dibattito sul ruolo della religione nella sfera pubblica?

BOX 5. Islam e lo sviluppo della matematica

“... è stato il mondo arabo-musulmano che diede la nascita all’algebra e agli algoritmi, termini derivati da parole arabe. ...l’intera moderna rivoluzione di informazione, che è formata in gran parte da algoritmi, può ritrovare le sue radici nella civiltà araba-musulmana e nei grandi centri di cultura di Baghdad e Alessandria, che per primi introdussero questi concetti, poi trasferiti in Europa attraverso la Spagna musulmana.”

Thomas L. Friedman (2005). The World is Flat: A Brief History of the Twenty-First Century (New York: Farrar, Strauss, and Giroux).

Testo

7. (a) In questa congiuntura dell’evoluzione della nostra comunità globale, la ricerca di valori condivisi – al di là dello scontro degli estremi – ha una straordinaria importanza ai fini dell’efficacia dell’azione. Se ci si limita alle considerazioni materiali non si può comprendere la misura in cui le variabili religiose, ideologiche e culturali modellano la diplomazia e l’impegno decisionale. Se si vuole passare da una comunità di nazioni legate da relazioni preminentemente di carattere economico a una comunità di doveri condivisi nei confronti del mutuo benessere e della reciproca sicurezza, la questione dei valori deve occupare un posto centrale nelle deliberazioni, deve essere dettagliatamente formulata ed esplicitata.

(b) Le Nazioni Unite hanno ripetutamente raccomandato il multilateralismo, ma lo sforzo di realizzarlo, pur essendo un passo nella direzione giusta, non basta a costruire le basi per la creazione di una comunità fra le nazioni. La sola collaborazione non legittima e non garantisce dei buoni risultati per un bene maggiore. Se vogliamo realizzare le promesse dello Statuto delle Nazioni Unite, della Dichiarazione universale dei diritti umani e dei trattati e delle risoluzioni che l’hanno seguita, non possiamo più accontentarci di una passiva tolleranza delle reciproche visioni del mondo. Occorre un’attiva ricerca dei valori e dei principi morali comuni che possano migliorare la condizione di ogni donna, di ogni uomo e di ogni bambino, indipendentemente dalla razza, dal ceto, dalla religione o dall’opinione politica.

Glossario
Congiuntura - punto nel tempo

Multilateralismo - un termine nelle relazioni internazionali che si riferisce a una molteplicità di Paesi che lavorano insieme

Domande
Comprensione del testo...

T22. Perchè la ricerca di valori è importante in questa congiuntura? (Chi è responsabile di condurre questa ricerca?)

T23. Perchè il multilateralismo è una base insufficiente per la creazione di una comunità fra le nazioni?

Discussione...

D24. Quali sono le “promesse” dello Statuto delle Nazioni Unite e della Dichiarazione universale dei diritti umani?

(Charter: http://www.un.org/aboutun/charter/index.html)

(UDHR: http://www.un.org/Overview/rights.html)

D25. Quali valori e principi riconoscono le NU come essenziali per la cooperazione tra Stati (Vedi Appendice 1)

BOX 6. La ricerca di valori comuni - Bozza della Dichiarazione universale dei diritti umani

Nel 1947, la sfida per coloro che erano chiamati ad abbozzare la Dichiarazione universale dei diritti umani, e cioè il Comitato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, era quella di formare una dichiarazione dei diritti accettabile universalmente - un documento che doveva essere riconosciuto da uomini politici rappresentanti differenti culture, civiltà, religioni, e filosofie. L’“universalità” poteva dirsi anche solo possibile? Molti criticarono che il documento conteneva una nozione giudeo-cristiana e “occidentale” dei diritti. La tensione tra universalismo e relativismo culturale è stato un aspetto permanente del dibattito sui diritti umani. Dopo estese consultazioni con rappresentanti di diverse nazioni, culture e religioni - che spesso sentivano la necessità di inventare nuove parole per accomodare concetti emergenti - il testo finale della dichiarazione fu adottato senza voti dissenzienti. “Per la prima volta nella storia, la comunità organizzata d elle nazioni ha creato una comune dichiarazione dei diritti umani e delle libertà fondamentali.”

Mary Ann Glendon (2001), A World Made New: Eleanor Roosevelt and the Universal Declaration of Human Rights. (New York: Random House).

Testo

8. (a)Noi affermiamo che l’ordine mondiale nascente e i processi di globalizzazione che lo definiscono devono fondarsi sul principio dell’unità del genere umano. Questo principio, accettato e affermato come concetto condiviso, fornisce una base pratica per l’organizzazione dei rapporti fra tutti gli stati e le nazioni. Gli evidenti e crescenti legami fra sviluppo, sicurezza e diritti umani in tutto il mondo confermano che la pace e la prosperità sono indivisibili – che è impossibile dare un beneficio permanente a una nazione o a una comunità se si ignora o si trascura il benessere delle nazioni nel loro insieme.

(b)Il principio dell’unità del genere umano non intende scalzare le autonomie nazionali o sopprimere la diversità culturale e intellettuale dei popoli e delle nazioni del mondo. Vuole invece allargare la base delle attuali fondamenta della società invocando una lealtà più ampia, un’aspirazione più grande di quelle che hanno finora animato la razza umana. In verità, esso offre l’impulso morale necessario per rimodellare le istituzioni di governo in modo che siano conformi alle necessità di un mondo perennemente mutevole.

Glossario
Autonomia - autogoverno
Domande
Comprensione del testo...

T26. Quali sono gli elementi del principio dell’ “unità del genere umano”? (Vedi il Box 7 qui sotto)

Discussione...

D27. Qual’è la differenza tra ‘Stato’ e ‘nazione?

(Da una lettera da parte di Shoghi Effendi ad un credente, 26 Luglio 1936: “ La differenza tra Stato e nazione” è che “il primo... è un’entità politica senza necessariamente essere omogenea nella razza, mentre la seconda implica omogeneità nazionale oltre che politica”.)

D28. Cosa è sottointeso da una “lealtà più ampia”? Che impatto ha l’appello per una lealtà piu’ ampia su concetti come cittadinanza, sovranità statale, aiuto umanitario, sviluppo dell’assistenza e diritti umani?

D29. In che modo il principio dell’unità del genere umano fornisce l’impulso morale per riformare le istituzioni di governo attuali?

BOX 7. Il principio dell’ “unità del genere umano” nell’Ordine Mondiale di Bahá’u’lláh

“Il principio dell’Unità del Genere Umano... non è applicabile al solo individuo, ma ha attinenza anzitutto con quelle relazioni fondamentali che dovranno unire tutti gli Stati e le nazioni quali membri dell’unica umana famiglia. (...) Richiede niente meno che la riedificazione e il disarmo dell’intero mondo civilizzato, un mondo organicamente unificato in tutti gli aspetti essenziali della sua esistenza, nei meccanismi politici, nelle aspirazioni spirituali, nei commerci e nelle finanze, nella scrittura e negli idiomi, ma un mondo nel contempo sconfinato per la diversità delle caratteristiche nazionali delle sue unità confederate”.

(Shoghi Effendi, “ La mèta di un nuovo Ordine Mondiale”, L’Ordine Mondiale di Bahá’u’lláh, p.44 Casa Editrice Bahá’í - Ariccia (RM) 2003) http://www.bahai.it/bibliotecadigitale/lOrdineMondialediBahaullah.pdf

Testo

9. (a) Offriamo dagli insegnamenti della Fede bahá’í la seguente visione, che i membri della comunità mondiale bahá’í di 191 nazioni sono impegnati a realizzare:

(b)Una comunità mondiale in cui tutte le barriere economiche dovranno essere permanentemente abbattute e l’interdipendenza del Capitale e del Lavoro definitivamente riconosciuta; una comunità nella quale il vociare del fanatismo e delle lotte religiose tacerà per sempre; in cui la fiamma dell’animosità razziale sarà finalmente estinta; in cui un unico codice di leggi internazionali – prodotto del ponderato giudizio delle federazioni dei rappresentanti mondiali – avrà per sanzione l’istantaneo e coercitivo intervento di tutte le forze congiunte delle unità federali; e, finalmente, una comunità mondiale in cui la follia di un nazionalismo capriccioso e militaresco si tramuterà nel sentimento durevole della cittadinanza mondiale…

Glossario

Federalismo - un sistema di governo dove il potere è costituzionalmente diviso e delimitato tra un governo centrale e quello di province o stati

Domande
Comprensione del testo...

T30. Quali sono i vari elementi della visione della futura comunità mondiale descritta nella citazione di Shoghi Effendi?

(Fonte: Shoghi Effendi, “ La mèta di un nuovo Ordine Mondiale’, L’Ordine Mondiale di Bahá’u’lláh pp. 40-41 http://www.bahai.it/bibliotecadigitale/lOrdineMondialediBahaullah.pdf)

Discussione...

D31. Quali elementi di questa visione possono già essere riscontrati sulla scena del mondo?

D32. Quali sono esempi odierni di un “nazionalismo capriccioso e militaresco”?

D33. Quali governi attuali operano sotto il principio del federalismo? Quali sono alcuni tipi di federalismo? Quali sono i punti di forza e di debolezza di questo tipo di governo nel modo in cui opera oggi nel mondo?

BOX 8. La teoria della “Democrazia cosmopolita”

L’idea di un governo globale è stata dibattuta vigorosamente nel campo della scienza politica. Una teoria preminente deriva dal Dr. David Held (London School of Economics) che sostiene che nel nostro mondo interconnesso, globalizzato esiste una “base politica su cui fondare un futuro più sistematico e democratico”. Nel suo libro, Democrazia e Ordine globale, dichiara che “ il futuro deve essere concepito in termini cosmopoliti” che includono una serie di istituzioni globali modellate dalla legge democratica e che agiscono come un “governo” per implementare e rinforzare tale legge. Citando il filosofo Immanuel Kant, Held dice che “la legge cosmopolita” non è un modo utopico per pensare la legge, ma piuttosto “un complemento necessario” per l’esistente codice di legge nazionale e internazionale e un “mezzo per trasformare quest’ultima nella legge pubblica dell’umanità”.

David Held (1995). Democracy and the Global Order: From the Modern State to the Cosmopolitan Governance (Stanford, CA: Stanford University Press).

SEZIONE 2
INTRODUZIONE

La seconda parte di questa dichiarazione consiste in concrete raccomandazioni per l’azione delle Nazioni Unite in quattro aree: diritti umani e regola della legge, sviluppo, democrazia, e sicurezza collettiva. Comunicazioni formali da parte di organizzazioni non-governative come la Bahá’í International Community con le Nazioni Unite spesso includono raccomandazioni, poiché queste sono più concrete e, spesso, è la forma di comunicazione più “azionabile” (per esempio, dire ciò che potrebbe essere fatto diversamente piuttosto che sottolineare soltanto ciò che è sbagliato). Le categorie sopracitate derivano dalle aree più importanti del lavoro delle Nazioni Unite e rispecchiano quelle presenti nella relazione del Segretario Generale all’Assemblea Generale, “In più ampia Libertà: Verso sviluppo, sicurezza, e diritti umani per tutti”, sottolineando la sua esauriente strategia di riforma per l’Organizzazione.

Leggendo le raccomandazioni incluse in ogni sezione, il lettore consideri a) il più ampio o i più ampi principi spirituali che ispirano la raccomandazione e b) come queste raccomandazioni ci aiutano a realizzare il principio quadro dell’ “unità del genere umano”.

II
Testo

10. Alla luce della precedente analisi e dei temi attualmente in esame presso le Nazioni Unite, offriamo le seguenti raccomandazioni come passi concreti verso la realizzazione di un sistema delle Nazioni Unite più giusto ed efficace. Le nostre raccomandazioni riguardano i diritti umani e la legalità, lo sviluppo, la democrazia e la sicurezza collettiva.

Glossario

Sicurezza collettiva - un principio delle relazioni internazionali dai due estremi: da un lato, necessita del fatto che tutti gli Stati agiscano insieme per proteggere uno Stato offeso; dall’altro, necessita del fatto che tutti gli Stati agiscano insieme per punire l’offensore; nel tentativo di rendere questo principio una realtà, la comunità internazionale ha sviluppato alcune istituzioni internazionali e procedure che operano all’interno del quadro generale delle Nazioni Unite.

Domande
Discussione...

D34. Perchè focalizzarsi su passi concreti nelle aree attualmente considerate dalle NU è un approccio utile?

BOX 9. “In più ampia Libertà: Verso sviluppo, sicurezza, e diritti umani per tutti” proposte del Segretario Generale Kofi Annan per la riforma delle Nazioni Unite

Preparando il terreno per lo storico World Summit delle Nazioni Unite nell’autunno del 2005, Kofi Annan presentò all’Assemblea Generale la sua ambiziosa relazione sottolineando le proposte concrete per affrontare i problemi mondiali e aiutare le Nazioni Unite a rispondere alle sfide attuali. La relazione prese un approccio esaustivo - evidenziando l’interdipendenza di sviluppo, libertà, e pace, e stressando la solidarietà umana quale base per soluzioni efficaci e sostenibili per i problemi globali. La relazione è suddivisa in quattro principali sezioni: “Libertà dal volere”- che si riferisce a questioni sullo sviluppo; “Libertà dalla paura” - si occupa della sicurezza collettiva; “Libertà per vivere con dignità- si occupa di diritti umani, democrazia, e la legalità; e, la sezione finale, “Rafforzare le Nazioni Unite’- presenta proposte per riformare l’Organizzazione perchè sia maggiormente in grado di implementare riforme nelle aree sopracitate.

Report: http://www.un.org/largerfreedom/contents.htm

Testo
I diritti umani e la legalità

11. È impossibile fondare e sostenere un ordine internazionale funzionante e pacifico che non sia solidamente fondato sui principi della giustizia e della legalità. L’adesione a questi principi produce la stabilità e legittimità necessarie per ottenere l’approvazione dei popoli e delle nazioni che il sistema si propone di servire. Raccomandiamo quanto segue:

a. Le gravi minacce dell’estremismo, dell’intolleranza e della discriminazione religiosa esigono che le Nazioni Unite se ne occupino apertamente e scrupolosamente. Facciamo appello alle Nazioni Unite perché affermino inequivocabilmente che secondo la legge internazionale ogni persona ha il diritto di cambiare religione. In base all’articolo 96 dello Statuto delle Nazioni Unite, l’Assemblea generale può chiedere al Tribunale internazionale di esprimere un parere consultivo sul tema della libertà di religione o di credo. Specificamente si dovrebbe chiedere al Tribunale se il principio della libertà di religione e di credo rientra nell’ambito dello jus cogens, la legge consuetudinaria internazionale, o se è semplicemente un fatto lasciato all’interpretazione degli Stati. Questo chiarimento aiuterebbe a eliminare le interpretazioni erronee di questo diritto e a dare una forza morale alla condanna delle politiche e delle prassi che violano il principio della non discriminazione del credo religioso.

Glossario

Parere consultivo - un opinione della corte che consiglia sull’interpretazione di una legge

Corte internazionale di giustizia - il principale organo giudiziario delle Nazioni Unite creato per dirimere le dispute tra gli Stati membri

Jus cogens - (dal latino “ legge cogente’); norme giuridiche di un grado superiore che non possono essere abrogate da leggi nazionali (esempio: la proibizione della schiavitù e del genocidio)

Legge internazionale consuetudinaria - legge internazionale che nasce dagli usi e dai costumi, ed È accettata come obbligatoria anche se non codificata

Domande
Comprensione del testo...

T35. Quale corso di azione propone la BIC nel paragrafo 11(a)?

(Si consulti il glossario per la definizione di nuovi termini).

Discussione...

D36. Perchè il diritto di libertà religiosa e di credo è cosi critico per la creazione di una società giusta e pacifica? Considera l’esempio di società in cui questa libertà non esiste.

BOX 10. Il principio di legalità

Il principio di legalità si riferisce al concetto per cui l’esercizio del potere politico esecutivo deve conformarsi a principi generali come amministrati dalle corti. “I diritti umani sono garantiti laddove il principio di legalità crea un consenso sul fatto che la persona è governata dalla legge costituzionalmente stabilita e non da individui; dove la legge si applica ugualmente a tutte le persone, incluse quelle che governano; dove le leggi sono applicate celermente e senza discriminazioni; dove la giustizia è amministrata da ufficiali obiettivi che basano le proprie decisioni soltanto sulle leggi esistenti che sono pubblicamente note; e dove coloro che sono incaricati di applicare la legge sono responsabili delle proprie azioni.”

Robert L. Maddex (2000). International Encyclopedia of Human Rights, Freedoms, Abuses, and Remedies (Washington, DC: Congressional Quarterly Press).

Testo
(I diritti umani e la legalità, continuo)

b. Oltre alle continue riforme strutturali e funzionali dell’apparato delle Nazioni Unite che si occupa dei diritti umani, si deve ristabilire la legittimità di questo apparato mediante la sua costante adesione ai più alti principi della giustizia, compresi quelli elaborati nello Statuto delle Nazioni Unite e nella Dichiarazione universale dei diritti umani. Solo così esso otterrà la legittimazione e la fiducia degli Stati membri e dei loro cittadini di cui ha bisogno per esercitare il proprio mandato.

c. L’Assemblea generale deve considerare la possibilità di stabilire un termine per la ratifica universale dei trattati internazionali sui diritti umani.

Glossario
Mandato - un obbligazione vincolante

Ratifica - rendere qualcosa valido (ad esempio, un trattato) confermandolo o ratificandolo; i trattati diventano legalmente vincolanti dopo che un numero predeterminato di Paesi li hanno ratificati

Domande
Comprensione del testo...

T37. Di cosa ha bisogno il sistema dei diritti umani delle Nazioni Unite per essere efficace?

Discussione...

D38. Perchè la fiducia e la legittimità sono importanti elementi delle relazioni internazionali?

D39. Fai un esempio di un trattato e della data di ratifica. Che cosa serve perchè un trattato sia ratificato?

BOX 11. Trattati internazionali sui diritti umani

Un trattato è un accordo internazionale che può essere visto come un contratto tra Stati. I trattati, anche chiamati “convenzioni”, “patti”, o “protocolli” sono uno specifico tipo di documento sui diritti umani, che invita i Paesi a firmarli e ratificarli, così vincolando gli Stati firmatari al rispetto delle clausole del documento. Esempi di trattati sono lo Statuto delle Nazioni Unite (1945), la Convenzione per l’eliminazione di tutte le forme di discriminazione contro le donne (1967), e il Trattato sulla non-proliferazione di armi nucleari (1968). I corpi di monitoraggio dei trattati delle Nazioni Unite sono formati da comitati di esperti indipendenti che controllano l’applicazione a livello nazionale delle clausole del trattato. A differenza delle leggi nazionali però, che possono essere fatte rispettare attraverso l’uso della forza di polizia, ci sono pochi modi per garantire il rispetto dei trattati internazionali oltre all’uso delle sanzioni. Le sanzioni includono una pressione diplomatica, argomenti morali e intellettuali e l’opinione pubblica.

Robert L. Maddex (2000). International Encyclopedia of Human Rights, Freedoms, Abuses, and Remedies (Washington, DC: Congressional Quarterly Press).

Testo
(I diritti umani e la legalità, continuo)

d. L’Ufficio dell’Alto commissario per i diritti umani, corroborato dalle necessarie risorse morali, intellettuali e materiali, deve ora diventare l’alfiere dei diritti umani e uno strumento efficace per alleviare le sofferenze delle persone e dei gruppi i cui diritti sono negati.

d(i) Essendo uno degli strumenti più efficaci per la protezione dei diritti umani, le Procedure speciali devono ricevere un adeguato supporto finanziario e amministrativo. I Governi dovranno collaborare con le Procedure speciali non solo limitandosi a consentire l’accesso al paese in questione, ma anche prendendo totalmente in considerazione le successive raccomandazioni. Esse si dovrebbero rispecchiare in dialoghi interattivi fra i relatori e gli Stati membri.

Glossario

Alto commissario per i diritti umani - un esperto nominato dal Segretario Generale delle Nazioni Unite per promuovere e proteggere i diritti umani a livello mondiale attraverso il contatto con i governi e misure di assistenza dove appropriato.

Dialogo interattivo - un’opportunità per gli esperti sui diritti umani di mettere in questione il registro sui diritti umani di uno Stato membro, e l’eguale opportunità per gli Stati membri di rispondere

Domande
Comprensione del testo...

T40. Che cosa è chiamato a diventare l’Ufficio dell’Alto commissario per i diritti umani?

T41. Quali sono le Procedure speciali dell’Ufficio dell’Alto commissario per i diritti umani? (Vedi BOX 12 qui sotto)

T42. Che cosa ci si aspetta dalla collaborazione dei Governi con le Procedure speciali?

BOX 12. Procedure Speciali dell’Ufficio dell’Alto commissario per i diritti umani

“Procedure speciali” è il nome generale dato ai meccanismi creati dalla Commissione sui diritti umani per indirizzare o situazioni particolari di alcuni Paesi o questioni tematiche (ad esempio, il razzismo, la libertà di espressione, la povertà, ecc..). Questi meccanismi permettono alla Commissione di essere continuamente coinvolta in una questione problematica durante l’anno. Procedure speciali generalmente offrono spontaneamente esperti indipendenti (“relatori speciali”) o gruppi di esperti (“gruppi di lavoro”) nominati dal Presidente della Commissione sui diritti umani per investigare, controllare e fornire pareri sulla situazione dei diritti umani in un determinato Paese o su uno specifico area tematica. Essi fanno ciò grazie a visite al Paese, e in questo modo, servono da occhi e orecchi della Commissione ad un livello base. Attualmente vi sono 13 esperti con mandati per specifici Paesi (ad esempio, il Relatore speciale sulla situazione dei diritti umani in Bielorussia) e 28 esperti con mandati su aree tematiche (ad esempio, esperti indipendenti sulle questioni delle minoranze).

Per maggiori informazioni:

http://www.ohchr.org/english/bodies/chr/special/index.htm

Testo
(I diritti umani e la legalità, continuo)

d(ii) La sezione dell’Ufficio dell’Alto commissario che si occupa dell’Infor- mazione del pubblico deve essere sviluppata per consentire alle risoluzioni della Commissione per i diritti umani e del Consiglio per i diritti umani, alle raccomandazioni delle Procedure speciali e alle osservazioni conclusive degli enti di sorveglianza sul trattato di avere più spazio nei media. Questo potrebbe prevedere, per esempio, la traduzione dei documenti nelle lingue più importanti per generare una maggiore pubblicità.

d(iii)L’Ufficio dell’Alto commissario e il Consiglio devono proseguire la loro fruttuosa collaborazione con le organizzazione non governative, che ha contribuito positivamente sin dall’inizio al lavoro dell’Ufficio e allo sviluppo della capacità delle organizzazioni non governative di interagire proficuamente in questo contesto.

Glossario

Commissione per i diritti umani/ Consiglio per i diritti umani - un corpo supervisionato dall’Ufficio dell’Alto commissario per i diritti umani delle Nazioni Unite; stabilisce regole di comportamento a riguardo dei diritti umani per gli Stati membri, controlla le violazioni dei diritti umani, agisce come luogo di discussione per i Paesi, le ONG, e i difensori dei diritti umani; nel marzo 2005, in uno sviluppo storico, le Nazioni Unite votarono per creare il Consiglio per i diritti umani che doveva prendere il posto della molto criticata e discreditata Commissione per i diritti umani che aveva ormai sessant’anni.

Domande
Comprensione del testo...

T43. Come possono le risoluzioni sui diritti umani avere più spazio nei media?

T44. Quale ruolo deve essere dato a le organizzazioni non governative?

Discussione...

D45. (a) Come possono i media promuovere una maggiore consapevolezza sui diritti umani e sulla violazione dei diritti umani?

(b) Perchè i media sono una componente critica dell’ impegno per rendere i governi responsabili delle loro azioni e violazioni in quest’ambito?

D46. Perchè la continua collaborazione con le organizzazioni non governative è un elemento importante per la promozione dei diritti umani alle Nazioni Unite (Si veda l’esempio della BIC nel BOX 11)

BOX 13. Il lavoro dell’Ufficio delle Nazioni Unite della Bahá’í International Community per difendere i diritti della comunità bahá’í perseguitata in Iran

Molto del lavoro dell’ Ufficio delle Nazioni Unite della Bahá’í International Community (BIC UNO) si concentra sulla promozione di uno standard universale di diritti umani. Per oltre vent’anni, per esempio, la BIC UNO ha costantemente controllato la situazione della popolazione minoritaria Bahá’í in Iran e ha portato la persistente negazione dei diritti umani all’attenzione delle Nazioni Unite (tra le violazioni, la distruzione di proprietà religiose, la negazione di accesso all’educazione, detenzione arbitraria, limitazioni alle possibilità di impiego e altre). Continuando a mantenere alta l’attenzione della comunità internazionale, la BIC UNO ha conseguito con successo l’inclusione di riferimenti alla persecuzione dei Bahá’í in risoluzioni dell’Assemblea Generale. Per molte vittime delle violazioni dei diritti umani nel mondo, il controllo, la crescita di consapevolezza e il lavoro di difesa di interessate organizzazioni internazionali non-governative rappresenta un’importante strada per la rettifica delle ingiustizie commesse contro popolazioni perseguitate.

Testo
Sviluppo

12. Lo sviluppo umano deve fondarsi sull’idea che le persone sono una risorsa insostituibile in un processo di cambiamento autosufficiente. Il problema è trovare metodi che permettano loro di esprimere tutto questo potenziale in tutte le sue dimensioni. Ma lo sviluppo definito nei termini di alcuni modelli di «modernizzazione» sembra far riferimento proprio a quei processi che favoriscono il predominio delle ambizioni materiali delle persone sugli scopi spirituali. Pur essendo uno scopo centrale dello sviluppo, la ricerca di una società scientifica e tecnologicamente moderna deve basare le proprie strutture educative, economiche, politiche e culturali sul concetto della natura spirituale degli esseri umani e non solo sui loro bisogni materiali. Raccomandiamo quanto segue.

a. La capacità delle persone di partecipare alla generazione e all’applicazione del sapere è una componente essenziale dello sviluppo umano. Pertanto, si deve dare la precedenza all’educazione delle ragazze e dei ragazzi, delle donne e degli uomini per permettere loro di stabilire il percorso del proprio sviluppo e per applicare il loro sapere al servizio della comunità in senso lato. Le Nazioni Unite devono considerare che in termini di investimento economico l’educazione delle ragazze può dare il massimo ritorno degli investimenti disponibili nei paesi in via di sviluppo tenendo conto dei benefici privati e della contropartita per i membri della famiglia e per la comunità in senso lato.

Domande
Comprensione del testo...

T47. Qual’è una delle principali sfide negli attuali impegni di sviluppo?

T48. Quale capacità umana è componente essenziale dello sviluppo umano?

T49. A cosa porta, possibilmente, il più alto ritorno all’investimento nei Paesi in via di sviluppo?

Discussione...

D50. Come hanno modellato la comprensione dello “sviluppo” gli sforzi di “modernizzazione”?

D51. In che modo la comunità in genere trae beneficio dall’educazione delle ragazze e delle donne? (Si veda il BOX 15 nell’altra pagina).

BOX 14. Centri rurali di ricerca e tecnologia

“Mentre l’adozione di nuove tecnologie è integrativo allo sviluppo, molto spesso, sotto il nome di “modernizzazione”, queste sono state inappropriate alla cultura e alla comunità nelle quali sono state introdotte. Assieme agli Obiettivi di Sviluppo del Millennio che fanno appello alla condivisione di informazioni e tecnologie di comunicazione, è oltremodo importante la creazione di istituzioni locali, come i centri rurali di formazione sulle tecnologie e di ricerca, che uniscano costruttivamente i moderni metodi scientifici con le pratiche indigene, rendendo cosi partecipi direttamente le popolazioni locali nella generazione e applicazione di nuove idee. Il verso sviluppo consiste nella creazione della capacità locale di partecipare alle tecnologie in generale, per il beneficio della comunità allargata”.

Bahá’í International Community (2006). A New Framework for Global Prosperity (New York: Bahá’í International Community).

http://www.bic-un.bahai.org/06-0101.htm
Testo
(Sviluppo, continuo)

b. Presentiamo all’attenzione delle Nazioni Unite cinque principi spirituali che possono costituire una base per la formulazione degli indici dello sviluppo umano, da usare accanto alle attuale misure dello sviluppo. Questi principi comprendono l’unità nella diversità, l’equità e la giustizia, la parità dei sessi, la fidatezza e la leadership morale, la libertà di coscienza, di pensiero e di religione.

c. I paesi ricchi del mondo hanno l’obbligo morale di eliminare le mistificanti misure dell’esportazione e del commercio che impediscono ai paesi che cercano di partecipare al mercato globale di entrarvi. Il Consenso di Monterrey, che riconosce l’importanza di creare un sistema di commercio «più aperto, fondato sulle regole, indiscriminante ed equo» è un passo nella direzione giusta.

d. Oltre alla riforma del sistema commerciale, i paesi devono facilitare il flusso del lavoro e occuparsi dell’im- patto disumanizzante del traffico di persone, che è causa del diffuso sfruttamento economico e sessuale delle persone che cercano una vita migliore.

Glossario

Il Consenso di Monterrey - un accordo adottato dai Capi di Stato riuniti a Monterrey, Messico nel 2002, in cui ci si impegna allo sradicamento della povertà, al raggiungimento di una crescita economica sostenuta, alla promozione di uno sviluppo sostenibile, all’avanzamento di un sistema economico globale equo e che porta ad una collaborazione senza precedenti tra le Nazioni Unite, i ministri delle finanze, il settore privato e le ONG mistificanti misure del commercio - ostacoli, che impediscono ad un Paese di prendere parte al mercato globale (tariffe alte, sussidi, monopoli, ecc...)

Traffico - attività illegale transnazionale, che solitamente coinvolge il trasporto di droghe, piccole armi o persone

Domande
Comprensione del testo...

T52. Quali principi spirituali sono proposti come base per la valutazione dello sviluppo umano?

T53. Quali sono le “mistificanti misure dell’esportazione e del commercio”? (Vedi il glossario) Qual’è la conseguenza di queste misure?

Discussione...

T54. Quali sono delle misure comunemente usate ( o degli indicatori) dello sviluppo umano? Come modellano il concetto di ‘sviluppo’ queste misure? (Vedi BOX 3: Misurare lo sviluppo umano: l’evoluzione di un’idea)

T55. Come può la partecipazione ad un mercato globale facilitare lo sviluppo?

BOX 15. Investire nell’educazione delle ragazze e delle donne

Secondo la Banca Mondiale, oltre ad essere più produttive nell’ambito di mercato, le donne con un’educazione hanno famiglie meno numerose, meno dei loro bambini muoiono durante l’infanzia e i figli che sopravvivono sono più sani e con una più elevata educazione. Queste donne sono anche meglio attrezzate per entrare nella forza lavorativa pagata, che è decisiva per la sopravvivenza di molte famiglie guidate da sole donne nei Paesi in via di sviluppo. Le nazioni in cui le donne raggiungono i più alti gradi di studio, mostrano i più alti livelli di produttività economica, di minore fertilità, di minore mortalità infantile e di maternità, e di prospettiva di vita più lunga, rispetto a Paesi che non hanno raggiunto lo stesso grado di studio per le donne.

World Bank, “The Benefits of Education for Women,”

1993; http://www.worldbank.org/html/extdr/hnp/hddflash/hcnote/hrn002.html

Testo
Democrazia

13. Alla comunità internazionale va il nostro encomio per la sua devozione al valore universale della democrazia e di un governo liberamente eletto. Ma il criterio della deliberazione e della ricerca della verità necessario per la realizzazione delle mete stabilite dalle Nazioni Unite deve allontanarsi di molto dai modelli della faziosità, della protesta e del compromesso che tendono a caratterizzare l’attuale discussione sulle cose umane. Occorre invece, a tutti i livelli del governo, un processo consultivo nel quale i singoli partecipanti si sforzino di trascendere i propri punti di vista, per funzionare come membri di un unico corpo con i propri interessi e le proprie mete. Con la partecipazione e l’unità d’intenti, la consultazione diventa l’espressione operativa della giustizia nelle cose umane. Senza questo punto d’appoggio di principio, la democrazia cade in balia degli eccessi dell’individualismo e del nazionalismo, che lacerano il tessuto della comunità, tanto nella nazione quanto nel mondo.

Glossario

Governo - le istituzioni e i processi che determinano come il potere deve essere esercitato, come i cittadini partecipano al potere, e come le decisioni vengono prese su problemi di interesse pubblico; un metodo di sistema di governo

Partitismo - devoto o parziale nel supporto di un partito, di un gruppo o di una causa (ad esempio, politica partitica).

Domande
Comprensione del testo...

T56. Quali sono alcune delle mancanze del criterio di deliberazione oggi adottato alle Nazioni Unite?

T57. Quali sono le caratteristiche del ‘processo consultivo’?

Discussione...

D58. In che modo la consultazione è “espressione operativa di giustizia” negli affari umani?

D59. Quali aspetti della democrazia la rendono vulnerabile agli “ eccessi dell’individua- lismo e del nazionalismo”?

BOX 16. La diffusione della democrazia nel mondo

Negli anni ‘80 e ‘90 il mondo ha visto un’incredibile progresso nell’apertura dei sistemi politici e nell’espansione delle libertà politiche. Più di ottanta Paesi hanno intrapreso importante misure verso la democrazia, e oggi 140 dei quasi 200 Paesi al mondo hanno elezioni con più partiti: più di quanti non ce ne siano mai stati in passato. Nonostante questi sviluppi positivi, la Gallup International’s Millenium Survey (1999) ha scoperto che delle 50,000 persone intervistate in 60 Paesi, meno di un terzo riteneva che il proprio Paese era governato dalla volontà del popolo. Solo 1 su 10 degli intervistati ha detto che il proprio governo risponde alla volontà del popolo.

Testo
(Democrazia, continuo)

14. Oltre che amministrare le cose umane, governare significa svolgere un esercizio morale. È l’espressione di una funzione fiduciaria, la responsabilità di proteggere e di servire i membri della comunità politico-sociale. Anzi, l’esercizio della democrazia ha successo nella misura in cui si fa governare da principi morali che siano armonia con gli evolventi interessi di una razza umana che sta rapidamente andando verso la maturità. Fra questi principi vi sono la fidatezza e l’integrità necessarie a ottenere il rispetto e l’appoggio dei governati, la trasparenza, la disponibilità a consultarsi con coloro che sono toccati dalle decisioni che si stanno prendendo, la volontà di valutare obiettivamente bisogni e aspirazioni delle comunità che si servono e il corretto uso delle risorse scientifiche e morali. Raccomandiamo quanto segue.

a. Per ottenere la legittimazione, la fiducia e l’appoggio necessari alla realizzazione delle loro mete, le Nazioni Unite devono occuparsi delle deficienze democratiche delle proprie agenzie e deliberazioni.

Glossario

Deficienza democratica - una critica ad organizzazioni che sono democratiche di principio, ma che mancano di applicare tale principio in determinati aspetti del proprio funzionamento; le organizzazioni democratiche che appaiono inaccessibili alle persone comuni

Trasparenza - la visibilità e chiarezza di leggi, regolamenti e procedure, in opposizione con la corruzione

Fidatezza - responsabilità, cura, protezione
Domande
Comprensione del testo...

T60. Quali principi morali sono richiesti per una democrazia efficacemente funzionante?

T61. Che cosa hanno bisogno di fare le NU per ottenere l’appoggio di cui hanno bisogno per raggiungere le proprie mete?

Discussione...

D62. (a) Come differisce il concetto di governo “funzione fiduciaria” rispetto alle definizioni usualmente date di governo?

(b) Che apporto dà questo concetto alla nostra comprensione di potere, in relazione al governo? ( si noti l’uso bahá’í del termine “fiduciari” per descrivere lo stadio di rappresentanti eletti).

D63. In che modo le NU, o altri grandi organi intergovernativi (ad esempio, la Banca Mondiale, l’Organizzazione Mondiale del Commercio), possono occuparsi delle proprie deficienze democratiche?

BOX 17. Governo innovativo: il Forum permanente delle Nazioni Unite per i problemi degli indigeni

Negli ultimi cinque anni, le Nazioni Unite hanno generato numerosi esempi di governo innovativo: nel 2000, il Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite ha stabilito un Forum permanente per i problemi degli indigeni come organo difensore delle questioni degli indigeni verso il Consiglio, con il compito di occuparsi di problemi quali lo sviluppo socio-economico, la cultura, l’ambiente, l’educazione, la salute e i diritti umani, rappresentando così il culmine degli sforzi decennali delle persone indigene di riottenere peso all’interno della comunità globale.

Permanent Forum: http://www.un.org/esa/socdev/unpfii/

(ancora degno di nota è che nel 2002, l’Unione Internazionale Parlamentare ha ottenuto uno status di osservatore permanente all’interno dell’Assem- blea Generale delle Nazioni Unite, cosi mettendo in moto nuove forme di cooperazione).

Testo
(Democrazia, continuo)

b. Per poter deliberare seriamente sulle pressanti questioni del giorno le Nazioni Unite devono elaborare modalità per un impegno costruttivo e sistematico con le organizzazioni del volontariato (comprese le organizzazioni aziendali e religiose) e con i membri dei parlamenti nazionali. I rapporti fra le organizzazioni del volontariato, i parlamentari e i tradizionali processi diplomatici delle Nazioni Unite non devono essere rapporti di competizione ma di complementarietà, basati sul riconoscimento che le forze delle tre componenti sono parimenti necessarie all’efficacia del processo decisionale e della successiva applicazione. Raccomandiamo alle Nazioni Unite di prendere seriamente in considerazione le proposte esposte nel Rapporto del Comitato di saggi sui rapporti fra l’ONU e il volontariato.

c. Una democrazia sana deve fondarsi sul principio della parità fra uomini e donne e sul pari riconoscimento del loro contributo alla formazione di una società equa. Nel loro sforzo di promuovere la democrazia, gli Stati membri delle Nazioni Unite devono vigilare e lavorare per l’inclusione delle donne in tutti i settori del governo nei rispettivi paesi. Non si tratta di un privilegio, ma di una necessità pratica per il conseguimento dei nobili e complessi obiettivi che oggi si pongono all’Organizzazione.

Glossario

Società civile - si riferisce ad associazioni volontarie di cittadini formate per portare avanti i propri interessi, idee ed ideologie: di particolare rilevanza alle NU sono le organizzazioni di massa (ad esempio, delle donne, dei pensionati), le unioni di commercio, le associazioni professionali, i movimenti sociali, le organizzazioni delle persone indigene, organizzazioni religiose e spirituali, ong di beneficio pubblico e accademico.

Domande
Comprensione del testo...

T64. Quali due modalità devono elaborare le Nazioni Unite per poter deliberare seriamente sulle pressanti questioni del giorno?

T65. Qual’è uno dei principi fondanti per una democrazia sana?

Discussione...

D66. Quali sono le forze delle tre componenti nell’efficacia del processo decisionale e nella successiva applicazione delle decisioni prese dalle NU?

BOX 18. Relazione della commissione di esperti sulle relazioni con la società civile delle NU - We are the Peoples: The UN, Civil Society and Global Governance

Il ruolo e il contributo delle ONG al lavoro delle NU è aumentato notevolmente con le conferenze mondiali delle NU negli anni ‘90. Il Segretario Generale nominò una commissione come parte dello sforzo collettivo di riformare le NU, con il compito di esaminare come le NU e la società civile potevano collaborare in maniera più costruttiva. La relazione sottolinea la “debole influenza della democrazia tradizionale in ambito di governo globale”: “ Riguardo alla democrazia, sta emergendo un chiaro paradosso: mentre la sostanza delle politiche si sta rapidamente globalizzando... le sue principali istituzioni rimangono fermamente radicate a livello nazionale e locale”.

Per raggiungere i propri obiettivi, le NU devono efficacemente cercare di andare oltre le componenti dei governi nazionali. Le numerose proposte formulate nella relazione includono: a. connettere il livello globale con il livello locale b. aiutare a rafforzare la democrazia a livello globale c. creare ‘reti di regole globali’ che uniscano assieme tutte le componenti rilevanti per affrontare i problemi mondiali d. rafforzare il legame del consiglio di sicurezza con la società civile e. impegnare sistematicamente i parlamentari a connettere i Parlamenti nazionali direttamente con i processi deliberativi in atto sulla scena internazionale.

Report: http://www.un.org/reform/a_58_817.pdf
Testo
(Democrazia, continuo)

d. L’integrazione dei gruppi minoritari nei processi democratici è di importanza critica, sia per proteggere le minoranze dagli abusi del passato sia per incoraggiarne la partecipazione e la responsabilità nei confronti del benessere della società. Raccomandiamo agli Stati membri, mentre lavorano per promuovere la democrazia, di lottare per includere le minoranze religiose, razziali o sociali, nei processi dell’assegnazione degli obiettivi e della deliberazione. Ora che la composizione culturale degli stati sta diventando sempre più fluida e variegata, nessun gruppo culturale o religioso può pretendere di definire correttamente gli interessi della nazione.

Glossario

Interesse nazionale - gli obiettivi e le ambizioni di un Paese, a livello economico, militare o culturale

Domande
Comprensione del testo...

T67. Perchè l’integrazione di gruppi minoritari è un importante elemento della democrazia?

Discussione...

D68. Come influisce la crescita del numero di minoranze nei vari Paesi sull’identità propria della nazione, sulla nozione di cittadinanza e di “interesse nazionale’?

(Si consideri come il principio bahá’í dell’unità del genere umano dà forma alla nozione di “interesse nazionale’)

BOX 19. Costruire nazioni-stato bilanciando gli imperativi di unità e diversità culturale

Con il crescere del numero dei Paesi caratterizzate da notevoli popolazioni minoritarie, gli Stati affrontano la sfida di progettare regole che possano efficacemente governare popolazioni sempre più differenti dal punto di vista etnico, religioso, linguistico. Storicamente, gli Stati hanno cercato di assicurare la lealtà e l’obbedienza dei propri cittadini attraverso regole di assimilazione o integrazione, spesso attraverso un’eliminazione forzata delle differenza tra i gruppi. Ma gli sforzi miranti a imporre una singola identità nazionale attraverso la limitazione delle espressioni di diversità culturale ha spesso condotto a tensioni, conflitti e anche vere e proprie guerre (si pensi all’ex Jugoslavia, al Rwanda, all’Indonesia, all’Iraq). Esempi da nazioni quali l’India dimostrano che democrazie durevoli possono fondarsi anche in un clima multiculturale. Fondamentale per la creazione di tali democrazie multiculturali, è il riconoscimento dei difetti storicamente avvenuti nel processo di costruzione delle nazioni e inoltre, dei benefici di identità molteplici e complementari. Importante è anche l’impegno per stabilire un rapporto di fiducia delle diverse popolazioni verso le comuni istituzioni, che le incoraggiano a partecipare e promuovere i processi democratici.

Source: http://hdr.undp.org/reports/global/2004/?CFID=7683125&CFTOKEN=42541661 (pp.48-49)

Testo
Sicurezza collettiva

15. Siamo lieti che le Nazioni Unite stiano lavorando per definire con precisione una visione più ampia della sicurezza collettiva, basata sul concetto che nel nostro mondo di interconnessioni, la minaccia di uno è una minaccia per tutti. La Fede bahá’í prevede un sistema di sicurezza collettiva nel contesto di una confederazione mondiale, una confederazione nella quale i confini nazionali sono stati definitivamente tracciati e in favore della quale tutte le nazioni del mondo hanno volontariamente ceduto ogni diritto di mantenere armamenti fuorché ai fini del mantenimento dell’ordine interno. Pur consapevoli delle gravi pecche dell’attuale sistema di sicurezza collettiva, esprimiamo il nostro encomio al Consiglio di sicurezza per la sua storica Risoluzione su «Donne, pace e sicurezza», che riconosce per la prima volta nella sua storia i bisogni delle donne e delle ragazze nelle situazioni belliche e postbelliche18 e il loro persistente ruolo nella promozione della pace. Raccomandiamo quanto segue:

a. Per risolvere il deficit democratico e l’ineso- rabile politicizzazione del Consiglio di sicurezza, le Nazioni Unite devono a tempo debito arrivare ad adottare una procedura per l’eli- minazione dello status di membro permanente e della facoltà di veto. Di pari passo con le riforme procedurali, occorre un sostanziale cambiamento degli atteggiamenti e dei comportamenti. Gli Stati membri devono riconoscere che, avendo un seggio al Consiglio di sicurezza e avendo firmato lo Statuto delle Nazioni Unite, essi hanno il solenne obbligo morale e legale di agire come fiduciari dell’intera comunità delle nazioni e non sono come difensori dei propri interessi nazionali.

Glossario

Federazione - una forma di governo in cui i poteri e le funzioni sono divise tra il governo centrale e un numero di suddivisioni politiche con un notevole grado di autonomia politica.

Potere di veto - il potere di votare contro o di bloccare una decisione (alle NU, i cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza hanno questo potere: Cina, Russia, Francia, Regno Unito, Usa)

Domande
Comprensione del testo...

T70. Quali sono alcune delle caratteristiche del sistema di sicurezza collettiva nella visione della Fede bahá’í?

(Per una più dettagliata descrizione, cfr. Shoghi Effendi, “Il sorgere della civiltà mondiale’ in L’Ordine Mondiale di Bahá’u’lláh, pp.191-194)

T71. Perchè la Risoluzione su «Donne, pace e sicurezza» del Consiglio di sicurezza ha un significato speciale?

T72. Quali due raccomandazioni fornisce la BIC per risolvere il deficit democratico e la politicizzazione del Consiglio di sicurezza?

Discussione...

D73. Quali sono alcuni bisogni speciali delle ragazze e delle donne in situazioni di conflitto?

BOX 20. Risoluzione 1325 su «Donne, pace e sicurezza» delle Nazioni Unite (2000)

Questa è la prima risoluzione mai varata dal Consiglio di Sicurezza nella quale si menziona specificatamente l’impatto della guerra sulle donne, e il contributo delle donne nella risoluzione dei conflitti e nella pace sostenibile. Questa fu una mossa storica del Consiglio di sicurezza, in un periodo in cui gli importanti contributi apportati dalle donne erano spesso lasciati fuori dalle strategie di risoluzione, dalle negoziazioni di pace, dai periodi di costruzione della pace dopo periodi di conflitto. Le donne sono spesso le prime educatrici, gestiscono le famiglie, e sono coinvolte nella vita della comunità: come tali, esse forniscono un’importante prospettiva degli elementi richiesti per il raggiungimento di una pace sostenibile. Quando i loro mariti e i loro figli sono assenti o sono feriti in situazioni di conflitto, sono queste ad adattarsi e ad adoperarsi per mantenere le proprie famiglie, apportando una dimensione di genere al conflitto. Infine, ora che l’abuso è diventato uno strumento di guerra, le donne affrontano problemi e pericoli unici in periodi di conflitto, che devono anch’essi essere presi in considerazione nella pianificazione di una strategia generale di costruzione della pace.

Security Council Resolutions from the year 2000:
http://www.un.org/Docs/scres/2000/sc2000.htm
Testo
(Sicurezza collettiva, continuo)

b. È necessario che si adotti una definizione del terrorismo. Concordiamo con il Segretario generale nel definire terrorismo qualsiasi atto «inteso a causare la morte o gravi danni fisici a civili o non combattenti allo scopo di intimidire una popolazione o costringere un Governo o un organismo internazionale a compiere o a non compiere una qualsiasi azione». È inoltre imperativo che problemi come il terrorismo siano costantemente presi in esame nel contesto di altri problemi che scompaginano e destabilizzano la società.

c. Raccomandiamo alle Nazioni Unite di prendere i provvedimenti necessari a incrementare la partecipazione delle donne a tutti i livelli decisionali nei processi della risoluzione dei conflitti e della pacificazione, localmente, nazionalmente e internazionalmente, compreso il Dipartimento per le operazioni di mantenimento della pace.

16. Crediamo che il compito di creare un mondo pacifico sia ora nelle mani dei capi delle nazioni del mondo, in virtù delle enormi responsabilità che sono state loro affidate. La loro sfida è ora quella di riconquistare la stima e la fiducia dei cittadini per se stessi, per il loro governo e per le istituzioni dell’ordine internazionale dando prova di integrità personale, di sincerità di intenti e di inconcussa adesione ai più alti principi della giustizia e a gli imperativi di un mondo assetato di unità. La grande pace descritta dalle antiche visioni dei popoli e delle nazioni del mondo è alla nostra portata.

Glossario

Mantenimento della pace (definizione delle NU) - un modo di aiutare i Paesi straziati dai conflitti a creare le condizioni per una pace sostenibile; i soldati e gli ufficiali militari delle NU, la polizia e il personale civile di molti Paesi controllano e osservano i processi di pace che emergono dopo situazioni di conflitto e assistono le parti in guerra a portare avanti l’accordo di pace che hanno firmato.

Domande
Comprensione del testo...

D74. (a) Su che definizione del terrorismo concorda al BIC?

(b) Quale approccio generale deve essere preso nei confronti del problema del terrorismo?

D75. In quale area le donne sono sottorappresentate secondo la BIC?

Discussione...

D76. (a) Perchè è importante per la comunità internazionale arrivare ad un accordo sulla definizione di terrorismo?

(b) Perchè questa definizione è una questione contesa negli affari internazionali?

D77. Quali sono le possibili conseguenze dell’esclusione delle donne nei processi di decisione delle operazioni di mantenimento della pace?

D78. Come descrive ‘Abdu’l-Bahá le responsabilità dei capi eletti delle cose umane nel “Segreto della Civiltà Divina” (per esempio, pp. 23-24, pp.17-18)

D79. In riferimento agli estratti del Vertice Mondiale delle Nazioni Unite sullo Sviluppo (Appendice 1), una dichiarazione dei principi e impegni presi dai capi delle nazioni riuniti alle NU nel settembre 2005.

a) Quali valori e principi sono qui esposti?

b) Quali valori e/o principi non sono qui inclusi a tuo parere?

APPENDICE 1
RISULTATI DEL VERTICE 2005

I governanti mondiali, riuniti dal 14 al 16 settembre al Palazzo di Vetro a New York, hanno deciso di impegnarsi in una serie di sfide su scala globale:

SVILUPPO

Impegno forte e deciso da parte di tutti i governi, dei Paesi sviluppati come di quelli in via di sviluppo, a raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (MDGs) entro il 2015.

• Incremento di ulteriori 50 miliardi di dollari l’anno entro il 2010 per la lotta alla povertà.

• Impegno da parte di tutti i Paesi in via di sviluppo a adottare piani nazionali per raggiungere i MDGs entro il 2006.

• Accordo per fornire sostegno immediato a iniziative di rapido impatto contro la malaria e a favore dell’educazione e dell’assistenza sanitaria.

• Finanziamento allo sviluppo attraverso nuove fonti, come gli sforzi di alcuni gruppi di paesi per realizzare una struttura finanziaria internazionale e altre iniziative per il finanziamento di progetti di sviluppo, soprattutto in campo sanitario.

• Valutazione di misure aggiuntive per garantire la sostenibilità del debito nel lungo periodo, attraverso un aumento degli stanziamenti erogati a titolo gratuito, cancellazione del 100% del debito ufficiale multilaterale e bilaterale dei paesi poveri gravemente indebitati (HIPCs). Dove ritenuto opportuno, per i paesi in via di sviluppo di basso e medio reddito che non rientrino nel gruppo degli HIPCs ma che abbiano notevoli difficoltà a sostenere il debito, valutazione della possibilità di cancellare una parte significativa del debito o di ridefinirlo.

• Favorire la liberalizzazione del commercio e l’attività di attuazione della dimensione della componente sviluppo del programma di lavoro di Doha.

TERRORISMO

• Condanna chiara e non equivoca – da parte di tutti i governi, per la prima volta – del terrorismo “in tutte le sue forme e manifestazioni, perpetrato ad opera di chiunque, in qualsiasi luogo e per qualsiasi obiettivo”.

• Forte impulso politico per la realizzazione di una convenzione contro il terrorismo entro un anno. Sostegno a favore di una rapida entrata in vigore della Convenzione contro il Terrorismo Nucleare, a cui tutti gli Stati sono esortati ad aderire e dare seguito insieme alla altre 12 convenzioni antiterrorismo.

• Accordo per definire una strategia di lotta al terrorismo tale che renda la comunità internazionale più forte ed i terroristi più deboli.

MISSIONI, CREAZIONE E COSTRUZIONE DELLA PACE

• Decisione di istituire una Commissione per il Peacebuilding, per sostenere i Paesi nella transizione dalla guerra alla pace, con il supporto di un ufficio di supporto e un fondo permanente.

• Nuova struttura permanente di polizia per le operazioni di pace Onu.

• Accordo per rafforzare i poteri del Segretario Generale nelle attività di mediazione e di buoni uffici.

RESPONSABILITA’ DI PROTEGGERE

• Accettazione chiara e non equivoca da parte di tutti i governi della responsabilità collettiva internazionale di proteggere le popolazioni da genocidio, crimini di guerra, pulizia etnica e crimini contro l’umanità. Volontà di agire a tale scopo in modo tempestivo e efficace attraverso il Consiglio di Sicurezza, qualora i mezzi pacifici si dimostrino inadeguati e le autorità nazionali si rivelino palesemente incapaci di agire.

FACT SHEET
DIRITTI UMANI, DEMOCRAZIA E STATO DI DIRITTO

• Passi decisivi verso il rafforzamento del sistema Onu nel campo dei diritti umani, tramite il supporto al piano di azione e il raddoppiamento del bilancio dell’Alto Commissario.

• Accordo per l’istituzione di un Consiglio per I Diritti Umani Onu entro l’anno prossimo.

• Riaffermazione della democrazia come valore universale e creazione del nuovo Fondo per la Democrazia, che ha già ricevuto impegni di contributi per 32 milioni di dollari da parte di 13 Paesi.

• Impegno a eliminare e punire le persistenti discriminazioni tra sessi, come le disparità in materia di educazione e di proprietà di beni, la violenza contro donne e ragazze, nonché a porre fine all’impunità in tali casi.

• L’attività di ratifica intrapresa nel corso del Vertice ha dato l’avvio all’entrata in vigore della Convenzione contro la Corruzione

RIFORMA ORGANIZZATIVA

• Ampio rafforzamento dei poteri di supervisione dell’Onu, compresi quelli dell’Ufficio per i servizi di supervisione interna; estensione delle attività di supervisione ad altre agenzie; invito a sviluppare un comitato consultivo indipendente di supervisione; ulteriore sviluppo di un nuovo ufficio etico.

• Aggiornamento delle attività svolte dalle Nazioni Unite tramite la revisione dei mandati più lunghi di cinque anni, così che quelli ormai obsoleti possano essere revocati per lasciar spazio alle nuove priorità.

• Impegno a rivedere le regole e le politiche in materia di bilancio, finanza e risorse umane in modo tale che l’Organizzazione possa meglio fronteggiare le attuali esigenze; la liquidazione e redistribuzione una tantum del personale che garantisca all’Onu il personale appropriato per le sfide odierne.

AMBIENTE

• Riconoscimento della serietà delle sfide derivanti dai cambiamenti climatici e impegno ad agire nell’ambito della Convenzione quadro sui cambiamenti climatici delle Nazioni Unite. Sarà prestata l’opportuna assistenza ai paesi maggiormente vulnerabili, ad esempio i piccoli paesi insulari in via di sviluppo.

• Un accordo per la creazione di un sistema di allerta preventivo su scala mondiale per tutti i pericoli naturali.

ASSISTENZA SANITARIA INTERNAZIONALE

• Aumento progressivo della risposta a HIV/AIDS, tubercolosi e malaria, tramite prevenzione, cure, trattamenti terapeutici e assistenza, e la mobilitazione di risorse aggiuntive provenienti da fonti nazionali, bilaterali, multilaterali e private.

• Impegno a combattere le malattie infettive, che comprenda l’impegno a garantire la piena attuazione dei nuovi Regolamenti sanitari internazionali e il sostegno alla Rete mondiale di allarme e risposta in caso di scoppi di epidemie dell’Organizzazione mondiale della sanità.

ASSISTENZA UMANITARIA

• Migliorare la capacità del Fondo centrale di rotazione per le Emergenze per assicurare che i soccorsi umanitari arrivino in modo sicuro e immediato al verificarsi di un disastro.

• Riconoscimento dei Principi guida sui profughi come importante quadro legislativo internazionale per la loro protezione.

AGGIORNAMENTO DELLA CARTA DELL’ONU

• Decisione di modificare e aggiornare la Carta tramite:

• La dismissione del Consiglio di amministrazione fiduciaria, che marca l’esaurimento del ruolo storico dell’ONU nel campo della decolonizzazione;

• La cancellazione dei riferimenti anacronistici della Carta agli “stati nemici”.

Il testo completo del documento è disponibile in lingua originale in inglese sul sito del Vertice: www.un.org/summit2005

1 Queste sedi sono costituite da consigli di nove membri eletti democraticamente per guidare gli affari della comunità bahá’í nelle rispettive aree. All’interno del sistema bahá’í di amministrazione, esse sono chiamate «Assemblee Spirituali Nazionali».

2 Agenzie specializzate delle Nazioni Unite sono ad esempio: l’Organizzazione Mondiale della Sanità, la Banca Mondiale, l’Organizzazione dell’Educazione, della Scienza e della Cultura delle Nazioni Unite (UNESCO), e il Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia (UNICEF).

3 lo «stato consultivo» è concesso dalle Nazioni Unite a organizzazioni non governative che hanno dimostrato notevole esperienza e capacità di contribuire al raggiungimento degli obiettivi delle Nazioni Unite. Questo stato conferisce alle ONG la facoltà di presenziare e parlare a certi incontri delle Nazioni Unite, e veder tradotti e diffusi i propri documenti come documenti ufficiali delle Nazioni Unite.

4 In riferimento a questo principio, dai testi Bahá’í si legge, ad esempio, «...si tratta del principio che afferma che agli aderenti alla Fede di Bahá’u’lláh non è permesso partecipare, sia individualmente sia collettivamente, in Assemblee nazionali o locali, ad alcuna forma di attività che possa essere interpretata, e direttamente e indirettamente, come volontà di interferire negli affari politici di qualsivoglia governo». Shoghi Effendi, L’Ordine Mondiale di Bahá’u’lláh, Casa Editrice Bahá’í, Ariccia (Roma) 2003, p. 66.

5 Per una compilazione di citazioni su questo argomento, si rimanda al testo, in inglese: Political Non-Involvement and Obedience to Government. A Compilation of some of the Messages of the Guardian and the Universal House of Justice (1980). Scritto da Peter J. Khan. (Bahá’í Publications Australia). Si può ordinare all’indirizzo: http://www.bahaibookstore.com/productdetails.cfm?PC=2079

6 Shoghi Effendi, L’Ordine Mondiale di Bahá’u’lláh, p. 69. Vedi nota 4.

7 Bahá’u’lláh (2002), Gli Inviti del Signore degli Eserciti (Roma, Casa Editrice Bahá'í).

http://www.bahai.it/bibliotecadigitale/Gli%20inviti%20del%20Signore%20degli%20Eserciti.pdf

8 ‘Abdu’l-Bahá (1844-1921) era il figlio più grande di Bahá’u’lláh e Suo designato successore. Fu capo della comunità mondiale Bahá’í dal 1892 fino alla sua morte.

9 Abdu’l-Bahá (1988), Il Segreto della Civiltà Divina (Roma, Casa Editrice Bahá'í). http://www.bahai.it/bibliotecadigitale/Il%20Segreto%20della%20Civiltà%20Divina.pdf

10 Shoghi Effendi (Rabbani) (1987-1957) era il bis-nipote di Bahá’u’lláh, Fondatore della Fede bahá’í e fu chiamato alla guida (detta ‘Custodiato’) della Fede bahá’í nel 1921, nelle Ultime Volontà e Testamento di suo nonno, Abdu’l-Bahá. (Vedi nota 8).

11 Assemblea Spirituale Nazionale dei Bahá’í degli Stati Uniti e Canada (1981). The Bahá’í World: A Biennial International

Record, Volume 11: 1946-1950 (Wilmette, IL: Bahá’í Publishing Trust), pp. 43-44.

http://statements.bahai.org/47-0702.htm

12 Istituita dal Fondatore della Fede bahá’í, la Casa Universale di Giustizia è l’autorità legislativa della comunità mondiale Bahá’í, a cui Bahá’u’lláh conferisce l’autorità di legiferare in tutte le materie non specificatamente disciplinate dagli scritti Bahá'í. La Casa Universale di Giustizia è formata da nove membri eletti ad intervalli di cinque anni da tutti i membri delle istituzioni nazionali del mondo Bahá’í.

13 Casa Universale di Giustizia (1984). Ai Bahá’í del mondo, Riḍvan 1984. (Haifa, Israele. Centro Mondiale Bahá’í) (vedi Note bahá’í 2.4 [aprile 1984], inserto redazionale, p. 12-3).

14 Bahá’í International Community, Proposte per una Carta di revisioni sottoposta alle Nazioni Unite dalla Bahá’í International Community, in Casa Universale di Giustizia, The Bahá’í World 1954 – 1963 (Vail-Ballou Press, Inc., Binghamton, NY, 1970), pp. 795-799. http://statements.bahai.org/55-0501.htm

15 Bahá’í International Community (1995), Una svolta per tutte le nazioni (Roma, Casa Editrice Bahá'í). http://www.bahai.it/bibliotecadigitale/Una%20svolta%20per%20tutte%20le%20Nazioni.pdf

16 «Il sorgere della civiltà mondiale»; «La mèta di un nuovo Ordine Mondiale»: http://www.bahai.it/bibliotecadigitale/lOrdineMondialediBahaullah.pdf

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