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Bahá'u'lláh : Tavole di Bahá'u'lláh

TAVOLE DI BAHÁ’U’LLÁH RIVELATE DOPO IL KITÁB-I-AQDAS

Lawh-i-Karmil
(Tavola del Carmelo)

Sia gloria a questo Giorno, il Giorno in cui la fragranza della misericordia aleggia su tutte le cose create, un Giorno così benedetto che le età ed i secoli passati non potranno mai sperare di rivaleggiare con esso, un Giorno in cui il sembiante dell’Antico dei Giorni Si è volto verso la Sua santa sede. Al che, le voci di tutte le cose create e, al disopra di esse, quelle dell'Accolta celeste, si sono udite gridare: «Affrettati, o Carmelo, poiché, ecco, la luce del sembiante di Dio, il Sovrano del Regno dei Nomi, l'Artefice dei cieli, si è levata su di te».

Pervaso da trasporti di gioia ed alta levando la voce, esso ha così esclamato: «Che la mia vita Ti sia offerta in sacrificio, poiché hai fissato lo sguardo su me, profuso su me la Tua munificenza e diretto verso di me i Tuoi passi. La separazione da Te, o Sorgente di vita eterna, mi ha pressoché consunto e la lontananza dalla Tua presenza ha incenerito l'anima mia. Ogni lode a Te per avermi dato facoltà di udire il Tuo appello, per avermi onorato delle Tue orme e aver risvegliata l'anima mia con la fragranza vivificatrice del Tuo Giorno e la vibrante voce della Tua Penna, voce che Tu destinasti quale squillo di tromba fra la Tua gente. E quando sopravvenne l'ora in cui la Tua irresistibile Fede doveva essere manifestata, Tu alitasti un soffio del Tuo spirito nella Tua Penna ed, ecco, l'intera creazione si scosse fino alle fondamenta, svelando all'umanità i misteri celati entro i forzieri di Colui Che possiede tutte le cose create».

Non appena la sua voce ebbe raggiunto quell'eccelso Luogo, rispondemmo: «Rendi grazie al tuo Signore, o Carmelo. Il fuoco della tua separazione da Me ti stava rapidamente consumando, quand'ecco l'oceano della Mia presenza si gonfiò innanzi a te, allietando i tuoi occhi e gli occhi di tutta la creazione e deliziando ogni cosa visibile e invisibile. Esulta poiché Dio, in questo Giorno, ha posto il Suo trono su di te, ti ha fatto oriente dei Suoi segni e alba della Sua Rivelazione. Beato colui che gravita intorno a te, che proclama la rivelazione della tua gloria e narra di quello che la generosità del Signore tuo Dio ti ha elargito. Prendi il Calice dell'Immortalità in nome del tuo Signore, il Gloriosissimo, e rendiGli grazie inquantoché Egli, come pegno della Sua misericordia per te, ha cambiato la tua tristezza in gaudio e tramutato il tuo dolore in beatitudine. Egli, invero, ama il luogo che è divenuto sede del Suo trono, che i Suoi passi hanno calcato, che ha onorato con la Sua presenza, dal quale ha lanciato il Suo appello e sul quale ha versato le Sue lacrime.

«Chiama Sion, o Carmelo, e annunzia la lieta novella: Colui Che era celato agli occhi mortali è venuto! La Sua sovranità che tutto conquista è manifesta; il Suo splendore che tutto pervade è rivelato. Bada di non esitare o fermarti. Affrettati, e ruota intorno alla Città di Dio discesa dal cielo, la Kaaba celeste attorno alla quale hanno gravitato adoranti i favoriti di Dio, i puri di cuore e l'accolta degli angeli più eccelsi. Oh, come agogno di annunziare in ogni luogo sulla terra e di portare a ognuna delle sue città la lieta novella di questa Rivelazione - una Rivelazione alla quale il cuore del Sinai è stato attratto e nel nome della quale il Roveto Ardente esclama: 'A Dio, il Signore dei Signori, appartengono i regni della terra e del cielo'. Questo è invero il Giorno in cui a quest'annunzio terra e mare esultano, il Giorno pel quale sono state serbate le cose che Dio, con munificenza inconcepibile a mente o cuore mortali, ha stabilito di rivelare. Ben presto Dio farà navigare la Sua Arca su te e paleserà la gente di Bahá di cui si fa cenno nel Libro dei Nomi».

Santificato sia il Signore di tutta l'umanità, alla menzione del Cui nome tutti gli atomi della terra hanno vibrato e la Lingua della Grandezza è stata mossa a svelare ciò che era stato racchiuso nella Sua sapienza e celato nel tesoro della Sua possanza. In verità, pel potere del Suo nome, l'Onnipotente, il Possente, l'Altissimo, Egli è il Sovrano di tutto ciò che è nei cieli e sulla terra.

Lawh-i-Aqdas
(La Tavola Più Santa)1

Questa è la Tavola Più Santa inviata dal santo regno a chi ha volto il viso verso l'Oggetto dell'adorazione del mondo, Colui Che è disceso dal cielo dell'eternità, investito di gloria trascendente.

Nel nome del Signore, il Signore di grande gloria.

Questa è un'Epistola dalla presenza Nostra a colui al quale i veli dei nomi non hanno celato Dio, Creatore della terra e dei cieli, affinché i suoi occhi siano consolati nei giorni del suo Signore, l’Aiuto nel Pericolo, l’Esistente da Sé.

Dite, O seguaci del Figlio!2 Vi siete tagliati via da Me a cagione del Mio Nome? Perché non meditate in cuor vostro? Notte e dì avete invocato il vostro Signore, l'Onnipotente, ma allorquando Egli discese dal cielo dell’eternità nella Sua grande gloria, ve ne allontanaste, restando immersi nell'incuria.

Pensate a coloro che rifiutarono lo Spirito2 quand'Egli li sopraggiunse con evidente potestà. Quanti Farisei si erano rinchiusi in Suo nome nelle sinagoghe, lamentando la loro separazione da Lui, eppure allorché si spalancarono i portali della riunione e l'Astro divino rifulse luminoso dall'Oriente della Bellezza, non credettero in Dio, il Magnifico, il Possente. Non giunsero alla Sua presenza, benché il Suo avvento fosse stato promesso nel Libro di Isaia e nei Libri dei Profeti e dei Messaggeri. Nessuno di loro drizzò il volto verso l'Alba del favore divino eccetto coloro che erano privi di qualsiasi ascendente fra gli uomini. E invece, oggi, ogni uomo investito di sovranità e potere si pavoneggia nel Suo Nome. Rammenta, inoltre, colui che condannò a morte Gesù. Egli era il più dotto del Suo tempo nel Suo paese, mentre colui che era un semplice pescatore credette in Lui. Sta accorto e sii di coloro che ascoltano l'ammonimento.

Pensa inoltre quanti monaci, rinchiusi in questo tempo nelle chiese, invocano lo Spirito, ma allorché Egli apparve mediante il potere della Verità, non si accostarono a Lui e sono annoverati fra coloro che hanno errato lungi dalla retta via. Felice chi li ha abbandonati rivolgendo il viso verso Quei Che è il Desìo di tutti coloro che sono nei cieli e sulla terra.

Essi leggono il Vangelo, ma si rifiutano di riconoscere il Gloriosissimo Signore, nonostante che Egli sia venuto con la potenza del Suo eccelso, possente e benevolo dominio. In verità, per amor vostro siamo venuti, e abbiamo sopportato le calamità del mondo per la vostra salvazione. Fuggite da Colui Che ha sacrificato la vita perché possiate essere vivificati? Temete Dio, o seguaci dello Spirito, e non camminate sulle orme di ogni teologo sviato. V'immaginate ch'Egli insegua i proprî interessi, quando è sempre stato minacciato dalle spade dei nemici; o che miri alle vanità del mondo, Lui Che è imprigionato nella più desolata delle città? Siate equi nel giudicare e non seguite le orme degli ingiusti.

Aprite le porte dei vostri cuori. In verità, Colui Che è lo Spirito sta innanzi ad esse. Perché mai vi tenete lontani da Colui Che Si è proposto di attrarvi presso un Sito Risplendente? Dì: in verità, vi abbiamo aperto i cancelli del Regno. Vorrete voi sbarrarMi in faccia le porte delle vostre case? Questo, è, certamente, un doloroso errore. In verità, ancora una volta Egli è disceso dal Cielo, come ne discese la prima volta. Badate a non repugnare a ciò ch'Egli proclama, come la gente prima di voi repugnò alle Sue parole. Così vi consiglia l'Unico Vero, se solo lo capiste.

Il fiume Giordano è sfociato nel Più Grande Oceano e nella valle santa il Figlio esclama: «Eccomi, eccomi o Signore, mio Dio!», mentre il Sinai gravita adorante attorno alla Casa e il Roveto Ardente grida a gran voce: «Colui Che è il Desiato è giunto nella Sua trascendente maestà». Dite, ecco! Il Padre è giunto e ciò che vi è stato promesso nel Regno s'è adempiuto! Questa è la Parola che il Figlio celò, quando, a coloro che Gli stavano attorno disse: «Per ora non potete comprenderla». E quando il tempo fissato fu compiuto e cadde l'Ora, la Parola rifulse all'orizzonte della Volontà di Dio. O seguaci del Figlio, attenti a non gettarvela alle spalle. Afferratela saldamente. Meglio è questo per voi di tutto ciò che possedete. In verità, Egli è vicino ai bene operanti. L'Ora, la cui conoscenza abbiamo Noi celata ai popoli della terra e degli angeli favoriti, è sopraggiunta. Dì, in verità, Egli ha testimoniato di Me e Io testimonio di Lui. Invero, Egli non intendeva altri che Me. Ne fa fede ogni anima equa e perspicace.

Benché assaliti da innumerevoli afflizioni, chiamiamo i popoli a convegno innanzi a Dio, il Signore dei nomi. Dite, cercate di raggiungere ciò che vi è stato promesso nei libri di Dio e non seguite le vie degl'ignoranti. Il Mio corpo ha sopportato la prigionia perché foste liberati dal servaggio al vostro io. Volgete dunque il viso verso il Suo sembiante e non seguite le norme di ogni ostile oppressore. In verità, Egli ha accettato amare umiliazioni, acciocché poteste pervenire alla gloria, ma voi invece vi gingillate nella valle dell'incuria. In verità, per amor vostro, Egli vive nella più squallida delle dimore, mentre voi albergate in palazzi.

Dite, non udiste la Voce del Banditore alta levarsi nelle plaghe del Bayán, ad annunciarvi la lieta novella della venuta del vostro Signore, il Misericordiosissimo? Ecco! Egli è giunto nell'ombra protettrice della Testimonianza, col suffragio di prove e segni decisivi e chi crede sinceramente in Lui considera la Sua presenza come la personificazione del Regno di Dio. Beato l'uomo che a Lui si volge e male incolga ai dubbiosi e ai negatori.

Annunzia ai preti: Ecco! Colui Che è il Reggitore è giunto. Esci da dietro il velo nel nome del tuo Signore, Colui Che abbassa la cervìce d'ogni uomo. Indi proclama a tutta l'umanità la lieta novella di questa possente, gloriosa Rivelazione. Invero, Colui Che è lo Spirito di Verità è venuto per guidarvi a tutta la verità. Egli non parla secondo i suggerimenti del Suo io, ma come Gli comanda Colui Che è l'Onnisciente, il Sapientissimo.

Dì, questi è Colui Che ha glorificato il Figlio ed esaltato la Sua Causa. O popoli della terra, gettate via quello che avete e avvinghiatevi a ciò che vi è stato comandato dall'Onnipotente, Colui Che è Latore del Pegno di Dio. Purificatevi le orecchie e volgete il cuore verso di Lui, affinché possiate ascoltare il mirabile Appello lanciato dal Sinai, dimora del vostro Signore, il Gloriosissimo. Per certo esso vi sospingerà presso il Sito ove scorgerete lo splendore della luce del Suo sembiante, che rifulge su questo limpido Orizzonte.

O accolta di sacerdoti! Lasciate le campane, indi uscite dalle vostre chiese. Fa d'uopo, in questo giorno, che a gran voce proclamiate fra le nazioni il Più Grande Nome. Preferite tacere, mentre ogni pietra e ogni albero gridano forte: «Il Signore è venuto nella Sua grande gloria!»? Fortunato l'uomo che si affretta verso di Lui. In verità, egli è annoverato fra coloro i cui nomi saranno ricordati per l'eternità, coloro che saranno menzionati dalle Superne Schiere. Così ha decretato lo Spirito in questa Tavola meravigliosa. Chi invita gli uomini in Mio nome è, invero, dei Miei e mostrerà cose che travalicano il potere di tutti coloro che sono sulla terra. Seguite la Via del Signore e non camminate sulle orme di chi è immerso nell'incuria. Fortunato il dormiente che la Brezza di Dio ridesta e che, volgendo i passi verso la Via del Signore, risuscita dai morti. In verità, all'occhio di Dio, l'Unico Vero, un tal uomo è reputato gioiello tra gli uomini e annoverato fra i beati.

Dì: In Oriente è sorta la Luce della Sua Rivelazione; in Occidente sono apparsi i segni della Sua potenza. O genti, meditate ciò in cuor vostro e non siate di coloro che errarono dolorosamente allorché, per ordine del Lodatissimo, l'Onnipotente, li sopravvenne il Mio Ricordo. Lasciate che la Brezza di Dio vi ridesti. In verità, essa ha spirato sopra il mondo. Fortunato chi ne ha scoperto la fragranza ed è stato annoverato tra coloro che son certi.

O accolta di vescovi! Siete le stelle del cielo della Mia sapienza. La Mia misericordia non desidera che cadiate sulla terra. Ma la Mia giustizia dichiara: «Questo è ciò che il Figlio ha decretato». E qualsiasi cosa sia uscita dalla Sua impeccabile, veritiera, fida bocca non potrà mai essere alterata. Le campane, invero, risuonano il Mio nome e si lamentano per Me, ma il Mio spirito gioisce con palese felicità. Il corpo dell'Amatissimo anela alla croce e il Suo capo è ansioso di essere colpito dalla lancia sul sentiero del Misericordiosissimo. La tirannia dell'oppressore non può comunque distrarLo dal Suo intento. Abbiamo chiamato tutte le cose a convegno innanzi al Tuo Signore, Re di tutti i nomi. Beato l'uomo che ha volto la faccia verso Dio, Signore del Dì del Rendiconto.

O accolta di monaci! Se sceglierete di seguirMi, vi farò eredi del Mio Regno; e se trasgredirete il Mio comando, nella Mia tolleranza, lo sopporterò pazientemente; in verità, sono il Longanime, il Misericordiosissimo.

O terra di Siria! Cos'è accaduto della tua giustizia? In verità, ti hanno nobilitata le orme del tuo Signore. Hai colto la fragranza della celeste riunione, o sei da annoverar fra gli incuranti?

Betlemme è scossa dalla Brezza di Dio. Udiamo la sua voce proferire: «O generosissimo Signore! Dov'è insediata la Tua grande gloria? Pur consunta per la separazione da Te, i dolci aromi della Tua presenza Mi hanno vivificata. Lodato sii Tu, perché hai sollevato i veli e sei venuto con potenza in gloria manifesta». Da dietro il Tabernacolo della Maestà e della Grandezza le gridammo: «O Betlemme! Questa Luce, sorta in oriente, s'è mossa verso occidente, finché non t'ha raggiunta nella sera della sua vita. Dimmi dunque: I figli riconoscono il Padre e Lo seguono, oppure Lo rinnegano, come la gente d'un tempo rinnegò Lui (Gesù)?» Al che essa esclamò: «Tu sei in verità l'Onnisciente, Colui Che tutto conosce». In verità, vediamo tutte le cose create muoversi per renderCi testimonianza. Talune Ci conoscono e rendono testimonianza, ma per lo più rendono testimonianza, eppur non Ci conoscono.

Il monte Sinai, fremente di gioia nel mirare il Nostro volto, levata la sua voce incantatrice in glorificazione del suo Signore, ha detto: «O Signore! Respiro il profumo della Tua veste. Ti sento vicino, investito dei segni di Dio. Hai nobilitato queste plaghe coi Tuoi passi. Grande è la benedizione del Tuo popolo, se solo Ti conoscesse e aspirasse i Tuoi dolci aromi; e mal incolga a coloro che sono profondamente addormentati».

Felice te che hai drizzato il volto verso il Mio sembiante, perché hai squarciato i veli, infranto gl'idoli e riconosciuto il tuo eterno Signore. La gente del Corano è insorta contro di Noi senza chiari segni e prove, tormentandoCi a ogni passo con una nuova afflizione. S'illudono stoltamente che le tribolazioni possano frustrare il Nostro Intento: vano è ciò che si sono immaginati; in verità, il tuo Signore è Colui Che dispone tutto quel che Gli aggrada.

Mai sono passato accanto a un albero senza che il Mio cuore gli si rivolgesse dicendo: «Fossi tu abbattuto in nome Mio e il Mio corpo su te crocifisso!» Rivelammo questo passo nell'Epistola allo Scià, acciocché servisse da monito ai seguaci delle religioni. In verità, il tuo Signore è l'Onnisciente, il Sapientissimo.

Non ti addolorino le cose che hanno perpetrato. In verità sono come morti, non vivi. Lasciali ai morti, e volgi il viso verso Colui Che è il Vivificatore del mondo. Bada che i detti degli incuranti non ti rattristino. Sii saldo nella Causa e insegna alla gente con consumata saggezza. Così t'ammonisce il Reggitore della terra e del cielo. In verità, Egli è l'Onnipotente, il Generosissimo. Tra non molto Iddio magnificherà il tuo ricordo e annoterà con la Penna della Gloria ciò che proferisti, ispirato dal Suo amore. In verità, Egli è il Protettore dei bene operanti.

Porta il Mio ricordo a colui che si chiama Murád e dì:«Te beato, Murád, che hai respinto i suggerimenti del tuo capriccio e seguito Colui Che è il Desìo di tutta l'umanità».

Dì: Beato il dormiente che la Mia Brezza ha risvegliato. Beato l'esanime che i miei aliti vivificanti hanno rianimato. Beato l'occhio che il mirar la Mia Bellezza ha consolato. Beato il viandante che ha volto i passi verso il Tabernacolo della Mia gloria e della Mia maestà. Beato l’afflitto che cerca riparo all'ombra del Mio baldacchino. Beato l'assetato che si affretta verso le acque dolcemente scorrenti del Mio tenero amore. Beata l'anima insaziabile che per amor Mio getta via i desideri dell’io e prende posto alla mensa che ho inviato per i Miei eletti dal cielo del divino favore. Beato l'oppresso che si afferra alla corda della Mia gloria, e il bisognoso che si rifugia all'ombra del Tabernacolo della Mia ricchezza. Beato l’ignorante che cerca la fonte del Mio sapere, e l'incurante che s'aggrappa alla corda della Mia rimembranza. Beata l'anima che, resuscitata dalle Mie brezze salutari, è stata accolta nel Mio celeste Reame. Beato l'uomo che i dolci aromi della riunione con Me hanno ridestato e sospinto presso l'Oriente della Mia Rivelazione. Beato l'orecchio che ha udito, e la bocca che ha reso testimonianza, e l'occhio che ha visto e riconosciuto il Signore, nella Sua grande gloria e maestà, ammantato di grandezza e di potere. Beati coloro che sono giunti al Suo cospetto. Beato l'uomo che ha cercato lume dall'astro della Mia Parola. Beato colui che si è cinto il capo col diadema del Mio amore. Beato colui che, sentito del Mio dolore, s'è levato per aiutarMi tra la Mia gente. Beato colui che ha immolato la vita sul Mio sentiero e sopportato molteplici afflizioni per amore del Mio Nome. Beato l'uomo che, certo della Mia Parola, s'è levato di fra i morti per celebrare la Mia lode. Beato colui che, inebriato dalle Mie meravigliose melodie, ha squarciato i veli mediante il potere della Mia possanza. Beato colui che è rimasto fedele al Mio Patto, colui al quale le cose del mondo non hanno impedito di pervenire alla Mia Santa Corte. Beato l'uomo che si è distaccato da tutto tranne Me, che si è librato nell'atmosfera del Mio amore, che è stato accolto nel Mio Regno, che ha mirato i Miei reami di gloria, libato le acque vive del Mio favore, bevuto a sazietà dal fiume celeste della Mia amorosa provvidenza, conosciuto la Mia Causa, compreso ciò che Io riposi nel tesoro delle Mie Parole, colui che ha brillato all'orizzonte del divino sapere, intento a lodarMi e glorificarMi. In verità, Egli è Mio. A lui la Mia misericordia, il Mio tenero amore, il Mio favore e la Mia gloria.

? Detta, talvolta, Tavola ai Cristiani.
? Gesù.
BISHÁRÁT
(Liete Novelle)

Questo è l'Appello del Gloriosissimo, proclamato dal Supremo Orizzonte nella Prigione di 'Akká

Egli è l'Espositore, l'Onnisciente, Colui Che di tutto ha contezza.

Dio, l'Unico Vero, attesta e i Rivelatori dei Suoi nomi e dei Suoi Attributi rendono testimonianza che, nel lanciare quest'Appello e nel proclamare il Suo Verbo sublime, Nostro unico scopo è che, per opera delle acque vive della favella divina, l'orecchio dell'intera creazione sia purificato da favole mendaci e porga ascolto alla santa, gloriosa ed eccelsa Parola scaturita dal sito ov'è serbato il sapere dell'Artefice dei Cieli e Creatore dei Nomi. Felici coloro che giudicano equamente.

O popoli della terra!
La prima Lieta Novella

che, in questa Somma Rivelazione, il libro Primigenio ha annunziato a tutti i popoli del mondo è che la legge della guerra santa è stata revocata. Sia glorificato il Misericordiosissimo, il Signore dalle copiose grazie, per il Quale la porta del divino favore è stata spalancata innanzi a tutti coloro che sono in cielo e sulla terra.

La seconda Lieta Novella

Si dà licenza ai popoli e alle tribù del mondo di radunarsi e stare assieme con gioia ed esultanza. O genti! Associatevi con i seguaci di tutte le religioni in ispirito d'amicizia e fratellanza. Così l'astro della Sua sanzione e autorità ha brillato all'orizzonte del decreto di Dio, Signore dei mondi.

La terza Lieta Novella

riguarda lo studio dei diversi idiomi. Questo decreto era già fluito dalla Penna dell'Altissimo: È necessario che i sovrani del mondo - Iddio li assista - o i ministri della terra, dopo essersi consultati, adottino una delle lingue esistenti, o una nuova, da insegnarsi ai bambini nelle scuole di tutto il mondo e analogamente una scrittura. In tal modo la terra sarà considerata un unico paese. Felice chi ascolta il Suo Appello e osserva ciò che gli è stato ordinato da Dio, Signore del Possente Trono.

La quarta Lieta Novella

Se uno dei re - Iddio li assista - si leverà per proteggere e aiutare questa gente oppressa, tutti devono gareggiare nell'amarlo e nel servirlo: è un obbligo per ciascuno. Felice chi vi si conforma.

La quinta Lieta Novella

In qualunque paese risieda, questa gente deve comportarsi verso il governo con lealtà, onestà e sincerità. Questo è ciò che è stato rivelato per decreto di Colui Che è l'Ordinatore, l'Antico dei Giorni.

È doveroso e obbligatorio che tutti i popoli del mondo, senza eccezioni, porgano aiuto a questa poderosa Causa, discesa dal cielo del Volere del sempiterno Iddio, cosicché, per opera delle acque vive della divina saggezza e in virtù dei consigli e delle esortazioni celestiali, si spenga il fuoco dell'animosità divampante nei cuori di alcuni popoli della terra e la luce dell'unità e della concordia rifulga, riversando sul mondo il suo splendore.

Nutriamo speranza che, grazie agli zelanti sforzi di coloro che sono gli esponenti della potestà di Dio - sia esaltata la Sua gloria - gli strumenti della guerra siano dappertutto trasformati in mezzi di ricostruzione e fra gli uomini ogni lotta e conflitto sian rimossi.

La sesta Lieta Novella

è l'instaurazione della Pace Minore, i cui dettagli la Nostra Eccelsa Penna ha già rivelato. Grande è la benedizione di chi la promuove e osserva quanto è stato disposto da Dio, l'Onnisciente, il Sapientissimo.

La settima Lieta Novella

Si lasciano alla discrezione degli uomini la scelta delle vesti e il taglio e la foggia della barba. Ma badate, o genti, a non farvi zimbello dei villani.

L'ottava Lieta Novella

Le pie opere dei monaci e dei preti fra i seguaci dello Spirito1 - la pace di Dio sia con Lui - sono ricordate al Suo cospetto. Ma in questo Giorno smettano di vivere in clausura e volgano i passi verso l'aperto mondo e si dedichino a ciò che gioverà a loro e agli altri. Abbiamo dato loro il permesso di unirsi in matrimonio, acciocché procreino chi faccia menzione di Dio, Signore del visibile e dell'invisibile, Signore dell'Eccelso Trono.

La nona Lieta Novella

Il peccatore, quando si sente completamente distaccato e libero da tutto fuorché Dio, deve implorare la Sua indulgenza e il Suo perdono. La confessione di peccati e colpe davanti a creature umane non è permessa, perché ciò non ha mai comportato, né mai comporterà il perdono di Dio. Inoltre la confessione innanzi a un uomo è motivo di mortificazione e umiliazione e Dio - sia esaltata la Sua gloria - non desidera l'umiliazione dei Suoi servi. In verità Egli è il Compassionevole, il Misericorde. Il peccatore, deve, in solitudine dinanzi a Dio, invocare misericordia dall'Oceano della misericordia e impetrare perdono dal Cielo della generosità, dicendo:

O Dio, mio Dio! T'imploro per il sangue dei Tuoi veri amanti i quali furono così rapiti dalla Tua dolce parola che corsero verso il Fastigio della Gloria, il sito del gloriosissimo martirio, e Ti supplico per i misteri che si trovano racchiusi nella Tua sapienza e per le perle custodite nell'oceano della Tua munificenza di concedere il perdono a me, a mio padre e a mia madre. Tra coloro che mostrano misericordia, in verità, Tu sei il Più Misericorde. Non v'è Dio all'infuori di Te, il Longanime, il Più Munifico.

O Signore! Tu vedi questa essenza d'iniquità volgersi all'oceano del Tuo favore e questa debole creatura cercare il regno della Tua divina potenza e questo povero essere protendersi verso l'astro della Tua ricchezza. Per la Tua misericordia e la Tua grazia, non deluderlo, o Signore, non privarlo delle rivelazioni della Tua munificenza nei Tuoi giorni, non scacciarlo dalla Tua porta che hai spalancato a tutti coloro che dimorano nel Tuo cielo e sulla Tua terra.

Ahimè! Ahimè! I miei peccati mi hanno impedito di avvicinarmi alla Corte della Tua santità e le mie colpe mi hanno fatto smarrire lungi dal Tabernacolo della Tua maestà. Ho commesso ciò che mi proibisti e trascurato ciò che mi ordinasti.

Ti prego, per Colui Che è il sovrano Signore dei Nomi, di decretare per me, con la Penna della Tua munificenza, ciò che mi permetterà di avvicinarmi a Te e mi purificherà dai miei misfatti che si sono interposti tra me e la Tua indulgenza e il Tuo perdono.

In verità, Tu sei il Potente, il Munifico. Non v’è Dio all'infuori di Te, il Possente, il Benigno.

La decima Lieta Novella

In pegno di grazia da Dio, Rivelatore di questo Sommo Annunzio, abbiamo rimosso dalle Sacre Scritture e dalle Tavole Sante la legge che prescrive la distruzione dei libri.

L'undicesima Lieta Novella

È permesso studiare le scienze e le arti, ma quelle scienze che siano di utilità e vantaggio al progresso e al miglioramento dei popoli. Così ha decretato Colui Che è l'Ordinatore, l'Onnisciente.

La dodicesima Lieta Novella

S'ingiunge a ciascuno di voi di dedicarsi a una forma di occupazione, come mestieri, commerci e simili. Ci siamo degnati d'innalzare il vostro impiego nel lavoro al rango dell'adorazione a Dio, l'Unico Vero. Riflettete in cuor vostro sulla grazia e sui doni di Dio e ringraziateLo all'alba e all'imbrunire. Non sciupate il tempo nell'ozio e nell'indolenza, ma occupatevi di ciò che possa recare profitto a voi e agli altri. Così è stato decretato in questa Tavola dal cui orizzonte l'astro della saggezza e della parola risplende luminoso.

Agli occhi di Dio, il più spregevole fra gli uomini è colui che sta pigramente seduto e mendica. Aggrappatevi alla corda dei mezzi materiali, con piena fiducia in Dio, di tutti i mezzi Provvidente. Quando l'uomo si dedica a un mestiere o a un commercio, al cospetto di Dio questa sua occupazione è in sé considerata un atto di preghiera; e ciò altro non è che un pegno del Suo onnicomprensivo, infinito favore.

La tredicesima Lieta Novella

Gli uomini della Casa di Giustizia di Dio sono stati incaricati di occuparsi degli affari pubblici. In verità, essi sono i Fiduciari di Dio fra i Suoi servi e le albe dell'autorità nei Suoi paesi.

O genti di Dio! Ciò che ammaestra il mondo è la Giustizia, perché essa è sorretta da due colonne, ricompensa e punizione. Queste due colonne sono fonti di vita per il mondo. Giacché ogni giorno v'è un nuovo problema e per ciascun problema una risoluzione pertinente, questi casi devono essere deferiti ai Ministri della Casa di Giustizia, affinché essi agiscano secondo le necessità e i requisiti del momento. Coloro che si levano a servire la Sua Causa per amor di Dio ricevono dal regno invisibile la divina ispirazione. È doveroso che tutti li obbediscano. Gli affari di stato devono essere deferiti alla Casa di Giustizia, ma gli atti di culto siano espletati conforme a ciò che Dio ha rivelato nel Suo Libro.

O genti di Bahá! Siete albe dell'amor di Dio e orienti della Sua dolce bontà. Non insozzatevi la bocca con calunnie e imprecazioni e custodite i vostri occhi da ciò che è sconveniente. Esponete ciò che possedete: se viene accolto con favore, lo scopo è raggiunto; altrimenti, vana è ogni protesta. Lasciate quell'anima a se stessa e rivolgetevi a Dio, il Patrono, l'Esistente da Sé. Non siate cagione di dolore e tanto meno di lotta e di discordia. Nutriamo speranza che otteniate la vera educazione all'ombra dell’albero delle Sue tenere misericordie e che agiate in conformità dei desideri di Dio. Siete tutti foglie di un unico albero e gocce di uno stesso oceano.

La quattordicesima Lieta Novella

Non è necessario intraprendere viaggi appositamente per visitare le sepolture dei defunti. Chi, avendo larghezza di mezzi, ne offra invece il costo alla Casa di Giustizia, farà cosa gradita e ben accetta al cospetto di Dio. Felice chi osserva i Suoi precetti.

La quindicesima Lieta Novella

Benché la forma di governo repubblicana sia di profitto a tutti i popoli del mondo, nondimeno la maestà della corona è uno dei segni di Dio. Non desideriamo che i paesi del mondo ne vengano privati. Se i sagaci combineranno le due forme in una sola, grande sarà la loro ricompensa presso Dio.

Nelle antiche religioni erano state formulate e sanzionate, secondo le esigenze del tempo, certe ordinanze come la guerra santa, la distruzione dei libri, la proibizione di fare conoscenza e stringere amicizia con altri popoli o di leggere certi libri; ma in questa possente Rivelazione, in questo poderoso Annunzio, gl'infiniti doni e favori di Dio hanno protetto tutti gli uomini e dall'orizzonte del Volere del Sempiterno Signore il Suo infallibile decreto ha prescritto ciò che abbiamo or ora esposto.

Rendiamo lode a Dio - santificato e glorificato Egli sia - per tutto ciò che Si è degnato di rivelare in questo Giorno benedetto, glorioso e incomparabile. In verità, se sulla terra ciascuno avesse una miriade di lingue e tutti lodassero Dio e magnificassero il Suo nome di continuo fino alla fine che non ha fine, il loro render grazia non sarebbe commisurato neppure ad uno dei benevoli favori che abbiamo menzionato in questa Tavola. Ogni uomo dotato di saggezza e perspicacia, di comprensione e di sapere ne fa fede.

Supplichiamo ardentemente Iddio - sia esaltata la Sua gloria - di aiutare governanti e sovrani, che sono esponenti del potere e albe della gloria, ad applicare le Sue leggi e ordinanze. In verità, Egli è l'Onnipotente, il Forte, Colui Che è avvezzo a rispondere alle invocazioni degli uomini.

TARÁZÁT
(Ornamenti)

Nel Mio Nome, che s'erge supremo sovra tutti i nomi

Lode e gloria si confanno al Signore dei Nomi, Creatore dei cieli, a Lui, le onde dell'oceano della Cui Rivelazione spumeggiano innanzi agli occhi dei popoli del mondo. L'Astro della Sua Causa traluce attraverso tutti i veli e la Sua Parola di affermazione è fuori dall'ambito della negazione. Né violenza di oppressore né soperchierie di malvagi hanno potuto ostacolare il Suo Intento. Glorificata è la Sua sovranità, eccelso il Suo dominio!

Gran Dio! Benché i Suoi segni abbiano pervaso il mondo e le Sue prove e le Sue testimonianze risplendano chiare e palesi come luce, nondimeno gli ignoranti si mostrano infingardi, anzi ribelli. Si fossero accontentati dell'opposizione! Continuano invece a complottare per abbattere il sacro Albero di Loto. Sin dall'alba di questa Rivelazione le personificazioni dell'egoismo, usando crudeltà e oppressione, hanno cercato di spegnere la Luce della divina manifestazione. Ma Dio, fermate le loro mani, con la Sua potestà sovrana, rivelò questa Luce e la protesse mediante il potere della Sua possanza, finché terra e cielo non s'illuminarono della sua radiosità e lucentezza. Sempre sia lode a Lui.

Gloria a Te, Signore del mondo e Desìo delle nazioni, o Tu Che Ti sei palesato nel Più Grande Nome per il quale le perle della saggezza e della parola sono apparse dalle conchiglie del grande mare del Tuo sapere e i cieli della divina rivelazione sono stati adornati con la luce della visione del Sole del Tuo sembiante.

Ti supplico, per quella Parola per la quale la Tua prova fu completata fra le Tue creature e la Tua testimonianza adempiuta fra i Tuoi servi, di rafforzare il Tuo popolo in ciò per cui il volto della Causa risplenderà nel Tuo impero, gli stendardi del Tuo potere saranno issati fra i Tuoi servi e i vessilli della Tua guida dispiegati in tutti i Tuoi dominî.

Mio Signore! Tu li vedi afferrarsi alla corda della Tua grazia e aggrapparsi all'orlo del manto della Tua beneficenza. Disponi per loro ciò che li tragga presso di Te e tienili lontani da tutto fuorché Te. Ti supplico, o Tu Re dell'esistenza e Patrono del visibile e dell'invisibile, di fare di chiunque si levi a servire la Tua Causa un mare ondeggiante secondo il Tuo desiderio, di farlo avvampare col fuoco del Tuo Sacro Albero, rifulgere all'orizzonte del cielo della Tua volontà. In verità Tu sei il Possente, Che né il potere di tutto il mondo né la forza delle nazioni possono svigorire. Non v'è altro Dio che Te, l'Uno, l'Incomparabile, il Protettore, l'Esistente da Sé.

O tu che hai libato il vino della Mia favella dal calice del Mio sapere! Oggi, dal fruscìo del divino Albero di Loto che il Signore dei Nomi ha piantato nell'eccelso Paradiso con la mano del potere celestiale, si sono udite queste sublimi parole:

II primo Taráz

e il primo fulgore albeggiato all'orizzonte del Libro Primigenio è che l'uomo conosca se stesso e discerna ciò che conduce alla grandezza o all'umiliazione, alla gloria oppure al disonore, alla ricchezza ovvero alla miseria. Pervenuto allo stadio del compimento e raggiunta la maturità, egli ha bisogno del benessere che, quando sia acquisito mediante mestieri o professioni, è lodevole e meritorio a giudizio dei saggi e specialmente agli occhi dei servi dediti all'educazione del mondo e all'edificazione dei suoi popoli. In verità, essi sono coppieri dell'acqua vivificante del sapere e guide verso la via ideale; sospingono i popoli del mondo verso la retta via e li informano di ciò che reca all'uomo innalzamento ed elevazione. Il retto sentiero è quello che conduce l'uomo all'oriente della percezione e all'alba del vero discernimento e lo porta a ciò che gli conferirà gloria, onore e grandezza.

È Nostra speranza che, grazie al tenero amore dell'Onnisciente, del Sapientissimo, sia dissipata la polvere ottenebrante e sviluppato il potere di percezione, acciocché le genti scoprano il fine per cui sono state tratte all'esistenza. In questo Giorno tutto ciò che giova a ridurre la cecità e ad acuire la visione spirituale è degno di considerazione. Questa visione funge da fattore e da guida verso la vera conoscenza. In verità, a giudizio dei saggi l'acutezza dell'intelletto è dovuta all'acutezza della visione spirituale. Le genti di Bahá devono in ogni circostanza attenersi a ciò che è opportuno e conveniente ed esortare gli altri ad agire in egual modo.

II secondo Taráz

è di accostarsi ai seguaci di tutte le religioni in ispirito di amicizia e fratellanza, di proclamare ciò che fu annunziato da Colui Che parlò sul Sinai e di attenersi in tutto all'imparzialità.

Coloro che sono pervasi di sincerità e fedeltà devono associarsi a tutte le genti e le tribù della terra con gioia ed esultanza, poiché lo stare assieme ha sempre promosso e continuerà a promuovere l'unità e la concordia, che a loro volta contribuiscono al mantenimento dell'ordine del mondo e alla rigenerazione dei popoli. Beati coloro che, liberi da odio e animosità, si aggrappano alla corda della gentilezza e della tenera misericordia.

Questo Vilipeso esorta tutti a mostrare tolleranza e rettitudine, che sono due luci nelle tenebre del mondo e due educatori per l'edificazione dell'umanità. Felice chi le ha conseguite e mal incolga agli incuranti.

II terzo Taráz

riguarda il buon carattere. In verità, il buon carattere è il manto più prezioso che Dio abbia dato agli uomini. Egli ne adorna i templi dei Suoi amati. Per la Mia vita! La luce del buon carattere eclissa lo sfolgorar del sole: chi lo acquisisce è stimato gioiello tra gli uomini. La gloria e l'edificazione del mondo dipendono da esso. Il buon carattere è un mezzo con cui gli uomini sono guidati verso la Retta Via e condotti al Grande Annunzio. Fortunato chi è adorno dei santi attributi e del carattere delle Superne Schiere.

Si conviene che teniate sempre gli occhi fissi su giustizia ed equità. Nelle Parole Celate, la Nostra Augustissima Penna ha rivelato queste sublimi parole: «O Figlio dello Spirito! Ai Miei occhi la più diletta di tutte le cose è la Giustizia; non allontanartene se desideri Me e non trascurarla, acciocché Io possa aver fiducia in Te. Col suo aiuto ti sarà possibile discernere con i tuoi occhi e non con gli occhi degli altri e apprendere per cognizione tua e non del tuo vicino. Pondera ciò nel tuo cuore, come t'incombe d'essere. In verità la Giustizia è il Mio dono a te e l'emblema del Mio tenero amore. Tienila adunque innanzi agli occhi».

Le anime giuste ed equanimi nel giudicare occupano uno stadio sublime e detengono un eccelso rango: da esse la luce della devozione e della rettitudine risplende luminosa. Speriamo ardentemente che nessun popolo e nessun paese del mondo si privi degli splendori di questi due luminari.

II quarto Taráz

riguarda la fidatezza. In verità essa è apportatrice di sicurezza per tutti coloro che dimorano sulla terra e pegno di gloria dal Misericorde; in verità, chi ne è partecipe è a parte dei tesori della ricchezza e della prosperità. La fidatezza è il sommo portale verso la tranquillità e la sicurezza dei popoli. In verità da essa è dipesa e pur dipende la stabilità di tutti gli affari; dalla sua luce i domini del potere, della grandezza e della prosperità sono tutti rischiarati.

Or non è molto la Penna dell'Altissimo rivelò queste sublimi parole: «Ti menzioneremo ora la Fidatezza e il suo stadio agli occhi di Dio, tuo Signore, Signore del Possente Trono. Un giorno dei giorni Ci recammo nella Nostra Verde Isola. Ivi giunti, vedemmo rivoli scorrenti, e alberi lussureggianti, e la luce del sole giocar frammezzo. Volgendo il viso a destra, scorgemmo ciò che la penna è incapace di descrivere; né è possibile esprimere ciò che gli occhi del Signore dell'umanità videro in quel Sito santificato, sublime, benedetto ed esaltato. Indi, volgendoCi verso sinistra, ponemmo lo sguardo su una delle Bellezze del Paradiso Più Sublime che, ritta su colonna di luce, diceva a gran voce: “O abitatori della terra e del cielo! Ammirate la Mia bellezza, e la Mia radiosità, e la Mia rivelazione, e il Mio fulgore. In nome di Dio, l'Unico Vero! Io sono la Fidatezza e la sua rivelazione, e la sua bellezza. Ricompenserò chiunque a Me si afferri e riconosca rango e stadio e si aggrappi all'orlo del Mio manto. Sono sommo ornamento delle genti di Bahá e veste gloriosa per tutti coloro che si trovano nel regno del creato. Sono strumento supremo per la prosperità del mondo e orizzonte di certezza per tutti gli esseri”. Cosi abbiamo inviato per te ciò che trarrà gli uomini presso il Signore del creato».

O genti di Bahá! In verità la fidatezza è il migliore vestimento per i vostri templi, il più glorioso dei diademi per le vostre teste. Avvinghiatevi ad essa per intimazione di Colui Che è l'Ordinatore, Colui Che di tutto ha contezza.

II quinto Taráz

riguarda il proteggere e il preservare gli uffici dei servi di Dio. Non si deve ignorare la verità dei fatti, sebbene esternare ciò che è giusto e vero. Non neghino ad alcuno, le genti di Bahá, la dovuta ricompensa; trattino, bensì, gli artigiani con il dovuto rispetto, senza insozzarsi la bocca con insulti, come fecero le antiche genti.

In questo Giorno il sole dell'artigianato risplende all’orizzonte dell’occidente e il fiume delle arti scaturisce dai suoi mari. Si deve parlare onestamente e apprezzare questo dono. Per la vita di Dio! La parola «Equità» risplende chiara e luminosa come il sole. Preghiamo Iddio che Si degni di riversarne su tutti il fulgore. In verità, potente sopra tutte le cose è Colui Che è incline a rispondere ad ogni preghiera.

In questi giorni la veracità e la sincerità sono dolorosamente afflitte tra le grinfie della falsità e la giustizia è tormentata dalla sferza dell'iniquità. Il fumo della corruzione ha avviluppato il mondo intero a tal segno che in ogni dove si vedono solo reggimenti di soldati e in ogni terra non si sente altro che fragor di spade. Supplichiamo Dio, l'Unico Vero, di rafforzare coloro che esercitano il Suo potere in ciò che riabiliterà il mondo e porterà tranquillità fra le nazioni.

II sesto Taráz

I1 sapere è uno dei miracolosi doni di Dio. È doveroso che tutti se ne impadroniscano. Le arti e i mezzi materiali oggi manifesti sono stati acquisiti in virtù del Suo sapere e della Sua saggezza, rivelati in Epistole e Tavole mediante la Sua Eccelsa Penna - Penna dai cui forzieri sono tratte alla luce perle di saggezza e di loquela e le arti e i mestieri del mondo.

In questo Giorno i misteri della terra sono messi a nudo sotto gli occhi degli uomini. Le pagine dei giornali che rapidamente si susseguono sono invero lo specchio del mondo. Esse riflettono fatti e occupazioni dei vari popoli e tribù, e non solo, ma li divulgano quali specchi dotati di udito, vista e loquela. È questo un fenomeno possente e meraviglioso. È necessario, però, che coloro che vi scrivono siano purificati da suggerimenti di insane passioni e turpi desideri e si ammantino con veste di giustizia ed equità; devono essi fare tutte le indagini possibili e accertare i fatti, e poi metterli per iscritto.

Molte delle notizie che i giornali hanno riportato su questo Vilipeso sono false. Invece i discorsi onesti e la veracità, per via del loro alto rango e della loro elevata posizione, sono considerati sole risplendente all'orizzonte del sapere. Le onde che si sollevano da questo Oceano sono visibili innanzi agli occhi dei popoli del mondo e le effusioni della Penna della saggezza e della parola sono palesi dappertutto.

La stampa riporta che questo Servo è fuggito dalla terra di Tá (Tihran), recandoSi in 'Iráq. Benevolo Iddio! Mai questo Vilipeso Si è nascosto, sia pure per un solo istante. Anzi è rimasto sempre fermo e ben in vista sotto gli occhi di tutti. Mai siamo indietreggiati, mai cercheremo di fuggire. In verità sono gli stolti che sfuggono la presenza Nostra. Partimmo dal Nostro paese accompagnati da due scorte equestri, in rappresentanza dei due onorati governi di Persia e di Russia, e giungemmo in 'Iráq nel pieno della potenza e della gloria. Sia lodato Iddio! La Causa di cui questo Vilipeso è Portatore si erge alta quanto il cielo e risplende luminosa come il sole. L'elusione non ha accesso in questo stadio, né vi sono occasioni per tacere o paventare.

I misteri della Resurrezione e gli eventi dell'Ultima Ora sono chiari e manifesti, ma i popoli sono immersi nell'incuria e si sono lasciati avvolgere dai veli. «E quando i mari ribolliranno... E saran dispiegate le Scritture».1 Per la giustizia di Dio! L'Alba è, in verità, imbiancata e la luce ha brillato e s'è dileguata la notte. Felice chi comprende; felice chi vi è pervenuto.

Sia glorificato Iddio! La Penna si chiede perplessa che cosa scrivere e la Lingua si domanda che cosa proferire. Malgrado calamità inaudite e dopo lunghi anni di prigionia, cattività e dolorose prove, vediamo ora che sono sopraggiunti veli più spessi di quelli che abbiamo già squarciati, ottenebranti la vista e oscuranti la luce della comprensione. Vediamo inoltre che le nuove calunnie ora dilaganti sono ben più maligne di quelle dei giorni passati.

O genti del Bayán! Temete il Signor misericorde. Pensate alle genti dei tempi andati: quali furono le loro opere e quali i frutti che raccolsero? Tutto ciò che dissero non era che impostura e a nulla valse tutto quel che fecero, eccetto per coloro che Dio S'è degnato di proteggere mediante il Suo potere.

Giuro sulla vita di Colui Che è il Desìo del mondo! Chi ponderasse nel suo cuore si affretterebbe, libero da ogni attaccamento al mondo, verso la Suprema Luce e si forbirebbe e purificherebbe dalla polvere delle vane illusioni e dal fumo dell'oziosa fantasia. Che cosa mai indusse in errore le genti del passato e chi le traviò? Esse respingono ancora la verità e hanno acconsentito alle loro egoistiche brame. Questo Vilipeso chiama a gran voce per amor di Dio: chi vuole si volga verso Lui: chi vuole se Ne allontani. In verità Dio può ben fare a meno d'ogni cosa, tanto del passato quanto del futuro.

O genti del Bayán! Uomini col turbante e il bastone,2 come Hádí Dawlat-Ábádí,3 sono stati fonte di opposizione e causa d'impedimento e hanno così penosamente gravato le genti di superstizioni, che ancor oggi si aspetta l'apparizione di un'immaginaria persona da un luogo immaginario. State accorti, o uomini sagaci!

O Hádí! Tendi l'orecchio alla Voce di questo fido Consigliere: volgi i passi da sinistra verso destra, cioè scostati dall'oziosa fantasia e volgiti verso la certezza. Non indurre in errore la gente: l'Astro divino risplende, la Sua Causa è palese e tutto pervadono i Suoi segni. Drizza il volto verso Dio, l'Aiuto nel Pericolo, l'Esistente da Sé; rinunzia al tuo primato per amor di Dio e lascia la gente a se stessa: tu ignori la verità essenziale, tu non la conosci.

O Hádí! Abbi una sola faccia sul sentiero di Dio; quando sei in compagnia degli infedeli, sei infedele e con i pii sei pio. Rifletti su quelle anime che offrirono vita e sostanze in quella terra, acché, per avventura, tu possa trarne un ammonimento ed essere ridestato dal tuo sonno. Pensa: chi è da preferirsi, colui che mette in salvo il proprio corpo, la propria vita e i propri beni o chi tutto abbandona sulla via di Dio? Giudica onestamente e non essere ingiusto. Aggrappati alla giustizia e attieniti all'equità, acciocché non abbia tu a servirti della religione per egoistici motivi come di una trappola, e ad ignorare la verità per amor dell'oro. Invero la tua scelleratezza e la scelleratezza della gente come te s'è tanto esacerbata che la Penna della Gloria si sentì mossa a proferire queste osservazioni. Abbi timor di Dio; Colui Che ha precorso questa Rivelazione ha dichiarato: «In ogni condizione Egli proclamerà: "In verità, in verità, Io sono Dio, non v'è altro Dio che Me, l'Aiuto nel Pericolo, l'Esistente da Sé!"».

O genti del Bayán! Vi è stato proibito di mettervi in contatto con gli amati di Dio; perché e per quale scopo è stata imposta questa interdizione? Siate giusti, vi scongiuro in nome di Dio, e non siate tra gli incuranti. A chi è dotato d'intuito, e al cospetto della Somma Beltà, lo scopo di questa interdizione è noto ed evidente; è perché nessuno possa venire a conoscenza dei suoi (di Hádí) segreti e delle sue opere.

O Hádí! Non sei stato in Nostra compagnia, perciò ignori la Causa; non agire secondo la tua oziosa fantasia. A parte questo, esamina gli Scritti coi tuoi propri occhi e medita sull'accaduto; abbi pietà di te stesso e dei servi di Dio e non esser causa di ostinazione come la gente del passato. Inconfondibile è la via, evidente la prova: cambia l'ingiustizia in giustizia e l'iniquità in equità. Nutriamo speranza che gli aliti della divina ispirazione ti rafforzino e che il tuo orecchio interiore senta le benedette parole: «Dì: "È Dio!" e poi lasciali gingillarsi nelle loro discussioni».4 Ci sei stato (a Cipro) e l'hai visto (Mírzá Yahyá): parla ora con franchezza; non travisare i fatti, né a te stesso né alla gente. Sei ignorante e male informato insieme; tendi l'orecchio alla Voce di questo Vilipeso e affrettati verso l'oceano del divino sapere, acché, per avventura, tu possa ornarti con l'ornamento della comprensione e rinunziare a tutto fuorché a Dio. Ascolta la risonante Voce di questo benigno Consigliere, che, svelato e palese, di fronte ai sovrani e ai loro sudditi, chiama a raccolta tutti i popoli del mondo al cospetto di Colui Che è il Signore dell'Eternità. Questa è la Parola dal Cui orizzonte l'astro delle inesauribili grazie risplende luminoso.

O Hádí! Libero da ogni attaccamento al mondo, con sommo sforzo, questo Vilipeso S'è adoprato per spegnere il fuoco dell'animosità e dell'odio divampante nel cuore dei popoli del mondo. È doveroso che ogni persona giusta ed equa renda grazie a Dio - esaltata sia la Sua gloria - e si levi a promuovere questa Causa preminente, sì che la fiamma si trasformi in luce e l'odio ceda il passo all'amore e all'amicizia. Giuro sulla giustizia di Dio! Ecco il solo intendimento di questo Vilipeso. In verità nel proclamare questa poderosa Causa e nel dimostrarne la Verità abbiamo sopportato molte sofferenze, difficoltà e tribolazioni; tu stesso, se solo parlassi con equità, faresti fede di ciò che abbiamo menzionato. In verità, Dio dice il vero e mostra la Via: Egli è il Forte, il Potente, il Benevolo.

La Nostra Gloria si posi sulle genti di Bahá che né soperchieria di tiranno né violenza di aggressore ha potuto distogliere da Dio, Signore dei mondi.

1 Corano, 81:6 e 10
2 Le insegne dei mullá

3 Mírzá Hádí Dawlat-Ábádí, teologo di Isfáhán. Divenuto seguace del Báb, appoggiò poi Mirzá Yayá e infine fu nominato suo rappresentante in Írán e suo successore. Durante la persecuzione contro i bábí, abiurò.

4 Corano, 6:91
TAJALLÍYÁT
(Fulgori)

Questa è un'Epistola di Dio, l'Aiuto nel Pericolo, l'Esistente da Sé

Egli è Colui Che dal Suo glorioso Reame ascolta.

Dio attesta che non v'è altro Dio all'infuori di Lui e che Quei Che è apparso è il Mistero Celato, il Simbolo Prezioso, il Sommo Libro per tutte le genti e il Cielo del favore per il mondo intero. Egli è il Più Possente Segno fra gli uomini e l'alba dei più augusti attributi nel reame del creato; per Suo mezzo è apparso ciò che da tempo immemorabile era stato nascosto e velato a occhi umani. Egli è Colui la Cui Manifestazione fu annunziata dalle celesti Scritture, in tempi passati e più recenti. Chi fa professione di fede in Lui e nei Suoi segni e nelle Sue testimonianze ha, in verità, riconosciuto ciò che la Lingua della Magnificenza proferì prima che terra e cielo fossero creati e il Regno dei Nomi rivelato. Per Lui l'oceano del sapere ha spumeggiato fra gli uomini e il fiume della divina saggezza è sgorgato per intimazione di Dio, Signore dei Giorni.

Fortunato il sagace che ha riconosciuto e compreso la Verità e l'orecchio attento che ha ascoltato la Sua dolce voce e la mano che ha afferrato il Suo Libro con la fermezza che nasce da Dio, Signore di questo mondo e dell'altro, e l'impaziente viandante che si è affrettato verso il Suo glorioso Orizzonte e il forte che né la strapotenza dei governanti né il tumulto scatenato dai capi religiosi hanno scosso. E mal incolga a chi ha respinto la grazia e il favore di Dio e ne ha negato la tenera misericordia e l'autorità; in verità costui è annoverato tra coloro che hanno repugnato alla testimonianza di Dio e alla Sua prova per tutta l'eternità.

Grande è la benedizione di chi ha ripudiato in questo Giorno le cose in uso fra gli uomini, tenendosi stretto a ciò che ha disposto Dio, Signore dei Nomi e Artefice di tutto il creato, Colui Che è disceso dal cielo dell'eternità in forza del Più Grande Nome, costituito in tale invincibile potestà da rendere tutte le potenze della terra incapaci di resisterGli. Ne fa fede il Libro Primigenio, che parla dallo Stadio Più Sublime.

O 'Alí Akbar!1 Più volte abbiamo udito la tua voce, rispondendoti con ciò che le lodi di tutta l'umanità non potranno mai eguagliare; (parole) in cui i sinceri respirano i soavi aromi dei detti del Misericordiosissimo, e i Suoi veri amanti sentono la fragranza della celeste riunione, e gli assetati scoprono il mormorio dell'acqua che è vera vita. Beato l'uomo che vi è pervenuto e ha riconosciuto ciò che in questo istante promana dal calamo di Dio, l'Aiuto nel Pericolo, l'Onnipotente, il Munificentissimo.

Attestiamo che hai rivolto il viso verso Dio e a lungo peregrinasti, finché non accedesti alla Sua presenza e porgesti ascolto alla Voce di questo Vilipeso, Che è stato gettato in prigione a causa dei misfatti di coloro che non hanno creduto nei segni e nelle testimonianze di Dio e hanno negato questa grazia celestiale per la quale ha avuto luce il mondo intero. Benedetto il tuo volto, che si è a Lui drizzato, e l'orecchio tuo che ha udito la Sua voce, e la tua lingua, che ha celebrato la lode di Dio, Signore dei Signori. Preghiamo Dio che Si degni di aiutarti a divenire stendardo per la promozione della Sua Causa e che ti dia agio di accostarti a Lui in ogni tempo e condizione.

Ricordiamo gli eletti e gli amati di Dio in quella terra e annunciamo loro le liete novelle di ciò che è stato inviato in loro onore dal Regno della favella del Signore, Reggitore sovrano del Dì del Rendiconto. Fa' loro menzione di Me e illuminali con la fulgente gloria della Mia parola. In verità il tuo Signore è il Benevolo, il Munifico.

O tu che canti le Mie lodi! Tendi l'orecchio a ciò che gli oppressori Mi attribuiscono nei Miei giorni. Alcuni fra loro dicono: «Ha avanzato pretese di divinità»; altri sostengono: «Ha escogitato menzogne contro Dio»; altri ancora affermano: «È venuto per fomentare sedizioni». Meschini e malvagi, sono. Ecco! In verità sono preda di vani deliri.

Cesseremo ora di usare l'idioma dell'eloquenza.2 In verità il tuo Signore è il Potente, l'Illimitato. Preferiamo parlare in lingua persiana, acché, per avventura, tutte le genti di Persia possano divenire accorte delle parole proferite dal Signore di misericordia e pervenire a scoprire la Verità.

II primo Tajallí

albeggiato dall'Astro della Verità è la conoscenza di Dio - sia esaltata la Sua gloria. E la conoscenza del Re dei giorni sempiterni non può in alcun modo esser conseguita fuorché riconoscendo Colui Che è il Latore del Più Grande Nome. In verità, Egli è Quei Che parlò sul Sinai, assiso ora sul trono della Rivelazione. Egli è il Mistero Celato e il Simbolo Prezioso. Tutti i Libri di Dio, passati e recenti, sono adorni della Sua lode e magnificano la Sua gloria. Per Suo mezzo l'insegna del sapere è stata issata nel mondo e lo stendardo dell'unità di Dio spiegato in mezzo a tutti i popoli. Solo giungendo alla Sua presenza è possibile pervenire alla Presenza di Dio. Mediante il Suo potere, tutto ciò che, da tempo immemorabile, era rimasto celato e nascosto, è ora rivelato. Egli è palesato in forza della Verità e ha proferito una parola che ha strabiliato tutti coloro che sono nei cieli e sulla terra, eccetto chi l'Onnipotente Si è compiaciuto dispensare. È impossibile conseguire la perfezione della vera fede in Dio e del Suo riconoscimento senza accettare ciò che Egli ha rivelato e osservare tutto quello che ha decretato e che il Calamo glorioso ha scritto nel Suo Libro.

Chi s'immerge nell'oceano delle Sue parole deve tener sempre nella massima considerazione ordini e proibizioni ivi da Lui rivelati. In verità le Sue ordinanze sono il più possente baluardo per la protezione del mondo e la difesa dei suoi popoli - luce per chi accetta e riconosce la verità e fuoco per i traviati e i negatori.

Il secondo Tajallí

è rimanere incrollabili nella Causa di Dio - sia esaltata la Sua gloria - ed essere costanti nel Suo amore. E ciò non è raggiungibile altrimenti che riconoscendoLo appieno; e il completo riconoscimento non è accessibile per altra via che quella della fede nelle benedette parole: «Egli fa ciò che vuole». A colui che si avvinghia a questo eccelso detto e si disseta con le vive acque della parola insite in esso, sarà infusa una tale costanza, che tutti i libri del mondo non riusciranno a distoglierlo dal Libro Primigenio. Glorioso è questo sublime stadio, questo rango eccelso, questa ultima mèta!

O 'Alí Akbar! Pensa come è meschina la sorte dei miscredenti. Proferiscono tutti le parole: «In verità Egli ha da essere lodato nelle Sue opere e obbedito nel Suo decreto». Ma se Noi riveliamo cose che repugnino, anche solo in misura di una cruna d'ago, alle loro egoistiche abitudini e brame, sprezzantemente le respingono. Dì, mai nessuno potrà comprendere le infinite implicazioni della perfetta saggezza di Dio. In verità, se Egli dichiarasse esser la terra cielo, nessuno avrebbe il diritto di dubitare della Sua autorità. Questo è ciò che il Punto del Bayán ha attestato in tutto quello che Gli fu inviato secondo verità per comando di Dio, Colui Che ha fatto apparire l'Alba.

Il terzo Tajallí

riguarda arti, mestieri e scienze. Il sapere è come un'ala per la vita dell'uomo e una scala per la sua ascesa. Acquisirlo è un obbligo per tutti. Ma si devono imparare quelle scienze che possano giovare ai popoli della terra e non quelle che s'iniziano con parole e con parole finiscono. Grandi sono in verità i diritti degli scienziati e degli artigiani sulle genti del mondo. Ne fa fede il Libro Primigenio nel dì del Suo ritorno. Felice chi ha orecchie attente. In verità, il sapere è un vero tesoro per l'uomo, fonte di gloria, munificenza, gioia, esaltazione, consolazione e gaudio. Così ha parlato la Lingua della Magnificenza dalla Più Grande Prigione.

II quarto Tajallí

riguarda la Divinità, Deità e simili. L'uomo illuminato che volgerà lo sguardo verso il benedetto, palese Albero di Loto tanto sarà arricchito da divenir indipendente da tutto e confessare la propria fede in quello che Colui Che parlò sul Sinai proferì dal trono della Rivelazione.

O 'Alí Akbar! Partecipa alle genti i santi versetti del tuo Signore e mostra loro la Sua retta Via, il Suo possente Annunzio.

Dite o genti, se giudicherete onestamente ed equamente, attesterete la verità di tutto ciò che è sgorgato dal Calamo Più Eccelso. Se siete genti del Bayán, il Bayán Persiano vi guiderà sulla retta via e vi basterà come testimonianza; e se siete genti del Corano, meditate sulla Rivelazione del Sinai e sulla Voce che dal Roveto giunse al Figlio di 'Imrán [Mosè].

Benevolo Iddio! Si presumeva che al tempo della manifestazione dell'Unico vero Dio la facoltà di riconoscerLo sarebbe cresciuta, e maturata, e giunta a perfezione. È ora invece chiaramente dimostrato che nei miscredenti essa è rimasta incompiuta, anzi è degenerata.

O 'Alí! Ciò che dal Roveto hanno accettato si rifiutano ora di accettare da Colui Che è l'Albero del mondo dell'esistenza. Dite, o genti del Bayán, non parlate secondo i dettami delle passioni e delle egoistiche brame. La maggioranza dei popoli del mondo attesta la verità della benedetta Parola promanata dal Roveto.

In nome della giustizia di Dio! Se non fosse per l'inno di lode innalzato da Colui Che precorse la Rivelazione divina, questo Vilipeso non avrebbe sussurrato una sola parola che potesse incutere spavento nel cuore degli ignoranti o farli perire. All'inizio del Bayán, soffermandoSi a glorificare Colui Che Dio manifesterà - esaltata sia la Sua Manifestazione - il Báb dice: «Egli è Colui Che in ogni condizione proclamerà: “In verità, in verità sono Dio, non v'è altro Dio che Me, Signore di tutto il creato. In verità, fuorché Me tutti son Mie creature. O Mie creature! Me solo adorate”». In un altro passo, magnificando il Nome di Colui Che sarà palesato, Egli dice: «Sarò il primo ad adorarLo». Ora è necessario riflettere sul significato di «Adoratore» e «Adorato», sì che, per avventura, i popoli della terra gustino una goccia dell'oceano della scienza divina e percepiscano la grandezza di questa Rivelazione. Invero Egli è apparso e ha sciolta la lingua per proclamare la Verità. Fortunato chi accetta e riconosce la verità e mal incolga agli ostinati e ai ribelli.

O tribù della terra! Tendete l'orecchio verso la Voce proveniente dal divino Albero di Loto la cui ombra sovrasta al mondo intero e non siate tra i prepotenti sulla terra - uomini che hanno ripudiato la Manifestazione di Dio e la Sua invincibile autorità e rinunziato ai Suoi favori - nel Libro di Dio, Signore di tutta l'umanità, essi sono certo annoverati fra gli abietti.

La Gloria albeggiante all'orizzonte della Mia tenera misericordia si posi su te e su chiunque sia con te e dia ascolto alle tue parole sulla Causa di Dio, il Lodatissimo, l'Onnipotente.

1 Ustád ‘Alí-Akbar, fermo credente di Yazd. Disegnò il progetto del Mashriqu’l-Adhkar di Ishqábád, che fu poi

approvato da ‘Abdu’l-Bahá. Fu martirizzato a Yazd nel 1903.

2 La lingua araba.
KALIMÁT-I-FIRDAWSÍYYIH
(Parole del Paradiso)

Egli è Colui Che parla mediante il potere della Verità nel Regno della Favella

O voi personificazioni di giustizia e di equità e manifestazioni di rettitudine e di grazie celestiali! In lacrime e gemente, questo Vilipeso grida a gran voce dicendo: O Dio, mio Dio! Cingi la testa dei Tuoi amati col diadema del distacco e adorna i loro templi con l'ornamento della giustizia.

Incombe alle genti di Bahá di rendere vittorioso il Signore mediante la forza della parola e di ammonire le genti con buone azioni e carattere virtuoso, poiché le azioni hanno un'influenza maggiore delle parole.

O Haydar 'Alí!1 A te la lode di Dio e la Sua gloria. Dì: Onestà, virtù, saggezza e buon carattere contribuiscono ad esaltare l'uomo, mentre disonestà, impostura, ignoranza e ipocrisia sono per lui causa di degradazione. Per la Mia vita! La distinzione dell'uomo non consiste nel lusso o nella ricchezza, ma nel comportamento virtuoso e nella vera comprensione. In Persia i più sono imbevuti di disonestà e di futili ubbìe. Che grande differenza tra la condizione di costoro e lo stadio di quei valorosi che, oltrepassato il mare dei nomi, hanno rizzato la tenda sulle spiagge dell'oceano del distacco. In verità, ben pochi nella presente generazione hanno già conseguito il merito di dare ascolto ai canti delle colombe dell'eccelso Paradiso. «Ma, ahimè, pochi fra i Miei servi son grati!»2 Le genti per lo più si gingillano tra le superstizioni. Stimano una sola goccia del mare delle chimere preferibile a un oceano di certezza. Aggrappandosi ai nomi, si privano dell'intima realtà e attaccandosi a vane illusioni, rimangono lontani da quest'Alba di celestiali segni. Conceda Iddio che tu sia benevolmente aiutato in ogni circostanza a infrangere gli idoli delle vane credenze e a lacerare i veli delle umane fantasie. L'autorità è nelle mani di Dio, Scaturigine della rivelazione e dell'ispirazione e Signore del Dì della Resurrezione.

Abbiamo udito cos'ha detto la persona in questione su certi insegnanti della Fede. In verità ha parlato bene. Certe anime incuranti vagano per le contrade nel nome di Dio, tutte intente a distruggere la Sua Causa e chiamano ciò promuovere e insegnare la Parola di Dio; e questo, nonostante che gli attributi degli insegnanti della Fede risplendano fulgenti come stelle nei cieli delle Tavole divine. Ogni persona equanime attesta e ogni uomo perspicace sa bene che l'Unico vero Dio - sia esaltata la Sua gloria - ha incessantemente esposto e spiegato ciò che innalzerà lo stadio ed esalterà il rango dei figli degli uomini.

Le genti di Bahá ardono nelle riunioni, luminose come faci e si aggrappano a ciò che Dio ha inteso. Questo stadio s'erge supremo sopra tutti gli stadi. Fortunato chi ha respinto le cose che i popoli del mondo posseggono, anelando a ciò che appartiene a Dio, Sovrano Signore dell'eternità.

Dì: O Dio, mio Dio! Mi vedi gravitare adorante attorno al Tuo Volere con gli occhi fissi sull'orizzonte del Tuo favore, attendere trepidamente la rivelazione dei fulgidi splendori del sole delle Tue grazie. Ti supplico, o Amato di ogni cuore perspicace e Desìo di coloro che Ti son vicini, di concedere che i Tuoi amati si distacchino completamente dalle loro inclinazioni e si attengano a ciò che piace a Te. O Signore, ammantali nel manto della rettitudine e illuminali con i fulgori della luce del distacco. Chiama adunque in loro aiuto gli eserciti della saggezza e della parola, sì che esaltino il Tuo Verbo fra le Tue creature e proclamino la Tua Causa fra i Tuoi servi. In verità Tu hai il potere di fare ciò che vuoi e le redini di tutte le cose sono nel Tuo pugno. Non v'è altro Dio che Te, il Possente, il Longanime.

O tu che hai rivolto lo sguardo verso il Mio viso! In questi giorni sono accadute cose che Mi hanno immerso in una cupa tristezza. Certi operatori d'iniquità che si professano devoti alla Causa di Dio commisero azioni che fecero tremare le membra della sincerità, dell'onestà, della giustizia, dell'equità. Una ben nota persona che era stata trattata con grande favore e gentilezza perpetrò atti tali da far piangere gli occhi di Dio. In passato proferimmo parole di ammonimento e premonizione, poi per alcuni anni tenemmo segreta la cosa, sì che, per avventura, potesse ascoltare e pentirsi; ma fu tutto invano. Alla fine egli adoperò la sua forza per vilipendere la Causa di Dio davanti agli occhi di tutti; squarciò il velo dell'equità e non ebbe né pietà di se stesso né riguardo per la Causa di Dio. Ma ora le opere di certi individui hanno arrecato dolori ben più acerbi di quelli cagionati dalle malefatte del primo. Implora Iddio, l'Unico Vero, che conceda benignamente agl'incuranti di pentirsi e ritrattare: in verità, Egli è il Perdonatore, il Munifico, il Generosissimo.

In questi giorni incombe a tutti di attenersi tenacemente all'unità e alla concordia e di lavorare diligentemente per promuovere la Causa di Dio sì che, per avventura, le anime sviate pervengano a ciò che le conduca a durevole prosperità.

In breve, le discordie tra le varie sètte hanno aperto la strada alla debolezza: ciascuna si è scelta una propria via e si aggrappa a una determinata corda; malgrado l'evidente cecità e ignoranza, vantano sapienza e perspicacia. Fra loro vi sono mistici che rendono omaggio alla Fede dell'Islám, alcuni dei quali indulgono a cose che conducono all'ozio e all'isolamento. Giuro su Dio! Ciò abbassa lo stadio dell'uomo e lo fa enfiare d'orgoglio: l'uomo deve dar frutto; chi non produce frutti è, nelle parole dello Spirito,3 come un albero sterile e un albero sterile serve solo per far fuoco.

Ciò che costoro han detto sugli stadi dell'Unità Divina contribuisce largamente a creare indolenza e vane ubbìe. Evidentemente questi mortali hanno accantonato le differenze di stadio, giungendo a considerar se stessi pari a Dio, mentre Dio è infinitamente esaltato sopra tutte le cose; e invece, ogni creatura rivela i Suoi segni che sono soltanto Sue emanazioni e non il Suo Essere. Tutti questi segni sono rispecchiati e si possono vedere nel libro dell'esistenza e le pergamene che descrivono la forma e il modello dell'universo costituiscono, in verità, un libro assai voluminoso. Qui ogni uomo illuminato può scorgere ciò che lo condurrebbe alla Retta Via e lo guiderebbe fino al Grande Annuncio. Considera i raggi del sole la cui luce ha soffuso il mondo: i raggi emanano dal sole e ne rivelano la natura, ma non sono il sole. Tutto quello che si può vedere sulla terra dimostra ampiamente la potenza di Dio, la Sua scienza e le effusioni del Suo favore, ma Egli è infinitamente esaltato al di sopra di tutte le creature.

Cristo dice: «Hai concesso ai piccoli ciò che i dotti e i saggi non hanno». I1 saggio di Sabzivár4 ha detto: «Ahimè! Mancano orecchie attente, altrimenti da ogni albero si udrebbe il mormorio del Roveto Sinaico». In una Tavola indirizzata a un sapiente che aveva posto una domanda sul significato della Realtà Elementare, scrivemmo le seguenti parole da Noi rivolte a quel famoso saggio: «Se questo detto è veramente tuo, come mai non hai prestato ascolto all'Appello che l'Albero dell'Uomo ha lanciato dalle somme vette del mondo? Se hai udito l'Appello, ma la paura e il desiderio di aver salva la vita ti hanno spinto a rimanere indifferente, sei persona che non è mai stata né è degna di menzione; se invece non l'hai sentito, allora sei davvero sordo». In breve, questi sono gli uomini le cui parole sono il vanto del mondo, ma le cui opere sono la vergogna delle nazioni.

In verità, abbiamo suonato la Tromba che non è altro che il Mio Calamo Glorioso ed ecco, innanzi ad essa, l'umanità è caduta in deliquio, tranne coloro che Dio S'è compiaciuto di liberare in segno della Sua grazia. Egli è il munifico Signore, l'Antico dei Giorni.

Dì: O schiere di teologi! Pronunciate parole di biasimo contro questa Penna che, non appena levò la sua squillante voce, il regno della favella si accinse ad ascoltare, e innanzi alla cui possanza e al cui glorioso tema ogni altro tema è impallidito perdendo il suo significato? Temete Dio e non secondate le vostre oziose fantasie e immagini corrotte, seguite piuttosto Colui Che è venuto a voi investito d'irrefutabile sapere e incrollabile certezza.

Sia glorificato Iddio! Tesoro dell'uomo è la parola, ma questo Vilipeso ha tenuto la lingua a freno, perché i miscredenti stanno in agguato; tuttavia è Dio, Signore di tutti i mondi, Che concede protezione. In verità, in Lui abbiamo riposto tutta la Nostra fiducia e a Lui abbiamo affidato le Nostre cose. Egli basta a Noi e a tutto il creato; Egli è Colui col Cui permesso e per la forza del Cui comando l'Astro della sovrana potestà ha brillato luminoso sull'orizzonte del mondo. Prosperi chi vede e riconosce la verità e mal incolga ai ribelli e agl'infedeli.

Questo Vilipeso ha sempre trattato i sapienti con affetto; per sapienti s'intendono uomini la cui scienza non si limita a semplici parole e la cui vita ha dato frutto e prodotto risultati duraturi. È doveroso che tutti onorino queste anime benedette. Felice chi osserva i precetti di Dio; felice chi ha riconosciuto la Verità; felice chi tutto giudica equamente e si afferra alla Corda della Mia inviolabile Giustizia.

I1 popolo persiano si è scostato da Colui Che è il Patrono e il Soccorritore. Si aggrappa al vano farneticare degli stolti, lasciandovisi irretire. Così fermamente crede nelle superstizioni che nulla lo potrà strappare da esse salvo il potente braccio di Dio - sia esaltata la Sua gloria. Implora l'Onnipotente che con le dita del Suo potere divino rimuova i veli che hanno obnubilato tutti i popoli e le tribù, sì che essi pervengano a ciò che arrechi sicurezza, progresso e miglioramento e si slancino verso l'Amico incomparabile.

La parola di Dio che la Penna di Abhá ha rivelato e inciso sulla

prima foglia

del Più Eccelso Paradiso è questa: In verità vi dico: Il timor di Dio è sempre stato sicura difesa e valido baluardo per tutti i popoli del mondo; è causa prima della protezione dell'umanità e strumento supremo per la sua preservazione. In verità, esiste nell'uomo una facoltà che lo tiene lontano e lo tutela da tutto ciò che è indegno e sconveniente, facoltà nota come senso del pudore. Ma essa è limitata soltanto a pochi; non tutti l'hanno posseduta e la posseggono.

La parola di Dio che la Penna Suprema ha vergato sulla

seconda foglia

del Più Eccelso Paradiso è la seguente: In questo momento la penna dell'Altissimo esorta le manifestazioni dell'autorità e le sorgenti del potere, cioè re, sovrani, presidenti, governanti, teologi e saggi, e ingiunge loro di appoggiare la causa della religione e di esserle devoti. La religione è, per certo, lo strumento principe, apportatore di ordine nel mondo e di tranquillità fra le genti. L'indebolimento delle colonne della religione ha rafforzato e incoraggiato gli stolti, che si son fatti più arroganti. In verità vi dico: Maggiore il declino della religione, più puntigliosa la caparbietà degli empi; ciò non potrà che sfociare nel caos e nella confusione. Ascoltatemi, o uomini illuminati, e state accorti, o voi che siete perspicaci!

La parola di Dio che la Penna Suprema ha vergato sulla

terza foglia

del Più Eccelso Paradiso è questa: O figlio dell'uomo! Se i tuoi occhi sono rivolti verso la misericordia, dimentica le cose che tornino a tuo vantaggio e attieniti a ciò che giovi all'umanità. E se i tuoi occhi sono rivolti verso la giustizia, scegli per il prossimo tuo ciò che vuoi per te stesso. L'umiltà innalza l'uomo fino al firmamento della gloria e del potere, mentre l'orgoglio lo sommerge negli abissi della spregevolezza e della degradazione.

O popolo di Dio! Grande è il Giorno e possente l'Appello! In una delle Nostre Tavole abbiamo rivelato queste eccelse parole: «Se il mondo dello spirito fosse tutto trasformato nel senso dell'udito, potrebbe allora affermare d'esser degno di ascoltare la Voce che chiama dall'Orizzonte Supremo; altrimenti, orecchie contaminate da favole mendaci mai sono state né sono ora degne di udirla». Prosperi chi ascolta e mal incolga agli ostinati.

La parola di Dio che la Penna Suprema ha vergato sulla

quarta foglia

del Più Eccelso Paradiso è la seguente: O gente di Dio! Implorate l'Unico Vero - glorificato sia il Suo Nome - che Si degni di proteggere le manifestazioni del dominio e del potere dai suggerimenti dell'io e del desiderio e di diffondere su loro il fulgore della giustizia e della guida.

Nonostante la nobiltà del suo rango, Sua Maestà Muhammad Sháh perpetrò due esecrande azioni: una fu l'ordine di confinare il Signore dei Reami della Grazia e del Favore, il Punto Primo; l'altro, l'assassinio del Principe della Città della Politica e del Talento Letterario.5

Grandi possono essere le colpe dei monarchi, come i loro meriti. Il re che la pompa del potere e dell'autorità non distolga dal rispettare la giustizia, e che lussi, ricchezze, gloria o schieramenti di eserciti e di legioni non privino dello splendore dell'astro dell'equità occupa un alto rango e uno stadio sublime tra le celesti Schiere. Incombe a tutti di porgere aiuto e mostrare benevolenza a sì nobile persona. Felice il sovrano che domina fermamente le passioni, che tiene a freno l'ira e preferisce la giustizia e l'equità all'ingiustizia e alla tirannia.

La parola di Dio che la Penna Suprema ha vergato sulla

quinta foglia

del Più Eccelso Paradiso è questa: Più d'ogni altra cosa, il massimo dono e la più meravigliosa grazia è sempre stata e continuerà ad esser la Saggezza. Essa è l'infallibile Protettrice dell'uomo, che aiuta e rafforza; è Emissaria di Dio e Rivelatrice del Suo Nome l'Onnisciente; per suo mezzo la nobiltà dello stadio dell'uomo è resa palese ed evidente; è onnisciente ed eminentissima Maestra nella scuola dell'esistenza; è Guida, investita di grande distinzione. Grazie alla sua influenza educatrice negli esseri terreni è stato infuso uno spirito prezioso eclissante la luce dei cieli; nella città della giustizia essa è l'ineguagliata Voce Che, l'anno nove, rischiarò il mondo con la gioiosa novella di questa Rivelazione. E fu questa impareggiabile Sorgente di Saggezza che al principio della creazione del mondo ascese la scala dell'intimo significato e, insediatasi sul pulpito della favella, per opera del divino Volere, proclamò due parole: la prima partecipò la promessa della ricompensa, la seconda pronunziò il minaccioso ammonimento della punizione; la promessa originò speranza e il monito ingenerò paura. Così su questi due principî gemelli sono state solidamente impiantate le fondamenta dell'ordine mondiale. Esaltato è il Signore della Saggezza, il Possessore di Copiose Grazie.

La parola di Dio che la Penna Suprema ha vergato sulla

sesta foglia

del Più Eccelso Paradiso è la seguente: Luce dell'uomo è la Giustizia: non spegnetela con i venti contrari del sopruso e della tirannia; scopo della giustizia è l'apparizione dell'unità fra gli uomini. L'oceano della saggezza divina spumeggia in questa sublime parola, mentre i libri del mondo non possono contenerne l'intimo significato. Se fossero adorni della sua veste, gli uomini mirerebbero l'astro della parola: «Quel giorno Dio arricchirà tutti della Sua abbondanza»,6 risplendere luminoso all'orizzonte del mondo. Apprezzate il valore di questa parola; è un nobile frutto prodotto dall'Albero del Calamo Glorioso. Felice l'uomo che le porge ascolto e ne osserva i precetti. In verità vi dico, tutto ciò che è inviato dal cielo del Volere di Dio è un mezzo per instaurare ordine nel mondo e uno strumento per promuovere unità e fratellanza tra i suoi popoli. Così ha parlato dalla Sua Più Grande Prigione la Lingua di questo Vilipeso.

La parola di Dio che la Penna Suprema ha vergato sulla

settima foglia

del Più Eccelso Paradiso è questa: O saggi delle nazioni! Chiudete gli occhi all'inimicizia, indi fissate lo sguardo sull'unità. Afferratevi tenacemente a ciò che apporterà benessere e tranquillità a tutto il genere umano. Questo lembo di terra è una sola patria e un'unica dimora. V'incombe di abbandonare la vanagloria che produce alienazione e di inclinare i cuori a tutto ciò che ingenera armonia. A giudizio delle genti di Bahá la gloria dell'uomo è nel sapere, nella buona condotta, nel carattere encomiabile, nella saggezza e non nel rango o nella nazionalità. O popoli della terra! Apprezzate il valore di questa celeste parola. In verità essa è come vascello per l'oceano del sapere e astro fulgente per il reame della percezione.

La parola di Dio che la Penna Suprema ha vergato sull'

ottava foglia

del Più Eccelso Paradiso è la seguente: Le scuole devono in primo luogo addestrare i bambini secondo i principî della religione, in modo che la Promessa e la Minaccia, registrate nei Libri di Dio, possano tenerli lontani dalle cose proibite e adornarli col manto dei comandamenti, ma ciò in misura tale da non danneggiarli portandoli al fanatismo ignorante o al bigottismo.

Incombe ai Fiduciari della Casa di Giustizia di consultarsi sulle cose che non sono state esplicitamente rivelate nel Libro e di far valere ciò che è loro gradito. In verità Iddio ispirerà loro tutto ciò che vorrà ed Egli, in verità, è il Provvido, l'Onnisciente.

Abbiamo già disposto che la gente conversi in due lingue, ma ci si deve sforzare di ridurle a una sola, come pure le scritture del mondo, sì che gli uomini non sprechino la vita per imparare diversi idiomi. In tal modo la terra potrebbe considerarsi un'unica città e un solo paese.

La parola di Dio che la Penna Suprema ha vergato sulla

nona foglia

del Più Eccelso Paradiso è questa: In tutte le faccende occorre moderazione; qualsiasi cosa, portata agli eccessi, si dimostra fonte di malanni. Pensa alla civiltà dell'occidente, come ha scosso e allarmato i popoli del mondo. È stato inventato un infernale ordigno, che si è dimostrato arma distruttiva così terribile che non se n'era mai vista o sentita l'eguale. A meno che i popoli del mondo non si uniscano nel perseguire una comune mèta e non abbraccino una fede universale, è impossibile eliminare queste corruzioni così profondamente radicate e opprimenti. Tendi l'orecchio all'Appello di questo Vilipeso e persegui tenacemente la Pace Minore.

Nel mondo esistono cose strane e stupefacenti, che sono celate alle menti e alla comprensione umana. Esse hanno il potere di modificare l'intera atmosfera terrestre e la loro contaminazione sarebbe esiziale. Gran Dio! Abbiamo visto un fatto sorprendente: la saetta o una forza analoga è controllata da un operatore, muovendosi al suo comando. Infinitamente eccelso è il Signore del Potere Che ha messo a nudo ciò che voleva, per forza del Suo possente e invincibile comando.

O genti di Bahá! Ciascuna delle ordinanze che abbiamo rivelato è un poderoso baluardo per la preservazione del mondo dell'essere. In verità, questo Vilipeso non desidera altro che la vostra sicurezza e la vostra elevazione.

Esortiamo gli uomini della Casa di Giustizia e comandiamo loro di assicurare che uomini, donne e bambini siano protetti e difesi. Incombe loro di tener nella massima considerazione gli interessi del popolo, sempre e in ogni circostanza. Benedetto il governante che aiuta i prigionieri, e il ricco che soccorre i poveri, e il giusto che protegge dal malfattore i diritti degli oppressi, e felice il fiduciario che osserva ciò che l'Ordinatore, l'Antico dei Giorni, gli ha prescritto.

O Haydar 'Alí! A te la Mia gloria e la Mia lode. I Miei consigli e ammonimenti hanno pervaso il mondo, ma invece di arrecare letizia e gioia hanno cagionato dolore, perché taluni di coloro che dicono d'amarMi son montati in superbia e Mi hanno inflitto pene che né i seguaci delle antiche religioni né i teologi di Persia mai inflissero.

Dicemmo: «La Mia prigionia non Mi fa alcun male né le cose che Mi sono capitate per mano del nemico. Ciò che Mi offende è la condotta dei Miei amati, i quali, benché portino il Mio nome, commettono cose che fanno gemere il Mio cuore e la Mia penna». Parole come queste sono state più e più volte rivelate, ma, schiavi delle loro insane passioni e dei loro corrotti desideri, non se ne sono valsi gl'incuranti. Implora l'Unico vero Dio che permetta a tutti di pentirsi e ritornare a Lui. Finché la natura umana cederà alle insane passioni, crimini e colpe prevarranno. Nutriamo speranza che la mano del potere divino e l'effusione delle benedizioni del cielo sorreggano tutti gli uomini, li ammantino della veste del perdono e della munificenza e li proteggano da ciò che potrebbe nuocere alla Sua Causa fra i Suoi servi. In verità Egli è il Forte, l'Onnipotente, Egli è il Longanime, il Misericorde.

La parola di Dio che la Penna Suprema ha vergato sulla

decima foglia

del Più Eccelso Paradiso è la seguente: O genti della terra! Vivere in clausura o praticare l'ascetismo non è cosa ben accetta al cospetto di Dio. Incombe a coloro che hanno lume e intendimento di attenersi a ciò che arreca gioia e radiosità. Le pratiche scaturite dai lombi dell'oziosa fantasia o generate dalla matrice della superstizione non s'addicono ai sapienti. In epoche passate e in tempi più recenti taluni hanno preso alloggio nelle caverne dei monti, mentre altri si sono rifugiati di notte nei cimiteri. Dite, porgete ascolto ai consigli di questo Vilipeso. Abbandonate le cose in uso fra voi e adottate ciò che vi ordina il fedele Consigliere; non privatevi dei favori che sono stati creati a vostro giovamento.

Agli occhi di Dio la carità è lodevole e gradita e considerata sovrana tra le buone azioni. Riflettete e rammentate ciò che il Misericordiosissimo rivelò nel Corano: «e preferiscono quelli a se stessi, anche se afflitti da indigenza. E coloro che si saran guardati dall'avarizia della loro anima, quelli saranno i Fortunati».7 Vista in tale luce, questa parola benedetta è veramente astro fra le parole. Benedetto chi a sé preferisce il fratello. Per certo quell'uomo è annoverato, in virtù del Volere di Dio, l'Onnisciente, il Sapientissimo, fra le genti di Bahá che dimorano nell'Arca Cremisi.

La parola di Dio che la Penna Suprema ha vergato sull'

undicesima foglia

del Più Eccelso Paradiso è questa: Ordiniamo a coloro che sono gli emblemi dei Suoi nomi e attributi di attenersi strettamente d'ora in poi a ciò che è stato prescritto in questa Somma Rivelazione, di non diventare causa di conflitto e di tenere, fino alla fine che non conosce fine, gli occhi fissi sull'alba di queste risplendenti parole vergate in questa Tavola: la lotta porta sangue e provoca tumulti tra gli uomini; ascoltate la Voce di questo Vilipeso e non discostatevene.

Chi mediti in cuor suo su ciò che, in questa Rivelazione, è sgorgato dal Calamo Glorioso avrà la certezza che questo Vilipeso, qualsiasi cosa abbia affermato, non ha mai avuto intenzione di attribuirSi onori e gradi. Suo scopo invece è stato quello di attrarre le anime, con la sublimità delle Sue Parole, verso le vette della gloria trascendente e di conferire loro la capacità di comprendere ciò che forbirà e purificherà i popoli del mondo dalle lotte e dai conflitti generati dai dissensi religiosi. Ne fanno fede il Mio cuore, la Mia Penna, il Mio Essere interiore ed esteriore. Voglia Dio che tutti gli uomini coltivino i tesori nascosti nei loro propri esseri.

O genti di Bahá! Fonte dei mestieri, delle scienze e delle arti è la facoltà della riflessione; fate ogni sforzo acciocché da questa miniera ideale possano emergere perle di saggezza e di loquela che promuovano benessere e armonia fra tutte le tribù della terra.

In tutte le circostanze, nell'avversità e nella buona sorte, onorato o afflitto, questo Vilipeso ha esortato tutti a mostrare amore, affetto, compassione e armonia; ma al minimo segno di progresso e miglioramento, coloro che erano nascosti dietro i veli sempre balzavano fuori a spargere calunnie più esiziali che spade. Si aggrappano a parole fuorvianti e riprovevoli, lasciandosi sfuggire l'oceano dei versetti divinamente rivelati.

Se non fosse sopravvenuto l'ostacolo di questi veli, la Persia, in poco più di due anni, sarebbe stata soggiogata dal potere della parola, la posizione del governo e del popolo sarebbe stata innalzata e la Mèta Suprema sarebbe apparsa, svelata e scoperta, nel pieno della gloria. In breve, in linguaggio a volte esplicito, a volte allusivo, dicemmo ciò che andava detto. Così, risollevatasi la Persia, le soavi fragranze del Verbo di Dio sarebbero spirate su tutte le contrade, giacché quel che fluisce dalla Penna Più Eccelsa porta gloria, miglioramento, educazione per tutti i popoli e le tribù della terra; in verità, è il rimedio sovrano per ogni malanno, se solo poteste comprenderlo e intenderlo.

Recentemente gli Afnán e Amín - a loro la Mia gloria e il Mio tenero amore - sono pervenuti al Nostro cospetto e hanno visto il Nostro sembiante, presenti anche Nabíl, il figlio di Nabíl e il figlio di Samandar - la gloria di Dio e il Suo dolce amore si posino su loro - che hanno bevuto al calice della riunione. Supplichiamo che Dio Si degni di destinare loro il bene di questo mondo e dell'altro e che dal cielo della Sua generosità e dalle nuvole della Sua tenera compassione scendano su loro le effusioni delle Sue grazie e del Suo favore. In verità, tra coloro che mostrano misericordia, Egli è il Più Misericordioso; Egli è il Benevolo, il Benefico.

O Haydar 'Alí! L'altra lettera che hai inoltrato per mezzo di colui che porta il titolo di Júd 8 (Munificenza) è pervenuta alla Nostra santa corte. Sia lodato Iddio! In essa splendeva la luce della divina unità e del distacco e ardeva il fuoco dell'amore e dell'affetto. Prega Dio che renda la tua vista acuta e illumini i tuoi occhi di nuova luce, sì che, per avventura, essi vedano ciò che non ha né pari né simili.

In questo giorno i versetti del Libro Primigenio risplendono limpidi e chiari come il sole. Non possono in alcun modo essere confusi con alcuna delle parole passate o recenti. Per certo questo Vilipeso non desidera giustificare la Propria Causa con prove addotte da altri. Egli è Colui Che ogni cosa abbraccia, mentre, fuorché Lui, tutto il resto è limitato. Dite, o genti, leggete pure ciò che è in uso fra voi e Noi leggeremo ciò che a Noi appartiene. Giuro su Dio! Innanzi al ricordo del Suo Nome né la lode dei popoli del mondo né le cose che le tribù della terra posseggono sono degne di menzione. Ne fa fede Colui Che in ogni condizione proclama: «In verità Egli è Dio, sovrano Reggitore del Dì del Rendiconto e Signore del possente Trono».

Sia glorificato Iddio! Ci si chiede con meraviglia per quale prova o ragione gl'infedeli tra le genti del Bayán si siano discostati dal Signore dell'Essere. In verità, lo stadio di questa Rivelazione trascende lo stadio di tutto ciò che è stato palesato nel passato o sarà palesato nel futuro.

Se il Punto del Bayán fosse presente in questo giorno e s'Egli, Dio non voglia, esitasse a riconoscere questa Causa, le stesse benedette parole sgorgate dalla sorgente del Suo Bayán a Lui s'attaglierebbero. Egli dice, e la Sua parola è verità: «A Quei Che Dio manifesterà è lecito smentire colui che è il più grande sulla terra». Dite, o voi che non avete lume! Oggi l'Essere Più Eccelso proclama: «In verità, in verità Io sono il primo ad adorarLo». Ben superficiale è il sapere degli uomini e debole la loro facoltà di percezione. Il Nostro Calamo Glorioso è testimone della loro sordida miseria e dell'opulenza di Dio, Signore di tutti i mondi.

Lodato e glorificato è Colui Che ha tratto il creato all'esistenza; Egli è la Verità sovrana, il Conoscitore di cose invisibili. Il Libro Primigenio è rivelato e il Munifico Signore è assiso sul più sacro trono di gloria; è spuntata l'Alba, ma la gente non capisce; son sopraggiunti i segni, ma Colui Che li ha rivelati è sommerso da palese ambascia. In verità, ho sopportato ciò che ha fatto gemere il mondo dell'esistenza.

Dì: O Yahyá (Azal), produci un solo versetto, se possiedi un sapere da Dio infuso. Queste parole furono in passato proferite dal Mio Araldo, Che in quest'ora proclama: «In verità, in verità Io sono il primo ad adorarLo». Sii giusto, fratello Mio! Se ti mettessero a confronto con lo spumeggiante oceano della Mia favella saresti capace di esprimerti? Potresti sciogliere la lingua, se ti trovassi innanzi alla squillante voce della Mia Penna? Hai il minimo potere davanti alle rivelazioni della Mia onnipotenza? Ti scongiuro in nome di Dio, giudica equamente, e ricorda il tempo in cui stavi alla presenza di questo Vilipeso e Noi ti dettavamo i versetti di Dio, l'Aiuto nel Pericolo, Colui Che esiste da Sé. Bada che la sorgente della menzogna non ti allontani dalla palese Verità.

O tu che hai mirato il Mio sembiante! Dì: O incuranti! A cagione di una goccia vi siete privati dell'oceano dei versetti celesti e per amore di un atomo insignificante vi siete tagliati fuori dagli splendori dell'Astro della Verità. Chi altri se non Bahá ha il potere di parlare apertamente innanzi agli uomini? Giudicate equamente e non siate tra gl'ingiusti. Per Lui gli oceani hanno spumeggiato, sono stati divulgati gli arcani e gli alberi hanno levato la voce esclamando: I regni della terra e del cielo sono di Dio, Rivelatore dei Segni, Scaturigine di chiari pegni. Leggete il Bayán Persiano rivelato da Colui Che precorse questa Rivelazione e guardatelo con occhio di imparzialità. In verità Egli ben vi guiderà verso la Sua Via. In questo istante Egli proclama ciò che la Sua lingua ha proferito nel passato, mentre era assiso sul trono del Suo più eccelso Nome.

Hai fatto menzione degli amati in quelle terre. Sia lodato Iddio, ciascuno di loro ha avuto l'onore di essere ricordato dall'Unico Vero - magnificata sia la Sua gloria - e i loro nomi sono tutti fluiti dalla Lingua della Grandezza nel regno della parola. Grande invero è la loro beatitudine e felicità, poiché han bevuto il vino prelibato della rivelazione e dell'ispirazione dalla Mano del loro Signore, il Compassionevole, il Misericorde. Imploriamo Dio di rafforzarli nel manifestare incrollabile costanza e di convocare in loro aiuto gli eserciti della saggezza e della loquela. In verità, Egli è il Possente, l'Onnipotente. Porgi loro i Miei saluti e annunzia la lieta novella che l'Astro del ricordo s'è levato e alto risplende all'orizzonte dei munifici favori del loro Signore, il Longanime, il Misericordiosissimo.

Hai menzionato Husayn. Abbiamo adornato le sue tempie col manto del perdono e cinto la sua testa col diadema dell'indulgenza. Di questo risplendente, radioso e palese favore vada pure orgoglioso tra gli uomini. Dì: non ti scoraggiare. Dopo la rivelazione di questo benedetto versetto è come se tu fossi appena nato dal grembo di tua madre. Dì: sei libero da errori e colpe. In verità, Iddio t'ha purificato con le vive acque della Sua parola in questa Più Grande Prigione. Lo scongiuriamo - benedetto e magnifico Egli sia - di confermarti benignamente nell'esaltarLo e nel magnificare la Sua gloria e di rafforzarti mediante il potere dei Suoi invisibili eserciti. In verità, Egli è l'Onnipotente, il Forte.

Hai fatto menzione della gente di Tár.9 Abbiamo rivolto il viso verso quei servi di Dio e li consigliamo di considerare prima ciò che il Punto del Bayán ha rivelato di questa Rivelazione, per la quale tutti i nomi e i titoli sono stati scossi, sono crollati gl'idoli delle vane fantasie e dal reame della gloria la Lingua della Magnificenza ha proclamato: Per la Giustizia di Dio! Il Tesoro Celato, l'Impenetrabile Mistero è stato svelato agli occhi degli uomini, rallegrando tutte le cose, passate e future. Egli ha detto, e la Sua parola è verità: «Di tutti gli omaggi tributati a Colui Che verrà dopo di Me il massimo è questo: la Mia confessione scritta che nessuna Mia parola può adeguatamente descriverLo e che nessun riferimento a Lui, nel Mio Libro, il Bayán, può render giustizia alla Sua Causa».

Consigliamo loro inoltre di praticare la giustizia, l'equità, l'onestà, la devozione e ciò per cui la Parola di Dio e il loro stadio siano esaltati tra gli uomini. In verità Io sono Colui Che esorta con giustizia. Ne fa fede Quei dalla Cui Penna sono sgorgate verso tutte le creature polle sorgive d'acqua viva. Infinitamente eccelsa è questa grazia illimitata; infinitamente benedetto è questo favore risplendente.

O genti di Tár! Tendete l'orecchio all'Appello di Colui Che fa quel che vuole. In verità Egli vi ricorda ciò che vi trarrà presso Dio, Signore dei mondi. Dalla Prigione di 'Akká Egli ha rivolto il viso verso voi e per amor vostro ha rivelato ciò che immortalerà il vostro ricordo e i vostri nomi nel Libro che non può essere cancellato e rimarrà intatto dai dubbi dei ribelli. Gettate via ciò che è in uso tra gli uomini e aggrappatevi alle cose che vi sono intimate in virtù del Volere dell'Ordinatore, dell'Antico dei Giorni. Questo è il giorno in cui il divino Albero di Loto a gran voce proclama: O genti! Guardate i Miei frutti e le Mie foglie, tendete l'orecchio allo stormir delle Mie fronde. Badate che i dubbi degli uomini non vi precludano la luce della certezza. L'Oceano della favella esclama: «O abitanti della terra! Mirate le Mie acque spumeggianti e le perle di saggezza e di loquela che ho deposto. Temete Dio e non siate tra gl'incuranti».

In questo Giorno nel superno Reame c'è gran festa, perché tutto ciò che era stato promesso nelle Sacre Scritture s'è adempiuto. È questo il Giorno del grande gioire. È doveroso che tutti s'affrettino verso la corte della Sua vicinanza, traboccanti allegrezza, felicità, esultanza e delizia e si liberino dal fuoco della lontananza.

O genti di Tár! Con la corroborante forza del Mio Nome afferrate il calice del sapere, indi bevetene a sazietà sfidando i popoli del mondo, che hanno violato il Patto di Dio e il Suo Testamento, respinto le Sue prove e i Suoi chiari segni e cavillato sui Suoi pegni che hanno pervaso tutto ciò che è in cielo e sulla terra.

Gli infedeli tra le genti del Bayán sono come i seguaci della setta sciita e ne calcano le orme. Abbandonateli alle loro oziose fantasie e vane illusioni. In verità, nel Libro di Dio, l'Onnisciente, il Sapientissimo, sono annoverati tra i perduti. I teologi sciiti sono ora tutti indaffarati a ingiuriare ed accusare l'Unico Vero dai loro pulpiti. Benevolo Iddio! Anche Dawlat-Ábádí10 ha fatto altrettanto. Salito sul pulpito, ha proferito ciò che ha strappato gridi d'angoscia alla Tavola e gemiti alla Penna. Meditate sul suo comportamento e sul comportamento di Ashraf 11 - a Lui la Mia gloria e la Mia tenera misericordia - e considerate anche quegli amati che in Mio Nome andarono gioiosi al martirio e immolarono la vita sulla via di Colui Che è il Desìo del mondo.

La Causa è palese, risplende fulgida come il sole, ma la gente si è fatta velo a se stessa. Supplichiamo Iddio che Si degni di aiutarla a ritornare a Lui. In verità, Egli è il Perdonatore, il Misericordioso.

O genti di Tár! Vi salutiamo da questo Sito e imploriamo Iddio - benedetto e magnificato Egli sia - di farvi bere il vino prelibato della costanza dalla mano del Suo favore. In verità, Egli è il Signore della Munificenza, il Benevolo, il Lodatissimo. Abbandonate a se stessi gli immaturi del mondo - coloro che sono sospinti da egoistiche brame, che si aggrappano agli esponenti dell'oziosa fantasia. In verità, Egli è Patrono e Soccorritore vostro. In verità, Egli ha il potere di fare quello che vuole. Non v'è altro Dio che Lui, l'Uno, l'Impareggiabile, il Possente, il Sommo.

Dalla presenza Nostra la gloria scenda su chi ha rivolto il viso verso l'Alba della Sua Rivelazione e ha accettato e riconosciuto ciò che la Lingua della favella ha proferito nel regno del sapere in questo benedetto, glorioso e incomparabile Giorno.

1 Hájí Mírzá Haydar-‘Alí, eminente insegnante e scrittore persiano bahá’í. Trascorse nove anni prigioniero ed esule a Khartúm; fece lunghi viaggi in Írán e morì nel 1920 in Terra Santa. I pellegrini occidentali lo conoscevano come l’Angelo del Monte Carmelo.

2 Corano, 34:12.
3 Gesù

4 Hájí Mullá Hádí Sabzivárí, famoso filosofo e poeta iraniano contemporaneo di Bahá’u’lláh; morì nel 1873.

5 Mírzá Abu’l-Qásim Faráhání, il Qa’im Maqám, illustre poeta e studioso vissuto durante il regno di Fath-‘Alí Sháh, amico di Mirzá Buzurg, padre di Bahá’u’lláh. Il Qa’im Maqám divenne Primo Ministro di Persia nel 1821, ma nel 1835 fu ucciso per ordine di Muhammad Sháh, in seguito alle istigazioni di Hájí Mírzá Áqásí.

6 Cf. Corano 4:129
7 Corano 59:9.

8 Muhammad Javád-i-Qazvíní, al quale Bahá’u’lláh conferì il titolo di Ismu’lláhi’l-Júd (il Nome di Dio, Munificenza). Durante il ministerio di Bahá’u’lláh, egli trascrisse numerose Sue Tavole, ma poi violò il Patto. Vedi Dio passa nel mondo, p. 254 e 329.

9 Villaggio nei pressi di Isfáhán.

10 Mírzá Hádí Dawlat-Ábádí, teologo di Isfáhán. Divenuto seguace Báb, appoggiò poi Mírzá Yahyá e infine fu nominato suo rappresentante in Írán e suo successore. Durante le persecuzioni contro i Bábí, abiurò.

11 Mírzá Ashraf, che fu martirizzato nella città di Isáhán. (Vedi Dio passa nel mondo, pag. 206).

LAWH-I-DUNYÁ
(Tavola del Mondo)

Nel Mio Nome, che chiama a gran voce nel Reame della Favella

Ringraziamenti e lodi si confanno al Signore del manifesto dominio Che ha adornato la possente prigione con la presenza di suo onore 'Alí Akbar e suo onore Amín rischiarandola con la luce della certezza, della costanza e della sicurezza.1 La gloria di Dio e di tutti coloro che sono nei cieli e sulla terra sia con loro.

Luce e gloria, salute e lode alle Mani della Sua Causa, per le quali la luce della fortezza ha sfolgorato ed è stata dimostrata la verità che il potere di decidere appartiene a Dio, il Forte, il Potente, l'Illimitato, per le quali l'oceano della munificenza ha spumeggiato e ha spirato la fragranza dei benevoli favori di Dio, Signore dell'umanità. L'imploriamo - magnificato sia - di difenderle con la gagliardìa dei Suoi eserciti, di proteggerle con la potenza del Suo dominio e di assisterle con la Sua forza irresistibile imperante su tutto il creato. La sovranità è di Dio, Creatore dei Cieli e Signore del Regno dei Nomi.

I1 Grande Annunzio proclama: O genti di Persia! In epoche passate siete state simbolo di misericordia e personificazione di affetto e gentilezza. Le contrade del mondo furono illuminate e abbellite dal fulgore della luce della vostra scienza e dalla vampa della vostra erudizione. Come mai siete insorte a distruggere voi stesse e i vostri amici con le vostre stesse mani?

O Afnán, o tu che sei germogliato dal Mio antico Ceppo! Su te riposi la Mia gloria e la Mia amorevole premura. Com'è grande il tabernacolo della Causa di Dio! Ha gettato la sua ombra su tutti i popoli e le tribù della terra e ben presto radunerà sotto la sua protezione l'intera umanità. È giunto per te il giorno di servire. Innumerevoli Tavole stanno ad attestare i doni che ti sono concessi. Lèvati pel trionfo della Mia Causa, soggiòga i cuori degli uomini col potere della tua parola. Devi mostrare ciò che assicurerà la pace ed il benessere dei miseri e degli oppressi. Cingiti i lombi sì che, per avventura, coi tuoi sforzi tu possa liberare il prigioniero dalle sue catene e renderlo capace di raggiungere la vera libertà.

La Giustizia, in questo giorno, lamenta la propria sorte e l'Equità geme sotto il giogo dell'oppressione. Le oscure nubi della tirannide hanno ottenebrato la faccia della terra e avviluppato i suoi popoli. Col movimento della Nostra gloriosa Penna, per ordine dell'Ordinatore onnipotente, abbiamo alitato nuova vita in ogni forma umana e istillato nuova potenza in ogni parola. Tutto il creato proclama i segni di questa rigenerazione mondiale. Questa è la più grande, la più lieta novella annunziata all'umanità dalla Penna di questo Vilipeso. Di che, dunque, temete, o Miei amati? Chi può sgomentarvi? Una traccia di umidore basta a dissolvere la creta indurita di cui è modellata questa generazione perversa. I1 semplice atto di riunirvi è sufficiente a disperdere le forze di questi esseri insignificanti e vani.

La lotta e il conflitto s'addicono alle fiere. Fu per grazia di Dio e con l'aiuto di parole convenienti e di encomiabili azioni che la comunità bábí rinfoderò le spade. In forza di buone parole, infatti, i giusti sono sempre riusciti a vincere la palma sui prati dei cuori umani. Dite, o amati! Non dimenticate l'avvedutezza. Volgete i cuori verso i consigli che la Penna Più Eccelsa v'impartisce e badate che le vostre mani o le vostre lingue non nuocciano ad alcuno fra gli uomini.

Riguardo la terra di Tá [Tihrán] abbiamo rivelato nel Kitáb-i-Aqdas ciò che servirà da monito all'umanità. Gente che perpetra nel mondo atti di oppressione ha usurpato i diritti dei popoli e delle tribù della terra e sta ostinatamente seguendo le proprie egoistiche inclinazioni. I1 tiranno2 della terra di Yá [Yazd] commise ciò che ha fatto sparger lagrime di sangue alle Superne Schiere.

O tu che hai libato il vino della Mia parola e fissato lo sguardo sull'orizzonte della Mia Rivelazione! È ben strano che il popolo di Persia, il quale non aveva pari nelle scienze e nelle arti, sia precipitato all'infimo livello di degradazione fra le tribù del mondo. O genti! In questo benedetto e glorioso Giorno, non privatevi delle liberali effusioni di favore che il Signor dalle abbondanti grazie vi ha elargito. In questo Giorno le nuvole della misericordia divina stanno riversando diluvi di saggezza e di loquela. Prosperi chi giudica equamente la Sua Causa e mal incolga agli ingiusti.

In questo giorno, ogni uomo illuminato è pronto ad ammettere che i consigli rivelati dalla Penna di questo Vilipeso costituiscono il supremo potere animatore per il progresso del mondo e l'elevazione dei suoi popoli. Levatevi, o genti, e mediante la possanza di Dio, decidetevi a vincere voi stessi, sì che la terra intera si liberi e purifichi dalla schiavitù degli dèi delle sue vane fantasie - dèi che hanno inflitto tante perdite ai loro sciagurati adoratori, della cui miseria sono responsabili. Questi idoli formano l'ostacolo che contrasta l'uomo nei suoi sforzi per progredire sul sentiero della perfezione. Nutriamo speranza che la Mano del potere divino presti assistenza all'umanità e la liberi dal suo stato di penoso avvilimento.

In una delle Tavole sono state rivelate queste parole: O genti di Dio! Non affaccendatevi con le cose vostre, ma fissate i vostri pensieri su quel che può riabilitare le sorti dell'umanità e santificare i cuori e le anime degli uomini. Ciò può meglio conseguirsi per mezzo di azioni pure e sante, di una vita virtuosa e di una buona condotta. Atti valorosi assicureranno il trionfo di questa Causa e un carattere puro ne rafforzerà il potere. Agite secondo giustizia, o genti di Bahá! Questo è, invero, il comandamento che vi ha dato questo Vilipeso e la più scelta primizia della Sua incoercibile Volontà per ciascuno di voi.

O amici! V'incombe di corroborare e ravvivare le vostre anime con gli amabili favori che si riversano su voi in questa Divina Primavera risvegliatrice d'anime. L'Astro della Sua grande gloria ha raggiato su di voi il suo fulgore e vi ricoprono le nubi della Sua grazia illimitata. Alta è la ricompensa di colui che non si è privato di questo grande benefizio e ha riconosciuto la beltà del Benamato in questa Sua nuova veste. State in guardia, poiché il Maligno è in agguato, pronto a ghermirvi. Proteggetevi contro i suoi malvagi espedienti e, guidati dalla luce del nome di Dio Onniveggente, fuggite dalle tenebre che vi circondano. Che la vostra visione sia universale e non limitata a voi stessi. I1 Maligno è colui che vi impedisce di elevarvi e intralcia il progresso spirituale dei figli degli uomini.

In questo Giorno è doveroso che tutti si dedichino a ciò che favorisce gli interessi e innalza il rango di tutte le nazioni e dei governi giusti. Per opera di ogni versetto rivelato dalla Penna dell'Altissimo, le porte dell'amore e dell'unità sono state spalancate innanzi agli uomini. Abbiamo già dichiarato tempo addietro - e la Nostra Parola è verità: «Associatevi con i seguaci di tutte le religioni in spirito di amicizia e di cameratismo». Tutto ciò che ha portato i figli degli uomini a sfuggirsi ed è stato ragione di discordia e divisione fra loro è stato annullato ed abolito per opera della rivelazione di queste parole. Al fine di nobilitare il mondo dell'essere e di elevare le menti e le anime degli uomini, dal cielo della Volontà di Dio è stato inviato questo istrumento che è il più efficace per l'educazione della razza umana. Tramite questa potentissima Rivelazione l'essenza più pura e l'espressione più perfetta di tutto ciò che hanno detto o scritto i popoli più antichi sono discese dal cielo della Volontà dell'Onnimperante, Sempiterno Iddio. In antico, è stato rivelato: «L'amor di patria è parte della Fede di Dio». Ma nel giorno della Sua Manifestazione la Lingua della Grandezza ha proclamato: «Non ci si vanti di amare il proprio paese, bensì di amare il mondo». Col potere che si sprigiona da queste parole eccelse, Egli ha dato nuovo impulso e orientamento ai cuori umani, cancellando dal sacro Libro di Dio ogni traccia di restrizione e limitazione.

Questo Vilipeso ha proibito alle genti di Dio di impegnarsi in polemiche e conflitti esortandole ad agire rettamente e ad avere buon carattere. In questo giorno gli eserciti che possono condurre la Causa alla vittoria sono quelli del virtuoso comportamento e del carattere santificato. Beato chi vi si attiene strettamente e mal incolga a chi se ne discosta.

O genti di Dio! V'esorto ad attenervi alla cortesia, perché essa è la più grande di tutte le virtù. Fortunato chi è illuminato dalla luce della cortesia e ammantato nella veste della rettitudine. Chi di essa è permeato ha in verità raggiunto un sublime stadio. Si spera che questo Vilipeso e tutti gli altri possano acquisirla, aggrapparsi ad essa, usarla e su essa fissare lo sguardo. È un comando perentorio sgorgato dalla Penna del Più Grande Nome.

Questo è il giorno in cui ogni uomo deve palesare le gemme di costanza nascoste nella miniera del suo intimo essere. O genti di giustizia! Brillate come la luce e splendete come il fuoco che divampò dal Roveto Ardente. Senza dubbio, lo splendore del fuoco del vostro amore fonderà e unificherà i popoli e le tribù della terra in lotta, mentre la violenza della fiamma dell'inimicizia e dell'odio non può ingenerare altro che guerra e rovina. Imploriamo Dio che difenda le Sue creature dai malvagi disegni dei Suoi nemici. Egli ha, invero, potere su tutte le cose.

Ogni lode all'unico vero Dio - esaltata Ne sia la gloria - Che, con la Penna dell'Altissimo, ha disserrato le porte dei cuori umani. Ogni versetto rivelato da questa Penna è una porta luminosa e risplendente dischiusa sulle glorie di una vita santa e pia e di azioni pure e immacolate. Gli appelli e il messaggio che abbiamo lanciati non sono stati destinati a raggiungere o a beneficare una nazione o un popolo soltanto. L'umanità intera deve attenersi con fermezza a tutto ciò che le è stato concesso e rivelato. Allora, e soltanto allora, raggiungerà la vera libertà. La terra è tutta illuminata dalla gloria splendente della Rivelazione di Dio. Nell'anno sessanta Colui Che preannunciò la luce della Divina Guida - possa tutta la creazione esserGli offerta in sacrificio - Si levò ad annunziare una nuova rivelazione dello Spirito Divino, e vent'anni più tardi fu seguito da Colui per la Cui venuta il mondo è stato fatto beneficiario di questa gloria promessa, di questo meraviglioso favore. Vedi come alla maggioranza degli uomini sia stata conferita la capacità di ascoltare l'eccelso Verbo di Dio - Verbo dal quale dipende l'unione e la resurrezione spirituale di tutti gli uomini.

Rinchiusi nella Prigione di 'Akká, rivelammo nel Libro Cremisi ciò che conduce al miglioramento dell'umanità e alla riedificazione del mondo. Le parole ivi enunciate dalla Penna del Signore del creato includono le seguenti che rappresentano i principî fondamentali per l'amministrazione degli umani affari:

Primo: incombe ai ministri della Casa di Giustizia di promuovere la Pace Minore così che i popoli della terra siano sollevati dall'onere di spese esorbitanti. È cosa imperativa e assolutamente necessaria, poiché ostilità e conflitti sono alla radice di afflizioni e di calamità.

Secondo: Le lingue devono essere ridotte a un solo comune idioma da insegnare in tutte le scuole del mondo.

Terzo: È doveroso che l'uomo si attenga strettamente a ciò che favorisca la fratellanza, la gentilezza e l'unità.

Quarto: Tutti, uomini e donne, devono affidare a una persona di fiducia parte di ciò che guadagnano con il commercio, l'agricoltura o altra occupazione, perché sia spesa allo scopo di educare e istruire i fanciulli, tenendone informati i Fiduciari della Casa di Giustizia.

Quinto: Si deve curare in modo particolare l'agricoltura. Essa è stata menzionata al quinto posto, ma senza dubbio precede gli altri punti. All'estero l'agricoltura è molto sviluppata, mentre in Persia è stata finora gravemente trascurata. Si spera che Sua Maestà lo Scià - lo assista Iddio con la Sua grazia - rivolga la sua attenzione a questo problema vitale e importante.

Se gli uomini osservassero rigorosamente ciò che la Penna dell'Altissimo ha rivelato nel Libro Cremisi, potrebbero permettersi di fare a meno di tutti i regolamenti in uso nel mondo. Certe esortazioni sono ripetutamente fluite dalla Penna dell'Altissimo, sì che per avventura le manifestazioni della forza e gli orienti della potenza possano, un giorno, metterle in atto. In verità se si trovassero ricercatori sinceri, in forza del Suo amore, tutte le emanazioni del penetrante e irresistibile Volere di Dio sarebbero rivelate. Ma dove sono i ricercatori zelanti e le menti indagatrici? Dove sono finiti gli uomini equi e imparziali? Non passa giorno senza che divampi il fuoco di un altro sopruso o che sia sguainata la spada di una nuova aggressione. Benevolo Iddio! In Persia i grandi e i nobili si fanno vanto di atti così selvaggi che si sbalordisce a sentirli raccontare.

Notte e dì questo Vilipeso rende grazie e lode al Signore degli uomini, perché è evidente che le parole di esortazione e di consiglio che pronunziammo hanno sortito l'effetto desiderato e che questa gente ha mostrato un carattere e una condotta graditi ai Nostri occhi. Lo affermiamo in virtù del fatto che ha veramente consolato gli occhi del mondo, e cioè che gli amici abbiano interceduto presso le alte autorità in favore dei loro nemici. Invero le azioni giuste attestano la verità delle parole. Nutriamo speranza che uomini devoti rischiarino il mondo con la fulgida luce del loro comportamento e supplichiamo l'Onnipotente - glorificato ed esaltato Egli sia - di concedere che in questo Giorno tutti rimangano incrollabili nel Suo amore e irremovibili nella Sua Causa. In verità, Egli è il Protettore di coloro che Gli sono completamente devoti e osservano i Suoi precetti.

O gente di Dio! Infiniti sono i reami che la Nostra Penna Gloriosa ha rivelato e innumerevoli gli occhi ai quali ha dato vero lume. Ma in Persia i più ancora sono privi del beneficio di consigli vantaggiosi e difettano gravemente nel campo delle scienze e delle arti utili. Queste sublimi parole furono rivelate dal Calamo Glorioso in onore di uno dei fedeli, sì che per avventura i traviati potessero abbracciare la Verità e apprendere le sottigliezze della Legge di Dio.

Verso quattro cose miscredenti e infedeli hanno rivolto la mente: primo, versar sangue; secondo, bruciare i libri; terzo, discriminare i seguaci di altre religioni; quarto, sterminare le altre comunità e gli altri gruppi. Ma ora, mercé la grazia corroborante e la potenza della Parola di Dio, queste quattro barriere sono state abbattute, queste chiare ingiunzioni sono state cancellate dalla Tavola e queste spietate disposizioni trasformate in attributi spirituali. Eccelso è il Suo intento, glorificato il Suo potere, magnificato il Suo dominio! Imploriamo ora Iddio - sia esaltata la Sua gloria - che Si degni di ben guidare i seguaci della setta sciita e di purificarli da comportamenti sconvenienti. Dalle labbra degli adepti di questa setta escono incessantemente turpi imprecazioni, mentre essi urlano la parola «Mal'ún» (maledetto) - pronunziando la lettera 'ayn con suono gutturale - e questo è il loro piacere quotidiano.

O Dio mio Dio! Tu odi il lamento di Colui Che è la Tua luce (Bahá), e notte e dì ascolti i Suoi gemiti e sai che nulla Egli per Sé desidera, ma cerca di santificare le anime dei Tuoi servi e di liberarli dal fuoco che sempre li incalza. O Signore! Le mani dei Tuoi servi favoriti sono protese verso il cielo del Tuo favore e quelle dei Tuoi sinceri amanti sono levate verso le sublimi vette della Tua generosità. Non deluderli, Ti scongiuro, in quello che cercano dall'oceano del Tuo favore e dal cielo della Tua grazia e dall'astro della Tua munificenza. Aiutali, o Signore, ad acquisire virtù che esaltino il loro stadio fra i popoli del mondo. In verità, Tu sei il Forte, il Potente, il Generosissimo.

O genti di Dio! Tendete l'orecchio a ciò che, se ne farete conto, assicurerà la libertà, il benessere, la tranquillità, l'edificazione e il miglioramento di tutti gli uomini. Certe leggi e principî sono necessari e indispensabili per la Persia; ma si conviene che queste misure siano adottate in conformità con le ponderate opinioni di Sua Maestà - lo assista Iddio con la Sua grazia - e dei dotti teologi e dei più alti governanti. Essi dovranno fissare un luogo, debitamente approvato, dove incontrarsi; qui devono aggrapparsi alla corda della consultazione e adottare e applicare ciò che conduca alla sicurezza, alla prosperità, alla ricchezza e alla tranquillità del popolo. Perché se adottassero misure diverse, ne deriverebbero solo caos e confusione.

Secondo le leggi fondamentali che abbiamo tempo addietro rivelato nel Kitáb-i-Aqdas e in altre Tavole, tutti gli affari sono affidati alle cure di sovrani e presidenti giusti e dei Fiduciari della Casa di Giustizia. Se mediterà su quanto abbiamo enunciato, ogni uomo equo e sagace vedrà prontamente, con gli occhi interiori ed esteriori, le vive luci dell'astro della giustizia che ne promanano.

Il sistema di governo che il popolo britannico ha adottato a Londra pare buono, perché è adorno della luce sia della corona sia della consultazione del popolo.

Nel formulare i principî e le leggi, una parte è stata dedicata alle penalità, efficace strumento per la sicurezza e la protezione degli uomini. Ma il timore della punizione impedisce alle persone di commettere atti vili e spregevoli solo esteriormente, mentre ciò che protegge e frena l'uomo tanto esteriormente quanto interiormente è stato e ancora è il timor di Dio. Esso è il vero protettore e custode spirituale dell'uomo, cui incombe di aggrapparsi a ciò che conduce all'apparizione di questo supremo favore. Fortunato chi porge ascolto a tutto quello che il Mio Calamo Glorioso ha proclamato e osserva ciò che gli ingiunge l'Ordinatore, l'Antico dei Giorni.

Volgete i cuori, o genti di Dio, ai consigli del vostro vero e incomparabile Amico. I1 Verbo di Dio può paragonarsi a un alberello, le cui radici sono state piantate nei cuori umani. Avete l'obbligo di proteggerne lo sviluppo con le vive acque della saggezza, con le parole pure e sante, cosicché le sue radici attecchiscano e i suoi rami si protendano alti nei cieli ed oltre.

O voi che dimorate sulla terra! I tratti distintivi dell'eccellenza di questa Rivelazione Suprema consistono nell'aver Noi, da un canto, cancellato dalle pagine del Sacro Libro di Dio tutto ciò che è stato ragione di discordia, malvagità e cattiveria fra i figli degli uomini e, dall'altro, decretato i requisiti essenziali della concordia, della comprensione e dell'unità completa ed eterna. Felici coloro che osservano i Miei statuti!

Abbiamo ripetutamente ammonito i Nostri amati di evitare, anzi di fuggire qualsiasi cosa in cui si avverta sentore di malizia. Il mondo è in grande scompiglio e le menti dei suoi abitanti in istato di completa confusione. Supplichiamo l'Onnipotente che Si degni di illuminarli con la gloria della Sua Giustizia e che permetta loro di scoprire ciò che gioverà loro in ogni occasione e circostanza. Egli è, invero, Colui Che tutto possiede, l'Altissimo.

In passato abbiamo proferito queste sublimi parole: Coloro che rendono omaggio a questo Vilipeso siano nube rorida di pioggia in momenti di carità e benevolenza e vampa di fuoco nel frenare la propria natura ignobile e vogliosa.

Benevolo Iddio! Di recente è accaduto un fatto che ha prodotto grande meraviglia. Si dice che una persona3 si sia recata presso la sede del trono imperiale in Persia e sia riuscita a entrare nelle grazie di alcuni nobili con il suo comportamento cattivante. Pietoso davvero, deplorevole! Ci si chiede stupiti perché mai coloro che sono stati i simboli della più grande gloria si siano ora lasciati cadere in questo infinito obbrobrio. Che ne è dei loro alti propositi? Dov'è finito il loro senso dell'onore e della dignità? A lungo il sole della gloria e della saggezza ha brillato sull'orizzonte della Persia, ma oggi tanto è declinato che certi dignitari si fanno trastullare come balocchi nelle mani degli stolti. La suddetta persona ha scritto di questa gente sulla stampa egiziana e sull'Enciclopedia di Beirut cose tali da stupire i bene informati e i dotti. Si trasferì poi a Parigi dove pubblicò un giornale intitolato 'Urvatu'l-Vuthqá [la Salda Impugnatura] mandandone copie in tutto il mondo. Ne inviò una anche nella Prigione di 'Akká e, così facendo, intendeva mostrare affetto e fare ammenda per le trascorse azioni. In breve, questo Vilipeso ha taciuto per riguardo verso di lui. Supplichiamo Dio, l'Unico Vero, di proteggerlo e di effondere su di lui la luce della giustizia e dell'equità. Incombe ch'egli dica:

O Dio mio Dio! Mi vedi innanzi alla porta del Tuo perdono e della Tua benevolenza, fissare lo sguardo sull'orizzonte dei Tuoi munifici favori e delle Tue molteplici benedizioni. O Signore di tutta l'umanità, Ti supplico per i Tuoi soavi accenti e per la squillante voce della Tua Penna d'aiutare graziosamente i Tuoi servi, come s'addice ai Tuoi giorni e si confà alla gloria della Tua manifestazione e maestà. In verità, il potere Tu hai di fare tutto quello che vuoi. Tutti coloro che dimorano nei cieli e sulla terra attestano la Tua forza e la Tua potenza, la Tua gloria e la Tua munificenza. Lode a Te, o Signore dei mondi e Benamato del cuore d'ogni uomo perspicace.

Vedi, o mio Dio, l'essenza della povertà cercare l'oceano della Tua opulenza e la sostanza dell'iniquità anelare alle acque del Tuo perdono e della Tua tenera misericordia. Dispensa, o mio Dio, ciò che si conviene alla Tua grande gloria e s'addice alla sublimità della Tua grazia sconfinata. In verità, Tu sei il Munificentissimo, il Signore dalle abbondanti grazie, l'Ordinatore, l'Onnisciente. Non v'è altro Dio che Te, il Forte, Colui Che tutto soggiòga, l'Onnipotente.

O popolo di Dio! In questi giorni tutti devono fissare gli occhi sull'orizzonte di queste parole benedette: «Da solo e senza aiuto Egli fa tutto quel che Gli aggrada». Chi perviene a questo stadio è, in verità, pervenuto alla luce dell'essenziale unità di Dio e ne è illuminato, mentre nel Libro di Dio tutti gli altri sono annoverati tra i seguaci di oziose fantasie e vane illusioni. Tendete l'orecchio alla Voce di questo Vilipeso e proteggete l'integrità del vostro stadio. È estremamente necessario e urgente che tutti si attengano a questo consiglio.

Questo Vilipeso ha sempre proclamato, senza veli e occultamenti, al cospetto di tutti i popoli del mondo, ciò che servirà da chiave onde aprire le porte delle scienze, delle arti, del sapere, del benessere, della prosperità e della ricchezza. Non sono riusciti i torti inflitti dagli oppressori a far tacere la squillante voce del Calamo Più Eccelso, né han potuto i dubbi dei perversi e dei sediziosi impedirGli di rivelare la Parola Più Sublime. Supplico ardentemente Iddio di proteggere e purificare le genti di Bahá dalle futili ubbie e dal corrotto immaginare dei seguaci delle antiche Fedi.

O genti di Dio! Agli occhi di Colui Che è il Desìo del mondo, gli onesti uomini di cultura che, temperanti e scevri da impulsi di una natura ignobile e bramosa, si dedicano alla guida degli altri, sono stelle nel firmamento della vera scienza: è necessario che siano trattati con deferenza. In verità essi sono fonti di acque dolcemente scorrenti, stelle luminose e scintillanti, frutti dell'Albero benedetto, esponenti del potere celestiale e oceani di paradisiaca saggezza: felice chi li segue. In verità un'anima siffatta è annoverata nel Libro di Dio, Signore del trono possente, tra coloro che avranno beatitudine.

La gloria che proviene da Dio, Signore del Trono Superno e del basso mondo si posi su voi, o genti di Bahá, compagni dell'Arca Cremisi, e su coloro che hanno teso l'orecchio alle vostre dolci voci e osservato ciò che è loro ingiunto in questa possente e meravigliosa Tavola.

1 Le due Mani della Causa di Dio, Hají ‘Alí Akbar Shamírzádí e Hájí Abu’l-Hasan Ardakání, Amín-Ilání (fiduciario dell’Huqúqu’lláh), furono imprigionati a Qazvín nel 1891 e poi trasferiti in prigione a Tihrán.

2 Il principe Mahmúd Mírzá, il Jalálu’d-Dawlih, Governatore di Yazd, Persia.

3 Jamalu’d-Dín-i-Afghání. (Vedi Dio passa nel mondo, pp. 307 e 327).

ISHRÁQÁT
(Splendori)

Questa è l'Epistola di Dio, l'Aiuto nel Pericolo, l'Esistente da Sé

Egli è Dio, esaltato sia, Signore della saggezza e della loquela.

Lode a Dio, incomparabile per maestà, forza e bellezza, impareggiabile per gloria, possanza e grandezza; troppo eccelso Egli è, perché immaginazione d'uomo possa comprenderLo o Gli possa essere dato pari o eguale. Egli ha chiaramente esposto la Sua retta Via in parole e detti di altissima eloquenza. In verità, è Colui Che tutto possiede, il Più Eccelso. Allorché Si prefisse di chiamare all'esistenza la nuova creazione, inviò dall'orizzonte del Suo Volere il Punto Luminoso e Palese; esso trapassò tutti i segni e si manifestò in tutte le forme, finché raggiunse lo zenit, secondo il decreto di Dio, Signore di tutti gli uomini.

Il Punto è il foco del circolo dei Nomi e segna il culmine delle Manifestazioni delle Lettere nel mondo del creato. Per mezzo suo sono apparse tracce del Mistero impenetrabile, del Simbolo ornato, Colui Che è rivelato nel Più Grande Nome - Nome annotato nella luminosa Tavola e inscritto sulla santa, benedetta, nivea Pergamena. Poi, unitosi alla seconda Lettera1 che appare all'inizio del Mathání,2 il Punto attraversò i cieli dell'esposizione e della favella, indi l'eterna luce di Dio irradiò il suo fulgore, divampò nell'intimo cuore del firmamento della testimonianza e generò due Astri. Sia glorificato il Misericorde, al Quale non si può fare allusione, Che nessuna espressione può definire, nessuna affermazione rivelare, nessun segno descrivere. In verità Egli è l'Ordinatore, il Munificentissimo, e al principio e alla fine. Ed Egli concesse loro patroni e difensori di fra gli eserciti della forza e del potere. In verità, Egli è l'Aiuto nel Pericolo, il Possente, l'Illimitato.

II preambolo di questa Epistola vien rivelato due volte, proprio come il Mathání2

Lode a Dio Che ha manifestato il Punto, ne ha dispiegato la conoscenza di tutte le cose, passate e future - Punto che ha prescelto quale Araldo del Suo Nome e Precursore della Sua grande Rivelazione che ha fatto tremare le membra di tutta l'umanità e splendere il fulgore della Sua luce all'orizzonte del mondo: In verità, esso è il Punto che Dio ha disposto essere oceano di luce per i sinceri fra i Suoi servi e vampa di fuoco per i ribelli tra le Sue creature e gli empi tra i Suoi popoli - coloro che barattarono il dono di Dio con la miscredenza e il cibo celeste con l'ipocrisia e menarono i loro gregari in turpe dimora. Costoro sono le genti che, il giorno in cui l'Essere immortale salì al Trono e il Banditore levò la Voce dal rifugio della sicurezza e della pace nella santa Valle, hanno manifestato sedizione in tutto il mondo e violato il Suo Patto.

O seguaci del Bayán! Temete il Misericordiosissimo. Ecco Colui Che è stato glorificato da Muhammad, l'Apostolo di Dio; e prima di Lui dallo Spirito3 e ancor prima da Colui Che conversò con Dio.4 Ecco il Punto del Bayán che innanzi al Trono a gran voce grida: «Per la giustizia di Dio, siete stati creati per glorificare questo Sommo Annunzio, questa Perfetta Via, celata nelle anime dei Profeti, custodita nei cuori degli eletti di Dio e scritta dal Calamo glorioso del tuo Signore, il Possessore dei Nomi».

Dì: Morite nella vostra rabbia, o malevoli! In verità è apparso Colui alla Cui scienza nulla sfugge. È giunto Colui Che ha fatto fiorire ghirlande di sorrisi sul sembiante del divino sapere. Per mezzo Suo è abbellito il regno della favella, ogni anima ricettiva ha drizzato il volto verso il Signore delle Rivelazioni, ogni sconfitto si è rialzato e ogni pigro indolente s'è slanciato per raggiungere il Sinai della certezza. Questo è il Giorno che Dio ha disposto essere benedizione per i giusti, retribuzione per i reprobi, grazia per i fedeli e furia della Sua collera per i ribelli e gl'infedeli. In verità, Egli è stato manifestato e da Dio investito d'invincibile sovranità: ha rivelato cose con cui nulla sulla terra e nei cieli può esser confrontato.

Temete il Misericordiosissimo, o genti del Bayán, e non commettete ciò che hanno commesso i seguaci del Corano - coloro che notte e dì protestarono di credere nella Fede di Dio, ma, apparso che fu il Signore di tutti gli uomini, si scostarono da Lui e Gli pronunziarono contro sentenza sì crudele che, il Dì del Ritorno, il Libro Primigenio compianse amaramente la Sua sorte. Rammentate le loro parole e le loro opere, i loro stadî e meriti e le cose che produssero quando Colui Che conversò sul Sinai sciolse la lingua, quando risonò uno squillo di Tromba, per cui tutti coloro che erano nei cieli e sulla terra caddero in deliquio fuorché coloro che sono annoverati tra le lettere dell'affermazione: indi meditate.

O genti del Bayán! Abbandonate le vostre oziose fantasie e vane illusioni, guardate poi con occhio d'equità all'Oriente della Sua Rivelazione e considerate le cose che ha manifestato, le parole che ha divinamente rivelato e le sofferenze che L'hanno afflitto per mano dei nemici. Egli è Colui Che ha accettato patimenti d'ogni sorta per proclamare la Sua Causa ed esaltare la Sua Parola. Per amore della Causa di Dio, Fattore dei cieli, una volta fu imprigionato nella terra di Tá (Tihrán), un'altra nella terra di Mím (Mázindarán), poi ancora nella prima. Nel Suo amore per la Causa di Dio, l'Onnipotente, il Munificentissimo, fu costretto a ceppi e catene.

O genti del Bayán! Avete dimenticato le esortazioni che la Mia Penna ha rivelato e la Mia lingua proferito? Avete barattato la Mia certezza con le vostre oziose fantasie, e la Mia Via con le vostre egoistiche brame? Avete gettato via i precetti di Dio e il Suo ricordo e dimenticato le Sue leggi e ordinanze? Temete Dio, e abbandonate le vane illusioni ai loro ideatori, e lasciate le superstizioni ai loro inventori, e i malintesi ai loro fautori. Avanzate adunque con volti radiosi e cuori immacolati verso l'orizzonte sul quale, per ordine di Dio, Signore delle Rivelazioni, l'Astro della Certezza fulgido risplende.

Lode a Dio Che ha fatto della Suprema Infallibilità lo scudo per il tempio della Sua Causa nel reame del creato e non ha assegnato ad alcuno una porzione di questo eccelso e sublime stadio, veste che le dita del potere trascendente hanno intessuto per il Suo augusto Essere. Non s'attaglia a nessuno fuorché a Colui Che è assiso sul possente trono di «Ei fa quel che Gli aggrada». Chi accetta e riconosce ciò che il Calamo Glorioso ora scrive è in verità annoverato nel Libro di Dio, Signore del principio e della fine, tra gli esponenti dell'unità divina, coloro che sostengono il concetto dell'unicità di Dio.

Quando il rivo delle parole raggiunse questo stadio, si sparsero i dolci aromi della vera conoscenza e l'astro dell'unità divina rifulse all'orizzonte della Sua parola santa. Benedetto colui che il Suo Appello ha innalzato al fastigio della gloria, che s'è avvicinato all'ultima mèta, e ha riconosciuto, mercé la squillante voce della Mia Gloriosa Penna, ciò che il Signore di questo mondo e dell'altro volle. Chi non beve il vino scelto che abbiamo dissuggellato in forza del Nostro Nome, Colui Che tutto soggioga, non potrà scorgere gli splendori della luce dell'unità divina o comprendere lo scopo essenziale delle Scritture di Dio, Signore del cielo e della terra, Reggitore sovrano di questo mondo e del mondo avvenire. Nel Libro di Dio, l'Onnisciente, Colui Che di tutto ha contezza, un tal uomo sarà annoverato tra gl'infedeli.

O tu onorato indagatore!5 Attestiamo che, durante i giorni in cui alla Penna fu impedito il movimento e la lingua esitò a dare una spiegazione del meraviglioso segno, la Suprema Infallibilità, ti sei sempre attenuto a una dicevole pazienza. Hai chiesto a questo Vilipeso di togliertene i veli e gli involucri, di delucidartene il mistero e il carattere, lo stato e la posizione, l'eccellenza, la sublimità e l'augusto rango. Per la vita di Dio! Se svelassimo le perle di testimonianza racchiuse nelle conchiglie dell'oceano del sapere e della certezza o facessimo emergere dalle loro magioni le bellezze del mistero divino nascoste nelle aule della parola nel Paradiso della vera comprensione, allora in ogni dove tra i capi delle religioni si scatenerebbero violenti tumulti e vedresti gli uomini di Dio azzannati da quei lupi che hanno negato Dio e al principio e alla fine. Perciò a lungo frenammo la Penna, secondo la divina saggezza e per proteggere i fedeli da coloro che hanno barattato le benedizioni del cielo con la miscredenza e che per la loro gente hanno prescelto dimore di perdizione.6

O ricercatore dalla vista acuta! Giuro per Colui Che attrasse le Angeliche Schiere in forza della Sua Parola sublime! In verità, gli uccelli dimoranti entro i dominî del Mio Regno e le colombe alberganti nel roseto della Mia saggezza innalzano melodie e gorgheggi imperscrutabili a tutti fuorché a Dio, Signore dei regni della terra e del cielo; e se queste melodie fossero rivelate, sia pur in misura inferiore ad una cruna d'ago, gli oppressori spargerebbero calunnie quali nessuna delle precedenti generazioni ha mai sparso e commetterebbero atti che nessuno nelle ere e nei secoli passati ha mai commesso. Hanno respinto il favore e le prove di Dio e ripudiato le Sue testimonianze e segni. Si sono traviati e hanno traviato gli altri, ma non comprendono. Adorano vane illusioni, ma non lo sanno. Si sono presi per signori oziose fantasie e hanno negletto Dio, ma non capiscono. Hanno abbandonato il sommo Oceano, per slanciarsi verso una pozza d'acqua, e non intendono. Seguon le proprie vuote chimere e si scostano da Dio, l'Aiuto nel Pericolo, l'Esistente da Sé.

Dì, per la giustizia di Dio! Il Misericordiosissimo è giunto investito di potere e sovranità. Per la Sua potenza han tremato le fondamenta delle religioni e l'Usignolo della Favella ha gorgheggiato la sua melodia sui più alti rami della vera comprensione. In verità, Colui Che era ascoso nella conoscenza di Dio e Che è menzionato nelle Sacre Scritture è apparso. Dì, questo è il Giorno in cui Colui Che parlò sul Sinai è salito sul trono della Rivelazione e i popoli sono rimasti innanzi al Signore dei mondi. Questo è il Giorno in cui la terra ha annunziato le sue novelle e messo a nudo i suoi tesori; in cui gli oceani hanno deposto le loro perle e il Divino Albero di Loto ha dato i suoi frutti; in cui il Sole ha irradiato il suo fulgore e le Lune hanno riverberato la loro luce e i Cieli mostrato le loro stelle e l'Ora i suoi segni e la Resurrezione la sua terribile maestà; in cui le penne hanno riversato le loro effusioni e gli spiriti messo a nudo i loro arcani. Beato l'uomo che Lo riconosce e perviene al Suo cospetto e mal incolga ai traviati e ai negatori. Imploro Dio di aiutare i Suoi servi a ritornare a Lui. In verità, Egli è il Perdonatore, l'Indulgente, il Misericorde.

O tu che hai drizzato il volto verso il Celeste Reame e bevuto dalla mano della liberalità il Mio vino sigillato! Sappi che il termine «Infallibilità» ha numerosi significati e diversi stadi. In un senso si addice a Colui Che Dio ha fatto immune da errore; si addice anche a ogni anima che Dio ha protetto da peccato, colpa, ribellione, empietà, miscredenza e simili. Ma la Suprema Infallibilità è limitata a Colui il Cui stadio è infinitamente eccelso al di sopra di ordinanze o proibizioni e santificato da errori e omissioni. In verità Egli è luce cui non segue tenebra e Verità intatta dall'errore. Se Egli dichiarasse essere l'acqua vino o il cielo terra oppure la luce fuoco, direbbe il vero e non si potrebbe dubitarne; e nessuno avrebbe il diritto di discuterNe l'autorità o di dire perché o come mai. Chi fa obiezioni è annoverato tra i ribelli nel Libro di Dio, Signore dei mondi. «A Lui non si chiede conto di quello che fa, mentre a tutti gli altri sarà chiesto conto».7

Egli è disceso dal cielo invisibile, portando il vessillo «Egli fa quel che vuole» e scortato dagli eserciti del potere e dell'autorità, mentre all'infuori di Lui tutti sono tenuti ad osservare rigorosamente qualunque legge e ordinanza sia stata loro ingiunta e chi se ne discostasse, sia pur nella misura d'un capello, sarebbe vanificato il suo operare.

Considera e rammenta il tempo in cui apparve Muhammad. Egli disse, e la Sua parola è verità: «E gli uomini debbono a Dio il pellegrinaggio alla Casa».8 E così Gli son dovuti la preghiera quotidiana, il digiuno e le leggi risplendenti all'orizzonte del Libro di Dio, Signore del mondo e Vero Educatore dei popoli e delle tribù della terra. Incombe a tutti di obbedirLo in tutto ciò che Iddio ha disposto, e chi Lo nega non ha creduto in Dio, nei Suoi versetti, nei Suoi Messaggeri e nei Suoi Libri. Se Egli dichiarasse essere errore il giusto e la negazione fede, direbbe il vero secondo l'ordine di Dio. È questo uno stadio in cui né esistono né sono sia pure menzionati peccati o colpe. Pensa al benedetto, ispirato versetto in cui si intima a tutti il pellegrinaggio alla Casa. Era dovere di coloro che erano investiti di autorità dopo di Lui9 osservare tutto ciò che era stato prescritto nel Libro. Nessuno ha il diritto di deviare dalle leggi e dalle ordinanze di Dio; chi devia è annoverato fra i peccatori nel Libro di Dio, Signore del Trono Possente.

O tu che hai fissato lo sguardo sull'Oriente della Causa di Dio! Sappi per certo che la Volontà di Dio non è limitata dai criteri della gente e che Dio non calca le loro vie. Incombe invece a tutti di attenersi strettamente alla retta Via. Se Egli dicesse essere sinistra la destra e il sud nord, direbbe il vero e non si potrebbe dubitarne. In verità, Egli è da lodare nelle Sue azioni e obbedire nei Suoi decreti; non ha compagni nel Suo giudizio né ausiliari nella Sua sovranità; fa tutto ciò che vuole e ordina tutto quel che Gli aggrada. Sappi altresì che, eccetto Lui, tutti sono stati creati in forza di una parola proveniente dal Suo cospetto, ma non hanno in sé né moto né quiete, se non per Suo comando e col Suo permesso.

O tu che alto veleggi nell'atmosfera dell'amore e dell'amicizia e hai fissato lo sguardo sulla luce del sembiante del tuo Signore, Sovrano del creato! Rendi grazie a Dio, perché ti ha rivelato ciò che era nascosto e custodito nella Sua scienza così che nessuno venisse a sapere che nel Suo reame di suprema infallibilità Egli non S'è preso né compagni né consiglieri. In verità Egli è Oriente dei precetti e dei divini comandamenti, Scaturigine di saggezza e di sapere, mentre all'infuori di Lui tutti sono sudditi sotto il Suo governo ed Egli è il supremo Reggitore, l'Ordinatore, l'Onnisciente, Colui Che di tutto ha contezza.

In quanto a te, allorché sei estasiato dalle brezze salutari dei versetti rivelati e trasportato dalla pura vivificatrice acqua profferta dalla mano del favore del tuo Signore, Reggitore sovrano del Dì della Resurrezione, leva la voce e dì:

O mio Dio! O mio Dio! Ti rendo grazie perché mi hai guidato verso di Te e condotto al Tuo orizzonte, mi hai chiaramente indicato la Tua Via, rivelato la Tua testimonianza e permesso di drizzare il volto verso Te, mentre molti dottori e teologi fra i Tuoi servi assieme ai loro seguaci si sono, senza il minimo segno o prova da parte Tua, da Te scostati. Te benedetto, o Signore dei Nomi, e gloria a Te, o Creator dei Cieli, perché mediante il potere del Tuo Nome, il Bastante a Sé stesso, mi hai dato da bere il Tuo vino sigillato, mi hai tratto presso di Te e permesso di ravvisare l'Oriente della Tua parola, la Manifestazione dei Tuoi segni, la Scaturigine delle Tue leggi e dei Tuoi comandamenti e la Fonte della Tua saggezza e delle Tue elargizioni. Benedetta la terra nobilitata dai Tuoi passi, ov'è insediato il trono della Tua sovranità, e la fragranza della Tua veste aleggia. Per la Tua gloria e maestà, per la Tua forza e possanza, mi è cara la vista solo per mirar la Tua bellezza e l'udito per ascoltare il Tuo appello e i Tuoi versetti.

O mio Dio! O mio Dio! Non precludere agli occhi ciò per cui essi furono creati, né ai volti di drizzarsi verso il Tuo orizzonte, o di rendere omaggio ai portali della Tua maestà, o di presentarsi al cospetto del Tuo trono, o di inchinarsi avanti gli splendori dell'Astro del favor Tuo.

O Signore, sono colui che col cuore, l'anima, le membra, la lingua interiore ed esteriore attesta la Tua unità e unicità e rende testimonianza che Tu sei Dio, che non v'è altro Dio all'infuori di Te. Traesti l'uomo all'esistenza perché Ti conoscesse e servisse la Tua Causa, sì che il suo stadio potesse essere innalzato sulla tua terra e la sua anima nobilitata in virtù delle cose che hai rivelato nelle Tue Scritture, nei Tuoi Libri e Tavole. Eppure appena Ti palesasti e rivelasti i Tuoi segni, essi si discostarono da Te e Ti ripudiarono e respinsero ciò che svelasti innanzi ai loro occhi mediante il potere della Tua forza e della Tua possanza. Insorsero per recarTi nocumento, per spegnere la Tua luce e soffocare la fiamma che divampa nel Tuo Roveto Ardente. La loro iniquità si fece tanto infame che tramarono per spargere il Tuo sangue e violare il Tuo onore. E così agì colui10 che avevi allevato con la mano del Tuo tenero amore, protetto dalla malvagità dei ribelli fra le Tue creature e degli ostinati fra i Tuoi servi, al quale avevi assegnato il compito di trascrivere i Tuoi santi versetti innanzi al Tuo trono.

Ahimè! Ahimè! le cose che operò egli nei Tuoi giorni! fino a violare il Tuo Patto e il Tuo Testamento, a respingere i Tuoi santi Scritti, rivoltarsi e perpetrare ciò che fece gemere i cittadini del Tuo Regno. Ma aveva appena visto infrangersi le sue speranze e sentito l'odore del completo fallimento, quando, levata la voce, proferì ciò che fece trasecolare i Tuoi eletti, che Ti son d'accanto, e gli ospiti del padiglione della gloria.

Mi vedi, o mio Dio, spasimare pel dolore come un pesce gettato nella polvere. Liberami, abbi misericordia di me, o Tu il Cui aiuto tutti invocano, o Tu Che tieni in pugno le redini del potere su donne e uomini tutti. Allorché rifletto sui miei gravi falli ed enormi colpe, grande è la disperazione che mi assale, e quando mi soffermo a meditare sull'oceano della Tua liberalità e sul firmamento della Tua grazia e sull'astro della Tua tenera compassione, respiro il profumo della speranza aleggiante a destra e a manca, a nord e a sud, come se ogni cosa creata mi annunziasse la lieta novella che le nubi del cielo della Tua misericordia riverseranno su me la loro pioggia. Per la Tua possanza, o Tu Che sei il Sostegno dei sinceri e il Desìo di coloro che nei cieli sono a Te vicini! I Tuoi infiniti favori e doni e le rivelazioni della Tua grazia e del Tuo tenero amore mi hanno veramente imbaldanzito. Come potrebbe, altrimenti, l'assoluta nullità magnificare il Nome di Colui Che, con una sola parola, ha tratto il creato all'esistenza e come potrebbe un'effimera creatura esaltare Colui Che ha dimostrato che nessuna descrizione potrà mai raffigurarLo e nessun elogio magnificarNe la gloria? Dall'eternità Egli è stato infinitamente esaltato oltre la comprensione delle Sue creature e santificato di là dalle concezioni dei Suoi servi.

O Signore! Vedi questo essere inanimato innanzi al Tuo volto: non permettere con la Tua generosità e il Tuo munifico favore, ch'egli sia privato del calice dell'immortalità. Vedi questa afflitta creatura innanzi al Tuo trono: non allontanarla dall'oceano della Tua cura. Pur sapendo che tutto quanto proviene da un servo non può valicare i limiti della sua anima, né confarsi alla Tua Signoria, né esser degno della corte della Tua gloria e maestà, Ti supplico di permettermi in ogni tempo e condizione di ricordarTi, di magnificare il Tuo Nome e servire la Tua Causa.

La Tua possanza mi fa fede! Se non fosse per celebrare la Tua lode, a nulla mi gioverebbe la lingua, e se non fosse per renderTi servigio, non mi varrebbe l'esistenza. Se non per la gioia di mirare gli splendori del Tuo glorioso reame, perché mi sarebbe cara la vista? E se non per la felicità di ascoltare la Tua dolcissima voce, a che mi servirebbe l'udito?

Ahimè! Ahimè! Non so, o mio Dio, mio Sostegno, Desìo del mio cuore, se Tu abbia disposto per me ciò che consolerà i miei occhi, allieterà il mio petto e rallegrerà il mio cuore, o se il Tuo irrevocabile decreto, o Re dell'Eternità e Signore sovrano di tutte le nazioni, mi impedirà di presentarmi innanzi al Tuo trono. Giuro sulla Tua gloria e maestà e sul Tuo dominio e potere, le tenebre della lontananza da Te m'hanno distrutto. Cos'è accaduto alla luce della Tua vicinanza, o Desiderio d'ogni cuore perspicace? La tormentosa agonia della separazione da Te mi ha consumato. Dov'è la fulgida luce della Tua riunione, o Amatissimo di coloro che Ti sono interamente devoti?

Tu vedi, o mio Dio, che cosa mi è accaduto sulla Tua Via per mano di coloro che hanno negato la Tua Verità, violato il Tuo Patto, cavillato sui Tuoi segni, respinto i doni che elargisti, smentito i versetti che inviasti e disconosciuto la testimonianza che adempisti.

O Signore! La lingua della mia lingua e il cuore del mio cuore e lo spirito del mio spirito e il mio essere interiore ed esteriore attestano la Tua unità e la Tua unicità, la Tua forza e onnipotenza, la Tua grandezza e sovranità, e testimoniano la Tua gloria, sublimità e autorità. Confesso che sei Dio e che non v'è altro Dio all'infuori di Te. Dall'eternità sei stato un tesoro nascosto a occhi e menti umane e tale continuerai ad essere in perpetuo. Le forze della terra non potranno mai vanificarTi, né la possanza delle nazioni conturbarTi. Tu sei Colui Che ha dischiuso la porta del sapere davanti ai Tuoi servi perché riconoscano Colui Che è l'Astro della Tua Rivelazione, l'Oriente dei Tuoi segni, il Firmamento della Tua manifestazione e il Sole della Tua divina beltà. Nei Tuoi santi Libri, nelle Tue Scritture e Pergamene hai promesso a tutti i popoli del mondo che Tu Stesso apparirai e Ti solleverai dal volto i veli della gloria, come annunziasti con le Tue parole al Tuo Amico11 pel Quale l'Astro della Rivelazione rifulse luminoso all'orizzonte dell'Hijáz e l'albeggiante luce della Verità divina su tutti diffuse il suo fulgore, proclamando: «il giorno in cui gli uomini tutti staran ritti di fronte al Signore del Creato».12 E prima di Muhammad annunziasti questa lieta novella a Colui Che conversò con Te,13 dicendo: «Trai fuori il tuo popolo dalle tenebre alla luce e ricorda loro le giornate di Dio».14 Proclamasti questa verità anche allo Spirito15 e ai Tuoi Profeti e Messaggeri, del passato antico e più recente. Se tutto ciò che hai inviato in glorificazione di questa Somma Rimembranza, di questo Grande Annunzio, dovesse sgorgare dalla Scaturigine della Tua augustissima Penna, gli abitatori delle città del sapere e della comprensione sbalordirebbero, eccetto coloro che Tu volessi esimere mediante il potere della Tua possanza e proteggere in pegno del Tuo munifico favore e della Tua grazia. Faccio testimonianza che in verità hai mantenuto la promessa e palesato Colui il Cui avvento fu predetto dai Tuoi Profeti, dai Tuoi eletti e da coloro che a Te son servi. Disceso dal cielo della gloria e della forza, portando i vessilli dei Tuoi segni e gli stendardi delle Tue testimonianze, Egli, mediante il potere della Tua forza indomabile, Si erse innanzi a tutti e chiamò l'umanità alle vette della gloria trascendente e all'eccelso Orizzonte, in tal guisa che né l'oppressione del clero né l'assalto dei governanti potè mai impedirLo. Si levò con inflessibile risolutezza e, sciolta la lingua, proclamò con risonante accento: «Colui Che è il Munificentissimo è giunto, ritto sulle nubi. O popoli della terra, fatevi avanti con volti luminosi e cuori raggianti!».

Grande invero è la benedizione di colui che perviene al Tuo cospetto, beve il vino della riunione profferto dalla mano della Tua liberalità, respira la fragranza dei Tuoi segni, scioglie la lingua per celebrare la Tua lode, si libra alto nei Tuoi cieli, è trasportato dalla soavità della Tua Voce, accolto nel Tuo eccelso Paradiso e perviene allo stadio della rivelazione e della visione innanzi al trono della Tua maestà.

T'imploro per la Tua Suprema Infallibilità che hai prescelto quale oriente della Tua Rivelazione, e per la Tua sublime Parola in virtù del cui potere chiamasti il creato all'esistenza e rivelasti la Tua Causa, e per questo Nome che ha strappato alti gemiti a tutti gli altri nomi e ha fatto tremare le membra dei saggi, Ti scongiuro di rendermi distaccato da tutto eccetto che da Te, in tal guisa ch'io non mi muova se non in ossequio al beneplacito del Tuo Volere e non parli fuorché per ordine del Tuo Scopo, e non ascolti null'altro che parole in Tua lode e glorificazione.

Magnifico il Tuo Nome, o mio Dio, e rendo grazie a Te, o mio Desìo, poiché mi hai dato facoltà di scorgere chiaramente la Tua retta Via, hai svelato il Tuo Grande Annunzio innanzi ai miei occhi e mi hai aiutato a drizzare il volto verso l'Oriente della Tua Rivelazione e la Scaturigine della Tua Causa, mentre i Tuoi servi e i Tuoi popoli Ti volsero le terga. Ti supplico, o Signore del Regno dell'eternità, per la squillante voce del Calamo Glorioso, e per il Fuoco Ardente che a gran voce chiama dal rigoglioso Albero, e per l'Arca che hai prescelto per la gente di Bahá, di concedere che io sia incrollabile nel mio amore per Te, pago di tutto ciò che hai per me prescritto nel Tuo Libro e irremovibile nel servire Te e i Tuoi amati. DegnaTi adunque di aiutare i Tuoi servi, o mio Dio, a fare quel che varrà ad esaltare la Tua Causa e permetterà loro di ottemperare a ciò che hai rivelato nel Tuo Libro.

In verità, Tu sei il forte Signore e hai il potere di disporre tutto ciò che vuoi e impugni le redini di tutto il creato. Non v'è altro Dio che Te, l'Onnipotente, l'Onnisciente, il Sapientissimo.

O Jalíl! Abbiamo svelato ai tuoi occhi il mare e i suoi flutti, il sole ed i suoi raggi, i cieli e le loro stelle, le conchiglie e le loro perle. Rendi grazie a Dio per tanto favore, sì benigna grazia che ha pervaso il mondo intero.

O tu che hai drizzato il volto verso gli splendori del Mio Sembiante! Vaghe fantasie sono dilagate fra gli abitanti della terra e hanno loro precluso di volgersi verso l'Orizzonte della Certezza, e la sua radiosità, e le sue manifestazioni, e le sue luci. Vane chimere li hanno trattenuti lungi da Colui Che da Sé esiste. Essi parlano sospinti dai loro capricci e non comprendono. Alcuni di loro han detto: «Sono stati inviati i versetti?» Dì: «Sì, per Colui Che è il Signore dei cieli!» «È sopravvenuta l'Ora?» «Sì, anzi è trascorsa, per Colui Che è il Rivelatore di chiari segni! In verità, l'Inevitabile è giunto ed Egli, l'Unico Vero, è apparso con testimonianza e prova. Dischiusa è la Piana e l'Umanità è grandemente afflitta e spaventata. Si sono scatenati terremoti e le tribù hanno fatto doglianza per timor di Dio, Signore della Forza, l'Irresistibile». Dì: «Alto s'è levato l'assordante squillo di tromba e il Giorno è di Dio, l'Unico, l'Incoercibile». E ribattono: «È sopraggiunta la Catastrofe?» Dì: «Sì, per il Signore dei Signori!» «È venuta la Resurrezione?» «Sì, anzi Colui Che da Sé esiste è apparso con il Regno dei Suoi segni». «Vedi gli uomini piegati?» «Sì, per il mio Signore, il Sommo, il Gloriosissimo!» «Sono stati sradicati i tronchi?» «Sì, anzi sono state sgretolate le montagne, per Colui Che è il Signore degli attributi!» Soggiungono: «Dov'è il Paradiso? dov'è l'Inferno?» Dì: «I1 primo è l'unione con Me, l'altro il tuo stesso io, o tu che dubiti e dài compagni a Dio!» Esclamano: «Non vediamo la Bilancia». Dì: «Certamente, per il mio Signore, il Signore della Misericordia! Niuno può vederla, fuorché coloro che sono illuminati». Dicono: «Sono cadute le stelle?» Dì: «Sì, quando Colui Che da Sé esiste dimorava nella Terra del Mistero.16 State accorti, o voi che siete perspicaci!» Tutti i segni apparvero, allorché dal grembo della maestà e della possanza traemmo la Mano della Forza! In verità, al cadere del tempo promesso, ha gridato il Banditore e coloro che hanno riconosciuto gli splendori del Sinai hanno perso i sensi nelle desolate plaghe dell'esitazione, innanzi alla terribile maestà del tuo Signore, Signore del creato. Chiede la tromba: «È stato suonato il Corno?» Dì: «Sì, per il Re della Rivelazione! quand'Egli ascese al trono del Suo Nome, il Misericordioso». Sono state fugate le tenebre dall'albeggiante luce della grazia del tuo Signore, Sorgente d'ogni luce. Ha spirato la brezza del Misericorde e le anime sono state risvegliate negli avelli dei loro corpi. Così Dio, il Possente, il Benefico, ha adempiuto il decreto. Coloro che repugnano alla verità hanno chiesto: «Quando si sono spaccati i cieli?» Dì: «Mentre giacevate nei sepolcri dell'errore e della caparbietà». Fra gl'infedeli v'è chi si stropiccia gli occhi e lancia sguardi a dritta e a manca. Dì: «Cieco sei tu! Non hai rifugio ove fuggire». E fra loro v'è chi dice: «Sono stati radunati gli uomini?» Dì: «Sì, pel mio Signore! mentre giacevi nella cuna delle vane fantasie». E fra loro v'è chi chiede: «È stato inviato il Libro in forza della vera Fede?» Dì: «La vera Fede è essa stessa colma di stupore. Temete, o uomini dal cuore che comprende!» E fra loro v'è chi dice: «Sono stato io, cieco, messo assieme ad altri?» Dì: «Sì, per Colui Che cavalca sulle nuvole!» I1 Paradiso è inghirlandato di mistiche rose e all'inferno sono state aggiunte le vampe di fuoco degli empi. Dì: «La luce ha brillato dall'oriente della Rivelazione e, al sopraggiungere di Quei Che è il Signore del Giorno del Patto, la terra intera è stata illuminata». Sono periti i dubbiosi mentre ha prosperato colui che, guidato dalla luce della fiducia, s'è volto verso l'Oriente della Certezza. Te benedetto, che su Me hai fissato lo sguardo, per questa Tavola che ti è stata inviata - Tavola che ha spinto in volo le anime degli uomini. Mandala a mente e recitala. Per la Mia vita! Essa è una porta verso la misericordia del tuo Signore. Prosperi chi la recita all'alba e all'imbrunire. In verità, udiamo il tuo lodare questa Causa, per la quale fu sgretolato il monte della scienza e i piedi degli uomini sono scivolati. Con te sia la Mia gloria e con chiunque si sia volto verso l'Onnipotente, il Munificentissimo. La Tavola è finita, ma non può esaurirsi il tema. Sii paziente, perché paziente è il tuo Signore.

Questi sono versetti che rivelammo tempo addietro e che ti abbiamo inviato, onde tu possa aver contezza di ciò che le loro lingue bugiarde han proferito allorché, con sovrana possanza, li sopravvenne Dio. Hanno tremato le fondamenta delle oziose fantasie e s'è spaccato il cielo delle vane chimere, e ancora le genti son dubbiose e cavillano con Lui. Hanno smentito la testimonianza di Dio e la Sua prova, dopo ch'Egli discese dal cielo del potere, con il regno dei Suoi segni. Hanno gettato via ciò che era prescritto e perpetrato quello che era stato loro proibito nel Libro. Hanno negletto Dio e si sono avvinti ai loro desideri: si sono invero smarriti e sono nell'errore. Leggono i versetti e li smentiscono; vedono i chiari segni, eppur se ne discostano; sono di certo sperduti in stravaganti dubbi.

Abbiamo ammonito i Nostri amati a temere Iddio; tale timore è scaturigine di tutte le azioni buone e le sante virtù, duce degli eserciti della giustizia nella città di Bahá. Felice l'uomo che s'è posto all'ombra della sua luminosa insegna e l'ha saldamente afferrata. In verità, egli è fra i compagni dell'Arca Cremisi, di cui è stata fatta menzione nel Qayyúm-i-Asmá.

Dì: O genti di Dio! Cingetevi le tempie con l'ornamento della lealtà e della devozione. Aiutate di poi il vostro Signore con gli eserciti delle buone azioni e del lodevole carattere. Nei Miei Libri, nelle Mie Scritture, nelle Mie Pergamene e nelle Mie Tavole vi abbiamo interdetto discordie e conflitti e non abbiamo per voi in ciò desiderato null'altro che progresso e elevazione. Ne fanno fede i cieli e le loro stelle, il sole e il suo fulgore, gli alberi e le loro foglie, i mari e i loro flutti, la terra e i suoi tesori. Preghiamo Dio di assistere i Suoi amati e di aiutarli in ciò che loro si convenga in questo benedetto, possente, meraviglioso stadio. Lo imploriamo altresì di permettere benignamente a coloro che Mi attorniano di ottemperare a ciò che il Mio Calamo Glorioso ha loro ingiunto.

O Jalíl! A te la Mia gloria e la Mia amorosa provvidenza. In verità abbiamo intimato ai popoli di far ciò che è degno e conveniente, ma essi hanno perpetrato cose che hanno fatto gemere il Mio cuore e la Mia Penna. Tendi l'orecchio a ciò che viene inviato dal cielo del Mio Volere e dal reame del Mio beneplacito. Non Mi rammarico per la Mia prigionia, né per le cose che Mi sono occorse per mano del nemico. No, i Miei dolori sono cagionati da coloro che proclamano di essere legati a Me, ma commettono cose che Mi fanno levare voci di lamento e versar lacrime. A lungo li abbiamo esortati in molte Tavole e imploriamo Dio che benignamente li assista, dia loro facoltà di accostarsi a Lui e li confermi in ciò che arrechi pace ai cuori e tranquillità alle anime e ne tenga le mani lontane da tutto ciò che non è degno dei Suoi Giorni.

Dì: o Miei amati nelle Mie terre! Date ascolto ai consigli di Colui Che vi ammonisce per amor di Dio. In verità Egli vi ha creati, ha rivelato innanzi ai vostri occhi ciò che vi esalta e promuove il vostro tornaconto, vi ha indicato la Sua retta Via e partecipato il Suo Grande Annunzio.

O Jalíl! Esorta gli uomini a temere Dio. In nome di Dio! Questo timore è il supremo condottiero della milizia del tuo Signore. I suoi eserciti sono il carattere lodevole e le buone azioni. Per suo mezzo, nei secoli dei secoli, sono state espugnate le cittadelle dei cuori umani e le insegne del potere e del trionfo issate al di sopra di tutte le altre insegne.

Ti menzioneremo ora la Fidatezza e il suo stadio agli occhi di Dio, tuo Signore, Signore del Possente Trono. Un giorno dei giorni Ci recammo nella Nostra Verde Isola. Ivi giunti, vedemmo rivoli scorrenti, e alberi lussureggianti, e la luce del sole giocar frammezzo. Volgendo il viso a destra, scorgemmo ciò che la penna è incapace di descrivere; né è possibile esprimere ciò che gli occhi del Signore dell'umanità videro in quel Sito santificato, sublime, benedetto ed esaltato. Indi, volgendoCi verso sinistra, ponemmo lo sguardo su una delle Bellezze del Paradiso Più Sublime che, ritta su colonna di luce, diceva a gran voce: «O abitatori della terra e del cielo! Ammirate la Mia bellezza, e la Mia radiosità, e la Mia Rivelazione, e il Mio fulgore. In nome di Dio, l'Unico Vero! Io sono la Fidatezza, e la sua rivelazione, e la sua bellezza. Ricompenserò chiunque a Me s'afferri e Mi riconosca rango e stadio e si aggrappi all'orlo del Mio manto. Sono sommo ornamento delle genti di Bahá e veste gloriosa per tutti coloro che si trovano nel regno del creato. Sono strumento supremo per la prosperità del mondo e orizzonte di certezza per tutti gli esseri». Così abbiamo inviato per te ciò che trarrà gli uomini presso il Signore del creato.

La Penna dell'Altissimo si volge dall'eloquente17 all'idioma luminoso18 affinché tu, o Jalíl, possa apprezzare la tenera misericordia del tuo Signore, l'Incomparabile, ed esser fra coloro che sono veramente grati.

O tu che hai fissato lo sguardo sul gloriosissimo Orizzonte! L'Appello è lanciato ma poche sono le orecchie attente, anzi non ve ne sono. Questo Vilipeso Si trova nel ventre del serpente, ma non cessa di far menzione degli amati di Dio. Così dolorose sono state le Nostre sofferenze in questi giorni che le Angeliche Schiere, turbate, prorompono in gemiti e pianti. Né le avversità del mondo né le pene inflitte dalle sue nazioni potrebbero impedire a Colui Che è il Sovrano dell'Eternità di lanciare i Suoi appelli o vanificarNe l'intento. Quando coloro che per anni si erano tenuti nascosti dietro i veli videro che l'orizzonte della Causa risplendeva e che la Parola di Dio ovunque dilagava, eruppero e con spade di malevolenza recarono tali offese che nessuna penna può descrivere o lingua narrare.

Chi giudica equamente attesta che sin dai primi giorni della Causa questo Vilipeso Si è levato, risplendente e senza veli, al cospetto di monarchi e sudditi, uomini di stato e teologi e, con risonanti accenti, tutti ha invitato a seguir la retta Via. Non ha avuto altro alleato tranne la Sua Penna e alcun patrono fuorché Se Stesso.

Coloro che ignorano o disdegnano lo scopo animatore della Causa di Dio Gli si sono ribellati. Essi sono i funesti indizi che Dio ha menzionato nei Suoi Libri e nelle Sue Tavole, mettendo in guardia le Sue genti contro la loro influenza, il loro clamore e il loro inganno. Fortunati coloro che, dinanzi alla rimembranza del Signore dell'Eternità, considerano le genti del mondo un'assoluta nullità, cosa obliata, e afferrano la salda impugnatura di Dio in tal guisa che né dubbi, né insinuazioni, spade o cannoni potrebbero allontanarli dalla Sua presenza o di essa privarli. Benedetti gli incrollabili, benedetti coloro che non vacillano nella Sua Fede.

In risposta alla tua richiesta il Calamo Glorioso S'è degnato di descrivere gli stadi e i gradi dell'Infallibilità Suprema, per far sì che tutti sappiano con certezza che il Suggello dei Profeti19 - possano essere offerte per Lui tutte le anime fuorché la Sua - non ha simili, pari o compagni nel Suo stadio. I Santi20 - Iddio li benedica - furono creati in forza della Sua Parola e dopo di Lui essi erano i più dotti, i più illustri tra gli uomini e dimorano all'estremo stadio della servitù.

È chiaramente dimostrato e ti è palese come la divina Essenza sia sommamente esaltata di là da confronti e somiglianze e come la Sua intima Realtà sia santificata da chi Gli sia pari o compagno: è lo stadio della vera unità e della verace singolarità. I seguaci della precedente Dispensazione non riuscirono, ahimè, ad acquisirne un'adeguata comprensione. I1 Punto Primo21 - possano essere offerte per Lui tutte le vite fuorché la Sua - dice: «Se il Suggello dei Profeti non avesse pronunziata la parola "Successione", questo stadio non sarebbe stato creato». Le antiche genti dettero compagni a Dio, benché facessero professione di fede nella Sua unità; e nonostante che fossero i più ignoranti tra gli uomini, si considerarono i più colti. Ma in questo Giorno del Giudizio, come segno di retribuzione divina per quegli ignavi, le loro errate credenze e false mene sono state chiarite e palesate a ogni uomo avveduto e perspicace.

Implora Dio, l'Unico Vero, che Si degni di proteggere i seguaci di questa Rivelazione dalle oziose fantasie e corrotte immagini di coloro che appartengono alla Fede precedente e che non li privi dei fulgidi splendori dell'Astro della vera unità.

O Jalíl! Colui Che il mondo ha vilipeso ora proclama: Oscurata è la luce della Giustizia e celato alla vista il sole dell'Equità. I1 ladro è sul seggio del tutore e del custode e il fellone ha carpito il posto del fedele. Un anno fa su questa città governava un prepotente che ogni momento arrecava nuove offese. Per la giustizia del Signore! Fece cose che gettarono il terrore in tutti i cuori. Ma per il Calamo Glorioso i soprusi del mondo non sono mai stati né mai saranno impedimento. Nella sovrabbondanza della Nostra grazia e del Nostro tenero amore rivelammo specificamente per i governanti e i ministri del mondo ciò che conduce alla salvezza, alla protezione, alla tranquillità e alla pace, sì che per avventura i figli degli uomini siano al sicuro dai mali della tirannia. In verità Egli è il Patrono, l'Alleato, l'Apportatore di Vittoria. Incombe agli uomini della Casa di Giustizia di Dio di fissare notte e dì lo sguardo su ciò che è irradiato dalla Penna della Gloria per l'educazione dei popoli, l'edificazione delle nazioni, la protezione dell'uomo e la difesa del suo onore.

II primo Ishráq

Levatosi all'orizzonte della Santa Dispensazione di Dio, l'Astro della Saggezza proferì queste gloriosissime parole: Coloro che posseggono ricchezze e detengono l'autorità e il potere devono mostrare il più profondo rispetto verso la religione. In verità, la religione è luce radiosa e invincibile maniero per la protezione e il benessere dei popoli del mondo, perché il timor di Dio costringe l'uomo ad aggrapparsi a ciò che è bene e a schivare il male. Ove la lampada della religione si spegnesse, nascerebbero caos e confusione e le luci dell'equità e della giustizia, della tranquillità e della pace cesserebbero di brillare. Ne può far fede ognun che veramente intenda.

II secondo Ishráq

Abbiamo intimato a tutta l'umanità di fondare la Pace Minore - il mezzo più sicuro per la protezione dell'umanità. I sovrani del mondo, di comune accordo, devono aggrapparsi ad essa, perché è lo strumento supremo atto a garantire sicurezza e benessere a tutti i popoli e le nazioni. In verità, essi sono le manifestazioni del potere di Dio e gli orienti della Sua autorità. Imploriamo l'Onnipotente che Si degni di assisterli in ciò che conduce al benessere dei loro sudditi. Su questo argomento il Calamo Glorioso ha già fornito un'esauriente spiegazione; fortunati coloro che agiscono in conformità.

II terzo Ishráq

Incombe a tutti di osservare i santi comandamenti di Dio, poiché essi sono fonte di vita per il mondo. Il firmamento della divina saggezza è rischiarato dai due astri della consultazione e della compassione e il baldacchino dell'ordine mondiale si erge sulle due colonne della ricompensa e della punizione.

II quarto Ishráq

Gli eserciti che possono rendere vittoriosa questa Rivelazione sono le schiere delle azioni lodevoli e del buon carattere. Loro duce e condottiero è sempre stato il timor di Dio, timore che pervade tutte le cose e sovra tutte le cose regna.

II quinto Ishráq

I governi devono ben informarsi sulle condizioni dei loro sudditi e conferire le posizioni secondo meriti e pregi. Intimiamo a tutti gli uomini di stato e i sovrani di considerare questo problema con massima attenzione sì che il traditore non usurpi la posizione del fedele e lo sfruttatore non governi in luogo dell'onesto. Tra gli ufficiali che in passato hanno retto questa Somma Prigione alcuni, sia lodato Iddio, erano adorni di giustizia, ma in quanto agli altri, Ci rifugiamo in Dio. Imploriamo l'Unico vero Dio di guidarli tutti, sì che per avventura non siano privati del frutto della fede e della fidatezza, e allontanati dalla luce dell'equità e della giustizia.

II sesto Ishráq

è unità e concordia fra i figli degli uomini. Sin dall'inizio dei tempi la luce dell'unità ha effuso sulla terra il suo divino fulgore, e per i popoli del mondo il massimo strumento per promuovere quell'unità è comprendere reciproche scritture e idiomi. In Epistole precedenti abbiamo ordinato ai Fiduciari della Casa di Giustizia di scegliere una lingua tra le esistenti o di adottarne una nuova, e in egual maniera una scrittura comune, e di insegnarle entrambe in tutte le scuole del mondo. Così la terra sarà considerata un unico paese e una sola patria. I1 più glorioso frutto dell'albero del sapere è questo eccelso detto: Di un solo albero siete tutti frutti, di uno stesso ramo le foglie. Non si glorî l'uomo d'amare la propria patria, si glorî invece d'amare l'umanità. A questo proposito abbiamo già rivelato ciò che varrà a ricostruire il mondo e unire le nazioni: beati coloro che vi pervengono, beati coloro che agiscono in conformità.

II settimo Ishráq

La Penna Gloriosa raccomanda a tutti l'istruzione e l'educazione dei bambini. Guarda ciò che la Volontà di Dio, al Nostro arrivo nella Città Prigione, ha rivelato e scritto nel Libro Santissimo.22 Ad ogni padre è stato ordinato di educare figli e figlie nell'arte del leggere e dello scrivere ed in tutto quello che è stato disposto nella Santa Tavola. In quanto a colui che trascura ciò che gli è stato comandato, se è ricco, i Fiduciari devono prendergli ciò che è necessario per la loro istruzione, e se non lo è, tale compito ricade sulla Casa di Giustizia. In verità noi abbiamo fatto di essa un asilo per i poveri e per i bisognosi. Colui che educa il proprio figlio o il figlio di un altro, è come se educasse uno dei Miei figli; su di lui si posino la Mia Gloria, la Mia Gentilezza Amorevole, la Mia Misericordia, che hanno pervaso il mondo.

L'ottavo Ishráq

Questo passo, testé scritto dal Calamo Glorioso, è considerato parte del Libro Santissimo: Gli affari pubblici sono stati affidati agli uomini della Casa di Giustizia di Dio. In verità, essi sono i Fiduciari di Dio fra i Suoi servi e gli orienti dell'autorità nei Suoi paesi.

O genti di Dio! Ciò che ammaestra il mondo è la Giustizia, poiché essa si erge su due colonne, ricompensa e punizione. Queste due colonne sono fonti di vita per il mondo. Giacché ogni giorno v'è un nuovo problema e per ciascun problema una risoluzione pertinente, questi casi devono essere deferiti ai Ministri della Casa di Giustizia, affinché essi agiscano secondo le necessità e i requisiti del momento. Coloro che si levano a servire la Sua Causa per amor di Dio ricevono dal Regno invisibile la divina ispirazione. È doveroso che tutti li obbediscano. Gli affari di stato devono essere deferiti alla Casa di Giustizia, ma gli atti di culto siano espletati conforme a ciò che Dio ha rivelato nel Suo Libro.

O genti di Bahá! Siete albe dell'amor di Dio e orienti della Sua dolce bontà. Non insozzatevi la bocca con calunnie e imprecazioni e custodite i vostri occhi da ciò che è sconveniente. Esponete ciò che possedete: se viene accolto con favore, lo scopo è raggiunto; altrimenti, vana è ogni protesta. Lasciate quell'anima a se stessa e rivolgetevi a Dio, il Patrono, l'Esistente da Sé. Non siate cagione di dolore, e tanto meno di lotta e di discordia. Nutriamo speranza che otteniate la vera educazione alla ombra dell’albero delle Sue tenere misericordie e che agiate in conformità dei desideri di Dio. Siete tutti foglie di un unico albero e gocce di uno stesso oceano.

II nono Ishráq

Lo scopo della religione rivelato dal firmamento della santa Volontà di Dio è quello di creare unità e concordia fra i popoli del mondo; non fatene cagione di lotta e di dissenso. La religione di Dio e la Sua divina legge sono i più potenti strumenti e i mezzi più sicuri per far sorgere la luce dell'unità fra gli uomini. Il progresso del mondo, lo sviluppo delle nazioni, la tranquillità dei popoli e la pace di tutti coloro che han dimora in terra sono tra i principî e le ordinanze di Dio. La religione conferisce all'uomo il più prezioso di tutti i doni, porge la coppa della prosperità, dona vita eterna e riversa beneficî imperituri sull'umanità. Incombe ai capi e ai governanti del mondo, e in particolare ai Fiduciari della Casa di Giustizia di Dio, di fare il massimo sforzo possibile per salvaguardarne la posizione, promuoverne gli interessi ed esaltarne lo stadio agli occhi del mondo. Essi devono inoltre indagare le condizioni dei loro sudditi e informarsi sugli affari e sulle attività delle diverse comunità nei loro dominî. Invitiamo le manifestazioni del potere di Dio - i sovrani e i governanti della terra - ad adoprarsi e a fare tutto ciò che è nelle loro possibilità, sì che per avventura bandiscano la discordia da questo mondo, e lo rischiarino con la luce della concordia.

Incombe a tutti di seguire e osservare rigorosamente ciò che è sgorgato dalla Nostra Eccelsa Penna. Dio, l'Unico Vero, Mi è testimone e ogni atomo dell'esistenza è spinto ad attestare che, nei Libri Sacri e nelle Sante Tavole, Noi abbiamo chiaramente esposto e il Calamo Glorioso ha rivelato i mezzi che conducono all'elevazione, al progresso, all'educazione, alla protezione e alla rigenerazione dei popoli della terra.

Supplichiamo Dio che Si degni di aiutare i Suoi servi. Ciò che questo Vilipeso Si aspetta da tutti è giustizia ed equità. Non accontentatevi di ascoltare: incombe piuttosto a tutti voi di meditare su ciò che questo Vilipeso ha rivelato. Giuro sull'Astro della parola che rifulge all'orizzonte del Regno del Misericorde, se si fosse trovato alcuno in grado di spiegare o parlare, non Ci saremmo fatti bersaglio di accuse, irrisione e calunnie tra la gente.

Al Nostro arrivo in 'Iráq trovammo la Causa di Dio immersa in cupa apatia e immota la brezza della divina rivelazione. Molti credenti erano abbattuti ed estenuati, anzi completamente morti e perduti. Poi ci fu un secondo squillo di Tromba, e la Lingua della Magnificenza proferì queste parole benedette: «Per la seconda volta abbiamo dato fiato alla Tromba». Così il mondo intero fu ridestato dalle aure salutari della rivelazione e della divina ispirazione.

Certe anime sono balzate da dietro i veli, con l'intento di arrecare nocumento a questo Vilipeso, e hanno ostacolato e smentito l'effusione di questo preziosissimo favore.

O voi che giudicate equamente! Se si smentisce questa Causa, quale altra in questo mondo si potrà difendere o reputare degna d'essere accettata?

Coloro che hanno girato le terga alla Causa di Dio stanno puntigliosamente cercando di raccogliere le Sacre Scritture di questa Rivelazione, e con atti d'amicizia hanno già provveduto a procurarsi da coloro che li posseggono alcuni di questi Scritti. Inoltre, quando incontrano i seguaci delle altre religioni, si stimano credenti. Dì, scoppiate di rabbia! In verità, Egli è apparso con sì grande autorità, che nessun uomo dotato d'intuito, di udito, di acume, di giustizia e di equità potrà mai negarLo. Ne fa fede in quest'Ora risplendente la Penna di Colui Che è l'Antico dei Giorni.

O Jalíl! Con te sia la Mia gloria. Esortiamo gli amati di Dio a compiere buone azioni, sì che per avventura Egli Si degni d'assisterli ed essi si afferrino a ciò che è stato inviato dal cielo della Sua Rivelazione. I vantaggi che scaturiscono da questa divina parola si riverseranno su coloro che ottemperano ai Suoi precetti. Imploriamo Iddio che permetta loro di fare ciò che Gli è gradito e ben accetto, di concedere che agiscano equamente e pratichino la giustizia in questa soggiogante Causa, di farli edotti dei Suoi Sacri Scritti e di volgere i loro passi verso la Sua retta Via.

Il Nostro eccelso Araldo - possano tutte le vite fuorché la Sua essere offerte per Lui - ha rivelato alcune leggi; ma nel reame della Sua Rivelazione esse furono subordinate alla Nostra sanzione, e questo Vilipeso ne ha messe ad effetto talune incorporandole nel Kitáb-i-Aqdas con parole differenti; altre le abbiamo accantonate. Egli detiene l'autorità: fa ciò che vuole e ordina quel che Gli aggrada; è l'Onnipotente, il Lodatissimo. Vi sono anche ordinanze rivelate ex novo. Benedetti coloro che vi pervengono; benedetti coloro che osservano i Suoi precetti.

Le genti di Dio devono compiere il massimo sforzo sì che per avventura, mercé le acque vive della parola e le esortazioni di Colui Che è il Desio del mondo, venga spento il fuoco dell'odio e della cattiveria serpeggiante nei petti delle tribù e dei popoli del mondo, e gli alberi dell'esistenza umana si ricoprano di meravigliosi ed eccellenti frutti. In verità, Egli è l'Ammonitore, il Compassionevole, il Munificentissimo.

La lucentezza della Sua gloria che risplende all'orizzonte del favore si posi su di voi, o genti di Bahá, su tutti i perseveranti e gl'incrollabili e su coloro che sono radicati nella Fede e dotati di vera comprensione.

In quanto alla tua domanda riguardo il profitto e l'interesse sull'oro e sull'argento: alcuni anni or sono dal cielo del Misericorde fu rivelato in onore di colui che porta il nome di Dio, soprannominato Zaynu'l-Muqarrabín23 - a lui la gloria del Gloriosissimo - il seguente passo: Egli - esaltata sia la Sua Parola - dice: Molti ne hanno bisogno. Se non vi fosse prospettiva di guadagno, gli affari del mondo subirebbero tracollo o intralci. È raro trovare una persona che mostri tale considerazione verso il prossimo, il concittadino o il fratello e che nutra verso di lui una tale sollecitudine, da essere disposto a concedergli un prestito grazioso.24 Epperciò, in pegno di grazia verso gli uomini, abbiamo prescritto che l'interesse sul denaro sia considerato come ogni altra transazione d'affari in uso fra gli uomini. Così, ora che questo luminoso comandamento è disceso dal cielo della volontà di Dio, è lecito e corretto prestare denaro a interesse, sì che la gente del mondo si dedichi, in ispirito di amicizia e fratellanza e con gioia e gaudio, a magnificare il Nome di Colui Che è l'Amato di tutta l'umanità. In verità Egli dispone secondo la Sua scelta: oggi ha legittimato l'interesse sul denaro, come l'aveva dichiarato illecito in passato; nel Suo pugno tiene il regno dell'autorità; fa e ordina: in verità è l'Ordinatore, l'Onnisciente.

Rendi grazie al tuo Signore, o Zaynu'l-Muqarrabín, per questo palese favore.

In Persia molti preti, con innumerevoli piani ed espedienti, si sono nutriti degli illeciti guadagni ricavati dall'usura, escogitando sistemi per dare alla sua forma esteriore un'equa parvenza di liceità e facendosi beffe delle leggi e delle ordinanze di Dio: ma non comprendono.

Tuttavia è cosa da praticare con moderazione ed equità. In segno di saggezza e per la convenienza delle genti, la Nostra Gloriosa Penna si è astenuta dal fissarne i termini. Tuttavia esortiamo gli amati di Dio a essere giusti ed equi e a fare ciò che spingerà gli amici di Dio a manifestare tenera misericordia e compassione gli uni verso gli altri. In verità, Egli è il Consigliere, il Compassionevole, il Munificentissimo. Voglia Iddio che tutti siano graziosamente aiutati a osservare quel che la Lingua dell'Unico vero Dio ha proferito. E se ottempereranno a ciò che abbiamo esposto, Iddio - sia esaltata la Sua gloria - sicuramente raddoppierà la loro parte, mercé il firmamento del Suo favore. In verità, Egli è il Generoso, il Perdonatore, il Compassionevole. Lode a Dio, l'Eccelso, il Sommo.

Il controllo di questi affari è stato, tuttavia, affidato agli uomini della Casa di Giustizia, che li amministrino secondo le esigenze del tempo e i dettami della saggezza.

Esortiamo ancora una volta tutti i credenti a essere giusti ed equi e a mostrare amore e appagamento. Invero essi sono le genti di Bahá, i compagni dell'Arca Cremisi. Con loro sia la pace di Dio, Signore di tutti i Nomi, Creatore dei cieli.

1 Cioè la ‘B’, seconda lettera dell’alfabeto.

2 Il capitolo aprente il Corano, che s’inizia con la lettera ‘B’: Bismi’lláhi’r-Rahmáni’r-Rahím (Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso). Questo capitolo del Corano fu rivelato due volte, una alla Mecca e una a Medina.

3 Gesù.
4 Mosè.

5 Questa Tavola fu indirizzata a Jalíl-i-Khu'í, uno dei primi credenti dell'Adhirbáyján, Persia. Dopo l'Ascensione di Bahá'u'lláh egli violò il Patto.

6 Cf. Corano, 14:33.
7 Cf. Corano, 21:23.
8 La Mecca; Corano, 3:97.
9 Muhammad.
10 Mírzá Yahyá.
11 Muhammad.
12 Corano, 83: 6
13 Mosè.
14 Corano, 14: 5.
15 Gesù.
16 Adrianopoli.
17 La lingua araba.
18 La lingua persiana.
19 Muhammad.
20 Gli Imám.
21 Il Báb.
22 Il Kitáb-i-Aqdas.

23 Uno dei primi credenti, ben noto agli amici per le sue attendibili trascrizioni delle Tavole di Bahá’u’lláh (Vedi Memorials of the Faithful, pp. 150-153).

24 Prestito senza interessi, pagabile a piacere dal beneficiario.

LAWH-I-HIKMAT
(Tavola della Saggezza)

Questa Tavola fu indirizzata a Áqá Muhammad, l’illustre credente di Qá'in, che fu soprannominato Nabíl-i-Akbar (vedi Memorials of the Faithful, pp. 1-5). Un altro illustre credente di Qá'in, Mullá Muhammad-'Alí, era noto come Nabíl-i-Qá'iní (vedi Memorials of the Faithful, pp. 49-54). Nella notazione abjad il nome «Muhammad» ha lo stesso valore numerico di «Nabíl».

Questa è un'Epistola che il Misericordiosissimo ha inviato dal Regno della Favella, vero soffio di vita per coloro che dimorano nei reami del creato. Sia glorificato il Signore di tutti i mondi! In questa Epistola si fa menzione di colui che magnifica il Nome di Dio, suo Signore, e che in una cospicua Tavola è detto Nabíl.

O Muhammad! Porgi ascolto alla Voce proveniente dal Glorioso Reame, che dall'Albero Celestiale, sorto nella terra di Za'farán,1 esclama: In verità, non v'è altro Dio che Me, l'Onnisciente, il Savio. Sii per gli alberi del reame dell'esistenza come le brezze del Misericorde e assecondane la crescita mediante la potenza del Nome del tuo Signore, il Giusto, Colui Che di tutto ha contezza. Desideriamo farti edotto di ciò che servirà da monito alle genti, acciocché, accantonate le cose in uso fra loro, esse drizzino il volto verso Dio, Signore dei sinceri.

Sproniamo gli uomini in questi giorni in cui il sembiante della Giustizia è appannato dal velo della polvere, le fiamme della miscredenza divampano e il manto della saggezza è lacerato, la tranquillità e la fedeltà son declinate e rincrudite le prove e le tribolazioni, sono stati infranti i patti e recisi i legami e niuno sa come distinguere la luce dalle tenebre o dall'errore la guida.

O popoli del mondo! Abbandonate il male e aggrappatevi a ciò che è bene. Adopratevi a essere fulgidi esempi per tutta l'umanità e vero ricordo delle virtù di Dio infra gli uomini. Colui che si leva al servizio della Mia Causa deve palesare la Mia saggezza e fare ogni sforzo per bandire l'ignoranza dalla terra. Siate uniti nelle opinioni e un sol uomo nei pensieri: ogni mattina sorga migliore della sera che l'ha preceduta e ogni giorno più ricco del suo ieri. Il merito dell'uomo è nel servizio e nelle virtù e non nello sfarzo dell'opulenza e della dovizia. Badate che le vostre parole siano forbite da oziose fantasie e desideri mondani e che le vostre opere siano purificate dall'astuzia e dal sospetto. Non sperperate i tesori delle vostre vite preziose ad incalzar affetti turpi e corrotti e non sprecate energie nel curare i vostri interessi personali. Siate generosi nelle ore di prosperità e nei giorni di distretta pazientate. L'avversità è seguita dal successo e alla gioia succede il dolore. Guardatevi dall'ozio e dall'indolenza e afferratevi a ciò che giova a tutti, giovani o vecchi, nobili o umili. Attenti a non seminare zizzanie di dissenso tra gli uomini e a non piantare i rovi del dubbio in cuori puri e radiosi.

O amati del Signore! Non commettete ciò che intorbida il limpido rivo dell'amore o disperde la soave fragranza dell'amicizia. Per la giustizia di Dio! Siete stati creati per mostrare reciproco amore e non acredine e perversità. Non fatevi vanto d'amare voi stessi, bensì il prossimo vostro. Non vi gloriate d'amare il vostro paese, sibbene l'intera umanità. Sia casto il vostro occhio, fedele la mano, verace la lingua e illuminato il cuore. Non avvilite lo stadio dei dotti di Bahá e non sminuite il rango degli uomini di stato che amministrano la giustizia in mezzo a voi. Confidate nell'esercito della giustizia, indossate l'usbergo della saggezza, siano vostri ornamenti la misericordia e l'indulgenza e ciò che consola i cuori dei favoriti di Dio.

Per la Mia vita! Le tue lagnanze M'hanno immerso nel dolore. Non guardare ai figli del mondo e a tutto ciò che fanno, ma su Dio lo sguardo affisa e sul Suo dominio sempiterno. In verità, Egli ti rammenta ciò che è sorgente di gioia per tutta l'umanità. Bevi l'acqua vivificante di beato gaudio dal calice della parola profferto dalla Scaturigine della divina Rivelazione - Colui Che ha fatto menzione di te in questo ben munito maniero. Concentra tutte le tue forze nell'intento di enunciare la parola della verità con saggezza ed eloquenza e di scacciare la menzogna dalla faccia della terra. Così ti ordina l'Oriente del divino sapere da questo limpido orizzonte.

O tu che parli in Nome Mio! Pensa alle genti e alle cose che hanno perpetrato nei Miei giorni. A uno dei governanti rivelammo ciò che trascende tutti gli abitatori della terra e gli chiedemmo di chiamarCi a confronto coi dotti del secolo, a che potessimo esporre la testimonianza di Dio, le Sue prove, la Sua gloria e la Sua maestà: e con questo nulla Ci proponevamo se non il sommo bene. Ma egli commise ciò che fece gemere gli abitatori della città dell'equità e della giustizia: così è stato pronunziato giudizio fra Me e lui. In verità il tuo Signore è l'Ordinatore, Colui Che di tutto ha contezza. Nelle circostanze che tu vedi, come può l'Uccello Celestiale librarSi nell'atmosfera dei divini arcani, quando è rinchiuso in una prigione di durissima selce e le Sue ali sono state colpite da pietre di oziose fantasie e di velenoso odio? Per la giustizia di Dio! La gente ha commesso ingiustizia grave.

In quanto alle tue affermazioni sull'inizio del creato, è questo un argomento sul quale esistono convinzioni diverse a causa delle divergenze di pensiero e di opinione tra gli uomini. Se si affermasse che esso è sempre esistito e sempre esisterà, ciò sarebbe vero; o se si sostenesse lo stesso concetto menzionato nelle Sacre Scritture, non ci sarebbe da dubitarne, perché quel concetto è stato rivelato da Dio, Signore dei mondi. In verità Egli era un tesoro nascosto: non sarà mai dato di descrivere questo stadio e nemmeno di farvi allusione. E nello stadio di «Desiderai farMi conoscere», Dio era, e sempre la Sua creazione era esistita sotto la Sua ombra protettrice dal principio che non ha principio, a parte d'esser stata preceduta da una Priorità che non può essere considerata priorità e originata da una Causa imperscrutabile perfino ai dotti.

Ciò che è esistito era esistito prima, ma non nella forma che vedi oggi. Il mondo dell'esistenza si originò per il calore sprigionato dall'interazione fra la forza attiva e ciò che ne è il recipiente. Queste due realtà sono la stessa cosa, eppure differiscono. Così t'informa di questa gloriosa struttura il Grande Annunzio. Ciò che impartisce l'impulso generatore e ciò che ne riceve l'impatto sono invero creati per opera dell'irresistibile Parola di Dio Che è la Causa dell'intera creazione, mentre, fuorché quella Parola, tutte le cose non sono altro che Sue creature ed effetti. In verità il tuo Signore è l'Espositore, l'Onnisciente.

Sappi, inoltre, che la Parola di Dio - sia esaltata la Sua gloria - sovrasta ed eccelle di gran lunga a ciò che i sensi possono percepire, essendo santificata da ogni proprietà o sostanza. Essa travalica i limiti degli elementi conosciuti ed è eccelsa di là da tutte le sostanze note ed essenziali; si manifestò senza sillabe o suoni e non è altro che il Comando di Dio permeante tutto il creato: non è mai stata rimossa dal mondo dell'essere; è la dilagante grazia di Dio, da cui ogni grazia promana: è un'entità che di molto sopravanza tutto ciò che è stato e che sarà.

Giacché i miscredenti stanno in orecchio, per sentire ciò che dia loro agio di cavillare contro Dio, l'Aiuto nel Pericolo, l'Esistente da Sé, siamo riluttanti a dilungarCi su questo tema. Incapaci come sono di attingere i misteri della saggezza e del sapere da ciò che la Sorgente del divino splendore ha rivelato, essi protestano e prorompono in lagnanze. Ma è corretto dire che essi sollevano obiezioni contro ciò che comprendono e non contro le spiegazioni date dall'Espositore o contro le verità impartite dall'Unico vero Dio, Conoscitore di cose invisibili. Su loro stessi ricadono tutti i loro cavilli e giuro sulla Mia vita che coloro sono privi di discernimento.

Ogni cosa deve necessariamente avere un'origine e ogni costruzione un costruttore. In verità, la Parola di Dio è la Causa che ha preceduto il mondo contingente - mondo adornato con gli splendori dell'Antico dei Giorni, eppure di continuo rigenerato e rinnovato. Infinitamente eccelso è il Dio di Saggezza Che ha innalzato questa sublime struttura.

Guarda il mondo e soffermati un istante a meditare: esso dischiude ai tuoi occhi il libro del proprio essere e rivela ciò che ivi ha scritto il Calamo del tuo Signore, l'Artefice, Colui Che di tutto ha contezza; ti farà edotto di ciò che in esso e su di esso si trova e ti darà spiegazioni così chiare da renderti indipendente da ogni facondo espositore.

Dì: la Natura è nella sua essenza la personificazione del Mio Nome, l'Artefice, il Creatore. Svariate cause ne diversificano le manifestazioni e in queste diversità esistono segni per gli uomini sagaci. La Natura è la Volontà di Dio e l'espressione di tale Volontà nel e per mezzo del mondo contingente; è ordine provvidenziale decretato dall'Onnisciente Ordinatore. Nessuno potrebbe contestare l'affermazione che essa è la Volontà di Dio palesata nel mondo dell'essere. Essa è dotata di una forza la cui realtà i dotti non riescono a comprendere. In verità l'uomo illuminato nulla può in essa scorgere se non il fulgido splendore del Nostro Nome, il Creatore. Dì: è questa un'esistenza che non conosce decadimento e, innanzi alle sue rivelazioni, alle sue prove inoppugnabili e alla sua fulgente gloria che ha pervaso l'universo, la Natura stessa sbalordisce.

Non è bene che tu spinga lo sguardo a tempi lontani o più recenti: menziona questo Giorno e magnifica ciò che in esso è apparso, che per certo a tutti basterà. In verità le spiegazioni e i discorsi di delucidazione riguardo a queste cose raggelano gli spiriti. T'incombe parlare in tal guisa da infiammare i cuori dei veri credenti e da farne levitare i corpi.

Chi oggi fermamente crede nella rinascita dell'uomo e ha piena contezza che l'Eccelso Iddio esercita potere supremo e detiene autorità assoluta su questa nuova creazione, in verità, è annoverato tra gli illuminati in questa suprema Rivelazione: ne fa fede ogni credente perspicace.

Assurgi ben al di sopra del mondo dell'essere mediante il potere del Più Grande Nome, a che tu possa venir a conoscenza dei primevi arcani e apprendere ciò che nessuno sa. In verità, il tuo Signore è l'Alleato, l'Onnisciente, Colui Che di tutto ha contezza. Sii come fremente arteria pulsante nel corpo dell'intera creazione, sì che per il calore generato da questo palpito appaia ciò che ridesti il cuore dei titubanti.

Allorquando eravamo celati dietro infiniti veli, tu entrasti in comunione con Me e mirasti gli astri del firmamento della Mia saggezza e i flutti dell'oceano della Mia parola. In verità, il tuo Signore è il Verace, il Fedele. Grande invero è la benedizione di colui che ha conseguito le prodighe effusioni di quest'oceano nei giorni del suo Signore, il Munificentissimo, l'Onnisciente.

Durante il Nostro soggiorno in 'Iráq, mentre Ci trovavamo nella casa di un certo Majíd, ti dispiegammo chiaramente i misteri del creato, la sua origine, il suo fastigio e la sua causa. Ma dacché partimmo, Ci contentammo di questa affermazione: «In verità, non v'è altro Dio che Me, il Longanime, il Munifico».

Insegna la Causa di Dio con parole tali da infiammare i roveti e da far sorgere da essi il grido: «In verità non v'è altro Dio che Me, l'Onnipotente, l'Illimitato». Dì: L'umana favella è una realtà che aspira a esercitare il proprio ascendente e richiede moderazione. In quanto al suo ascendente, esso è condizionato dal perfezionamento, che a sua volta dipende dal distacco e dalla purezza del cuore. In quanto alla sua moderazione, essa deve essere congiunta a tatto e saggezza, come prescritto nelle Scritture e nelle Tavole Sacre.

Medita su ciò che è fluito dal firmamento della Volontà del tuo Signore, Colui Che è Fonte d'ogni grazia, onde tu colga il significato prestabilito racchiuso nelle sacre latèbre delle Scritture Sante.

A coloro che hanno respinto Dio e si aggrappano tenacemente alla Natura in sé, in verità, fanno difetto sapere e saggezza: certamente essi sono tra coloro che han tralignato. Non hanno scalato la vetta sublime, né sono giunti alla mèta suprema; perciò i loro occhi furono chiusi e i loro pensieri discordarono, mentre i loro maestri hanno creduto in Dio e nella Sua invincibile sovranità: ne fa fede il tuo Signore, l'Aiuto nel Pericolo, l'Esistente da Sé.

Dacché i loro sguardi furono attratti dalle arti e dalle meraviglie occidentali, i popoli d'Oriente vagolarono confusi nelle desolate lande delle cause materiali, dimentichi di Colui Che delle Cause è Forgiatore e Reggitore, mentre quegli uomini che sono stati fonti e sorgenti di Saggezza giammai negarono l'Impulso motore che si cela dietro queste cause né il loro Creatore o la loro Origine. Il tuo Signore sa, ma tra le genti molti non sanno.

Per amor di Dio, Signore dei Nomi, Ci accingiamo ora a esporre in questa Tavola qualche cenno sui saggi,2 affinché la gente possa aprire gli occhi e raggiungere la certezza che in verità Egli è il Fattore, l'Onnipotente, il Creatore, l'Autore, l'Onnisciente, il Sapientissimo.

Benché sia noto che i dotti contemporanei sono profondamente versati in filosofia, arti e mestieri, pure ogni osservatore attento subito comprenderà che essi hanno tratto gran parte del loro sapere dai saggi del passato, perché sono stati costoro che hanno gettato le basi della filosofia, innalzandone la struttura e rafforzandone le colonne. Così t'informa il tuo Signore, l'Antico dei Giorni. I saggi del passato attinsero il loro sapere dai Profeti, essendo Costoro Depositari di divina filosofia e Rivelatori di celesti arcani. Alcuni bevvero le acque vive e cristalline dei Loro detti, mentre altri si sono accontentati della feccia: ciascuno riceve una porzione secondo la propria misura. Egli è invero l'Equo, il Savio.

Empedocle, che fu esimio filosofo, era contemporaneo di Davide, mentre Pitagora visse ai tempi di Salomone, figlio di Davide e colse la Saggezza dai forzieri di quel rango profetico. È lui che ha affermato di aver udito il sommesso mormorar dei cieli e di essere pervenuto allo stadio degli angeli. Se Gli piacerà, invero tutto chiaramente spiegherà il tuo Signore: in verità, Egli è il Savio, Colui Che tutto pervade.

L'essenza e le basi della filosofia sono scaturite dai Profeti; che gli uomini dissentano sui suoi intimi significati e misteri è da attribuirsi alle divergenze di opinioni e alla disparità delle menti. Ti narriamo quanto segue: una volta uno dei Profeti stava partecipando al Suo popolo ciò che Gli aveva ispirato il Signore Onnipotente, ché in verità, il tuo Signore è l'Ispiratore, il Benigno, l'Eccelso. Mentre dalla Fonte della Sua parola zampillava la polla sorgiva della saggezza e dell'eloquenza e il nettare del divino sapere inebriava coloro che avevano cercato la Sua soglia, Egli esclamò: «Ecco! Tutti sono ripieni di Spirito». Fra gli astanti c'era chi si aggrappò a questa affermazione e, inseguendo le proprie illusioni, concepì l'idea che lo spirito letteralmente penetrasse o entrasse nel corpo, e con verbose disquisizioni addusse prove per convalidare questa concezione: e certuni ne seguirono le orme. Se elencassimo ora i loro nomi o te ne facessimo un racconto dettagliato, Ci dilungheremmo troppo, divagando dal tema principale: in verità, il tuo Signore è l'Onnisciente, il Sapientissimo. Ci fu anche chi gustò il vino prelibato il cui sigillo era stato infranto dalla Lingua di Colui Che è il Rivelatore dei versetti del tuo Signore, il Benigno, il Generosissimo.

In verità, i filosofi non hanno negato l'Antico dei Giorni; molti di loro morirono rammaricandosi di non essere riusciti a sondare il Suo mistero, come alcuni di loro hanno anche attestato. In verità, il tuo Signore è il Consigliere, Colui Che di tutto ha contezza.

Considera Ippocrate, il medico: egli fu uno degli eminenti filosofi che credettero in Dio e confessarono la Sua sovranità. Dopo di lui venne Socrate che fu veramente saggio, colto e giusto; praticò l'astinenza, dominò gli appetiti e le brame della carne e rifuggì dai piaceri materiali; si ritirò sui monti, rifugiandosi in un antro; dissuase gli uomini dall'adorare gli idoli e insegnò la via di Dio, Signore di Misericordia, finché gli ignoranti insorsero contro di lui, l'arrestarono e in prigione lo misero a morte. Così ti narra questa Penna dal veloce moto. Che penetrante visione filosofica ebbe questo grande uomo, tra tutti i filosofi il più illustre, profondamente intriso di sapienza! Attestiamo che in questo campo egli è un eroe e un insigne campione; aveva una profonda cultura nelle scienze in uso fra gli uomini, come in quelle nascoste alle loro menti. Parrebbe che, allorquando dal Sommo Oceano traboccarono lucenti acque vivificatrici, ne abbia bevuto un sorso. Fu lui che percepì nelle cose una realtà unica, equilibrata e onnipresente, molto simile allo spirito umano e scoprì che questa realtà è distinta dalla sostanza delle cose nella loro forma più sottile. Su questo ponderoso tema egli formulò una speciale teoria. Se interrogherai a questo riguardo i saggi del mondo della presente generazione, ti accorgerai che essi non sono stati capaci di intenderla. In verità, il tuo Signore dice la verità, ma i più non comprendono.

Dopo Socrate venne il divino Platone che era suo discepolo e a Lui successe nella cattedra di filosofia; egli confessò la propria fede in Dio e nei Suoi segni che pervadono tutto ciò che è stato e che sarà. Indi seguì Aristotele, il famoso uomo di grande cultura: fu lui che scoperse le proprietà delle sostanze gassose. Questi uomini, che emergono come maestri dei popoli e fra loro eccellono, fecero tutti professione di fede nell'Essere immortale, Che impugna le redini di tutte le scienze.

Ti menzionerò altresì l'invocazione espressa da Balínús il quale ben conosceva le teorie sui misteri del creato formulate dal Padre della Filosofia e da lui scritte nelle sue tavole di crisòlito, sì che tutti abbiano contezza delle cose che abbiamo delucidato in questa chiara Tavola che, premuta con la mano dell'equità e del sapere, produrrà spirito di vita per la vivificazione di tutte le creature. Grande è la benedizione di chi nuota in questo oceano e celebra le lodi del suo Signore, il Benigno, l'Amatissimo. In verità dai versetti del tuo Signore spirano le brezze della divina rivelazione in tal guisa che niuno può contestarne la verità, tranne coloro cui fanno difetto l'udito, la vista, l'intelletto e ogni umana facoltà. In verità ne fa fede il tuo Signore, eppur la gente non comprende.

Quest'uomo ha detto: «Sono Balínús, il saggio, operatore di miracoli, produttore di talismani». Egli sorpassò tutti nel diffondere arti e scienze e si librò nelle superne altezze dell'umiltà e della preghiera; porgi orecchio a ciò che ha detto, supplicando Colui Che tutto possiede, l'Eccelso: «Ritto al cospetto del mio Signore, esalto i Suoi doni e le Sue grazie e Lo lodo con ciò con cui Egli loda il Proprio Essere, acciocché io possa divenire fonte di guida e di benedizione per quegli uomini che comprendono le mie parole». E altresì dice: «O Signore! Tu sei Dio e non v'è altro Dio che Te. Tu sei il Creatore e all'infuori di Te non v'è altro creatore. Assistimi con la Tua grazia e rafforzami. Il mio cuore è turbato, le mie membra tremano, ho perduto la ragione e la mente mi ha tradito. Dammi forza e fa' che la mia lingua parli con saggezza». E ancora dice: «In verità, Tu sei il Sapiente, il Savio, il Potente, il Compassionevole». Fu questo saggio che apprese i misteri del creato e comprese le finezze che si trovano celate negli Scritti Ermetici.3

Non desideriamo menzionare altro, ma diremo ciò che lo Spirito Ci ha infuso nel cuore: in verità non v'è Dio che Lui, il Sapiente, il Forte, l'Aiuto nel Pericolo, l'Eccellente, il Lodatissimo. Per la Mia vita! In questo Giorno l'Albero Celestiale è riluttante a proclamare al mondo altre parole se non questa affermazione: «In verità, non v'è altro Dio che Me, l'Impareggiabile, Colui Che di tutto ha contezza ».

Se non fosse stato per l'amore che ti porto, non una parola avrei detto di ciò che è stato menzionato. Tieni caro questo stadio e custodiscilo come i tuoi stessi occhi e sii tra coloro che sono sinceramente grati.

Sai bene che non studiammo i libri che gli uomini posseggono e non acquisimmo la cultura diffusa fra di loro, eppure ogni qual volta desideriamo citare le parole dei dotti e dei saggi,2 immediatamente appare di fronte al tuo Signore in forma di tavola tutto ciò che è apparso nel mondo ed è rivelato nei Libri Sacri e nelle Scritture Sante. Così mettiamo per iscritto ciò che l'occhio percepisce. In verità terra e cieli abbraccia la Sua scienza.

È questa una Tavola in cui la Penna dell'Invisibile ha vergato il sapere di tutto ciò che è stato e che sarà - scienza che, tranne la Mia meravigliosa Lingua, nessuno può spiegare. In verità, Dio ha purificato l'essenza del Mio cuore dalle nozioni dei dotti e l'ha santificata dalle parole dei saggi: in verità nulla esso rispecchia fuorché le Sue rivelazioni. Ne fa fede la Lingua della Magnificenza in questo limpido Libro.

Dite, o genti della terra! Badate che col fare riferimento alla saggezza non vi precludiate la sua Fonte e non vi allontaniate dal suo Oriente. Fissate il cuore sul Signore, l'Educatore, l'Onnisciente.

Per ogni terra abbiamo prescritto una parte, per ogni occasione una quota stabilita, per ogni giudizio un termine fisso e per ogni circostanza un'osservazione adatta. Pensa alla Grecia: per lungo tempo ne facemmo un Sito di Saggezza; ma quando cadde l'ora stabilita, il suo trono venne rovesciato, la sua lingua cessò di risuonare, s'affievolì la sua luce e fu ammainato il suo vessillo; in tal guisa diamo e togliamo. In verità il tuo Signore è Colui Che dà e spoglia, il Forte, il Potente.

In ogni contrada abbiamo innalzato un astro di sapere e, allorché i tempi fissati saranno vicini, esso risplenderà radioso all'orizzonte, secondo il decreto di Dio, l'Onnisciente, il Sapientissimo. Se è Nostro Volere siamo certo capaci di descriverti tutto quello che esiste in ogni terra o che vi è accaduto: in verità la conoscenza del tuo Signore abbraccia cieli e terra.

Sappi, inoltre, che gli antichi popoli hanno prodotto cose che i sapienti d'oggigiorno sono stati incapaci di produrre. Ti rammentiamo Martos che era uno dei dotti e inventò un apparecchio che trasmetteva il suono a oltre sessanta miglia di distanza. Oltre a lui anche altri hanno scoperto cose che nessuno in questa età ha visto. In verità il tuo Signore, in pegno di saggezza da parte Sua, rivela in ciascuna epoca tutto quel che Gli aggrada: in verità, Egli è il Supremo Ordinatore, l'Onnisciente.

Il vero filosofo non negherà mai né Dio né i Suoi segni, ma riconoscerà la Sua gloria e la Sua soverchiante maestà, la cui ombra sovrasta tutto il creato. In verità Noi amiamo quei dotti che hanno tratto alla luce cose vantaggiose per gli alti interessi dell'umanità e giacché siamo ben capaci di realizzare il Nostro intento, li assistemmo mediante il potere del Nostro decreto.

O Miei amati, badate di non disprezzare i meriti dei Miei dotti servi che Dio S'è degnato di prescegliere come esponenti del Suo Nome «l'Artefice» fra gli uomini. Fate il massimo sforzo, onde possiate sviluppare quei mestieri e quelle imprese di cui tutti, giovani o vecchi, possano avvalersi. Non abbiamo nulla da spartire con quegli ignoranti i quali s'illudono che la Saggezza serva per sfogare le proprie vane ubbie e ripudiare Iddio, Signore di tutti gli uomini, proprio mentre sentiamo alcuni ignavi esprimere oggi queste affermazioni.

Dì: Principio e origine della Saggezza è il riconoscere tutto ciò che Iddio ha chiaramente palesato, perché è mediante il potere di tale riconoscimento che sono state edificate le solide basi della scienza politica, valido usbergo per il corpo dell'umanità. Rifletti un istante sì che tu possa intendere ciò che la Mia eccelsa Penna ha proclamato in questa Tavola meravigliosa. Dì, ogni problema riguardante affari di stato che ponete nella discussione rientra nell'ambito di una delle parole inviate dal firmamento della Sua gloriosa, eccelsa favella. In tal modo ti abbiamo significato ciò che inebrierà il tuo cuore, consolerà i tuoi occhi e ti consentirà di promuovere la Sua Causa fra tutti i popoli.

O Mio Nabíl! Fa' che nulla ti rattristi, gioisci anzi di gioia grande poiché ti ho menzionato, ho rivolto cuore e viso verso di te e con te ho conversato mediante questa inconfutabile e autorevole esposizione. Rifletti in cuor tuo sulle tribolazioni che ho patito, sulla prigionia e la cattività che ho sopportato, sulle sofferenze che Mi hanno colpito e sulle accuse che i popoli hanno mosso contro di Me. Guarda, essi sono veramente avviluppati da un penoso velo.

Giunto il discorso a questo stadio, spuntò l'alba dei divini arcani e si spense la luce della parola. Si posi sui saggi la Sua gloria secondo il decreto di Colui Che è l'Onnipotente, il Lodatissimo.

Dì: Magnificato sia il Tuo Nome, o Signore mio Dio! T'imploro pel Tuo Nome per il quale, allorché i cieli della parola divina furono messi in moto fra gli uomini, la luce della saggezza rifulse luminosa, di aiutarmi benignamente con le Tue celesti confermazioni e di darmi agio di esaltare il Tuo Nome fra i Tuoi servi.

O Signore! Distaccato da tutto fuorché Te e aggrappato all'orlo del manto delle Tue infinite benedizioni, a Te ho rivolto il viso. Sciogli dunque la mia lingua, ond'io proclami ciò che avvinca le menti e rallegri le anime e gli spiriti. Rafforzami inoltre nella Tua Causa in tal guisa ch'io non sia impedito dalla prepotenza degli oppressori fra le Tue creature, né ostacolato dall'assalto dei miscredenti tra coloro che dimorano nel Tuo reame. Fa' di me un faro risplendente in tutte le Tue terre che col suo fulgore guidi coloro nei cui cuori arde la luce del Tuo sapere e aleggia l'anelito al Tuo amore.

In verità, il potere Tu hai di fare tutto quello che vuoi e tieni in pugno il regno del creato. Non v'è altro Dio che Te, l'Onnipotente, l'Onnisciente.

1 In una Tavola Bahá'u'lláh afferma: «L'Albero Santo [ Sadrat ] è, in un certo senso, la Manifestazione dell'Unico Vero Dio, magnificato sia. II Benedetto Albero nella terra di Za'farán allude a quell'ubertosa, benedetta santa, aulentissima terra, dove quell'Albero è stato piantato».

2 In molti dei seguenti passi, riguardanti i filosofi greci, Bahá'u'lláh cita fedelmente dalle opere di alcuni storici musulmani, come Abu'l-Fath-i-Shahristání (1076-1153 A.D.) e 'Imadu'd-Dín Abu'l-Fidá (1273-1331 A.D.).

3 In una delle Sue Tavole, Bahá'u'lláh scrisse: «II primo uomo che si dedicò alla filosofia fu Idrís: tale era il suo nome, ma altri lo chiamavano anche Ermete; e ogni idioma gli attribuisce un nome speciale. Egli espresse idee profonde e convincenti in ogni ramo della filosofia. Dopo di lui, dalle Tavole Ermetiche attinse il suo sapere e le sue scienze Balínús e dalle sue parole e dai suoi enunciati la maggior parte dei filosofi a lui posteriori trassero le loro scoperte filosofiche e scientifiche...». Nel Corano, sura 19, versetti 56 e 57, è scritto: «E nel Libro ricorda Idrís: che fu un giusto, un Profeta e lo elevammo ad altissimo luogo».

Asl-i-Kullu’l-Khayr
(Parole di saggezza)
Nel Nome di Dio, l’Eccelso, l’Altissimo

Fonte d’ogni bene è confidare in Dio, sottostare al Suo comando e l’essere paghi del Suo santo volere e piacere.

Essenza della saggezza è il timor di Dio, la paura della Sua sferza punitiva e il paventar la Sua giustizia e il Suo decreto.

Essenza della religione è dar prova di ciò che il Signore ha rivelato e seguire quanto da Lui stabilito nel Suo possente Libro.

Fonte d'ogni gloria è accettare tutto ciò che il Signore ha elargito, e di ciò che Dio ha decretato essere paghi.

Essenza dell'amore è che l'uomo volga il cuore all'Amato e da tutto si separi fuorché da Lui e nulla desideri tranne ciò che è il desio del Signore.

Vera rimembranza è far menzione del Signore, il Lodatissimo, e tutto, eccetto Lui, obliare.

Vera fiducia è per il servo attendere alla propria professione ed occupazione in questo mondo, tenersi stretto al Signore, nulla cercare se non la Sua grazia, poiché nelle Sue mani è il destino di tutti i Suoi servi.

Essenza del distacco è per l'uomo drizzare il volto verso le coorti del Signore, pervenire al Suo cospetto, mirare il Suo sembiante e star testimone innanzi a Lui.

Essenza della comprensione è l'attestare la propria povertà e il sottomettersi al Volere del Signore, il Sovrano, il Benevolo, l’Onnipossente.

Fonte del coraggio e della forza è diffondere la Parola di Dio e rimaner saldi nel Suo amore.

Essenza della carità è per il servo narrar le benedizioni del Signore e renderGli grazie in ogni tempo e circostanza.

Essenza della Fede è sobrietà di parole e copiosità di azioni: per colui che discorra più di quanto non faccia, sappi invero che la morte è preferibile alla vita.

Essenza della vera sicurezza è serbare il silenzio, guardare alla fine delle cose e rinunziare al mondo.

Il principio della magnanimità è il momento in cui l'uomo spende le sue ricchezze per sé, la sua famiglia e i poveri fra i suoi fratelli nella Fede.

Essenza della ricchezza è l'amore per Me: chi Mi ama tutto possiede, e chi non Mi ama è, in verità, povero e indigente. Questo è ciò che il Dito della Gloria e dello Splendore ha rivelato.

Fonte d'ogni male è per l'uomo allontanarsi dal suo Signore e riporre il cuore in cose profane.

Il fuoco più bruciante è dubitare dei segni di Dio, futilmente disquisire su ciò ch'Egli ha rivelato, negarLo e portarsi da superbo innanzi a Lui.

Fonte d'ogni sapere è la conoscenza di Dio - esaltata sia la Sua Gloria - e questa non può conseguirsi per altra via che la conoscenza della Sua Divina Manifestazione.

Essenza della degradazione è abbandonare l'ombra protettiva del Misericorde e rifugiarsi presso il Maligno.

Fonte dell'errore è non credere nell'Unico vero Dio, confidare in altri che non Lui e sfuggire al Suo Decreto.

Vero discapito è quello di colui i cui giorni sono trascorsi nella completa ignoranza del proprio vero essere.

Essenza di tutto ciò che ti abbiamo rivelato esser Giustizia è che l'uomo si liberi da oziose fantasie e imitazioni, percepisca con occhio di unicità la Sua gloriosa opera e tutto esamini con sguardo indagatore.

Così t'abbiamo ammaestrato, palesandoti Parole di Saggezza, acché tu possa esser grato al Signore Iddio tuo e gloriartene fra tutte le genti.

LAWH-I -MAQSÚD
(Tavola di Maqsúd)

In segno di rispetto, i bahá'í non scrivevano direttamente a Bahá'u'lláh, ma si rivolgevano al Suo amanuense, Mírzá Áqá Ján, soprannominato «Servo di Dio» e «Servitore Personale». Mírzá Áqá Ján scriveva la risposta sotto forma di lettera, nella quale citava le parole di Bahá'u'lláh, ma in effetti tale risposta era interamente dettata da Bahá'u'lláh Stesso. Pertanto tutte le parti della Tavola, anche quelle che sembrano apparentemente parole di Mírzá Áqá Ján, sono Sacre Scritture rivelate da Bahá'u'lláh. La Tavola di Maqsúd è concepita in questi termini. Fu indirizzata a Mírzá Maqsúd, uno dei primi credenti, che a quei tempi abitava a Damasco e a Gerusalemme.

Egli è Dio, esaltato Egli sia, il Signore della Maestà e della Forza

Una lode eccelsa al di sopra di ogni menzione o descrizione si confà all'Adorato, Possessore di tutte le cose visibili e invisibili, Che ha conferito al Punto Primo autorità di rivelare innumerevoli Libri ed Epistole e Che, mediante il potere della Sua sublime Parola, ha tratto all'esistenza l'intera creazione, delle generazioni passate e di quelle più recenti. Inoltre, essendo l'uomo incapace di comprendere ciò che è sgorgato dalla Penna Gloriosa ed è stato vergato nei Suoi Libri celestiali, secondo la Sua trascendente saggezza Egli ha in ogni età e ciclo inviato un Messaggero divino Che rianimasse con le vive acque della Sua parola le anime avvilite e afflitte, Uno Che in verità è l'Espositore, il vero Interprete. In ogni tempo e circostanza agli uomini necessita qualcuno che li esorti, li guidi, li istruisca e li ammaestri: perciò Egli ha inviato i Suoi Messaggeri, i Suoi Profeti e i Suoi eletti, Che rivelino alle genti il divino scopo per cui furono rivelati i Libri e suscitati i Messaggeri e ciascuno abbia contezza del pegno di Dio, latente nella realtà di ogni anima.

L'uomo è il Talismano supremo. La mancanza di un'adeguata educazione l'ha però privato di ciò che inerentemente possiede. Da una parola uscita dalla bocca di Dio egli è stato tratto all'esistenza; da un'altra è stato guidato a riconoscere la Sorgente da cui attingere la sua educazione e da un'altra ancora gli furono garantiti rango e destino. I1 Grande Essere dice: Considera l'uomo come una miniera ricca di gemme di inestimabile valore. Soltanto l'educazione può rivelarne i tesori e permettere all'umanità di goderne. Se l'uomo meditasse su ciò che le Scritture inviate dal cielo della santa Volontà di Dio hanno rivelato, riconoscerebbe senza indugio che il loro scopo è quello che tutti gli uomini si considerino come un'anima sola, acciocché il sigillo che porta incise le parole «Il Regno sarà di Dio» s'imprima in ogni cuore e la luce della Divina munificenza, della grazia e della misericordia avviluppi tutta l'umanità. L'Unico vero Dio, sia esaltata la Sua gloria, non ha desiderato nulla per Sé. La fedeltà degli uomini non Gli giova, né Gli nuoce la loro perversità. L'Uccello del Reame dei Detti lancia continuamente questo appello: «Tutto ho voluto per te, e te pure, per amor tuo». Se i sapienti e i saggi d'oggigiorno permettessero all'umanità di aspirare la fragranza della fraternità e dell'amore, ogni cuore sensibile comprenderebbe il significato della vera libertà e scoprirebbe il segreto della pace indisturbata e dell'assoluta tranquillità. Se la terra raggiungesse questo stadio e fosse illuminata dalla sua luce, se ne potrebbe veramente dire: «Non vi vedrai né depressioni né colline!».1

Benedizione e pace a Quei2 pel Cui avvento Bathá3 s'è pavesata di sorrisi e i dolci aromi della Cui veste hanno sparso profumo sull'intera umanità - Colui Che venne per proteggere gli uomini da ciò che nuoce loro nel mondo basso. Eccelso, infinitamente eccelso è il Suo stadio di là dalla glorificazione di tutti gli esseri e santificato dalla lode di tutto il creato. Col Suo avvento il Tabernacolo della stabilità e dell'ordine fu eretto ovunque nel mondo e l'insegna del sapere venne innalzata fra le nazioni. Le benedizioni si posino anche sui Suoi familiari e compagni per i quali fu issato lo stendardo dell'unità e della singolarità di Dio e furono spiegati i vessilli del trionfo celeste. Per mezzo loro la religione di Dio fu solidamente insediata fra le Sue creature e il Suo Nome magnificato fra i Suoi servi. Lo supplico - esaltato Egli sia - di proteggere la Sua Fede dalla malignità dei Suoi nemici che strapparono via i veli, li squarciarono e fecero infine ammainare i vessilli dell'Islám tra tutti i popoli.

Abbiamo ricevuto la tua missiva nella quale si sentiva l'olezzo della riunione. Sia lodato Iddio, dopo il duro decreto della separazione, le brezze della vicinanza e della comunione si son mosse e i campi del cuore son rinfrescati dalle acque dell'allegrezza e della gioia. Rendiamo grazie a Dio in ogni circostanza e nutriamo speranza che Egli - sia esaltata la Sua gloria - guidi con la Sua benigna provvidenza tutti coloro che dimorano sulla terra verso ciò che Gli è gradito e ben accetto.

Osservate i disordini che da lunghi anni tormentano la terra e l'agitazione che si è impossessata dei suoi popoli. Essa è stata o sfigurata dalle guerre o tormentata da improvvise e inattese calamità. Benché il mondo sia pieno di miserie e afflizioni, pure, nessuno si è soffermato a riflettere quale possa esserne la causa o la fonte. Ogni qual volta il Consigliere Verace ha pronunziato una parola di ammonimento, ecco che tutti Lo hanno accusato di essere un seminatore di discordia e hanno respinto il Suo appello. Com'è sbalorditivo e sconcertante questo comportamento! Può dirsi che non si trovino due uomini esteriormente e interiormente uniti. I segni della discordia e della malizia appaiono dappertutto, benché tutti gli uomini siano stati creati per l'unione e l'armonia. Il Grande Essere dice: O benamati! È stato innalzato il tabernacolo dell'unione; non vi considerate estranei l'uno all'altro. Siete frutti di un unico albero e foglie di un solo ramo. Nutriamo speranza che la luce della giustizia risplenda sul mondo e lo purifichi dalla tirannide. Se i sovrani e i re della terra, simboli del potere di Dio, esaltata Ne sia la gloria, sorgessero e si decidessero a dedicarsi a ciò che può favorire i più alti interessi dell'intera umanità, certamente fra i figli degli uomini verrebbe fondato il regno della giustizia e il fulgore della sua luce ammanterebbe tutta la terra. I1 Grande Essere dice: La struttura della stabilità e dell'ordine mondiale è stata eretta sulle due colonne gemelle della ricompensa e del castigo, che continueranno a sorreggerla. E in un'altra occasione Egli ha proferito in lingua eloquente4 quanto segue: La giustizia ha ai suoi ordini una forza possente. Essa non è altro che la ricompensa e la punizione per le opere umane. Mediante il potere di questa forza il tabernacolo dell'ordine è innalzato in tutto il mondo, così che, per timore della punizione, i malvagi tengano a freno la propria natura.

In un altro passo Egli ha scritto: Attenti, o coorte di sovrani del mondo! Non v'è altra forza sulla terra paragonabile, per il suo potere conquistatore, alla forza della giustizia e della saggezza. In verità, affermo che non c'è né c'è mai stato esercito più possente di quello della giustizia e della saggezza. Benedetto il re che marcia con le insegne della saggezza spiegate innanzi e i battaglioni della giustizia ammassati a retroguardia. In verità egli è il diadema che cingerà la fronte della pace e il sembiante della sicurezza. Non v'è alcun dubbio che se l'astro della giustizia, che è stato oscurato dalle nubi della tirannia, spandesse la sua luce sull'umanità, la faccia della terra sarebbe completamente trasformata.

Desideroso di rivelare i fondamenti della pace e della tranquillità del mondo e del progresso dei suoi popoli, il Grande Essere ha scritto: Verrà il tempo in cui sarà universalmente sentita l'imperiosa necessità di costituire una vasta assemblea di tutti gli uomini. I potenti e i re della terra dovranno intervenirvi e, partecipando alle sue deliberazioni, prendere in considerazione le vie e i mezzi che costituiscono le fondamenta della Grande Pace mondiale fra gli uomini. Una simile pace esige che per amore della tranquillità dei popoli della terra, le Grandi Potenze si decidano a riconciliarsi pienamente fra di loro. Se un re si levasse in armi contro un altro, tutti dovranno sorgere uniti contro di lui ed impedirglielo. Se ciò accadrà le nazioni del mondo non avranno bisogno di alcun altro armamento oltre a quello necessario per conservare la sicurezza dei loro regni e mantenere l'ordine interno nei loro territori. Così si garantirà la pace e la serenità di tutti i popoli, i governi e le nazioni. Osiamo sperare che i re e i sovrani della terra, specchi del benevolo e onnipotente nome di Dio, assurgano a questo grado e proteggano l'umanità dal massacro e dalla tirannia.

Dice inoltre: Fra le cose che condurranno all'unità e alla concordia, sì che il mondo intero venga stimato un solo paese, v'è questa: che le diverse lingue siano ridotte a una sola lingua e similmente che le scritture usate nel mondo siano limitate a un'unica scrittura. Incombe a tutte le nazioni di nominare un gruppo di uomini intelligenti ed eruditi i quali indìcano una riunione e, dopo essersi consultati, scelgano uno fra i vari idiomi esistenti, o ne creino uno nuovo, da insegnare ai bambini in tutte le scuole del mondo.

Si avvicina il giorno in cui tutti i popoli della terra adotteranno una lingua universale e un'unica scrittura. Quando ci si sarà giunti, in qualsiasi città arrivino, ai viaggiatori sembrerà di entrare a casa propria. Tutto ciò è obbligatorio e assolutamente essenziale. Incombe ad ogni uomo illuminato e perspicace cercare di mettere in atto ciò che è stato scritto.

In questi giorni il tabernacolo della giustizia è caduto tra le grinfie della tirannide e dell'oppressione. Implorate l'Unico vero Dio - esaltata Ne sia la gloria - di non privare l'umanità dell'oceano della vera comprensione, perché se solo dessero ascolto, gli uomini comprenderebbero subito che ciò che è sgorgato dalla Penna della Gloria e che da essa è stato scritto è come il sole per il mondo e che ivi sono il benessere, la sicurezza e il vero tornaconto di tutti gli uomini; altrimenti la terra sarà tormentata ogni giorno da una nuova calamità e si scateneranno tumulti inauditi. Voglia Dio che i popoli del mondo siano benevolmente aiutati a preservare la luce dei Suoi amorevoli consigli entro il globo della saggezza. Nutriamo speranza che tutti indossino la veste della vera saggezza, sulla quale si fonda il governo del mondo.

Il Grande Essere dice: I1 firmamento della scienza politica è rischiarato e illuminato dal fulgore della luce di queste benedette parole che sono albeggiate dall'oriente del Volere di Dio: È doveroso che ogni governante soppesi quotidianamente il proprio essere sulla bilancia dell'equità e della giustizia e poi giudichi fra gli uomini e li consigli di fare ciò che volga i loro passi verso la via della saggezza e della comprensione: questi sono il cardine e l'essenza della scienza politica. In queste parole ogni saggio illuminato percepirà prontamente ciò che favorisce mete come il benessere, la sicurezza e la protezione dell'umanità e la salvezza delle vite umane. Gli uomini perspicaci che si dissetassero all'oceano di intimi significati in esse contenuto e ne prendessero coscienza ne attesterebbero la sublimità e la grandezza. Se quest'umile creatura esprimesse ciò che percepisce, tutti proclamerebbero la consumata saggezza di Dio. I segreti della scienza politica e ciò che serve oggi ai popoli sono racchiusi in queste parole. Quest'umile servo supplica ardentemente l'Unico vero Dio - esaltata sia la Sua gloria - di illuminare gli occhi dei popoli del mondo, sì che tutti riconoscano ciò che in questo giorno è indispensabile.

È un vero uomo colui che si dedica a servire l'intera razza umana. Il Grande Essere dice: Benedetto e felice è colui che si leva a promuovere i migliori interessi dei popoli e delle tribù della terra. In un altro passo Egli ha proclamato: Non ci si deve gloriare di amare la propria patria ma piuttosto di amare il mondo intero. La terra è un solo paese e l'umanità i suoi cittadini.

Queste esortazioni all'unione e alla concordia, che la Penna dell'Eccelso ha scritto nei Libri dei Profeti, si riferiscono ad argomenti ben precisi, non a un'unione che porti alla disunione o a una concordia che ingeneri discordia. È questo lo stadio in cui ad ogni cosa è assegnata una misura, lo stadio in cui ogni anima meritevole avrà la sua mercede. Benedetto chi comprende il significato e afferra l'intenzione di queste parole e mal incolga agl'incuranti. Di questo rendono ampia testimonianza tutti i segni della natura, nella loro intima essenza. Ogni saggio perspicace è ben conscio di ciò che abbiamo menzionato, al contrario di coloro che si sono smarriti lungi dalle sorgenti vive dell'imparzialità e vagolano inquieti nelle selvagge lande dell'ignoranza e del cieco fanatismo.

I1 Grande Essere dice: O figli degli uomini! Lo scopo fondamentale che anima la Fede di Dio e la Sua Religione è quello di salvaguardare gli interessi della razza umana, svilupparne l'unità e accrescere lo spirito d'amore e di fraternità fra gli uomini. Non sia mai che diveniate fonti di contrasti e discordie, di odio e inimicizia. Questa è la retta Via, queste sono le fondamenta solide e incrollabili. Qualsiasi cosa sarà edificata su queste fondamenta, i casi e le vicende del mondo non potranno mai intaccarne la resistenza, né potrà minarne la struttura il fluire di innumerevoli secoli. È nostra speranza che i capi delle religioni e i sovrani del mondo si levino uniti per riformare questa èra e rialzarne le sorti. Riflettano sui suoi bisogni, si consiglino e, dopo matura deliberazione, somministrino il rimedio adatto a codesto mondo infermo e profondamente angustiato.

Il Grande Essere dice: I1 cielo della divina saggezza è rischiarato dai due astri della consultazione e della compassione. Consultatevi su tutte le questioni, poiché la consultazione è il faro che rischiara il cammino e conferisce comprensione.

Al principio di ogni impresa, è doveroso considerarne la fine. Tra tutte le arti e le scienze, indirizzate i bambini a studiare quelle che risultino vantaggiose all'uomo, che ne garantiscano il progresso e ne elevino il rango. Così verranno dispersi i fetidi odori dell'arbitrio e così, grazie ai nobili sforzi dei capi delle nazioni, tutti vivranno protetti, sicuri e in pace.

Il Grande Essere dice: I dotti devono indirizzare il popolo verso quei rami del sapere che sono utili, sì che essi stessi e tutti gli altri uomini ne possano trarre beneficio. Gli studi accademici che principiano e terminano con mere parole non hanno mai avuto né avranno mai alcun valore. La maggior parte degli eruditi dottori di Persia dedica tutta la vita allo studio di una filosofia il cui ultimo frutto è fatto di sole parole.

Incombe a coloro che detengono il potere di usare moderazione in ogni cosa. Chiunque oltrepassi i limiti della moderazione cessa d'esercitare una benefica influenza. Riflettete, per esempio, su valori come la libertà, la civiltà e simili. Per quanto buoni possano essere considerati da molte persone intelligenti, pure, se spinti all'eccesso, possono esercitare sugli uomini un'influenza deleteria.

Se dovessimo sviscerare questo tema, occorrerebbe una minuziosa spiegazione che, dubitiamo, potrebbe risultare tediosa. È ardente speranza di quest'umile creatura che Dio - sia esaltata la Sua gloria - conceda a tutti ciò che è bene: infatti chi ne è dotato, possiede ogni cosa. I1 Grande Essere dice: La Lingua della Saggezza proclama: colui che non ha Me è privo di tutto. Discostatevi da tutto ciò che è sulla terra e non cercate altro che Me. Io sono il Sole della Saggezza e l'Oceano del Sapere. Do coraggio ai pavidi e vita ai morti: sono il Faro che rischiara il cammino, il Falcone reale sul braccio dell’Onnipossente; dispiego le ali abbassate di ogni uccello ferito sospingendolo a volare.

E ancora dice: Nel cielo della vera comprensione, fulgida risplende la luce di due astri: tolleranza e giustizia.

O amico mio! Vasti oceani si trovano racchiusi entro questo breve detto: beato chi ne comprende il valore, ne beve a sazietà e ne afferra il significato e mal incolga agl'incuranti. Quest'umile creatura supplica i popoli del mondo di praticare l'equità, sì che il loro tenero, delicato e prezioso udito che è stato creato per dare ascolto alle parole della saggezza sia liberato da impedimenti e allusioni, da oziose fantasie e vane immagini che «né ingrassano né spengono la fame», così che il vero Consigliere Si degni di esporre ciò che è fonte di benedizione per l'umanità e del sommo bene per tutte le nazioni.

Attualmente in molti paesi la luce della riconciliazione è affievolita e spenta la sua radiosità, mentre il fuoco della lotta e del disordine è stato attizzato e divampa con furia. Due grandi potenze che si considerano fondatrici e guide della civiltà ed autrici delle costituzioni sono insorte contro i seguaci di Colui Che conversò con Dio.5 State accorti, o perspicaci! Non si confà allo stadio dell'uomo commettere soprusi, si conviene invece ch'egli osservi l'equità e indossi la veste della giustizia in ogni circostanza. Implorate l'Unico vero Dio che, mercé il potere della mano del tenero amore e dell'educazione spirituale, forbisca e purifichi certe anime dalla contaminazione di passioni inique e corrotti desideri, sì che, col levarsi esse a sciogliere la lingua per amor di Dio, i segni dell'ingiustizia siano soppressi e lo splendore della luce della giustizia riversi su tutto il mondo il suo fulgore. La gente vive nell'ignoranza e ha bisogno di chi le illustri la verità.

Il Grande Essere dice: L'uomo munito di una vasta erudizione e il saggio dotato di penetrante saggezza sono come gli occhi per il corpo del genere umano; se Dio vorrà, la terra non verrà mai privata di questi due sommi doni. Ciò che è stato esposto e che sarà rivelato nel futuro non è che un pegno dell'ardente desiderio di questo Servo di dedicarSi al servizio di tutte le tribù della terra.

O amico mio! In tutte le evenienze ci si deve attenere a quei mezzi che promuovano la sicurezza e la tranquillità tra i popoli del mondo. Il Grande Essere dice: In questo Giorno glorioso tutto quello che vi purifica dalla corruzione e vi conduce verso la pace e la quiete è in verità la Retta Via.

Voglia Dio che i popoli del mondo siano condotti a riconoscere il loro vero tornaconto grazie ai degni sforzi compiuti dai loro sovrani e da quelli, fra loro, che sono saggi e dotti. Per quanto tempo ancora si ostinerà l'umanità nel suo traviamento? Per quanto tempo ancora continuerà l'ingiustizia? Per quanto tempo ancora il caos e la confusione regneranno fra gli uomini? Per quanto tempo ancora la discordia sconvolgerà il volto della società?

Quest'umile servo è attonito, perché tutti gli uomini sono dotati della capacità di vedere e udire, ma li troviamo orbati del privilegio di servirsene. Questo Servo è stato spinto a vergare queste righe in virtù del tenero amore che nutre per te. Da ogni parte soffiano i venti della disperazione e la lotta che divide e affligge la razza umana aumenta quotidianamente. Si possono già scorgere i segni di imminenti agitazioni e caos, dato che la situazione generale appare lamentevolmente difettosa. Imploro Dio, sia esaltata la Sua gloria, che Si degni di ridestare i popoli della terra, conceda che la loro condotta divenga finalmente loro vantaggiosa e li aiuti a compiere ciò che si addice al loro stadio.

L'uomo che comprendesse la grandezza del proprio stadio e la sublimità del proprio destino non paleserebbe altro che un buon carattere, azioni pure e una condotta decorosa e lodevole. Se i dotti e i saggi di buona volontà guidassero le genti, tutta la terra sarebbe considerata un unico paese. Per certo questa è l'indiscussa verità. Questo servo si appella ad ogni anima zelante e operosa a che faccia il massimo sforzo e si levi per risollevare le sorti di tutti i paesi e per suscitare a vita i morti con le vive acque della saggezza e della loquela, in virtù dell'amore che nutre verso Dio, l'Unico, l'Impareggiabile, l'Onnipotente, il Benefico.

Il saggio non può dimostrare il proprio sapere altrimenti che attraverso le parole. Ecco il significato della Parola asserito in tutte le Scritture, di epoche remote e più recenti: è infatti mercé la sua potenza e il suo spirito animatore che i popoli del mondo sono pervenuti a una così eminente posizione. Parole e frasi devono, altresì, essere sia toccanti sia penetranti. Ma queste due qualità non saranno infuse in nessuna parola che non sia proferita unicamente per amor di Dio e tenendo il dovuto conto di ciò che la situazione e le persone domandano.

Il Grande Essere dice: L'umana favella è una realtà che aspira a esercitare il proprio ascendente e richiede moderazione. In quanto al suo ascendente, esso è condizionato dal perfezionamento che a sua volta dipende dal distacco e dalla purezza del cuore. In quanto alla sua moderazione, essa deve esser congiunta a tatto e saggezza, conforme alle prescrizioni delle Scritture e delle Tavole Sacre.

Ogni parola è dotata di spirito e perciò l'oratore o l'espositore devono prudentemente parlare a tempo e luogo, perché l'effetto che ciascuna parola produce è lampante e manifesto. Il Grande Essere dice: Una parola può essere paragonata al fuoco, un'altra alla luce e l'influenza che entrambe esplicano è palese nel mondo. Perciò il saggio illuminato deve usare innanzi tutto parole blande come il latte, onde i figli degli uomini siano nutriti ed edificati e pervengano all'ultima mèta dell'esistenza umana che è lo stadio della vera comprensione e nobiltà. E ancora dice: Una parola è come la primavera che inverdisce e mette in fiore i teneri virgulti del roseto del sapere, un'altra è come un veleno letale. È necessario che il saggio accorto si esprima con massima saggezza e tolleranza, così che la dolcezza delle sue parole induca tutti a ottenere ciò che s'addice allo stadio dell'uomo.

O amico mio! La Parola di Dio è regina delle parole: immenso è il suo penetrante potere; essa ha sempre dominato e continuerà a dominare il reame dell'esistenza. I1 Grande Essere dice: la Parola è la chiave maestra per il mondo intero, poiché mediante la sua potenza si disserrano le porte dei cuori umani, che in realtà sono le porte del cielo. Non appena un barlume del suo sfolgorante splendore batté sullo specchio dell'amore, in esso apparvero riflesse le benedette parole «Io sono l'Amatissimo». Essa è un oceano di sconfinata ricchezza, che tutto racchiude. Ogni cosa conoscibile non è altro che sua emanazione. Elevato, infinitamente elevato è questo stadio, alla cui ombra s'aggira, ammantata di lode e adorazione, l'essenza della grandezza.

Ahimè! pare che la febbre della negligenza e della follia abbia gravemente indebolito l'umana capacità d'assaporare, perché s'è trovato che le genti non hanno percepito la dolcezza della Sua parola e ne sono prive. È deplorevole che l'umanità si precluda i frutti dell'albero della saggezza, e intanto i suoi giorni e le sue ore rapidi svaniscono. Voglia Dio che la mano del potere divino protegga tutti gli uomini e ne volga i passi verso l'orizzonte della vera comprensione.

In verità il nostro Misericordioso Signore è Colui Che viene in soccorso, il Sapiente, il Savio.

Vorrei aggiungere che è pervenuta la tua seconda lettera spedita da Gerusalemme e che il suo contenuto è stato attentamente letto alla Sua presenza. Egli mi ha invitato a scrivere ciò che segue:

O Maqsúd! Abbiamo udito la tua voce e sentito i sospiri e i lamenti che la tua struggente brama ti ha strappato. Sia lodato Iddio! In ogni tua parola si avvertivano i dolci aromi dell'amore: voglia Dio che questa grazia duri eternamente. II Nostro Servitore Personale ha recitato i versi che hai composto; il tuo nome è spesso menzionato alla presenza di questo Vilipeso e a te sono volti gli sguardi del Nostro tenero amore e della Nostra comprensione.

Grande è lo stadio dell'uomo e grandi devono essere i suoi sforzi per la riabilitazione del mondo e il benessere delle nazioni. Supplico l'Unico vero Dio che Si degni di confermarti in ciò che s'addice allo stadio dell'uomo.

In ogni circostanza segui la guida della saggezza, giacché certi individui che albergano malvagie intenzioni sono stati e sono ancora tutti intenti a trescare. Benevolo Iddio! A quell'Essere infinitamente eccelso Che altro non cerca se non di alimentare lo spirito d'amore e fratellanza fra gli uomini, di ravvivare il mondo e di nobilitarne la vita, hanno imputato accuse tali che la lingua e la penna si vergognano di narrare.

Ti abbiamo ricordato e ora facciamo di te menzione: Lo supplichiamo - esaltata è la Sua gloria - di proteggerti con la mano della forza e della possanza e di darti agio di riconoscere ciò che più ti varrà in questo mondo e nell'altro. Egli è il Signore dell'Umanità, Possessore del Trono in Cielo e del mondo quaggiù. Non v'è altro Dio che Lui, il Forte, l'Onnipotente. Voglia Dio che questo Vilipeso sia fedele. Non t'ha Egli dimenticato e mai ti dimenticherà.

Hai accennato che intendi rimanere a Damasco fino a primavera, e poi recarti a Mosul, se ce ne saranno i mezzi. Quest'umile servo supplica Dio - esaltata è la Sua gloria - di fornire i mezzi opportuni e di aiutarti. Egli è Forte e Potente.

Benché tutti gli abitanti di quella contrada siano stati trattati con somma gentilezza, tuttavia in loro non si ravvisa alcun segno di amicizia. Devi essere molto accorto e saggio, perché essi sono sempre alla ricerca di cavilli per negar la Causa. Possa l'Unico vero Dio conceder loro l'equità.

Riguardo ai tuoi affari, se ti accontenterai di qualsiasi cosa venga, farai cosa lodevole. Dedicarsi a una professione è cosa meritevole di encomio, giacché chi è occupato nel lavoro è molto meno incline a soffermarsi sulle amarezze della vita. Dio voglia che tu senta gioia e radiosità, allegria ed esultanza in qualunque città o terra ti capiti di soggiornare. Quest’umile servo non ti dimenticherà mai, illustre e gentile amico: Egli ti ha ricordato e continuerà a ricordarti. I1 decreto è in Dio, Signore di tutti i mondi. Spero che Egli conceda l'assistenza divina ed elargisca la confermazione in ciò che Gli è gradito e ben accetto.

Ogni parola della tua poesia è come uno specchio in cui si riflettono i segni della devozione e dell'amore che nutri verso Dio e i Suoi eletti. Fortunato te che hai libato il prezioso vino della parola e ti sei abbeverato al rivo dolcemente scorrente del vero sapere. Felice chi se n'è dissetato ed è pervenuto a Lui e mal incolga agli incuranti. È stata una lettura invero molto commovente, perché ne trasparivano la luce della riunione e il fuoco della separazione.

Lungi da noi dubitare mai degli immensi favori di Dio, perché se volesse, Egli potrebbe trasformare un mero atomo in un sole e una goccia in un oceano. Egli schiude migliaia di porte, mentre l'uomo non può concepirne neppur una.

Così malaccorto è questo servo che con simili parole cerca di comprovare la suprema forza di Dio - sia esaltata la Sua gloria. Supplico Dio, il Sommo, di perdonarlo per queste asserzioni e affermo che egli riconosce sempre le proprie gravi colpe e manchevolezze, chiede all'oceano della clemenza del suo Signore, l'Eccelso, che i suoi peccati siano rimessi e invoca ciò che lo renda completamente dedito a Dio e gli dia agio di innalzare la Sua lode, di rivolgersi verso di Lui e di riporre in Lui tutta la sua fiducia. In verità Egli è il Potente, il Perdonatore, il Misericordioso. Lode a Dio, l'Onnipotente, l'Onnisciente.

Quest'umile essere ha letto il dialogo col viandante che hai trascritto nella tua lettera al mio Signore, possa la mia vita essere sacrificata per Lui. Quelle spiegazioni risvegliano la gente dal torpore dell'incuria. In verità sono le azioni dell'uomo che creano una profusione di forze sataniche, perché, se gli uomini si attenessero e ottemperassero agli insegnamenti divini, ogni traccia di male sarebbe bandita dalla faccia della terra. Ma i principali fattori che evocano l'apparizione dello spirito satanico sono le differenze esistenti dappertutto tra gli uomini e il vasto diffondersi della sedizione, della contesa, del conflitto e simili. Eppure lo Spirito Santo ha sempre schivato queste cose. È inevitabile che un mondo in cui si vedono soltanto lotte, litigi e corruzione divenga trono, anzi metropoli, di Satana.

Quanti amati ed eletti di Dio hanno pianto e sospirato notte e dì a che per avventura dalla corte del Suo compiacimento spirasse una brezza soave e profumata scacciando dal mondo i disgustosi e fetidi odori. Ma questo scopo ultimo non poté esser conseguito e gli uomini ne furono orbati a cagione delle loro male azioni, che attirarono su loro la retribuzione di Dio, secondo i principî basilari del Suo divino governo. In queste circostanze è Nostro dovere pazientare finché non ci verrà soccorso da Dio, il Munifico Perdonatore.

Magnificato sia il Tuo Nome, o Signore di tutti gli esseri e Desìo di tutte le creature! T'imploro, per la Parola che ha fatto levar la voce al Roveto Ardente e gridare la Roccia, per cui i favoriti si sono affrettati a raggiungere la corte della Tua presenza, e i puri di cuore l'alba della luce del Tuo sembiante, e per il sospirar che elevano i veri amanti nella loro separazione dai Tuoi eletti, e per i lamenti di coloro che anelano a contemplare il Tuo volto avanti l'albeggiante splendore della luce della Tua Rivelazione, di concedere benignamente ai Tuoi servi facoltà di riconoscere ciò che hai disposto per loro mediante il Tuo favore e la Tua grazia. Prescrivi per loro dunque, con la Tua Gloriosa Penna, ciò che volgerà i loro passi verso l'oceano della Tua generosità e li condurrà presso le acque vive della Tua celeste riunione.

O Signore! Non guardare alle cose che hanno fatto, ma guarda alla sublimità del Tuo celeste favore che ha preceduto tutte le cose create, visibili e invisibili. O Signore! Rischiara i loro cuori con il fulgido chiarore del Tuo sapere e illumina i loro occhi con i rilucenti splendori dell'astro dei Tuoi doni.

Ti supplico, o Signore dei Nomi e Creatore dei cieli, per il sangue sparso sul Tuo Sentiero, e per le teste infilzate sulle lance per amor Tuo, e per le anime che si sono consunte nella separazione dai Tuoi amati, e per i cuori infranti nell'esaltar la Tua Parola, di concedere che gli abitatori del Tuo reame siano uniti nell'omaggio alla Tua incomparabile Parola così da riconoscer tutti la Tua unità e unicità. Non v'è altro Dio che Te, l'Onnipotente, l'Eccelso, il Sapiente, il Savio.

Oso sperare che Colui Che è il Provvido, l'Inaccessibile, ascolti le suppliche di questo umile servo, abbigli i popoli del mondo con la veste delle buone azioni e li purifichi da insane inclinazioni. Egli è il Forte, il Potente, l'Onnisciente, Colui Che di tutto è Accorto. Egli ascolta e vede: Egli è Colui che tutto ascolta e vede.

1 Corano, 20:106.
2 Muhammad.
3 La Mecca.
4 La lingua araba.
5 Mosè.
SÚRIY-I-VAFÁ
(Tavola a Vafá)

Muhammad-Husayn, uno dei primi credenti di Shíráz, che ebbe da Bahá'u'lláh il soprannome di Vafá (Fedeltà).

Egli è l'Onnisciente

O Vafá! Rendi grazie al tuo Signore per averti aiutato ad abbracciare la Sua Causa, dato agio di riconoscere la Manifestazione del Suo Essere e innalzato a magnificare Colui Che è la Somma Rimembranza in questo glorioso Annunzio.

Te benedetto, o Vafá, ché sei stato fedele al Patto di Dio e al Suo Testamento, quando tutti l'hanno violato ripudiando Colui nel Quale avevano creduto, nonostante che Egli sia apparso col suffragio di tutte le testimonianze e sia albeggiato all'orizzonte della Rivelazione nel manto di una sovranità indiscussa.

T'incombe, però, di fare il massimo sforzo per giungere all'essenza della fedeltà. Ciò comporta avere assoluta certezza nel cuore e attestare con la lingua quello che Dio ha attestato del Suo eccelso Essere, proclamando: «In verità, bastevole a Me Stesso son Io nel Reame della Gloria». Colui al quale è dato, in questi giorni, di affermare solennemente questa verità è pervenuto a ogni bene e su di lui discenderà, di giorno e nottetempo, lo Spirito celeste, e lo aiuterà benignamente a glorificare il Nome del suo Signore, e gli concederà di sciogliere la lingua e difendere con il suo dire la Causa del suo Signore, il Misericordioso, il Compassionevole. E nessuno avrà questo potere eccetto colui che si è forbito il cuore da tutto ciò che è creato fra cielo e terra e s'è completamente distaccato da ogni cosa fuorché da Dio, il Signore sovrano, il Benevolo, l'Onnipotente.

Levati a servire la Causa e dì: Giuro sulla giustizia di Dio! In verità questo è il Punto Primo, ammantato nella Sua nuova veste e manifestato nel Suo glorioso Nome. Tutto Egli ora vede da questo Orizzonte: in verità è supremo sovra tutte le cose. Tra le Angeliche Schiere è noto come Sommo Annunzio, e nei Reami dell'Eternità quale Antica Bellezza, e innanzi al Trono con questo Nome1 che ha fatto mancare il piede a coloro cui è dato di comprendere.

Dì: giuro su Dio! In questa Rivelazione, prima ancora che dal Reame della santità e della sublimità un solo versetto fosse inviato, la suprema testimonianza di Dio s'era adempiuta per tutti gli abitatori del cielo e della terra; abbiamo inoltre rivelato l'equivalente di tutto quello che è stato inviato nella Dispensazione del Bayán. Temete Dio e non permettete che siano vanificate le vostre opere e non siate tra coloro che sono immersi nel sopore. Aprite gli occhi onde possiate vedere la Vetusta Beltà da questo fulgente e luminoso stadio.

Dì, Dio mi è testimone! Assiso sulla nuvola cremisi con gli eserciti della rivelazione alla Sua destra e gli angeli dell'ispirazione alla sinistra, il Promesso è disceso dal cielo, e per ordine di Dio, l'Onnipotente, l'Onnipossente, il Decreto s'è compiuto. Perciò a tutti è mancato il piede, tranne a coloro che Dio ha protetto con la Sua tenera misericordia, coloro che L'hanno riconosciuto nel Suo Essere e si sono distaccati da tutto ciò che appartiene al mondo.

Ascolta le Parole del tuo Signore e forbisci il cuore da ogni illusione, così che la fulgida luce del ricordo del tuo Signore vi effonda il suo splendore e tal cuore giunga allo stadio della certezza.

Sappi inoltre che la tua missiva pervenne al Nostro cospetto e che ne comprendemmo e leggemmo il contenuto. Prendemmo nota della tua domanda e ti risponderemo tosto.

Fa d'uopo in questo Giorno che ciascuno chieda a Dio ciò che desidera e il tuo Signore risponderà alla sua petizione con meravigliosi, incontestabili versetti.

Hai chiesto sull'argomento del ritorno. Sappi che la fine è come il principio. Come consideri il principio, così devi considerare la fine ed essere fra coloro che comprendono davvero. Anzi considera il principio come la fine e viceversa, sì che tu possa acquisire percezione chiara. Sappi inoltre che ogni cosa creata è continuamente generata e ricondotta per decreto del tuo Signore, il forte e possente Iddio.

In quanto al Ritorno, come Dio l'ha inteso nelle Sue sacre ed eccelse Tavole in cui ha partecipato ai Suoi servi questo tema, con ciò si indica il ritorno di tutte le cose create il Dì della Resurrezione e in verità questa è l'essenza del Ritorno che hai veduto nei giorni di Dio e tu sei tra coloro che rendono testimonianza di questa verità.

Iddio è per certo capace di far apparire tutti i nomi in un solo nome e tutte le anime in un'unica anima. Sicuramente forte e possente Egli è. E questo Ritorno si compie per Suo decreto nella forma che Egli vuole. In verità Egli è Colui Che tutto fa e dispone. Inoltre devi comprendere l'adempimento del Ritorno e della Resurrezione esclusivamente secondo la Parola del Tuo Signore, l'Onnipotente, l'Onnisciente. Per esempio, s'Egli prendesse una manciata di terra e dichiarasse che essa è Colui Che avete seguito nel passato, ciò sarebbe indubbiamente giusto e vero, come se fosse la Sua Persona reale, e a nessuno è dato il diritto di contestare la Sua autorità. Egli fa ciò che vuole e dispone tutto quello che Gli aggrada. In questo stadio bada altresì a non volgere lo sguardo a limitazioni e allusioni, ma piuttosto a ciò per cui la Rivelazione è stata adempiuta e sii tra coloro che comprendono. Così ti spieghiamo in chiaro ed esplicito linguaggio, onde tu comprenda ciò che chiedesti al tuo vetusto Signore.

Considera il Dì della Resurrezione. Se Dio sentenziasse che l'infima creatura tra i fedeli sia il Primo che credette nel Bayán, di ciò non dovresti minimamente diffidare e devi essere tra coloro che sinceramente credono. In questo stadio, non guardare a limitazioni e nomi umani, sibbene a ciò che giustifica il rango del Primo che credette, cioè fede in Dio, e riconoscimento del Suo Essere, e certezza dell'adempimento del Suo comando perentorio e ineluttabile.

Considera la Rivelazione del Punto del Bayán — sia esaltata la Sua gloria. Egli sentenziò che il Primo a credere in Lui2 era Muhammad, Messaggero di Dio. È lecito disputare con Lui, dicendo che quest'uomo proveniva dalla Persia, l'Altro dall'Arabia, o che questo si chiamava Husayn, mentre l'Altro portava il nome di Muhammad? No, giuro sul santo Essere di Dio, l'Eccelso, il Sommo. Sicuramente nessun uomo intelligente e illuminato si curerebbe mai di limiti o di nomi, ma baderebbe piuttosto a quello che fu conferito a Muhammad e cioè la Causa di Dio. Quest'uomo illuminato considererebbe anche Husayn e la posizione ch'egli deteneva nella Causa di Dio, l'Onnipotente, l'Eccelso, il Sapiente, il Saggio. E poiché il Primo che credette in Dio nella Dispensazione del Bayán era investito di un'autorità simile a quella di cui fu investito Muhammad, Messaggero di Dio, perciò il Báb sentenziò che egli era quest'ultimo, cioè il Suo ritorno e la Sua resurrezione. Questo stadio è santificato da ogni limite o nome e nulla può in esso scorgersi se non Dio, l'Uno, l'Impareggiabile, l'Onnisciente.

Sappi inoltre che il Dì della Resurrezione, s'Egli sentenzierà che una delle foglie è la manifestazione di tutti i Suoi eccellenti titoli, a nessuno sarà dato il diritto di chiedere perché o percome, e chi lo facesse sarebbe considerato miscredente in Dio e annoverato tra coloro che hanno rigettato la Sua Verità.

Attenti, attenti a non comportarvi come le genti del Bayán, che errarono gravemente, traviarono la gente, ignorarono il Patto e il Testamento di Dio e dettero compagni a Lui, l'Uno, l'Incomparabile, l'Onnisciente. In verità non riconobbero il Punto del Bayán, perché se l'avessero riconosciuto non avrebbero respinto la Sua manifestazione in questo Essere luminoso e risplendente. E avendo fissato lo sguardo sui nomi, allorché Egli al Suo Nome «il Più Eccelso» sostituì il Suo Nome «il Più Glorioso» i loro occhi rimasero abbagliati. Non Lo riconobbero in questi giorni e son annoverati tra coloro che periscono. In verità, se Lo avessero conosciuto mediante il Suo Essere o in virtù di ciò che ha rivelato, non L'avrebbero ripudiato, allorché apparve in questo glorioso e incomparabile Nome, che Dio ha disposto essere Spada della Sua Rivelazione fra terra e cielo, per il quale la verità è separata dall'errore, da ora fino al Giorno in cui l'umanità starà innanzi al Signore dei mondi.

Sappi inoltre che il Giorno della Sua Manifestazione, fuorché Dio, tutte le cose create, alto o basso che sia il loro rango, saranno tratte alla luce e poste sullo stesso piano. Il Dì del Ritorno è imperscrutabile a tutti, fin dopo che la Rivelazione divina si sarà adempiuta. In verità, Egli è Colui Che dispone ciò che vuole. Quando la Parola di Dio è rivelata a tutto il creato, chi dà ascolto all'Appello e ne fa conto è, in verità, annoverato tra le anime più illustri, fosse pure un portatore di ceneri. E chi se ne discosta è computato tra i più meschini dei Suoi servi, ancorché potente fra gli uomini e possessore di tutti i libri che sono nei cieli e sulla terra.

Devi guardare con visione divina alle cose che ti abbiamo rivelato e inviato, e non alle genti e a ciò che è in uso fra loro. In questo giorno esse sono come il cieco che, camminando in pieno sole, chiede: Dov'è il sole? Risplende? Egli negherebbe e smentirebbe la verità e non sarebbe tra coloro che comprendono. Mai sarà capace di scorgere il sole o di capire ciò che è sopraggiunto tra lui ed esso. Solleverebbe obiezioni entro se stesso, leverebbe proteste e sarebbe tra i ribelli. Tali sono queste genti. Abbandonale a se stesse, dicendo: A voi ciò che voi desiderate e a noi quel che noi desideriamo. Meschina è la sorte degli empi.

Sappi inoltre che la precedente Manifestazione affermò che il ritorno e la resurrezione degli spiriti si sarebbero compiuti il Dì della Resurrezione, mentre in realtà ci sono un ritorno e una resurrezione per ciascuna creatura. Ma non desideriamo menzionare cosa che non sia espressa nel Bayán, a che i malevoli non abbiano a levare grande strepito. Oh! Potesse disperdersi ciò che è sopravvenuto fra i figli degli uomini e il loro Creatore, sì che essi potessero contemplare l'invincibile sovranità e dominio di Dio, bere dalla Sorgente dei Suoi rivi celestiali, essere aspersi dai flutti dell'oceano della vera comprensione e purificati dal contagio degli empi e dei sospettosi!

Riguardo alla tua domanda a proposito dei mondi di Dio. Sappi, invero, che i mondi di Dio sono innumerevoli e infiniti nella loro estensione. Nessuno può contarli o comprenderli all'infuori di Dio, l'Onnisciente, il Più Saggio. Considera il tuo stato quando dormi. In verità, Io dico che questo fenomeno è il più misterioso dei segni di Dio fra gli uomini, se lo meditassero in cuor loro. Osserva come ciò che hai visto in sogno si realizzi in pieno dopo un considerevole lasso di tempo. Se il mondo in cui ti sei trovato durante il sogno coincidesse con quello in cui vivi, l'avvenimento occorsoti in sogno dovrebbe necessariamente apparire in questo mondo nello stesso istante in cui il sogno ha luogo. Se così fosse, ne saresti stato tu stesso testimone. Ma non essendo così, ne consegue che il mondo in cui vivi è differente e separato da quello che hai sperimentato nel sogno. Quest'ultimo non ha né principio né fine. Se tu sostenessi che, per decreto del Gloriosissimo e Onnipotente Dio, questo mondo è dentro te stesso e in te racchiuso, sarebbe vero. Sarebbe ugualmente vero il sostenere che il tuo spirito, trascese le limitazioni del sonno e liberato da ogni vincolo terreno, per volere di Dio, è stato trasportato in un regno che giace celato nella realtà più recondita di questo mondo. In verità Io dico che la creazione di Dio abbraccia altri mondi oltre questo mondo e altre creature oltre queste. In ciascuno di questi mondi Egli ha creato cose che nessuno può indagare all'infuori di Lui, l'Indagatore di tutto, il Più Saggio. Medita su ciò che ti abbiamo rivelato affinché tu possa scoprire il disegno di Dio, il tuo Signore e Signore di tutti i mondi. In queste parole sono racchiusi i misteri della Divina Saggezza. Ci siamo astenuti dal soffermarCi su questo tema a causa del dolore che Ci ha colpito per opera delle azioni di coloro che le Nostre parole hanno creato, se siete di quelli che porgono orecchio alla Nostra Voce.

Dov'è colui che può aiutarMi ed esserMi scudo davanti alle spade di queste anime infedeli? Dov'è l'uomo illuminato che guarderà alle Parole di Dio coi propri occhi e si sbarazzerà delle opinioni e delle nozioni dei popoli del mondo?

O servo! Esorta i servi di Dio a non respingere ciò che non comprendono. Dì, implorate Iddio di aprire ai vostri cuori i portali della vera comprensione, sì che possiate apprendere ciò di cui nessuno ha notizia. In verità, Egli è il Donatore, l'Indulgente, il Compassionevole.

Mi hai chiesto inoltre sulle ordinanze di Dio. Sappi per certo che ogni cosa prescritta nel Libro è la verità, non v'è alcun dubbio, e a tutti incombe di osservare ciò che è stato inviato da Colui Che è il Rivelatore, l'Onnisciente. Se un uomo le accantonasse pur essendone consapevole, in verità Iddio Si allontanerebbe da lui e anche Noi Ce ne allontaneremmo, poiché le Sue ordinanze costituiscono i frutti dell'Albero divino e solo gl'incuranti e i ribelli se ne discosteranno.

In quanto al Paradiso: È una realtà e non ve ne può essere alcun dubbio e ora in questo mondo esso si raggiunge attraverso il Mio amore e il Mio compiacimento: chi lo ottiene, Iddio lo aiuterà in questo basso mondo e, dopo la morte, gli darà facoltà di accedere al Paradiso la cui vastità è la vastità del cielo e della terra. Ivi le Damigelle della gloria e della santità lo serviranno di giorno e nottetempo, mentre l'astro dell'imperitura beltà del suo Signore effonderà sempre su lui il suo fulgore ed egli risplenderà così radioso che nessuno potrà sopportare di guardarlo. Questa è la dispensazione della Provvidenza, ma la gente è separata da un pesante velo. Comprendi similmente la natura del fuoco infernale e sii tra coloro che sinceramente credono. Per ogni atto compiuto vi sarà una ricompensa secondo il giudizio di Dio: ne fanno fede le ordinanze e le proibizioni prescritte dall'Onnipotente. Infatti se le opere non fossero retribuite e non producessero alcun frutto, certamente vana sarebbe la Causa di Dio - esaltato Egli è: Infinitamente sublime Egli è, esaltato al di sopra di tali bestemmie! Ma per coloro che sono liberi da ogni attaccamento l'azione è, in verità, la propria ricompensa. Per ampliare questo tema dovremmo scrivere numerose Tavole.

Giuro sulla giustizia dell'Unico vero Dio! La Penna non può muoversi a cagione di ciò che è accaduto al suo Signore e piange amaramente e piango anch'Io e dietro il Tabernacolo dei Nomi, assiso sul Trono del Suo glorioso Nome, piange anche l'occhio di Colui Che è l'Essenza della Magnificenza.

Forbisciti il cuore, sì che ne possiamo far zampillare polle sorgive di saggezza e di loquela, dandoti così facoltà di levare la voce fra tutti gli uomini. Sciogli la lingua e proclama la verità per amore del ricordo del tuo compassionevole Signore. Nessuno paventa, riponi tutta la tua fiducia in Dio, l'Onnipotente, l'Onnisciente. Dì, o genti, ottemperate a tutto ciò che comprendete del Bayán Persiano e ciò che non comprendete chiedete a questo Infallibile Ricordo, che vi possa spiegare chiaramente ciò che Iddio ha inteso nel Suo Libro, perché in verità, per volere di Colui Che è l'Onnipotente, il Forte, Egli conosce ciò che è racchiuso nel Bayán.

Mi hai chiesto del monito che rivolgemmo alla gente, allorché partimmo dall’Iráq, dicendo che quando scomparirà il Sole, si metteranno in moto gli uccelli delle tenebre e sarà issato lo stendardo di Sámirí.3 Giuro su Dio! Quegli uccelli si sono mossi in questi giorni e Sámirí ha sollevato il suo clamore. Fortunato chi comprende ed è annoverato tra gli uomini sagaci: Li abbiamo anche avvertiti dell'apparizione del vitello. Dio Mi è testimone! Tutti i Miei moniti si sono adempiuti, come dovevano, essendo scaturiti dalle dita della possanza e della gloria. Implora Dio di proteggerti dalla malizia di costoro e di purificarti dalle insinuazioni dei ribelli. Cingiti i fianchi, dunque, per la promozione della Causa e non curarti delle parole proferite dalle genti del Bayán, perché esse sono veramente incapaci di capire e non hanno compreso l'essenza della Causa rivelata in questo augusto, Sommo Annunzio. Così ti abbiamo ispirato e abbiamo infuso nel tuo cuore ciò che ti affrancherà dalle allusioni degli uomini.

La gloria di Dio sia su te e su coloro che danno ascolto alle parole che tu dici per amor di Dio, tuo Signore, e rimani incrollabile nella Sua Causa. Ogni lode a Dio, Signore dei mondi.

1 Il Più Grande Nome.
2 Mullá Husayn.

3 L’artefice del Vitello d’Oro. Vedi Corano, 20:87-98.

LAWH-I-SIYYID-I-MIHDÍY-I-DAHAJÍ
(Tavola a Siyyid Mihdíy-i-Dahají)

Egli è il Più Santo, il Più Grande, il Più Eccelso, il Sommo

O Nome Mio!1 Rendi grazie a Dio per esserSi degnato di sceglierti quale pioggia di munificenza su ciò che abbiamo seminato in terreno puro e benedetto e averti dato facoltà di servire quale primavera di tenera misericordia per i meravigliosi e sublimi alberi che abbiamo piantato. Tanto grande è questo favore che, fra tutte le cose create nel mondo dell'esistenza, nessuna potrà mai sperare di competere con esso. T'abbiamo inoltre profferto da bere il vino prelibato della parola dal calice delle celesti elargizioni del tuo misericordioso Signore, che non è altri che questa santa Lingua - la Quale, non appena si sciolse, ravvivò l'intera creazione, creò il moto di tutti gli esseri e fece sì che l'Usignolo intonasse le sue melodie. Questa è la Fonte d'acqua viva per tutto ciò che dimora nel reame dell'essere.

Molte volte, da questo Ramo che si muove sulla Tavola del tuo Signore, il Possente, l'Illimitato, abbiamo alitato su te i dolci aromi del Misericorde. Per la giustizia dell'Unico vero Dio! Se tutte le cose create, visibili e invisibili, a Lui si rivolgessero, le vedresti spiccare il volo verso la Mèta Suprema, il Sito in cui il divino Albero di Loto esclama: In verità, non v'è altro Dio che Me, l'Onnipotente, il Munificentissimo.

Grande è la tua benedizione, perché stai viaggiando attraverso le terre di Dio e sei stato personificazione di gioia e di certezza per le genti di Bahá che a tutto hanno rinunziato fuorché a Lui e hanno volto il cuore verso questa Corte, che ha effuso il suo fulgore su tutti i reami, irrorandoli con le acque spumeggianti di questo Oceano delle quali anche tu sei stato asperso - Oceano che ha pervaso tutte le cose create.

Hai invero compreso cosa significa porgere aiuto a Dio e ti sei levato a farlo mediante la forza della saggezza e della parola. Dì: AssisterMi significa insegnare la Mia Causa. Di tale tema traboccano intere Tavole. È questo l'immutabile comandamento di Dio, eterno nel passato, eterno nel futuro. Capitelo, o uomini illuminati. Coloro che hanno travalicato i limiti della saggezza non comprendono il significato di assistere Dio che il Libro spiega. Dì: Temete Dio e non spargete semi di dissidio fra gli uomini. Osservate ciò che vi ha ingiunto il vostro Signore, l'Onnipotente, l'Onnisciente. Egli conosce la realtà della vittoria e ve l'ha insegnata con una parola che le vane immagini di coloro che vagolano inquieti nelle lande desolate del dubbio non potranno mai alterare.

O Nome Mio! Abbevera ancora una volta tutte le cose create a questo calice che ha fatto rigonfiare i mari. Attizza poi nei cuori l'ignea vampa che quest'Albero cremisi ha acceso, sì che essi si levino a esaltare e magnificare il Suo Nome fra i seguaci di tutte le Fedi.

Numerose tue missive sono state presentate innanzi al Nostro Trono. Le abbiamo lette in pegno di grazia da parte Nostra e per ciascun nome che tu in esse menzionasti abbiamo rivelato ciò che scuoterà le menti e farà spiccare il volo agli spiriti. Ti abbiamo inoltre ripetutamente dato agio di ascoltare i canti degli uccelli del cielo e di tendere l'orecchio ai trilli degli usignoli che gorgheggiano le loro melodie sui rami.

Così il Calamo di Dio s'è mosso in tuo ricordo, affinché tu ammonisca gli uomini mediante il potere di questa parola che Dio ha disposto essere rivelatrice dei segni della Sua gloria.

Benedetto il sito ove s'innalza l'inno della Sua lode e benedetto l'orecchio che ascolta ciò che è stato inviato dal cielo del tenero amore del tuo Signore, il Misericordiosissimo.

Consiglia ai servi di Dio quello che abbiamo consigliato a Te, si che essi si astengano da tutto ciò che è loro proibito nel Libro Primigenio. Chi commette atti che possano creare disordine tra i popoli si è invero molto allontanato dall'aiutare Iddio e la Sua Causa e nella Tavola che Dio ha designato essere l'alba di tutte le Tavole è annoverato tra i sobillatori.

Dì: Se Ci piacesse, renderemmo vittoriosa la Causa mediante il potere di una sola parola dalla Nostra presenza. In verità, Egli è l'Onnipotente, l'Irresistibile. Se Dio avesse questo intendimento, dalle foreste della possanza apparirebbe il leone dell'invincibile forza il cui ruggito si somiglia al rombo del tuono che rintrona di fra i monti. Ma, poiché la Nostra amorevole provvidenza ogni cosa sopravanza, abbiamo disposto che la vittoria totale debba esser conseguita per mezzo di discorsi e di parole, sì che in tutta la terra i Nostri servi possano godere dei beni divini. E questo non è altro che un pegno della grazia che Dio ha loro concesso. In verità il tuo Signore è Colui Che a tutto provvede, il Più Eccelso.

Dì: Temete Dio e non commettete azioni che farebbero gemere i Miei amati sulla terra. Così vi comanda questa Penna che ha messo in moto la Penna della Gloria nell'arena della saggezza e della vera comprensione.

Porgi i Miei saluti a coloro i cui volti rispecchiano il fulgore di Bahá, indi menziona loro questa parola che consola gli occhi dei giusti. La gloria di Dio si posi su te e su coloro che si sono tenacemente avvinti alla Corda di Dio, Rivelatore dei versetti...

Frena gli abitanti di quella terra da atti di provocazione, lotte, dissensi e da ogni altra cosa che crei disordini. Quel che oggi è lodevole è la promozione della Causa. Se, per esempio, chi insegue certe mire si dedicasse all'insegnamento della Causa, in breve tutti coloro che dimorano in quelle contrade sarebbero rivestiti del manto della fede.

Chi gustasse la dolcezza del seguente passo della Tavola rivelata in onore di Nabíl di Qá'in,2 comprenderebbe subito il significato di aiuto: L'umana favella è una realtà che aspira a esercitare il proprio ascendente e che ha bisogno di moderazione. In quanto al suo ascendente, esso è condizionato dal perfezionamento che a sua volta dipende dal distacco e dalla purezza del cuore. In quanto alla sua moderazione, essa deve esser congiunta a tatto e saggezza, conforme alle prescrizioni delle Scritture e delle Tavole Sacre.

O Mio Nome! La parola deve necessariamente possedere una forza penetrante. Se è priva di questa qualità non riuscirà a esercitare il proprio ascendente. E questo ascendente penetrante dipende dalla purezza dello spirito e da un cuore immacolato e richiede anche moderazione, senza la quale l'ascoltatore non potrebbe sopportarla, ma sin dal principio mostrerebbe opposizione. E si otterrà moderazione mescolando la parola ai pegni della saggezza divina, vergati nei Santi Libri e nelle Tavole Sacre. Così quando la sua essenza sarà adorna di questi due requisiti, la parola si dimostrerà potentemente efficace e sarà il principale fattore per la trasformazione delle anime degli uomini. Questo è lo stadio della vittoria suprema e del dominio celestiale. A colui che vi perviene è conferito il potere di insegnare la Causa di Dio e di prevalere sui cuori e sulle menti degli uomini.

O Mio Nome! L'Astro della parola, risplendendo luminoso dall'aurora della Rivelazione divina, ha così rischiarato le Pergamene e le Tavole che il regno della parola e l'eccelso dominio della comprensione fremono di gioia e d'estasi e irradiano lo splendore della Sua luce, ma i più non lo comprendono.

La ragione per cui il tema dell'aiuto e dell'assistenza è più volte fluito e continuerà ancora a fluire dalla Penna della Provvidenza è quella di ammonire gli amici di Dio a non dedicarsi ad attività che ingenerino lotte e tumulti. Incombe a tutti loro di cercare diligentemente i modi per aiutare la Causa di Dio nella maniera che abbiamo spiegato. Questo non è che un pegno della Sua grazia speciale conferita ai Suoi amati sì che ciascuno di loro possa pervenire allo stadio descritto dalle parole: «Chi ha risvegliato un'anima ha in verità risvegliato l'intera umanità ».

Il predominio terreno è stato e continuerà ad essere all'ombra di questo stadio. L'ora per esso stabilita è preordinata nel Libro di Dio. In verità Egli ne ha contezza; essa apparirà mediante il potere della Sua Possanza. In verità Egli è il Forte, Colui Che tutto soggioga, l'Onnipotente, l'Onnisciente, il Sapientissimo.

Le anime santificate devono ponderare e meditare in cuor loro sui metodi d'insegnamento. Dai testi delle meravigliose, sacre Scritture devono imparare a memoria frasi e brani riguardanti vari argomenti, così che nel corso dei loro colloqui, ogni qual volta le circostanze lo richiedano, essi possano recitare i versetti divini, poiché questi santi versetti sono il più potente elisir, il sommo e più efficace talismano. Così possente è la loro influenza che l'ascoltatore non avrà motivo di esitare. Giuro sulla Mia vita! Questa Rivelazione è dotata di tale forza, che sarà come un magnete per tutte le nazioni e le tribù della terra. Chi si soffermi a meditare attentamente scoprirà che non c'è né vi può essere luogo per nessuno ove fuggire.

I1 Kitáb-i-Aqdas è stato rivelato in tal guisa che attrae e comprende tutte le divine Dispensazioni. Benedetto chi lo legge, benedetto chi lo intende, benedetto chi medita su di esso, benedetto chi riflette sul suo significato. Così vasta è la sua portata, che ha incluso tutti gli uomini prima ch'essi lo riconoscessero. Tra non molto il suo sovrano potere, la sua penetrante influenza e la grandezza della sua possanza saranno manifestati sulla terra. In verità, il tuo Signore è l'Onnisciente, Colui Che di tutto ha contezza.

O Mio Nome! Ascolta la Mia Voce proveniente dal sito del Mio Trono. Egli desidera far sempre menzione del tuo nome, poiché ti sei mostrato incrollabile nell'esaltare le Sue virtù fra gli uomini. Invero il tuo Signore ama la fedeltà che si trova nel regno del creato e l'ha preferita a molte delle lodevoli qualità. In verità, Egli è il Forte, il Potente.

Sappi inoltre che abbiamo udito la lode che hai innalzato nella tua comunione con Dio, tuo Signore, l'Eccelso, il Benevolo. Grande invero è la benedizione che t'aspetta, perché hai trascurato i tuoi affari a favore di questa Causa inviolabile, possente e illuminata. Supplichiamo Dio di fare del tuo appello un magnete che attragga le personificazioni dei nomi nel mondo dell'esistenza, sì che tutti gli esseri si affrettino spontaneamente a darle ascolto. Non v'è altro Dio che Lui, l'Eccelso, il Preminente, il Sempre Benedetto, il Sublime, l'Augusto, il Gloriosissimo, il Più Munifico, l'Onnisciente, Colui Che di tutto ha contezza.

1 Siyyid Mihdíy-i-Dahají, a cui questa Tavola fu indirizzata, ricevette da Bahá’u'lláh il titolo di Ismu'lláhi'l-Mihdí, (il Nome di Dio, Mihdí). In seguito egli violò il Patto. (Vedi Dio passa nel mondo, p. 329).

2 Áqá Muhammad, l’illustre credente di Qá’in, che fu soprannominato Nabíl-i-Akbar (Vedi Memorials of the Faithful,

pp.1-5)
LAWH-I-BURHÁN
(Tavola della Prova)

Questa Tavola, rivelata dopo il martirio del Re dei Martiri e dell'Amato dei Martiri (vedi Dio passa nel mondo, pp. 206-7), fu indirizzata a Shaykh Muhammad-Báqir, che Bahá'u'lláh stigmatizzò con l'epiteto di «Lupo». In questa Tavola Bahá'u'lláh menziona Mír Muhammad-Husayn, l’Imám Jum'ih di Isfáhán, soprannominato «la Serpe», che fu complice di Shaykh Muhammad-Báqir nel perseguitare i bahá'í (vedi Dio passa nel mondo, pp. 204, 206-7, 226). L'Epistola al Figlio del Lupo fu indirizzata a Shaykh Muhammad Taqíy-i-Najafí, figlio di Shaykh Muhammad-Báqir.

Egli è l'Onnipotente, l'Onnisciente, il Saggio! A cagione di quello che le mani degli oppressori hanno perpetrato, i venti dell'odio hanno infuriato tutt'attorno all'Arca di Bathá.1 O Báqir! Hai condannato coloro per i quali i libri del mondo hanno pianto, in favore dei quali le scritture di tutte le religioni hanno deposto. Tu, che hai smarrito la via, sei davvero avviluppato in uno spesso velo. In nome di Dio! Hai pronunziato giudizio contro coloro pei quali l'orizzonte della fede è stato rischiarato. Ne sono testimoni Coloro Che sono gli Orienti della Rivelazione e le Manifestazioni della Causa del tuo Signore, il Più Misericordioso, i Quali hanno sacrificato la Loro anima e tutto ciò che possedevano sulla Sua retta Via. A causa della tua tirannia dappertutto ha sparso lacrime la Fede di Dio e tu ancora ti trastulli e sei tra gli esultanti. Non v'è odio nel Mio cuore, né per te né per alcuno. Ogni uomo di dottrina vede te e quelli come te travolti in un abisso di tangibile follia. Se tu avessi compreso quello che hai fatto, ti saresti gettato dentro il fuoco e avresti abbandonato la tua casa, fuggendo su per le montagne, o urlato finché non fossi ritornato nel luogo per te disposto da Colui Che è il Signore della forza e del potere. O tu che sei come un nulla! Strappa i veli delle oziose fantasie e vane illusioni, sì che tu possa mirare l'Astro del sapere sfolgorante su questo limpido Orizzonte. Hai sbranato un rampollo del Profeta, illudendoti d'aver servito la Fede di Dio. Così ti ha suggerito la tua anima e sei, in verità, fra i negligenti. I tuoi atti hanno esacerbato i cuori delle Superne Schiere e di coloro che hanno gravitato adoranti attorno alla Causa di Dio, Signore dei mondi. A cagione della tua ferocia, l'anima della Pura2 fu turbata e gli abitatori del Paradiso piansero amaramente in quel benedetto Sito.

Giudica equamente, ti scongiuro in nome di Dio. Quali prove addussero i dottori ebrei per condannare Colui Che era lo Spirito di Dio,3 quand'Egli li sopravvenne con la verità? Quali prove allegarono i Farisei e i preti idolatri per giustificare il loro diniego di Muhammad, l'Apostolo di Dio, quand'Egli andò fra loro portando un Libro che giudicava fra il vero e il falso con una giustizia che trasformò in luce le tenebre del mondo e rapì in estasi il cuore di quanti L'avevan conosciuto? In verità, tu hai citato oggi le stesse prove prodotte dagli stolti teologi d'allora. Lo attesta Colui Che è il Sovrano del reame della grazia in questa grande Prigione. Hai, invero, percorso le loro vie, anzi li hai sopravanzati in crudeltà e ti sei stimato paladino della Fede e difensore della Legge di Dio, l'Onnisciente, il Saggio. Per Colui Che è la Verità! La tua nequizia ha fatto gemere Gabriele e strappato lacrime alla Legge di Dio, per la quale le brezze della giustizia hanno alitato su tutto ciò che è in cielo e sulla terra. Ti sei scioccamente illuso che il giudizio da te pronunziato t'abbia recato giovamento? No, per Colui Che è il Re di tutti i Nomi! Del tuo discapito fa testimonianza Colui presso il Quale è il sapere d'ogni cosa, inciso nella Tavola preservata. Quando redigesti la tua sentenza, ti accusò perfino la tua penna. Ne fa fede, nel Suo stadio inaccessibile, il Calamo di Dio, l'Eccelso.

O tu che hai tralignato! Non Mi hai mai visto, né ti sei associato con Me, né sei stato Mio compagno, sia pure per la frazione di un istante. Come hai potuto quindi ordinare agli uomini di maledirMi! Hai seguito in ciò gl'impulsi delle tue brame o hai obbedito al tuo Signore? Mostra un segno, se sei uomo veritiero! Attestiamo che ti sei gettato alle spalle la legge di Dio abbandonandoti ai dettami delle tue passioni. In verità nulla sfugge alla Sua scienza; in verità, Egli è l'Incomparabile, Colui Che di tutto ha contezza. O infingardo! Ascolta ciò che il Misericorde ha rivelato nel Corano: «Non dite a chi vi porge il saluto di "Pace", "Tu non sei credente"».4 Così ha decretato Colui nelle Cui mani sono i regni della Rivelazione e del creato, se sei tra coloro che danno ascolto. Hai accantonato il comandamento di Dio e ti sei aggrappato alle sollecitazioni del tuo desiderio. Guai a te, adunque, o incurante dubbioso! Se neghi Me, con quale prova puoi tu suffragare la verità di quello che possiedi? Esibiscila dunque, o tu che hai dato pari a Dio e ti sei discostato dalla Sua sovranità che ha pervaso i mondi.

Stolto! Sappi che vero sapiente è colui che ha riconosciuto la Mia Rivelazione, bevuto all'Oceano del Mio sapere, che si è librato nell'atmosfera del Mio amore, che ha gettato via tutto tranne Me e tenuto stretto ciò che è stato inviato dal Regno del Mio meraviglioso Verbo. In verità, costui è come occhi per l'umanità e spirito di vita nel corpo dell'intera creazione. Glorificato sia il Misericordiosissimo Che l'ha illuminato e l'ha fatto sorgere a servire la Sua grande e possente Causa. Un tal uomo è certo benedetto dalle Superne Schiere e da coloro che dimorano nel Tabernacolo della Grandezza e hanno libato il Vino Sigillato, nel Mio Nome, l'Onnipotente, il Più Possente. O Báqir! Se sei fra coloro che occupano un sì sublime stadio, produci allora un segno proveniente da Dio, il Creatore dei Cieli. E se invece riconosci la tua impotenza, imbriglia le passioni e torna al tuo Signore, chissà mai che non voglia perdonare i tuoi peccati, che hanno fatto bruciare le foglie del Divino Albero di Loto, gridare la Roccia e versar lacrime agli occhi degli uomini sagaci. Per causa tua, s'è lacerato il velo della Divinità, è affondata l'Arca, è stata azzoppata la Cammella e lo Spirito5 Si è lamentato nei Suoi recessi sublimi. Contrasti Colui Che è venuto a te con le testimonianze di Dio e con quei Suoi segni, che tu stesso possiedi e che sono retaggio di tutti coloro che dimoran sulla terra? Apri gli occhi, onde tu possa vedere questo Vilipeso rifulgere all'orizzonte della volontà di Dio, il Sovrano, il Verace, il Risplendente. E poi dischiudi l'orecchio del tuo cuore, a che tu possa ascoltare la Parola del Divino Albero di Loto, che è stata levata da Dio, il Benefico, l'Onnipossente. In verità, malgrado ciò che gli è accaduto a cagione della tua efferatezza e dei misfatti di coloro che sono come te, quest'Albero grida a gran voce e chiama tutti gli uomini presso il Sadratu'l-Muntahá6 e l'Orizzonte Supremo. Benedetta l'anima che si è rispecchiata nel Più Possente Segno e felice l'orecchio che ha udito la Voce Sua dolcissima. Guai a chiunque abbia volto le terga e agisca iniquamente.

O tu che ti sei allontanato da Dio! Se guardassi il Divino Albero di Loto con occhio d'equità, vedresti i segni della tua spada sui suoi virgulti, sui suoi rami e sulle sue foglie, nonostante che Dio ti abbia creato allo scopo di riconoscere quell'Albero e di servirlo. Rifletti, acché tu possa ravvisar la tua nequizia ed essere annoverato tra coloro che si son pentiti. Credi forse che paventiamo la tua barbarie? Sappi e sii ben certo che fin dal primo giorno in cui la voce del Calamo Sublime si levò fra terra e cielo, offrimmo anima, corpo, figli e ricchezze sulla via di Dio, l'Eccelso, il Grande, e Ce ne gloriamo fra tutte le cose create e le Celesti Schiere. Ne fan fede le cose che Ci sono occorse su questa Retta Via. In nome di Dio! È stato amareggiato il Nostro cuore, crocefisso il Nostro corpo e sparso il Nostro sangue, ma gli occhi erano fissi sull'orizzonte del tenero amore del loro Signore, il Testimone, l'Onniveggente. Più gravi le sciagure, più profondo si fece l'amore delle genti di Bahá. Della loro sincerità fa fede ciò che il Misericordiosissimo ha inviato nel Corano. Egli dice: «Auguratevi la morte dunque se siete sinceri!»7 Chi è da preferire, chi si è rifugiato dietro pesanti cortine o chi si è offerto sulla via di Dio? Giudica imparzialmente e non essere di coloro che vagolano inquieti nelle lande desolate della falsità. A tal segno furono trascinati dalle vive acque dell'amore del Misericorde che né le armi del mondo, né le spade delle nazioni li hanno distolti dal volgere il viso verso l'Oceano della munificenza del loro Signore, il Donatore, il Generoso.

In nome di Dio! Le tribolazioni non sono riuscite a svigorirMi e il ripudio dei teologi è stato incapace di fiaccarMi. Ho parlato, e ancora parlo, al cospetto degli uomini. «La porta della grazia è stata disserrata e Colui Che è l'Alba della giustizia è venuto da Dio, Signore della forza e del potere, con chiari segni e palesi testimonianze!» Presèntati al Mio cospetto, sì che tu possa ascoltare i misteri che il figlio di 'Imrán8 udì sul Sinai della Saggezza. Così ti comanda, dalla Sua grande Prigione, Quei Che è l'Oriente della Rivelazione del tuo Signore, il Dio della Misericordia.

T'ha inorgoglito il tuo primato? Studia ciò che Dio ha rivelato al Sovrano reggitore, il Sultano di Turchia, che Mi ha rinchiuso in questa roccaforte, sì che tu possa aver notizia delle condizioni di questo Vilipeso, decretate da Dio, l'Uno, il Singolo, Colui Che di tutto ha contezza. Sei felice di veder i tuoi seguaci abietti e indegni? Essi ti danno man forte come prima di loro altra gente fece, coloro che seguirono Annas, il quale, senza chiare prove e testimonianze, condannò lo Spirito.3

Studia il Kitáb-i-Íqán e ciò che il Misericordiosissimo ha inviato al Re di Parigi9 e ai suoi pari, onde tu sappia cos'è accaduto nel passato e ti convinca che non abbiamo cercato di mettere sossopra il paese, dopo che fu ben ordinato. Esortiamo i Suoi servi solo per amor di Dio. A Lui si volga chi lo desideri e chi lo desideri si volga altrove. In verità, il Nostro Signore, il Misericorde, è Colui Che basta a Se Stesso, il Lodatissimo. O schiere di teologi! È questo il giorno in cui nulla di nulla, né cosa fra le cose, né nome fra i nomi, potrà in alcun modo giovarvi se non mediante questo Nome, che Dio ha fatto Manifestazione della Sua Causa e Oriente dei Suoi Più Eccelsi Titoli per tutti coloro che sono nel regno del creato. Benedetto l'uomo che ha riconosciuto la fragranza del Misericordiosissimo e che è stato annoverato fra gl'incrollabili. Le vostre scienze non vi varranno in questo giorno, né arti, né tesori, né gloria. Liberatevene e volgete il viso verso la Parola Più Sublime, mediante la quale le Scritture, i Libri e questa luminosa Tavola sono stati chiaramente esposti. O schiere di teologi, gettate via ciò che avete fabbricato con la penna delle vostre oziose fantasie e vane illusioni! Nel Nome di Dio! L'Astro del Sapere ha brillato all'orizzonte della certezza.

O Báqir! Leggi e rammenta ciò che in antico disse un credente del tuo ceppo: «Ucciderete voi un uomo sol perché dice: Il mio Signore è Dio"? Mentre v'ha portato prove chiare dal vostro Signore? Se è un mendace, su di lui ricadrà la sua menzogna, se è sincero vi colpirà parte di quel che vi minaccia, poiché Iddio non dirige chi è prevaricatore bugiardo!».10

O tu che hai tralignato! Se hai qualche dubbio riguardo il Nostro comportamento, sappi che facciamo fede di ciò di cui ha fatto fede Dio, avanti che cieli e terra fosser creati: che non v'è altro Dio che Lui, l'Onnipotente, il Generosissimo. Attestiamo che Egli è Uno nella Sua essenza, Uno nei Suoi attributi: non ha nessuno che L'uguagli nell'universo intero, né compagno in tutto il creato; ha inviato i Suoi Messaggeri e i Suoi Libri ad annunciare alle Sue creature la Via Piana.

E stato informato lo Scià? E ha preferito chiudere gli occhi davanti alle tue azioni? O lo ha attanagliato la paura innanzi agli ululati di un branco di lupi che, senza alcuna chiara prova o alcun Libro, si sono lasciati alle spalle la Via di Dio, seguendo la tua? Abbiamo sentito dire che le provincie della Persia sono state adornate con l'ornamento della Giustizia. Ma osservandole con cura, abbiamo scoperto che sono orienti di tirannide e albe d'ingiustizia.

Vediamo la giustizia ghermita dagli artigli della tirannia. Imploriamo Dio di liberarla mediante il potere della Sua forza e della Sua sovranità. In verità Egli getta la Sua ombra protettrice su tutto ciò che è nei cieli e sulla terra. Nessuno ha il diritto di protestare contro alcuno per ciò che è accaduto alla Causa di Dio. Incombe a chiunque abbia volto il viso verso l'Orizzonte Più Sublime di tener stretta la corda della pazienza e di riporre la propria fiducia in Dio, l'Aiuto nel Pericolo, l'Incoercibile. O voi amati di Dio! Dissetatevi alla fonte perenne della saggezza, camminate nel giardino della saggezza, libratevi nell'atmosfera della saggezza e parlate con saggezza ed eloquenza. Così vi comanda il vostro Signore, l'Onnipossente, l'Onnisciente.

O Báqir! Non contare sulla tua gloria e sul tuo potere. Sei come l'ultimo sprazzo di sole in cima ai monti, che ben presto svanirà secondo il decreto di Dio, Colui Che tutto possiede, l'Eccelso. La gloria tua e dei tuoi pari è stata tolta e ciò è invero quello che è stato disposto da Colui presso il Quale è la Tavola Madre. Dove si trova quei che repugnò a Dio e dov'è finito chi negò i Suoi segni e si allontanò dalla Sua sovranità? Dove sono coloro che hanno massacrato i Suoi eletti e sparso il sangue dei Suoi santi? Rifletti, acché, per avventura, tu possa percepire il soffio dei tuoi atti, o stolto dubbioso! A causa tua l'Apostolo11 Si lamentò e la Casta2 pianse e i paesi furono devastati e le tenebre sono calate su tutte le contrade. O Schiere di teologi! A causa vostra le genti sono state umiliate, il vessillo dell'Islám ammainato e il suo possente trono sovvertito. Ogni qual volta un uomo perspicace cercava di aggrapparsi a ciò che avrebbe esaltato l'Islám, avete sollevato tale clamore da impedirgli di raggiungere il suo intento, mentre il paese rimaneva immerso in tangibile rovina.

Pensa al Sultano di Turchia! Non voleva la guerra, ma la volevano quelli come te. Quando si accesero i suoi fuochi e divamparono le sue fiamme, il governo e il popolo ne furono indeboliti. Ne fa fede ogni uomo equo e sagace. Le sue calamità tanto s'inasprirono che il loro fumo avvolse la Terra del Mistero12 e i suoi dintorni, e apparve allora ciò che era stato rivelato nella Tavola al Sultano. Così è stato decretato nel Libro, per ordine di Dio, l'Aiuto nel Pericolo, Colui Che da Sé esiste.

O Mio Calamo Supremo! Tralascia di menzionare il Lupo e rammenta la Serpe,13 la cui crudeltà ha fatto piangere tutto il creato e fremere le membra dei santi. Così ti comanda il Signore di tutti i Nomi, in questo glorioso Stadio. A cagione della tua iniquità, la Casta2 ha pianto, eppure ti lusinghi di appartenere alla famiglia dell'Apostolo di Dio! A ciò ti ha sospinto la tua anima, o tu che ti sei allontanato da Dio, Signore di tutto ciò che è stato e che sarà. Giudica equamente, o Serpe! Per quale crimine hai colpito i figli14 dell'Apostolo di Dio e depredato le loro proprietà? Hai forse negato Colui Che t'ha creato col Suo comando: «sii e fu»? Hai agito coi figli dell'Apostolo di Dio come ‘Ád agì con Húd o Thamúd con Sálih o gli Ebrei con lo Spirito di Dio,3 Signore di tutta l’esistenza. Neghi forse i segni del tuo Signore, davanti ai quali, inviati che furono dal Firmamento della Sua Causa, i libri del mondo s'inchinarono? Medita sì che tu possa divenir accorto del tuo atto, o perverso negligente ! Tra non molto i venti del castigo ti sopraggiungeranno, come sopraggiunsero su altri prima di te. Aspetta, o tu che hai dato compagni a Dio, Signore del visibile e dell'invisibile. Questo è il giorno che Iddio ha annunziato per bocca del Suo Apostolo. Rifletti acché tu possa comprendere ciò che il Misericorde ha inviato nel Corano e in questa Tavola vergata. Questo è il giorno in cui Quei che è l'Oriente della Rivelazione è giunto con chiari segni che nessuno può enumerare. Questo è il giorno in cui ogni uomo illuminato ha avvertito la fragranza della brezza del Misericorde nel mondo della creazione e ognun che intende si è affrettato verso le vive acque della misericordia del Suo Signore, il Re dei Re. O negligente! La storia del Sacrificio15 s'è ripetuta e colui che doveva essere immolato ha volto i passi verso il sito del sacrifizio e non ne è ritornato a cagione di ciò che le tue mani hanno perpetrato, o perverso esecratore. T'illudevi che il martirio potesse umiliare questa Causa? No, per Colui Che Dio ha fatto Depositario della Sua Rivelazione, se sei fra coloro che comprendono. Male t'incolga, o tu che hai dato soci a Dio e male incolga a coloro che, senza prova esauriente e chiaro Libro, t'hanno preso a loro guida. Quanti oppressori prima di te si sono levati per spegnere la luce di Dio e quanti empi hanno ucciso e depredato, finché il cuore e le anime degli uomini gemettero a cagione della loro spietatezza! Il sole della giustizia s'è oscurato, dacché l'incarnazione della tirannia s'è insediata sul trono del livore, e le genti ancora non comprendono. Sono stati massacrati i figli dell'Apostolo e razziati i loro beni. Dì: a parer tuo furono loro o il loro patrimonio che negarono Dio? Giudica equamente, o ignorante che sei stato tagliato via da Dio, come per un velo. Ti sei aggrappato alla sopraffazione e hai accantonato la giustizia; perciò tutto il creato ha pianto e sei ancora fra i ribelli. Hai messo a morte vecchi e depredato giovani. T'illudi forse di poter godere di ciò che la tua nequizia ha accumulato? No, per Me Stesso! Così t'annunzia Colui Che tutto sa. Nel Nome di Dio! A nulla ti varranno le cose che possiedi e ciò che hai ammassato con la crudeltà. Ne fa fede il tuo Signore, l'Onnisciente. Ti sei levato a spegnere la luce di questa Causa; ma fra non molto, per Suo decreto, sarà il tuo fuoco ad esser spento. In verità, Egli è il Signore della forza e del potere. I casi e le vicende del mondo e le potenze delle nazioni non hanno la forza di vanificarLo; Egli fa quel che Gli aggrada e ordina ciò che vuole mediante il potere della Sua sovranità. Pensa alla cammella: sebbene fosse solo un animale, il Misericordiosissimo la innalzò a un sì elevato stadio che le lingue della terra l'hanno menzionata e ne hanno celebrato le lodi. In verità, Egli con la Sua ombra protettrice sovrasta a tutto ciò che è nei cieli e sulla terra. Non v'è altro Dio che Lui, il Potente, il Grande. Così abbiamo adornato il cielo della Nostra Tavola con i soli delle Nostre Parole. Benedetto chi vi è pervenuto ed è stato illuminato dalla loro luce e mal incolga a coloro che si sono discostati, che Lo hanno negato e che lungi da Lui si sono smarriti. Lode a Dio, Signore dei mondi!

1 La Mecca.
2 Fátimih, figlia di Muhammad.
3 Gesù.
4 Corano, 4:94.
5 Gesù

6 II Sacro Albero di Loto, l'Albero oltre il quale non si passa (vedi Corano, 53:8-18). Simbolo della Manifestazione di Dio (vedi Dio passa nel mondo, p. 94).

7 Corano, 2:88.
8 Mosè.
9 Napoleone III.
10 Corano, 40:29.
11 Muhammad.
12 Adrianopoli.
13 l’Imám-Jum’ih di Isfáhán, vedi introduzione.
14 Il Re dei Martiri e l’Amato dei Martiri.
15 Ismaele.
KITÁB-I-‘AHD
(Libro del Patto)

Sebbene il Glorioso Reame non possegga alcuna delle vanità del mondo, tuttavia nei forzieri della fiducia e della rassegnazione abbiamo legato ai Nostri eredi un eccellente e preziosissimo retaggio. Non abbiamo lasciato tesori terreni, e nulla abbiamo aggiunto agli affanni che essi comportano. In nome di Dio! Nelle ricchezze mondane si nasconde il timore e si cela il pericolo. Riflettete e rammentate ciò che il Misericordiosissimo ha rivelato nel Corano: «Guai ad ogni diffamatore maligno! Che ammucchia ricchezze e le prepara pel dopo».1 Effimeri sono i beni del mondo; tutto quel che perisce e muta non è, né mai è stato, degno d'attenzione, fuorché in misura stabilita.

Questo Vilipeso ha sopportato sventure e tribolazioni, ha rivelato i Santi Versetti ed esposto prove con il solo intento di soffocare la fiamma dell'odio e dell'inimicizia, sì che l'orizzonte dei cuori umani fosse rischiarato dalla luce della concordia e conseguisse pace e tranquillità reali. Dall'alba della Tavola divina rifulge luminoso l'astro di questa parola, e incombe a tutti di fissare gli occhi su di essa: Vi esortiamo, o popoli del mondo, a osservare ciò che innalzerà il vostro stadio. Aggrappatevi al timor di Dio e attenetevi strettamente a ciò che è giusto. In verità vi dico, la lingua serve a menzionare ciò che è buono, non contaminatela con discorsi sconvenienti. Dio ha perdonato quel che è passato. D'ora in poi dovrete tutti dire ciò che è decente e decoroso e astenervi da insulti e da calunnie e da qualunque cosa ingeneri tristezza. Eccelso è lo stadio dell'uomo! Or non è molto dagli scrigni del Nostro Calamo Glorioso sono traboccate queste nobili parole: Grande e benedetto è questo Giorno - il Giorno in cui tutto ciò che è latente nell'uomo è stato e sarà palesato. Altissimo è lo stadio dell'uomo, s'egli s'aggrappa alla rettitudine e alla verità e rimane saldo e incrollabile nella Causa. Agli occhi del Misericordiosissimo il vero uomo si rassomiglia al firmamento: suo sole e sua luna sono la vista e l'udito; sue stelle, il carattere luminoso e risplendente. Egli occupa lo stadio più sublime e la sua influenza educa il mondo dell'essere.

Ogni anima ricettiva che in questo Giorno ha respirato la fragranza della Sua veste e che, con cuore puro, ha drizzato il volto verso il gloriosissimo Orizzonte, nel Libro Cremisi è annoverata fra le genti di Bahá. Afferrate in Mio Nome il calice del Mio tenero amore e bevetene a sazietà nel Mio glorioso e mirabile ricordo.

O voi che dimorate sulla terra ! La religione di Dio è per l'amore e l'unità; non fatene una causa d'inimicizia e di discordia. Agli occhi degli uomini illuminati e di coloro che contemplano la Visione Più Sublime, tutto ciò che è strumento efficace per la difesa e la promozione della felicità e del benessere dei figli degli uomini è già stato rivelato dalla Penna della Gloria. Ma gli stolti della terra, cresciuti nelle passioni e nei turpi desideri, non hanno dato ascolto alla consumata saggezza di Colui Che in verità è l'Onnisciente, mentre le loro parole e le loro opere sono ispirate a oziose fantasie e vane illusioni.

O amati e fiduciari di Dio! I re sono le manifestazioni del potere e le albe della potenza e della ricchezza di Dio. Pregate per loro. Egli li ha investiti della sovranità della terra e ha prescelto i cuori umani come Suo dominio.

Conflitti e contese sono categoricamente proibiti nel Suo Libro. Così comanda Dio in questa Somma Rivelazione, e tale decreto Egli preserva dall'annullamento e ammanta con lo splendore della Sua conferma. In verità, Egli è l'Onnisciente, il Sapientissimo.

Incombe a tutti di aiutare quelle albe di potere e quelle fonti di comando che sono adorne dell'ornamento dell'equità e della giustizia. Benedetti i governanti e i dotti tra le genti di Bahá. Essi sono i Miei fiduciari tra i Miei servi e le manifestazioni dei Miei comandamenti tra le Mie genti. Su loro si posino la Mia gloria, le Mie benedizioni e la Mia grazia che hanno pervaso il mondo dell'essere. A questo proposito i detti rivelati nel Kitáb-i-Aqdas sono tali che dall'orizzonte delle loro parole risplende chiara e luminosa la luce della divina grazia.

O Miei Rami! Una forza possente, un potere perfetto è celato nel mondo dell'essere: fissate gli occhi su di esso e sulla sua influenza unificatrice e non sulle differenze che ne derivano.

Questa è la Volontà del divino Testatore: Incombe a tutti gli Aghsán, gli Afnán e i Miei congiunti di rivolgere il viso verso il Più Possente Ramo. Riflettete su quello che abbiamo rivelato nel Nostro Libro Più Santo: «Quando l'oceano della Mia Presenza sarà refluito e il Libro della Mia Rivelazione terminato, volgete il viso verso Colui Che Dio ha designato, Colui Che è germogliato da questo Antico Ceppo». L'oggetto di questo sacro versetto non è altri che il Più Possente Ramo ['Abdu'l-Bahá]. Così Ci siamo degnati di rivelarvi la Nostra Possente Volontà e, in verità, Io sono il Misericordioso, l'Onnipossente. In verità Dio ha disposto che lo stadio del Ramo Maggiore [Muhammad-'Alí] sia inferiore a quello del Ramo Massimo ['Abdu'l-Bahá]. In verità Egli è l'Ordinatore, l'Onnisciente. Abbiamo trascelto «il Maggiore» dopo «il Massimo», secondo il decreto di Colui Che è l'Onnisciente, Colui Che è di tutto accorto.

Si ingiunge a tutti di mostrare amore verso gli Aghsán, ma Dio non ha concesso loro alcun diritto sulle altrui proprietà.

O Miei Aghsán, Miei Afnán e Miei congiunti! Vi esortiamo a temere Iddio, a compiere azioni lodevoli e a fare ciò che è decente e decoroso e che serve ad esaltare il vostro stadio. In verità vi dico, il timor di Dio è il più grande condottiero che può rendere vittoriosa la Causa di Dio, e gli eserciti che meglio si confanno a tale condottiero sono sempre stati e sono un buon carattere e azioni pure e sante.

Dì: O servi! Non permettete che gli strumenti dell'ordine siano fatti causa di confusione e il mezzo dell'unione divenga occasione di discordia. Osiamo sperare che le genti di Bahá siano guidate dalle benedette parole: «Dì: tutte le cose appartengono a Dio». Questo eccelso detto è come acqua che spegne il fuoco dell’odio e dell'inimicizia serpeggiante nei cuori e nei petti degli uomini. In virtù di questa sola frase, popoli e tribù contendenti otterranno la luce della vera unità. Per certo Egli dice il vero e apre il cammino. Egli è l'Onnipotente, il Magnifico, il Benevolo.

Incombe a tutti di mostrare cortesia e riguardo verso gli Aghsán, acciocché la Causa di Dio ne sia glorificata e la Sua Parola, esaltata. Questa ingiunzione è stata più volte menzionata e vergata nei Sacri Testi. Fortunato colui che può ottenere ciò che l'Ordinatore, l'Antico dei Giorni ha prescritto per lui. Vi si comanda altresì di rispettare i membri della Sacra Famiglia, gli Afnán e i congiunti. E ancora vi esortiamo a servire tutte le nazioni e a lottare per il miglioramento del mondo.

Dal cielo della parola di Colui Che è il Desio del mondo è stato inviato ciò che conduce alla rigenerazione del mondo e alla salvezza dei popoli e delle tribù della terra. Porgete ascolto ai consigli del Calamo Glorioso. Meglio è questo per voi di tutto ciò che è sulla terra. Ne fa fede il Mio glorioso, meraviglioso Libro.

1 Corano, 104:1-2.
LAWH-I-ARD-I-BÁ
(Tavola della Terra di Bá)

Lode sia a Quei Che ha onorato la Terra di Bá1 con la presenza di Colui attorno al Quale tutti i nomi gravitano. Ogni atomo della terra ha annunciato a tutte le cose create che da dietro la porta della Città-prigione è apparso, risplendente all'orizzonte, l'Astro della bellezza del grande, Più Possente Ramo di Dio - il Suo antico e immutabile Mistero - il Quale Si sta recando in altri lidi. L'afflizione si è quindi abbattuta su questa Città-prigione, mentre un'altra terra gioisce. Eccelso, infinitamente eccelso è il Signore nostro, Artefice dei cieli e Creatore di tutte le cose, Colui mercé la Cui sovranità le porte della prigione si dischiusero, in adempimento a tutto quello che era stato promesso nelle antiche Tavole. In verità, Egli è potente in ciò che vuole e nella Sua mano è il dominio del creato. Egli è l'Onnipotente, l'Onnisciente, il Sapientissimo.

Benedetto, due volte benedetto, è il suolo che i Suoi piedi hanno calcato, l'occhio che la bellezza del Suo sembiante ha rallegrato, l'orecchio che ha avuto il privilegio d'ascoltare il Suo appello, il cuore che ha gustato la dolcezza del Suo amore, il petto che si è dilatato al Suo ricordo, la penna che ha proclamato la Sua lode, la pergamena che ha recato la testimonianza dei Suoi scritti. Imploriamo Iddio - benedetto ed esaltato Egli sia - che ci dia l'onore d'incontrarLo presto. In verità, Egli è Colui Che tutto ascolta, l'Onnipotente, Colui Che è pronto a rispondere.

1 Beirut. Questa Tavola è « una lettera dettata da Bahá'u'lláh e indirizzata dal Suo amanuense Mírzá Áqá Ján ad 'Abdu'l-Bahá, mentre Questi Si trovava a Beirut ». (The World Order of Bahá'u'lláh, p. 136).

PASSI SCELTI, TRATTI DA ALTRE TAVOLE

Iddio attesta che non v'è altro Dio all'infuori di Lui e che Quei Che è disceso dal cielo della rivelazione divina è il Segreto Nascosto, l'Impenetrabile Mistero, il Cui avvento è stato predetto nel Libro di Dio e annunziato dai Suoi Profeti e Messaggeri. Per Suo mezzo i misteri sono stati rivelati, i veli squarciati e i segni e le prove mostrati. Ecco! Egli è stato ora manifestato, e trae alla luce tutto ciò che vuole, e cammina sugli alti luoghi della terra, investito di maestà e potere trascendenti.

Benedetto quel forte che infrangerà gli dèi delle vane illusioni mediante il potere del Nome del suo Signore, Colui Che governa su tutti gli uomini.

O Mio Afnán! Ci è caro menzionare il tuo nome in segno di grazia da parte Nostra, sì che i dolci aromi del Mio ricordo ti attraggano al Mio Regno e ti accostino al Tabernacolo della Mia maestà che è stato innalzato in forza di questo Nome - Nome che ha scosso ogni fondamenta.

Dì: O genti della terra! Per la giustizia di Dio! Tutto ciò che vi è stato promesso nei Libri del vostro Signore, Reggitore nel Dì del Ritorno, è apparso ed è stato palesato. Badate che i casi e le vicende del mondo non vi distolgano da Colui Che è la Verità Sovrana. Tra non molto tutto quel che vedete perirà e solo ciò che ha rivelato Iddio, Signore dei Signori, rimarrà.

Dì: Questo è Giorno d'azioni meritorie, se solo lo sapeste. Questo è Giorno in cui Iddio è glorificato e le Sue parole palesate, poteste solo comprenderlo. Abbandonate le cose in uso fra gli uomini e aggrappatevi a ciò che vi ha ordinato Iddio, l'Aiuto nel Pericolo, l'Esistente da Sé. S'avvicina il giorno in cui a nulla vi varranno tutti i tesori della terra. Ne fa fede il Signore dei Nomi, Colui Che proclama: In verità, non v'è altro Dio che Lui, la Verità Sovrana, il Conoscitore delle arcane cose.

Fortunato te, o Mio Afnán, ché hai avuto l'onore di ricevere i Miei Santi Versetti, hai aspirato le soavi fragranze della Mia Rivelazione e risposto al Mio Appello, mentre i Miei servi e le Mie creature, gettandosi alle spalle il Libro Primigenio e attenendosi ai dettami degli esponenti di fantasie oziose e di vane illusioni, Mi hanno lanciato accuse. Così ha parlato la Lingua della Grandezza nel reame della parola per ordine di Dio, Signore del Creato.

Persevera zelante nel servizio della Causa e, in forza del Nome del tuo Signore, Possessore di tutte le cose visibili e invisibili, preserva lo stadio che t'è stato conferito. Giuro sulla giustizia di Dio! Chi avesse contezza di ciò che è velato agli occhi umani, rapito in estasi s'involerebbe verso Dio, Signore di tutto quello che è stato e che sarà.

Su te si posi la Sua gloria e su coloro che Gli si sono avvicinati, cogliendo il significato di ciò che l'eccelso Calamo di Dio, Onnipotente, Colui Che tutti ama, ha vergato in questa Tavola.

Ogni lode a Te, o mio Dio, ché hai adornato il mondo con la fulgida aurora susseguente la notte in cui nacque Colui Che precorse la Manifestazione della Tua trascendente sovranità, Alba della Tua divina Essenza e Rivelazione della Tua suprema Signorìa. Ti supplico, Creatore dei cieli e Artefice dei Nomi, di aiutare benigno coloro che han cercato asilo all'ombra della Tua doviziosa misericordia e levato la voce tra i popoli del mondo in glorificazione del Tuo Nome.

O mio Dio! Tu vedi che il Signore di tutta l'umanità, rinchiuso nella Sua Più Grande Prigione, invoca il Tuo Nome, mira il Tuo volto, proclama ciò che ha estasiato i cittadini dei Tuoi regni della rivelazione e del creato. O mio Dio! Vedo il Mio Essere prigioniero nelle mani dei Tuoi servi, e pur la luce della Tua sovranità e le rivelazioni della Tua invincibile potenza rifulgono luminose dal Suo volto, dando a ognuno certezza che Tu sei Dio e che non v'è altro Dio all'infuori di Te. La forza del forte non può vanificarTi, né il potere dei potenti prevalere su di Te. In virtù della Tua sovranità che tutto abbraccia, Tu fai ciò che vuoi e in forza del Tuo decreto che pervade l'intera creazione, disponi come T'aggrada.

T'imploro per la Gloria della Tua Manifestazione e per la forza della Tua possanza, della Tua sovranità e della Tua eccellenza di accordare la vittoria a coloro che si sono levati per servirTi, che hanno aiutato la Tua Causa e si sono fatti umili innanzi allo splendore della luce del Tuo volto. O mio Dio, falli trionfare sui Tuoi nemici e rendili incrollabili nel Tuo servizio, affinché per loro mezzo siano dimostrate in tutti i Tuoi reami le prove del Tuo dominio e manifestati nelle Tue terre i pegni della Tua indomabile potenza. In verità il potere Tu hai di fare quello che vuoi; non v'è altro Dio che Te, l'Aiuto nel Pericolo, l'Esistente da Sé.

Questa gloriosa Tavola abbiamo Noi rivelato il giorno dell'Anniversario della Nascita [del Báb] perché tu la reciti in ispirito di umiltà e di preghiera e renda grazie al tuo Signore l'Onnisciente, Colui Che di tutto ha contezza. Fa' ogni sforzo per rendere servigio a Dio, affinché da te appaia ciò che immortali la tua memoria nel Suo glorioso ed eccelso paradiso.

Dì: Glorificato sii Tu, o mio Dio! T'imploro per l'Oriente dei Tuoi segni, il Rivelatore dei Tuoi chiari pegni, di concedere ch'io mi tenga sempre saldo alla corda della Tua amorevole provvidenza e mi aggrappi tenacemente al manto della Tua generosità. Annoverami dunque fra coloro ai quali i casi e le vicende del mondo non hanno impedito di servirTi e di esserTi fedeli, che l'assalto dei popoli non ha avuto il potere di trattenere dal magnificare il Tuo Nome e dal celebrare la Tua lode. O mio Signore, degnaTi di aiutarmi a eseguire tutto ciò che ami e desideri. Dammi altresì agio di fare ciò che esalti il Tuo Nome e faccia divampare il fuoco del Tuo amore.

In verità, Tu sei il Munifico Perdonatore.

O Husayn! Ti conceda Iddio d'esser sempre splendido e radioso, palpitante nella luce del Sole della Verità e - lodevolissima fra le azioni - di sciogliere la lingua in magnificazione del Suo Nome.

Pensa alle moltitudini che, pur parendo sì bramose e assetate, allorché l'Oceano delle acque vive spumeggiò nel mondo dell'essere, ne rimasero prive, poiché non rinunziarono alle oziose fantasie, né divennero edotte di Colui Che è Oggetto di tutto il sapere. Questa perdita è la mercede per le azioni che le loro mani hanno commesso nel passato.

Rendi grazie all'Amato del mondo, ché S'è degnato d'aiutarti a ottenere la confermazione in questa gloriosa Causa. SupplicaLo altresì di rendere i Suoi amati incrollabili in essa, poiché i sediziosi scritti dei sobillatori sono sparsi in ogni dove e alto si leva il clamore dei profeti di sventura. Felice chi, gettatosi alle spalle ogni altra cosa fuorché Dio, s'è aggrappato a ciò che il Signore della forza e del potere gli ha intimato.

La Sua Gloria sia su te e su coloro che, da Lui aiutati, hanno riconosciuto e abbracciato questa possente Causa.

Questa è una Tavola che il Signore di tutta l’esistenza ha inviato dal Suo glorioso stadio in onore di uno che ha creduto in Dio, l'Onnipotente, Colui Che tutti ama.

Benedetto il viandante che ha riconosciuto il Desiato, e il ricercatore che ha dato ascolto all'Appello di Colui Che è la Mèta designata dell'intera umanità, e il dotto che ha creduto in Dio, l'Aiuto nel Pericolo, Colui Che da Sé esiste.

Quanti sapienti si sono allontanati dalla via di Dio e quanti ignoranti, che hanno compreso la verità, sono invece accorsi a Lui, esclamando: «Lodato sii Tu, o Signore di tutte le cose, visibili e invisibili».

Per la giustizia di Dio! L'orizzonte del mondo è rischiarato dalla luce del Sommo Astro, ma per lo più l'umanità non la distingue. Invero Colui Che è la Verità Sovrana Si muove sotto gli occhi di tutti. Ne fa fede Quei Che nel più intimo cuore del mondo proclama: «In verità non v'è altro Dio che Me, Onnipotente sopra tutte le cose, e del passato e del futuro».

Grande è la benedizione del credente che si è diretto verso Lui ed è stato ammesso al Suo cospetto; mal incolga a ogni negatore che s'è distolto da Dio, seguendo i reprobi e i reietti.

O amico! Nel Bayán ordinammo che in questa Somma Rivelazione tutti guardassero coi propri occhi e ascoltassero con le proprie orecchie. Ma allorché l'orizzonte del mondo fu rischiarato dalla fulgida luce di questa Rivelazione, molti dimenticarono tal divino comandamento, non videro più tale celeste esortazione e s'immersero nel vano immaginare, divisato dalle loro menti. Invero la faccia del sole dell'equità e della giustizia è celata dietro nubi di oziose fantasie che stolte menti hanno concepito. Non v'ha dunque maraviglia che i moti degli uccelli delle tenebre destino l'attenzione. In forza del Nome dell'Amatissimo, invita le anime ricettive presso la Santa Corte di Dio, sì che per avventura non abbiano a rimanere prive della celeste Fonte d'acqua viva. In verità Egli è il Benevolo, il Perdonatore.

Lo sguardo del tenero amore di Dio - esaltato e glorificato Egli sia - è sempre stato rivolto verso i Suoi amati amici; in verità Egli è Colui Che sa e ricorda.

O Javád! Tale è la grandezza di questo Giorno che l'Ora stessa è perturbata, e tutte le sacre Scritture testimoniano la sua irresistibile maestà. In questo Giorno il Libro solennemente attesta la Sua gloria e la Bilancia è mossa a levar la voce. Questo è il giorno in cui il Sirát proclama: «Sono la retta Via» e il monte Sinai esclama: «In verità il Signore della Rivelazione è giunto».

Sopraffatte da ubriachezza di corrotte inclinazioni, le genti della terra si ritrovano in uno stato di stordimento stuporoso. Perciò sono tagliate via dai mirabili segni di Dio, precluse dalla meta estrema e prive delle prodighe effusioni della divina grazia.

Incombe ai popoli del mondo di esser tolleranti. Devono trasmettere la Parola di Dio secondo la speciale misura di comprensione e di capacità di chi ascolta, acché per avventura i figli degli uomini, scossi dalla loro incuria, drizzino il volto verso questo Orizzonte, infinitamente eccelso di là da ogni orizzonte.

O Javád! Iddio ti ha elargito e ti elargirà sempre le Sue infinite grazie. Sia lodato Iddio! Sei stato protetto dal più grande terrore e sei riuscito ad accostarti alla Somma Munificenza quando l'intrusione dei veli della gloria esteriore, cioè i teologi del secolo, impedì a tutti di riconoscere l'eterno Re.

Abbi cara come la vita questa testimonianza pronunciata dal Calamo Glorioso e adoprati con tutta la tua forza a preservarla in forza del Nome di Colui Che è l'Amato dell'intera creazione, acciocché questo sublime onore sia al sicuro da occhi e mani di ladroni. In verità il tuo Signore è l'Onnisciente Espositore.

Porgi i saluti di questo Vilipeso ai carissimi amici in quella contrada e rammenta loro le Nostre meravigliose ed eccelse rimembranze, acché per avventura dimentichino le cose in uso fra loro e, volti i cuori a ciò che appartiene a Dio, restino mondi da atti e occupazioni sconvenienti.

La gloria dell'Onnipotente, l'Onnisciente, sia su te e su coloro che sono a te congiunti.

Facciamo menzione di uno che, attratto dal Nostro Appello lanciato dalla vetta di gloria trascendente, ha drizzato il volto verso Dio, Signore del creato. Egli è annoverato fra coloro che hanno dato ascolto e risposto al richiamo del loro Signore, mentre i popoli del mondo sono avviluppati da fitti veli. Egli attesta ciò che Dio ha attestato, e confessa la sua fede in ciò che la Lingua della Magnificenza ha proferito. Ne fa testimonianza il Signore dei Nomi in questa meravigliosa Tavola.

O Mia eccelsa Penna! Rècagli, da parte Mia, la lieta novella delle cose che gli ha serbato il Forte, Onnipotente Iddio. In verità, egli è stato per lo più assillato da molteplici affanni e invero il suo misericorde Signore è Colui Che tutto vede e sa. Gioisci d'infinita gioia, che questo Vilipeso abbia rivolto il viso verso te, menzionato il tuo nome prima d'ora e or pure lo menzioni.

Ai Miei amati amici porgi rimembranze nel Mio Nome e annunzia loro la novella dei benevoli favori del loro Signore, il Donatore, il Generosissimo. Da questo eccelso stadio inviamo i Nostri saluti ai credenti che hanno afferrato la Salda Impugnatura e bevuto il vino prelibato della costanza profferto dalla mano del favore del loro Signore, Onnipotente, Lodatissimo.

In questo Giorno il senso dell’udito esclama: «È questo il mio Giorno, in cui mi è dato ascoltare la meravigliosa Voce proveniente dai recinti della Prigione del mio Signore, il Perspicuo, Che tutto ascolta». E il senso della vista a gran voce annuncia: «In verità, questo è il mio Giorno, perché vedo l'Alba della Gloria risplender luminosa per ordine di Colui Che è l'Onnipotente Ordinatore». Benedetto l'orecchio che ha udito l'appello: «Guarda e Mi vedrai»1 e felice l'occhio che ha mirato il meraviglioso Segno, albeggiante da questo limpido orizzonte.

Dì: O schiere di potenti e dotti e saggi! Il Giorno Promesso è giunto ed è apparso il Signore degli Eserciti. Gioite di gioia grande per questo supremo gaudio. Indi aiutateLo in forza della saggezza e della parola. Così vi ordina Colui Che ha sempre proclamato: «In verità non v'è altro Dio che Me, l'Onnisciente, il Sapientissimo».

La Sua gloria si posi su te e su coloro che sono con te e su coloro che ti amano e danno ascolto alle parole che dici in glorificazione di questa possente, trascendente Rivelazione.

O tu che porti il Mio Nome, Júd2 [Munificenza]! A te la Mia gloria. Tendi l'orecchio a ciò che hai già udito allorché l'Astro della testimonianza sfolgorava luminoso sull'orizzonte dell’‘Iráq, e Baghdád era Sede del Trono del tuo Signore, l'Eccelso, il Possente.

Faccio testimonianza che tu hai dato ascolto alla melodia di Dio e ai Suoi soavi accenti, hai sentito tubare la Colomba della divina Rivelazione e udito l'Usignolo della fedeltà gorgheggiare le sue melodie sul Ramo della Gloria: In verità non v'è altro Dio che Me, l'Incomparabile, Colui Che di tutto ha contezza.

O tu che porti il Mio Nome! Gli sguardi del tenero amore di Dio sono stati e sono sempre a te rivolti. Al Suo cospetto, hai udito la Voce dell'Unico vero Dio - sia esaltata la Sua gloria - e mirato il chiaro splendore della luce del divino sapere. Medita un istante! Sublime è il Verbo di Colui Che è la Verità Sovrana e spregevole l'ozioso disquisire delle genti! Cumuli di vana fantasia hanno ostruito le orecchie degli uomini impedendo che udissero la Voce di Dio, e i veli del sapere umano e delle false immagini hanno vietato ai loro occhi di contemplare la fulgida luce del Suo sembiante. Col braccio della possanza e della forza abbiamo salvato molte anime dalle paludi di un'imminente estinzione aiutandole a pervenire all'Alba della gloria. Abbiamo altresì messo a nudo i divini arcani e in parole molto esplicite abbiamo predetto futuri eventi, sì che né dubbi d'infedeli, né negazioni di ribelli, né sussurri d'incuranti potessero celare ai ricercatori della verità la Sorgente della luce dell'Unico vero Dio. Nondimeno pare che alcuni siano stati colti da mal caduco ed altri sradicati come tronchi cavi. Abbandonano Dio l'Eccelso - Colui innanzi alla Cui rivelazione di un solo versetto, tutte le Scritture del passato e di tempi più recenti impallidiscono, facendosi trascurabili e insignificanti - e volgono il cuore a favole mendaci e inseguono parole vuote.

Hai certamente libato all'Oceano della Mia parola e visto il fulgido splendore del globo della Mia saggezza. Hai anche udito i detti degl'infedeli che né hanno contezza delle fondamenta della Fede né hanno bevuto questo Vino prelibato il cui sigillo è stato infranto in forza del Mio Nome, l'Aiuto nel Pericolo, l'Esistente da Sé. Implora Iddio che conceda a quei credenti, infusi di vera comprensione, facoltà di fare ciò che Gli è gradito.

Nonostante che sia risuonato questo Appello e sia apparsa sì mirabile Rivelazione, stranamente notiamo che gli uomini hanno, per la maggior parte, riposto il cuore sulle vanità del mondo e sono in profonda costernazione e tormento a cagione dei dubbi e delle maligne insinuazioni dilaganti. Dì: Questo è il Giorno di Dio Stesso; temeteLo e non siate fra coloro che non han creduto in Lui. Gettatevi alle spalle le oziose fole e guardate alla Mia Rivelazione coi Miei occhi. Questo vi è stato raccomandato nei Libri e nelle Scritture celesti, nelle Pergamene e nelle Tavole.

Lèvati a servire la Causa del tuo Signore; indi partecipa alle genti la lieta novella di questa Luce risplendente la cui rivelazione è stata annunziata da Dio tramite i Suoi Profeti e Messaggeri. E poi esorta tutti a essere accorti come Egli comanda e in Nome di Dio consigliali dicendo: In questo Giorno di Dio incombe a ognuno di dedicarsi all'insegnamento della Causa con massima tenacia e avvedutezza. Se scoprono un terreno puro, vi spargano la semenza della Parola di Dio; altrimenti, meglio non far parola.

Or non è molto nel Libro Cremisi il Gloriosissimo Calamo ha rivelato questo detto: «Il cielo della saggezza divina è rischiarato da due astri: la consultazione e la misericordia». Voglia Dio che tutti possano ottemperare a questa parola ponderosa e benedetta.

Pare che a taluni faccia difetto ogni capacità d’intendere. Per aggrapparsi alla corda dell'oziosa fantasia si sono lasciati sfuggire la Salda Impugnatura. Giuro sulla Mia vita! Se riflettessero un istante con equità su ciò che il Misericordiosissimo ha inviato, verrebbero loro spontanee queste parole: «Per certo Tu sei la Verità, la palese Verità».

T'incombe di volgere lo sguardo in ogni circostanza all'Unico vero Dio e di cercare di servire zelante la Sua Causa. Rammenta allorché eri in Mia compagnia, nel Tabernacolo della Gloria, e da Me udisti ciò che Colui Che conversò con Dio [Mosè] udì sul Sinai del divino sapere. Così Ci degnammo di aiutarti, ti demmo agio di riconoscere la Verità e ti mettemmo in guardia, acciocché rendessi grazie al tuo munifico Signore. Devi preservare questo sublime stadio mediante il potere del Mio Nome, l'Onnipotente, il Fedele.

Porgi i Miei saluti ai Miei amati e fa' che ascoltino la Mia dolce Voce. Questo ti ingiunge Colui Che ti ha dato ordini in passato; in verità sono l'Ordinatore, Colui Che di tutto ha contezza. Gloria a te e a coloro che ascoltano le tue parole su questa cospicua Causa e che ti amano per amor di Dio, Signore dei mondi.

O Haydar!3 I Questo Vilipeso ha udito la tua voce levarsi al servizio della Causa di Dio e ben conosce il gioioso sentimento che l'amor Suo ha suscitato nel tuo cuore e i tuoi spasimi d'angoscia innanzi a ciò che ha colpito i Suoi amati. Giuro sul Signore della misericordia! Il mondo intero è oppresso dal cordoglio, mentre l'umanità è confusa da dubbi e divergenze. Il popolo di Dio, Signore dei Nomi, è così strettamente assediato dal nemico che l'eccelso Paradiso ha pianto e gli abitanti del Sommo Cielo e coloro che, notte e dì, gravitano adoranti attorno al Trono hanno tratto alti lamenti.

O 'Alí! Affanni e tribolazioni non hanno il potere di fermare il tuo Signore, il Misericordiosissimo. Invero Egli S'è levato a difendere la Causa di Dio in tal guisa che né la soverchiante potenza del mondo né la tirannide delle nazioni mai Lo intimoriranno. Egli grida a gran voce fra la terra e il cielo dicendo: Il Giorno Promesso è giunto. Il Signore del Creato proclama: In verità non v'è altro Dio che Me, l'Onnipotente, il Munificentissimo.

O 'Alí! Gl'immaturi desiderano spegnere la luce di Dio con le loro bocche e soffocare coi loro atti la fiamma del Roveto Ardente. Dì, meschina davvero è la vostra sorte, o personificazioni dell'inganno. Temete Dio e non respingete la grazia celestiale che ha irradiato il suo fulgore su tutte le regioni. Dì, è apparso Colui Che è l'Esponente del Nome ascoso, se solo lo sapeste. È arrivato Colui il Cui avvento è stato predetto nelle sacre Scritture, se solo lo capiste. L'orizzonte del mondo è rischiarato dagli splendori di questa Somma Rivelazione. Accorrete con cuori radiosi e non siate di coloro che mancano d'intendimento. È sopravvenuta l'Ora stabilita e l'umanità è piegata. Ne sono testimoni gli onorati servi di Dio.

O Haydar 'Alí! Giuro sulla giustizia di Dio! La Tromba del Bayán ha dato uno squillo secondo il decreto del Signore, il Misericordioso, e tutti coloro che sono nei cieli e sulla terra sono andati in deliquio tranne chi si è distaccato dal mondo, tenendo stretta la Corda di Dio, Signore dell'umanità. Questo è il Giorno in cui la terra risplende della fulgida luce del tuo Signore, ma la gente s'è smarrita nell'errore e un velo l'ha tagliata fuori. Noi desideriamo rigenerare il mondo, ma essi hanno deciso di por fine alla Mia vita. A ciò li hanno sospinti i loro cuori in questo Giorno - Giorno che è stato rischiarato dalla radiosa luce del sembiante del suo Signore, l'Onnipotente, l'Onnipossente, l'Illimitato. Il Libro Primigenio ha levato la voce, ma la gente non ha l'udito. La Tavola Preservata è stata rivelata secondo verità, ma i più non la leggono. Hanno smentito il benevolo favore di Dio dopo che è stato loro inviato e si sono discostati da Dio, Conoscitore di cose invisibili. Si afferrano al manto delle vane fantasie, girando le terga all'ascoso Nome dell'Onnipotente.

Dì, o accolta di teologi! Vi scongiuro in nome di Dio, siate equi nel giudicare. Esibite dunque tutte le prove e le testimonianze che avete, se dovete essere annoverati tra gli abitatori di questa gloriosa abitazione. Rivolgete i cuori verso l'Alba della Rivelazione divina acciocché Ci sia possibile svelare ai vostri occhi l'equivalente di tutti i versetti, le prove, le testimonianze, le affermazioni e le dimostrazioni che voi e le altre tribù della terra possedete. Temete Dio e non siate di coloro che meritano il castigo di Dio, Signore del creato.

Questo è il Giorno in cui l'Oceano del sapere ha levato la Voce e ha deposto le sue perle. Se solo lo sapeste! In verità il cielo del Bayán è stato innalzato per decreto di Dio, l'Aiuto nel Pericolo, Colui Che esiste da Sé. Giuro su Dio! L'Essenza del sapere esclama: Ecco! Colui Che è l'Oggetto di tutto il sapere è venuto e col suo avvento sono stati abbelliti i sacri Libri di Dio, il Benigno, l'Amorevole. Ogni rivelazione di grazia, ogni traccia di santi doni da Lui emana e a Lui ritorna.

Temete Dio, o schiere di stolti, e non martoriate coloro che non hanno voluto altro se non ciò che Dio ha voluto. Inoltre, se ascoltate il mio appello, non seguite le vostre egoistiche brame. S'avvicina il giorno in cui tutto ciò che oggi vedete sarà svanito e allora piangerete per esser venuti meno al vostro dovere verso Dio. Ne fa fede questa Tavola scolpita.

Gioisci di gioia grande, perché ti abbiamo ricordato ora e nel passato. In verità la soave fragranza di questa rimembranza durerà immutata per tutta l'eternità dei Nomi di Dio, Signore dell'umanità. Ci siamo degnati di accettare le tue preghiere, la tua lode, la tua opera d'insegnamento e i servigi che hai reso per amore di questo possente Annunzio. Abbiamo anche ascoltato ciò che la tua lingua ha proferito nelle riunioni e negli incontri. In verità tutto ode e osserva il tuo Signore. T'abbiamo abbigliato con la veste del Mio compiacimento nel Mio celeste Reame e dal Divino Albero di Loto che s'innalza sul limitare della valle della sicurezza e della pace posta nel Sito luminoso oltre la gloriosa Città, ti annunciamo a gran voce: In verità non v'è altro Dio che Me, l’Onnisciente, il Sapientissimo. Ti abbiamo tratto all'esistenza per servirMi, glorificare la Mia Parola e proclamare la Mia Causa. Concentra le tue energie in ciò per cui sei stato creato in virtù del Volere del supremo Ordinatore, l'Antico dei Giorni.

In questo momento rammentiamo i Nostri amati e annunziamo loro le liete novelle dell'inesauribile grazia di Dio e delle cose che sono state loro procurate nel Mio limpido Libro. A causa dell'amore per Me avete sopportato il biasimo dei nemici e subìto incrollabili nella Mia Via le efferate crudeltà che gli empi vi hanno inflitto. Ne sono Io Stesso testimone e sono l'Onnisciente. Quanti luoghi sono stati nobilitati dal vostro sangue per amor di Dio. In quante città s'è levato il suono del vostro lamento e s'è innalzato il gemito della vostra ambascia. In quante prigioni vi hanno gettati gli eserciti della tirannide. Sappiate per certo che Egli vi darà la vittoria, vi esalterà tra i popoli del mondo e mostrerà il vostro alto rango innanzi agli occhi di tutte le nazioni. Non sopporterà che la mercede dei Suoi favoriti sia perduta.

Badate che gli atti perpetrati dalle personificazioni dell'oziosa fantasia non vi rattristino o che le azioni commesse dai caparbi oppressori non vi addolorino. Afferrate il calice della costanza con la forza del Suo Nome, bevetene anelanti in virtù della Sovranità di Dio, il Forte, l'Onnipotente. Così l'Astro della Mia affettuosa compassione e del Mio tenero amore ha sfolgorato all'orizzonte di questa Tavola acciocché rendiate grazie al vostro Signore, l'Onnipotente, il Munificentissimo.

La gloria che è sorta risplendente dal cielo della Mia parola si posi su te e su coloro che a te si son rivolti e che hanno prestato ascolto alle parole che la tua bocca ha proferito riguardo questa gloriosa e augusta Rivelazione.

Per la giustizia di Dio! Il Libro Primigenio è palesato e chiama l'umanità a convegno innanzi a Dio, Signore dei mondi, mentre i mari proclamano: È apparso il Sommo Oceano, dai cui flutti si ode il muggente grido: «In verità, non v'è altro Dio che Me, l'Impareggiabile, l'Onnisciente». E gli alberi stormendo esclamano: O popoli del mondo! La voce del Divino Albero di Loto risuona chiaramente e lo squillante grido della Penna della Gloria si leva vibrante: Date ascolto e non siate tra gl'incuranti. Il sole proclama: O accolta di teologi! Il cielo della religione si è spezzato e si è spaccata la luna e i popoli della terra sono radunati in una nuova resurrezione. Temete Dio e non seguite gl'impulsi delle vostre passioni, seguite piuttosto Colui di Cui hanno testimoniato le Scritture di Dio, l'Onnisciente, il Sapientissimo.

In questa Rivelazione s'è ripetuto l'episodio del Sinai e Colui Che conversò sul Monte a gran voce annuncia: In verità, il Desiato è giunto, assiso sul trono della certezza, se solo lo capiste. Egli ha esortato tutti gli uomini ad attenersi a ciò che condurrà all'esaltazione della Causa di Dio e guiderà l'umanità verso la Sua retta Via.

Quanti oppressi sono stati estasiati dall'Appello di Dio! Quanti potenti si sono abbandonati ad atti di aggressione che hanno strappato gemiti agli abitatori dell'eccelso Paradiso e pianti di dolore agli ospiti di questa gloriosa abitazione! Quanti poveri si sono dissetati col vino prelibato della rivelazione divina e quanti ricchi si sono allontanati, hanno ripudiato la verità e proclamato la loro miscredenza in Dio, Signore di questo benedetto e meraviglioso Giorno.

Dì: Temete Dio, osservate altresì l'equità nel vostro giudicare questo grande Annunzio innanzi al quale, appena risplendette, ogni ponderoso annunzio umilmente s'inchinò in adorazione. Dì: O accolta di stolti! Se Lo smentite, con quale prova potrete dimostrare il vostro ossequio ai passati Messaggeri di Dio o suffragare la vostra fede in ciò che Egli ha inviato da questo possente ed eccelso Reame? A che vi giovano i vostri possedimenti? Che protezione vi posson dare i vostri tesori? Nessuna, lo giuro sullo Spirito di Dio che pervade ciò che è nei cieli e sulla terra. Gettate via ciò che avete accumulato con la mano dell'oziosa fantasia e delle vane illusioni e afferrate il Libro di Dio, inviato in virtù della Sua irresistibile, inviolabile autorità.

La tua missiva è stata presentata innanzi a questo Vilipeso e in tuo onore abbiamo rivelato questa Tavola da cui spira la fragranza del benevolo favore del tuo Signore, il Compassionevole, il Munifico. Imploriamo Dio di far di te un vessillo innalzato nella città del Suo ricordo e di esaltare il tuo stadio in questa Causa - Causa alla cui ombra i sinceri di Dio vedranno i popoli e le tribù della terra cercare asilo. In verità, il tuo Signore sa e informa. Lo supplichiamo ancora di nutrirti col meglio di ciò che è stato riposto nel Suo Libro. In verità Egli è Colui Che ode e risponde.

Persisti nell'aiutare la Sua Causa con la forza corroborante degli eserciti della saggezza e della parola. Così ha decretato Iddio, il Benevolo, il Lodatissimo. Benedetto il credente che ha abbracciato la Verità in questo Giorno e l'uomo di ferma risolutezza che gli eserciti della tirannide non hanno avuto il potere d'impaurire.

La gloria che ha sfolgorato all'orizzonte della parola sia su te e su quei credenti che hanno preso il Calice del Suo vino sigillato mediante il potere del Suo Nome, l'Esistente da Sé, e si sono dissetati ad onta dei negatori di Quei in Cui in passato avevano professato fede - coloro che hanno repugnato alla verità di questo grande Annunzio di cui Dio ha testimoniato nel Suo prezioso, antico Libro.

O Muhammad Husayn! Accingiti a ricevere le effusioni del tenero amore di Dio, Signore dei mondi. Il Misericordiosissimo S'è degnato di donarti le perle del sapere dall'Oceano della grazia di Dio, l'Onnipotente, il Più Eccelso.

Dov'è l'illuminato che riconoscerà e comprenderà la verità? Dove si trova l'ascoltatore che udrà la Mia meravigliosa Voce chiamare dal glorioso reame? Dov'è l'anima che volgerà il viso verso il Divino Albero di Loto in tal guisa che né la soverchiante possanza dei re né i violenti tumulti dei loro sudditi la sconfiggano, che leverà la voce nel cuore del creato mediante il potere della saggezza e della parola attestando ciò che ha attestato Iddio, che in verità non v'è altro Dio che Lui, il Forte, l'Invincibile, l'Onnipotente, il Sapiente, il Savio?

O Husayn! Il tuo nome è stato menzionato nella Più Grande Prigione alla presenza di questo Vilipeso e per te abbiamo rivelato cose alle quali nessuno dei libri del mondo può essere paragonato. Ne è testimone l'eterno Re; ma gli uomini sono per lo più annoverati tra gl'ignavi. Dall'oriente della testimonianza abbiamo lanciato l'Appello a tutti coloro che dimorano nel reame del creato. Tra gli uomini vi sono alcuni che sono stati trasportati dalla fragranza della parola del loro Signore a tal segno che hanno dimenticato tutto ciò che appartiene agli uomini nel loro anelito di pervenire alla corte della presenza di Dio, Signore del trono possente. Vi sono certuni invece che sono profondamente confusi ed esitanti. Altri hanno messo le ali affrettandosi a rispondere all'Appello del loro Signore, l'Antico dei Giorni. Altri ancora hanno voltato le terga, respinto la verità e finito per rinnegare Dio, l'Onnipotente, il Lodatissimo. E altri infine hanno pronunziato giudizio contro di Lui con tale crudeltà che ogni anima saggia e perspicace è stata mossa al pianto. Ci siamo degnati di convocarli presso il fiume che è vera vita, ma essi, con palese ingiustizia, hanno decretato di spargere il Mio sangue. Così l'Astro della saggezza ha brillato dall'orizzonte della parola del tuo Signore, il Misericordiosissimo. Se perverrai alla sua luce, t'incombe di magnificare la lode del tuo Signore dicendo: Ti rendo grazie, o Dio dei mondi.

Benedetto te e coloro che il mondo e le sue lusinghe non hanno stornato da questo limpido

Orizzonte.

Porgi i Miei saluti ai Miei amati. Li esortiamo a praticare la saggezza secondo il decreto del Mio meraviglioso Libro.

O Mia ancella e Mia foglia! Gioisci di gioia grande ché il tuo appello è asceso al Divino Albero di Loto e ha ricevuto risposta dall'Orizzonte d'ogni gloria. In verità, non v'è altro Dio che Me, l'Esule, il Vilipeso.

Ci siamo rivelati agli uomini, abbiamo svelato la Causa, guidata tutta l'umanità verso la Retta Via di Dio, promulgate le leggi e ingiunto agli uomini ciò che sarà di vero giovamento a tutti in questo mondo e nell'altro; ma è stato sentenziato di spargere il Mio sangue, per cui la Damigella del Cielo ha pianto amaramente, il Sinai s'è rammaricato e lo Spirito Fedele ha singhiozzato pel dolore.

In questi giorni le genti, seguendo le orme di ogni ignorante sviato, si sono orbate delle effusioni della divina grazia. Hanno girato le spalle all'Oceano del divino sapere e fissato gli occhi su quegli stolidi che si vantano d'essere profondamente versati nella cultura, mentre non v'è nessuna prova da parte di Dio, Signore dell'umanità, che li suffraghi.

Fortunata te poiché hai abbandonato le futili illusioni e afferrato la Corda di Dio che nessuno può recidere. Considera il benevolo favore di Dio, sia esaltata la Sua gloria. Quanti re e regine sulla terra, nonostante il loro lungo bramare, attendere e pregustare, sono stati esclusi da Colui Che è il Desio del mondo, mentre tu l'hai raggiunto. Voglia Dio che tu compia un'azione la cui fragranza permanga finché dureranno i Nomi di Dio - sia esaltata la Sua gloria. Per la giustizia di Dio! I1 titolo «o Mia ancella» di gran lunga sopravanza tutto ciò che è visibile nel mondo. Tra non molto gli occhi dell'umanità saranno illuminati e rallegrati dal riconoscere ciò che il Nostro Calamo Glorioso ha rivelato.

Benedetta te e benedetta la madre che t'ha allattata. Apprezza il valore di questo stadio e levati a servire la Sua Causa in tal guisa che le oziose fantasie e le insinuazioni degli scettici non ti distolgano da questo nobile proposito. L'Astro della certezza risplende luminoso, ma i popoli del mondo si aggrappano a vane chimere. L'Oceano del divino sapere ha spumeggiato mentre i figli degli uomini si afferrano al manto degli stolti. Se non fosse per l'inesauribile grazia di Dio - sia esaltata la Sua gloria - nessun antidoto potrebbe mai sanare questi malanni inveterati.

Porgi i Miei saluti alle ancelle di Dio in codesta contrada e annunzia loro la lieta novella che hanno la Sua tenera misericordia e la Sua grazia. Alto in verità è lo stadio che t'abbiamo destinato. T'incombe di render lode e grazie al tuo Signore, il Munifico, il Generosissimo. Sia glorificato Iddio, l'Eccelso, il Grande.

Una volta da Colui Che è il Possessore di tutti gli esseri e il Signore del Trono superno e della terra quaggiù - sia esaltata la gloria della Sua favella - si udì questa Parola sublime: Devozione e distacco sono come due sommi astri nel cielo dell'insegnamento. Beato Colui Che è pervenuto a questo stadio supremo, questa dimora di santità e sublimità trascendente.

Questa è una Tavola che il Misericordiosissimo ha inviato dal Regno della favella a tutti coloro che dimorano sulla terra. Felice l'uomo che ascolta e fa conto e mal incolga ai traviati e ai dubbiosi. Questo è il Giorno che è stato rischiarato dalla fulgente luce del Sembiante di Dio - il Giorno in cui la Lingua della Magnificenza proclama a gran voce: Il Regno è di Dio, Signore del Dì della Resurrezione.

Il tuo nome è stato menzionato al Nostro Cospetto e Ci siamo degnati di rivelare per te ciò che nessuna lingua al mondo può narrare. Gioisci di gioia grande poiché sei stato ricordato nella Più Grande Prigione e da questa eccelsa dimora il Sembiante dell'Antico dei Giorni S'è rivolto verso te.

Abbiamo veramente rivelato i segni, mostrato le irrefutabili testimonianze e chiamato tutti gli uomini alla retta Via. Tra la gente alcuni si sono allontanati e hanno rigettato la verità, altri hanno pronunziato giudizio contro di Noi senza prove o testimonianze. I primi a discostarsi da Noi sono stati i capi spirituali nel mondo di quest'era - coloro che notte e dì Ci invocano e menzionano il Mio Nome standosene assisi sui loro alti troni. Ma allorché Mi rivelai agli uomini, insorsero contro di Me in tal guisa che perfino le pietre trassero amari gemiti e lamenti.

Grande è la tua benedizione, poiché quando, investito di potere e sovranità invincibili, venne il tuo Signore, hai ascoltato la Sua Voce, rivolto il viso verso Lui e fatto conto del Suo Appello.

O Mia ancella, o Mia foglia! Rendi grazie al Dilettissimo del mondo per aver tu ottenuto questa sconfinata grazia mentre i dotti e gli uomini più illustri ne sono rimasti privi. Ti abbiamo nominata

«foglia» affinché come le foglie, tu possa essere mossa dall'aura gentile della Volontà di Dio - sia esaltata la Sua gloria - a somiglianza delle foglie degli alberi che i venti impetuosi muovono. Rendi grazie al tuo Signore per questa luminosa parola. Se comprendessi la dolcezza del titolo «o Mia ancella» ti ritroveresti distaccata da tutta l'umanità, lo spirito devotamente rivolto notte e dì a Colui Che è l'unico Desio del mondo.

Con parole d'ineguagliabile bellezza abbiamo degnamente menzionato le foglie e le ancelle che si sono dissetate con le acque vive della grazia celeste e hanno tenuto gli occhi rivolti verso Dio. Felici e benedette davvero! Tra non molto Iddio rivelerà il loro stadio la cui sublimità nessuna parola può adeguatamente esprimere e nessuna descrizione convenientemente raffigurare.

Ti esortiamo a fare ciò che servirà a promuovere gl'interessi della Causa di Dio fra uomini e donne. Egli ode il grido degli amici e vede le loro azioni. In verità, Egli è Colui Che ode e vede.

A te e a loro la gloria di Dio, il Forte, l'Onnisciente, il Sapientissimo.

O ancella di Dio! Ascolta la Voce del Signore dei Nomi, Che dalla Sua prigione ha posato su di te il Suo sguardo e di te fa menzione.

Egli ha soccorso ogni viandante, S'è degnato di rispondere a ogni postulante e di accogliere ogni ricercatore della verità. In questo Giorno la retta Via è palesata, è drizzata la Bilancia della giustizia divina e risplende la luce del sole del Suo favore, ma come nubi sono giunte le opprimenti tenebre del popolo della tirannide creando un penoso ostacolo fra l'Astro della grazia celeste e i popoli del mondo. Benedetto chi ha squarciato i veli intervenuti ed è illuminato dalla radiosa luce della Rivelazione divina. Pensa quanti stimavano d'esser nel novero dei saggi e dei dotti, ma nel Giorno di Dio furono privati delle effusioni dei favori celesti.

O Mia foglia, o Mia ancella! Apprezza il valore di questa benedizione e di questa tenera misericordia che ti sono state elargite e che hanno guidato i tuoi passi verso l'Alba della gloria.

Porgi i saluti da parte di questo Vilipeso alle ancelle che adorano Dio e rallegra i loro cuori con l'assicurazione della Sua amorevole provvidenza.

Fissa lo sguardo sulla saggezza in ogni cosa, poiché essa è un antidoto infallibile. Quante volte ha convertito il miscredente in credente e in amico il nemico! Il suo uso è sommamente necessario, poiché questo tema è stato esposto in numerose Tavole rivelate dall'empireo del Volere di Colui Che è la Manifestazione della luce dell'unità divina. Fortunato chi agisce in conformità.

Concentra senza posa l'attenzione su ciò che farà sì che la Parola di Dio venga esaltata. In questa somma Rivelazione buone opere e carattere lodevole sono considerati eserciti di Dio, come la Sua benedetta e santa Parola. Questi eserciti sono magneti per i cuori umani e strumenti efficaci per disserrare le porte. Fra tutte le armi del mondo questa è la più affilata.

Implora Dio che Si degni di assistere tutti gli uomini a ottemperare a ciò che il Suo gloriosissimo Calamo ha vergato nei Libri e nelle Tavole Sacre.

Questo Vilipeso menziona colui che ha drizzato il volto verso l'Incomparabile, l'Onnisciente, colui che Ne attesta l'unità come l'ha attestata la Gloriosissima Penna mentre rapida si muove nell'arena della favella. Benedetta l'anima che ha riconosciuto il suo Signore e mal incolga ai gravemente traviati e ai dubbiosi.

L'uomo è come un albero: carico di frutti, è stato e sempre sarà degno di lode e di encomio; sterile, serve solo per il fuoco. I frutti dell'albero umano sono eccellenti, molto ambiti e assai pregiati. Tra questi vi sono il buon carattere, le azioni virtuose e il bel parlare. Per gli alberi materiali della terra la primavera si ripete una volta all'anno, mentre per gli alberi umani essa ricorre nei Giorni di Dio - sia esaltata la Sua gloria. Se in questa divina primavera gli alberi delle vite umane si ricoprissero dei frutti menzionati, certamente il fulgore della luce della Giustizia illuminerebbe tutti gli abitanti della terra e tutti vivrebbero felici e contenti nell'ombra protettrice di Colui Che è la Mèta dell'intera umanità. L'Acqua per questi alberi è l'acqua viva delle sacre Parole proferite dall'Amato del mondo. Ora essi sono piantati e, subito dopo, grazie alle effusioni delle piogge della divina misericordia, i loro rami hanno raggiunto i cieli. Ma un albero rinsecchito non è stato né sarà mai degno di menzione.

Felice il fedele che, ammantato nella veste dello sforzo, si è levato a servire questa Causa: quell'anima ha veramente raggiunto la Mèta desiata e appreso lo Scopo per cui è stata creata. Ma miriadi di volte ahimè per i ribelli che sono come foglie secche cadute nella polvere. Fra non molto raffiche letali li trascineranno nel luogo a loro destinato. Ignoranti arrivarono, ignoranti rimasero e ignoranti si ritirarono nelle loro abitazioni.

Il mondo continua a proclamare queste parole: Attenti, sono effimero e tali sono tutte le mie parvenze e i miei colori. Guardatevi dai casi e dalle vicende in me divisati e scuotetevi dal torpore. Tuttavia non v'è occhio veggente che veda né orecchio attento in ascolto.

In questo Giorno l'orecchio interiore esclama: Fortunato me davvero, oggi è il mio giorno, poiché la Voce di Dio alta si leva. E l'essenza della vista grida: Benedetta sono, questo è il mio giorno, perché all'eccelso Orizzonte la Vetusta Beltà risplende luminosa.

Fa d'uopo che le genti di Bahá invochino e supplichino il Signore dei Nomi sì che i popoli del mondo non vengano privati delle effusioni di grazia nei Suoi giorni.

In passato i teologi erano assillati da una domanda, domanda che Colui Che è la Verità Sovrana li ha uditi porre ripetutamente, nei primi anni della Sua vita: «Qual è la Parola che il Qá'im pronunzierà e che metterà in fuga i capi della religione?» Dì, quella Parola è ora palesata, e voi siete fuggiti ancor prima di sentirla proferire, eppure non capite. E quella benedetta, recondita, celata e preziosa Parola è questa: «"EGLI" è ora apparso nella veste di "IO". Colui Che era ascoso a occhi mortali esclama: Ecco! Sono il Più Palese». Questa è la Parola che ha fatto tremare le membra ai miscredenti. Sia glorificato Iddio! Tutte le sacre Scritture antiche attestano la grandezza di questo Giorno, la grandezza di questa Manifestazione, la grandezza dei Suoi segni, la grandezza della Sua Parola, la grandezza della Sua costanza, la grandezza del Suo stadio preminente. Ma nonostante tutto i popoli, ancora immersi nell'ignavia, sono tagliati via come da un velo. In verità tutti i Profeti hanno bramato di pervenire a questo Giorno. Davide dice: «Chi mi condurrà nella Città della fortezza?»4 Per Città della fortezza s'intende 'Akká: i suoi bastioni sono assai robusti e questo Vilipeso è imprigionato entro le sue mura. Così è rivelato nel Corano: «Trai fuori il tuo popolo dalle tenebre alla luce e ricorda loro le giornate di Dio».5

La gloria di cui questo Giorno è investito è stata esplicitamente menzionata e chiaramente spiegata in molti santi Libri e sacre Scritture. Ma i teologi d'oggigiorno hanno precluso agli uomini questo stadio trascendente e nascosto loro questo Pinnacolo di Gloria, questa Suprema Mèta.

Te benedetto, ché le tenebre delle vane immagini non hanno avuto il potere di sottrarti la luce della certezza e l'assalto della gente non ti ha distolto dal Signore dell'umanità. Apprezza il valore di questo alto stadio e supplica Iddio - esaltata è la Sua gloria - che ti dia benignamente facoltà di tutelarlo. Il dominio imperituro è appartenuto esclusivamente all'Unico vero Dio e ai Suoi amati e a loro continuerà ad appartenere per sempre.

La gloria che ha brillato all’orizzonte dell’eternità si posi su te e su coloro che si sono aggrappati alla Corda di Dio che nessuno può recidere.

Colui Che guida alla vittoria certa è giunto! Per la giustizia di Dio! Egli ha piena facoltà di rivoluzionare il mondo mediante il potere di una sola Parola. Dopo aver ingiunto a tutti gli uomini di attenersi alla saggezza Egli Si è aggrappato alla corda della pazienza e alla rassegnazione.

I corpi d'argilla del mondo si sono mossi per visitare l'adorna, luminosa, cremisi Città di Dio e certi emissari persiani stanno nascostamente fomentando discordie, benché in apparenza si atteggino a persone gentili e mansuete. Iddio Benevolo! Quando si trasformerà in sincerità questa dilagante ipocrisia? Le esortazioni di Dio, l'Unico Vero, hanno pervaso il mondo, ma finora la loro influenza non s'è manifestata: le indegne azioni hanno impedito agli uomini di pervenire a Lui. Supplichiamo Dio - esaltato e glorificato Egli è - di riversare su tutti i Suoi servi, dalle nubi della grazia divina, le scroscianti piogge del Suo favore. In verità Egli è potente sopra tutte le cose.

O 'Alí Haydar! O tu che ti sei levato per servire la Mia Causa e sei intento a magnificare la lode di Dio, Signore del trono possente! Per gli emblemi della giustizia e per gli esponenti dell'equità è indiscutibilmente chiaro ed evidente che questo Vilipeso, corroborato dalla trascendente forza del Regno, cerca di cancellare di fra i popoli e le tribù della terra ogni traccia di disordine, discordia, dissenso, divergenza o divisione; e per nessun'altra ragione che questo grande, questo importante intendimento Egli è stato ripetutamente gettato in prigione e per lunghe notti costretto a ceppi e catene. Benedetto chi giudica con giustizia ed equità questa Causa invincibile, questo glorioso Annunzio.

Questa è una Tavola inviata dal Signor misericorde acciocché i popoli del mondo si accostino a questo Oceano che s'è gonfiato mediante il potere del Suo augusto Nome. Tra gli uomini alcuni si sono distolti da Lui negandoNe la testimonianza, mentre altri hanno libato il vino della certezza nella gloria del Suo Nome che pervade tutto il creato. Grave davvero è la perdita subita da coloro che hanno teso l'orecchio al gracchiare del corvo e si sono rifiutati di ascoltare i soavi trilli dell'Uccello Celestiale che canta sui rami dell'Albero dell'Eternità: In verità non v'è altro Dio che Me, l'Onnisciente, il Sapientissimo. Questo è il Giorno che gli splendori della luce del Nostro Sembiante han rischiarato - il Giorno attorno al quale tutti i giorni e le notti gravitano adoranti. Benedetto l'uomo illuminato che ha compreso e l'assetato che ha bevuto a questa Fonte rilucente. Benedetto l'uomo che riconosce la verità, sforzandosi generosamente di servire la Causa del suo Signore, il Forte, l'Onnipotente.

O servo che hai posato lo sguardo sul Mio volto! Ascolta la voce del tuo Signore, il Gloriosissimo, levarsi alta dall'orizzonte della maestà e della magnificenza. In verità il Suo Appello ti trarrà presso il reame della gloria e ti sospingerà a innalzare la Sua lode, in tal guisa che ogni creatura ne sarà estasiata, e ti farà magnificare la Sua gloria in tal modo da smuovere l'intera creazione. In verità il tuo Signore è il Protettore, il Benevolo, Colui Che di tutto ha contezza.

Raduna gli amici di Dio in quella contrada e annunzia loro il Mio incomparabile ricordo. Abbiamo per loro rivelato una Tavola dalla quale la fragranza del Misericordiosissimo s'è sparsa sui reami dell'esistenza, acciocché essi gioiscano di gioia grande e rimangano irremovibili in questa meravigliosa Causa. Mentre Ci trovavamo in prigione abbiamo rivelato un Libro che abbiamo intitolato «Il Libro Più Santo». Abbiamo in esso emanate leggi e l'abbiamo adornato coi comandamenti del tuo Signore Che impera su tutti coloro che sono nei cieli e sulla terra. Dì: Prendetelo, o genti, e osservate ciò che in esso è stato inviato dei mirabili precetti del vostro Signore, il Munifico, il Perdonatore. In verità ciò vi darà prosperità in questo mondo e nell'altro e vi purificherà da tutto quello che non vi s'addice. Invero Egli è l'Ordinatore, l'Espositore, il Donatore, il Generoso, il Benevolo, il Lodatissimo.

Grande è la tua benedizione poiché sei rimasto fedele al Patto e al Testamento di Dio e perché sei stato onorato con questa Tavola per la quale il tuo nome è vergato nella Mia Tavola Custodita. Dèdicati al servizio della Causa del tuo Signore, custodisci nel cuore il Suo ricordo e celebra la Sua lode in tal guisa che ogni anima ribelle e incurante sia scossa dal torpore.

Così Ci siamo degnati di conferirti un pegno di favore dalla presenza Nostra; in verità Io sono il Perdonatore, il Misericordiosissimo.

Desideriamo menzionare colui che ha drizzato il volto verso di Noi e lasciar che ancora si disseti con le acque vivificanti della Nostra benevola provvidenza, acciocché egli possa accostarsi al Mio Orizzonte, fregiarsi dei Miei attributi, librarsi nella Mia atmosfera, essere confermato in ciò che farà apparire la santità della Mia Causa tra le Mie genti e celebrare la Mia lode in tal guisa che ogni anima esitante si affretterà, ogni creatura immota spiccherà il volo, ogni spoglia mortale si consumerà, ogni cuore raggelato sarà ricondotto in vita e ogni spirito avvilito si risolleverà gioioso. Questo incombe a chi ha rivolto il viso verso il Mio, è entrato nell'ombra del Mio tenero amore e ha ricevuto i Miei versetti che hanno pervaso il mondo intero.

O 'Alí! Colui Che è l'Alba della Rivelazione divina ti chiama con questa mirabile parola. Per la giustizia di Dio! Se tu fossi qui davanti al Mio Trono e porgessi ascolto alla Lingua della Magnificenza e della Possanza, sacrificheresti corpo, anima, l'intero tuo essere in pegno del tuo amore per Dio, il Sovrano, il Protettore, l'Onnisciente, il Sapientissimo, e tanto fremeresti al fascino della Sua Voce che nessuna penna potrebbe dipingere il tuo stato e ogni eloquente oratore rimarrebbe sconfitto nel tentativo di descriverlo. Fermati e medita su questa Rivelazione e sulla sua invincibile sovranità; aiutala di poi come s'addice al tuo Signore, il Benevolo, il Munificentissimo. Guida le persone verso l'Alba della gloria. In verità Egli è assiso sul Suo possente Trono. Per mezzo Suo l'Orizzonte di questa Prigione ha brillato e tutti coloro che sono nei cieli e sulla terra sono stati illuminati.

Ci siamo degnati di menzionare il tuo nome nel passato e lo menzioniamo ora in questa Tavola benevola acciocché tu possa ancora una volta respirare la soave fragranza del Misericordiosissimo. Questo è solo un pegno del Mio favore per te: rendi grazie al tuo Signore, il Munificentissimo, l'Onniveggente.

Non ti crucciare perché gli uomini non riescono a comprendere la Verità. Tra non molto li vedrai volgersi verso Dio, Signore di tutta l'umanità. Mediante il potere della Parola Più Sublime, abbiamo in verità pervaso il mondo intero e s'avvicina il momento in cui Dio soggiogherà i cuori di tutti coloro che dimorano sulla terra. In verità Egli è l'Onnipotente, il Forte.

Da questa terra ricordiamo anche tuo fratello acciocché egli gioisca della Mia menzione di lui e sia tra coloro che riflettono.

O amico! Dalla Sua Più Grande Prigione l'Amatissimo ti chiama e ti esorta a osservare ciò che la Mia eccelsa Penna ha rivelato nel Mio Più Santo Libro affinché tu lo tenga stretto con quella risolutezza e quella forza che nascono da Me; in verità Io sono l'Ordinatore, l'Onnisciente.

Grande davvero è la tua benedizione perché ti è stata elargita la Sua grazia inesauribile e sei stato aiutato a riconoscere questa Causa - una Causa per la cui potenza sono stati ravvolti i cieli e ogni eccelso e imponente monte, sgretolato.

Per la Nostra sconfinata grazia facciamo altresì menzione di tua madre alla quale è stato dato di riconoscere Dio. Le porgiamo i Nostri saluti da questo glorioso stadio. Ricordiamo ciascuno di voi, uomini e donne, e da questo Sito - Scenario di gloria incomparabile - vi consideriamo tutti una sola anima e vi annunziamo le liete novelle delle divine benedizioni che hanno preceduto tutte le cose create e del Mio ricordo che tutti comprende, giovani e vecchi. La gloria di Dio si posi su voi, o genti di Bahá. Gioite di gioia grande al Mio ricordo, perché invero Egli è sempre con voi.

Dà ascolto a ciò che lo Spirito ti rivela nei giorni di Dio, l'Aiuto nel Pericolo, Colui Che esiste da Sé, sì che il Suo appello t'innalzi alla Vetta di gloria trascendente e ti tragga verso lo Stadio ove tutto il tuo essere vedrai avvampare col fuoco dell'amor di Dio, in tal guisa che né il potere dei governanti né i sussurri dei loro vassalli potranno spegnerlo e tu ti leverai fra i popoli del mondo per celebrare la lode del Tuo Signore, il Possessore dei Nomi. Ecco cosa ti si addice in questo Giorno.

Ti narreremo le cose che avvennero in passato affinché tu possa gustare la dolcezza di questa parola e aver notizia degli eventi accaduti nelle epoche trascorse. In verità il tuo Signore è l'Ammonitore, il Benevolo, l'Amatissimo.

Rammenta i giorni in cui Colui Che conversò con Dio nel deserto accudiva alle pecore di Jetro, Suo suocero. Egli udì la Voce del Signore dell'umanità promanante dal Roveto Ardente, che era stato suscitato sulla Terra Santa, esclamare: «O Mosè! In verità, Io sono Dio, tuo Signore e Signore dei tuoi padri, Abramo, Isacco e Giacobbe». Fu così trasportato dagli accenti seduttori di quella Voce che Si allontanò dal mondo e mosse verso il Faraone e le sue genti, investito del potere del tuo Signore Che impera su tutto quello che è stato e che sarà. I popoli del mondo odono ora ciò che udì Mosè, ma non comprendono.

Dì, giuro sulla giustizia di Dio! Tra non molto la pompa dei ministri di stato e la potenza dei governanti passeranno, saranno devastati i palazzi dei potenti e ridotti in polvere i solenni edifizi degli imperatori, ma ciò che vi abbiamo predisposto nel Reame durerà. O genti, v'incombe di fare il massimo sforzo sì che i vostri nomi siano menzionati innanzi al Trono e voi produciate ciò che possa immortalare le vostre memorie per l'eternità di Dio, Signore di tutto l'essere.

RicordaMi agli amanti in quella terra, porgi loro i Miei saluti e rallegra i loro cuori con la novella di ciò che è stato per loro rivelato da questo stadio glorioso.

Dì, badate che la soverchiante prepotenza degli oppressori non vi allarmi. S'avvicina il giorno in cui ogni emblema di vanagloria sarà vanificato; allora vedrete l'invincibile sovranità del Signore vostro dominare su tutte le cose visibili e invisibili.

Attenti che i veli non vi privino delle effusioni del Suo favore in questo Giorno. Gettate via le cose che vi distolgono da Dio e perseverate in questa lunghissima Via. Desideriamo per voi solo quello che vi giova e che è stato vergato sulla Sua Tavola Custodita. Ricordiamo spesso i Nostri amati; ma li abbiamo trovati in fallo in ciò che si addice loro presso la Corte del favore del loro Signore, il Benevolo, il Perdonatore, eccettuati coloro che Dio vuole dispensare. In verità, Egli ha il potere di fare ciò che vuole; dà e toglie; è l'Eterna Verità, il Conoscitore delle arcane cose.

O amanti del Misericordiosissimo, afferrate il calice della vita eterna profferto dalla mano dei munifici favori del vostro Signore, Possessore dell'intera creazione, e bevete a sazietà. Giuro su Dio, ciò vi estasierà tanto che vi leverete a magnificare il Suo Nome e a proclamare le Sue parole tra i popoli del mondo e conquisterete le città dei cuori umani nel nome del vostro Signore, l'Onnipotente, il Lodatissimo.

Inoltre, annunziamo a tutti le liete novelle di ciò che abbiamo rivelato nel Nostro Libro Più Santo - Libro dal cui orizzonte l'astro dei Miei comandamenti rifulge su ogni osservante e ogni osservato. Tenetelo stretto e fate quello che in esso è rivelato. In verità meglio è questo per voi di tutto ciò che è stato creato nel mondo, se solo lo sapeste. Attenti che le vanità della vita umana non vi impediscano di volgervi verso Dio, l'Unico Vero. Meditate in cuor vostro sul mondo e i suoi conflitti e le sue vicende, sì che comprendiate il suo valore e lo stadio di coloro che su di esso hanno riposto il cuore, scostandosi da ciò che è stato inviato nella Nostra Tavola Custodita.

Così abbiamo rivelato questi santi versetti e te li abbiamo inviati, acciocché tu possa levarti per glorificare il Nome di Dio, l'Aiuto nel Pericolo, Colui Che esiste da Sé.

La gloria di Dio sia con te e con coloro che hanno bevuto questo Vino squisito e suggellato.

Questo Vilipeso ha letto la tua lettera nella Più Grande Prigione e ha appreso del tuo quesito riguardante i comandamenti di Dio sui problemi della resurrezione e dei mezzi di sussistenza. È bene che tu abbia posto queste domande, perché te ne varrai non solo tu, ma anche gli altri servi di Dio, tanto esteriormente quanto interiormente. In verità Dio sa tutto e risponde subito agli appelli.

La causa suprema per cui fu creato il mondo con tutto ciò che in esso si trova è che l'uomo conosca Dio. In questo Giorno chiunque l'olezzo della veste della Sua misericordia guidi alla pristina Dimora, che è lo stadio del riconoscere la Fonte dei divini comandamenti e l'Alba della Sua Rivelazione, ha ottenuto ogni bene per l'eternità. Raggiunto questo eccelso stadio, ogni anima ha un duplice dovere: primo, perseverare nella Causa con tale fermezza che, quand'anche tutti i popoli del mondo cercassero di impedirle di volgersi verso la Fonte della Rivelazione, non ci riuscirebbero; secondo, ottemperare alle divine ordinanze sgorgate dalla fonte perenne della Sua Penna ispirata; perché l'umana conoscenza di Dio non può svilupparsi completamente e adeguatamente se non mediante l'osservanza di tutto ciò che Egli ha disposto e che è scritto nel Suo santo Libro.

Or volge un anno che dal cielo del favore del Signore dei Nomi fu inviato il Più Santo Libro: voglia Dio, che ti sia benignamente dato agio di fare ciò che è stato ivi rivelato.

Riguardo ai mezzi di sussistenza, pur riponendo tutta la tua fiducia in Dio, devi dedicarti a un'occupazione. Sicuramente dal cielo del Suo favore Egli t'invierà ciò che t'era destinato. In verità Egli è il Dio della potenza e della forza.

Rendi grazie a Dio perché la tua missiva è giunta alla presenza di questo Prigioniero e dal Seggio dell'autorità divina è stata rivelata la risposta che ti viene ora inviata. È questa un'immensa benedizione che Iddio ha concesso; ancorché per ora non sia evidente, presto lo sarà. Devi dire:

Magnificato sia il Tuo Nome, o Signore mio Dio! Sono colui che ha drizzato il volto verso di Te e in Te ha riposto tutta la fiducia. T'imploro pel Tuo Nome per il quale l'oceano della Tua parola ha spumeggiato e hanno spirato le brezze del Tuo sapere, di concedere che io sia benevolmente aiutato a servire la Tua Causa e ispirato a ricordarTi e lodarTi. Mandami dunque dal cielo della Tua generosità ciò che mi preserverà da tutto fuorché Te e che mi gioverà in tutti i Tuoi mondi.

In verità, Tu sei il Forte, l'Inaccessibile, il Supremo, il Savio, il Sapiente.

1 Corano, 7:143.

2 Muhammad Javád-i-Qazvíní, al quale Bahá’u’lláh conferì il titolo di Ismu’lláhi’l-Júd (il Nome di Dio, Munificenza). Durante il ministero di Bahá’u’lláh, egli trascrisse numerose Sue Tavole, ma poi violò il Patto. Vedi Dio passa nel mondo, p. 254 e 329.

3 Hájí Mírzá Haydar-‘Alí, eminente insegnante e scrittore persiano bahá’í. Trascorse nove anni prigioniero ed esule a Khartúm; fece lunghi viaggi in Írán e morì nel 1920 in Terra Santa. I pellegrini occidentali lo conoscevano come l’Angelo del Monte Carmelo.

4 Salmi, 59: 9; 108:10.
5 Corano, 14:5.s
1 Detta, talvolta, Tavola ai Cristiani
2 Gesù
?
1 Gesù
1
2
3
4
1 Corano,81:6 e 10
2
3
4
1
2
1
2
1 Hájí Mírzá Haydar-‘Alí
2 Corano, 34:12.
3 Gesù
4 Hájí Mullá Hádí Sabzivárí
5 Mírzá Abu’l-Qásim
6 Cf. Corano 4:129
7 Corano 59:9.
8 Muhammad Javád-i-Qazvíní
9 Villaggio nei pressi di Isfáhán.
10 Mírzá Hádí
11 Mírzá Ashraf,

1 Le due Mani della Causa di Dio, Hají ‘Alí Akbar Shamírzádí e Hájí Abu’l-Hasan Ardakání, Amín-Ilání (fiduciario dell’Huqúqu’lláh), furono imprigionati a Qazvín nel 1891 e poi trasferiti in prigione a Tihrán.

2 Il principe Mahmúd Mírzá, il Jalálu’d-Dawlih, Governatore di Yazd, Persia.

3 Jamalu’d-Dín-i-Afghání. (Vedi Dio passa nel mondo, pp. 307 e 327).

1 Cioè la ‘B’, seconda lettera dell’alfabeto.

2 Il capitolo aprente il Corano, che s’inizia con la lettera ‘B’: Bismi’lláhi’r-Rahmáni’r-Rahím (Nel nome di Dio, il Clemente, il Misericordioso). Questo capitolo del Corano fu rivelato due volte, una alla Mecca e una a Medina.

3 Gesù.
4 Mosè.

5 Questa Tavola fu indirizzata a Jalíl-i-Khu'í, uno dei primi credenti dell'Adhirbáyján, Persia. Dopo l'Ascensione di Bahá'u'lláh egli violò il Patto.

6 Cf. Corano, 14:33.
7 Cf. Corano, 21:23.
8 La Mecca; Corano, 3:97.
9 Muhammad.
10 Mírzá Yahyá.
11 Muhammad.
12 Corano, 83: 6
13 Mosè.
14 Corano, 14: 5.
15 Gesù.
16 Adrianopoli.
17 La lingua araba.
18 La lingua persiana.
19 Muhammad.
20 Gli Imám.
21 Il Báb.
22 Il Kitáb-i-Aqdas.

23 Uno dei primi credenti, ben noto agli amici per le sue attendibili trascrizioni delle Tavole di Bahá’u’lláh (Vedi Memorials of the Faithful, pp. 150-153).

24 Prestito senza interessi, pagabile a piacere dal beneficiario.

1 In una Tavola Bahá'u'lláh afferma: « L'Albero Santo [ Sadrat ] è, in un certo senso, la Manifestazione dell'Unico Vero Dio, magnificato sia. II Benedetto Albero nella terra di Za'farán allude a quell'ubertosa, benedetta santa, aulentissima terra, dove quell'Albero è stato piantato ».

2 In molti dei seguenti passi, riguardanti i filosofi greci, Bahá'u'lláh cita fedelmente dalle opere di alcuni storici musulmani, come Abu'l-Fath-i-Shahristání (1076-1153 A.D.) e 'Imadu'd-Dín Abu'l-Fidá (1273-1331 A.D.).

3 In una delle Sue Tavole, Bahá'u'lláh scrisse: « II primo uomo che si dedicò alla filosofia fu Idrís: tale era il suo nome, ma altri lo chiamavano anche Ermete; e ogni idioma gli attribuisce un nome speciale. Egli espresse idee profonde e convincenti in ogni ramo della filosofia. Dopo di lui, dalle Tavole Ermetiche attinse il suo sapere e le sue scienze Balínús e dalle sue parole e dai suoi enunciati la maggior parte dei filosofi a lui posteriori trassero le loro scoperte filosofiche e scientifiche... ». Nel Corano, sura 19, versetti 56 e 57, è scritto: « E nel Libro ricorda Idrís: che fu un giusto, un Profeta e lo elevammo ad altissimo luogo ».

1 Corano, 20:106.
2 Muhammad.
3 La Mecca.
4 La lingua araba.
5 Mosè.
1 Il Più Grande Nome.
2 Mullá Husayn.

3 L’artefice del Vitello d’Oro. Vedi Corano, 20:87-98.

1 Siyyid Mihdíy-i-Dahají, a cui questa Tavola fu indirizzata, ricevette da Bahá’u'lláh il titolo di Ismu'lláhi'l-Mihdí, (il Nome di Dio, Mihdí). In seguito egli violò il Patto. (Vedi Dio passa nel mondo, p. 329).

2 Áqá Muhammad, l’illustre credente di Qá’in, che fu soprannominato Nabíl-i-Akbar (Vedi Memorials of the Faithful,

pp.1-5)
1 La Mecca.
2 Fátimih, figlia di Muhammad.
3 Gesù.
4 Corano, 4:94.
5 Gesù

6 II Sacro Albero di Loto, l'Albero oltre il quale non si passa (vedi Corano, 53:8-18). Simbolo della Manifestazione di Dio (vedi Dio passa nel mondo, p. 94).

7 Corano, 2:88.
8 Mosè.
9 Napoleone III.
10 Corano, 40:29.
11 Muhammad.
12 Adrianopoli.
13 l’Imám-Jum’ih di Isfáhán, vedi introduzione.
14 Il Re dei Martiri e l’Amato dei Martiri.
15 Ismaele.
1 Corano,104:1-2.

1 Beirut. Questa Tavola è « una lettera dettata da Bahá'u'lláh e indirizzata dal Suo amanuense Mírzá Áqá Ján ad 'Abdu'l-Bahá, mentre Questi Si trovava a Beirut ». (The World Order of Bahá'u'lláh, p. 136).

1 Corano,7:143.

2 Muhammad Javád-i-Qazvíní, al quale Bahá’u’lláh conferì il titolo di Ismu’lláhi’l-Júd (il Nome di Dio, Munificenza). Durante il ministerio di Bahá’u’lláh, egli trascrisse numerose Sue Tavole, ma poi violò il Patto. Vedi Dio passa nel mondo, p. 254 e 329.

3 Hájí Mírzá Haydar-‘Alí, eminente insegnante e scrittore persiano bahá’í. Trascorse nove anni prigioniero ed esule a Khartúm; fece lunghi viaggi in Írán e morì nel 1920 in Terra Santa. I pellegrini occidentali lo conoscevano come l’Angelo del Monte Carmelo.

4 Salmi, 59: 9; 108:10.
5 Corano, 14:5.

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